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Sicurezza, il Quirinale frena su scudo e fermo preventivo: oggi il CdM
Di Ilaria Donatio
È giornata di rifiniture per l’esecutivo prima del Consiglio dei ministri convocato nel tardo pomeriggio su quello che il Governo definisce un “pacchetto sicurezza” da portare all’approvazione. Dopo gli scontri durante il corteo di Torino e le polemiche politiche che ne sono seguite, l’azione dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni resta puntata su norme più “operative” per ordine pubblico e prevenzione, ma trova un freno istituzionale di rilievo.
Nei giorni scorsi Palazzo Chigi ha predisposto un testo articolato – con un decreto legge affiancato da un disegno di legge – che contiene misure tra cui il fermo preventivo prima delle manifestazioni e uno “scudo penale” per chi agisce in situazioni di legittima difesa o nel corso dell’adempimento di un dovere. Ma negli uffici del Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha segnalato rilievi precisi su questi due punti più sensibili.
In particolare, dagli ambienti del Colle arriva l’indicazione che non si può limitarsi a un generale atteggiamento sospetto per legittimare un fermo preventivo, e che allo “scudo” non si crei una giurisprudenza separata per categorie, evitando disparità tra cittadini e forze dell’ordine. Le interlocuzioni istituzionali – definite “ottime” da fonti di governo – si sono svolte anche nella giornata di ieri con la partecipazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ha riferito al Quirinale delle bozze elaborate da Palazzo Chigi. Fonti di maggioranza confermano che, nonostante le richieste di modifica, l’intenzione resta quella di portare decreto legge e disegno di legge in Consiglio dei ministri già oggi per l’ok formale.
Alcuni passaggi tecnici sono stati affinati in una lunga serie di riunioni tra governo e ministeri, e si attende ora la convocazione ufficiale del CdM nel tardo pomeriggio. Tra le misure che dovrebbero rimanere nel decreto ci sarebbero anche stretta sulle vendite di coltelli ai minori, con relative sanzioni amministrative, mentre alcune proposte più “politiche”, come la cauzione per i cortei sostenuta dalla Lega, potrebbero restare fuori dal perimetro del decreto. Sul fronte politico, il tema resta divisivo: le opposizioni hanno chiesto chiarezza e garanzie costituzionali, mentre la maggioranza insiste sulla necessità di strumenti ritenuti utili per l’ordine pubblico, dopo l’escalation di violenza di piazza considerata inaccettabile da molti esponenti dell’esecutivo.





