Politica
Tajani in Senato: «Non siamo isolati». Priorità agli italiani nel Golfo, timori per energia e rotte
Di Giampiero Cinelli
«Voglio dirlo con chiarezza: Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire». Con queste parole il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aperto in Senato l’informativa sull’operazione militare in Iran. «Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo – ha aggiunto – noi, come tedeschi e polacchi, siamo stati informati ad operazione iniziata». Tajani ha rivendicato la collocazione italiana nel solco europeo: «La linea politica è quella dell’Unione europea. Non siamo isolati, abbiamo partecipato a una riunione e approvato un documento: quella è la linea che segue l’Ue e noi non siamo affatto isolati».
Il ministro ha sottolineato come la crisi incida direttamente sulla sicurezza nazionale, sulla presenza di connazionali nell’area e sulla stabilità delle rotte commerciali ed energetiche. «La crisi in atto incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale, su quella delle decine di migliaia di connazionali presenti nell’area, sulla stabilità delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti energetici globali», ha spiegato. Per questo, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, il governo ha ritenuto necessario riferire tempestivamente in Parlamento sui primi sviluppi e sulle iniziative adottate. La «prima notizia positiva», ha detto Tajani, «è che non ci sono italiani coinvolti negli attacchi. Né civili né militari. Garantire la loro sicurezza è la priorità assoluta dell’azione del Governo».
Nella regione si trovano attualmente oltre 70mila italiani, tra residenti e presenze temporanee. Circa 30mila sono negli Emirati Arabi Uniti, mentre in Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Comunità numerose sono presenti anche in Arabia Saudita, Kuwait, Oman e Bahrein; in Iran si contano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti. Tajani ha annunciato che, su richiesta italiana, le autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro di circa 200 studenti minorenni presenti nel Paese.
Guardando agli sviluppi, il titolare della Farnesina ha ribadito l’impegno dell’esecutivo sul piano diplomatico: «Il Governo italiano continuerà a fare la sua parte. Con lucidità. Con determinazione. Con senso di responsabilità. Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana».
Sul fronte economico ed energetico, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha richiamato l’attenzione sulla centralità dello Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, pari a 17-20 milioni di barili al giorno, e oltre il 30% del commercio globale di Gnl. «Si tratta di una delle principali arterie energetiche del sistema economico internazionale», ha affermato, avvertendo che anche una riduzione parziale dei flussi o una percezione di rischio può produrre effetti immediati sui prezzi, con contrazioni dei premi assicurativi e un aumento significativo dei costi di trasporto fino al 30-40 per cento.





