Innovazione

Dalla governance all’AI: come cambia il lavoro legale tra aziende e studi. Parla Martellino

10
Aprile 2026
Di Carlotta Moro

(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)
Governance, intelligenza artificiale, riservatezza, gestione dei documenti, rischi geopolitici e sinergie tra uffici legali d’impresa e studi. Un confronto tra l’Avvocato Giorgio Martellino, Presidente dell’Associazione italiana giuristi d’impresa.

Partiamo dall’esito del referendum. Secondo voi, la giustizia ha bisogno di essere riformata? Da dove ripartire?

«Per AIGI la risposta è sì. Lo diciamo dalla prospettiva di imprese e giuristi che operano in un sistema complesso, frammentato e imprevedibile. Le riforme servono per più chiarezza e prevenzione dei conflitti prima del contenzioso. Le priorità per decisioni migliori, meno costi e maggior competitività sono: semplificazione e rafforzamento degli strumenti di interlocuzione preventiva».

Oggi l’IA è entrata nella quotidianità di moltissime professioni, anche in ambito forense. Come usarla nel lavoro legale senza rischiare errori o fughe di informazioni? E qual è il rischio più sottovalutato?

«Seguiamo il tema con attenzione e in AIGI abbiamo un gruppo di lavoro dedicato. Ci misuriamo con l’AI nel quotidiano, dal monitoraggio normativo alla gestione contrattuale. Ci assiste, ma non sostituisce: serve sempre una responsabilità umana chiara, tracciabile, non delegabile. Tra i rischi, il più sottovalutato è l’accountability.  Senza responsabilità decisionale l’AI amplifica i rischi invece di ridurli. E nel legale l’ambiguità ha conseguenze dirette».

Con l’aumento di tensioni geopolitiche e instabilità, qual è la nuova priorità che oggi entra stabilmente nell’agenda legale? E qual è una cosa concreta che aziende e studi dovrebbero fare per essere pronti?

«La geopolitica entra nell’operatività attraverso sanzioni internazionali, export control, vincoli sulle supply chain, obblighi di cybersecurity. Il giurista d’impresa anticipa i rischi e li traduce in scelte aziendali. Per essere pronti, raccomandiamo di costruire un presidio di monitoraggio e mappatura dei rischi geopolitico-regolatori, in un dialogo tra funzione legale, funzioni tecniche e management. Chi aspetta che il rischio si materializzi è già in ritardo».

Su riservatezza e gestione dei documenti legali, il problema oggi è più nelle regole o nel modo pratico in cui si lavora?

«Il problema è doppio. C’è una questione di tutele, che include il legal privilege: senza protezioni adeguate si indebolisce la funzione preventiva del legale interno. Poi, c’è un nodo nei meccanismi pratici: accessi non presidiati, archiviazione improvvisata, gestione casuale degli incidenti. L’anello debole è prevalentemente operativo. Per migliorare, basterebbe introdurre una disciplina minima di classificazione dei documenti legali riservati e una gestione degli accessi per ruoli. Costa poco, riduce vulnerabilità e crea una cultura organizzativa consapevole».

Qual è l’evoluzione più rilevante del ruolo del giurista d’impresa oggi? Quali sono oggi le principali sinergie tra avvocati e giuristi d’impresa?

«Siamo un presidio strategico, non più solo un supporto tecnico. Garantiamo continuità, governance, reputazione e mitigazione dei rischi – dalla compliance e dai contratti, fino all’ ESG e alla cybersicurezza. Questo ampliamento di perimetro cambia anche il rapporto con l’avvocatura esterna, che da AIGI abbiamo sempre visto come complementare, non concorrenziale. Il legale interno garantisce presidio quotidiano, coordinamento e conoscenza profonda del contesto aziendale; lo studio esterno porta specializzazione verticale e supporto su contenzioso e operazioni straordinarie. Quando questo sistema funziona bene, l’impresa è più resiliente. E costruire questo sistema è parte della nostra missione associativa».

Quali condizioni dovrebbero esserci perché un riconoscimento del ruolo del giurista d’impresa sia utile e sostenibile per tutti? «Come AIGI perseguiamo il riconoscimento del giurista d’impresa con convinzione, aperti al dialogo. Ci sono alcuni elementi che consideriamo essenziali perché la soluzione sia davvero utile e sostenibile per tutti. Un perimetro ben definito: parliamo della consulenza e assistenza stragiudiziale svolta in via esclusiva per l’impresa, senza sovrapposizioni con la funzione forense. Condizioni organizzative adeguate: uffici legali con autonomia e indipendenza di giudizio, riconosciuti come presidi di legalità nei modelli di compliance aziendali. E tutele coerenti, incluso il tema del privilege, perché la protezione delle comunicazioni legali è condizione necessaria perché la funzione preventiva del giurista d’impresa possa esprimersi pienamente – a vantaggio delle imprese e del sistema nel suo complesso. Lavoriamo insieme, costruttivamente: una soluzione equilibrata è nell’interesse di tutti».