L’Iran torna al centro della crisi mediorientale e il conflitto, proprio in queste ore, entra in una fase più ampia e più rischiosa. Dopo gli attacchi incrociati con Israele e il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, la tensione si è allargata al Libano e al Golfo, con migliaia di sfollati e possibili ripercussioni anche su energia e mercati finanziari. Ma non è solo uno scontro militare tradizionale. È un confronto ibrido, dove intelligence, cyberattacchi e Intelligenza Artificiale diventano strumenti operativi e pesano sugli equilibri strategici. In questo contesto, il 26 febbraio il Ministero della Difesa ha presentato la Strategia italiana sull’Intelligenza Artificiale, definendo il quadro per l’utilizzo di queste tecnologie in ambito militare. La domanda è chiara: Italia ed Europa sono pronte a misurarsi con questa nuova dimensione del confronto?
Le prime fasi del conflitto sono state analizzate nello studio di Largo Chigi – il format curato da The Watcher Post e in onda su Urania Tv – con Federica Onori, Segretaria Commissione Affari Esteri alla Camera (Azione), Giangiacomo Calovini, Capogruppo FdI Commissione Esteri Camera e Gabriele Natalizia, docente alla Sapienza Università di Roma. Sebbene sia difficile anche per gli addetti ai lavori offrire informazioni chiare su quali saranno le mosse concrete del governo, gli ospiti hanno condiviso la consapevolezza che l’Italia è concentrata sul possibile rafforzamento militare del fianco est-europeo e che contempla sia il lavoro diplomatico sia interventi di supporto agli alleati del Golfo, sebbene non ancora varati. Altro punto della riflessione è stata la situazione interna all’Iran, in cui il regime non è stato rovesciato, benché fosse auspicabile secondo Onori, in un quadro ancora tutto da leggere. Non è detto infatti che interventi militari così impattanti indeboliscano le frange del potere più intransigenti.
Qui la puntata intera di Largo Chigi dedicata alla crisi del Golfo





