di Alessandro Caruso

Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna, il Next Generation UE ha escluso dal Recovery fund gli aeroporti perché considerati troppo inquinanti, ma non per questo gli hub aeroportuali hanno rinunciato al loro impegno per la sostenibilità. Anzi, è un dato oggettivo che da quando è iniziata la fase post pandemica gli aeroporti si siano rivelati modelli virtuosi per la sperimentazione di best practice sostenibili e tecnologiche.

L’etichetta di realtà industriali che impattano in modo rilevante sulle emissioni è stata quindi reinterpretata come una sfida per invertire la rotta. Ed è anche per questo che nell’ultimo anno aeroporti come Fiumicino o Malpensa hanno concentrato le loro energie su progetti avanguardistici in ottica green.

A Malpensa, ad esempio, si sta puntando sull’idrogeno per ridurre l’impatto ambientale. E Fiumicino, anche coerentemente con la sua reputazione di migliore scalo d’Europa, sta inanellando una serie di intuizioni che testimoniano la grande sensibilità nei confronti della transizione energetica. Lo ha ricordato oggi Veronica Pamio, Vice President External Relation & Sustainability di Aeroporti di Roma, ospite di Largo Chigi, il talk di The Watcher Post, raccontando due delle grandi innovazioni presentate di recente: il bando per Innovation Fund e il lancio dell’aero-taxi elettrico. La prima è un’iniziativa che si realizzerà con il supporto di Enel X e che consiste nel riuso delle batterie esauste di automobili elettriche per immagazzinare l’energia prodotta di giorno dal sistema fotovoltaico da 30 Mw, che sarà presto costruito a Fiumicinoper poi riutilizzare quella stessa energia per il funzionamento notturno dell’aeroporto.

La seconda è la notizia che ha fatto scalpore negli ultimi giorni: il lancio del drone a trazione elettrica per il trasporto passeggeri dall'aeroporto di Fiumicino al centro di Roma, realizzato da ADR in collaborazione con l’azienda tedesca Volocopter. «Questo velivolo altamente innovativo – ha spiegato Veronica Pamio - è un progetto d'avanguardia voluto dalla nostra azienda, che ci vede primeggiare a livello europeo. Anche questa intuizione - ha spiegato - è ispirata ai criteri di sostenibilità. Abbiamo infatti riscontrato nel 2019 che il 74% dei passeggeri raggiungeva l'aeroporto con mezzi privati, incidendo sulle emissioni. Per cui abbiamo concepito questa nuova via di comunicazione altamente tecnologica, grazie alla collaborazione con l'azienda tedesca Volocopter, che permetterà in futuro di percorrere il tragitto tra l'aeroporto di Fiumicino e il centro di Roma in soli 15 minuti. Il nostro piano prevede di rendere fruibile il servizio entro il Giubileo del 2025; nel frattempo stiamo procedendo per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie a regolamentare le operazioni di urban traffic air management per Volocopter e per realizzare i vertiporti nella città».

Uno sforzo apprezzato di fronte al quale anche la politica non rimane indifferente, tanto è vero che sia Luciano Nobili (IV), sia Giulia Lupo (M5S), rispettivamente membri della commissione Trasporti della Camera e della commissione Lavori pubblici del Senato, anche loro ospiti al talk, hanno promesso di fare il possibile per agevolare l’iter autorizzativo del servizio di aero-taxi.

Un segnale che sembra trovare conferma trasversale da parte dell’agone parlamentare, come ribadito la scorsa settimana anche dalle parole degli onorevoli Enza Bruno Bossio e Luca Carabetta, membri dell’Intergruppo parlamentare per l’innovazione, intervenuti alla presentazione dell’aero-taxi: «Ogni tecnologia ha una storia, non nasce da un colpo di bacchetta magica – ha spiegato Bossio – ma per passare dalla sperimentazione alla caduta a terra ha bisogno di tutto l’ecosistema, compreso quello istituzionale». E da Carabetta è arrivata una rassicurazione: «Mai come sull’innovazione tecnologica si registra tanta trasversalità tra tutte le forze politiche». L’innovazione, insomma, spetta alle imprese. Alle istituzioni spetta invece il compito di sostenere questi processi.