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Mercato immobiliare, lo sconto medio nelle compravendite è al 7,7%
Di Lorenzo Berna
Nel mercato immobiliare italiano lo sconto medio applicato nelle compravendite si è attestato al 7,7% nel secondo semestre del 2025, sostanzialmente stabile rispetto al 7,8% dello stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dalle analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che fotografano una scontistica differenziata a seconda delle caratteristiche degli immobili trattati.
La vetustà dell’abitazione incide in modo rilevante sulla trattativa: le case usate registrano il ribasso più alto (-7,9%), seguite da quelle ristrutturate (-7,7%) e da quelle di nuova costruzione (-4,5%). Per gli immobili usati, la necessità di interventi di riqualificazione amplifica il margine di negoziazione, poiché l’acquirente deve tenere conto dei costi aggiuntivi per il recupero dell’abitazione. Un parametro sempre più determinante è la classe energetica: si passa da uno sconto del 5,1% per gli immobili in classe A fino all’8,5% per quelli in classe G.

Gli acquisti a uso investimento e le tipologie più scontate
Lo sconto più consistente riguarda gli acquisti a uso investimento, dove il ribasso medio sale al 10,8%, riflettendo il maggiore potere contrattuale di chi compra con finalità di rendita. Tra le tipologie, i monolocali (-9,8%) e le soluzioni popolari (-9,7%) registrano contrazioni superiori alla media. Le abitazioni al piano terra scontano un ribasso dell’8,4%, che scende al 6,9% in presenza di giardino. I piani alti e gli ultimi piani si fermano rispettivamente a -7,4% e -7,0%, rispecchiando una domanda strutturalmente più vivace per queste soluzioni, con offerta limitata sul mercato.
Le grandi città
Nelle principali città italiane la scontistica complessiva si è leggermente ridotta, attestandosi al 7,8% nel secondo semestre del 2025 contro l’8,1% dello stesso periodo del 2024. Il fenomeno è riconducibile alla scarsità di offerta e alla preferenza degli acquirenti per immobili già in buono stato o ristrutturati, che lasciano meno spazio alla negoziazione. Bologna registra lo sconto più contenuto tra i grandi centri urbani, con appena il 5,0%, mentre all’estremo opposto si colloca Palermo con il 10,8%. Milano si attesta al 6,2%, Roma al 7,1%.






