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	<title>Articoli di Beatrice Telesio di Toritto, autore presso The Watcher Post</title>
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	<link>https://www.thewatcherpost.it/author/beatrice-telesio/</link>
	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Apr 2026 14:17:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Italia-Cina, tra opportunità e cautele: il Senato riapre il dossier strategico sul futuro del Made in Italy in Asia</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/economia/italia-cina-tra-opportunita-e-cautele-il-senato-riapre-il-dossier-strategico-sul-futuro-del-made-in-italy-in-asia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 14:17:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Export, investimenti e sicurezza economica al centro del confronto al Senato tra istituzioni e imprese su iniziativa del Sen. Antonella Zedda</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/italia-cina-tra-opportunita-e-cautele-il-senato-riapre-il-dossier-strategico-sul-futuro-del-made-in-italy-in-asia/">Italia-Cina, tra opportunità e cautele: il Senato riapre il dossier strategico sul futuro del Made in Italy in Asia</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel nuovo equilibrio dell’economia globale, il rapporto tra Italia e Cina si conferma una leva strategica per il sistema produttivo nazionale, ma impone una lettura sempre più pragmatica. È questo il messaggio emerso dal <a href="https://www.thewatcherpost.it/the-watcher-photos/relazioni-economiche-italia-cina-imprese-investimenti-e-made-in-italy-nella-nuova-fase-globale-ecco-chi-cera/">convegno</a> promosso lunedì 27 aprile nella Sala Koch di Palazzo Madama, su iniziativa del Senatore Antonella Zedda, sulle relazioni economiche bilaterali, dove istituzioni, diplomazia e rappresentanze imprenditoriali hanno delineato una linea comune: mantenere aperto il dialogo con Pechino, rafforzando al contempo tutela industriale, reciprocità e sicurezza economica.</p>



<p>I numeri spiegano la centralità del dossier. La Cina resta il primo mercato di sbocco dell’export italiano nell’Asia-Pacifico e il secondo fornitore dell’Italia, mentre oltre 1.500 aziende italiane operano nel Paese con più di 130 mila addetti e un fatturato superiore ai 30 miliardi di euro. Una presenza consolidata che rende il mercato cinese un passaggio inevitabile per molte filiere del Made in Italy, dalla manifattura alla meccanica avanzata.</p>



<p>Ad aprire i lavori è stato <strong>Alessandro Petrini</strong>, Consigliere della Camera di Commercio Italiana in Cina, che ha richiamato il percorso di rafforzamento del dialogo tra Parlamento e imprese, inserito nel più ampio rilancio della cooperazione bilaterale dopo la recente Commissione economica mista Italia-Cina.</p>



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<iframe title="Cina, Sen. Zedda (FdI): “Con Meloni dialogo con l’Oriente e sostegno al Made in Italy”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/fyyhTarLGho?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Sul piano politico, la linea emersa è quella di una “terza via”: saldo ancoraggio occidentale, ma senza rinunciare a una relazione strutturata con la Cina. Il Senatore <strong>Antonella Zedda</strong> ha ribadito la necessità di sostenere il Made in Italy nei mercati orientali ha richiamato la postura del governo Meloni, fondata sulla compatibilità tra fedeltà occidentale e dialogo orientale, indicando nel rafforzamento del Made in Italy sui mercati asiatici una priorità economica. Mentre il vice ministro <strong>Valentino Valentini</strong> ha sintetizzato il nodo centrale: la Cina è insieme opportunità e rischio, partner e competitor sistemico. Per questo, ha spiegato, non servono né chiusure ideologiche né aperture indiscriminate, ma una presenza selettiva fondata su innovazione, protezione degli interessi nazionali e capacità di adattamento.</p>



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<iframe title="Cina, Sen. Gasparri (FI): “Più export italiano e regole certe nel rapporto con Pechino”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/jE9U11za7po?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Il tema della reciprocità è stato uno dei più ricorrenti. Il Presidente commissione affari esteri e difesa, Sen. <strong>Maurizio Gasparri </strong>e Presidente commissione Politiche Ue, Sen. <strong>Giulio Terzi di Sant’Agata</strong> hanno sottolineato le asimmetrie tra il modello europeo e quello cinese, richiamando la necessità di condizioni di concorrenza più eque, maggiore tutela contro dumping e contraffazione e una strategia sempre più coordinata a livello europeo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Cina, On. Peluffo: “Rapporto solido, ma serve equilibrio tra apertura e tutela strategica”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/xMC31_kHzys?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Su una linea di equilibrio si è collocato anche l&#8217;On. <strong>Vinicio Peluffo</strong>, Presidente dell’Associazione parlamentare Amici della Cina, che ha evidenziato come la solidità del rapporto bilaterale debba oggi confrontarsi con catene globali del valore in trasformazione, competizione tecnologica e sicurezza economica. In parallelo, l&#8217;On. <strong>Andrea Volpi</strong>, componente della Commissione Lavoro della Camera, ha evidenziato come la Cina di oggi richieda alle imprese italiane un salto di qualità: non basta più essere presenti, occorre essere rilevanti dentro filiere produttive sempre più avanzate, puntando su innovazione, intelligenza artificiale e stabilità industriale. In questa prospettiva, il nuovo accordo fiscale e la crescita dei comparti ad alto valore aggiunto possono rappresentare un’opportunità concreta per rafforzare il ruolo italiano.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Cina, On. Volpi (FdI): “Rapporto solido, imprese italiane siano più rilevanti nel mercato cinese”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/SFhRYz5zjwg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>A rafforzare il quadro industriale è stato anche <strong>Lorenzo Riccardi</strong>, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Cina, che ha sottolineato la profondità della presenza imprenditoriale italiana sul mercato cinese, ricordando come Pechino resti il primo mercato italiano in Asia e un passaggio ormai strutturale per export, investimenti e sviluppo delle filiere. Il Presidente Commissione Industria <strong>Luca De Carlo</strong> ha posto poi l’attenzione sul valore del mercato cinese per un Paese esportatore come l’Italia, ma anche sui rischi legati a sovrapproduzione, accesso non uniforme e protezione della proprietà intellettuale. L’e-commerce cinese, oggi centrale soprattutto per agroalimentare e moda, rappresenta una frontiera imprescindibile ma richiede strumenti adeguati.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Cina, Riccardi (Ccic): “Un secolo di relazioni economiche a conferma del legame tra Italia e Cina" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/cLWBQdI5pUs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Il confronto al Senato restituisce così una fotografia netta: la Cina non può più essere affrontata solo come mercato di esportazione, ma come uno dei principali terreni su cui si misurano competitività industriale, tecnologia e posizionamento geopolitico. Per il Sistema Italia, la sfida non è scegliere se esserci, ma come farlo: con più strategia, più protezione e una visione capace di tenere insieme apertura economica e interesse nazionale.</p>



