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	<title>Articoli di Giampiero Cinelli, autore presso The Watcher Post</title>
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	<link>https://www.thewatcherpost.it/author/giamp-cinel/</link>
	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Sep 2026 13:39:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Petrolio e gas in rialzo con l’escalation in Medio Oriente: Brent a 107 dollari, rinviato il vertice in Oman</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/economia/prezzo-petrolio-gas-medio-oriente-iran-oman-arabia-saudita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 13:38:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le nuove tensioni in Medio Oriente tornano a scuotere i mercati energetici. L’escalation nel Mar Rosso, i problemi alle infrastrutture saudite e il rinvio del...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/prezzo-petrolio-gas-medio-oriente-iran-oman-arabia-saudita/">Petrolio e gas in rialzo con l’escalation in Medio Oriente: Brent a 107 dollari, rinviato il vertice in Oman</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le nuove tensioni in Medio Oriente tornano a scuotere i mercati energetici. L&#8217;escalation nel Mar Rosso, i problemi alle infrastrutture saudite e il rinvio del vertice previsto in Oman tra l&#8217;Iran e i Paesi del Golfo spingono al rialzo <strong>petrolio e gas</strong>, mentre le Borse asiatiche chiudono in calo e quelle europee aprono contrastate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul mercato petrolifero, il <strong>Wti con consegna a ottobre</strong> sale del 2,68% a <strong>102,73 dollari al barile</strong>, mentre il <strong>Brent con consegna a novembre</strong> avanza del 2,59% a <strong>107,32 dollari</strong>. Prosegue anche la corsa del gas europeo: ad Amsterdam le quotazioni guadagnano il <strong>4,2%</strong>, raggiungendo <strong>82,84 euro al megawattora</strong> e aggiornando i massimi dalla fine del 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A pesare sulle quotazioni è soprattutto l&#8217;incertezza sulle forniture energetiche, dopo gli ultimi sviluppi che hanno interessato due passaggi strategici per i flussi di greggio, lo <strong>Stretto di Hormuz</strong> e quello di <strong>Bab el-Mandeb</strong>, oltre all&#8217;oleodotto saudita East-West.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rinviato il vertice tra Iran e Paesi del Golfo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A Mascate era prevista una riunione tra il ministro degli Esteri iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong> e i suoi omologhi dei Paesi del Golfo. Sarebbe stato il primo incontro dall&#8217;inizio della guerra contro Teheran e avrebbe dovuto affrontare la questione del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, dove le monarchie del Golfo continuano a chiedere che non vengano introdotti pedaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Arabia Saudita aveva presentato emendamenti all&#8217;accordo tra Iran e Oman, preoccupata che l&#8217;intesa in via di definizione potesse produrre conseguenze durature sulle condizioni di passaggio attraverso lo stretto e penalizzare gli altri Paesi del <strong>Consiglio di Cooperazione del Golfo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli sviluppi degli ultimi giorni hanno però modificato il quadro. Un attacco delle milizie irachene filoiraniane ha danneggiato l&#8217;<strong>oleodotto saudita East-West</strong>, mentre gli Houthi hanno conquistato il controllo del vitale stretto di Bab el-Mandeb, bloccando il traffico del greggio saudita. Il vertice di Mascate è stato così rinviato a data da destinarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«È vero che l’Arabia Saudita ha chiesto di rinviare questo incontro», ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano <strong>Esmaeil Baghaei</strong>, negando tuttavia che la decisione sia legata alla «questione yemenita».</p>



<h3 class="wp-block-heading">East-West, riparazioni per diverse settimane</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente delicata è la situazione dell&#8217;oleodotto East-West. Secondo quanto riferito da un funzionario all&#8217;Associated Press, lo stop potrebbe protrarsi per <strong>diverse settimane</strong> a causa degli interventi necessari per riparare i danni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;infrastruttura attraversa l&#8217;Arabia Saudita per circa <strong>1.200 chilometri</strong> ed è in grado di trasportare fino a <strong>7 milioni di barili di petrolio al giorno</strong>. Il suo ruolo è strategico perché permette a Riyad di indirizzare le esportazioni verso il Mar Rosso, evitando lo Stretto di Hormuz nel Golfo Persico, dove gli attacchi iraniani hanno ostacolato il traffico marittimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;oleodotto è stato chiuso giovedì in seguito a un attacco che l&#8217;Arabia Saudita ha attribuito a droni appartenenti a milizie irachene sostenute dall&#8217;Iran. Secondo dati riportati da Reuters e ripresi da diverse fonti d&#8217;informazione, l&#8217;interruzione potrebbe determinare una <strong>perdita equivalente al 4% dell&#8217;approvvigionamento petrolifero globale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione diventerebbe ancora più critica se Riyad non riuscisse a riattivare in tempi brevi il principale collegamento petrolifero verso il Mar Rosso. In quel caso, l&#8217;Arabia Saudita potrebbe essere costretta a trattenere parte delle scorte destinate all&#8217;esportazione, riducendo ulteriormente i flussi verso il mercato internazionale.</p>
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		<title>Ucraina, attacchi e fermenti; Medio Oriente, stretta di Huthi e Iran sul petrolio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 11:37:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un drone russo colpisce la locomotiva di un treno ucraino a poca distanza dal confine polacco, mentre non lontano viaggia un convoglio con a bordo l’ex premier britannico Boris Johnson e diplomatici e funzionari europei: l’attacco, domenica, crea panico, ma non fa né vittime né feriti. </p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un drone russo colpisce la locomotiva di un treno ucraino a poca distanza dal confine polacco, mentre non lontano viaggia un convoglio con a bordo l’ex premier britannico Boris Johnson e diplomatici e funzionari europei: l’attacco, domenica, crea panico, ma non fa né vittime né feriti. Per tutta risposta, la Polonia, temendo uno sconfinamento di droni, fa levare in volo suoi caccia..</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente ucraino Volodymyr Zeklensky propone di incontrare il presidente russo Vladimir Putin al G20 di Miami a dicembre. Ma il Cremlino frena: &#8220;Se desidera davvero incontrare Putin, Zeklensky può venire a Mosca&#8221;, replica alla Tass il portavoce del presidente Dmitry Peskov.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’Irlanda, dov’era per in torneo di golf nel suo club di Doonberg e dove ha parlato ad alzo zero, il presidente Usa Donald Trump invita l’Ucraina a sospendere gli attacchi su raffinerie e su altre installazioni energetiche russe, perché – dice &#8211; la riduzione delle forniture russe di gas e petrolio “crea ulteriori tensioni sui mercati mondiali, danneggia l’economia globale fa salire i prezzi, che negli Stati Uniti, nel fine settimana, hanno superato in media i sei dollari al gallone di diesel.