di Paolo Bozzacchi

 

Nel salto in alto dell’asticella pre-Covid la gara per la ripresa economica è tutta di velocità. Eccovi una breve rassegna di chi ce l’ha già fatta e chi si è sbilanciato fissando una deadline entro la quale è sicuro di farcela.

 

Prova superata presto e bene per l’export italiano, che già nei primi 4 mesi del 2021 ha migliorato del 4,2% lo stesso periodo del 2019 (dato Ice-Prometeia). Grande protagonista la Lombardia, che nel primo trimestre 2021 ha assorbito da sola il 26,3% delle vendite all’estero e subito dopo ha superato l’asticella pre-Covid. Protagonisti tra i Paesi di destinazione per la Lombardia il Belgio, i Paesi Bassi, la Turchia e la Cina, che insieme hanno generato 3,6 miliardi di euro nei primi 90 giorni di quest’anno, con una crescita del 21% rispetto allo stesso periodo del 2020 (dati Centro Studi Tagliacarne).

Brillante prestazione per la fiducia delle imprese e dei consumatori italiani che ha superato il livello pre-Covid lo scorso 27 maggio (dato Istat) “segnalando un recupero completo rispetto alla caduta dovuta all’emergenza sanitaria”. Lato consumatori è stato toccata quota 110,6 punti con un miglioramento di tutte le componenti a partire dalle opinioni sulla situazione economica del Paese. Lato indice composito delle imprese toccata quota 106,7, con progressi diffusi a tutti i comparti. In particolare il manifatturiero (110,2), costruzioni (153,9) e servizi di mercato (98,4). In lieve crescita anche il commercio al dettaglio (99,3). 

L’industria manifatturiera ha superato il livello pre-Covid a maggio, chiudendo i primi 5 mesi dell’anno con un fatturato in crescita del 5,3% rispetto allo stesso periodo 2019 e del 31% rispetto al 2020 (rapporto Settori Industriali Intesa Sanpaolo - Prometeia). L’indice della produzione industriale del comparto ha recuperato buona parte delle perdite accusate durante la fase più acuta della crisi sanitaria del 2020, registrando nei primi 5 mesi 2021 un ottimo +24% di crescita.

Diverso il caso dell’economia italiana nel suo complesso, che sta vivendo una fase di recupero oltre le attese, dopo lo scivolone del Pil di oltre 9 punti nel 2020, ma che proseguendo il trend sarà in grado di superare la misura pre-Covid solamente nella prima metà del prossimo anno. Lo rivela l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), che comunque stima la crescita del Pil Italia 2021 attorno al 6%, ben superiore alle attese. Tanto per avere un parametro di riferimento il Pil USA ha superato la misura pre-Covid già nel secondo trimestre 2021.

Andrà più lenta la ripresa dell’occupazione, che secondo un recente Report OCSE in Italia tornerà ai livelli di fine 2019 sono nell’ultimo quadrimestre del 2022. Un segnale positivo arriva dall’Inps, che ha rivisto in positivo le stime degli effetti negativi sull’occupazione dello sblocco dei licenziamenti approvato dal governo Draghi, quantificate attorno alle 30mila unità contro i 300mila posti di lavoro persi inizialmente previsti. Ottime notizie intanto arrivano sulla ripartenza dell’offerta di lavoro, che a giugno ha superato l’asticella pre-Covid con oltre 560mila opportunità offerte dalle imprese italiane, in crescita rispetto a giugno 2019 (dato Unioncamere).


Aziende che ce l’hanno già fatta

 

Ferrari ha superato l’asticella pre-Covid durante il secondo trimestre 2021, consegnando ben 2685 auto nel periodo e superando così la quota dello stesso periodo 2019. Anche gli utili della Rossa volano: quello netto è di 206 milioni di euro, contro gli appena 9 milioni fatti registrare nello stesso periodo 2020.

 

Brembo ha superato l’asticella pre-Covid nel primo semestre 2021, facendo registrare un fatturato da oltre 1,36 miliardi, in crescita del 2,8% rispetto allo stesso periodo 2019 e del 43,1% rispetto al 2020. 

 

Poste Italiane ha superato il livello pre-pandemia durante il primo semestre 2021 in termini di ricavi, saliti a quota 5,7 miliardi e in aumento del 19% rispetto al 2020.

 

Prada ha superato l’asticella pre-Covid con vendite retail che hanno fatto registrare +8% rispetto allo stesso periodo 2019 e +60% rispetto al 2020. Nella prima metà di quest’anno i ricavi netti hanno superato il miliardo e mezzo di euro.

 

L’asticella del pre-Covid varia la sua misura a seconda della realtà aziendale o del sistema Paese di riferimento. L’obiettivo comune è superarla di slancio e farla diventare al più presto soltanto uno sbiadito ricordo.