Economia

Sovraindebitamento, il 58,7% degli indebitati ha un contratto stabile

15
Giugno 2026
Di Giuliana Mastri

Il sovraindebitamento in Italia non è più quello di un tempo. Se in passato veniva associato soprattutto a condizioni di fragilità economica, oggi riguarda sempre più persone con un lavoro stabile, una casa di proprietà e una situazione apparentemente solida. Un’evoluzione che si inserisce in un contesto più ampio, caratterizzato da una progressiva erosione del potere d’acquisto e da dinamiche salariali che negli ultimi anni hanno faticato a tenere il passo con l’aumento del costo della vita.

È questo quello che emerge dall’ultima analisi dell’Osservatorio Finsight di Bravo, fintech internazionale specializzata nella gestione e ristrutturazione del debito, che ha analizzato un campione di quasi 19.400 persone.

In questo scenario, il dato più significativo riguarda la condizione occupazionale: il 58,7% dei soggetti indebitati ha un contratto a tempo indeterminato. Parallelamente, oltre la metà del campione (53,6%) ha un’età compresa tra i 45 e i 64 anni, segno che questa problematica si concentra sempre più nell’area centrale della popolazione.

Un fenomeno che si sposta verso la fascia adulta

Più che un semplice identikit, quello che emerge dall’ultima analisi di Bravo è un cambiamento nella composizione del fenomeno. Il sovraindebitamento coinvolge in misura crescente persone pienamente inserite nel tessuto economico e sociale.

La componente maschile resta prevalente, pari al 70,8%, ma è soprattutto il dato anagrafico a risultare rilevante: il 29,3% degli indebitati ha tra i 45 e i 54 anni, mentre il 24,4% si colloca nella fascia tra i 55 e i 64 anni. Si tratta di individui nel pieno della vita lavorativa, spesso con responsabilità familiari e impegni economici continuativi.

Lavoro stabile, ma non sufficiente

Il dato relativo all’occupazione evidenzia un cambiamento strutturale. La maggioranza degli indebitati dispone infatti di una fonte di reddito continuativa, mentre la quota di disoccupati si attesta solo all’11,9%. Anche il livello reddituale conferma come il fenomeno interessi una fascia ampia della popolazione: il 33,9% degli indebitati dichiara infatti un reddito mensile compreso tra 1.500 e 2.000 euro. Un dato che evidenzia come non sia necessariamente la mancanza di lavoro a generare difficoltà finanziarie, ma piuttosto la crescente distanza tra capacità di spesa e impegni economici assunti nel tempo.

«Questo scenario suggerisce che il sovraindebitamento non sia necessariamente legato all’assenza di reddito, ma piuttosto a un progressivo squilibrio tra entrate e impegni finanziari accumulati nel tempo», commenta Federico Poo Esteban, Country Manager Commerciale di Bravo in Italia.

Stabilità economica e pressione finanziaria

Anche la condizione abitativa restituisce l’immagine di una popolazione economicamente integrata: il 38,3%, infatti, vive in una casa di proprietà, elemento che indica una condizione di relativa stabilità, ma che allo stesso tempo comporta impegni finanziari di lungo periodo, incidendo sulla sostenibilità complessiva del bilancio familiare.

Il peso dell’accumulo: debiti medi ma multipli

Un altro elemento chiave riguarda la struttura del debito. Il sovraindebitamento raramente deriva da un singolo evento, ma nasce più spesso da un accumulo progressivo di finanziamenti.

Nel 32,9% dei casi gli indebitati hanno due debiti attivi, mentre una quota significativa ne presenta tre o quattro (il 39,3%). La fascia più diffusa è quella compresa tra i 10.000 e i 25.000 euro (42,0%), seguita da quella tra i 25.000 e i 50.000 euro (30,9%). Importi che, se considerati singolarmente, possono risultare sostenibili, ma che nel loro insieme diventano difficili da gestire.

«Il dato relativo ai lavoratori a tempo indeterminato e alla fascia d’età coinvolta evidenzia una trasformazione radicale del fenomeno», aggiunge Federico Poo Esteban. «Oggi il sovraindebitamento riguarda sempre più persone con una situazione economica apparentemente stabile, che nel tempo accumulano diversi impegni finanziari. È proprio questa stratificazione a rendere più complessa la gestione del debito.»

L’analisi dell’Osservatorio Finsight evidenzia quindi un’evoluzione del fenomeno: il sovraindebitamento si configura sempre più come una dinamica trasversale, che coinvolge anche la classe media e richiede strumenti di prevenzione e gestione capaci di intervenire prima che l’equilibrio economico venga compromesso.

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