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump dice: “Il signor Zelensky deve fare una cosa, deve smettere di colpire le raffinerie di diesel in Russia”; e, ancora una volta, punta il dito sull’invaso invece che sull’invasore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le cronache ucraine sono state particolarmente dense nel fine settimane, senza che però gli equilibri del conflitto siano mutati e senza che la causa della pace abbia fatto progresso alcuno. Il Wall Street Journal scrive che “la Russia riesce a sfornare armi intelligenti più in fretta e in quantità maggiore degli Usa e dell’Ucraina: utilizzando componenti cinesi i tecnici russi producono armi a basso costo e battono sul tempo gli avversari ucraini”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Un’analisi sul Washington Post fa emergere che le modalità di combattimento scelte dall’Ucraina, con attacchi in profondità sul territorio russo, che, in questo momento, paiono darle un vantaggio,  non saranno sufficienti a vincere la guerra nel prossimo futuro, perché la Russia sta modificando ed adeguando la propria strategia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vero però che la propaganda russa ha accusato una battuta d’arresto in Svezia, perché, nonostante le azioni di disinformazione intraprese a favore del partito filo-russo dei Demcoratici svedesi, l’esito del voto vede una riduzione dei consensi per l’estrema destra, a vantaggio di socialdemocratici e moderati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Nonostante i fermenti europei, l’attenzione internazionale dei principali media Usa resta, però, concentrata su quanto avviene in Medio Oriente: “La crescente instabilità nell’area comprime – osserva il WSJ &#8211; le forniture globali di petrolio” e fa lievitare i prezzi. L’offensiva degli Huthi, milizia sciita filo-iraniana, nello Yemen mette sotto stress un secondo vitale corridoio dell’energia, lo stretto di Bab el-Mandeb, che dà accesso al Mar Rosso, dopo lo Stretto di Hormuz, che dà accesso al Golfo Persico: “Entrambi sono ora controllati dall’Iran e dai suoi alleati”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla stessa lunghezza d’onda il New York Times, che rivela un retroscena iraniano, citando fonti del regime di Teheran. Il giornale racconta che gli oltranzisti iraniani hanno sabotato un’ipotesi d’accordo di pace con gli Stati Uniti, organizzando attacchi a navi nello Stretto di Hormuz e innescando una nuova fase di raid statunitensi. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian s’infuriò quando se ne rese conto – assicura il NYT -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn spiega perché l’Arabia saudita ha poche opzioni nel conflitto con gli Huthi, soprattutto dopo che &#8211; abbastanza incomprensibilmente &#8211; il presidente Trump ha rifiutato l’aiuto chiesto a più riprese dal principe ereditario saudita Mohamed bin Salman. “Il regime saudita – scrive la Cnn &#8211; non vuole una guerra aperta, ma potrebbe esservi trascinato”. I colloqui in programma nell’Oman fra l’Iran e gli Stati del Golfo, assenti gli Usa, su come regolamentare la navigazione nello Stretto di Hormuz sono stati posposti.</p>
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		<title>Il governo rilancia le trivelle: più estrazioni di gas e petrolio e un commissario contro gli stalli</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/news/slug-trivelle-italia-governo-gas-petrolio-autorizzazioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 08:59:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo accelera sulle trivelle per aumentare la produzione italiana di gas e petrolio. Possibile un commissario per sbloccare le autorizzazioni.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il governo punta ad aumentare la <strong>produzione nazionale di gas e petrolio</strong>, intervenendo innanzitutto sulle procedure che oggi rallentano le attività di esplorazione ed estrazione degli idrocarburi. Il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento che consente anche la nomina di un commissario ad acta in caso di stallo prolungato con le Regioni interessate, mentre l&#8217;opposizione ambientalista attacca la scelta dell&#8217;esecutivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intervento è contenuto nel decreto legge con «disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche», approvato dal governo nella stessa riunione in cui è stata decisa la proroga di un&#8217;altra settimana del taglio delle accise sul gasolio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A spiegare la direzione scelta dall&#8217;esecutivo è stata la presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong>: «Vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e di gas, perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche qui in Italia».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo immediato è ridurre i tempi amministrativi per le attività di ricerca ed estrazione, sia sulla terraferma sia offshore. In presenza di uno stallo prolungato con le Regioni, il Consiglio dei ministri potrà nominare un commissario ad acta per consentire all&#8217;iter di procedere in nome dell&#8217;interesse nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meloni lega l&#8217;aumento della produzione interna alla riduzione della dipendenza energetica dall&#8217;estero. «Aumentare la produzione nazionale significa ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della nazione, oltre ovviamente a generare maggiori royalties e benefici economici e occupazionali per i territori», ha affermato in un intervento diffuso attraverso i canali social di Palazzo Chigi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pichetto Fratin: primi risultati possibili in pochi mesi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza energetica <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong> ha assicurato che il provvedimento non punta a ridimensionare le competenze regionali. «Non vogliamo comprimere il ruolo delle Regioni, ma garantire che le competenze si esercitino nei tempi previsti, e che il confronto istituzionale non si trasformi in uno stallo indefinito».</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tempi necessari per aumentare effettivamente la produzione dipenderanno però dallo stato dei singoli progetti. Nelle aree nelle quali le attività di esplorazione sono già state completate, secondo Pichetto Fratin, i primi effetti potrebbero arrivare rapidamente: «Nel giro di qualche mese può dare già qualche estrazione là dove le prospezioni sono già state fatte. Per altri andremo a risultati fra qualche anno».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quanto producono oggi i giacimenti italiani</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il peso della produzione nazionale resta comunque limitato rispetto al fabbisogno energetico del Paese. Le <strong>riserve italiane di gas</strong> vengono stimate in 42,5 miliardi di metri cubi, a fronte di una domanda che nel 2024 si è attestata intorno ai 62 miliardi. Nello stesso anno l&#8217;Italia ha importato circa il <strong>95% del proprio fabbisogno di gas</strong>. Anche sfruttando integralmente le riserve note, dunque, queste non sarebbero sufficienti a coprire un anno degli attuali consumi nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul versante petrolifero, nel 2024 sono stati estratti in Italia <strong>4,37 milioni di tonnellate di greggio</strong>, equivalenti a circa il 7,5% dei 58 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi consumati. Le importazioni di greggio sono ammontate a 56,7 milioni di tonnellate, mentre le riserve nazionali vengono quantificate in 82,1 milioni. L&#8217;incremento delle estrazioni potrebbe quindi contribuire a ridurre le importazioni, senza tuttavia rendere il Paese autosufficiente né per il petrolio né per il gas.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla Basilicata all&#8217;Adriatico, dove si concentra la produzione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Basilicata</strong> rappresenta il principale polo italiano degli idrocarburi. l più grande giacimento petrolifero su terraferma d&#8217;Europa: nel 2024 Eni e Shell hanno estratto dal sito circa <strong>3,70 milioni di tonnellate di greggio</strong>, pari all&#8217;84,8% della produzione nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La regione ha un ruolo significativo anche sul fronte del gas. Nel 2023 dalla Basilicata proveniva oltre un terzo della produzione italiana, per circa <strong>1,1 miliardi di metri cubi</strong>. Gli altri principali poli produttivi sono concentrati in Sicilia, Emilia-Romagna, Puglia e Molise, ai quali si aggiungono le attività offshore presenti nell&#8217;Adriatico.</p>