<p><em>Regia e montaggio a cura di Simone Zivillica </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/italia-cina-tra-opportunita-e-cautele-il-senato-riapre-il-dossier-strategico-sul-futuro-del-made-in-italy-in-asia/">Italia-Cina, tra opportunità e cautele: il Senato riapre il dossier strategico sul futuro del Made in Italy in Asia</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Tra tattica politica e vincoli globali: la strettoia in cui si muove l’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 08:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nomine, dossier aperti e contesto globale: l’Italia si muove tra equilibri politici interni e margini economici sempre più ridotti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/news/tra-tattica-politica-e-vincoli-globali-la-strettoia-in-cui-si-muove-litalia/">Tra tattica politica e vincoli globali: la strettoia in cui si muove l’Italia</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La settimana politica italiana si sviluppa lungo una linea di apparente normalità, fatta di aggiustamenti e ricomposizioni interne, ma si inserisce in un contesto che rende queste dinamiche meno autonome di quanto possano sembrare. Il Consiglio dei ministri ha chiuso la partita dei sottosegretari, riempiendo le caselle rimaste vacanti e riportando un equilibrio nella squadra di governo dopo le tensioni delle ultime settimane. Entrano così nell’esecutivo Paolo Barelli ai Rapporti con il Parlamento, Mara Bizzotto al Mimit, Massimo Dell’Utri alla Farnesina, insieme ai due esponenti di Fratelli d’Italia Alberto Balboni alla Giustizia e Giampiero Cannella alla Cultura. Una scelta che risponde a esigenze di rappresentanza politica e territoriale e che consente al governo di consolidare la propria struttura operativa. Resta però aperto il dossier relativo alla successione di Paolo Savona alla guida della Consob. Il nome di Federico Freni continua a essere al centro del confronto, con valutazioni che riguardano non solo l’equilibrio politico ma anche il profilo istituzionale e l’esigenza di garantire piena indipendenza all’autorità. Parallelamente, la vicenda di Giuseppina Di Foggia sembra avviarsi verso una soluzione, con la disponibilità a rinunciare alla buonuscita per assumere la presidenza di Eni, chiudendo una fase di incertezza su una delle principali partecipate pubbliche. Questi passaggi, pur rilevanti sul piano interno, si collocano dentro un quadro economico più ampio che tende a condizionare sempre di più le scelte nazionali. Le indicazioni del Fondo Monetario Internazionale descrivono una crescita globale più contenuta, attorno al 3,1%, accompagnata da un’inflazione che rimane persistente. Si tratta di uno scenario che limita lo spazio per politiche espansive e richiede una gestione attenta dei conti pubblici. In questo contesto, il livello del deficit italiano, leggermente superiore al 3%, assume un significato che va oltre il dato numerico, perché incide sulla percezione di affidabilità del Paese e sul margine di manovra nei rapporti europei. Ne emerge un intreccio sempre più stretto tra dinamiche interne e vincoli esterni: le scelte politiche continuano a rispondere a logiche di equilibrio, ma devono confrontarsi con un contesto economico che riduce gli spazi di flessibilità. È in questa relazione che si misura la capacità dell’azione di governo, chiamata a mantenere stabilità interna e, allo stesso tempo, a rafforzare la propria credibilità in un quadro internazionale che resta complesso e in evoluzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/news/tra-tattica-politica-e-vincoli-globali-la-strettoia-in-cui-si-muove-litalia/">Tra tattica politica e vincoli globali: la strettoia in cui si muove l’Italia</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Tra crisi nel Golfo e interessi economici, la visita di Caiata negli Emirati: energia, sicurezza e investimenti nella nuova fase della relazione</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/tra-crisi-nel-golfo-e-interessi-economici-la-visita-di-caiata-negli-emirati-energia-sicurezza-e-investimenti-nella-nuova-fase-della-relazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 14:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caiata: dalla solidarietà politica dopo l’attacco iraniano alla cooperazione su difesa e innovazione, il rapporto con Abu Dhabi si rafforza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/tra-crisi-nel-golfo-e-interessi-economici-la-visita-di-caiata-negli-emirati-energia-sicurezza-e-investimenti-nella-nuova-fase-della-relazione/">Tra crisi nel Golfo e interessi economici, la visita di Caiata negli Emirati: energia, sicurezza e investimenti nella nuova fase della relazione</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em><br>La visita negli Emirati Arabi Uniti dell’onorevole e presidente dell’Intergruppo di amicizia con i Paesi del Golfo <strong>Salvatore Caiata</strong> si inserisce in una fase in cui il Golfo torna al centro non solo della tensione geopolitica ma anche degli equilibri economici globali, perché è proprio in quest’area che si intrecciano sicurezza, flussi energetici e rotte commerciali. L’incontro con il presidente del Consiglio Nazionale Federale Saqr Gobash, accompagnato dall’ambasciatore Lorenzo Fanara, si colloca nel contesto successivo all’attacco iraniano agli Emirati, un passaggio che riporta l’attenzione sulla stabilità di un’area chiave per l’economia internazionale. In questo quadro, il richiamo alla solidarietà e alla vicinanza del Parlamento italiano, insieme all’apprezzamento espresso dalla controparte emiratina per una presenza considerata significativa, segnala un rafforzamento del legame politico che ha però implicazioni dirette anche sul piano economico. </p>



<p>La diplomazia parlamentare, richiamata tra i risultati concreti della relazione, si traduce infatti in strumenti operativi – dalla ratifica da parte di un ramo del Parlamento dell’accordo di sicurezza con gli EAU al coordinamento tra gli ambasciatori dei Paesi del Golfo presso la Commissione Esteri – che contribuiscono a costruire un quadro più prevedibile per scambi e investimenti. </p>



<p>È qui che la dimensione geopolitica si salda con quella economica: stabilità dell’area, affidabilità delle rotte e capacità di risposta alle crisi restano variabili decisive per il costo dell’energia, per le catene di approvvigionamento e per le scelte degli investitori. La sequenza delle missioni istituzionali, dalla visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a quella del ministro della Difesa Guido Crosetto, restituisce l’idea di una linea che tiene insieme sicurezza e interessi industriali, dentro una strategia che guarda agli Emirati come a un interlocutore sempre più rilevante. Il punto, però, non è soltanto la gestione della crisi ma la collocazione di lungo periodo: gli Emirati si sono progressivamente affermati come uno degli hub più dinamici della nuova geografia economica globale, capaci di attrarre capitali, logistica e investimenti anche in contesti complessi. Come aveva dichiarato già su queste colonne lo stesso Caiata, si tratta di un partner essenziale e di un modello di sviluppo fondato su apertura ai mercati internazionali e capacità di intercettare flussi globali, diventando un crocevia finanziario del nuovo spazio economico arabo. </p>



<p>Questo spiega perché la relazione con Abu Dhabi assuma un valore strategico crescente anche per l’Italia, non solo sul piano politico ma su quello industriale e tecnologico. La cooperazione nella difesa si conferma uno dei principali ambiti di sviluppo, anche alla luce della recente ratifica dell’accordo, con un partenariato orientato alla deterrenza e alla collaborazione che può produrre risultati nella ricerca, nella sperimentazione tecnologica e nella cooperazione reciproca, mentre altri settori – dalla space economy alla nautica fino all’agricoltura nelle sue applicazioni più innovative – delineano un perimetro di opportunità che si estende anche oltre il breve periodo. Resta però una variabile di fondo: la capacità degli Emirati di mantenere questo ruolo in un contesto regionale sempre più esposto a tensioni. È su questo equilibrio che si gioca oggi una parte della relazione con l’Italia, tra la necessità di presidiare un’area strategica e quella di trasformare la vicinanza politica in un vantaggio economico concreto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/tra-crisi-nel-golfo-e-interessi-economici-la-visita-di-caiata-negli-emirati-energia-sicurezza-e-investimenti-nella-nuova-fase-della-relazione/">Tra crisi nel Golfo e interessi economici, la visita di Caiata negli Emirati: energia, sicurezza e investimenti nella nuova fase della relazione</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Malattie respiratorie, il conto nascosto che pesa su crescita e sostenibilità del sistema sanitario</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/salute/malattie-respiratorie-il-conto-nascosto-che-pesa-su-crescita-e-sostenibilita-del-sistema-sanitario/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 13:18:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai 45,7 miliardi di impatto economico alla prevenzione: le patologie respiratorie sono ormai una questione di politica economica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/malattie-respiratorie-il-conto-nascosto-che-pesa-su-crescita-e-sostenibilita-del-sistema-sanitario/">Malattie respiratorie, il conto nascosto che pesa su crescita e sostenibilità del sistema sanitario</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em><br>In Italia le malattie respiratorie croniche non sono solo una questione clinica, ma una variabile economica sempre più rilevante, capace di incidere in modo diretto sulla produttività, sulla spesa pubblica e sugli equilibri del Servizio sanitario nazionale: i numeri parlano di un impatto complessivo pari a 45,7 miliardi di euro tra costi sanitari e perdita di capacità lavorativa, mentre oltre 6 milioni di italiani convivono con almeno una patologia respiratoria e la sola broncopneumopatia cronica ostruttiva supera i 13 miliardi di costo. Un peso che si inserisce in una dinamica europea ancora più ampia, con oltre 80 milioni di pazienti e circa 400 mila decessi l’anno, e che riflette fattori strutturali difficilmente comprimibili nel breve periodo, dall’invecchiamento della popolazione all’inquinamento fino alla diffusione del fumo, che in Italia continua a riguardare quasi un quarto della popolazione. </p>



<p>È su questo terreno che la questione respiratoria smette di essere un capitolo della sanità e diventa un tema di politica economica, perché incide direttamente sulla partecipazione al lavoro, sull’assorbimento di risorse pubbliche e sulle disuguaglianze territoriali, con un sistema che continua a mostrare forti asimmetrie nell’accesso a prevenzione e diagnosi. La presentazione al Ministero della Salute del Libro Bianco della Pneumologia e dei Policy Paper del progetto Respira si inserisce in questo quadro come tentativo di uscire da una gestione frammentata e riportare il tema dentro una strategia più organica, dove la prevenzione non è solo un obiettivo sanitario ma una leva di sostenibilità. Non è un caso che il Ministro della Salute Orazio Schillaci abbia legato esplicitamente il tema alle sue implicazioni economiche, osservando che «si tratta di una priorità anche perché incide moltissimo sulle capacità lavorative e ha un impatto economico sulla vita di tutti», e insistendo sulla necessità di «un approccio condiviso che vada oltre i singoli partiti», segnale di come il dossier venga ormai percepito come trasversale. </p>



