In Parlamento

Dl Pnrr, via libera del Cdm: più digitale, meno certificati

30
Gennaio 2026
Di Giampiero Cinelli

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto Pnrr, un provvedimento mirato ad accompagnare la fase finale del Piano di ripresa e resilienza con un pacchetto di semplificazioni amministrative e strumenti di rafforzamento della governance. Il testo, composto da circa tredici articoli, si inserisce nel percorso che ha già portato alla revisione e snellimento di circa 400 procedure, con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti per cittadini, imprese e amministrazioni e migliorare l’efficienza dell’attuazione.

Uno dei capitoli centrali riguarda la digitalizzazione dei servizi pubblici e il principio del “once only”, secondo cui le informazioni già in possesso della Pubblica amministrazione non devono essere richieste nuovamente ai cittadini. In questa direzione si colloca l’acquisizione automatica dell’Isee: scuole, università, comuni e altri enti competenti potranno ottenere direttamente dall’INPS, tramite la Piattaforma digitale nazionale dati, i soli elementi necessari per l’erogazione delle prestazioni agevolate, eliminando la necessità di presentare la certificazione a ogni domanda. Il decreto introduce anche presìdi antifrode e controlli più stringenti sull’utilizzo dell’indicatore.

Sempre sul fronte dell’identità e dei diritti civici, il provvedimento apre alla tessera elettorale in formato digitale, che potrà essere resa disponibile sulla base dei dati integrati nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Le modalità tecniche, l’eventuale integrazione nel portafoglio digitale italiano e le regole di utilizzo saranno definite con successivi decreti del ministero dell’Interno, lasciando comunque al cittadino la piena libertà di continuare a usare la versione cartacea. Per le identità digitali viene inoltre rafforzato il diritto alla trasparenza: attraverso un servizio dedicato, ogni cittadino potrà consultare le informazioni relative a Cie, Spid e Cns, agli attestati collegati, alle deleghe e ai domicili digitali, ricevendo notifiche in caso di nuove attivazioni a proprio nome.

Tra le misure più immediate rientra anche la carta d’identità elettronica a validità estesa per gli over 70. Per chi richiederà il documento dopo il compimento di questa età, la validità sarà fissata in cinquant’anni, pur restando la possibilità di rinnovo anticipato per esigenze legate ai certificati di autenticazione. Una scelta che mira a ridurre adempimenti ripetuti per una fascia di popolazione meno mobile.

Il decreto interviene poi sulla macchina organizzativa del Pnrr. Viene prorogata fino al 31 dicembre 2029 la durata delle unità di missione, delle strutture dirigenziali dedicate e del Nucleo Pnrr Stato-Regioni, così come l’incarico del commissario straordinario per le residenze universitarie. Parallelamente, per rafforzare il controllo sull’avanzamento della spesa e sul rispetto dei traguardi, il sistema ReGiS sarà aggiornato con cadenza mensile: i soggetti attuatori dovranno caricare entro il decimo giorno di ogni mese cronoprogrammi e stati di avanzamento, consentendo di individuare tempestivamente eventuali criticità e, se necessario, attivare poteri sostitutivi.

Sul versante universitario e della ricerca, il decreto alleggerisce alcuni vincoli di bilancio per l’assunzione di giovani ricercatori e semplifica l’accesso agli strumenti per il diritto allo studio, mentre in ambito ordinamentale vengono ridefinite le regole per il collocamento fuori ruolo dei magistrati, introducendo requisiti temporali più stringenti e confermando il tetto massimo numerico.

Dal testo finale è invece uscita la cosiddetta norma “salva-imprenditori” nei contenziosi sul lavoro, già oggetto di precedenti tentativi legislativi e nuovamente accantonata dopo un confronto istituzionale. Nel complesso, il decreto punta a chiudere il Pnrr con un assetto amministrativo più snello e digitale, rafforzando al tempo stesso il monitoraggio e la capacità di gestione nella fase conclusiva del Piano.