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		<title>Caro bollette, Assocompara porta in audizione sei proposte per trasparenza e tutela dei consumatori</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/economia/caro-bollette-assocompara-sei-proposte-arera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 09:20:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assocompara presenta sei misure contro il caro bollette nelle audizioni sul Quadro Strategico ARERA 2026-2029: più trasparenza e confrontabilità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Più trasparenza sui consumi e sulle condizioni economiche delle offerte, bollette più facilmente confrontabili e un codivce in bolletta contro i contratti non richiesti. Sono alcuni degli interventi proposti da Assocompara, l’Associazione Italiana Comparatori Online, nell’ambito delle audizioni periodiche sul Quadro Strategico ARERA 2026-2029, giudicato positivamente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La strategia presentata da Assocompara si articola in <strong>sei misure contro il caro bollette</strong>, con l’obiettivo di rafforzare contemporaneamente la concorrenza nel mercato dell’energia, la trasparenza e le tutele per i consumatori finali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un primo intervento riguarda l’accesso ai <strong>dati di consumo</strong>. Assocompara propone che anche i comparatori privati possano ottenere, su esplicita delega del cliente e a condizioni non discriminatorie, le informazioni necessarie a calcolare con maggiore accuratezza il possibile risparmio derivante dal passaggio a un’altra offerta. L’associazione chiede inoltre di rendere disponibili in formato aperto e riutilizzabile gli indicatori relativi alla qualità dei venditori, compresi i dati sui call center e sui reclami.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una bolletta più semplice da confrontare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro capitolo riguarda la struttura delle bollette. La proposta è quella di inserire nella prima pagina uno <strong>schema uniforme</strong> che riporti le principali caratteristiche dell’offerta sottoscritta dal consumatore: nome commerciale, tipologia di prezzo, corrispettivo della materia energia e costi di commercializzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla maggiore trasparenza dovrebbe affiancarsi, secondo Assocompara, un nuovo strumento per contrastare i <strong>contratti non richiesti</strong>. L’idea è introdurre un codice identificativo presente esclusivamente in bolletta e necessario per effettuare il cambio di fornitore, seguendo il modello del codice di migrazione già utilizzato nel settore delle telecomunicazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’associazione interviene anche sul tema delle variazioni delle condizioni economiche. In caso di modifica dei prezzi, il cliente dovrebbe ricevere un’indicazione evidente della <strong>nuova spesa annua</strong>, calcolata sulla base dei consumi effettivi degli ultimi dodici mesi. Il nuovo importo dovrebbe essere messo a confronto con la spesa attuale, mostrando chiaramente la differenza tra le due condizioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Più riconoscibilità per gli intermediari</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Assocompara chiede inoltre la piena ed efficace applicazione della norma già in vigore sull’identificazione degli intermediari. Il consumatore dovrebbe poter riconoscere chiaramente, tanto nella proposta contrattuale quanto in bolletta, il soggetto attraverso il quale ha sottoscritto il contratto. L&#8217;indicazione, secondo l’associazione, dovrebbe quindi riportare <strong>il marchio effettivamente riconoscibile dal cliente e non soltanto la ragione sociale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore fronte riguarda i cambiamenti attesi nel mercato energetico. In vista della scadenza del <strong>Servizio a Tutele Graduali, fissata al 31 marzo 2027</strong>, Assocompara si è dichiarata disponibile a contribuire alle iniziative rivolte all’informazione dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’associazione richiama inoltre l’attenzione sull’arrivo dei <strong>prezzi dinamici</strong>, chiedendo un confronto preventivo con gli operatori sulle metodologie da utilizzare per comparare le offerte e sull’accesso ai dati, in vista della scadenza del Servizio a Tutele Graduali del 31 Marzo 2027. L’obiettivo indicato è evitare che le nuove modalità di determinazione dei prezzi rendano più complessa per il consumatore la valutazione delle diverse proposte disponibili sul mercato. Assocompara si è dichiarata disponibile a partecipare a eventi di informazione per il cittadini sul tema.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">«La possibilità di confrontare le offerte è una condizione essenziale perché la concorrenza produca benefici concreti per i consumatori», sottolinea <strong>Mario Rasimelli di Assocompara</strong>, proponendo anche l’evoluzione del Portale Offerte ARERA avvenga garantendo piena neutralità rispetto ai diversi strumenti di comparazione e valorizzando la complementarietà tra il canale pubblico e gli operatori privati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sostegno del ruolo svolto dai comparatori, Assocompara indica infine i numeri dei portali dei propri associati: complessivamente generano <strong>oltre 30 milioni di visite al mese</strong>. Nel solo comparto energetico vengono analizzate <strong>più di 100mila bollette ogni mese</strong>, mentre gli utenti assistiti attraverso i canali online e telefonici sono <strong>oltre 250mila</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>BCE, secondo rialzo dei tassi nel 2026: depositi al 2,50%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 13:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Banca centrale europea alza nuovamente i tassi di interesse, mettendo a segno il secondo rialzo del 2026. La decisione, in linea con le attese,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/bce-rialzo-tassi-2026-depositi-lagarde-inflazione/">BCE, secondo rialzo dei tassi nel 2026: depositi al 2,50%</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Banca centrale europea alza nuovamente i tassi di interesse</strong>, mettendo a segno il secondo rialzo del 2026. La decisione, in linea con le attese, porta il tasso sui depositi al <strong>2,50%</strong>, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al <strong>2,65%</strong> e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginali al <strong>2,90%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione è arrivata al termine della riunione del Consiglio direttivo guidato dalla presidente <strong>Christine Lagarde</strong>. Questa volta l&#8217;appuntamento si è svolto a <strong>Berlino</strong>, anziché nella consueta sede della BCE a Francoforte. Alle 14:45 ha preso il via la conferenza stampa della presidente per illustrare le scelte di politica monetaria adottate dall&#8217;Eurotower.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo intervento sui tassi arriva mentre sui mercati cresce il timore di un orientamento più restrittivo della BCE, alimentato soprattutto dalla nuova corsa dei prezzi dell&#8217;energia. Il <strong>Brent</strong>, dopo aver superato i 100 dollari al barile, ha oltrepassato anche quota <strong>102 dollari</strong>, aumentando l&#8217;attenzione sulle possibili conseguenze per l&#8217;inflazione e, di riflesso, sulle prossime mosse della politica monetaria europea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La BCE aggiorna le stime su Pil e inflazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La riunione non ha riguardato soltanto il costo del denaro. Con il comunicato diffuso alle 14:15, la BCE ha presentato anche le <strong>nuove previsioni economiche dello staff sull&#8217;Eurozona</strong>, aggiornando il quadro atteso per la crescita e per l&#8217;inflazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nuove stime su <strong>Pil e andamento dei prezzi</strong> assumono un peso particolare in una fase nella quale il rincaro del petrolio rischia di modificare nuovamente le prospettive inflazionistiche. Il mercato guarda quindi alle indicazioni provenienti da Francoforte per capire quanto la nuova pressione energetica possa incidere sulla traiettoria futura dei tassi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La reazione degli investitori interessa direttamente anche le principali Borse europee. Sotto osservazione il <strong>Ftse Mib</strong> di Piazza Affari, insieme al Dax di Francoforte e al Cac 40 di Parigi. L&#8217;attenzione si estende al Ftse 100 di Londra, pur trattandosi di un mercato esterno all&#8217;Eurozona.