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Eni chiude il 2025 con un utile netto di 2,6 miliardi e convoca l’assemblea per maggio
Di Giuliana Mastri
Il Consiglio di Amministrazione di Eni, riunitosi ieri sotto la presidenza di Giuseppe Zafarana, ha approvato la Relazione Finanziaria Annuale 2025, che si chiude con un utile netto consolidato di competenza degli azionisti di 2,608 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con i 2,624 miliardi dell’anno precedente. Il bilancio di esercizio della capogruppo segna invece un utile netto di 4,429 miliardi, in calo rispetto ai 6,419 miliardi del 2024.
I ricavi totali del gruppo si sono attestati a 83,6 miliardi di euro, in flessione rispetto agli oltre 91 miliardi del 2024, riflettendo un contesto di mercato più difficile sul fronte energetico. L’utile operativo è sceso da 5,238 a 5,010 miliardi, mentre il carico fiscale si è alleggerito sensibilmente: le imposte sul reddito sono passate da 3,725 a 3,020 miliardi. Il flusso di cassa operativo si è mantenuto solido, a 13,330 miliardi, in lieve crescita rispetto ai 13,092 miliardi del 2024.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, il Consiglio delibererà il 2 aprile la distribuzione della quarta tranche del dividendo 2025, con pagamento previsto per il 20 maggio, stacco cedola il 18 e record date il 19. Nel corso dell’anno il gruppo ha distribuito dividendi per 3,080 miliardi e ha acquistato azioni proprie per quasi 1,9 miliardi.
L’assemblea degli azionisti è stata convocata per il 6 maggio 2026 in unica convocazione, con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio, l’attribuzione dell’utile e il rinnovo degli organi sociali. La documentazione completa, incluse la Rendicontazione di Sostenibilità e la Relazione sul governo societario, sarà resa pubblica entro fine marzo.





