Economia

Leonardo e Fondazione Leonardo ETS: le STEM al centro della Difesa e della sicurezza

02
Febbraio 2026
Di Ilaria Donatio

Le discipline scientifiche e tecnologiche come infrastruttura strategica per la sicurezza nazionale, l’innovazione industriale e la competitività europea. È questo il filo conduttore dell’evento promosso oggi da Leonardo e Fondazione Leonardo ETS, nell’ambito della Settimana nazionale delle STEM organizzata dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

L’incontro si è svolto a Roma, nel nuovo spazio espositivo di Leonardo al Pratibus District, e ha coinvolto istituzioni, mondo della scuola, accademia e studenti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra formazione e sistema produttivo.

Tra i partecipanti, la ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, l’amministratore delegato di Leonardo Roberto Cingolani, la direttrice generale di Fondazione Leonardo ETS Helga Cossu, il chief People & Organization di Leonardo Antonio Liotti, il divulgatore scientifico Alberto Angela e il presidente dell’Associazione nazionale presidi Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli.

«Le competenze STEM rappresentano uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza del nostro Paese», ha sottolineato Helga Cossu, ricordando come ricerca, innovazione tecnologica e Difesa siano elementi centrali per la tutela delle persone, delle infrastrutture critiche e dei valori democratici. In un mondo caratterizzato da minacce sempre più complesse e interconnesse, ha aggiunto, il capitale umano del futuro dovrà poggiare su solide basi tecnico-scientifiche.

Sul fronte delle pari opportunità, la ministra Roccella ha auspicato una collaborazione più stretta con Leonardo, in particolare per ridurre i divari di genere nelle discipline STEM. «Stimolare la scoperta delle proprie capacità è una priorità anche del nostro ministero», ha spiegato, osservando come in Italia lo squilibrio tra uomini e donne in questi percorsi sia inferiore rispetto alla media europea.

Un impegno condiviso anche dal comparto Difesa. «Dalle nuove tecnologie non si può prescindere, è necessario investire», ha evidenziato Isabella Rauti, ricordando che la Difesa è “STEM per vocazione” ed è chiamata a colmare sia il gap di genere sia quello tra domanda e offerta di competenze.

Il nodo centrale resta però il ritardo strutturale europeo. Cingolani ha ricordato che Leonardo ha assunto quasi 20mila persone negli ultimi tre anni e che nei prossimi tre ne verranno probabilmente assunte altre 17mila, in gran parte giovani con formazione tecnico-scientifica impiegati in oltre 120 Paesi. Ma il contesto globale resta critico: «La Cina produce ogni anno circa 4,5 milioni di laureati STEM, gli Stati Uniti circa 800mila, l’Europa intorno ai 300mila. È un campionato perso».

Nel suo intervento, l’amministratore delegato ha affrontato anche il tema della Difesa e del suo significato nel contesto attuale. «Non fatevi fregare da chi dice che buttiamo i soldi in armi: non è così. Un Paese deve sapersi difendere. La pace non è gratuita: la pace va difesa», ha affermato, sottolineando come anche in uno scenario senza conflitti armati resterebbero aperte minacce strutturali.

«Anche se tutte le guerre finissero, la guerra non finirebbe», ha aggiunto, richiamando il fronte della cyber-security: dagli attacchi da remoto ai furti di dati, fino alla protezione delle infrastrutture critiche. «Il dato va protetto: il dato siamo noi. Questo non è solo Difesa, è sicurezza globale. Ed è su questo che lavoriamo: tecnologia per la sicurezza globale».

Un messaggio che riassume il senso dell’iniziativa: riportare le STEM al centro del dibattito pubblico non come scelta settoriale, ma come condizione necessaria per autonomia tecnologica, sicurezza e sviluppo industriale del Paese.