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Scuola e cibo sano: Coldiretti rilancia l’educazione alimentare contro obesità e ultra-processati

09
Febbraio 2026
Di Ilaria Donatio

Un’ora di educazione alimentare a scuola può diventare uno strumento concreto contro la diffusione dei cibi ultra processati e l’aumento dell’obesità. Secondo un’indagine Coldiretti-Censis, il 91% degli italiani ritiene fondamentale introdurre stabilmente questa materia nei programmi scolastici, già a partire dalla scuola primaria.

Il dato è stato rilanciato da Coldiretti Lombardia durante il panel “Sport e cibo sano: il futuro si allena oggi”, organizzato al Villaggio Coldiretti Valtellina di Bormio in vista delle Olimpiadi. Un appuntamento che ha intrecciato agricoltura, salute e promozione del territorio montano, con l’idea che i grandi eventi possano diventare un moltiplicatore economico e turistico per le aree interne.

L’educazione alimentare trova un consenso ancora più alto tra i genitori del Nord Ovest, dove l’adesione raggiunge il 90,8%. In Lombardia, secondo gli ultimi dati Istat, il 44% della popolazione sopra i 18 anni è in condizione di sovrappeso o obesità. A livello nazionale la quota sale al 47%. Numeri che, pur collocando la regione sotto la media italiana, confermano la necessità di intervenire precocemente, già dall’infanzia.

Accanto al presidente nazionale Ettore Prandini sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e rappresentanti del mondo agricolo e istituzionale. Il messaggio è chiaro: l’educazione alimentare non deve restare un’iniziativa episodica, ma diventare parte strutturale del percorso scolastico.

Da anni Coldiretti, attraverso la rete Campagna Amica e il movimento Donne Coldiretti, promuove attività nelle scuole, nei mercati contadini e nelle fattorie didattiche. L’obiettivo è costruire una strategia nazionale contro l’obesità infantile e limitare il consumo di cibi ultra formulati. Tra le proposte, lo stop ai distributori automatici di junk food negli edifici pubblici e il rilancio delle mense come luoghi educativi, con l’introduzione sistematica di prodotti stagionali e di filiera corta.

In questa direzione si inserisce anche il protocollo firmato con ANCI, che punta ad aumentare la presenza di prodotti made in Italy nelle mense pubbliche e a valorizzare la Dieta Mediterranea, riconosciuta come modello alimentare di riferimento anche a livello internazionale.

Secondo Coldiretti, la prevenzione passa non solo dal cibo ma anche dallo sport. L’inattività fisica, ricorda un’analisi della Fondazione Aletheia, costa all’Italia circa un miliardo di euro l’anno. Alimentazione corretta e movimento vengono indicati come il binomio decisivo per contrastare obesità, stress e patologie croniche.

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