Economia

Mercato immobiliare italiano, Gabetti: crescita nelle città secondarie e nuove opportunità di investimento

12
Ottobre 2026
Di Giampiero Cinelli

Il mercato immobiliare italiano continua a mostrare segnali di crescita, sostenuto dalla domanda residenziale e dall’interesse degli investitori internazionali per alcuni segmenti del comparto non abitativo. La fase positiva non riguarda soltanto le principali città, ma coinvolge anche i centri secondari, mentre persistono difficoltà sul fronte delle nuove costruzioni, soprattutto a Milano e Roma.

È il quadro delineato da Marco Speretta, amministratore delegato di Gabetti, a margine del 32° Forum di Scenari Immobiliari a Rapallo, in un’intervista diffusa dal portale specializzato Idealista.

«Per il mercato immobiliare italiano l’anno è positivo», ha dichiarato Speretta, nonostante le difficoltà legate al contesto esterno. Secondo il manager, il settore residenziale si trova ai massimi del ciclo, dopo diversi anni di espansione. A sostegno di questa valutazione ha richiamato anche un incremento del 2% registrato a giugno, senza precisare nell’intervista l’indicatore di riferimento. Le prospettive, a suo giudizio, restano favorevoli.

Crescono le città secondarie, investitori esteri interessati al non residenziale

Uno degli aspetti più significativi riguarda l’estensione della crescita immobiliare oltre i grandi centri urbani. Le città secondarie stanno acquisendo maggiore rilevanza, contribuendo a diversificare geograficamente le opportunità del mercato. Una tendenza accolta positivamente da Gabetti, che, secondo Speretta, investe molto proprio in queste realtà.

Anche il comparto non residenziale presenta prospettive positive. Pur senza collocare l’Italia tra le principali destinazioni degli investimenti immobiliari internazionali, Speretta rileva un interesse degli operatori esteri per alcune specifiche categorie di attività.

Tra queste figurano soprattutto il settore alberghiero e dell’ospitalità, i data center e le forme alternative di residenzialità, segmenti che contribuiscono ad ampliare le opportunità di investimento nel mercato nazionale.

Nuove costruzioni, domanda elevata ma offerta limitata

Più articolata è la situazione delle nuove costruzioni. La domanda e i prezzi rimangono elevati, ma in alcuni mercati, tra cui Milano e Roma, si registra un rallentamento nello sviluppo di nuovi progetti immobiliari.

Il problema si inserisce in un contesto nel quale il fabbisogno abitativo continua a essere consistente, senza trovare necessariamente una risposta adeguata nell’offerta di nuove abitazioni.

Secondo Speretta, gli immobili di nuova costruzione rappresentano circa il 10% delle transazioni complessive. Una quota minoritaria che rende particolarmente importante individuare le caratteristiche delle abitazioni da realizzare, affinché i nuovi interventi rispondano alle effettive esigenze della domanda.

Il rallentamento degli sviluppi non modifica, secondo l’amministratore delegato di Gabetti, la centralità di Milano nel panorama immobiliare italiano. «Milano lo sarà sempre», ha affermato riferendosi al ruolo di locomotiva del mercato nazionale, definendo il capoluogo lombardo «l’unica vera capitale europea del nostro Paese».

La situazione dei nuovi progetti resta tuttavia complessa. Speretta prevede una fase di stallo almeno per la durata del periodo elettorale, pur esprimendo fiducia nella successiva ripresa della città.

Affitti brevi, Speretta favorevole a una regolamentazione che sostenga il settore

Un altro tema affrontato dal manager riguarda gli affitti brevi, al centro del dibattito sulle politiche abitative e sulla gestione del mercato turistico.

Secondo Speretta, questa formula può rappresentare un’alternativa per i proprietari che incontrano difficoltà nel mettere a reddito gli immobili attraverso le locazioni tradizionali, anche a causa del rischio di morosità. In determinate circostanze, tale rischio può infatti indurre a mantenere le abitazioni sfitte.

L’amministratore delegato di Gabetti non esclude la necessità di intervenire sul piano normativo. Ritiene però che le nuove regole debbano garantire certezza agli operatori senza penalizzare il comparto.

«In assenza di norme certe si possono creare distorsioni, quindi una regolamentazione è auspicabile», ha spiegato Speretta, precisando che dovrebbe trattarsi di una disciplina «positiva e propositiva, mirata a favorire e non ostacolare questa soluzione».

Nella sua valutazione, la domanda di alloggi turistici non si esaurisce nelle strutture ricettive tradizionali. Gli affitti brevi possono quindi contribuire a diversificare l’offerta, rispondendo alle esigenze di una parte dei viaggiatori.

Per questo, secondo Speretta, la regolamentazione dovrebbe favorire lo sviluppo degli affitti brevi come soluzione aggiuntiva per il mercato turistico, mantenendo un quadro di regole certe per proprietari e operatori.