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	<title>Esteri - The Watcher Post</title>
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	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Aug 2026 10:40:46 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Iran: accordo, possibile un annuncio nelle prossime ore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 10:12:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C'è attesa per l'annuncio di un accordo tra Usa e Iran che, secondo Axios, potrebbe venire già oggi, anche se c'è diffidenza perché in passato analoghe attese sono andate deluse.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è attesa per l&#8217;annuncio di un accordo tra Usa e Iran che, secondo Axios, potrebbe venire già oggi, anche se c&#8217;è diffidenza perché in passato analoghe attese sono andate deluse. Il Wall Street Journal calcola che il presidente Donald Trump abbia annunciato per otto volte la fine della guerra, senza che sia mai successo davvero; e non si contano gli annunci d&#8217;avvio o di ripresa dei negoziati rimasti senza seguito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, il conflitto non è ancora finito e le trattative, che stavolta dovevano ricominciare lunedì, non sono formalmente riprese. Evidentemente si opera sotto traccia: Iran e Oman, i due Stati rivieraschi, sarebbero vicini a un accordo bilaterale sulla navigazione nello Stretto di Hormuz; ed i mediatori, tra cui Pakistan, Qatar ed Egitto, ritengono che un&#8217;intesa Usa – Iran sia a portata di mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fatto positivo è che da venerdì scorso 31 luglio, quando si temeva che l&#8217;Apocalisse a più riprese minacciata da Trump stesse per essere scatenata, non si combatte più; e che ci sono più vittime nell&#8217;area del conflitto. Nella Striscia di Gaza, invece, le operazioni letali dell&#8217;esercito israeliano hanno ripreso intensità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times scrive che il presidente Usa Donald Trump “è arrabbiato” perché non capisce come si muove la leaderhip iraniana, dove – secondo indiscrezioni d&#8217;intelligence di vari Paesi – ci sarebbero pure contrasti. Ma le voci di dimissioni, minacciate , del presidente Masoud Pezeshkian vengono recisamente smentite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre il NYT evidenzia il rischio che un accordo tra Usa e Iran “cementi il controllo” di Teheran sullo Stretto di Hormuz: “L&#8217;intesa consentirebbe al presidente Trump di affrontare il problema più urgente dai punti di vista politico ed economico,, la ripresa della navigazione lui, ma garanntirebbe all&#8217;Iran una posizione di forza e una leva strategica che non aveva prima della guerra”. Il giornale dedica un servizio “ai prigionieri dimenticati di questa guerra”, gli equipaggi delle navi bloccate da mesi, migliaia di lavoratori civili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn insiste sulla scarsità di missili e munizioni, il cui arsenale sarebbe stato impoverito all&#8217;80%: circostanza che condizionerebbe le decisioni militari degli Stati Uniti. L&#8217;affermazione ha suscitato una reazione furiosa del segretario alla Guerre Pete Hegseth. Secondo la tv &#8216;all news&#8217;, c&#8217;è un errore che Trump non ha fin qui fatto nel conflitto con l&#8217;Iran: spingere l&#8217;escalation militare oltre la capacità di controllarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, riferendosi all&#8217;annuncio fatto la scorsa settimana di un accordo per il disarmo di Hamas e il ritiro di Israele da Gaza, la Cnn titola: “La risposta di Israele sono il silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu e un week-end letale nella Striscia con decine di vittime”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wall Street Journal fa un focus sulla scelta fatta da Heghseth per il nuovo capo di Stato Maggiore delle forze armate degli Stati Uniti, il generale Christopher LaNeve, che secondo vari congressman ed analisti mancherebbe di un&#8217;adeguata esperienza come generale a quattro stelle.</p>
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		<title>Iran: niente attacco, c’è un accordo su Hormuz e nucleare, dice Trump; Teheran nega intesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:09:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un week-end sui campi da golf (suoi) del New Jersey porta consiglio a Donald Trump, che cancella – o, almeno, sospende - i piani d’attacco all’Iran e afferma che sono stati “concordati i parametri” d’un accordo con Teheran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-attacco-hormuz-trump-nucleare/">Iran: niente attacco, c’è un accordo su Hormuz e nucleare, dice Trump; Teheran nega intesa</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un week-end sui campi da golf (suoi) del New Jersey porta consiglio a Donald Trump, che cancella – o, almeno, sospende &#8211; i piani d’attacco all’Iran e afferma che sono stati “concordati i parametri” d’un accordo con Teheran, che smentisce. Venerdì, il presidente Usa aveva detto di stare &#8220;perdendo fiducia&#8221; nella possibilità di un’intesa e aveva minacciato di colpire l&#8217;Iran &#8220;molto duramente&#8221;, più duramente di quanto s’è mai visto dalla Seconda Guerra Mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, Trump, parlando sull&#8217;AirForceOne che lo riporta alla Casa Bianca, dice che con Teheran c&#8217;è &#8220;un accordo sulla riapertura di Hormuz&#8221; e che ci sarà “un patto sulla denuclearizzazione&#8221;: “Stiamo discutendo”, &#8220;si comincia lunedì pomeriggio&#8221;, aggiunge, contraddicendo in fondo se stesso – c’è l’intesa sul cercare un’intesa -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, stando alla stampa statunitense, e a dichiarazioni dello stesso Trump, un ruolo decisivo lo hanno avuto, in questi sviluppi, i Paesi mediatori, come Pakistan ed Egitto, e in particolare quelli del Golfo. Tra le affermazioni del presidente Usa e le smentite della leadership iraniana, che continua a sostenere che lo Stretto è chiuso, c’è di mezzo, infatti, una lunga telefonata tra Trump e Mohammed bin Salman, il principe ereditario saudita, che gli ha espresso i timori del suo Paese nella prospettiva di una recrudescenza e di un’escalation del conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando l’attacco di grande portata pareva imminente, Teheran aveva accusato gli Usa di &#8220;preparare una guerra che coinvolga tutta la regione&#8221; e aveva affermato d’essere “pronta a un conflitto totale”: “Abbiamo un piano per rispondere”. Le ambasciate Usa avevano diffuso ai cittadini statunitensi nell’area una nota d’allerta..