Esteri / Top News

Cosa ha detto il nuovo Ambasciatore UK Stephen Hickey all’incontro con la stampa italiana?

30
Settembre 2026
Di Redazione

Il nuovo Ambasciatore britannico in Italia e San Marino, Stephen Hickey, ha incontrato oggi a Villa Wolkonsky la stampa italiana per un confronto sui principali temi dell’agenda bilaterale tra Italia e Regno Unito e sulle maggiori questioni internazionali.

Nel corso dell’incontro, Hickey ha affrontato il futuro delle relazioni tra Londra e Roma, il rapporto del Regno Unito con l’Unione europea, la guerra in Ucraina e la situazione in Medio Oriente, sottolineando in più passaggi l’importanza della cooperazione tra Italia e Regno Unito nell’attuale scenario geopolitico.

Nominato Ambasciatore britannico in Italia lo scorso aprile e insediatosi a Roma l’8 giugno, Stephen Hickey ha ricoperto fino a marzo 2026 il ruolo di Direttore per il Medio Oriente e il Nord Africa presso il Foreign, Commonwealth & Development Office (FCDO). Dal 2019 al 2021 è stato Ambasciatore del Regno Unito in Iraq. In precedenza, ha svolto le funzioni di Ambasciatore e Coordinatore politico presso la Missione Permanente del Regno Unito alle Nazioni Unite.

Di seguito l’intervento dell’Ambasciatore Stephen Hickey all’incontro con la stampa italiana a Villa Wolkonsky.

«L’Italia è un Paese meraviglioso»

«È straordinario arrivare qui come Ambasciatore britannico, per tanti motivi.

L’Italia è un Paese meraviglioso. So che per voi è normale, ma per noi che veniamo da fuori ogni giorno è un privilegio: ci svegliamo e quasi ci diamo un pizzicotto per assicurarci di essere davvero in una città così fantastica e in un Paese così straordinario.

Per me è anche un grande onore, considerando l’importanza delle relazioni tra Regno Unito e Italia, che, come tutti sappiamo, sono storiche e uniche. Ma sono anche particolarmente solide in questo momento, e per me, come nuovo Ambasciatore, è entusiasmante lavorare per trasformare i sentimenti di amicizia reciproca e i fortissimi legami personali che esistono a tutti i livelli, tra società civile, imprese e classe politica, in benefici concreti sia per l’Italia che per il Regno Unito.»

«Italia e Regno Unito credono nell’ordine internazionale basato sulle regole»

«Stiamo vivendo un momento geopolitico molto complesso. Sono un diplomatico da venticinque anni e ho trascorso circa metà della carriera in Medio Oriente, come Ambasciatore in Iraq e Vice Ambasciatore in Siria, Egitto e Libia. Ho inoltre lavorato presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e a Bruxelles. Non ricordo un periodo altrettanto difficile per la stabilità globale, soprattutto per Paesi come l’Italia e il Regno Unito che credono nell’ordine internazionale basato sulle regole.

Di fronte a tutte queste sfide, dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente agli sviluppi negli Stati Uniti, dall’ascesa della Cina alla crescita dell’intelligenza artificiale, in un contesto di continui cambiamenti e sconvolgimenti, ritengo fondamentale che democrazie come l’Italia e il Regno Unito lavorino ancora più strettamente insieme. E sono davvero entusiasta di poter contribuire a far sì che questo accada.»

«Una relazione molto stretta e solida con l’Unione europea»

«È anche un momento interessante per il Regno Unito. Abbiamo un nuovo governo e un nuovo Primo Ministro, Andy Burnham. Durante il suo intervento alla conferenza del Partito Laburista di ieri, ha affermato di voler costruire una relazione molto stretta e solida con l’Unione europea. Guardiamo con interesse al vertice Regno Unito-UE che dovrebbe tenersi prima della fine dell’anno.

Ieri Andy Burnham ha dichiarato che in occasione di quel vertice, o comunque entro la fine dell’anno, presenterà alcune proposte per il futuro rapporto tra il Regno Unito e l’Europa.

Oggi abbiamo un Primo Ministro che è istintivamente europeista, profondamente favorevole a rapporti stretti con l’Italia e desideroso di rafforzare ulteriormente questa relazione.»

Ucraina: «Il ruolo dell’Italia è stato fondamentale»

«A proposito dell’Ucraina, da quando sono arrivato in Italia, pochi mesi fa, sono rimasto colpito da quanto la questione ucraina sia centrale non solo nel dibattito di politica estera, ma anche nel dibattito politico più ampio, in vista delle elezioni che si terranno in Italia il prossimo anno.

Per me, il ruolo dell’Italia nel sostegno all’Ucraina è stato fondamentale e di enorme importanza. Apprezziamo la leadership di Giorgia Meloni e di altri membri del Governo nel sostenere la causa dell’Ucraina.

Riteniamo sia fondamentale sostenere l’Ucraina innanzitutto perché si tratta di un Paese che è stato invaso dalla Russia senza alcuna giustificazione, in violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. È anche un imperativo umanitario: dobbiamo sostenere il popolo ucraino, che sta soffrendo enormemente.»

«Continuare a sostenere l’Ucraina per porre fine alla guerra»

«Ma c’è un’altra ragione per cui riteniamo essenziale continuare a sostenere l’Ucraina: crediamo che sia il modo migliore per porre fine alla guerra. So che, a prescindere dall’appartenenza politica, tutti in Italia desiderano che questo conflitto finisca. La nostra convinzione è che il modo più efficace per raggiungere questo obiettivo sia proprio continuare a sostenere l’Ucraina. Se si smette di sostenerla, si dà a Putin un vantaggio e si rischia di prolungare il conflitto.»

Medio Oriente: «Orgoglioso del ruolo di Italia e Regno Unito»

«Sul Medio Oriente, sono molto orgoglioso del ruolo che Italia e Regno Unito stanno svolgendo insieme in questa regione. Credo che l’Italia abbia una voce unica nel Medio Oriente e relazioni eccellenti con i Paesi del Nord Africa e dell’intera area.

Vorrei che lavorassimo insieme per contribuire a porre fine alla guerra che coinvolge l’Iran. Siamo tutti consapevoli dell’impatto che questo conflitto ha avuto sulle nostre economie, sulle forniture energetiche e sulla sicurezza energetica. Dobbiamo fare tutto il possibile per arrivare a una conclusione il più rapidamente possibile.

Vorrei che il Regno Unito lavorasse con l’Italia e con gli altri principali Paesi europei per contribuire a trovare una soluzione e mettere fine a questo conflitto.»