Ambiente
Energia, transizione e territori: Lecce al centro del nuovo orizzonte europeo
Di *Adriana Poli Bortone
(*Articolo di Adriana Poli Bortone, Sindaco di Lecce, pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)
Lo scenario energetico che interessa l’Italia e gran parte dell’Europa continua a essere segnato da un’elevata incertezza, ma allo stesso tempo si presenta come uno spazio aperto, fluido, attraversato da opportunità che richiedono visione e capacità di programmazione. L’inizio della guerra in Ucraina e il mutamento degli equilibri geopolitici hanno reso improvvisamente più fragili le catene di approvvigionamento e più complessa la gestione della domanda energetica, mettendo in evidenza quanto il tema dell’energia non sia soltanto una variabile tecnica, ma un fattore strutturale che incide sulla competitività economica, sulla tenuta sociale e sulla qualità della vita di cittadini e imprese. Da questa consapevolezza nasce l’esigenza di costruire un nuovo orizzonte che tenga insieme due priorità non più rinviabili: la sostenibilità ambientale e il costo dell’energia, che attraversa trasversalmente il sistema produttivo, i trasporti e l’intera economia reale.
In questo contesto si inserisce la necessità di un confronto serio e strutturato tra tutti gli attori chiamati a progettare il futuro energetico del Paese, superando approcci emergenziali e frammentati per avviare un percorso di pianificazione condivisa. Il Festival dell’Energia, che Lecce ospita con continuità e convinzione, si colloca esattamente in questa traiettoria: non come semplice evento divulgativo, ma come punto di partenza di un percorso fondato sulla consapevolezza del momento storico, sull’analisi delle esigenze concrete, sulla ricerca scientifica e sul dialogo tra istituzioni, imprese, mondo accademico e giovani.
La città di Lecce rivendica in questo quadro un ruolo attivo nel dibattito nazionale, forte di una storia che vede il Festival nascere proprio qui nel 2008 e tornare stabilmente nel territorio dopo il rilancio delle ultime edizioni, a conferma di una vocazione che unisce identità locale e dimensione nazionale. Il contesto europeo rafforza ulteriormente questa centralità: l’Unione è oggi chiamata a ridurre una dipendenza energetica ancora marcata, in particolare dagli Stati Uniti per il gas naturale liquefatto, che copre oltre la metà delle importazioni, e a spingere con decisione sulla diversificazione delle fonti e sull’accelerazione delle rinnovabili. In questa direzione si colloca la strategia sull’elettrificazione che la Commissione europea presenterà nei primi mesi del 2026, uno dei tasselli di un mosaico più ampio di politiche che dovranno essere attuate entro il 2030 per ridisegnare il quadro dell’efficienza energetica europea. In questo scenario il Salento si propone come territorio di sperimentazione e di ricerca, grazie alle sue caratteristiche naturali, alla presenza del polo universitario e di un hub del Cnr, e a un tessuto produttivo che vede in Confindustria un partner sempre più coinvolto e proattivo.
Essere parte di un meccanismo così complesso rappresenta una sfida ambiziosa, ma anche un’opportunità strategica: il coinvolgimento di istituzioni, esperti, ricercatori e nuove generazioni restituisce al confronto sul futuro dell’energia una dimensione concreta, da cui possono nascere le dinamiche che orienteranno la produzione e l’approvvigionamento dei prossimi anni. L’auspicio è che dal Festival emergano con crescente chiarezza percorsi condivisi e linee di indirizzo capaci di incidere realmente sulle scelte future, trasformando il dibattito in progettualità e la consapevolezza in politiche energetiche stabili e sostenibili.