</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fra i motivi dell’ennesimo dietro-front del magnate presidente, ci potrebbero pure essere la penuria di missili e munizioni denunciata dai vertici militari e una ipotizzata minaccia terroristica iraniana sul suolo Usa. Secondo fonti di stampa, il Pentagono non sarebbe in grado di garantire la protezione d’Israele da attacchi missilistici iraniani e dovrebbe dare la priorità alla difesa delle basi americane nella Regione, già letalmente colpite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, l’intelligence statunitense sospetta che l’Iran o gruppi filo-iraniani siano responsabili d’una serie di ciber-attacchi ai sistemi di distribuzione dell’acqua in Minnesota, Michigan e altri Stati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel fine settimana, sono infine emersi disaccordi con Israele sull’accordo per il disarmo di Hamas annunciato da Trump: Israele ha fatto sapere alla Casa Bianca di nutrire “serie preoccupazioni” sull’intesa e di subordinare al disarmo di Hamas il ritiro dalla Striscia di Gaza delle proprie forze (Hamas, invece, subordina il disarmo al ritiro degli israeliani).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione è resa più critica dal persistere di azioni letali dell’esercito israeliano a Gaza, dove domenica ci sono state una ventina di vittime, fra cui dei bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D’altra parte, l’Ap scrive che la leadership iraniana, che si mostra unita di fronte a Trump, è divisa sugli obiettivi da perseguire a medio e lungo termine: per l’agenzia, sono “inusuali” aperte rivalità al vertice della teocrazia iraniana che sarebbero anche conseguenza della mancanza di chiarezza sulla posizione, e pure sulle condizioni, della nuova guida suprema Mojtaba Khameney.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte di guerra ucraino, il fatto saliente nel fine settimana è stato l’attentato con vittime contro un ristorante di Mosca dove c’era un ricevimento con generali e ufficiali dell’aeronautica militare. Da segnalare che una petroliera della flotta ombra russa è stata abbordata nel Mediterraneo, al largo di Pantelleria, in acque internazionali, dalla marina militare italiana: la Thaon di Revel, ammiraglia dell’Operazione congiunta Eunavfor Med Irini, ha operato insieme a una nave greca e ad un aereo da pattugliamento polacco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli sviluppi internazionali si collocano, per il presidente Trump, sullo sfondo del voto di midterm, fra tre mesi esatti, il 3 novembre, in vista del quale il conflitto con l’Iran e l’andamento dell’economia, e in particolare dell’inflazione, pesano in negativo sulle possibilità dei repubblicani di conservare la maggioranza al Senato e alla Camera. Invece, secondo un sondaggio per conto dell’Ap, le politiche anti-migranti restano un punto a favore dell’Amministrazione Trump, nonostante le operazioni della polizia anti-migranti abbiano fatto a luglio o almeno tre vittime.</p>
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		<title>Iran: nuovo massiccio attacco israelo-americano imminente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 08:41:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo massiccio attacco di Stati Uniti e Israele contro infrastrutture energetiche iraniane è imminente e potrebbe scattare già nel fine settimana: questo il titolo...</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un nuovo massiccio attacco di Stati Uniti e Israele contro infrastrutture energetiche iraniane è imminente e potrebbe scattare già nel fine settimana: questo il titolo ricorrente su buona parte dei principali media Usa questa mattina, quando la guerra, scattata il 28 febbraio e che doveva durare &#8211; aveva assicurato Donald Trump &#8211; quattro o cinque settimane, entra nel suo sesto mese…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la Cbs, gli Usa e Israele stanno preparando una delle più pesanti campagne di bombardamenti dall&#8217;inizio del conflitto, con possibili attacchi nel fine settimana contro centrali elettriche, raffinerie e altre infrastrutture energetiche iraniane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente Usa non avrebbe però dato ancora l&#8217;ordine definitivo: alla Casa Bianca c’è chi manifesta perplessità e riluttanza alla nuova offensiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wall Street Journal titola: “Trump ordina nuovi attacchi contro l’Iran, Fonti Usa dicono che l’offensiva potrebbe iniziare nel fine settimana…”. Per Axios, “Trump sta valutando attacchi su obiettivi energetici iraniani nei prossimi giorni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo la Fox la vede al contrario: è l’Iran a minacciare le infrastrutture energetiche israeliane e gli interessi americani nella Regione; di qui l’idea di giocare d’anticipo contro Teheran. Secondo la tv ‘all news’ conservatrice, Trump sta perdendo fiducia in un accordo e s’è convinto che l’Iran menta al tavolo delle trattative. Resta, però, l’incognita della carenza di missili che imporrà al Pentagono una revisione strategica dopo la campagna iraniana.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn sintetizza in una frase l’atteggiamento del presidente Usa: “Vogliamo solo vincere”. Ma Trump sarebbe frustrato dall’andamento della guerra e dei negoziati e cerca una via d’uscita dal conflitto, mandando messaggi fra di loro contraddittori”. Per la tv, “I suoi alleati sono preoccupati che il conflitto ingolfi la presidenza e comprometta le chances dei repubblicani di uscire bene dalle elezioni di midterm”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Politico si concentra sulla minaccia degli Huthi, milizia sciita filo-iraniana yemenita, al principale hub energetico dell’Arabia saudita: “La maggiore struttura mondiale per il trattamento del petrolio diventa il nuovo punto focale nel conflitto iraniano, con potenziali conseguenze immediate sui mercati globali dell’energia e riflessi anche sulla competizione elettorale negli Stati Uniti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E mentre l’Arabia saudita lancia una ‘coalizione a difesa del Mar Rosso’, tenuto sotto scacco dagli Huthi, preoccupazioni per l’impatto dei sussulti di guerra sono pure espresse dalla Nuova Cina, l’agenzia di stampa cinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times torna sull’accordo per il disarmo di Hamas a Gaza, annunciato giovedì, ma ancora lungi dall’essere realizzato. Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarebbero di nuovo in contrasto sul piano, perché il presidente cerca di imporsi sul premier e “l’annuncio dell’intesa arriva in un momento già difficile nelle loro relazioni per la gestione della guerra all’Iran”. L’annuncio dell’accordo, altisonante da parte do Trump, è stato accolto dal silenzio israeliano e dai distinguo di Hamas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segnali di nervosismo di Trump sono venuti dalla riunione di ieri del governo – svoltasi in modo inconsueto a Camp David, la Casa Bianca dei fine settimana -. Incontrando i giornalisti, Trump, s’è scagliato contro i suoi “nemici politici”, prendendosela con senatori repubblicani, governatori democratici e i leader iraniani..</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisti del Washington Post segnalano che gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane hanno già causato gravi disagi alla popolazione civile e “ridotto in povertà milioni di persone”, per l’aumento dei costi dei generi di prima necessità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>L&#8217;Europa alla sfida dell&#8217;AI: via alla corsa per sette Gigafactory da oltre 30 miliardi</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/europa-ai-gigafactory-investitori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 10:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bruxelles prova a ritagliarsi uno spazio autonomo. La Commissione europea ha aperto la gara per realizzare fino a sette AI Gigafactories.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/europa-ai-gigafactory-investitori/">L’Europa alla sfida dell’AI: via alla corsa per sette Gigafactory da oltre 30 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Accelerare la corsa all’intelligenza artificiale come leva strategica della competizione globale. Farlo presto, farlo bene, investendo in risorse, capacità &#8211; non solo computazionale &#8211; e collaborazione tecnologica. È in questo contesto che Bruxelles prova a ritagliarsi uno spazio autonomo. La Commissione europea ha aperto la gara per realizzare fino a sette AI Gigafactories, una rete di infrastrutture di supercalcolo che punta a rafforzare la sovranità tecnologica del continente e a mobilitare oltre 30 miliardi di euro tra fondi pubblici e investimenti privati. La mossa europea si concretizza mentre il dibattito internazionale si concentra sempre più sul controllo della capacità di calcolo, considerata ormai la materia prima dell&#8217;intelligenza artificiale. Anche da parte dei grandi protagonisti del settore si moltiplicano gli appelli a rendere l&#8217;AI una risorsa diffusa e accessibile, non confinata a pochi.&nbsp; Se negli Stati Uniti il confronto ruota attorno alla necessità di mantenere il vantaggio competitivo sulla Cina e di democratizzare l&#8217;accesso ai modelli più avanzati, Pechino continua a costruire un ecosistema integrato fatto di chip, data center e piattaforme nazionali. L&#8217;Europa sceglie oggi una terza via: creare un&#8217;infrastruttura comune che permetta alle imprese, ai centri di ricerca e alle startup di sviluppare modelli di frontiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La call, pubblicata nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa InvestAI e gestita attraverso EuroHPC, mette sul tavolo 10 miliardi di euro di risorse pubbliche con l&#8217;obiettivo di attrarre almeno altri 20 miliardi di capitali privati. L&#8217;interesse degli Stati membri ha convinto Bruxelles ad ampliare il progetto iniziale, passando da cinque a sette gigafactory. Le candidature resteranno aperte fino al 12 novembre, mentre l&#8217;assegnazione è prevista nei primi mesi del 2027. Le AI Gigafactories saranno molto più di semplici data center. Ogni struttura dovrà integrare decine di migliaia di processori di ultima generazione, sistemi cloud, reti ad alta velocità e software dedicati all&#8217;addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. L&#8217;obiettivo dichiarato è superare la soglia dei 100 mila acceleratori per sito, una capacità circa quattro volte superiore a quella delle attuali AI Factory europee. Una volta operative, le nuove infrastrutture andranno ad affiancare le 19 AI Factory già distribuite nel continente, aumentando in modo significativo la potenza di calcolo disponibile per l&#8217;ecosistema europeo. La Commissione punta a coinvolgere consorzi composti da fornitori di tecnologia, operatori cloud, investitori e soggetti pubblici. Tra i primi partner industriali figurano anche produttori di semiconduttori che hanno già sottoscritto lettere d&#8217;intenti per sostenere i futuri progetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partita, tuttavia, non riguarda soltanto la disponibilità di potenza di calcolo. Bruxelles vuole evitare che l&#8217;Europa rimanga un semplice mercato di consumo dell&#8217;intelligenza artificiale. Le Gigafactories dovranno infatti consentire a startup, università, centri di ricerca e imprese industriali di accedere a infrastrutture abbassando la barriera d&#8217;ingresso nello sviluppo dei modelli più avanzati. Resta però aperta la sfida più complessa. L&#8217;Europa continua a dipendere in larga misura da tecnologie e componenti prodotti fuori dai propri confini, a partire dai chip più avanzati, e deve fare i conti con costi energetici sensibilmente superiori rispetto a Stati Uniti e Cina. La costruzione delle Gigafactories rappresenta quindi un investimento infrastrutturale, ma anche una scommessa politica: dimostrare che è possibile coniugare competitività, autonomia strategica e un modello di intelligenza artificiale aperto, sicuro e accessibile. In un momento in cui la competizione globale si misura sempre più sulla disponibilità di calcolo, la vera posta in gioco non è soltanto costruire i computer più potenti, ma decidere chi potrà utilizzarli. Ed è proprio su questo terreno che l&#8217;Europa prova a rilanciare la propria idea di un&#8217;intelligenza artificiale per tutti, fondata su infrastrutture condivise e regole comuni. La sfida è audace e già avviata. Come ogni grande impresa, azione, visione, metodo e cooperazione tra Stati ne caratterizzeranno il traguardo: il futuro della tecnologia europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/europa-ai-gigafactory-investitori/">L&#8217;Europa alla sfida dell&#8217;AI: via alla corsa per sette Gigafactory da oltre 30 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Tra Roma e Dublino si rafforzano le filiere, gli investimenti e la cooperazione industriale. La strategia di Valentini</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/tra-roma-e-dublino-si-rafforzano-le-filiere-gli-investimenti-e-la-cooperazione-industriale-la-strategia-di-valentini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 11:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista) Il memorandum firmato a Roma tra il sistema camerale italiano all’estero e la rappresentanza dell’industria irlandese segna...