Innovazione
Standard, l’UE taglia i tempi per competere
Di Virginia Caimmi
Chi stabilisce gli standard detta anche le regole della competizione industriale. È su questo terreno che la Commissione europea vuole rafforzare il peso dell’UE, con una riforma della standardizzazione pensata per accompagnare più rapidamente l’innovazione e sostenere il mercato unico. Le norme tecniche, infatti, non riguardano soltanto sicurezza e interoperabilità: possono determinare l’accesso ai mercati e orientarne lo sviluppo, dalle tecnologie pulite alle batterie, dalla cybersicurezza all’edilizia e alla manifattura avanzata.
Il nodo principale è la velocità. Oggi per elaborare uno standard servono in media circa sei anni, un arco temporale poco compatibile con l’evoluzione tecnologica. Bruxelles propone quindi scadenze più chiare, un maggiore ricorso – entro condizioni definite – a specifiche tecniche esterne e strumenti provvisori che consentano di dimostrare la conformità mentre le norme definitive sono ancora in preparazione. Nei casi urgenti o altamente specialistici potranno essere coinvolte anche altre organizzazioni tecniche. L’obiettivo è portare il tempo medio di elaborazione a quattro anni, riducendo gli ostacoli per le imprese che vogliono introdurre nuove soluzioni nel mercato unico.
La riforma punta anche ad allargare la partecipazione. Le organizzazioni europee e nazionali di standardizzazione dovranno garantire maggiore spazio a PMI, società civile, università e autorità pubbliche, rafforzando al tempo stesso trasparenza e responsabilità. Un altro cambiamento riguarda l’accesso alle norme sviluppate nell’ambito della legislazione europea: dopo le recenti pronunce della Corte di giustizia dell’UE, la Commissione propone di renderle gratuitamente disponibili attraverso archivi dedicati, facilitandone la consultazione da parte di aziende, amministrazioni e cittadini.
C’è infine una partita geopolitica. Gli standard che si affermano a livello internazionale possono indirizzare lo sviluppo di intere filiere industriali e tecnologiche. Per questo Bruxelles vuole migliorare il coordinamento dell’Unione nelle sedi internazionali e creare un Centro di esperti sulla standardizzazione europea, chiamato a raccordare questo lavoro con le priorità strategiche dell’UE. «Chi stabilisce gli standard plasma le tecnologie, i prodotti e i mercati di domani», ha sottolineato Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione per la Prosperità e la Strategia industriale. La proposta dovrà ora essere esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima dell’adozione.





