Ambiente

Riciclo, in Italia nascerà il più grande polo per le batterie esauste

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Luglio 2023
Di Giuliana Mastri

Entro il 2024 l’Italia avrà il suo più grande polo per il riciclo delle batterie esauste. Il progetto è iniziato e mirerà a recuperare i materiali, grazie alla collaborazione tra Reinova, azienda specializzata nello sviluppo, test e validazione di componenti per il powertrain elettrico e ibrido, e A&C Ecotech, azienda dedicata al trasporto, trattamento, recupero e avvio allo smaltimento di rifiuti.

Lo sviluppo del polo è solo il primo progetto di Reinova, infatti, verrà installata una linea per la classificazione, l’identificazione, e il riutilizzo delle celle e dei moduli di pacchi batteria, considerati scarto, per dargli una seconda vita. Inoltre, sempre entro il 2024, verrà installata una linea automatizzata per la separazione di materiali nobili per poterli riciclare in maniera opportuna. Un’iniziativa, quest’ultima, che vedrà un ingente investimento nel sud Italia.

«Siamo orgogliosi della collaborazione con un’azienda con più di vent’anni d’esperienza in questo campo – ha commentato il Ceo di Reinova Giuseppe Corcione –. Un vero e proprio gioco di squadra, dove Reinova mette le competenze, le idee e l’ingegneria e A&C Ecotech mette lo stabilimento, i macchinari, la filiera e la profonda conoscenza del settore del riciclo e smaltimento di componenti. Per noi – ha continuato Corcione – questa nuova business unit rappresenta un tassello importante e fondamentale verso una sostenibilità integrata e una visione d’insieme. Vogliamo sviluppare batterie che siano già predisposte e pronte per essere riciclate, smaltite e riutilizzate al fine di renderle sempre più sostenibili».

«L’A&C Ecotech è da sempre impegnata nel mondo del recupero e del riciclo di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche RAEE – ha aggiunto Dario Anatrella, Ceo di A&C Ecotech. L’impegno profuso nella realizzazione della nostra mission non può fare a meno di creare rete con soggetti e professionisti esperti del settore, consci delle sfide attese: in tale contesto, collaborazione e valorizzazione delle competenze coinvolte nell’iniziativa sono più che strategiche. Il 2035 è dietro l’angolo, gli obiettivi che l’Unione Europea ci chiede di raggiungere, danno forza alle nostre scelte, e alla nostra visione di futuro, non possiamo pensare ad una mobilità che inquini e che sfrutti il pianeta».