Economia

Legge di bilancio, focus su dipendenti, autonomi e pensionati

18
Ottobre 2023
Di Giampiero Cinelli

La legge di bilancio 2024 è quasi tutta incentrata su questioni di redistribuzione del reddito, finanziata con il deficit. In questo senso va la detassazione e decontribuzione. Vediamo più nello specifico cosa accade per i dipendenti pubblici e privati, gli autonomi e i pensionati.

Premio produttività

Cominciamo col dire che viene confermata la detassazione dei «premi di produttività al 5% e dei fringe benefit fino a 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico e fino a 1.000 euro per tutti gli altri (i benefici potranno essere riconosciuti anche per pagamenti di affitto e mutuo prima casa). La decontribuzione assume un volto nuovo con riferimento alle donne lavoratrici, prevedendo che la quota dello sgravio sia pari all’intera quota dei contributi a carico delle lavoratrici stesse, per un anno se hanno due figli fino all’età di 10 anni del più piccolo e permanente per quelle che hanno 3 figli fino ai 18 anni del più piccolo».

Cuneo fiscale e tax expenditures

Circa dieci miliardi sono destinati al rinnovo nel 2024 del taglio del cuneo fiscale-contributivo (7% per i redditi fino a 25.000 euro, 6% per i redditi fino a 35.000 euro). A questo punto però ci si aspetta che determinati sgravi su giovani e donne non verranno rinnovati, compensando con deduzioni oltre il 100% in caso di assunzione a beneficio del datore di lavoro e indirettamente del dipendente.

«Sempre per il 2024, si innalza da 1.880 a 1.955 euro la detrazione prevista per i titolari di redditi da lavoro dipendente (esclusi i redditi da pensione) e di alcuni redditi assimilati fino a 15.000 euro. In tal modo, si amplia fino a 8.500 euro la soglia di no tax area prevista per i redditi da lavoro dipendente che viene parificata a quella già vigente a favore dei pensionati. In conseguenza di tali interventi, si modificano le norme relative al requisito per la corresponsione ai lavoratori dipendenti del trattamento integrativo, in modo da assicurare il mantenimento delle condizioni oggi previste».

Così facendo, vi è una stretta sulle detrazioni concesse ai redditi più alti, che però beneficiano della rimodulazione degli scaglioni Irpef, che passano a tre (l’imposta è al 43% per i redditi superiori a 50.000 euro). Come spiega Palazzo Chigi: «Si prevede, per l’anno 2024, una riduzione di 260 euro della detrazione complessivamente spettante in relazione a particolari spese sostenute dai contribuenti con reddito complessivo superiore a 50.000 euro. Sono fatte salve le detrazioni spettanti per spese sanitarie».

Contratti pubblici

I contratti della Pubblica Amministrazione si rinnovano con una dotazione di 5 miliardi, 2,5 per i sanitari. Nello specifico, va anche detto che «si dispone, per il mese di dicembre 2023, l’incremento, a valere sull’anno 2024, dell’indennità di vacanza contrattuale (cioè la somma che colma il ritardo nel rinnovo) per il personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato, salva l’effettuazione di eventuali successivi conguagli». Si badi che «per il personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato dipendente dalle amministrazioni statali, l’aumento sarà pari a 6,7 volte l’indennità di vacanza contrattuale annuale. Salgono le entrate pure per i poliziotti (fino a 1.000 euro), gli insegnati e i medici che saranno impegnati nello snellimento delle liste d’attesa. Nella sanità le rivalutazioni saranno peraltro in base alla qualifica, mentre per i docenti dipenderà dall’anzianità e dal grado scolastico.

Partite Iva

La nuova legge di bilancio introduce novità per gli autonomi. Siccome, solo per il 2023, per le persone fisiche titolari di partita Iva che nel periodo d’imposta precedente dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore a 170.000 euro, il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi può essere fatto, con esclusione dei contributi previdenziali, entro il 16 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, senza interessi. Il versamento può essere dilazionato fino a 5 rate mensili, da gennaio a maggio, con scadenza il giorno 16 di ciascun mese, con applicazione, in tal caso, degli interessi, a partire dalla seconda rata.

Il governo ha anche parlato dell’indennità straordinaria di continuità a vantaggio delle partite Iva, prorogata per altri tre anni. Viene ampliato il reddito per usufruire di questo ammortizzatore sociale. Fermo restando la Flax Tax al 15% per chi ne ha diritto. Probabile che nella limatura della legge di bilancio che si arrivi anche alla riduzione o all’abolizione della ritenuta d’acconto.

Pensioni

Già nel 2023 gli assegni minimi delle pensioni degli over 75 sono stati portati a circa 600 euro mensili. Per gli over 65 invece i trattamenti dovrebbero aumentare fino a circa 620 euro mensili. Viene rivisto il meccanismo di indicizzazione delle pensioni all’inflazione attualmente in vigore, mediante la rivalutazione del 100% ai trattamenti fino a quattro volte il minimo (2.101,52 euro) e un aumento dall’85 al 90% di quella per gli assegni tra quattro e cinque volte il minimo. Scende sotto il 30% la perequazione dei trattamenti superiori a dieci volte il minimo.

36 anni il requisito contributivo per gli uomini, per le donne dovrebbe essere 65. Inoltre si passa da quota 103 a quota 104, mentre l’Ape sociale e Opzione Donna vengono sostituiti da un fondo unico per le donne e per disoccupati, lavoratori in settori usuranti e per chi accudisce disabili, a 63 anni di età e 36 di versamenti.

Dovrebbe rimanere invariata la possibilità invece di uscire dal lavoro con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 per le donne). Oltre a 3 mesi di finestra mobile a prescindere dall’età.

Tutta l’azione del governo si compone di legge di bilancio 2024, bilancio pluriennale 2024-2026 e documento programmatico di bilancio, che è stato trasmesso a Bruxelles. Assieme alla collegata legge di riforma fiscale. Ora il Parlamento dovrà approvare il primo decreto attuativo della riforma fiscale e un decreto legge per anticipare gli aumenti delle pensioni e quelli per i dipendenti pubblici.