Politica
Autonomia, Calderoli accelera: intese preliminari in Cdm con Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria
Di Ilaria Donatio
Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli accelera sull’autonomia differenziata. Dopo l’incontro di oggi al Dipartimento Affari Regionali con i presidenti di Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria – le quattro Regioni che lo scorso novembre hanno firmato le pre-intese con il Governo – gli schemi di intesa preliminare sono stati definiti e saranno portati mercoledì in Consiglio dei ministri.
«L’incontro ha avuto esito positivo: gli schemi di intesa preliminare, già concordati con gli altri ministeri, sono definiti e pronti per essere portati in Consiglio dei Ministri», ha dichiarato Calderoli al termine della riunione. «C’è piena sintonia con i quattro governatori, che parteciperanno alla seduta del Cdm».
Le materie oggetto delle intese riguardano funzioni su protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute, con particolare riferimento al coordinamento della finanza pubblica. Si tratta del primo passaggio formale dopo l’approvazione della legge quadro sull’autonomia differenziata, che ha fissato la cornice entro cui le singole Regioni possono chiedere ulteriori competenze ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
Dal Veneto, il presidente Alberto Stefani parla di «passaggio storico». «Dopodomani rappresenterò il Veneto in Consiglio dei Ministri per l’approvazione della prima intesa sull’Autonomia», ha annunciato, ricordando le «350 ore di ostruzionismo in commissione» e il mandato ricevuto dal Consiglio regionale. Nei prossimi giorni, ha aggiunto, sarà pubblicato il testo ufficiale dell’intesa «così i Veneti potranno constatare, punto per punto, i risultati raggiunti».
Per il Governo, il percorso dell’autonomia «prosegue anche su questo fronte» e potrebbe essere seguito da altre Regioni «al di là degli schieramenti ideologici», come sottolineato dal ministro. La partita resta tuttavia politicamente sensibile: l’attuazione concreta dipenderà dalla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e dalle coperture finanziarie, nodi che hanno alimentato il confronto parlamentare e le tensioni tra maggioranza e opposizioni.
Mercoledì il primo banco di prova in Cdm. Se gli schemi preliminari verranno approvati, si aprirà la fase negoziale vera e propria per il trasferimento delle competenze. Un passaggio che, per le Regioni interessate, segna l’avvio operativo dell’autonomia; per il Governo, un tassello centrale della propria agenda istituzionale.





