Lavoro

Report Coverflex, retribuzioni, la soddisfazione scende: pesano stipendi fermi e costo della vita

07
Ottobre 2026
Di Jacopo Bernardini

Quanto siamo soddisfatti del nostro lavoro? E quanto, invece, di quello che guadagniamo? È da questa distanza che parte il Report sulla Retribuzione 2026 di Coverflex, presentato al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano.

Nel complesso, i lavoratori italiani assegnano alla propria situazione lavorativa un voto medio di 6,6 su 10. Un giudizio sufficiente, che però scende a 5,8 quando l’attenzione si sposta sul pacchetto retributivo, quindi stipendio, benefit e incentivi. Solo il 22% dei dipendenti si dichiara molto o estremamente soddisfatto di ciò che riceve.

A pesare è soprattutto la sensazione di immobilità. Per il 60% degli intervistati la retribuzione è rimasta invariata negli ultimi due anni, mentre appena il 17% dichiara di ricevere ogni anno un adeguamento al costo della vita. Anche la percezione di equità resta debole: solo circa un lavoratore su tre ritiene che il proprio stipendio rifletta responsabilità e anzianità o sia in linea con il mercato.

È in questo quadro che Coverflex introduce per la prima volta il Compensation Index, un indicatore pensato per misurare la qualità del rapporto retributivo tra aziende e dipendenti attraverso quattro dimensioni: adeguatezza, chiarezza, equità e valore percepito. Il risultato è 38 su 100. Il punto più debole è proprio l’adeguatezza, ferma a 30: molti lavoratori non considerano la propria retribuzione all’altezza del ruolo ricoperto, del mercato e soprattutto del costo della vita.

Ma il problema non è soltanto quanto si guadagna. Sempre più importante diventa anche quanto sono chiari i criteri con cui vengono definiti stipendi, aumenti e percorsi di crescita. L’83% dei dipendenti si dice favorevole a una maggiore trasparenza salariale, mentre il 69% ritiene che le aziende italiane non siano ancora sufficientemente trasparenti sulle retribuzioni. Solo il 21%, inoltre, afferma di conoscere bene il tema.

Un’altra parte della partita si gioca sul welfare aziendale. Il 72% dei lavoratori ha accesso ad almeno un servizio e il 63% ne utilizza almeno uno, ma meno della metà si considera realmente informata sui benefit messi a disposizione dalla propria azienda. E oltre il 40% ammette di non aver utilizzato tutto il valore disponibile.

Il dato di fondo è che la retribuzione viene sempre meno percepita come una semplice cifra in busta paga. Stipendio, welfare, benefit, chiarezza dei criteri e possibilità di crescita finiscono per comporre un unico giudizio sul rapporto con l’azienda. Ed è proprio su questo terreno che si gioca oggi una parte importante della fiducia tra imprese e lavoratori.

Foto e video a cura di Pierluigi Gazzoli.