Innovazione
Copyright: l’Europa prepara nuove regole
Di Virginia Caimmi
Dall’utilizzo delle opere protette per addestrare i sistemi di intelligenza artificiale alla pirateria degli eventi live, fino alla ricerca scientifica e ai diritti nel settore musicale, la Commissione europea apre il confronto con imprese, autori, piattaforme e stakeholder sul futuro del copyright nell’UE. Con una nuova consultazione, l’IA torna così al centro dell’agenda europea, questa volta sul terreno sempre più delicato del diritto d’autore.
Oggi la Commissione europea ha infatti avviato una consultazione mirata per valutare se l’attuale quadro UE sul copyright debba essere rafforzato alla luce dello sviluppo dell’IA e dei cambiamenti tecnologici e di mercato. La consultazione resterà aperta fino al 3 novembre e servirà a preparare una possibile iniziativa per creare un ambiente normativo più favorevole alla creatività e all’innovazione europee. Il dossier più rilevante riguarda l’utilizzo di contenuti protetti da copyright nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa. La diffusione dei nuovi modelli ha reso centrale il tema delle condizioni alle quali opere e altri materiali tutelati possano essere utilizzati dai sistemi di IA, mettendo a confronto le esigenze dei titolari dei diritti con quelle degli operatori tecnologici e della ricerca. Bruxelles vuole ora raccogliere elementi concreti per capire se le regole esistenti siano sufficienti o se servano ulteriori misure.
Secondo grande capitolo è la lotta alla pirateria dei contenuti sensibili al fattore tempo, a partire dagli eventi sportivi e dalle altre trasmissioni in diretta. La Commissione chiede agli stakeholder di esprimersi anche sulle criticità esistenti e sulle possibili soluzioni. Il questionario affronta inoltre l’utilizzo nell’Unione europea delle registrazioni sonore di cittadini di Paesi extraeuropei e l’applicazione del diritto a un’equa remunerazione di artisti interpreti o esecutori e produttori. Altro fronte è il rapporto tra copyright e ricerca scientifica, con l’obiettivo di valutare come garantire la tutela dei diritti senza creare ostacoli non necessari alla ricerca e all’innovazione.
La Commissione punta a coinvolgere un numero ampio di soggetti: titolari di copyright e diritti connessi, società di gestione collettiva, fornitori di IA generativa e altri operatori della filiera tecnologica, intermediari, organizzatori di eventi sportivi e live, enti di ricerca, autorità nazionali, associazioni dei consumatori e organizzazioni non governative. La consultazione segue la “Call for evidence” avviata nel maggio dell’anno in corso. Le risposte raccolte contribuiranno ora alla preparazione di una possibile iniziativa europea. Sul tavolo c’è una questione destinata a diventare sempre più centrale: come proteggere il valore economico e creativo delle opere nell’era dell’intelligenza artificiale senza frenare ricerca, innovazione e competitività europea.





