Economia

La voce delle imprese: dopo il via libera della Camera, l’industria chiede stabilità e certezze

23
Ottobre 2026
Di Elisa Tortorolo

(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)

CNA, Anica e Apa accolgono con favore il via libera della Camera. Dopo le incertezze dei mesi scorsi, le associazioni chiedono tempi certi al Senato per non bloccare gli investimenti.

Dopo il sì della Camera, la riforma del cinema e dell’audiovisivo si prepara ad affrontare l’esame del Senato. Il provvedimento punta a riordinare l’intero comparto introducendo una nuova governance più autonoma dalla politica, una programmazione triennale delle risorse, la revisione del tax credit e nuove tutele per i lavoratori dello spettacolo. Mentre ci si interroga sui tempi di attuazione delle deleghe e sugli equilibri parlamentari, dal cuore pulsante del mercato e della produzione, comunque, arriva un segnale di apertura e cauto ottimismo. L’approvazione del testo unificato a Montecitorio nelle scorse settimane viene letta dal tessuto imprenditoriale non come un semplice passaggio burocratico, ma come il potenziale superamento di una stagione di forte sofferenza per l’intera filiera.

A dar voce al sentimento diffuso tra gli operatori sono i tre pilastri della rappresentanza industriale e artigianale del settore. Da un lato la CNA Cinema e Audiovisivo, che dà voce alla galassia delle piccole e medie imprese, delle maestranze e delle produzioni indipendenti distribuite sul territorio; dall’altro l’Anica, l’associazione nazionale che raggruppa le grandi industrie cinematografiche, audiovisive e digitali, e l’APA, l’associazione dei produttori audiovisivi, punto di riferimento per la narrativa della serialità e dell’intrattenimento. Una convergenza di soggetti diversi che, uniti, coprono l’intera catena del valore della produzione e della distribuzione italiana.

Dal punto di vista delle aziende, il valore principale dell’intesa trasversale raggiunta in Parlamento risiede nell’effetto distensivo su un clima di mercato finora troppo teso. Il primo via libera dell’Aula restituisce finalmente una visione strategica e pluriennale a un comparto che per mesi è rimasto bloccato da polemiche strumentali, ripristinando quel clima di fiducia indispensabile per chi deve pianificare investimenti, aprire i set e rischiare capitale privato. Accanto all’avanzamento legislativo, per le imprese risulta decisiva anche la svolta sul piano gestionale. Il recente e deciso recupero sul fronte dell’evasione delle pratiche amministrative da parte della Direzione Generale Cinema del Ministero rappresenta un tassello concreto per la tenuta del settore: la regolarità delle erogazioni e dei documenti è infatti l’unico vero garante nei confronti degli istituti bancari e del credito, senza i quali nessuna produzione può effettivamente partire.

Ora che la partita si sposta a Palazzo Madama, la priorità del mondo imprenditoriale è evitare che la fase di transizione e l’iter dei futuri decreti attuativi finiscano per congelare l’operatività delle aziende. L’impegno del sistema industriale sarà quello di vigilare affinché la riforma prenda forma in modo pragmatico e coerente con la crescita di tutte le sue componenti, mettendo al riparo il lavoro già fatto e garantendo continuità a un settore chiave per l’economia del Paese.