Politica

Sondaggi: centrodestra al 45,1%, opposizioni al 44,3%. L’effetto Vannacci pesa su Lega e FdI

04
Marzo 2026
Di Giuliana Mastri

L’effetto della nascita di Futuro nazionale, il partito lanciato da Roberto Vannacci dopo l’uscita dalla Lega, continua a riflettersi nei sondaggi. A circa un mese dalla rottura con il Carroccio, sia la Lega sia Fratelli d’Italia registrano un calo nei consensi. Alle elezioni manca ancora più di un anno e i margini per recuperare non mancano, ma la nuova fotografia delle intenzioni di voto mostra un equilibrio più stretto tra maggioranza e opposizioni. Secondo l’ultima media dei sondaggi elaborata da Termometro politico, l’insieme delle forze di centrosinistra – Pd, Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia viva e +Europa – dista ormai circa mezzo punto dalla coalizione di governo. In questo contesto anche il referendum del 22 e 23 marzo potrebbe assumere un valore politico rilevante, mentre torna centrale il dibattito sulla legge elettorale.

Fratelli d’Italia resta il primo partito del Paese, ma scende al 28,8%. Rispetto alla rilevazione del 31 gennaio perde esattamente un punto percentuale, passando da valori prossimi al 30% a una quota inferiore al 29%. Il primato non è in discussione, ma la flessione viene letta da diversi osservatori anche alla luce dell’emergere del nuovo soggetto politico guidato da Vannacci.

La perdita più significativa riguarda però la Lega. Il Carroccio scende al 6,8%, con un calo di 1,4 punti nell’arco di un mese. In termini proporzionali significa che circa un elettore su sei tra quelli che a gennaio si dichiaravano pronti a votare Lega ha cambiato orientamento.

Considerando anche la lieve flessione di Forza Italia, che perde lo 0,2% nello stesso periodo, e l’1% attribuito a Noi moderati, la coalizione di centrodestra si attesta complessivamente al 45,1%. Il margine sulle opposizioni appare però molto ridotto. Anche per questo nelle ultime settimane si è riacceso il confronto su una possibile riforma della legge elettorale, con l’ipotesi di un sistema che potrebbe ridisegnare gli equilibri tra coalizioni.

Sul fronte opposto il Partito democratico è al 21,7%, in calo di tre decimi rispetto alla precedente media. Il Movimento 5 stelle si colloca al 12,2%, perdendo due decimi. Anche Alleanza Verdi-Sinistra, Italia viva e +Europa registrano lievi flessioni, rispettivamente al 6,3%, al 2,4% e all’1,7%. Nel complesso però l’area del cosiddetto “campo largo” si attesta al 44,3%, meno di un punto sotto la coalizione di governo.

Tra le forze fuori dai due blocchi principali cresce Azione di Carlo Calenda, che sale al 3,4%, guadagnando quattro decimi in un mese. E si consolida anche Futuro nazionale di Roberto Vannacci, accreditato del 3,2%. Un risultato che conferma le prime rilevazioni registrate nelle settimane successive alla nascita del partito, anche se resta da capire se il nuovo soggetto politico riuscirà a mantenere questo livello di consenso nel lungo periodo che separa il Paese dalle prossime elezioni.

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