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/tra-roma-e-dublino-si-rafforzano-le-filiere-gli-investimenti-e-la-cooperazione-industriale-la-strategia-di-valentini/">Tra Roma e Dublino si rafforzano le filiere, gli investimenti e la cooperazione industriale. La strategia di Valentini</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il memorandum firmato a Roma tra il sistema camerale italiano all’estero e la rappresentanza dell’industria irlandese segna un passaggio che va oltre il valore formale dell’intesa. È il risultato di un lavoro avviato mesi fa dal viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, che già nel marzo 2025, durante una missione a Dublino, aveva posto le basi politiche e operative per costruire un rapporto più strutturato tra i due sistemi produttivi. L’obiettivo è trasformare una relazione economica già solida in una piattaforma stabile di collaborazione, capace di sostenere le imprese nei mercati europei e internazionali e di creare nuove occasioni per il Made in Italy. «Abbiamo costruito un ponte formale», ha spiegato Valentini, indicando nella rete delle Camere di Commercio italiane all’estero, presente in 64 Paesi, uno strumento decisivo per accompagnare le aziende e facilitare connessioni commerciali, industriali e istituzionali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto centrale dell’accordo è proprio questo: rafforzare la capacità di produrre e commerciare sia all’interno sia fuori dall’Unione europea, mettere in relazione competenze produttive, capacità di esportazione e reti di impresa, in una fase in cui la competitività europea dipende sempre più dalla possibilità di aggregare filiere, investimenti e tecnologie. Irlanda e Italia partono da strutture economiche differenti, ma proprio per questo potenzialmente complementari. Il memorandum prova a saldare queste due dimensioni, aprendo uno spazio di cooperazione che, nelle intenzioni del viceministro, dovrà essere riempito da progetti concreti. Valentini individua innanzitutto nelle infrastrutture uno dei terreni più promettenti. L’Irlanda ha bisogno di rafforzare collegamenti, reti e capacità logistiche, mentre le imprese italiane possono offrire esperienza nella progettazione, nella costruzione e nella gestione di opere complesse. Un secondo asse riguarda le energie rinnovabili, settore nel quale la domanda irlandese può incontrare tecnologie, fornitori e competenze sviluppate dal sistema industriale italiano. La collaborazione può estendersi anche alla sanità, al benessere e ai servizi legati all’invecchiamento della popolazione. «Dobbiamo aggiungere anni alla vita e vita agli anni», ha sottolineato il viceministro, richiamando il patrimonio di conoscenze che i due Paesi possono mettere in comune nella cura e nell’assistenza di lungo periodo. Ma la dimensione più strategica è forse quella delle infrastrutture digitali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Irlanda si trova al centro di una rete di cavi sottomarini essenziale per il traffico dei dati e per il funzionamento della nuova economia. L’Italia, secondo Valentini, può contribuire non soltanto alla loro installazione, ma anche alla protezione di queste infrastrutture critiche. È un ambito in cui politica industriale, sicurezza economica e autonomia strategica europea si sovrappongono. La presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea può offrire una cornice favorevole, ma per Valentini rappresenta soprattutto un punto di partenza. La scommessa è rendere stabile il dialogo tra Roma e Dublino, trasformando il memorandum in un moltiplicatore di investimenti, scambi e collaborazioni industriali. Dopo mesi di lavoro diplomatico ed economico, la firma apre dunque una fase nuova: non un’intesa celebrativa, ma un’infrastruttura di relazioni destinata a misurarsi sulla capacità di generare opportunità concrete per le imprese dei due Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/tra-roma-e-dublino-si-rafforzano-le-filiere-gli-investimenti-e-la-cooperazione-industriale-la-strategia-di-valentini/">Tra Roma e Dublino si rafforzano le filiere, gli investimenti e la cooperazione industriale. La strategia di Valentini</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Iran: Usa rispondono ad attacchi, conflitto si allarga; per il Congresso, estate calda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul New York Times, una cartina mostra l’intreccio di azioni belliche delle ultime 24 ore, dopo che per cinque giorni le armi avevano taciuto: l’attacco iraniano contro basi americane nella Regione, specie in Giordania.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">C’è stata la reazione degli Stati Uniti, annunciata dal presidente Donald Trump, dopo gli attacchi dell’Iran contro basi americane, andati a vuoto la scorsa notte: con missili e bombe, sono stati colpiti – annuncia il Comando Centrale – decine di obiettivi delle Guardie della Rivoluzione iraniane – non si ha un bilancio delle vittime e dei danni -. Le fonti Usa definiscono le operazioni “una potente risposta” alla provocazione iraniana del giorno prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella notte, in Ucraina, la capitale Kiev e numerose altre località sono state sotto attacco – ci sono vittime civili -: il presidente Volodymyr Zelensky aveva messo in guardia contro una massiccia offensiva russa, in coincidenza con l’avanzare, nel Congresso di Washington, di misure anti-russe.