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Orcel conquista la vetta. Il balzo di Labriola, Descalzi e Scocchia nella Top Manager Reputation
Di Lorenzo Berna
Calo del 65% di mediaticità a inizio 2026, ma Orcel guida la Top Manager Reputation. In salita Labriola, Descalzi e Scocchia.
L’inizio del 2026, sul fronte della presenza sui media, parte con un passo più lento: la rilevazione registra un calo del 65% della mediaticità. In questo contesto, la vetta della Top Manager Reputation viene conquistata dall’amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel, che sale al primo posto con un punteggio di 90,76 e un incremento di 2,06 punti.
Il primato di Orcel si accompagna anche a una presa di posizione pubblica: a ridosso di Capodanno, dalle colonne della Börsen-Zeitung, ha lanciato un alert sull’urgenza di costruire grandi gruppi bancari europei per non soccombere alla concorrenza statunitense. Alle sue spalle si piazza Pier Silvio Berlusconi (Mediaset) con 88,51 e una variazione di 0,02 punti: per lui il dato arriva nell’anno in cui festeggia i 34 anni del Tg5 e in una fase che viene descritta come “di svolta” per Mfe, in coincidenza con l’operazione ProSiebenSat.
Sul podio sale anche l’ad di Eni Claudio Descalzi, terzo con 86,09 e +3,36 punti: viene indicato come sempre più investito, oltre che del ruolo manageriale, anche di un profilo strategico e diplomatico, con l’annuncio alla Casa Bianca della disponibilità di Eni a investire in Venezuela. Al quarto posto Carlo Messina (Intesa Sanpaolo), 85,77 e +0,53, con un richiamo al riconoscimento di “Top Employer” in Europa e al rafforzamento della governance attraverso due nuove nomine ai vertici di risk e compliance. Quinto Renato Mazzoncini (A2A) con 83,40 e -0,36, seguito da Matteo Del Fante (Poste Italiane), sesto con 80,02 e +0,12, in una fase in cui circolano voci legate a una conference call in Poste.
Nella parte centrale della graduatoria compaiono Alessandro Benetton (Edizione), settimo con 77,87 e -2,56, e Stefano Antonio Donnarumma (Ferrovie dello Stato), ottavo con 76,72 e -3,38. Nono Flavio Cattaneo (Enel) con 76,19 e +2,22, mentre cresce l’attesa per il Capital Markets Day del gruppo. Decimo Urbano Cairo (Cairo Communication), 75,77 e -2,78. All’undicesimo posto l’ad di Terna Giuseppina Di Foggia, 74,67 e +0,92; dodicesimo Pierroberto Folgiero (Fincantieri), 73,78 e +2,22, tra i protagonisti industriali richiamati nel dossier delle rotte artiche.
Tra i movimenti più evidenti del mese, Pietro Labriola (Tim) guadagna tre posizioni e si colloca tredicesimo con 71,67 e -1,62, in una fase definita favorevole in Borsa, con la capitalizzazione che sfiora i 12 miliardi. Sale anche Cristina Scocchia (illycaffè), quattordicesima con 71,11 e +1,40: il riferimento è alla chiusura del 2025 con un +10% di fatturato nonostante un incremento del 50% dei costi della materia prima. Quindicesimo Luca de Meo (Kering) con 69,79 e -3,13.
Subito fuori dalla top 15 viene segnalita la risalita di un posto di Gian Maria Mossa (Banca Generali), sedicesimo con 69,08, grazie a risultati 2025 oltre le attese. Diciassettesimo Luca Dal Fabbro (68,35) e, al diciottesimo, Miuccia Prada (68,17), che con le nuove collezioni fa un balzo di quattro posizioni. Chiudono la top 20 Marina Berlusconi (67,06) e Fabrizio Palermo (65,72).
Nel perimetro più ampio della “Top 200”, tra i profili indicati “in crescita” figurano Renzo Rosso (24°, +4), Massimiliano Di Silvestre (26°, +8), Sabrina de Filippis (35°, +4), Ermenegildo Zegna (57°, +7), Vinicio Vogliante (100°, +34) e Aldo Bisio (121°, +26). La graduatoria, aggiornata a gennaio 2026, prende in considerazione identità digitale, contenuti online ed evoluzione storica, stimando l’impatto reputazionale con un modello che valuta oltre 100 parametri.