<p>La stessa linea emerge nelle parole di Maria Rosaria Campitiello, che richiama il nesso tra salute respiratoria, spesa pubblica e disuguaglianze, indicando la necessità di un intervento più strutturato e di un Piano nazionale capace di ridurre le distanze tra territori, oggi ancora marcate. Ma il passaggio più delicato resta quello dell’organizzazione: il modello indicato dal Libro Bianco punta su una rete integrata tra ospedale e territorio, con l’obiettivo di ridurre ricoveri e riacutizzazioni e spostare il baricentro verso una gestione più continua della cronicità. «Costruire una vera rete respiratoria tra ospedale, territorio e domicilio vuol dire andare oltre un modello centrato sull’ospedale», osserva Paola Rogliani, presidente SIP, mettendo in evidenza come strumenti già avviati – dalle Case di comunità alla telemedicina – rappresentino una base ancora da rendere pienamente operativa. </p>



<p>In questa direzione si inserisce anche la richiesta di un salto di governance avanzata da Raffaele Scala, Presidente AIPO, che individua in un Piano strategico nazionale il perimetro necessario per coordinare prevenzione, diagnosi e presa in carico, con l’obiettivo di ridurre nel tempo sia l’incidenza sia i costi senza aumentare la spesa complessiva. Il punto, in controluce, è se la prevenzione riuscirà davvero a diventare un investimento capace di alleggerire il carico economico nel medio periodo o se resterà una priorità condivisa più sul piano delle dichiarazioni che su quello dell’attuazione, mentre il peso delle cronicità continua a crescere e a ridefinire gli equilibri del sistema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/malattie-respiratorie-il-conto-nascosto-che-pesa-su-crescita-e-sostenibilita-del-sistema-sanitario/">Malattie respiratorie, il conto nascosto che pesa su crescita e sostenibilità del sistema sanitario</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Healthcare Awards 2026, a Roma il confronto su sostenibilità e innovazione del sistema salute tra istituzioni e industria</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/salute/healthcare-awards-2026-a-roma-il-confronto-su-sostenibilita-e-innovazione-del-sistema-salute-tra-istituzioni-e-industria/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/salute/healthcare-awards-2026-a-roma-il-confronto-su-sostenibilita-e-innovazione-del-sistema-salute-tra-istituzioni-e-industria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 15:18:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Roma gli Healthcare Awards 2026: istituzioni e industria a confronto su prevenzione, sostenibilità e futuro del sistema sanitario italiano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/healthcare-awards-2026-a-roma-il-confronto-su-sostenibilita-e-innovazione-del-sistema-salute-tra-istituzioni-e-industria/">Healthcare Awards 2026, a Roma il confronto su sostenibilità e innovazione del sistema salute tra istituzioni e industria</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Torna a Roma, negli spazi del WeGil, la terza edizione degli <em>Healthcare Awards</em> promossi da<strong> Formiche</strong> e <strong>Healthcare Policy</strong>, un <a href="https://www.thewatcherpost.it/the-watcher-photos/healthcare-awards-a-roma-istituzioni-e-imprese-a-confronto-sulla-sanita-del-futuro-e-le-eccellenze-del-sistema-salute-ecco-chi-cera/">appuntamento</a> che riunisce istituzioni, ricerca e industria per leggere le trasformazioni in atto nel sistema salute in una fase in cui innovazione scientifica e sostenibilità finanziaria procedono sempre più intrecciate. </p>



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<iframe loading="lazy" title="Presidente Rocca &quot;Serve una sanità sostenibile più prevenzione e nuovi modelli organizzativi»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/DSNRGLa-7j0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Ad aprire i lavori è stato<strong> Francesco Rocca,</strong> Presidente della Regione Lazio, che ha indicato nel territorio un laboratorio avanzato di integrazione tra ricerca, attività clinica e sviluppo industriale, sottolineando come la presenza di un tessuto farmaceutico e biotech strutturato rappresenti un asset strategico non solo sul piano scientifico ma anche economico, evidenziando al tempo stesso come l’accelerazione della ricerca e l’arrivo di terapie innovative impongano un ripensamento degli assetti organizzativi e della spesa, con un rafforzamento della prevenzione come leva per garantire la sostenibilità del sistema. </p>



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<iframe loading="lazy" title="Healthcare Awards, Mennini (Ministero Salute) &quot;Serve investire in prevenzione e terapie avanzate&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/yYGUQwqj418?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Una linea che si ritrova nell’intervento di <strong>Francesco Saverio Mennini</strong>, Capo Dipartimento della programmazione, dispositivi medici, farmaco e politiche in favore del Servizio sanitario nazionale del Ministero della Salute, che ha richiamato la necessità di considerare prevenzione, immunizzazione, screening e terapie avanzate come investimenti strategici e non come costi, indicando in queste leve uno degli strumenti principali per migliorare l’efficienza complessiva del sistema e garantire accesso alle cure in un contesto di risorse limitate. </p>



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<iframe loading="lazy" title="On. Schifone (FdI) «Competenze STEM non sono un lusso ma una priorità per crescita e competitività»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rmQMyXslqzI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>In questo quadro, il tema delle competenze assume un ruolo centrale, come sottolineato da <strong>Marta Schifone</strong>, componente della Commissione Affari Sociali della Camera, che ha posto l’accento sul valore delle discipline STEM come leva strutturale per la competitività del Paese e per la capacità di accompagnare le trasformazioni tecnologiche e scientifiche in atto, con particolare attenzione alle nuove generazioni e al rafforzamento del capitale umano.</p>



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<iframe loading="lazy" title="On. Ciocchetti (FdI) «Salute al centro delle politiche, servono visione e collaborazione»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/5BDmxSWutkY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>A completare il quadro è intervenuto<strong> Luciano Ciocchetti</strong>, Vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, che ha ribadito la centralità della salute nelle politiche pubbliche, sottolineando come il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale passi attraverso scelte strutturali capaci di tenere insieme prevenzione, diagnosi precoce e medicina del territorio, evidenziando la necessità di una maggiore integrazione tra istituzioni e sistema produttivo per garantire diritti, accesso e qualità delle cure. </p>



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<iframe loading="lazy" title="Healthcare Awards, Direttrice Donatio «Serve dialogo strutturato tra tutti gli attori»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/fjaVElqLOYA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>A fare da cornice all’iniziativa anche il contributo di <strong>Ilaria Donatio</strong>, Direttrice di Healthcare Policy, che ha sottolineato il ruolo della Capitale come snodo naturale in cui si incrociano competenze, livelli decisionali e modelli di innovazione, confermando il valore di un dialogo strutturato tra tutti gli attori del sistema. In questo scenario, gli Healthcare Awards si confermano non solo come momento di riconoscimento ma anche come piattaforma di confronto tra attori diversi, con una partecipazione significativa anche del mondo industriale: tra le realtà premiate figurano AbbVie, LS Cube, Nestlé Italia, Novartis Italia, Pfizer Italia e Sanofi, espressione di un ecosistema che attraversa ricerca, produzione, prevenzione e innovazione organizzativa e che contribuisce in modo crescente alla trasformazione del sistema salute, delineando una traiettoria in cui integrazione tra pubblico e privato e capacità di fare sistema diventano condizioni necessarie per affrontare le sfide future della sanità italiana.<br><br><em>Regia e montaggio a cura di Simone Zivillica </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/healthcare-awards-2026-a-roma-il-confronto-su-sostenibilita-e-innovazione-del-sistema-salute-tra-istituzioni-e-industria/">Healthcare Awards 2026, a Roma il confronto su sostenibilità e innovazione del sistema salute tra istituzioni e industria</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Carburanti, prezzi in salita e ribassi mancati: il mercato tra volatilità geopolitica e limiti nazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 14:24:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>i prezzi alla pompa restano elevati: il Dl Carburanti proroga il taglio delle accise e rafforza i controlli mentre tensioni globali e nodo ETS continuano a incidere sul costo dell’energia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/trasporti/carburanti-prezzi-in-salita-e-ribassi-mancati-il-mercato-tra-volatilita-geopolitica-e-limiti-nazionali/">Carburanti, prezzi in salita e ribassi mancati: il mercato tra volatilità geopolitica e limiti nazionali</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em><br>Non è la politica a scegliere sulle accise, ma il mercato energetico a imporre la linea: la proroga del taglio è l’effetto, non la causa, della fragilità del sistema. Il Decreto Carburanti, rifinanziato fino al 1° maggio, conferma il taglio di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio e il meccanismo di monitoraggio anti-speculazione lungo la filiera, ma soprattutto certifica la necessità di intervenire in modo ricorrente su una variabile che resta esogena. I numeri più recenti dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy raccontano con chiarezza questa dinamica: il prezzo medio nazionale in modalità self service è salito a 1,792 euro al litro per la benzina e a 2,184 euro per il gasolio, con punte sulla rete autostradale rispettivamente a 1,829 e 2,203 euro. Un livello che si mantiene elevato nonostante il calo delle quotazioni internazionali del greggio, segnalando una trasmissione imperfetta e ritardata dei ribassi. </p>



