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Leone XIV in Francia, l’IA al centro del viaggio: «Non perdiamo la nostra umanità»

27
Settembre 2026
Di Virginia Caimmi

L’intelligenza artificiale, la pace, l’educazione e la difesa della dignità umana. Sono i grandi temi con cui Leone XIV apre il suo viaggio apostolico in Francia, scegliendo Parigi per portare il confronto sul futuro dell’uomo dal Palazzo dell’Eliseo fino all’UNESCO. Una visita di quattro giorni, dal 25 al 28 settembre, che assume così anche una forte dimensione internazionale: il Papa parla alla Francia, ma guarda alle trasformazioni che attraversano il mondo.

La prima giornata ne offre subito la chiave. Dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Emmanuel Macron e il discorso alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico all’Eliseo, Leone XIV si reca nel pomeriggio alla sede dell’UNESCO. Non è una tappa semplicemente protocollare. L’agenzia delle Nazioni Unite ha dedicato la giornata proprio alle sfide dell’intelligenza artificiale, dell’integrità dell’informazione, dell’educazione e della creazione artistica nell’era dell’IA, coinvolgendo giovani, ricercatori, artisti, intellettuali e decisori politici. È all’Eliseo che il Pontefice anticipa il cuore della questione. Il progresso tecnologico, riconosce, ha migliorato profondamente le condizioni di vita dell’umanità. Ma ogni conquista porta con sé un’ambivalenza: gli strumenti creati dall’uomo possono produrre danni quando non sono orientati al bene. Da qui il riferimento diretto all’intelligenza artificiale. Leone XIV richiama lo scrittore francese Georges Bernanos e il rischio di un «paradiso delle macchine» capace di invadere e condizionare progressivamente la vita quotidiana. La sfida, dice in sostanza il Papa, non consiste nel fermare l’innovazione, ma nell’impedire che, mentre le macchine diventano sempre più potenti, l’uomo rinunci alla propria libertà e responsabilità.

«Se vogliamo evitare di perdere la nostra umanità» in questo scenario, afferma Leone XIV, diventa urgente educare al discernimento etico e alla capacità di riconoscere il bene morale. È questo il passaggio centrale del suo messaggio sull’IA: la tecnologia non può diventare il criterio ultimo delle scelte umane. Al centro devono restare la persona, la sua «libertà interiore» e la sua «sacra dignità». Non è casuale che queste parole vengano pronunciate in Francia e alla vigilia dell’intervento all’UNESCO. Leone XIV lega la questione tecnologica alla grande tradizione culturale e umanistica francese, ricordando il contributo del Paese ai diritti umani e alla riflessione sulla libertà. E porta poi questo stesso interrogativo nel luogo multilaterale che ha nell’educazione, nella scienza e nella cultura la propria missione.

Il viaggio assume così un significato che supera i confini ecclesiali. All’Eliseo il Papa chiama in causa anche la responsabilità politica della Francia e dell’Europa, chiedendo a Parigi di continuare a essere protagonista della pace e del multilateralismo. All’UNESCO il confronto si sposta sul terreno dove si decide una parte cruciale del futuro: come governare l’intelligenza artificiale senza consegnarle ciò che appartiene all’uomo. Il filo che unisce le due tappe è netto: il progresso non è tale soltanto perché tecnicamente possibile. Nell’epoca dell’IA, per Leone XIV, la vera misura dell’innovazione resta la capacità di servire l’uomo senza ridurne libertà, responsabilità e dignità.