Ambiente

Milano-Cortina 2026, la sicurezza che non si vede: l’elisoccorso come infrastruttura critica dei Giochi

12
Febbraio 2026
Di Ludovico Giro

(Articolo pubblicato su L’Economista de Il Riformista)
Durante i Giochi Invernali l’attenzione si posa quasi sempre su ciò che è visibile: la neve preparata alla perfezione, i corpi degli atleti spinti al limite, la coreografia impeccabile dello sport globale. Ciò che resta volutamente fuori dall’inquadratura è l’infrastruttura pensata per intervenire solo se qualcosa va storto. Nelle montagne tra Veneto, Lombardia e Alto Adige, questo livello invisibile sarà fatto di elicotteri, equipaggi e procedure progettate per velocità, precisione e misura.

In occasione delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, Avincis, il più grande provider europeo di servizi aerei di emergenza, garantirà il servizio di elisoccorso sanitario (HEMS), a supporto del sistema di tutela della salute e della sicurezza che sostiene sia i Giochi Olimpici sia quelli Paralimpici. È un ruolo che raramente conquista titoli, a meno che non fallisca – ed è proprio questo il punto.

Il cuore operativo del dispositivo sarà Belluno, una città di montagna abituata alla presenza degli elicotteri, ma non all’intensità di un evento che concentra atleti, spettatori e media in una geografia alpina fragile. Da qui, e da basi aggiuntive a Pieve di Cadore, Treviso, Sondrio e Bressanone, Avincis opererà una flotta composta da un elicottero Leonardo AW169 e tre Airbus H145: mezzi costruiti per la versatilità, non per lo spettacolo. L’obiettivo non è la visibilità, ma la disponibilità.

«I grandi eventi sportivi comprimono una complessità enorme in un arco di tempo molto ridotto», spiega Ambrosini, Managing Director Rotor Wing Italy di Avincis. «Terreno difficile, condizioni meteo invernali, una concentrazione elevatissima di persone. La sfida è essere pronti senza risultare invasivi».
In questo contesto, la prontezza non è un concetto astratto. In vista dei Giochi, i piloti assegnati alla base di Belluno – normalmente attiva solo in orario diurno – stanno seguendo un percorso di formazione aggiuntivo per estendere le operazioni fino alle ore serali. Turni di dodici ore, utilizzo di visori notturni, operazioni a pilota singolo: strumenti tutt’altro che eccezionali nell’aviazione di emergenza, ma che richiedono disciplina e ripetizione. «Ciò che conta», osserva Ambrosini, «non è l’attrezzatura in sé, ma la familiarità che gli equipaggi sviluppano con essa».

Durante i Giochi, le operazioni HEMS copriranno indicativamente la fascia oraria dalle 9 alle 21, in corrispondenza dei momenti di maggiore attività agonistica e di spostamento. Gli elicotteri non sorvoleranno traguardi o cerimonie. Rimarranno invece in attesa – in stand-by, motori spenti, briefing pronti – integrati in un sistema più ampio coordinato con le autorità sanitarie e di protezione civile. Se chiamati, i tempi di risposta si misurano in minuti, non in dichiarazioni.

Negli ultimi anni, il cambiamento climatico ha reso l’ambiente alpino sempre meno prevedibile, con dinamiche meteorologiche che evolvono più rapidamente dei cicli di pianificazione. Per Avincis, Milano Cortina 2026 non è soltanto un incarico legato a un grande evento sportivo, ma anche un test di adattabilità. «Questi contesti stanno diventando sempre più complessi», sottolinea Ambrosini. «Ciò che impariamo qui – in termini di coordinamento, resistenza e capacità decisionale – non si esaurisce con la fine dei Giochi».

Se le Olimpiadi si svolgeranno come previsto, la maggior parte degli spettatori non noterà mai gli elicotteri posizionati appena fuori dall’inquadratura. Anche questo fa parte del disegno. Nell’aviazione di emergenza, il successo è spesso definito dall’assenza: di ritardi, di confusione, di escalation. E nei momenti di quiete tra una competizione e l’altra, i rotori restano fermi – pronti a muoversi, solo se necessario.