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Borsa e PMI, al Senato il confronto sulle opportunità di crescita per le imprese italiane
Di Gianluca Lambiase
Avvicinare le piccole e medie imprese italiane al mercato azionario rappresenta una sfida ma anche una grande opportunità per il sistema economico nazionale. È questo il tema al centro del convegno “Borsa – PMI: un’opportunità da percorrere”, organizzato al Senato da Fratelli d’Italia e promosso dal Senatore Lucio Malan, capogruppo del partito a Palazzo Madama, a cui hanno preso parte tra gli altri Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile Economia e Finanze di FdI, e Ylenia Lucaselli, capogruppo del partito in Commissione Bilancio alla Camera.
Aprendo l’incontro, Malan ha sottolineato i risultati ottenuti dal mercato azionario negli ultimi anni. «In tre anni e mezzo di governo Meloni – ha affermato – la Borsa italiana ha registrato una crescita del 114% in termini di valore». Un dato che, secondo il capogruppo di FdI al Senato, dimostra come il mercato finanziario possa rappresentare una leva importante anche per le PMI, consentendo loro di accedere a nuovi capitali e offrendo allo stesso tempo opportunità agli investitori e ai risparmiatori.
Sul rapporto tra imprese e mercato dei capitali è intervenuto anche Marco Osnato, evidenziando come il segmento dedicato alle PMI abbia registrato risultati positivi in termini di quotazioni, ma non ancora un flusso di capitali adeguato al potenziale del tessuto produttivo italiano.
Secondo il presidente della Commissione Finanze della Camera, il nodo è in parte culturale: molte imprese nate dalla capacità imprenditoriale italiana raggiungono risultati importanti, ma esitano a fare il passo verso la quotazione per timore di perdere il controllo dell’azienda. «Invece – ha spiegato – è proprio in quel momento che l’imprenditore dovrebbe avere il coraggio di crescere e trasformare una grande azienda in un’impresa ancora più competitiva, con benefici non solo per sé ma per l’intero sistema Paese».
Osnato ha inoltre sottolineato come la struttura spesso ridotta delle PMI renda più complesso affrontare il percorso di quotazione. Da qui la necessità, secondo il parlamentare, di individuare strumenti normativi che semplifichino l’accesso ai mercati finanziari.
«Il paradosso – ha osservato Osnato – è che in Italia esistono due eccellenze, la Borsa e le piccole e medie imprese, che però dialogano ancora troppo poco». Per questo motivo, ha aggiunto, è importante coinvolgere operatori ed esperti del settore per capire quali interventi possano favorire un collegamento più efficace tra i due ambiti.
Nel corso del dibattito è intervenuta anche Ylenia Lucaselli, che ha ricordato i provvedimenti adottati negli ultimi anni per rafforzare il mercato dei capitali. Tra questi la Legge delega sulla competitività dei capitali, le misure fiscali volte a favorire la patrimonializzazione delle imprese e il rafforzamento del ruolo di Cassa Depositi e Prestiti e dei fondi dedicati alle PMI.
«È necessario anche il protagonismo delle imprese e degli operatori del settore», ha affermato Lucaselli, sottolineando come l’obiettivo dell’incontro sia stato quello di avviare un confronto concreto per individuare ostacoli e possibili soluzioni.
«Il sistema produttivo italiano – ha concluso – ha sempre dimostrato una grande capacità di innovazione. La sfida ora è fare in modo che le nostre imprese non abbiano paura di crescere e di competere sui mercati».
«Abbiamo già segmenti e strumenti per avvicinare gli imprenditori alla Borsa Italiana» ha spiegato Fabrizio Testa, AD di Borsa Italiana. «Negli ultimi cinque anni c’è stata un’accelerata a partire dal Libro Verde, che poi si è declinata con la legge capitale, adesso c’è la riforma del TUF e soprattutto con degli strumenti tipo il fondo nazionale strategico in diretto.
«Abbiamo dei programmi come Elite che vanno a educare e a cercare di portare struttura alle aziende per poi preparare anche una quotazione, ma non solo. Bisogna continuare a lavorare su due fronti: convincere gli imprenditori ad aprire il capitale e dare longevità alle loro aziende entrando in borsa e far sì che il pacchetto fiscale e i prodotti finanziari che vengono messi sul mercato attirino e canalizzano questi fondi verso l’economia levale, sia a livello domestico che a livello europeo».
«Le piccole e medie imprese italiane devono comprendere che senza crescere dal punto di vista della governance, è difficile oggi fare impresa» ha aggiunto Francesco Di Ciommo, Consigliere di Amministrazione di CDP e ProRettore della LUISS “Guido Carli”. «Bisogna diventare più robusti dal punto di vista finanziario, per poter resistere alle tensioni che sui mercati ci sono e anche alla competizione che è sempre più feroce. Per accedere alla finanza bisogna avere una struttura di governance molto forte, in grado di presidiare al meglio i rischi a cui qualunque attività d’impresa è esposta. La crescita culturale ovviamente non si fa da un giorno all’altro, è necessario che ci sia un intero ecosistema che accompagni le nostre piccole e medie imprese a crescere. Lavorano in questa direzione Confindustria, il Governo e le principali agenzie culturali del Paese, a cominciare dalle Università».