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Usa: un’estate fitta di temi caldi</strong><br>Le cronache americane sono però dense pure di vicende interne, a partire dalla decisione della Fed, la banca centrale degli Stati Uniti, di lasciare invariato il costo del denaro, che oscilla tra i 3,50 e 3,75%: una scelta che appare un compromesso tra le sollecitazioni di Trump ad abbassarlo e l’impulso da economisti ad aumentarlo per contenere l’inflazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il Senato rinvia il voto di conferma, che doveva esserci oggi, della nomina di Todd Blanche, un avvocato personale del presidente Trump, a segretario alla Giustizia: due senatori repubblicani minacciano di votargli contro perché si rifiuta d’impegnarsi a fare saltare l’accordo ‘pro Trump e famiglia’ raggiunto con l’Agenzia delle Entrate con una querela temeraria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Senato ha invece approvato la nomina di Jay Clayton a direttore dell’intelligence nazionale: scelta meno controversa di molte altre, ma su cui era stato lo stesso Trump, a un certo punto, a frenare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fronte immigrazione, l’Amministrazione Trump ha avviato nuove strette. E, infine, c’è la vicenda di Anthony Fauci, l’immunologo che guidò negli Usa la lotta anti-Covid, spesso in contrasto con il negazionismo di fondo di Trump e di parte dei Maga: oggi, è costretto a difendersi da rigurgiti nel Congresso di ‘no vax’ e di complottisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Iran: la mappa dell’allargamento del conflitto<br></strong>Sul New York Times, una cartina mostra l’intreccio di azioni belliche delle ultime 24 ore, dopo che per cinque giorni le armi avevano taciuto: l’attacco iraniano contro basi americane nella Regione, specie in Giordania; le risposte statunitensi; l’azione congiunta Stati Uniti – Arabia saudita, la notte tra martedì e mercoledì, contro milizie sciite filo-iraniane in Iraq – il bilancio supera i venti morti, fra cui sei ‘consiglieri’ iraniani -;&nbsp; l’attacco a una petroliera saudita da parte degli Huthi all’ingresso nel Mar Rosso e le esplosioni e gli incendi a bordo di due petroliere &#8211; una americana &#8211; apparentemente colpite da droni all’ingresso da nord del Canale di Suez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il giornale, “i combattimenti si riaccendono in tutta la Regione” e Trump di trova di fronte “un Iran più determinato man mano che il conflitto s’allarga”. La discesa in campo, riluttante, dell’Arabia saudita viene spiegata con attacchi delle milizie sciite contro installazioni petrolifere saudite. Il Wall Street Journal sostiene che i vertici militari statunitensi hanno un piano d’escalation dei combattimenti per le prossime due settimane, ma non è chiaro che cosa possa avvenire dopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump s’impegna “a colpire duro”, ma restano le incognite sull’adeguatezza degli arsenali di missili anti-missili statunitensi.</p>
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		<title>Iran: lanci di missili incrociati a sorpresa, dopo che Trump riceve Netanyahu e Zelensky</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tiri di missili incrociati nella notte, che coinvolgono Usa e Iran, ma anche Arabia Saudita e Iraq, rompono una mini tregua di cinque giorni in Medio Oriente, dopo una giornata segnata, invece, dagli intrecci diplomatici nello Studio Ovale.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tiri di missili incrociati nella notte, che coinvolgono Usa e Iran, ma anche Arabia Saudita e Iraq, rompono una mini tregua di cinque giorni in Medio Oriente, dopo una giornata segnata, invece, dagli intrecci diplomatici nello Studio Ovale: Donald Trump riceve prima il presidente ucraino Volodymir Zelensky e poi il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Incontri a porte chiuse, definiti dalla Casa Bianca “positivi e costruttivi”: più anodini di così non si può.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella ricostruzione del Central Command degli Stati Uniti, che sovrintende alle operazioni contro l’Iran e in tutto il Medio Oriente, a riaprire le ostilità sono stati gli iraniani, con attacchi a sorpresa contro presenze militari americane nell’area, in particolare una base in Giordania già presa di mira nei giorni scorsi – missili e droni sarebbero stati tutti intercettati -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguire, le forze statunitensi, con il concorso per la prima volta dell’Arabia saudita, hanno colpito postazioni di milizie sciite filo-iraniane in Iraq, che nei giorni scorsi avevano lanciato attacchi contro truppe americane e – ancora ieri &#8211; contro installazioni petrolifere saudite nell’Est del Regno. Nelle azioni congiunte, almeno 10 membri delle Forze di Mobilitazione popolare sono stati uccisi &#8220;in diverse province, con l&#8217;attacco più letale nella provincia di Ninive&#8221;; i feriti sono numerosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bilancio delle vittime, attribuito dalla Afp a fonti delle milizie, è provvisorio. Il Comando centrale parla di “multipli siti terroristici logistici e operativi colpiti nell’Iraq orientale”, da dove erano stati lanciati negli ultimi giorni oltre 30 droni su indicazione dei Guardiani della Rivoluzione iraniani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I fermenti di guerra si manifestano mentre i mediatori stanno cercando di riportare le parti al tavolo dei negoziati. L’Iran avrebbe ieri respinto un’ipotesi d’intesa con l’Oman sul controllo dello Stretto di Hormuz</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trump – Netanyahu: un incontro ‘riparatore’ – o un esercizio di maquillage &#8211;<br></strong>L’inattesa rapida successione di episodi bellici notturni &#8211; la Cnn parla si un sussulto di escalation e segnala il rischio di allargamento del conflitto &#8211; fa passare in secondo piano gli incontri svoltisi ieri a Washington, in coincidenza con le onoranze funebri al senatore Lindsey Graham, un sostenitore dell’amicizia Usa &#8211; Israele e uno dei pochi repubblicani al fianco dell’Ucraina nella resistenza all’invasione russa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente Trump e il premier Netanyahu hanno avuto nelle ultime settimane momenti di frizione sugli sviluppi della guerra all’Iran, sul Libano – dove l’esercito israeliano mantiene la sua presenza nel Sud – e sulle tensioni in CisGiordania, dove le bravate di coloni a danno dei palestinesi godono della condiscendenza israeliana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l’incontro, Netanyahu, intervistato dalla Fox, è stato estremamente positivo e insolitamente malleabile: &#8220;È stato fantastico. È stato uno dei migliori incontri che abbiamo mai avuto&#8221;, ha detto. &#8220;I nostri critici, che stavano cercando di trovare crepe nella nostra alleanza, hanno trovato un muro di granito… Abbiamo un impegno comune: non vogliamo che questo regime fanatico di Teheran abbia armi nucleari per minacciare ogni americano, la pace nel Mondo e l&#8217;esistenza di Israele&#8230; Abbiamo un obiettivo comune e lo raggiungeremo o con mezzi diplomatici o con altri mezzi&#8221;,</p>



