Economia

Deduzione fondo pensione 2026, quanto si risparmia sull’Irpef

15
Maggio 2026
Di Lorenzo Berna

La deduzione del fondo pensione nella dichiarazione dei redditi 2026 – relativa all’anno di imposta 2025 – si conferma uno degli strumenti più rilevanti per incentivare la previdenza complementare. Il limite di deducibilità resta fissato a 5.164,57 euro, come stabilito dall’articolo 8 del decreto legislativo 252 del 2005, richiamato dall’art. 10 co. 1 lett. e-bis) del TUIR. Solo a partire dalla dichiarazione 2027 entrerà in vigore il nuovo massimale di 5.300 euro introdotto dalla Legge di Bilancio 2026.

Quanto si risparmia sull’Irpef

Il vantaggio fiscale dipende dall’aliquota Irpef applicata al reddito del contribuente. Con l’aliquota minima del 23%, il risparmio di imposta è di circa 1.188 euro. Per chi supera i 50.000 euro di reddito, dove si applica l’aliquota del 43%, il beneficio sale a circa 2.220 euro. La deduzione riduce la base imponibile: ogni anno è possibile sottrarre dal reddito complessivo fino a 5.164,57 euro, abbattendo di conseguenza l’imposta dovuta. Le somme versate oltre tale soglia non sono deducibili.

Più fondi pensione e contribuenti con figli a carico

Nel caso in cui il contribuente abbia sottoscritto più fondi pensione – uno proprio e uno intestato a un figlio fiscalmente a carico, oppure più fondi per sé – il limite rimane unico e le somme versate in ciascun fondo vengono cumulate ai fini del calcolo. Chi ha già maturato i requisiti per la pensione pubblica ma sceglie di continuare a versare nel fondo complementare può comunque beneficiare della deduzione, nei medesimi limiti.

Perché esiste la deduzione

La ratio dell’agevolazione affonda le radici nella Riforma Dini, che ha segnato il passaggio dal sistema di calcolo retributivo a quello contributivo. Da quel momento, gli importi degli assegni pensionistici sono destinati a ridursi nel tempo, rendendo strutturalmente necessario che i lavoratori integrino la pensione pubblica con forme di previdenza privata. La deduzione fiscale nasce proprio per compensare la riduzione di reddito disponibile che deriva dai versamenti al fondo, rendendo più conveniente aderirvi.