Lavoro
Inail, 600mila infortuni nel 2025: calano i casi mortali, record per le malattie professionali
Di Giampiero Cinelli
Nel 2025 sono state presentate all’Inail 600mila denunce di infortunio, in aumento dell’1,2% rispetto alle quasi 594mila dell’anno precedente. Diminuiscono invece i casi mortali denunciati, scesi del 3,3% a 1.198, mentre le denunce di malattia professionale raggiungono il livello più alto degli ultimi 26 anni. È il quadro tracciato dal presidente dell’Inail Fabrizio D’Ascenzo, che ha illustrato alla Camera dei deputati la Relazione annuale 2025 dell’Istituto.
Delle 600mila denunce complessive di infortunio, 519mila hanno riguardato i lavoratori, con un aumento dello 0,8% sul 2024, e 81mila gli studenti, in crescita del 3,4%. Tra i lavoratori, l’80% degli infortuni è avvenuto in occasione di lavoro e il restante 20% in itinere, cioè durante il tragitto tra l’abitazione e il luogo di lavoro.
Proprio gli infortuni in itinere mostrano una dinamica in crescita. Nel 2025 sono stati 104.417, il 2,4% in più rispetto all’anno precedente, superando anche il dato del 2019. Considerando complessivamente gli incidenti avvenuti fuori dall’azienda, tra spostamenti stradali e infortuni in occasione di lavoro con mezzi di trasporto, si raggiungono 121mila denunce. Rappresentano il 23,4% del totale relativo ai lavoratori nel 2025, il valore più elevato registrato nel quinquennio 2021-2025.
In calo i casi mortali, 1.198 denunce nel 2025
Sul fronte degli incidenti mortali, le denunce complessive sono passate dalle 1.239 del 2024 alle 1.198 del 2025. In particolare, si contano 1.189 decessi denunciati tra i lavoratori, 37 in meno rispetto all’anno precedente, e nove tra gli studenti, con una riduzione di quattro casi.
Limitando l’analisi ai lavoratori, le denunce mortali in occasione di lavoro sono state 890, in diminuzione del 4,1%, mentre quelle in itinere sono rimaste stabili a 299.
Le Costruzioni si confermano il settore con il maggior numero di decessi denunciati in occasione di lavoro, con 175 casi. Seguono il comparto manifatturiero, con 129, e quello dei trasporti e magazzinaggio, con 126.
Alla riduzione degli incidenti mortali si contrappone però il forte incremento delle malattie professionali. Nel 2025 le denunce sono state 98.312, contro le 88.338 dell’anno precedente, con una crescita dell’11,3%.
«Il dato del 2025 è il più alto degli ultimi 26 anni – spiega D’Ascenzo – e quadruplica i valori registrati nel 2000. Questa crescita costante, favorita dall’azione dei patronati e dei medici certificatori, non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni lavorative, ma evidenzia l’emersione del sommerso».
Inail, avanzo finanziario oltre 1,74 miliardi
La Relazione annuale fotografa anche la situazione economica e patrimoniale dell’Istituto. Il bilancio 2025 ha registrato un avanzo finanziario di competenza superiore a 1,74 miliardi di euro. Premi e contributi consuntivati hanno raggiunto i 10,38 miliardi, con una crescita del 6% rispetto al 2024.
Sul piano economico è stato invece registrato un disavanzo superiore a 3,1 miliardi di euro, attribuito prevalentemente all’incremento dei capitali di copertura delle rendite conseguente all’adozione, dal primo gennaio 2025, delle tabelle con i nuovi coefficienti di capitalizzazione delle rendite Inail previste dal decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 25 marzo 2025.
Le prestazioni economiche erogate a infortunati e tecnopatici hanno superato complessivamente i 5,61 miliardi di euro, in aumento dell’1,70% rispetto al consuntivo dell’anno precedente. La quota principale, oltre 4,91 miliardi, è stata destinata al pagamento delle rendite, con una crescita dell’1,73% influenzata anche dai provvedimenti di rivalutazione delle prestazioni effettuati nel corso del 2025. La spesa per le prestazioni temporanee si è invece attestata a 684 milioni, in aumento dell’1,48%.
Al 31 dicembre 2025 l’avanzo patrimoniale dell’Inail ammontava a oltre 12,45 miliardi di euro, mentre l’avanzo di amministrazione superava i 53 miliardi. Il fondo di cassa ha raggiunto 47,51 miliardi, dei quali oltre 47,18 miliardi giacenti presso la Tesoreria centrale dello Stato.
Le aziende in portafoglio risultano infine oltre 3,15 milioni, in calo dello 0,65% rispetto al 2024, mentre le Posizioni assicurative territoriali si attestano a oltre 3,62 milioni, con una diminuzione dello 0,82%.





