Cultura

Fondazione Roma ricorda Pellegrino Capaldo: «Ha messo la sua conoscenza al servizio della comunità»

27
Marzo 2026
Di Redazione

Si è tenuto ieri a Roma, presso Palazzo Sciarra, il convegno «Pellegrino Capaldo, l’uomo ed il maestro», organizzato da Fondazione Roma in memoria di uno dei più autorevoli economisti italiani del secondo Novecento. Un evento che ha riunito accademici, banchieri e istituzioni attorno alla figura di un intellettuale la cui lezione, come è emerso nel corso dei lavori, conserva una singolare attualità.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio in cui ha ricordato il contributo di Capaldo al sistema economico e istituzionale del Paese e il suo costante impegno nella formazione delle giovani generazioni, sottolineando come «abbia messo la sua conoscenza al servizio della comunità». È stato letto anche un messaggio dell’ex Presidente del Consiglio Lamberto Dini.

Nel suo intervento, il Presidente della Fondazione Roma Franco Parasassi ha annunciato la proposta di una borsa di studio in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, che sarà intitolata a Capaldo. «In una fase di grande incertezza economica, segnata da cambiamenti profondi e talvolta discontinui» ha dichiarato Parasassi, «la lezione di Pellegrino Capaldo ci richiama al valore della competenza, dell’equilibrio e della responsabilità nelle scelte pubbliche».

Il convegno si è svolto in un contesto in cui il pensiero di Capaldo torna di particolare peso: l’inflazione persistente, le trasformazioni dei mercati finanziari, le sfide della sostenibilità e il dibattito sulla riforma della giustizia hanno fatto da sfondo a una rilettura della sua capacità di leggere in modo integrato il rapporto tra economia reale, sistema bancario e istituzioni.

Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, ha ricordato il ruolo pionieristico di Capaldo nel processo di aggregazione bancaria: «Quando la foresta era ancora pietrificata, prima dell’apertura del mercato regolato e vigilato, Pellegrino Capaldo è stato un precursore delle aggregazioni bancarie e il suo pensiero e i suoi principi sono tutt’oggi attuali e prospettici per affrontare le nuove complessità delle aggregazioni paneuropee». Sabino Cassese, professore emerito della Scuola Normale Superiore e giudice emerito della Corte Costituzionale, ha ricordato la precocità e la lucidità del suo approccio: «Fin dai suoi primi tre volumi, sulla programmazione aziendale, sul capitale e sul bilancio dello Stato, ha mostrato la sua capacità di discernimento e il suo duplice interesse, per l’azienda e per lo Stato». Rainer Masera ne ha sottolineato la visione d’insieme: «Aveva una visione sociale e politica di rigore unito a grande sensibilità» e scrisse opere fondamentali sul capitale e sulla programmazione economica.

Ugo Salerno, presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, lo ha ricordato come «un Cavaliere del Lavoro esemplare» che «ha incarnato in maniera profonda i valori della nostra onorificenza, coniugando i principi etici con la competenza professionale e l’impegno sociale». Tra le voci degli allievi, Lelio Fornabaio lo ha definito «non solo il Professore, ma un vero Maestro di vita, capace di unire rigore intellettuale e professionale ed attenzione alla persona», mentre Guglielmo Guarnacci e Danila Sorgi lo hanno ricordato come «testimone di Humanitas nel rapporto allievo-maestro». Le conclusioni sono state affidate a Gianni Letta, che ha saputo raccogliere e restituire con intensità il filo di tutti gli interventi.