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dai BTP all&#8217;euro, mercati in attesa anche della Fed</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il rialzo deciso dalla BCE si riflette inoltre sull&#8217;andamento dei <strong>titoli di Stato</strong>, con particolare attenzione ai BTP italiani, e sul mercato valutario, dove gli investitori seguono il rapporto tra <strong>euro e dollaro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Petrolio, obbligazioni, cambi e listini diventano così i principali indicatori attraverso i quali misurare la risposta dei mercati alla nuova stretta monetaria. Sullo sfondo resta anche il confronto con gli Stati Uniti: la <strong>Federal Reserve</strong> tornerà a riunirsi mercoledì <strong>16 settembre 2026</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La combinazione tra il secondo aumento dei tassi BCE dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, le nuove proiezioni macroeconomiche e il petrolio sopra i 100 dollari riporta quindi al centro dell&#8217;attenzione il rapporto tra inflazione e politica monetaria, dopo che il nuovo shock sui prezzi energetici ha aumentato le aspettative di una linea più restrittiva da parte della banca centrale europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/bce-rialzo-tassi-2026-depositi-lagarde-inflazione/">BCE, secondo rialzo dei tassi nel 2026: depositi al 2,50%</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Suicidi, arriva il Piano nazionale per la prevenzione</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/salute/suicidi-arriva-il-piano-nazionale-per-la-prevenzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 10:15:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia prepara il Piano nazionale per la prevenzione del suicidio: priorità a giovani, donne e persone fragili.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quasi 4mila morti per suicidio in Italia nel 2023 e un rischio che, dopo la progressiva riduzione registrata fino alla fine degli anni 2010, appare sostanzialmente stabile nel periodo successivo alla pandemia. È il quadro nel quale il ministero della Salute prepara un <strong>Piano nazionale per la prevenzione del suicidio</strong>, annunciato dal ministro Orazio Schillaci in occasione della Giornata mondiale dedicata al tema. Tra i primi destinatari degli interventi ci saranno donne, adolescenti e persone che vivono in condizioni di particolare vulnerabilità, comprese quelle detenute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro è affidato al tavolo tecnico sulla salute mentale coordinato da <strong>Alberto Siracusano</strong>, presidente del Consiglio superiore di sanità. Lo stesso organismo ha già elaborato, dopo 13 anni di assenza di un documento nazionale, il <strong>Piano nazionale salute mentale 2026-2028</strong>, che dedica specifici capitoli ai giovani e ai detenuti nelle Rems. Parallelamente sono in preparazione anche linee guida sulla depressione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo passo verso il nuovo Piano sarà un documento di indirizzo, attualmente in fase di predisposizione. L&#8217;obiettivo è rafforzare le strategie di prevenzione, migliorare l&#8217;individuazione precoce delle situazioni a rischio e garantire una successiva presa in carico. «Dobbiamo intervenire prima, soprattutto tra i più giovani e nelle situazioni di maggiore vulnerabilità, e garantire percorsi di assistenza adeguati e tempestivi», ha spiegato Schillaci.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nel 2023 registrati 3.830 suicidi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A definire le dimensioni del fenomeno sono i dati dell’<strong>Istituto superiore di sanità</strong>. Nel 2023 sono stati registrati <strong>3.830 decessi per suicidio tra le persone con almeno 15 anni</strong>, in lieve diminuzione rispetto ai <strong>3.934 del 2022</strong>. Per l’Iss il dato «conferma una sostanziale stabilità del rischio nel periodo post-pandemico, dopo la progressiva riduzione osservata fino alla fine degli anni 2010».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le differenze tra uomini e donne rimangono molto marcate. <strong>Circa il 75% dei decessi riguarda gli uomini</strong>, per i quali il rischio risulta quasi quattro volte superiore rispetto alle donne. Gli ultimi dati disponibili sulla distribuzione per età, relativi al 2019-2020, mostrano inoltre una crescita del rischio con l’avanzare degli anni, particolarmente evidente nella popolazione maschile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel periodo successivo alla pandemia è emerso però un altro segnale: un <strong>aumento relativo del rischio suicidario tra i giovani con meno di 25 anni</strong>. È anche alla luce di questa dinamica che la prevenzione tra adolescenti e giovani assume un ruolo centrale nelle iniziative in preparazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sostegno anche alle persone che hanno perso un familiare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Piano dovrà occuparsi anche dei cosiddetti <strong>“survivor”</strong>, le persone che hanno perso un familiare o una persona cara per suicidio. Per loro vengono considerati necessari interventi e percorsi di sostegno specifici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Dietro ogni situazione di sofferenza ci sono persone, famiglie e comunità. Rafforzare la prevenzione significa anche contrastare lo stigma che ancora troppo spesso circonda il disagio mentale e favorire una cultura dell’ascolto e della richiesta di aiuto», ha sottolineato il ministro della Salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla costruzione del Piano nazionale si sta sviluppando anche un secondo filone di intervento. Nell’ambito del <strong>Work Package europeo dedicato alla prevenzione del suicidio</strong>, l’Istituto superiore di sanità sta lavorando all’adattamento italiano di <strong>Bizi</strong>, un programma interattivo di formazione online originariamente sviluppato dal Servizio sanitario Basco e riconosciuto dalla Commissione europea come strumento efficace per trasferire tra gli Stati membri pratiche promettenti nel campo della salute pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma è rivolto ai cosiddetti <strong>“gatekeeper”</strong>, cioè persone che, per il proprio ruolo professionale o sociale, entrano frequentemente in contatto con soggetti vulnerabili. Tra questi figurano, per esempio, i medici di medicina generale e gli operatori dei telefoni di aiuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso video, audio, simulazioni ed esercitazioni, la formazione punta a sviluppare tre capacità: <strong>riconoscere tempestivamente i segnali di rischio, fornire un primo supporto adeguato ma non specialistico e indirizzare la persona verso i servizi specializzati di assistenza e cura</strong>. Una rete di figure in grado, quindi, di intercettare le situazioni di vulnerabilità prima che raggiungano una fase più critica.</p>
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		<title>Governo, 1.413 candeline. Le interviste sul campo alla festa di Bari</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/governo-1-413-candeline-le-interviste-sul-campo-alla-festa-di-bari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 14:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo 1413 giorni il governo Meloni è la legislatura più longeva della storia repubblicana. Per celebrare questo traguardo Fratelli d’Italia ha organizzato a Bari un evento speciale, per tracciare un bilancio di quattro anni di governo e volgere uno sguardo agli obiettivi futuri.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">I festeggiamenti di Fratelli D&#8217;Italia per il governo più longevo di sempre si sono conclusi la scorsa settimana a Bari. Non solo la celebrazione di una parte politica, ma anche un manifesto e una dichiarazione d&#8217;intenti in vista della prossima tornata elettorale.<em> </em></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><em>The Watcher Post </em>ha seguito l&#8217;evento di Bari sul campo, raccogliendo in video-interviste le impressioni e gli auspici di tanti esponenti politici dell&#8217;esecutivo e delle Camere: «Oggi la situazione geopolitica è molto complessa ma dalla nostra abbiamo l&#8217;autorevolezza di governo stabile e da questa partiamo», ha detto ai nostri microfoni il Presidente della Commissione politiche dell&#8217;Unione Europea Sen. <strong>Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata</strong>. Simile la sensibilità del ministro <strong>Guido Crosetto</strong>, mentre il ministro della Protezione Civile e delle politiche del Mare, <strong>Nello Musumeci</strong>, ha sottolineato che per continuare a far crescere l&#8217;economia marittima, strategica per l&#8217;Italia, e investire sulla sicurezza bisogna «allontanare i venti di guerra».