Economia

L’Unione europea accelera sulla sovranità tecnologica

04
Giugno 2026
Di Giampiero Cinelli

L’Unione europea accelera sulla sovranità tecnologica. Cloud, intelligenza artificiale e semiconduttori sono i tre fronti su cui Bruxelles ha deciso di muoversi per ridurre la dipendenza da Stati Uniti e Cina sulle infrastrutture digitali. «Non possiamo permetterci di dipendere da altri per le tecnologie che mantengono in funzione i nostri ospedali, garantiscono la stabilità delle nostre reti energetiche e assicurano la sicurezza dei nostri servizi», ha avvertito la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, annunciando un pacchetto di misure articolato su due proposte legislative: il «Chips Act 2.0» e il «Cloud and AI Development Act», che andranno negoziate tra Paesi Ue ed Eurocamera e che rischiano di riaprire i già tesi rapporti con gli Stati Uniti.

Al centro della strategia c’è un sistema rafforzato di «sovranità» europea per i servizi cloud. Bruxelles propone quattro livelli per classificare i servizi in base al grado di protezione dei dati sensibili o al rischio di accessi da parte di paesi terzi. I livelli più elevati, il 3 e il 4, si applicheranno ai settori particolarmente delicati: difesa, sicurezza nazionale, controllo delle frontiere, sanità e infrastrutture critiche. Per queste categorie saranno introdotti requisiti più stringenti, tra cui la localizzazione delle infrastrutture sul territorio europeo e un maggiore controllo della catena di approvvigionamento del software. In un mercato dominato dagli Over the Top statunitensi, l’obiettivo dichiarato è proteggere i dati e «scongiurare il rischio di kill switch», ovvero la possibilità per un paese terzo di interrompere o disattivare software o sistemi per ragioni di sicurezza. I livelli di sovranità saranno definiti da una valutazione congiunta degli Stati membri e delle istituzioni europee, ha chiarito in conferenza stampa la vicepresidente della Commissione per la sovranità tecnologica Henna Virkkunen.

Le ambizioni sul cloud e sull’AI

Tra gli obiettivi del Cloud and AI Development Act figura il traguardo di triplicare la capacità dei data center europei nei prossimi cinque-sette anni, accelerando le procedure autorizzative e garantendo tariffe di rete ridotte. I nuovi criteri di sovranità cloud hanno però già sollevato le preoccupazioni della Business Software Alliance, secondo cui esiste il rischio di danneggiare la concorrenza, l’innovazione e la libertà di scelta dei clienti. Nel frattempo Palazzo Berlaymont ha nominato il primo inviato speciale per l’intelligenza artificiale industriale, Jim Hagemann Snabe. L’iniziativa arriva mentre un rapporto Onu avverte che entro il 2030 l’IA consumerà l’acqua necessaria per 1,3 miliardi di persone, pari all’intera popolazione dell’Africa subsahariana.

La partita dei semiconduttori

Sul fronte dei chip, l’Ue produce meno del 10% dei semiconduttori a livello globale, dipendendo in larga misura da Stati Uniti e Asia. Con il Chips Act 2.0 Bruxelles punta a stimolare la domanda di chip prodotti in Europa, incoraggiando – senza obblighi – una preferenza industriale per gli appalti pubblici, e ad accelerare le procedure autorizzative per i nuovi impianti produttivi. L’obiettivo di lungo periodo è raddoppiare la quota europea del mercato globale dei semiconduttori, portandola al 20% entro il 2030. Nel frattempo, nonostante l’ambizione di rafforzare l’autonomia tecnologica del continente, è arrivato un primo via libera che dovrà essere confermato dagli ambasciatori Ue per l’adesione all’iniziativa Pax Silica, guidata dagli Stati Uniti per rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento dei chip.