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Verso un’Europa indipendente nello spazio: Nyx supera i test di rientro
Di Marta Calderini
Mentre l’Europa si interroga sulle modalità per colmare il gap di competitività con le grandi superpotenze globali, la risposta sembra arrivare dal consolidamento dell’ecosistema industriale e scientifico nel settore della Space Economy. Si è conclusa nei giorni scorsi a Roma, presso l’Istituto di Ingegneria del Mare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), una fase cruciale per il futuro del trasporto spaziale continentale: la campagna sperimentale di test di ammaraggio della capsula Nyx. Questa fase, dedicata alle prove reali di splashdown, uno dei passaggi più critici nelle missioni di rientro dallo spazio, è stata ospitata dal centro di eccellenza italiano per la sperimentazione navale e offshore, segnando un passo avanti strategico per la sovranità tecnologica di Bruxelles nell’accesso alle infrastrutture orbitali.
La scelta di Roma come hub per la sperimentazione non è stata casuale, poiché il Cnr-Inm ha permesso di mettere a disposizione di The Exploration Company (TEC) competenze uniche negli studi sull’interazione fluido-struttura. I test hanno previsto una prova in bacino non simulata, con il lancio della capsula, l’analisi dell’impatto in acqua e le successive operazioni di recupero, con l’obiettivo di validare le prestazioni del sistema in vista del futuro lancio in orbita. Come sottolineato da Alessandro Iafrati, direttore dell’Istituto, questa collaborazione testimonia la capacità del Cnr di essere partner strategico nelle sfide più ambiziose dell’esplorazione spaziale europea.
Il progetto Nyx, sviluppato da un’azienda paneuropea con basi operative anche a Torino, si inserisce in un quadro geopolitico in cui la riduzione della dipendenza dai fornitori esteri è diventata una priorità dell’agenda comunitaria. La capsula è stata infatti progettata come una piattaforma modulare, sostenibile e riutilizzabile per il trasporto di carichi e, in prospettiva, di astronauti. Secondo Hélène Huby, Founder e CEO di The Exploration Company, l’unione tra competenze industriali e ricerca pubblica è ciò che rende forte l’Europa nel settore aerospaziale, accelerando il percorso verso un modello di esplorazione accessibile e collaborativo. Con gli accordi già stretti con realtà come ESA e Axiom Space, Nyx punta a contribuire a una nuova generazione di veicoli spaziali che rafforzino la sovranità tecnologica del continente, creando al contempo nuove opportunità per il settore scientifico e industriale europeo.
L’esito positivo delle prove di Roma non è solo un traguardo ingegneristico, ma costituisce un avanzamento concreto verso la piena indipendenza strategica dell’Europa: con Nyx, il continente si dota di una capacità autonoma di accesso e rientro dallo spazio, ponendo le basi per una nuova stagione del settore industriale europeo.