<p>È proprio su questo scarto che si concentra l’attenzione del governo, che ha convocato le principali compagnie petrolifere al Mimit chiedendo un adeguamento dei prezzi, mentre la Guardia di Finanza ha rilevato irregolarità nel 73% dei controlli effettuati tra il 12 e il 25 marzo, con 247 istruttorie aperte lungo tutta la filiera. Il tema della speculazione torna così al centro del dibattito, rafforzato anche dalle segnalazioni delle associazioni dei consumatori, secondo cui i prezzi alla pompa non avrebbero ancora recepito il calo del greggio registrato sui mercati internazionali, con effetti tangibili sul costo dei pieni che, in alcune regioni, arrivano a crescere fino a 80 centesimi per 50 litri in pochi giorni. Il punto, tuttavia, non è solo congiunturale. In questo quadro, nell’informativa alla Camera, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato la natura “doverosa” dell’intervento pubblico, collegandolo esplicitamente al rischio di uno shock energetico e alle ricadute su prezzi, consumi e filiere produttive. </p>



<p>Non solo leva fiscale, ma anche politica estera: dalle missioni in Algeria al rafforzamento dei rapporti con nuovi partner come l’Azerbaigian, l’obiettivo indicato è quello di consolidare la sicurezza degli approvvigionamenti e ridurre la dipendenza da singole aree. Allo stesso tempo, il governo ha posto con forza in sede europea il tema del sistema ETS, ritenuto uno dei fattori che contribuiscono a mantenere elevato il costo dell’energia anche in presenza di fonti rinnovabili, ottenendo l’apertura alla possibilità di misure nazionali urgenti in grado di attenuarne l’impatto nel breve periodo. Il punto, tuttavia, non è solo congiunturale. La dinamica dei prezzi energetici continua a essere guidata da fattori geopolitici, con il Medio Oriente tornato a rappresentare il principale elemento di instabilità. </p>



<p>Anche segnali di tregua temporanea o di raffreddamento delle tensioni non si traducono automaticamente in una riduzione dei prezzi finali, perché il rischio resta incorporato nelle aspettative dei mercati. In questo contesto, l’Italia si muove lungo un equilibrio complesso, tra interventi interni e ricerca di nuovi assetti nelle forniture, mentre resta evidente la natura strutturale della sua esposizione: un sistema industriale orientato all’export ma fortemente dipendente dalle importazioni energetiche continua a risentire in modo diretto delle oscillazioni dei mercati globali. Il tema si riflette anche sul piano europeo, dove la frammentazione delle politiche energetiche limita la capacità di risposta a shock che hanno natura transnazionale. Il mercato dell’energia non sta tornando alla normalità: sta ridefinendo una nuova normalità, fatta di volatilità e rischio incorporato nei prezzi.</p>
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		<title>Salute respiratoria, dalla prevenzione alla rete territoriale: il Libro, piano per la Roadmap tra politica e sistema sanitario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le malattie respiratorie croniche tornano al centro del dibattito sanitario in un passaggio in cui sostenibilità del sistema e qualità della vita dei pazienti si...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/salute-respiratoria-dalla-prevenzione-alla-rete-territoriale-il-libro-piano-per-la-roadmap-tra-politica-e-sistema-sanitario/">Salute respiratoria, dalla prevenzione alla rete territoriale: il Libro, piano per la Roadmap tra politica e sistema sanitario</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le malattie respiratorie croniche tornano al centro del dibattito sanitario in un passaggio in cui sostenibilità del sistema e qualità della vita dei pazienti si intrecciano sempre più strettamente. A Roma, al Ministero della Salute, la <a href="https://www.thewatcherpost.it/the-watcher-photos/salute-respiratoria-al-ministero-il-confronto-su-prevenzione-diagnosi-precoce-e-accesso-alle-cure-chi-cera/">presentazione </a>del Libro bianco della Pneumologia e dei Policy Paper del progetto RESPIRA ha offerto l’occasione per fare il punto su un ambito che, nei numeri e nelle prospettive, rappresenta una delle principali sfide per il Servizio sanitario nazionale. In Europa sono oltre 80 milioni le persone colpite e circa 400 mila i decessi ogni anno, mentre in Italia queste patologie si confermano come terza causa di morte, con un impatto complessivo stimato in 45,7 miliardi di euro tra spesa sanitaria e perdita di produttività. Un quadro che riflette dinamiche strutturali, dall’invecchiamento della popolazione alla diffusione di fattori di rischio come il fumo – che riguarda ancora il 24,2% degli italiani – e l’inquinamento, e che evidenzia al tempo stesso forti disuguaglianze nell’accesso alle cure. In questo contesto, la presentazione del Libro bianco e dei Policy Paper segna un tentativo di sistematizzare il tema, spostando l’attenzione da interventi episodici a una visione più organica delle politiche sanitarie.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Salute, Ministro Schillaci “Pneumologia priorità, focus su prevenzione e approccio condiviso”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rj0yFvoCbIY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>«La dimensione epidemiologica e l’impatto economico e sociale delle malattie dell’apparato respiratorio richiedono un approccio strutturato e una visione di insieme che superi la logica di interventi frammentati e di misure spot. Il punto di partenza non può che essere il rilancio della prevenzione che in questi anni abbiamo messo al centro delle politiche sanitarie per ridurre il carico di malattie croniche», ha spiegato il Ministro della Salute <strong>Orazio Schillaci</strong>, indicando come priorità il rafforzamento della medicina di prossimità, della continuità assistenziale e dell’integrazione tra i diversi livelli di cura. Una linea che si inserisce in una più ampia riflessione sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale, chiamato a confrontarsi con una domanda crescente e sempre più complessa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Campitiello (Ministero Salute) “Serve Piano nazionale respiratorio, pesa su Ssn e disuguaglianze”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/PBTJkYyRBIE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Sul piano operativo, il lavoro presentato propone un modello che punta a rafforzare la prevenzione e la diagnosi precoce come leve per ridurre il carico sulle strutture ospedaliere e migliorare gli esiti clinici. «Le malattie respiratorie rappresentano una delle principali sfide di sanità pubblica, con un forte impatto sulla qualità della vita, sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e sulle disuguaglianze di salute. In questo contesto, la prevenzione respiratoria costituisce una leva strategica e imprescindibile delle politiche sanitarie», ha sottolineato <strong>Maria Rosaria Campitiello</strong>, Capo Dipartimento della Prevenzione, Ricerca ed Emergenze Sanitarie al Ministero della Salute, richiamando il ruolo del Piano Nazionale della Prevenzione e la necessità di intervenire sui principali fattori di rischio, dal tabagismo all’inquinamento, fino alle esposizioni professionali, insieme al potenziamento degli screening e della ricerca.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Salute, Rogliani (Sip) “Rete ospedale-territorio per ridurre ricoveri e migliorare presa in carico”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/YTCpfvvgzEw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Il Libro bianco restituisce una fotografia aggiornata del quadro epidemiologico e propone un’organizzazione basata su una rete integrata tra ospedale e territorio, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico dei pazienti cronici e ridurre ricoveri e riacutizzazioni. È in questa direzione che si colloca anche il riferimento agli strumenti già avviati, dalle Case di comunità alla telemedicina, che però richiedono una piena implementazione per produrre effetti concreti. «Costruire una vera rete respiratoria tra ospedale, territorio e domicilio vuol dire andare oltre un modello centrato sull’ospedale e accompagnare davvero il paziente lungo tutto il percorso di cura», ha evidenziato <strong>Paola Rogliani, </strong>Presidente SIP/IRS, sottolineando la necessità di un coordinamento effettivo tra i professionisti per trasformare l’assetto organizzativo in risultati tangibili.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="salute, Scala (AIPO-Its/Ets) “Verso Piano strategico nazionale per la salute respiratoria”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Z7LrBz3HQGI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>I Policy Paper delineano invece una roadmap articolata su tre direttrici – prevenzione, diagnosi precoce e innovazione – con un’attenzione particolare al tema dell’equità, che emerge come uno dei nodi centrali del sistema. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire un accesso uniforme alle cure, evitando che il luogo di residenza continui a incidere sulla qualità dell’assistenza. In questa prospettiva si inserisce anche la proposta di istituire un Tavolo permanente presso il Ministero della Salute per arrivare a un Piano strategico nazionale sulla salute respiratoria. «Il Piano dovrà tracciare il quadro di indirizzo nazionale per la prevenzione, la diagnosi, la presa in carico, il trattamento, la riabilitazione e il monitoraggio delle patologie respiratorie croniche», ha spiegato <strong>Raffaele Scala</strong>, Presidente AIPO-ITS/ETS, indicando come obiettivo quello di ridurre incidenza e progressione delle malattie, migliorare gli esiti clinici e garantire una maggiore omogeneità tra le diverse aree del Paese.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Salute, On. Girelli (PD): “Subito risorse e riforma SSN per salute respiratoria”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/z91iS5wJyos?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Sul piano politico, il passaggio ora è quello di tradurre queste indicazioni in interventi concreti, a partire dagli strumenti già disponibili. «Nel Libro Bianco sono indicate tutte le cose da fare, a partire dalla prevenzione, dall’informazione e dalla necessità di far maturare nelle persone una maggiore consapevolezza di sé e dei propri stili di vita», ha spiegato l&#8217;Onorevole <strong>Gian Antonio Girelli,</strong> sottolineando come il tema riguardi non solo la malattia ma la persona nel suo complesso, inclusi gli aspetti sociali e psicologici. Il percorso indicato passa dalla legge di bilancio e dai provvedimenti sanitari, ma anche da una riflessione più ampia sull’assetto del sistema: «Il Servizio sanitario nazionale va mantenuto nei suoi principi universalistici, ma deve essere ammodernato rispetto a un contesto che è profondamente cambiato». </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Salute, Zerbino (AIPO): “Tavolo al Ministero per piano nazionale respiratorio”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ZAnuDaUtMxo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Dal lato degli operatori, il lavoro presentato viene letto come un punto di partenza per portare stabilmente la salute respiratoria nell’agenda politica. «Il Libro bianco vuole essere un primo momento di stimolo per le istituzioni per portare la salute respiratoria all’interno dell’agenda politica e questo lo fanno ancora meglio i Policy Paper», ha spiegato <strong>Carlo Zerbino,</strong> direttore generale di AIPO, indicando come primo passo concreto l’avvio di un tavolo di lavoro condiviso. «Il tavolo dovrà essere costruito insieme a tutti gli stakeholder per arrivare a un documento utile alle regioni sul controllo e la prevenzione delle malattie respiratorie», ha aggiunto, delineando un percorso che punta a tradurre le indicazioni strategiche in strumenti operativi. In questo quadro, la sfida che emerge è quella di passare dalla definizione delle priorità alla loro effettiva implementazione, in un sistema che resta segnato da vincoli di risorse ma anche da ampi margini di riorganizzazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/salute-respiratoria-dalla-prevenzione-alla-rete-territoriale-il-libro-piano-per-la-roadmap-tra-politica-e-sistema-sanitario/">Salute respiratoria, dalla prevenzione alla rete territoriale: il Libro, piano per la Roadmap tra politica e sistema sanitario</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Welfare aziendale, dal sostegno al reddito alla produttività: il confronto tra istituzioni e imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 14:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fill the gap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Welfare aziendale, a Roma il confronto tra istituzioni e imprese su produttività, flessibilità e sostegno a lavoratori e PMI.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/fill-the-gap/welfare-aziendale-dal-sostegno-al-reddito-alla-produttivita-il-confronto-tra-istituzioni-e-imprese/">Welfare aziendale, dal sostegno al reddito alla produttività: il confronto tra istituzioni e imprese</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In una fase segnata dall’aumento del costo della vita e dalla difficoltà di trasferire i rincari direttamente sulle buste paga, il welfare aziendale torna al centro del dibattito come leva concreta per sostenere i lavoratori e rafforzare la competitività delle imprese. È questo il filo conduttore dell’incontro «Il welfare che cambia il lavoro. Nuove misure per rispondere ai bisogni di lavoratori e PMI», <a href="https://www.thewatcherpost.it/the-watcher-photos/il-welfare-che-cambia-il-lavoro-nuove-misure-per-imprese-e-famiglie-al-centro-del-confronto-promosso-dalla-senatrice-mancini-ecco-chi-cera/">svoltosi </a>a Roma nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, su iniziativa della Senatrice <strong>Paola Mancini</strong>, che ha riunito istituzioni e imprese per fare il punto su una trasformazione ormai strutturale del mercato del lavoro. A introdurre il confronto è l&#8217;idea che il welfare sia sempre meno percepito come un accessorio e sempre più come una risposta immediata ai bisogni concreti, anche alla luce della crescente diffusione della conversione dei premi di risultato in benefit.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Welfare, Mancini (FdI) «Strumento fondamentale per rispondere all&#039;alto costo della vita»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/hB-FLI65TZs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Su questa linea si è inserita la Senatrice Paola Mancini, che ha definito il welfare uno strumento ormai fondamentale, capace di offrire una prima risposta alla perdita di potere d’acquisto e di generare benessere organizzativo e senso di appartenenza. Restano però criticità rilevanti, dalla frammentazione del sistema produttivo alla difficoltà di diffusione nelle piccole imprese, fino alla necessità di superare rigidità burocratiche e relazioni industriali spesso conflittuali. </p>



