Politica

Legge elettorale, settimana decisiva: fiducia sugli articoli e voto finale giovedì

05
Ottobre 2026
Di Lorenzo Berna

Settimana decisiva alla Camera per la nuova legge elettorale. Il governo porrà oggi la fiducia sui primi tre articoli del provvedimento, modificati dal Senato, mentre le votazioni sono previste per domani e mercoledì. Giovedì sarà invece il giorno delle dichiarazioni di voto e del voto finale, che si terrà a scrutinio segreto.

Alla vigilia dei passaggi parlamentari, Giorgia Meloni ha inviato due messaggi: «Onoreremo il mandato fino all’ultimo» e «il centro è al centro dell’azione di governo».

La presidente del Consiglio, intervenendo in collegamento al convegno dei centristi di Saint-Vincent, ha quindi delineato la visione politica della maggioranza: «Gli italiani chiedono a chi li rappresenta di difendere l’interesse nazionale in Europa e nel mondo».

La riforma elettorale, proposta da Matteo Renzi, introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza e preferenze, mantenendo i capilista bloccati. Il premio consiste in 70 deputati e 35 senatori per la coalizione che raggiunge almeno il 42%. Il provvedimento prevede inoltre liste bloccate e l’indicazione del candidato premier al momento della presentazione del simbolo.

Il percorso parlamentare

La proposta era arrivata alla Camera il 16 luglio, in prima lettura, senza l’emendamento che introduceva le preferenze volute da Fratelli d’Italia e contrastate da Lega e Forza Italia, che in quella fase avevano ottenuto il ricorso al voto segreto.

Il 15 settembre è arrivato il via libera del Senato. Palazzo Madama ha introdotto le preferenze, mantenendo i capilista bloccati, fino a tre scelte e con l’obbligo dell’alternanza di genere. Poiché Camera e Senato devono approvare lo stesso testo, la legge è quindi tornata a Montecitorio.

Il 1° ottobre la Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità avanzate dalle opposizioni. Ora comincia l’ultimo passaggio: sugli articoli modificati dal Senato il governo porrà la questione di fiducia. Le votazioni sono calendarizzate tra domani e mercoledì, mentre giovedì si terranno le dichiarazioni di voto e infine il voto segreto sul provvedimento. 2026100563467287.pdf_DeMonte_I

Magi al quinto giorno di sciopero della fame

Le opposizioni continueranno a dare battaglia. Riccardo Magi, segretario di +Europa, è arrivato al quinto giorno di sciopero della fame per chiedere che la legge elettorale venga cambiata e sollecita gli esponenti delle opposizioni a votare con scrutinio segreto, puntando anche sui malumori presenti nella maggioranza.

Magi, da parte sua, proseguirà la protesta almeno fino al voto: «Sono un po’ stanco, debole, ma molto determinato». Giovedì tornerà in Aula.

Al Senato si prepara inoltre un nuovo soggetto politico, promosso da due ex del Pd e un ex Udeur, che secondo la ricostruzione sarebbe guardato con favore, se non ispirato, da Fratelli d’Italia.

Sul ruolo del centro è intervenuto anche Enzo Maraio del nuovo Psi, che ha rifiutato la proposta di Matteo Renzi di ricondurre il centro a una componente moderata. Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, ha invece rivendicato il percorso politico del centrodestra: «Da oltre trent’anni il centrodestra è una proposta credibile di governo, forte anche della sua componente moderata. Meloni riconosce il lavoro che abbiamo svolto e conferma il ruolo da protagonista che il centro ha e avrà nella coalizione».