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Competitività, l’Europa punta su chip e industria: meno dipendenze e nuove regole per crescere

25
Settembre 2026
Di Virginia Caimmi

Rafforzare la capacità industriale europea, ridurre le dipendenze strategiche e creare condizioni più favorevoli alla crescita delle imprese. È il filo conduttore del Consiglio Competitività riunito a Bruxelles il 24 settembre, con al centro il nuovo Chips Act 2.0 e la revisione delle linee guida europee sul controllo delle concentrazioni. Sul fronte dei semiconduttori, i ministri hanno discusso la proposta di Chips Act 2.0 presentata dalla Commissione europea il 3 giugno. L’obiettivo è rafforzare l’ecosistema europeo dei chip, diminuire la dipendenza dall’estero e stimolare la domanda interna. Un tema sempre più legato non soltanto alla politica industriale, ma anche alla sicurezza economica e alla capacità dell’Europa di competere nelle tecnologie avanzate. Gli Stati membri hanno espresso ampio sostegno agli obiettivi della proposta, sottolineando però la necessità di mantenere mercati aperti e rapporti con partner internazionali affidabili. L’approccio dovrà coinvolgere l’intera catena del valore e tutti i Paesi dell’Unione, comprese PMI, start-up ed ecosistemi tecnologici emergenti.

Tra i settori indicati come prioritari figurano semiconduttori di potenza, fotonica, tecnologie quantistiche, packaging avanzato, progettazione dei chip, tecnologie mature e materiali avanzati. Centrale anche la necessità di trasformare più rapidamente ricerca e innovazione in produzione industriale, mobilitando investimenti pubblici e privati e rafforzando l’accesso alle materie prime critiche, alle competenze e ai talenti. «L’UE ha dimostrato di poter mobilitare miliardi per i semiconduttori, ma gli investimenti da soli non bastano se continuiamo a dipendere da chip prodotti altrove», ha affermato Peter Burke, ministro irlandese per le Imprese, il Turismo e l’Occupazione. La sfida, secondo Burke, è trasformare l’ambizione europea in una maggiore capacità tecnologica e industriale, soprattutto nella corsa globale all’intelligenza artificiale e alle tecnologie avanzate.

Altro dossier centrale è stato quello delle nuove linee guida sul controllo delle fusioni. La revisione mira ad aggiornare il quadro europeo alla luce delle trasformazioni dei mercati, dando maggiore rilievo a competitività, innovazione, resilienza e possibilità per le imprese europee di crescere di scala. I ministri hanno accolto favorevolmente, in particolare, il cosiddetto “innovation shield” rivolto a start-up e scale-up. Diversi Stati hanno tuttavia sottolineato che i nuovi criteri dovranno affiancare, e non indebolire, la tutela della concorrenza, dei consumatori e delle PMI. È stata inoltre chiesta maggiore chiarezza sulle modalità con cui valutare i benefici economici per il mercato unico, così da garantire alle imprese certezza giuridica e prevedibilità.

La competitività è stata affrontata anche attraverso il prisma della sicurezza economica, oggetto del confronto informale tra i ministri durante il pranzo. Numerosi altri dossier industriali hanno completato l’agenda: dall’Industrial Accelerator Act al futuro regime societario europeo “EU Inc.”, fino al Fondo europeo per la competitività e ai progetti sulle materie prime critiche. Sul tavolo anche ETS e competitività industriale, sostegno ai settori ad alta intensità energetica, chimica, elettrodomestici, aiuti di Stato e regolamentazione dei prodotti e degli imballaggi. Un’agenda ampia che mostra come Bruxelles stia cercando di collegare politica industriale, innovazione, semplificazione normativa e sicurezza economica in una strategia europea più coordinata.