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<iframe loading="lazy" title="Welfare, Bassi (Coverflex) «Serve un welfare personalizzato sulle esigenze delle persone»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/X8bZHoG9Y1M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>A portare il punto di vista delle piattaforme è stata <strong>Chiara Bassi</strong>, VP Global Public Affairs di Coverflex, che ha sottolineato la necessità di passare da un welfare standardizzato a un welfare personalizzato. Il profilo dei lavoratori è cambiato e oggi una parte consistente della popolazione si trova a gestire contemporaneamente esigenze familiari diverse, tra figli e genitori anziani, con un carico economico e organizzativo crescente. Da qui l’esigenza di strumenti più semplici, immediati e capaci di intercettare bisogni concreti, anche molto specifici. La direzione indicata è chiara: rendere il welfare più flessibile, più accessibile e più aderente alle reali esigenze delle persone, superando una logica uniforme che non risponde più alla complessità attuale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Welfare, Mignozzi (ANPIT) «Welfare come leva di produttività e competitività delle imprese»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/3ydssQWSxZw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Il punto di vista delle imprese è stato portato da <strong>Luca Furfaro</strong>, Consulente del lavoro Furfaro &amp; Associati, che ha sottolineato come il welfare debba essere considerato una componente strutturale della remunerazione, utile per affrontare temi come conciliazione vita-lavoro, longevità professionale e benessere dei lavoratori, ma ancora frenato da complessità operative e incertezze normative. Un’impostazione condivisa anche da <strong>Gianni Mignozzi, </strong>vicepresidente di ANPIT, che ha definito il welfare uno strumento di politica economica e organizzazione del lavoro, capace di incidere su produttività e competitività, a condizione però di essere costruito a partire dall’ascolto dei bisogni reali dei lavoratori. Resta infatti una forte disomogeneità territoriale e dimensionale, con una diffusione più strutturata nelle imprese medio-grandi e maggiori difficoltà nelle PMI. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Welfare,Guida (Ministero Lavoro) &quot;Va costruito come sistema integrato lungo tutto l’arco della vita&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/V8LPzP5HUMc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>A chiudere il confronto è stata <strong>Maria Sabrina Guida</strong>, direttore generale per le politiche previdenziali del Ministero del Lavoro, che ha collocato il tema nel quadro delle trasformazioni demografiche e tecnologiche, sottolineando come il welfare debba diventare un sistema integrato lungo tutto l’arco della vita, capace di affiancare la previdenza e di valorizzare anche il contributo delle imprese. Nelle conclusioni, la Senatrice Mancini ha ribadito la necessità di rendere il welfare parte integrante del sistema retributivo, superando la logica accessoria e puntando su strumenti più semplici, stabili e accessibili, soprattutto per le piccole e medie imprese.<br><br><br></p>
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		<title>Golfo, energia e commercio: l’Italia alla prova degli equilibri globali, parla Caiata</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/economia/golfo-energia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 10:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prezzi, rotte e filiere sotto pressione: Salvatore Caiata spiega l’incubo del rischio inflattivo e le nuove opportunità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p>«Non siamo ancora a un punto di non ritorno: molto dipenderà dalla capacità diplomatica di contenere l’escalation». Lo sottolinea l’onorevole Salvatore Caiata, Presidente InCE (Iniziativa Centro-Europea) e Presidente del Gruppo Interparlamentare di Amicizia Italia-Golfo, in un quadro in cui la crisi mediorientale intreccia sicurezza energetica, stabilità delle rotte e tenuta degli scambi. Per l’Italia, esposta sulle filiere industriali e sull’import di energia, la sfida è bilanciare gestione dell’emergenza e capacità di trasformare l’instabilità in leva di riposizionamento economico e strategico.</p>