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Bari, Festa nazionale FdI: Giulio Terzi di Sant&amp;apos;Agata: &quot;Stabilità, serietà e interesse nazionale&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/MDGJGaO0TnU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe title="Bari, Festa nazionale FdI, Crosetto: &quot;Momento senza eguali, facile parlare non avendo fatto nulla&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/PUJHqHX8VIE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe title="Bari, Festa FdI, Musumeci (ministro): Economia del mare è cresciuta, investire e scongiurare guerre" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ndrANVzAZF4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sul fronte interno al centro il lavoro e la famiglia. Temi su cui le ministre <strong>Eugenia Roccella</strong> e <strong>Marina Elvira Calderone</strong> fanno presente di voler continuare nel percorso intrapreso rispettando le basi poste. Il governo ha rimesso al centro la famiglia con gli interventi varati, incluso l&#8217;estensione del congedo parentale. E la nuova legge di bilancio dovrà servire a incasellare misure rafforzate per la crescita dei salari e per colmare il gap di competenze nelle aree più fragili. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A Bari erano presenti anche il presidente della Commissione Lavoro alla Camera <strong>Walter Rizzetto </strong>e il segretario della stessa Commissione <strong>Lorenzo Malagola</strong>. Rizzetto ha rassicurato sulle risorse che stanno per liberarsi dall&#8217;uscita dalla procedura d&#8217;infrazione europea, rimarcando la necessità di formare i nuovi lavoratori sull&#8217;uso dell&#8217;IA, allo stesso tempo proteggendo i posti di lavoro. Malagola si è detto sicuro che la nuova legge di bilancio farà proseguire il percorso intrapreso su crescita e occupazione.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Bari, Festa nazionale FdI, Roccella: &quot;La famiglia deve tornare una normalità per i cittadini&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/wiClmY16sKA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="Bari, Festa nazionale FdI, Calderone (Ministro lavoro): &quot;Lavoriamo per far crescere i salari&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/gtoIkCBy508?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="Bari, Festa nazionale FdI, Rizzetto (Presidente Commissione Lavoro Camera): &quot;Risorse da liberare&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/m2UsZF5PHPk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="Bari, Festa nazionale FdI, Malagola (Segretario Commissione Lavoro): &quot;Legge bilancio per continuare&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/hvzjiQ_IZxQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">«L&#8217;obiettivo è fare altri 1.413 giorni e alleggerire i cittadini», ha affermato <strong>Galeazzo Bignami</strong>, capogruppo di FdI alla Camera; la deputata di Fratelli D&#8217;Italia <strong>Eliana Longi</strong> ha rilanciato su sburocratizzazione e attrazione degli investimenti; il senatore <strong>Francesco Zaffini</strong>, presidente della Commissione Sanità, Lavoro e Affari Sociali, è stato schietto: «La prima tessera di partito l&#8217;ho fatta a 16 anni e mi rendo conto d&#8217;essere stato sempre dalla parte giusta. Avanti con la prima donna premier, il cui buon lavoro si è visto anche dai risparmi sugli interessi del debito pubblico».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Bari, Festa nazionale FdI, Zaffini (Senatore FdI): &quot;Bene risparmio su interessi debito pubblico&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/w1Q94NS2QVA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="Bari, Festa nazionale FdI, Longi (Deputata FdI): &quot;Continuare la strada attraendo investimenti&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/aIhRLc7su6U?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="Bari, Festa nazionale FdI, Bignami (Capogruppo Camera FdI): &quot;Obiettivo altri 1.413 giorni&quot;." width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/fF_2SBbz3-c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il capitolo delle riforme è stato affrontato da <strong>Guido Castelli</strong>, Senatore FdI e Commissario Straordinario per il sisma del 2016. Secondo Castelli il cambiamento climatico va affrontato puntando alla neutralità tecnologica senza aizzare il conflitto sociale. Dello stesso avviso il ministro dell&#8217;agricoltura <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, dettosi entusiasta dei risultati raggiunti, deciso sulla strada di provvedimenti ad hoc per tanti settori cruciali che determinano la competitività dell&#8217;Italia nel mondo.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Bari, Festa nazionale FdI, Castelli (Senatore FdI): &quot;Transizione senza conflitto e crescita&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/EYDanEiJCR8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="Festa nazionale FdI, Lollobrigida: &quot;Proseguire su sicurezza, legalità e sburocratizzazione&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/COr91xau4w8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Infine, della dimensione europea della politica di governo, hanno parlato l&#8217;eurodeputato di Fratelli D&#8217;Italia <strong>Carlo Fidanza</strong> e il ministro per gli Affari Europei <strong>Tommaso Foti</strong>. Fidanza ha ricordato che oggi in sede UE non è più solo l&#8217;Italia a palesare delle criticità economiche, che la transizione verde non deve essere penalizzante, ma soprattutto che ormai è l&#8217;Europa a seguire l&#8217;Italia sulle politiche migratorie. Il ministro Foti ha palesato la volontà di utilizzare tutti i Fondi di Coesione rimasti, ricordando i successi sullo spread e in generale sulla situazione finanziaria nazionale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Bari, Festa nazionale FdI, Foti (Ministro Affari Europei): &quot;Spendere tutti i Fondi di Coesione&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ElVcHovI5GQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Bari, Festa nazionale FdI, Fidanza (Europarlamentare FdI): &quot;Sull&amp;apos;immigrazione Bruxelles segue noi&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ZKg2tfURoX4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Riprese e montaggio di Rachele Maria Curti</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/governo-1-413-candeline-le-interviste-sul-campo-alla-festa-di-bari/">Governo, 1.413 candeline. Le interviste sul campo alla festa di Bari</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/politica/governo-1-413-candeline-le-interviste-sul-campo-alla-festa-di-bari/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Inquinamento, l’Onu: ogni dollaro investito nell’aria pulita genera 15 dollari di benefici</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/ambiente/inquinamento-atmosferico-report-unep-benefici-economici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 13:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=67486</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un report Unep-Ccac stima che ogni dollaro investito contro l’inquinamento atmosferico possa generare 15 dollari di benefici economici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/ambiente/inquinamento-atmosferico-report-unep-benefici-economici/">Inquinamento, l’Onu: ogni dollaro investito nell’aria pulita genera 15 dollari di benefici</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ridurre l’inquinamento atmosferico non rappresenta soltanto un obiettivo sanitario e ambientale, ma può trasformarsi in un investimento con ritorni economici molto elevati. Secondo un rapporto pubblicato il 7 settembre dal <strong>Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep)</strong> e dalla <strong>Coalizione per il Clima e l’Aria Pulita (Ccac)</strong>, ogni dollaro destinato a un pacchetto di 25 interventi integrati potrebbe produrre circa <strong>15 dollari di benefici complessivi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto invita così a considerare l’aria pulita anche come un asset economico e una questione di politica finanziaria. Gli interventi presi in esame comprendono il passaggio alle fonti rinnovabili, la riduzione delle emissioni nel comparto oil &amp; gas, controlli post-combustione più incisivi per industrie e centrali, il miglioramento dell’efficienza energetica e standard più severi sulle emissioni dei veicoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fronte di un investimento stimato attorno allo <strong>0,7% del