<p class="wp-block-paragraph">Netanyahu ha ancora aggiunto che gli andrà bene qualsiasi decisione il presidente Trump prenderà sugli sviluppi del conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trump – Zelensky: momento di svolta nell’inerzia delle relazioni Usa – Ucraina<br></strong>Per Politico, è cambiata l’inerzia nelle relazioni tra Washington e Kiev, a favore dell’Ucraina. . Politico non si riferisce tanto all’incontro di ieri nello Studio Ovale tra Trump e Zelensky, quanto alla discussione a porte chiuse del presidente ucraino con congressmen statunitensi. “La fermezza dell’Ucraina comincia ad avere un impatto”, quasi 54 mesi dopo l’invazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla Fox, Zelensky ha poi detto: &#8220;La Russia perde 30.000 soldati al mese, sono perdite ingenti, eppure non vuole fermare questa guerra… L&#8217;iniziativa non è più nelle mani” del presidente russo Vladimir Putin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Vogliamo porre fine a questa guerra: il presidente Trump lo vuole, gli europei lo vogliono. Putin non lo vuole. Chiediamo ogni giorno di fermare questa guerra. Ecco perché dobbiamo reagire, essere duri, essere forti… Contiamo sull’impatto delle sanzioni&#8230;”. L’Unione europea ha appena varato un nuovo pacchetto; il Congresso si appresta a farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l’ombra della guerra all’Iran si allunga pure sull’Ucraina. Secondo il New York Times, dopo che gli ucraini hanno attaccato nel Mar Caspio una nave iraniana che portava droni alla Russia, Teheran ha valutato l’opportunità di colpire a sua volta un porto ucraino. La diplomazia ha, per ora, alleviato le tensioni, ma i rischi di intreccio fra i due conflitti permangono.</p>
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		<title>Iran: una pausa – forzata? &#8211; negli attacchi incrociati, Trump aspetta Netanyahu e Zelensky</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 08:19:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tornata la calma nei cieli del Medio Oriente: per tutto il fine settimana, gli Usa non hanno fatto attacchi all’Iran, che non ha dal canto suo preso di mira interessi americani nel Golfo. </p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tornata la calma nei cieli del Medio Oriente: per tutto il fine settimana, gli Usa non hanno fatto attacchi all’Iran, che non ha dal canto suo preso di mira interessi americani nel Golfo. Resta, però, fluida la situazione nello Stretto di Hormuz e all’ingresso del Mar Rosso: la navigazione è lungi dall’essere normale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è chiaro se la pausa nell’offensiva statunitense, andata avanti senza sosta per due settimane, sia dovuta a una decisione autonoma del presidente Usa Donald Trump o se sia stata in qualche misura imposta – come ha scritto il New York Times &#8211; dalle preoccupazioni dei militari di ritrovarsi a corto di difese anti-aeree, esponendo, quindi, i militari delle basi nella regione alle risposte iraniane, che si sono già rivelate per loro letali. La Casa Bianca nega che gli Stati Uniti siano a corto di munizioni e, in particolare, di missili anti-missili Patriot.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quale che ne sia l’origine, la pausa nelle ostilità crea uno spazio ai mediatori per provare a ricucire le trattative interrotte dall’improvvisa e sostanzialmente immotivata ripresa di bombardamenti e lanci di missili e droni. Il presidente Trump l’aveva attribuita a violazioni della tregua nello Stretto di Hormuz da parte dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, che attaccavano mercantili che non si conformavano alle loro indicazioni. Ma la tregua, in realtà, non era mai stata pienamente rispettata né dall’una né dall’altra parte – basti pensare alla perdurante occupazione del Libano meridionale da parte dell’esercito israeliano -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Mar Rosso, l’ultima attività ostile registrata sono stati attacchi degli Huthi, miliziani sciiti filo-iraniana dello Yemen, a installazioni energetiche saudite, impianti della Aramco a Yanbu e Jazan: azioni senza precedenti dal 2019, in risposta ad attacchi sauditi sul porto yemenita di Hodeida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le incertezze sulla sicurezza dei traffici marittimi hanno fatto salire, la scorsa settimana, il prezzo del petrolio sopra i 100 dollari al barile, con un aumento del 40% a luglio. Trump, che aveva appena minacciato di fare pagare all’Iran le conseguenze degli attacchi degli Huthi, ha poi optato, invece, per un sussulto di tregua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa sarà per Trump una settimana di incontri significativi, nella sua diplomazia sempre in bilico fra guerra e pace. Domani, riceverà alla Casa Bianca il premier israeliano Benjamin Netanyahu, l’intesa con il quale s’è un po’ incrinata per l’imprevisto andamento dell’aggressione all’Iran, che doveva essere una marcia trionfale di pochi giorni verso l’annientamento dell’arsenale nucleare e militare iraniano e il cambio di regime e non ha prodotto nulla del genere, ma ha anzi sortito, a parte migliaia di morti, un’emergenza energetica planetaria – a farne le spese anche i consumatori Usa -.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ucraina: Trump riceve Zelensky; una sua influencer si scopre filo-ucraina</strong><br>Successivamente, Trump riceverà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che è oggi a Londra per un primo incontro con il nuovo premier britannico Andy Burnham. Prima di lasciare Kiev, Zelensky ha segnalato la possibilità che la Russia conduca nelle prossime ore un massiccio attacco con missili e droni, dopo che la scorsa settimana le vittime civili ucraine dei bombardamenti russi sono state decine e i feriti centinaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro con Zelensky segue l’improvvisa conversione alla causa ucraina di Laura Loomer, aggressiva influencer della galassia Maga, molto vicina al magnate presidente. Loomer, fin qui ostile alla causa ucraina, sensibile alla propaganda russa e critica del sostegno degli Usa a Kiev, ha bruscamente cambiato atteggiamento dopo una visita in Ucraina. L’influencer vi ha incontrato Zelensky ed è stata esposta agli allarmi anti-aerei: un’intervista all’Ap, nella