Food
Tuttofood apre a Milano: 4.000 buyer da tutto il mondo per la fiera dell’agroalimentare italiano
Di Giuliana Mastri
Settecento miliardi di euro di valore complessivo, 73 dei quali generati dall’export, 900 prodotti certificati nella Dop economy, la cucina italiana appena entrata nel patrimonio Unesco e sullo sfondo le tensioni geopolitiche che continuano a spingere verso l’alto i prezzi delle materie prime. È in questo contesto che Tuttofood ha aperto i battenti a Milano per la sua seconda edizione, confermandosi la principale fiera dell’agroalimentare italiano. L’area espositiva si estende su 85mila metri quadrati distribuiti in 10 padiglioni, con oltre 4.000 top buyer accreditati, il 33% in più rispetto all’edizione 2025, provenienti da Europa (42%), Nord America (21%), Far East e Asean (15%), America Latina (9%), Middle East (6%) e resto del mondo (7%).
La manifestazione, che ha raccolto il testimone di Cibus di Parma, si snoda in un percorso ideale tra i padiglioni: dai Dairy Products del pad. 1 si passa a Meat, Proteins & Cured Meat nei pad. 3 e 4, al Grocery nei pad. 7, 5 e 10, fino al pad. 6 che ospita la Italian Specialty Selection e la Mixology Experience, area dedicata ai grandi produttori di acque, soft drink e bevande alcoliche con nuove modalità di presentazione ispirate al beverage pairing. Il percorso continua con Deli, Frozen & Seafood nei pad. 2 e 4 – dove trova spazio anche Tutto Fruit & Veg, l’area del fresco dedicata ai prodotti ortofrutticoli freschi e processati – e si chiude con Bakery & Snacks al pad. 8 e Confectionery & Coffee al pad. 12.
A fare da cornice alla fiera, i dati di un’analisi Coldiretti su dati dell’Osservatorio Immagino Gs1 Italy che fotografa un cambio di passo nelle preferenze dei consumatori. Il cosiddetto paniere dell’italianità – prodotti con marchi, bandiere e diciture che richiamano l’origine nazionale – rappresenta ormai quasi il 30% dei prodotti agroalimentari sugli scaffali della grande distribuzione. La bandiera italiana, la scritta «prodotto in Italia» e l’etichetta di origine 100% italiana sono il primo elemento di richiamo rispetto a qualsiasi altro claim presente nella Gdo. A confermare la tendenza, l’ultimo rapporto Censis-Coldiretti: il 91% dei consumatori italiani chiede trasparenza su ciò che porta in tavola ogni giorno, ritenendo l’origine obbligatoria in etichetta l’unico strumento per compiere scelte consapevoli su economia, salute e qualità. Al cibo anonimo, la grande maggioranza degli italiani preferisce alimenti con un’identità chiara e legata al territorio.





