Politica

Ets, von der Leyen apre all’Italia: consultazioni da lunedì sul dl bollette, revisione a luglio

30
Marzo 2026
Di Giuliana Mastri

La Commissione europea aprirà da lunedì le consultazioni con le autorità italiane sulle misure a breve termine previste dal decreto bollette, mentre per il medio termine la revisione dell’Ets – attesa a luglio – conterrà due questioni chiave per Roma: la proroga delle quote di emissione gratuite per le industrie ad alta intensità energetica oltre il 2035 e misure contro la volatilità dei prezzi delle quote di CO2. Lo ha annunciato Ursula von der Leyen nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo di Bruxelles.
«A causa del mix energetico molto diverso nei vari Stati membri, non è possibile adottare un approccio valido per tutti», ha spiegato la presidente della Commissione. «L’approccio deve essere molto mirato, adattato alla situazione dei singoli Stati membri e temporaneo».

Sul decreto italiano, ha aggiunto, «siamo fiduciosi di poter fare progressi per affrontare i problemi specifici dell’Italia nel breve termine». Sul fronte tecnico, la portavoce per l’Energia e il Clima Anna-Kaisa Itkonen ha precisato che le misure nazionali saranno valutate caso per caso, verificando che evitino distorsioni del mercato interno, preservino i segnali di investimento a favore delle energie pulite e non aumentino la domanda di gas. Condizioni che sembrano escludere di fatto la possibilità di sterilizzare gli effetti dell’Ets sulle centrali termoelettriche a gas — una delle ipotesi circolate nelle scorse settimane — perché andrebbe nella direzione opposta agli obiettivi climatici.

Per il medio termine, la Commissione punta su due strumenti. Il primo è la revisione dei criteri di riferimento per decidere quali impianti nelle industrie energivore possono ricevere quote gratuite, meccanismo che potrebbe prolungare ben oltre il 2034 la concessione oggi prevista. Il secondo è l’attivazione della «riserva di stabilità» – un ampio stock di permessi tenuto in riserva dalla Commissione – da immettere sul mercato in caso di rincari eccessivi delle quote di CO2, aumentando l’offerta e calmierando i prezzi. Un intervento assai diverso dal «cap» o dal tetto di prezzo massimo che Roma aveva chiesto.

Von der Leyen ha rivendicato con nettezza la centralità dell’Ets, ricordando che in vent’anni ha ridotto le emissioni mentre l’economia cresceva e ha incentivato gli investimenti nelle tecnologie pulite. «Maggiore è la quota di energie rinnovabili e nucleare, più bassi sono i prezzi», ha osservato, «vale anche il contrario: maggiore è la quota di gas, più alti sono i prezzi e maggiore è la volatilità». Le conclusioni del vertice chiedono alla Commissione di presentare la revisione dell’Ets «entro luglio 2026 al più tardi», preservando tuttavia «il ruolo essenziale del sistema nella transizione climatica».
Il governo italiano ha accolto con soddisfazione gli annunci. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha parlato di «svolta storica», sottolineando che «finalmente l’Europa si muove sulla strada indicata dall’Italia». Va però notato che nelle conclusioni del Consiglio europeo non c’è traccia dell’ipotesi di sospendere l’Ets, che il governo aveva a lungo rivendicato come obiettivo prioritario.