Pil mondiale nel prossimo decennio</strong>, destinato a scendere allo <strong>0,5% entro il 2100</strong>, i benefici generati dalle misure raggiungerebbero un valore equivalente al <strong>2,8% del Pil globale entro il 2035</strong>, al <strong>4,5% nel 2050</strong> e all’<strong>11,4% entro la fine del secolo</strong>. Il rapporto mette questi costi a confronto con quelli sostenuti attualmente dai governi per i sussidi ai combustibili fossili, indicati nel <strong>2,18% del Pil globale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il peso dell’inquinamento sulla salute e sull’economia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una parte rilevante dei ritorni economici deriva dagli effetti sulla salute. La tesi è che considerare la sanità soltanto come una voce di spesa pubblica impedisca di cogliere il valore economico della salute della popolazione e dei lavoratori. L’inquinamento, al contrario, riduce il capitale umano e la capacità produttiva, generando contemporaneamente maggiori costi sanitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>2025</strong>, secondo i dati riportati, l’inquinamento atmosferico avrebbe causato <strong>6,4 milioni di morti premature legate all’esposizione all’aperto</strong> e altri <strong>2 milioni di decessi dovuti all’inquinamento negli ambienti domestici</strong>. Tra le vittime figurano <strong>300mila bambini sotto i cinque anni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’applicazione delle 25 soluzioni individuate permetterebbe, nell’orizzonte considerato dal rapporto, di evitare <strong>144 milioni di morti premature</strong>. A queste si aggiungerebbe una forte riduzione dell’incidenza di numerose patologie: <strong>62 milioni di casi di asma infantile, 87 milioni di infarti, 45 milioni di ictus, 63 milioni di casi di broncopneumopatia cronica ostruttiva, 56 milioni di casi di diabete di tipo 2, 36 milioni di demenza e 7 milioni di tumori polmonari</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aria pulita e clima, una strategia comune</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La riduzione delle emissioni viene inoltre collegata direttamente alla lotta al cambiamento climatico, poiché i due fenomeni condividono alcune delle principali sorgenti emissive, a partire dai combustibili fossili. Di fronte a un superamento della soglia di <strong>1,5 gradi</strong> considerato ormai inevitabile nello scenario descritto, l’approccio integrato servirebbe sia a contenere il picco del riscaldamento sia a ridurne la durata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le stime riportate, il pacchetto di interventi consentirebbe di evitare <strong>0,34 gradi di riscaldamento entro il 2050</strong> e un ulteriore incremento di <strong>1,4 gradi entro il 2100</strong>. L’effetto si estenderebbe all’innalzamento del livello dei mari, che verrebbe contenuto da <strong>un metro a 0,8 metri</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli effetti economici riguarderebbero anche l’agricoltura. La riduzione delle emissioni di metano permetterebbe di evitare la perdita di <strong>26 milioni di tonnellate di raccolti</strong>, contribuendo a contenere le pressioni sui prezzi alimentari e a tutelare le bilance commerciali agricole. Entro il 2100, inoltre, il raffreddamento prodotto dalle misure consentirebbe di evitare circa <strong>600mila decessi all’anno</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un ritardo di otto anni può dimezzare i risultati</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il principale ostacolo non sarebbe dunque la mancanza di soluzioni disponibili, quanto la difficoltà di metterle in pratica. Il rapporto individua barriere nella frammentazione delle competenze, nello scarso coordinamento tra ministeri e nella limitata capacità amministrativa, alle quali si sommano vincoli finanziari, tecnici e sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’effetto combinato di questi fattori rischia di produrre un <strong>ritardo medio di circa otto anni</strong> nell&#8217;attuazione degli interventi. Ogni anno perso comporterebbe oltre <strong>1.500 miliardi di dollari di benefici economici e sanitari cumulativi non recuperabili</strong> e, secondo le stime, potrebbe portare a dimezzare il potenziale di riduzione delle emissioni raggiungibile entro il 2035.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per evitare questo scenario, Unep e Ccac indicano cinque direttrici: inserire gli obiettivi per aria e clima nei programmi nazionali di crescita e nelle politiche di bilancio; rafforzare le capacità istituzionali; privilegiare gli interventi rapidamente attuabili e ad alto rendimento, come il controllo delle emissioni di metano e il <em>clean cooking</em>; orientare maggiormente la cooperazione internazionale e i capitali verso i Paesi in via di sviluppo; potenziare infine le reti per la raccolta e il monitoraggio dei dati.</p>
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		<title>Italia in missione in Argentina e Brasile: oltre 1.300 incontri tra imprese nel Mercosur</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 13:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercosur, semaforo verde. Circa cento imprese italiane in Argentina e Brasile per oltre 1.300 incontri B2B.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Oltre <strong>1.300 incontri B2B</strong> per mettere in contatto circa cento imprese italiane con potenziali partner del Mercosur. Parte da <strong>Buenos Aires</strong>, per poi proseguire a <strong>San Paolo</strong>, la missione imprenditoriale promossa da <strong>Confindustria e Ice</strong>, che punta a rafforzare la presenza delle aziende italiane in Argentina e Brasile dopo l’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A illustrare obiettivi e dimensioni dell’iniziativa è stato il direttore generale dell’Ice, <strong>Lorenzo Galanti</strong>, presentando la tappa argentina. L’Italia, ha sottolineato, è il primo Paese europeo a organizzare un’ampia missione di sistema dopo l’accordo Ue-Mercosur, nel tentativo di muoversi rapidamente nella nuova fase dei rapporti economici con l’America Latina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Siamo stati tempestivi, grazie alla visione del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, nel cominciare a riposizionarci in questa nuova fase, in questa nuova stagione che si apre», ha spiegato Galanti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalle esportazioni all’ingresso nelle filiere</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La missione non punta soltanto ad aumentare le esportazioni italiane verso l’area. La strategia indicata dall’Ice è più ampia: rafforzare il posizionamento delle aziende nelle filiere produttive locali, partecipare alle gare e intercettare i progetti legati allo sviluppo delle infrastrutture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Argentina rappresenta in questo senso uno dei mercati sui quali si concentrano le aspettative. Secondo Galanti, le opportunità sono legate allo sviluppo del <strong>settore energetico</strong>, alle riforme e al processo di stabilizzazione dell’economia, oltre naturalmente alle prospettive aperte dall’accordo tra Bruxelles e il Mercosur.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’obiettivo non è semplicemente quello di esportare di più. L’obiettivo è entrare nelle filiere, partecipare alle gare e allo sviluppo infrastrutturale di questo Paese. È un obiettivo molto ambizioso», ha sottolineato il direttore generale dell’Ice.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il sistema Italia tra governo, imprese e istituzioni finanziarie</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La delegazione vuole presentarsi in Argentina e Brasile con una presenza coordinata dell’intero sistema economico italiano. Alla missione partecipano infatti il governo, con i ministri <strong>Antonio Tajani e Giuseppe Valditara</strong>, le istituzioni e le imprese, insieme a <strong>Sace, Simest, Cdp</strong>, sistema camerale e associazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Galanti si tratta di «un segnale forte» dell’attenzione italiana verso le possibilità offerte dai due mercati sudamericani. La presenza congiunta dei diversi attori dovrebbe consentire alle imprese non soltanto di individuare controparti commerciali, ma anche di costruire rapporti più strutturati nei mercati locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questo il significato attribuito agli oltre 1.300 incontri programmati tra le aziende italiane e i potenziali partner dell’area. La missione, secondo il direttore generale dell’Ice, rappresenta infatti il risultato di un percorso già avviato, ma dovrebbe contemporaneamente segnare l’inizio di una «fase due» e di un «cambio di passo» nei rapporti economici italiani con Argentina, Brasile e, più in generale, con il Mercosur.</p>
