Esteri

L’Italia sospende il Trattato di Schengen

20
Ottobre 2023
Di Giampiero Cinelli

Con la crescente crisi in Medio Oriente L’Italia e altri 10 Paesi hanno deciso di sospendere il Trattato di Schengen, che regola i flussi migratori tra i membri dell’Unione Europea e non solo. Nello specifico il governo italiano, dal 21 ottobre, introdurrà controlli al confine con la Slovenia, siccome: «Le misure di polizia alla frontiera italo-slovena non risultano adeguate a garantire la sicurezza richiesta». Ma il protocollo si rafforza anche in Austria e Svizzera. Gli altri Paesi ad avere ripristinato i controlli ai confini sono la Slovenia, l’Austria, la Germania, la Francia, la Repubblica Ceca, la Polonia, la Slovacchia, la Svezia, la Danimarca e la Norvegia, che pur non facendo parte dell’Ue aderisce all’area Schengen.

La sospensione di Schengen può essere solo temporanea. In caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o per la sicurezza interna. Nel caso lo Stato membro notifica la sua intenzione di ripristinare i controlli alla Commissione e agli altri paesi dell’Ue almeno quattro settimane prima del ripristino o in tempi più brevi se le circostanze non sono note in anticipo. Il ripristino dei controlli interni non richiede l’approvazione del Consiglio.

I controlli alla frontiera possono essere ripristinati per una durata massima di sei mesi in caso di eventi prevedibili (ad esempio importanti eventi sportivi, convegni, ecc.) e per un massimo di due mesi in caso di eventi che richiedano un’azione immediata. I controlli possono essere ripristinati anche qualora « il meccanismo di valutazione Schengen riscontri gravi e persistenti carenze nei controlli alle frontiere esterne, che mettano a rischio il funzionamento complessivo dello spazio Schengen». Nel caso in cui vengano ravvisate delle carenze persistenti e un dato contesto suggerisse azioni di massima precauzione, il Consiglio può raccomandare che uno o più Paesi dell’Unione ripristinino i controlli di frontiera in tutte le loro frontiere interne o in parti specifiche delle stesse fino a un massimo di due anni.

La sospensione per l’Italia durerà «10 giorni da domani, prorogabili ai sensi del Regolamento Ue 2016/339. Le modalità di controllo saranno attuate in modo da garantire la proporzionalità della misura, adattate alla minaccia e calibrate per causare il minor impatto possibile sulla circolazione transfrontaliera e sul traffico merci», ha fatto sapere Palazzo Chigi. Insomma per chi viaggia, ma prettamente riguardo al confine con la Slovenia, potrebbero avvenire controlli dei documenti che in genere non avvengono.

Firmato nel 1985, il Trattato di Schengen è stato sospeso un centinaio di volte dal 2006, secondo i dati della Commissione europea. Roma lo sospese per il G8 di Genova del 2001 e per quello dell’Aquila del 2009, oltre che per il G7 di Bari e Taormina nel 2017. Altri ripristini dei controlli si ricordano per gli Europei di calcio del 2000, del 2004 e del 2008. Mentre la Norvegia sospese Schengen nel 2012 in occasione della Cerimonia di consegna dei Premi Nobel.