Economia
Startup e data center, la Puglia punta a diventare l’hub digitale del Sud
Di Giuliana Mastri
Nel Mezzogiorno operano oggi 2.825 startup e piccole e medie imprese innovative, pari al 19% del totale nazionale. Un dato che conferma un ecosistema in crescita, pur ancora distante dai livelli del Nord Italia. All’interno di questo quadro, la Puglia si distingue con 644 realtà innovative, di cui 329 concentrate nell’area metropolitana di Bari, consolidando il capoluogo come uno dei poli emergenti dell’innovazione tecnologica nel Sud.
I numeri sono stati presentati al Politecnico di Bari in occasione della quarta tappa del roadshow UniCredit Start Lab 2026, il programma dedicato allo sviluppo di startup e Pmi innovative e alla connessione tra imprese, ricerca e capitale. Nel 2025 i finanziamenti equity alle startup italiane hanno raggiunto 1,456 miliardi di euro. Le operazioni sono diventate mediamente più consistenti, ma restano fortemente sbilanciate verso il Nord, che assorbe oltre 1,17 miliardi della raccolta complessiva.
In questo contesto la Puglia prova a giocare una partita diversa, puntando su infrastrutture e attrattività territoriale. La regione può contare su disponibilità di suolo industriale, reti energetiche innovative, collegamenti digitali sottomarini e un contesto istituzionale favorevole. Elementi che, secondo i promotori, la rendono competitiva nello scenario globale dell’intelligenza artificiale.
Il progetto “Puglia data center valley” rappresenta il tassello più ambizioso di questa strategia. L’iniziativa prevede lo sviluppo di tre grandi progetti hyperscale con una capacità complessiva superiore a 2 gigawatt, con l’obiettivo di collocare il Mezzogiorno al centro della nuova domanda globale di capacità computazionale.
Il piano include “Adriatic Dc Bari”, che prevede la riconversione dell’ex Manifattura Tabacchi in un data center da 200 megawatt; “Adriatic Dc Brindisi”, con un secondo polo hyperscale da 500 megawatt nell’area industriale; e “Adriatic Dc Hub”, un campus da 1,5 gigawatt su circa 800 ettari, destinato a diventare il più grande complesso di data center in sviluppo in Europa e tra i più estesi a livello mondiale.
I primi cantieri sono attesi entro la fine del 2026. Solo per il progetto di Bari l’investimento iniziale stimato è di circa 2 miliardi di euro. Nel complesso, considerando le componenti dirette, indotte e infrastrutturali, il valore potenziale degli investimenti sui tre poli potrebbe superare i 100 miliardi di euro.
La sfida, ora, è trasformare la crescita numerica delle imprese innovative in un ecosistema capace di attrarre capitale, competenze e grandi operatori globali, riducendo il divario strutturale che ancora separa il Sud dal resto del Paese.





