Cultura
Dal monumento al palcoscenico: al Gianicolo la ricerca di nuovi pubblici passa anche dal rap
Di Redazione
Portare la cultura contemporanea nei luoghi storici è diventata una delle strade percorse a Roma per ampliare la fruizione del patrimonio. Non si tratta soltanto di scegliere scenari riconoscibili per concerti e spettacoli, ma di capire se iniziative temporanee possano costruire un rapporto meno distante tra la città e spazi spesso frequentati quasi esclusivamente come monumenti.
Negli ultimi mesi gli esempi non sono mancati. A giugno il Tempio di Venere e Roma ha ospitato la quinta edizione di «Venere in Musica», con un programma esteso dal cantautorato all’elettronica e al trip-hop. A settembre il Parco archeologico di Gabii ha accolto per la prima volta una rassegna musicale, con la realizzazione di un teatro campestre pensato per mettere in relazione gli spettacoli con il paesaggio archeologico. Iniziative promosse da soggetti differenti e non riconducibili a un’unica strategia, ma unite dalla stessa domanda: come rendere il patrimonio uno spazio vissuto senza ridurlo a semplice scenografia.
La questione ha riguardato, in scala più piccola, anche i Giardini dell’Acqua Paola al Gianicolo, che domenica 27 settembre hanno ospitato il concerto di Jediz. L’esibizione del rapper romano ha chiuso idealmente il cartellone di «Eventi a Fontana», il programma di teatro, musica, letteratura e divulgazione realizzato dall’associazione Il Posto delle Fragole con il patrocinio del Municipio I Roma Centro.
I Giardini sono ordinariamente visitabili secondo le modalità stabilite dalla Sovrintendenza Capitolina, ma la rassegna ne ha esteso le occasioni di fruizione nei pomeriggi e nelle serate, provando a trasformare il Fontanone da sfondo monumentale in luogo di partecipazione culturale. L’obiettivo non era quindi soltanto portare gli spettacoli in un contesto suggestivo, ma offrire al pubblico una prospettiva diversa su uno spazio storico della città.
Nato artisticamente a San Lorenzo, Jediz, all’anagrafe Elia Pergola, si è esibito per la prima volta a Roma con una formazione completa. I suoi brani sono stati riarrangiati per batteria, chitarra, basso e pianoforte, facendo incontrare il linguaggio del rap con la dimensione della musica suonata dal vivo. Più che il richiamo al singolo artista, è stata proprio la scelta del genere a caratterizzare l’appuntamento: una proposta legata alla scena urbana contemporanea collocata in uno dei luoghi segnati dalla storia seicentesca della Capitale.
Resta però la questione della continuità. Un concerto può offrire un accesso diverso a un luogo storico, ma non basta da solo a renderlo stabilmente più vicino alla città. La capacità di esperienze come «Eventi a Fontana» di andare oltre il singolo appuntamento dipende dalla possibilità di costruire una programmazione duratura, capace di coinvolgere pubblici differenti senza trasformare il patrimonio in un semplice fondale. La sfida, dopo lo smontaggio del palco, è fare in modo che restino nuove occasioni di conoscenza, partecipazione e fruizione.