<p><strong>La crisi del Golfo è vicina a un punto di non ritorno? Quali scenari economici globali?</strong><strong><br></strong>«La crisi del Golfo sta assumendo un carattere sempre più sistemico, tra tensioni militari e vulnerabilità delle rotte energetiche, ma non siamo ancora a un punto di non ritorno: molto dipenderà dalla capacità diplomatica internazionale di contenere l’escalation. Gli scenari per l’economia globale restano incerti, con rischi di rialzo dei prezzi energetici, inflazione e rallentamento degli scambi. In questo contesto complesso, mi sento però di affermare convintamente come dietro una crisi possa nascondersi un’opportunità. Merito dell’azione del governo Meloni che ha subito puntato al rafforzamento della sicurezza energetica diversificando le forniture – come dimostra anche il recente viaggio in Algeria –, e sostenendo corridoi alternativi come l’IMEC. Una linea che contribuisce a tutelare l’economia italiana e a renderla più resiliente e competitiva nello scenario globale».<strong></strong></p>



<p><strong>L’Europa è divisa o verso maggiore autonomia strategica?</strong><strong><br></strong>«Ciò a cui stiamo assistendo nelle ultime ore sarebbe più corretto definirlo come un momento di presa di coscienza all’interno dell’Unione Europea, piuttosto che una sua frammentazione. Un brusco risveglio. L’Europa oggi è chiamata a decidere che cosa vuole fare da ‘grande’ dopo un lungo letargo. Interessante, da questo punto di vista, la proposta di adesione giunta da Serbia e Albania con rinuncia al diritto di veto. È sufficiente considerare che l’Europa, concepita per la pace e costruita in un contesto pacifico, ha scelto &#8211; auspicabilmente per ragioni scaramantiche &#8211; di non includere nei suoi trattati istitutivi il termine “guerra”: nata dall’unione degli intenti economici e riflessa in termini di pace e prosperità, oggi si trova del tutto impreparata ad affrontare i conflitti circostanti, primo fra tutti quello Russo- Ucraino. A mio avviso, l’Unione Europea sta rivedendo la propria struttura interna affinché possa disporre di maggiore autonomia d’azione e visione nell’affrontare le crisi emergenti, assicurandosi la deterrenza necessaria in sinergia con la NATO».</p>



<p><strong>Come si sta muovendo l’Italia sul fronte energetico? Il decreto carburanti è sufficiente?</strong><strong><br></strong>«Il Governo Meloni ha sempre agito per tutelare il proprio interesse primario, ossia quello delle classi meno abbienti. L’attivazione della clausola di sterilizzazione al fine di ridurre il prezzo del petrolio e, conseguentemente, della benzina, unitamente alla presentazione del Decreto Energia, rappresentano una conferma dell’attenzione e della prontezza del Governo nel rispondere agli shock energetici, con l’obiettivo di attuare una rimodulazione dei costi che incida il meno possibile sui cittadini. Sebbene tale misura si configuri certamente come un intervento temporaneo &#8211; infatti previsto per fronteggiare la crisi per un periodo di 20 giorni &#8211; essa si fonda su due direttive fondamentali: da un lato, sulla possibilità che il conflitto possa attenuarsi entro tale termine; dall’altro, sulla necessità di predisporre ulteriori misure di sostegno qualora esso dovesse prolungarsi».</p>



<p><strong>Quali filiere italiane sono più esposte nella crisi del Golfo?</strong><strong><br></strong>«La crisi nel Golfo si abbatte soprattutto sulle filiere energetiche e petrolchimiche, da cui dipendono forniture strategiche di gas e greggio, ma anche sulla logistica marittima, cruciale per l’import-export italiano. La meccanica strumentale e agroalimentare, fortemente presenti nei mercati dell’area, rischia di essere colpite. Il nodo principale è la continuità degli approvvigionamenti e l’aumento dei costi di trasporto e assicurazione. Il rischio si concentra, quindi, su energia e catene del valore legate alle rotte marittime, con possibili effetti a cascata su produzione e competitività delle imprese italiane. Il nostro paese risulterebbe così fortemente danneggiato perdendo un indotto significativo generato dall’interscambio commerciale».<strong></strong></p>



<p><strong>Il modello Dubai può reggere anche in questa fase di crisi?</strong><strong><br></strong>«Gli Emirati Arabi Uniti hanno costituito un caso unico grazie al loro modello di paese inclusivo – ricordiamo che solo il 10% della popolazione di Dubai è emiratina &#8211; aprendo ai mercati internazionali e così diventando crocevia finanziario del nuovo impero arabo. Gli EAU hanno evidenziato sin dall&#8217;inizio la volontà di adottare un approccio diverso rispetto a quello della regione, favorendo un livello di occidentalizzazione più elevato rispetto agli altri partner. Questa è la ragione per cui sono diventati il principale obiettivo dell&#8217;aggressione dell&#8217;Iran. Gli EAU, oltre a essere una nazione alleata, rappresentano sì un partner essenziale, ma anche un modello alternativo di sviluppo. Dubai continuerà a essere una meta ambita, come già dimostrato da migliaia di italiani che si sono stabiliti nell’area. La capacità di ripresa che sta dimostrando e il desiderio di resistere sono la prova di un sistema che, nonostante le difficoltà, rimarrà un catalizzatore di investimenti e un motore di innovazione».</p>



<p><strong>Italia ed Emirati: su quali dossier e opportunità si gioca il rapporto?</strong><strong><br></strong>«Senza alcun dubbio, nell’ambito della difesa. Questa settimana abbiamo ratificato l’Accordo di difesa, di cui sono stato relatore. Un&#8217;intesa che non solo consolida la collaborazione difensiva con gli EAU, ma ribadisce un’unità di intenti nella deterrenza e nella creazione di un partenariato capace di conseguire risultati nella ricerca, nella sperimentazione tecnologica e nella cooperazione reciproca. Inoltre, importanti opportunità potranno essere colte in settori come la ‘space economy’, la nautica e l’agricoltura nelle sue applicazioni più innovative».<strong></strong></p>



<p><strong>Come devono muoversi oggi le imprese italiane nei mercati del Golfo?</strong><strong><br></strong>«Se non esposte a gravi e imminenti pericoli, le aziende italiane dovrebbero considerare la possibilità di non abbandonare subito investimenti e strutture. Di mantenere un atteggiamento resiliente verso i paesi alleati che hanno permesso alla nostra filiera economica di crescere nelle loro aree, offrendo un contributo essenziale alla fioritura di quel mercato globale. Numerose aziende, ad esempio, hanno scelto di trasferire temporaneamente i loro uffici in zone meno colpite dai bombardamenti per continuare le loro attività. È fondamentale, con una corretta ponderazione degli interessi in campo &#8211; prima tra tutti la sicurezza -, individuare la migliore delle opzioni disponibili senza che questa si traduca subito in una fuga».</p>



