Cultura

The CORE Milano, sette anni dopo l’annuncio resta solo una promessa

10
Aprile 2026
Di Andrea Lenzi

(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)
A Milano, nel cuore di Corso Matteotti, dove avrebbe dovuto nascere uno dei club più esclusivi d’Europa, oggi non c’è nulla. Nessuna sede accessibile, nessuno spazio operativo, nessun segnale concreto di un progetto che, sulla carta, avrebbe dovuto essere già realtà da anni. The CORE Milano viene annunciato nella primavera del 2019, con apertura prevista per il 2022. Siamo nella primavera del 2026. Il club non ha mai aperto, i lavori risultano ancora fermi e, a questo punto, è legittimo chiedersi se quel progetto esista ancora davvero al di là delle comunicazioni. Eppure, sulla carta, era tutto già definito. La brochure ufficiale presentata agli aspiranti soci parlava di un palazzo di oltre 4.000 metri quadrati in Corso Matteotti, con ristoranti, bar, terrazze, un teatro per eventi e proiezioni, una library, un’art gallery, spazi fitness indoor e outdoor, suite e penthouse, un centro dedicato alla cura del corpo e della pelle, sale riunioni private e persino uno speakeasy per l’intrattenimento notturno. Un ecosistema completo, pensato non solo come club, ma come infrastruttura relazionale e culturale. Un progetto ambizioso, dettagliato, venduto come imminente. Non è mai esistito.

Nel corso degli anni, i soci fondatori – molti dei quali entrati tra il 2021 e il 2022 versando quote di diverse decine di migliaia di euro – hanno ricevuto una sequenza continua di comunicazioni rassicuranti. Aggiornamenti, avanzamenti, riferimenti a lavori in corso, promesse di prossimi sviluppi. Una narrazione che ha tenuto viva l’aspettativa, ma che non si è mai tradotta in un’apertura concreta. In una delle ultime comunicazioni, inviata nel giugno 2025, le fondatrici Jennie Enterprise e Dangene Enterprise parlavano della ripresa dei lavori e della possibilità di organizzare visite al cantiere nei mesi successivi. Un segnale, apparentemente, di una fase avanzata. Quelle visite non si sono mai tenute. E, soprattutto, non è seguito nulla. Nel frattempo, CORE ha provato a mantenere una presenza a Milano attraverso una serie di spazi temporanei. Soluzioni transitorie, spesso di breve durata, che non hanno mai rappresentato un’alternativa reale alla sede promessa.

Una presenza intermittente, incapace di offrire continuità e soprattutto lontana dagli standard raccontati nei materiali ufficiali. Il risultato è che, dopo anni, CORE Milano non ha mai avuto una vera casa. E quindi molti soci hanno iniziato a chiedersi: per cosa abbiamo pagato? Perché la narrazione dell’appartenenza, da sola, non regge. La stessa documentazione fornita ai membri parlava di benefici concreti: sconti permanenti su food & beverage, utilizzo di spazi privati, soggiorni in suite, accesso a servizi esclusivi, possibilità di ospitare terzi anche non accompagnati, utilizzo del club come ambiente professionale. Non un semplice network. Un’infrastruttura fisica e operativa. Quell’infrastruttura non è mai stata resa disponibile. Tra i soci fondatori inizia così a emergere un disagio crescente.

Non è più solo una questione di attesa, ma di coerenza tra quanto promesso e quanto effettivamente esistente. In alcuni casi, secondo diverse fonti, si starebbero già valutando iniziative formali per riconsiderare l’adesione e richiedere la restituzione delle somme versate anni fa. Il punto, per molti, è diventato elementare: il club a Milano non è mai stato utilizzabile. Non come spazio di lavoro, non come luogo di rappresentanza, non come hub relazionale. Tutte funzioni esplicitamente promesse e mai concretizzate. A pesare è anche la distanza crescente tra comunicazione e realtà. Negli anni, il racconto ufficiale ha continuato a parlare di avanzamenti, sviluppo e prossimi passaggi. Ma questi passaggi non si sono mai tradotti in un’apertura. In alcuni casi, viene segnalata anche l’assenza di risposte puntuali a comunicazioni dirette inviate dai soci. Il problema non è più il tempo, ma la credibilità del progetto e delle persone che ci sono dietro. CORE resta un brand internazionale riconosciuto, con una presenza consolidata in altre città. Ma Milano, oggi, rappresenta un’anomalia evidente. Sette anni dall’annuncio. Quattro anni oltre la data prevista di apertura. Nessuna sede operativa. A questo punto, la domanda non è più quando aprirà. È se, alle condizioni attuali, esista ancora un progetto destinato ad aprire.