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		<title>Istruzione, Italia nelle retrovie in Europa: spesa al 4,3% del Pil e pochi laureati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 09:01:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia investe nell’istruzione il 4,3% del Pil, sotto la media europea. Pesano il basso numero di laureati e le difficoltà nei test Pisa.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’Italia continua a investire nell’istruzione meno della media europea, mentre alla carenza di risorse si affiancano una quota di giovani laureati tra le più basse dell’Unione e difficoltà sul fronte delle competenze. A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, l&#8217;economista Veronica De Romanis su <em>La Stampa</em> mette insieme i dati sulla spesa pubblica e quelli relativi al capitale umano del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema assume un peso particolare alla luce delle prospettive demografiche. I giovani rappresentano ormai una minoranza della popolazione e, soprattutto rispetto al voto, hanno un peso inferiore alle altre fasce d’età. Allo stesso tempo, nei prossimi venticinque anni milioni di persone in età lavorativa andranno in pensione. In un Paese destinato ad avere meno lavoratori, investire sul capitale umano delle nuove generazioni diventa quindi una necessità, non una scelta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La spesa italiana si ferma al 4,3% del Pil</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli ultimi dati disponibili, relativi al <strong>2023</strong>, l’Italia destina all’istruzione il <strong>4,3% del Pil</strong>, contro una media europea del <strong>4,7%</strong>. La distanza aumenta nel confronto con i Paesi che investono maggiormente: la Svezia arriva al <strong>7%</strong>, mentre Francia e Germania raggiungono rispettivamente il <strong>5,2% e il 4,8%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le altre grandi economie europee, la <strong>Spagna spende il 4,3% del Pil</strong>, mentre il <strong>Portogallo supera il 4,5%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritardo italiano emerge ancora più chiaramente considerando quanto pesa l’istruzione sull’intera spesa pubblica. Nel nostro Paese la quota è pari al <strong>7,3%</strong>, rispetto all’<strong>8,1% della media europea</strong>. In Germania raggiunge il 9,4%, in Spagna il 9,2% e in Grecia l’8,1%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024 si è però registrata un’inversione di tendenza. Secondo le stime preliminari, la quota italiana dovrebbe attestarsi <strong>attorno all’8% della spesa pubblica complessiva</strong>. L’aumento sarebbe riconducibile alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e alle maggiori spese per il personale legate ai rinnovi contrattuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il recupero non sarebbe comunque sufficiente per tornare ai livelli precedenti alla pandemia: nel <strong>2019 i fondi per la scuola rappresentavano l’8,2% della spesa complessiva</strong>. Inoltre, una parte dell’aumento recente è legata a fattori temporanei, con il rischio che l’incidenza dell’istruzione torni a diminuire una volta esauriti i loro effetti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Solo il 31,1% dei giovani ha un titolo universitario</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il nodo delle risorse si accompagna a quello del livello di istruzione. Tra i <strong>25 e i 34 anni</strong>, soltanto il <strong>31,1% degli italiani possiede un titolo universitario</strong>, contro una media dell’Unione europea del <strong>44,8%</strong>. Nell’Ue soltanto la Romania registra un risultato peggiore, con il <strong>23,2%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato si inserisce proprio nel problema demografico: con milioni di lavoratori destinati ad andare in pensione nei prossimi venticinque anni e generazioni più giovani numericamente meno consistenti, la formazione diventa uno degli strumenti per aumentare qualità e produttività del capitale umano disponibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le difficoltà degli studenti nei test Pisa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore elemento riguarda le competenze effettivamente acquisite. I <strong>test Pisa</strong>, le prove standardizzate utilizzate per misurare le competenze degli studenti in italiano, matematica e inglese, restituiscono un quadro problematico: in Italia <strong>appena uno studente su due comprende davvero ciò che legge o è in grado di svolgere operazioni di base</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’arretramento, inoltre, non riguarda tutti allo stesso modo. Le difficoltà si concentrano maggiormente nelle classi sociali inferiori e, in particolare, tra i maturandi, facendo emergere anche una questione di disuguaglianza nell’accesso a un’istruzione efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da tempo, nelle raccomandazioni annuali l’Europa invita gli Stati ad aumentare gli investimenti nel capitale umano. Un obiettivo che assume un peso ancora maggiore in un’economia sempre più anziana, chiamata a puntare su una formazione di qualità e sulla capacità di valorizzare i talenti disponibili.</p>
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		<item>
		<title>AfD, da partito anti-euro a forza radicale: cos’è e cosa vuole Alternative für Deutschland</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/afd-elezioni-regionali-vittoria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 09:11:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’euroscetticismo alla destra radicale: storia e programma dell’AfD, il partito tedesco cresciuto fino a contendere il primato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il risultato ottenuto in <strong>Sassonia-Anhalt</strong> certifica un passaggio importante nella storia di Alternative für Deutschland. A poco più di tredici anni dalla sua fondazione, l’AfD non può più essere considerata soltanto una forza di protesta né un partito relegato ai margini del sistema politico tedesco. In una parte consistente della Germania è ormai in grado di contendere alla <strong>Cdu</strong> il ruolo di principale riferimento politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita elettorale è arrivata al termine di una trasformazione profonda. Nata nel 2013 attorno alla contestazione della gestione europea della crisi del debito, Alternative für Deutschland ha progressivamente spostato il proprio baricentro fino a diventare una formazione <strong>nazional-conservatrice radicale</strong>, nella quale immigrazione, identità nazionale, sicurezza e opposizione al multiculturalismo hanno assunto un peso centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le posizioni sull’immigrazione rappresentano però soltanto una parte del progetto politico dell’AfD. Il programma approvato in vista delle elezioni federali del 2025 delinea infatti una piattaforma che investe anche il rapporto della Germania con l’Unione europea e con l’euro, l’energia, le politiche climatiche, il welfare, la famiglia e la politica estera, compresi i rapporti con la Russia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un quadro ulteriormente articolato dal <strong>manifesto di Magdeburgo</strong>, approvato ad aprile: un documento di 156 pagine, suddiviso in 16 capitoli e 302 misure, nel quale trovano spazio anche codici e temi culturali legati alla storia nazista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le origini nella crisi dell’eurozona</strong><br>Quando nasce, nel 2013, l’AfD presenta caratteristiche molto diverse da quelle che ne definiscono oggi l’identità. La Germania e l’Europa sono ancora immerse nella crisi dell’eurozona e il nucleo originario del partito è composto soprattutto da <strong>economisti e conservatori</strong> contrari alla gestione europea della crisi del debito e ai salvataggi finanziari destinati ai Paesi in difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È dunque l’euroscetticismo a rappresentare inizialmente il principale collante politico. Con il