Food
Slow Food presenta la Guida agli Extravergini 2026
Di Giuliana Mastri
L’olio extravergine di oliva italiano è un patrimonio straordinario e fragile allo stesso tempo. È questo il messaggio che attraversa la nuova Guida agli Extravergini 2026 di Slow Food Italia, curata da Francesca Baldereschi con il contributo di 125 collaboratori, che sarà presentata ufficialmente l’11 aprile a Torri del Benaco, sul lago di Garda.
L’edizione di quest’anno ha recensito 766 aziende e 1.211 oli – su oltre 1.500 degustati, di cui 573 certificati biologici – assegnando 244 riconoscimenti: 102 Grandi Oli e 142 Grandi Oli Slow. Cinquantuno le chiocciole, il premio riservato alle aziende che meglio incarnano i valori Slow Food. Le novità assolute sono 130, tre in più rispetto all’anno scorso, mentre gli oli del Presidio Slow Food degli olivi secolari salgono a 228. La guida segnala anche 106 aziende con ristorante e 170 con possibilità di alloggio, nella convinzione che visitare i produttori sia parte integrante di una cultura dell’olio che ancora manca.
«Non ci limitiamo a valutare la bontà di un prodotto» sottolinea la curatrice Baldereschi. «Raccontiamo storie di famiglie, giovani imprenditori e territori difficili che trovano nell’olivo una possibilità di futuro. L’olivicoltura italiana resta un laboratorio vivo di biodiversità e resilienza, dove la qualità non è un punto di arrivo, ma un percorso quotidiano.»
Dietro i numeri, però, si nasconde una crisi profonda. Come ricorda Marco Antonucci, esperto della guida, nonostante la produzione 2025/26 sia stimata in crescita del 30% rispetto all’anno precedente, nel lungo periodo il quadro è preoccupante: negli ultimi vent’anni la produzione nazionale si è più che dimezzata. Le cause sono molteplici e si sommano: inverni sempre più miti che compromettono la fioritura, grandinate estive, un clima umido che favorisce la proliferazione di cimice e mosca olearia – quest’anno arrivate a sviluppare fino a sei generazioni – e l’abbandono progressivo degli oliveti storici, spesso sostituiti da impianti superintensivi. Questi ultimi, esclusi dalla guida, «sono la negazione della biodiversità e della sostenibilità ambientale» e non svolgono alcuna funzione antierosiva o paesaggistica.
L’Italia custodisce oltre 530 cultivar, un mosaico unico al mondo che è anche il cuore dell’identità gastronomica nazionale, riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO il 10 dicembre 2025. «L’olio extravergine di oliva è il filo rosso, anzi dorato, che connota la cucina italiana» dice Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. «I produttori non vanno lasciati soli: gli areali, i muretti a secco, le terrazze, le comunità sono parte integrante di una ricchezza che percorre il territorio italiano e attraversa la nostra identità.»
La presentazione ufficiale della guida è fissata per sabato 11 aprile alle 9.30 presso il Cinema Teatro di Torri del Benaco, seguita da banchi d’assaggio sul molo De Paoli nel pomeriggio. Domenica 12 i banchi resteranno aperti dalle 10 alle 18. In programma anche sei Laboratori del Gusto, cinque dedicati all’olio e uno ai vini del lago di Garda, ad ingresso libero fino a esaurimento posti.





