La crisi che ha colpito il sistema industriale italiano non ha risparmiato il settore difesa. Ne ha parlato in audizione il Presidente dell’Aiad (Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza) Guido Crosetto (ex FdI). Prima criticità esplosa il fatto che l'Italia è spesso costretta ad acquistare tecnologia dall’estero.

Secondo Crosetto non è previsto “un adeguato ritorno industriale o di trasferimento tecnologico per l’Italia”, come avviene quando ad esempio c'è apertura alla vendita con autorizzazione USA, ma senza previsione di alcuna compensazione. Per Crosetto "spetta all’Italia porre il tema del ritorno industriale o di trasferimento tecnologico; per questo ci siamo posti il punto se ci fossero in Italia aziende che producano lo stesso prodotto, o simile, in modo da poterle far crescere.”

Sia l’Onorevole Frusone (M5S) che l’Onorevole Occhionero (IV) hanno condiviso le affermazioni del Presidente dell’Aiad, ma hanno posto entrambi il problema delle industrie italiane  pronte o meno a partecipare a questo progetto. L’investimento di ogni euro affinchè venga monetizzato al 100% per avere un ritorno per il Paese deve essere la “Stella Polare”, secondo Frusone, di tale provvedimento. Infatti specifica Crosetto “questo ci dà la possibilità di una cooperazione multilaterale maggiore, perché sono assetti importanti che non so quanti Paesi avranno, ne avremo più di Francia e Germania sicuramente.”

Il tema dei ritorni ipotizzati è sempre molto difficoltoso, perché anche quando un’azienda è disponibile a vendere un prodotto poi la decisione deve passare al vaglio del Congresso USA, del Senato oltre che al double check a livello di controlli di sicurezza.  

Il Senatore Vattuone (PD) ha condiviso le preoccupazioni di Crosetto: “l’obiettivo che si pone la Commissione Difesa è garantire questo percorso coordinato che consenta di fare degli accordi” Il Presidente sottoscrive quanto detto e affinchè la volontà corra parallela bisogna avere la consapevolezza di essere “sulla stessa barca di un mare in tempesta. Trasferire tecnologie e aziende coinvolgibili non abbiamo problema a farlo.”

La reale richiesta è che ci siano indicazioni “affinchè il Governo si faccia garante di un ritorno importante e adeguato.” Aggiungendo la totale cooperazione che è stata prospettata da parte dell’aeronautica in modo da poter effettuare un percorso congiunto.

Ultimo intervento dalla Presidente Pinotti (PD): “Immaginando che non esista in Italia un prodotto analogo, che poi si tratta di acquisire una capacità di sistema, volevo capire se avete individuato capacità industriali e come poter legare il ritorno tecnologico per farle crescere ulteriormente anche per aumentare una capacità nazionale” Crosetto spiega che tecnologie simili a quelle che cerchiamo esistono e “si stanno sviluppando” sono presenti anche società italiane che fanno prodotti dello stesso tipo che sono diretti ad altri Paesi, “così come quando si opera su prodotti americani si sa che non sono disponibili al 100%, stiamo parlando di un sistema in cui va messa anche qualche garanzia” anche perché si tratta di prodotti che hanno la capacità di intercettare le comunicazioni di "qualunque cittadino".

 

 

Valentina Ricci

 

 

Photo Credits: Libero Quotidiano