passare degli anni, tuttavia, la questione europea rimane nell’agenda mentre cambiano le priorità attorno alle quali Alternative für Deutschland costruisce il proprio consenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>immigrazione</strong> acquista un ruolo sempre più rilevante insieme alla sicurezza, alla difesa dell’identità nazionale e alla contestazione del multiculturalismo. Il partito assume così un profilo nel quale convivono nazionalismo economico, conservatorismo sociale, euroscetticismo e una linea particolarmente dura in materia migratoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato della Sassonia-Anhalt assume quindi un significato che va oltre il dato elettorale regionale. Mostra quanto sia cambiata la posizione dell’AfD nel sistema politico tedesco rispetto alle sue origini: da formazione nata essenzialmente contro la gestione dell’euro a forza radicale con un programma esteso ai principali dossier politici, economici e sociali del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le ragioni profonde della vittoria</strong><br>La vittoria non consente automaticamente di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. I partiti sconfitti, dai democristiani della Cdu passando ai socialisti Spd fino ai liberali, hanno detto che si coalizzeranno affinché AfD non riesca a formare il suo esecutivo. <strong>Quello che succede in Germania, ad ogni modo, non va letto solamente come il colpo di reni della parte sociale più svantaggiata</strong>, per quanto questo sia un elemento, ma ulteriormente come il sintomo che un certo modello di sviluppo teutonico sta implodendo e è già imploso. <strong>Era il modello di sviluppo dell&#8217;era Merkel</strong>. Con politiche economiche centriste, attente al contenimento del costo del lavoro, compensato dalla crescita, nonostante l&#8217;alta produttività permettesse un&#8217;espansione salariale; perno tutto sulle esportazioni, capaci di generare surplus di conto corrente da centinaia di miliardi; energia a basso costo dalla Russia; posizione egemonica ai tavoli europei. Oggi la crescita attraverso la domanda estera è messa in discussione dalla frenata della Cina e dal mutamento radicale dei rapporti con Mosca, il Nord Stream 2 è solo un ricordo e, per giunta, Berlino ha deciso di rinunciare definitivamente alle centrali nucleari. Una serie di dinamiche che fanno interrogare ampie fette di popolazione sull&#8217;efficacia della traiettoria nazionale, ora che anche lì è arrivata la recessione. L&#8217;immigrazione sembra quindi un fenomeno molto più fastidioso da sopportare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;ondata nera in Europa</strong><br>La Germania non è l&#8217;unico Paese dove cresce il consenso nei confronti delle compagini conservatrici. In Francia nelle scorse elezioni nazionali il partito di Marine Le Pen è andato vicino a prendersi la guida del Paese, fermato solo al ballottaggio. E l&#8217;influenza della leader di RN non sembra essere scemato neppure dopo il caso dei finanziamenti pubblici al partito usati in modo improprio. Parigi infatti soffre oggi un declino economico, il debito pubblico ha superato il 100% del pil e la popolazione non vuole accettare i sacrifici che spesso vengono decisi in situazioni di stagnazione, nell&#8217;ambito delle pensioni e dei contratti di lavoro. Il riformismo di Macron non ha la vita facile che ebbe quello italiano ai tempi di Monti, Letta e Renzi, e la sinistra radicale di Melenchon, per molti accolta come alternativa, attrae ma non sfonda, salvo poi accettare i compromessi per bloccare l&#8217;avanzata della destra sociale. L&#8217;Italia, invece, ha sdoganato il potere politico della destra, che ora ha paura di essere sorpassata&#8230; a destra, da Futuro Nazionale di Vannacci. A Madrid, invece, sembra ancora reggere il governo di Sanchez che, con luci ed ombre, ha comunque inanellato riforme nella direzione del sostegno ai salari e al welfare. In estrema sintesi, il contesto politico-sociale dei più importanti Paesi dell&#8217;UE. I cui sobbollimenti, resta da vedere se produrranno realmente degli effetti tangibili all&#8217;impalcatura giuridico-economica di Bruxelles. Che fin ora ha sempre mostrato una evidente resilienza.     </p>
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		<title>Bari, Meloni festeggia il governo più longevo e guarda al prossimo: «Noi insieme alle urne per le idee»</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/bari-meloni-festeggia-il-governo-piu-longevo-e-guarda-al-prossimo-noi-insieme-alle-urne-per-le-idee/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 18:51:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Bari è andata in scena la kermesse di Fratelli d'Italia per festeggiare il record di longevità del governo Meloni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/bari-meloni-festeggia-il-governo-piu-longevo-e-guarda-al-prossimo-noi-insieme-alle-urne-per-le-idee/">Bari, Meloni festeggia il governo più longevo e guarda al prossimo: «Noi insieme alle urne per le idee»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A&nbsp;Bari&nbsp;è andata in scena la kermesse di&nbsp;Fratelli&nbsp;d&#8217;Italia&nbsp;per festeggiare il record di longevità del governo Meloni. Presente, nel porto del capoluogo pugliese, lo &#8220;stato maggiore&#8221; di Fdi, con la squadra dei ministri al completo. A presentare l&#8217;evento è <strong>Marcello Gemmato</strong>, coordinatore di Fdi in Puglia.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Dopo l&#8217;intervento (in videocollegamento) dei vicepremier Tajani e Salvini, è salita sul palco la premier, la quale ha ripercorso le tappe fondamentali della legislatura, sottolineando punti fermi e orizzonti. Perché è chiaro che <strong>Giorgia Meloni</strong> insegue il bis per continuare il progetto, ma anche mettendo in chiaro un aspetto politico: <strong>no a eventuali governi tecnici, anche se dovesse essere senza di noi</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La stagione delle nuove riforme, infatti, per Meloni non è archiviata e si dovrà perseguire. «La prima grande riforma», ha detto lei. è stata proprio la stabilità. Un dato che secondo la Presidente permette a un esecutivo di raggiungere i suoi obiettivi, ma anche «più tempo per essere giudicato». Il giudizio degli italiani è qualcosa da non sottovalutare, tuttavia Giorgia Meloni crede di poter <strong>mostrare all&#8217;elettorato che il centrodestra si coalizza sulle idee, le opposizioni invece solo per battere l&#8217;avversario</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;esecutivo, di fatto, oggi ha un consenso nei sondaggi più alto dell&#8217;inizio, prosegue il primo ministro, affermando che non si trova a Bari per festeggiare ma per testimoniare ancora il senso di responsabilità. A tratti, infatti, dal microfono sembrava di risentire il tono che aveva subito dopo aver vinto le elezioni. Non manca infatti un passaggio sulla legge elettorale da approvare, nella bozza un modello che il centrodestra sposa e ritiene funzionale a portare avanti l&#8217;attuale fase politica.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nel riavvolgere il nastro la presidente tocca quasi tutti i dossier: economia, immigrazione, sanità, famiglia, Europa. Su tutto, questo era prevedibile, il suo bilancio è positivo. Non si possono ad ogni modo ignorare i successi dell&#8217;export e dell&#8217;occupazione, ma i salari devono crescere, osserva lei. Soprattutto bisogna continuare a sostenere il Sud, allargando la Zes unica a tutto il territorio, una prospettiva su cui il PD è d&#8217;accordo e ciò fa ben sperare. Sulla sanità, invece, Meloni pensa a un nuovo Piano Sanitario da far entrare in vigore, che sia più adatto ai tempi. Un passaggio importante, anche quello sugli alloggi. Il recupero di almeno 60mila popolari e gli sgomberi restano priorità. Così come nuove misure per il caro carburanti. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Meloni ha anche posto l&#8217;accento sulla postura dell&#8217;Italia ai tavoli europei (sono stati presentati gli obiettivi per accedere alla decima rata del Pnrr). Ora a Bruxelles c&#8217;è rispetto e sull&#8217;immigrazione l&#8217;establishment ha sostanzialmente avallato le proposte di Fratelli D&#8217;Italia. Il futuro dipenderà dal comportamento degli italiani alle urne, tuttavia Meloni ci immagina anche il nucleare, per alleggerire costi energetici e dipendenza da altre nazioni.</p>
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