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Christine Lagarde lascia la Bce: i cerotti sul volto e la corsa alla successione

29
Ottobre 2026
Di Giuliana Mastri

L’annuncio delle dimissioni di Christine Lagarde dalla presidenza della Banca centrale europea, con decorrenza dal 7 febbraio 2027 come spiegato, ha attirato l’attenzione anche per un dettaglio insolito. Nel video diffuso sui social, l’ex ministra delle Finanze francese compare con due evidenti cerotti sul volto, uno sulla guancia e l’altro sul naso. Un particolare che ha suscitato interrogativi sulle sue condizioni di salute, ai quali la stessa Lagarde ha voluto rispondere attraverso una precisazione pubblicata sui suoi profili.

Nel frattempo, l’uscita dalla Bce apre la questione della successione, con due ex governatori di banche centrali nazionali tra i principali candidati e un negoziato che coinvolge anche gli equilibri tra Francia e Germania ai vertici dell’istituzione.

I cerotti sul volto: la spiegazione di Lagarde

Dopo la pubblicazione del filmato su Facebook, Instagram e X, lo staff social di Lagarde ha diffuso un chiarimento per evitare interpretazioni sulle sue condizioni fisiche.

«Giusto per evitare qualsiasi chiacchiera sui social media: i cerotti sulla mia faccia sono dovuti a una piccola operazione chirurgica eseguita all’inizio della settimana», ha spiegato la presidente uscente, aggiungendo una raccomandazione: «Seguite gli ordini dei medici e fatevi controllare la pelle regolarmente!».

Le parole di Lagarde non precisano la natura dell’intervento. Il riferimento ai controlli dermatologici lascia ipotizzare la rimozione di una lesione cutanea, come un neo, ma non consente di stabilire quale sia stata la diagnosi.

L’annuncio delle dimissioni arriva dopo mesi di indiscrezioni sul futuro professionale della presidente della Bce. Tra le ipotesi riportate figura quella di un suo passaggio alla guida del World Economic Forum, circostanza che potrebbe aver contribuito alla scelta di comunicare direttamente la decisione. Non risultano tuttavia conferme, nel materiale disponibile, sull’eventuale via libera alla nomina.

Tra le letture non convenzionali del gesto, di cui si discute in queste ore, c’è quella di una mossa targata Macron, il quale, tenendo conto del possibile arrivo all’Eliseo di Marine Le Pen, non avrebbe voluto lasciare alla leader conservatrice la sua quota d’influenza per l’elezione del prossimo presidente dell’istituto francofortese. Parigi inoltre versa in una situazione finanziaria delicata e avrebbe bisogno di interventi oculati sempre nel quadro delle politiche monetarie comunitarie. Non è da escludere che anche gli altri premier, comunque sensibili alla questione francese, preferiscano che la partita per la Bce si giochi prima di una paventata ondata destrorsa nelle sedi Ue.

Successione alla Bce, in corsa Hernández de Cos e Knot

L’attenzione si concentra ora sulla scelta del successore, una decisione che dovrebbe essere assunta dai leader europei, probabilmente nel prossimo dicembre.

I due nomi indicati come principali candidati sono Pablo Hernández de Cos, già governatore della Banca di Spagna e attuale presidente della Banca dei regolamenti internazionali, e Klaas Knot, ex governatore della banca centrale olandese.

Entrambi vantano una lunga esperienza nella politica monetaria e nella gestione delle istituzioni finanziarie. Fino alla settimana precedente all’annuncio, Knot avrebbe ritenuto di trovarsi in una posizione di vantaggio nella corsa alla presidenza. Negli ultimi giorni, invece, sarebbero aumentate le possibilità di Hernández de Cos.

La scelta dovrà tenere conto anche della distribuzione degli altri incarichi di vertice della Bce, oggetto di un confronto parallelo tra i principali Paesi europei.

Il confronto tra Francia e Germania sugli incarichi economici

Uno dei punti più delicati riguarda la futura assegnazione dei ruoli di capoeconomista e di responsabile delle operazioni di mercato all’interno del comitato esecutivo della Banca centrale europea.

Francia e Germania aspirano entrambe a esprimere il prossimo capoeconomista, una figura che esercita un’influenza significativa sull’elaborazione delle decisioni relative ai tassi d’interesse e agli interventi sui mercati.

Parigi potrebbe sostenere la propria candidatura facendo leva sul fatto che, con l’uscita di Lagarde, non avrebbe più una figura nazionale alla guida di una delle principali istituzioni europee.

Tra i possibili nomi francesi vengono indicati Laurence Boone e Agnès Bénassy-Quéré. La prospettiva di una presidenza affidata allo spagnolo Hernández de Cos, accompagnata da un capoeconomista francese, incontrerebbe tuttavia alcune resistenze in Germania.

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