<p><strong>Questa crisi può rafforzare il ruolo internazionale dell’Italia?</strong><strong><br></strong>«L&#8217;Italia, grazie all&#8217;amministrazione Meloni, ha riacquistato una centralità nel panorama internazionale, in precedenza smarrita a causa dei governi che l&#8217;hanno preceduta. Desidero evidenziare come, con stati come gli Emirati Arabi Uniti, il premier Meloni, grazie alle sue abilità diplomatiche, sia riuscita a ripristinare relazioni che erano state soggette a un embargo del governo precedente. L&#8217;Italia ha evidenziato non solo di avere un ruolo cruciale nel contesto globale riguardo all&#8217;evoluzione di conflitti – come nel caso di quello fra Israele e Palestina, nel conflitto tra Russia e Ucraina e ora in quello in Iran – ma ha dimostrato anche che la sua abilità di dialogare con tutte le potenze le ha permesso di guadagnarsi un rispetto internazionale che l&#8217;ha portata a essere l&#8217;unico leader europeo presente all&#8217;ultimo Consiglio di cooperazione del Golfo in Bahrein».</p>
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		<title>Farmaco accessibile, la “rivoluzione gentile” della prossimità entra nel vivo: dalla distribuzione ospedaliera alla farmacia sotto casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 15:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Ministero della Salute il punto sul farmaco accessibile: Gemmato punta su prossimità, accesso e sostenibilità della spesa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Spostare il baricentro del sistema, portando sempre più farmaci fuori dagli ospedali e dentro le farmacie sotto casa. È questa la direttrice indicata da <strong>Marcello Gemmato</strong> durante il convegno “Il farmaco accessibile: la rivoluzione gentile della prossimità”, al Ministero della Salute, dove istituzioni, regolatori e operatori del settore si sono confrontati sull’evoluzione della distribuzione farmaceutica dopo la riorganizzazione introdotta con la Legge di Bilancio 2024.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Sanità, Sottosegretario Gemmato “Entro il 30 marzo nuove categorie da ospedali a farmacie”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/1RHM4-rs63U?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Il percorso, ha spiegato il sottosegretario, è già avviato e destinato ad accelerare: «Abbiamo spostato due categorie di farmaci, le gliptine e le glifozine. Entro il 30 marzo inseriremo nuove categorie, come previsto dalla legge di Bilancio». L’obiettivo è chiaro e di sistema: trasferire progressivamente fino al 90% dei medicinali oggi distribuiti in ospedale verso il territorio, attraverso le farmacie pubbliche e private convenzionate, semplificando i percorsi e rendendo l’accesso più immediato per i cittadini, in particolare per i pazienti cronici e anziani. «Il passaggio dei farmaci dalla diretta alla convenzionata non ha determinato un aumento di spesa, ma solo uno spostamento», ha precisato Gemmato, evidenziando come per alcune categorie, come gli antidiabetici, si registrino già risparmi pari a 9,2 milioni di euro in un trimestre, con una proiezione annua di circa 36 milioni, anche grazie alla riduzione dei costi indiretti legati alla gestione ospedaliera e a una migliore aderenza alle terapie.</p>



<p>A fare da cornice al cambiamento è il tema della sostenibilità della spesa pubblica, richiamato anche da <strong>Lucia Albano, </strong>sottosegretaria all&#8217;Economia e alle Finanze, che ha sottolineato come l’evoluzione del modello debba essere accompagnata da una gestione attenta delle risorse e da strumenti di programmazione capaci di tenere insieme accesso alle cure e equilibrio dei conti, in un contesto segnato dalla crescita della domanda sanitaria e dalla diffusione delle patologie croniche.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Sanità, Nisticò (AIFA) “Farmaci più vicini al cittadino migliorano l’aderenza terapeutica”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ozKG4FrbYIk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Sul piano regolatorio e clinico, il presidente dell’AIFA <strong>Robert Nisticò </strong>ha indicato nella prossimità una leva decisiva per migliorare l’efficacia del sistema: «Il tema centrale è che il cittadino si avvicina al farmaco. È fondamentale arrivare sotto casa, soprattutto in zone interne e con una popolazione sempre più anziana». Un passaggio che incide direttamente sull’aderenza terapeutica, oggi ancora limitata: «Solo metà dei pazienti è aderente alle terapie cardiovascolari e nel diabete siamo al 23,9%. Portare il farmaco vicino al cittadino può migliorare significativamente questi dati». In un Paese tra i più longevi al mondo, ha ricordato Nisticò, la gestione della cronicità passa sempre di più dalla capacità di costruire un sistema accessibile e continuo, in cui la distanza tra paziente e cura si riduca al minimo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Tanese (Agenas), “farmacia dei servizi e digitale leve per ridurre le disuguaglianze territoriali”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/QpIfZuHFFg8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Sul versante dell’organizzazione territoriale, il direttore generale di AGENAS<strong> Angelo Tanese</strong> ha sottolineato come la riorganizzazione della distribuzione possa contribuire anche a ridurre le disuguaglianze tra territori, a partire dal tema dell’aderenza terapeutica, oggi molto variabile tra le Regioni. «La farmacia dei servizi è uno strumento potente per dare ai cittadini un servizio più vicino e più utile», ha spiegato, evidenziando come una maggiore prossimità possa migliorare la gestione delle patologie croniche, in particolare per pazienti come i diabetici, dove i livelli di aderenza restano ancora disomogenei. La rivoluzione richiamata dal Governo, secondo Tanese, passa però anche da un’integrazione più forte con il digitale: «La prossimità senza il digitale è difficile», ha osservato, indicando nella telemedicina e nella capacità di far viaggiare i dati, più che i pazienti, uno degli elementi chiave per rendere il sistema più accessibile ed efficiente.</p>



<p>La trasformazione in atto, definita dal Governo una “rivoluzione gentile”, si muove dunque lungo una direttrice chiara: rendere il farmaco più vicino ai cittadini, semplificare i percorsi e migliorare l’aderenza terapeutica, senza perdere di vista la sostenibilità economica e la necessità di un governo più coordinato della spesa. Un passaggio che non rappresenta un punto di arrivo ma una traiettoria di cambiamento destinata a ridefinire nel tempo uno degli snodi centrali del Servizio sanitario nazionale.</p>
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		<item>
		<title>Energia sotto pressione: lo shock iraniano riapre la partita della sicurezza europea</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/energia-sotto-pressione-lo-shock-iraniano-riapre-la-partita-della-sicurezza-europea/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:44:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra in Iran colpisce lo snodo di Hormuz e riaccende la volatilità energetica globale: prezzi in aumento, rischi inflattivi e un’Europa ancora esposta agli shock geopolitici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/energia-sotto-pressione-lo-shock-iraniano-riapre-la-partita-della-sicurezza-europea/">Energia sotto pressione: lo shock iraniano riapre la partita della sicurezza europea</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em><br>C’è un punto sulla mappa che oggi vale più di qualsiasi dichiarazione diplomatica: lo Stretto di Hormuz. È lì che la guerra in Iran smette di essere un conflitto regionale e diventa uno shock globale, capace di attraversare mercati, economie e bilanci delle imprese. Da quello stretto passaggio transita circa un terzo del petrolio mondiale via mare, e il suo rallentamento ha già prodotto un effetto immediato: fino al 30% degli scambi ridotti, petroliere ferme o deviate, assicurazioni alle stelle per chi continua a navigare in un’area diventata ad altissimo rischio. Non è solo una questione di barili mancanti, ma di aspettative che si muovono prima ancora delle navi: il prezzo del petrolio è tornato sopra i 100 dollari, il gas segue, e i mercati incorporano il rischio geopolitico come una variabile permanente. È qui che la crisi cambia natura e arriva in Europa, anche senza un legame diretto con l’Iran. Perché il sistema energetico globale non funziona per filiere isolate, ma per trasmissione dei prezzi: ciò che accade nel Golfo si riflette immediatamente sugli hub europei e, a cascata, sui costi di produzione, sui trasporti, sulle bollette. Il risultato è un nuovo impulso inflazionistico in una fase già fragile del ciclo economico, con il rischio concreto che l’aumento dell’energia torni a comprimere crescita e competitività. </p>



<p>È uno scenario che richiama da vicino le crisi petrolifere del passato, ma con una differenza sostanziale: oggi la volatilità è amplificata da un contesto globale più instabile e interconnesso. In questo quadro l’Italia si scopre particolarmente esposta, non per dipendenza diretta da Teheran ma per la struttura del proprio sistema energetico. Qui i rincari si trasferiscono immediatamente sull’economia reale, incidendo su imprese e consumatori, e trovano già una prima risposta nelle misure di contenimento adottate dal governo: un pacchetto emergenziale che prevede, per venti giorni dal 19 marzo, una riduzione della tassazione sui carburanti – circa 25 centesimi al litro su benzina e gasolio – insieme a un rafforzamento dei controlli contro le speculazioni lungo la filiera. A pesare non è solo il costo della materia prima, ma anche quello della logistica: le rotte che evitano Hormuz si allungano, i tempi si dilatano, i noli aumentano. È un effetto a catena che rende la crisi energetica anche una crisi dei trasporti e delle catene di approvvigionamento. La guerra in Iran riporta così al centro una verità che l’Europa aveva già iniziato a riscoprire: l’energia è tornata a essere uno strumento di potere geopolitico. Il controllo dei choke point marittimi non è un tema tecnico, ma un fattore che incide direttamente su inflazione, crescita e stabilità economica. </p>



<p>Anche una chiusura parziale di Hormuz è sufficiente a togliere milioni di barili al mercato e a spostare gli equilibri globali. Per l’Europa significa fare i conti con una vulnerabilità che non può essere risolta nel breve periodo. La diversificazione delle forniture ha ridotto alcuni rischi, ma non ha eliminato la dipendenza da un mercato globale che reagisce in modo immediato alle tensioni geopolitiche. E allo stesso tempo la transizione energetica, pur necessaria, mostra i suoi limiti: le rinnovabili crescono ma non sono ancora in grado di assorbire shock di questa portata, perché il sistema resta ancorato a petrolio e gas soprattutto nei settori più energivori. È in questo equilibrio instabile che si gioca la partita dei prossimi anni. La crisi iraniana non è un incidente isolato, ma il segnale di una nuova normalità in cui l’energia torna al centro delle relazioni internazionali e della competizione economica. Per l’Italia e per l’Europa la sfida non è solo ridurre la dipendenza, ma costruire un sistema capace di reggere l’urto della geopolitica senza perdere competitività. Una partita che si gioca, ancora una volta, a partire da uno stretto tratto di mare.</p>
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		<title>Sanità digitale e governance dei dati: al Senato la seconda edizione del Data Summit e il confronto sullo Spazio Europeo dei Dati Sanitari</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/salute/sanita-digitale-e-governance-dei-dati-al-senato-la-seconda-edizione-del-data-summit-e-il-confronto-sullo-spazio-europeo-dei-dati-sanitari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 18:21:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Senato il Data Summit su dati sanitari e IA: EHDS, governance e sfide per il sistema sanitario europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/sanita-digitale-e-governance-dei-dati-al-senato-la-seconda-edizione-del-data-summit-e-il-confronto-sullo-spazio-europeo-dei-dati-sanitari/">Sanità digitale e governance dei dati: al Senato la seconda edizione del Data Summit e il confronto sullo Spazio Europeo dei Dati Sanitari</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p>Sanità, dati e intelligenza artificiale al centro del confronto europeo che si è svolto nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica Italiana, mercoledì 25 marzo. La seconda edizione del Data Summit, promossa dal senatore <strong>Francesco Zaffini</strong>, ha riunito infatti istituzioni e stakeholder per discutere una delle trasformazioni più rilevanti per il futuro dei sistemi sanitari europei: l’attuazione dello Spazio europeo dei dati sanitari. Un progetto che punta a rendere interoperabili e accessibili i dati sanitari di oltre 450 milioni di cittadini europei, aprendo nuove possibilità per la ricerca, la prevenzione e la qualità delle cure, ma che pone anche interrogativi cruciali su governance, sicurezza e tutela dei diritti. In questo scenario, l’intelligenza artificiale si afferma come tecnologia abilitante, capace di trasformare i dati in conoscenza e decisioni, dalla diagnosi precoce alla personalizzazione delle terapie, fino alla gestione complessiva dei sistemi sanitari.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Sanità, Sen. Zaffini (FdI) “Dati risorsa chiave per affrontare le nuove sfide del SSN”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/hdSO0MmEpsQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Ad aprire i lavori è stato <strong>Francesco Zaffini</strong>, Presidente della Commissione Affari sociali del Senato, che ha messo al centro il valore strategico dei dati come infrastruttura del cambiamento sanitario: «I dati restano qualcosa di difficilmente palpabile ma sono uno strumento che risponde a sfide che conosciamo benissimo». Tra queste, l’invecchiamento della popolazione e la necessità di ripensare il modello sanitario, superando un approccio centrato sulla malattia per adottarne uno focalizzato sulla persona e sulla prevenzione, che richiede dati longitudinali e integrati. Da qui anche la proposta di istituire un osservatorio con un tavolo permanente per raccogliere e diffondere le migliori esperienze nell’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale, coinvolgendo tutti gli attori del sistema. «La partita dei dati non prevede il pareggio», ha aggiunto, sottolineando come la costruzione di un ecosistema dei dati sanitari sia nell’interesse diretto dei cittadini e rappresenti una leva per migliorare la longevità in salute.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Sanità, Ministro Schillaci “Spazio europeo dati sanitari strategico, Italia leader”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/xoxbRL_HJDE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Sulla dimensione europea si è soffermato il ministro della Salute <strong>Orazio Schillaci</strong>, che ha definito lo spazio europeo dei dati sanitari «strategico e ambizioso per un’Europa più integrata e connessa», evidenziando come questo ecosistema possa consentire ai cittadini di accedere e condividere i propri dati, alimentando al tempo stesso ricerca e innovazione. L’obiettivo, ha spiegato, è duplice: migliorare l’assistenza sanitaria e posizionare l’Italia come Paese leader in questo ambito, in un contesto in cui la capacità di gestire e valorizzare i dati diventa un fattore competitivo anche a livello internazionale.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Sanità, Gallina (DG Sante) “Con EHDS cittadini più padroni dei propri dati sanitari”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/tAGF_KxQfj4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Un punto di vista europeo è arrivato da <strong>Sandra Gallina</strong>, Direttore Generale DG SANTE, Commissione europea che ha sottolineato come l’EHDS rappresenti un cambio di paradigma nel rapporto tra cittadini e dati sanitari: «Il cittadino è più padrone dei propri dati e della sua salute». La possibilità di avere una cartella sanitaria interoperabile a livello europeo, consultabile in diversi Paesi e accessibile ai professionisti sanitari in tempo reale, apre scenari concreti di mobilità sanitaria e continuità delle cure. In questo quadro, l’Italia parte da una posizione favorevole grazie allo sviluppo del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a integrarsi progressivamente con il sistema europeo.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Sanità, Sottosegretario Gemmato “valutare uso fascicolo sanitario elettronico per rimborso”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/cdzEJymhqfQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Sul fronte dell’innovazione applicata, il Sottosegretario alla Salute <strong>Marcello Gemmato</strong> ha posto l’attenzione sul legame tra dati, intelligenza artificiale e sostenibilità del sistema, in particolare in ambito farmaceutico. L’uso dei dati real world, ha spiegato, potrebbe consentire di legare il rimborso dei farmaci alla loro efficacia concreta sui pazienti, introducendo un modello in cui la spesa sanitaria viene ottimizzata sulla base dei risultati. Un approccio che, se condiviso con AIFA, potrebbe contribuire a rendere più efficiente l’intero sistema.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Sanità, Sottosegretario Butti “Dati sanitari non miniera da saccheggiare, vanno tutelati”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/OekiqRfS4N0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>A emergere con forza è stato anche il tema della governance e della protezione dei dati, su cui è intervenuto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione <strong>Alessio Butti, </strong>mettendo in guardia da un utilizzo distorto delle informazioni sanitarie: «I dati della sanità non possono diventare una miniera a cielo aperto da saccheggiare». Il punto è garantire che il valore generato dai dati resti nel perimetro dell’interesse pubblico, evitando che venga catturato esclusivamente da chi sviluppa piattaforme e algoritmi, e assicurando al tempo stesso che semplificazione e digitalizzazione vadano nella direzione di avvicinare cittadini e sistema sanitario.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Sanità, Ciardi (ACN) “IA utile alla sanità solo con forte cybersicurezza”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/F4zvlTv9M0I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Un ulteriore livello di complessità riguarda la sicurezza, tema affrontato da <strong>Nunzia Ciardi</strong> dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che ha sottolineato come l’intelligenza artificiale rappresenti «una preziosa alleata per la salute», ma solo se accompagnata da un rafforzamento della cybersicurezza. In un contesto di crescente interconnessione e tensione internazionale, i dati sanitari diventano un obiettivo sensibile e strategico, e la loro protezione non può essere demandata esclusivamente alle istituzioni, ma richiede una cultura diffusa della sicurezza.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Sanità, Tanese (Agenas): &quot;La sfida è costruire un sistema più integrato e vicino ai cittadini&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/VXQ0j-T6U_Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>A chiudere il quadro, il contributo operativo di <strong>Angelo Tanese</strong>, Direttore Generale Agenas, che ha richiamato la portata concreta della transizione digitale: «Non si può continuare a fare le cose nello stesso modo di prima», sottolineando come strumenti come telemedicina, IA e Fascicolo sanitario elettronico debbano tradursi in un sistema più integrato e vicino ai cittadini. Una trasformazione che, ha spiegato, può realizzarsi solo attraverso un cambiamento organizzativo e culturale condiviso.<br><br>Nel complesso, dal Data Summit emerge un quadro chiaro: la trasformazione digitale della sanità non è più una prospettiva futura ma un processo già in corso, che intreccia tecnologia, politiche pubbliche e diritti. Lo Spazio europeo dei dati sanitari rappresenta il perimetro entro cui si giocherà questa partita, tra opportunità di innovazione e necessità di governance, con l’Italia chiamata a definire il proprio ruolo in un equilibrio delicato tra apertura, sicurezza e sovranità.</p>



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