quale ha confermato d’avere cambiato la propria visione della guerra ucraina, è stata rilasciata in un rifugio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, dopo quasi due mesi di confronti e non poche esitazioni, i Paesi dell’Ue hanno dato via libera a un nuovo insieme di misure restrittive contro Mosca. Colpiti i settori energetico e bancario in quello che il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa considera &#8220;un altro passo decisivo per intensificare la pressione su Mosca&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Iran: possibili retroscena e nuove polemiche</strong><br>C’è chi ha attribuito la ripresa delle ostilità contro l’Iran all’irritazione di Trump per un complotto che sarebbe stato ordito da Teheran ai suoi danni e che sarebbe stato all’origine della precipitosa e allarmante sostituzione dell’AirForceOne con cui fare ritorno dal vertice della Nato ad Ankara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump ci era arrivato con il nuovo AirForceOne regalatogli dal Qatar e allestito a tempo di record – ha rivelato il New York Times –, con costi astronomici e concessioni ai requisiti di sicurezza. Ma ne ripartì con il vecchio AirForceOne, meglio attrezzato contro eventuali attacchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel fine settimana, ha suscitato diffuse polemiche la decisione del Pentagono di ridurre il numero dei caduti nella guerra all’Iran da 18 a 14, escludendo dal conto i quattro militari uccisi in Giordania – tre – e in Iraq dalle risposte iraniane agli attacchi americani. Il Pentagono ha spiegato la decisione con la tesi che i caduti della prima fase del conflitto, prima del cessate-il-fuoco concordato a metà giugno, non andavano sommati a quelli della nuova fase del conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la spiegazione non ha convinto i familiari delle vittime, le organizzazioni dei veterani e neppure numerosi congressman: molti vi vedono solo un maldestro tentativo di ridurre l’impatto psicologico dei caduti americani su un’opinione pubblica già largamente ostile al conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mossa del Pentagono era stata successiva alla presenza dello stesso presidente alla base di Dover nel Delaware al rientro delle salme degli ultimi quattro caduti in bare avvolte nella bandiera a stelle e strisce.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Iran, una notte senza bombe. E Trump rilancia: “mi ricandido”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 10:36:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[candidatura]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come procede il conflitto tra USA e Iran. La fase è di stallo mentre Trump risolve la sua crisi interna con una rivelazione shock: si ricandida.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-una-notte-senza-bombe-e-trump-rilancia-mi-ricandido/">Iran, una notte senza bombe. E Trump rilancia: “mi ricandido”</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una notte senza bombe sull’Iran – la prima, da due settimane -. Ma le cronache di guerra sono ugualmente fitte: le forze armate degli Stati Uniti bloccano nel Golfo di Oman un mercantile che cercava di forzare il blocco dei porti iraniani – è il secondo episodio di questo genere, da quando il blocco è stato ripristinato -; aerei di Bahrein e Kuwait colpiscono obiettivi iraniani, una replica senza precedenti agli attacchi iraniani contro presenze americane nei due Paesi; e ci sono scambi di tiri fra Arabia saudita e la milizia sciita pro-iraniana degli Huthi nello Yemen, che ostacolano la navigazione nel Mar Rosso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente Usa Donald Trump parla del conflitto con l’Iran alla annuale cena dei corrispondenti dalla Casa Bianca, ri-edizione in tono minore, al Waldorf Astoria, di quella che stava svolgendosi a maggio all’Hilton International e che fu sospesa alle prime battute per un tentativo – sventato – d’attentato al presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump, che i principali media continuano a descrivere come animato da uno spirito di rivalsa contro l’Iran, dice: “Gli iraniani ci stanno parlando …, vorrebbero tanto trovare un accordo&#8230; Non credo che siano pronti e non credo che sia ancora il momento giusto… Non possono avere armi nucleari: non vogliamo vedere Washington, o una qualsiasi delle nostre città, o di Israele, … distrutte da una bomba atomica&#8230; Non lascieremo che si dotino di armi nucleari: le userebbero&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parole di Trump fanno i titoli di testata di molti dei principali media degli Stati Uniti. Ma l’attenzione non è tanto rivolta a quello che il presidente dice sull’Iran –nulla di nuovo in fondo-, quanto agli insulti, agli epiteti e agli apprezzamenti volgari rivolti ai giornalisti, ai propri rivali e persino ad alcuni esponenti della sua Amministrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Axios ci apre con un titolo neutro: “Trump condanna la violenza e se la prende con la stampa…”. Lo stesso fa la Fox: “Trump non risparmia nessuno alla cena dei corrispondenti, mette nel mirino i democratici, la stampa e il suo stesso gabinetto”. La Cnn è più incisiva: “Insulti abituali e commenti offensivi caratterizzano il discorso di Trump alla cena dei corrispondenti… Le battute di spirito del presidente non fanno ridere nessuno mentre lui attacca giornalisti e rivali…”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così, le parole del magnate sono spesso cadute “in un silenzio imbarazzato”, specie quando giocavano sull’aspetto fisico dei ‘bersagli’ delle critiche. Dopo avere parlato per oltre un’ora. Trump s’è messo in testa un berretto rosso con la scritta ‘Trump 2028’, annunciando che si ricandiderà per un terzo mandato – il gesto viene generalmente interpretato come una battuta, anche se il magnate non ha mai escluso una ricandidatura, nonostante sia costituzionalmente impossibile -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Washington Post e New York Times scelgono di rispondere agli attacchi di Trump con aperture che mettono in imbarazzo l’Amministrazione. Il WP punta su un inasprimento delle polemiche fra la Casa Bianca e la Smithsonian Institution, la più prestigiosa istituzione museale e culturale della capitale federale: un pannello all’ingresso del Museo nazionale della storia americana metterà d’ora n poi in guardia i visitatori sul fatto che quanto s’apprestano a vedere contiene “informazioni inaccurate”, che – sostiene la Casa Bianca -, non rispettano i valori americani, denunciado, fra l’altro, la schiavitù e lo sterminio dei nativi. la Smithsonian e il Museo s’orientano “verso un attivismo politico estremo, che affonda le sue radici nel marxismo e che divide, deprime e scoraggia gli americani”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il NYT, invece, apre con gli sviluppi di un suo scoop che aveva già fatto infuriare Trump: c’era davvero una minaccia iraniana, dietro la decisione del Secret Service, la polizia che si occupa della sicurezza dei presidenti, di cambiare aereo al momento di lasciare Ankara dopo il Vertice della Nato a inizio mese. Trump parti con il suo ‘vecchio’ AirForceOne e non con quello nuovo, da poco donatogli dal Qatar, giudicato non adeguatamente sicuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Iran: Trump valuta un’ulteriore escalation</strong><strong><br></strong>Sul fronte della guerra con l’Iran, l’impressione generalizzata è che il presidente, che ieri s’è consultato con i suoi collaboratori, mediti un’ulteriore escalation e un nuovo coinvolgimento d’Israele – la prossima settimana, il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarà a Washington – nella convinzione che il sussulto nelle operazioni militari possa essere di breve durata, nonostante la guerra vada avanti da cinque mesi e non se ne veda ancora la fine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal canto suo, Netanyahu è per il momento impegnato in azioni militari “di grande ampiezza” nella CisGiordania, dove le angherie dei coloni – spalleggiati dall’esercito – verso i palestinesi sono incessanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’intelligence statunitense, citata dal NYT, la nuova leadership iraniana è più incline della precedente a dotarsi dell’atomica: “La guida suprema uccisa sotto le bombe il 28 febbraio, all’inizio del conflitto, l’ayatollah Ali Khameney, aveva già accettato di rinunciare all’atomica, con l’accordo del 2015 poi denunciato da Trump nel 2017; il suo successore, suo figlio Mojtaba, è, invece, più interessato all’dea di dotarsi dell’atomica”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wall Street Journal, che critica, in un fondo dell’editorial board, la politica dei dazi di Trump e le nuove minacce rivolte all’Ue ‘colpevole’ di avere comminato a Google una super-multa legata a violazioni delle regole di concorrenza, scrive che “Usa e Iran sono bloccati in un ciclo d’escalation militare: Trump minaccia d’intensificare i bombardamenti; Teheran ricorre a milizie sue alleate nella Regione per allarga il conflitto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Amministrazione Usa valuta il ricorso ai beni iraniani congelati per rifondere i danni arrecati alle navi attaccate nello Stretto di Hormuz, dove testimoni oculari riferiscono che il traffico è ridotto ai minimi termini, specie se confrontato con la situazione pre – guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ieri, i giornalisti dell’Ap avevano riferito di “almeno sette esplosioni” e di colonne di fumo presso una base militare americana vicino a Irbil, in Iraq. Non si sono però avute precisazioni sulla natyra delle esplosioni e su eventuali danni.</p>
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		<title>Ucraina, Gaza e Siria: la ricostruzione diventa politica industriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 13:06:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si può preparare la fase successiva a una guerra mentre le armi sparano? Sul piano economico sta già accadendo. Governi e imprese valutano. </p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può preparare la fase successiva a una guerra mentre le armi continuano a sparare? Sul piano economico sta già accadendo. Governi e imprese valutano i fabbisogni, studiano le infrastrutture da ripristinare e cercano di individuare le condizioni necessarie per tornare a investire. Ucraina, Gaza e Siria sono crisi diverse per origine, intensità e prospettive politiche, ma pongono lo stesso interrogativo: chi sarà in grado di accompagnare la ripartenza dei territori quando la situazione lo consentirà? Per l’Italia la risposta passa dalla capacità di trasformare l’impegno diplomatico e umanitario in una presenza economica di lungo periodo, senza ridurre la fase postbellica a una competizione per le commesse. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È la prospettiva emersa, sullo sfondo, durante il convegno «L’Italia che ricostruisce: il sistema italiano per Ucraina, Gaza e Siria», ospitato alla Camera dei deputati e dedicato alle dimensioni istituzionale, industriale e sociale del processo. Il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini ha indicato l’obiettivo con una formula precisa: «Trasformare l’impegno diplomatico e umanitario in presenze industriali strutturali». Il punto non riguarda soltanto l’accesso delle singole aziende a nuovi progetti, ma la possibilità di presentare insieme tecnologia, capacità progettuale, diplomazia economica e finanza pubblica. Valentini ha definito il Sistema Italia un’«architettura e non una somma di iniziative», richiamando un modello che, nelle sue parole, ha portato il Paese al quarto posto tra le potenze esportatrici mondiali, con un export che «va verso i 700 miliardi». </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma i mercati della ripartenza non assomigliano a quelli ordinari. Il sottosegretario Matteo Perego di Cremnago ha indicato in mille miliardi il fabbisogno complessivo riferito ai tre scenari e ha ricordato che «non c’è ricostruzione senza sicurezza». Prima dei cantieri vengono la protezione dei territori, la tenuta delle istituzioni e la possibilità per imprese e lavoratori di operare. Le differenze sono già evidenti. Fabrizio Fabbri, amministratore delegato di Ansaldo Energia, ha spiegato che il gruppo è attivo in Siria e si sta preparando a sostenere l’Ucraina, mentre a Gaza l’accesso resta impedito dalle condizioni sul terreno. È l’energia, in ogni caso, a rappresentare il primo passaggio della ripartenza. «Senza energia non si fanno ospedali, non arriva l’acqua nelle case», ha osservato Fabbri, sottolineando che l’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente ripristinare ciò che esisteva, ma innovare. La ricostruzione non deve limitarsi a ripristinare ciò che esisteva, ma diventare un’occasione per innovare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia dispone di competenze nell’energia, nell’ingegneria, nei trasporti, nelle costruzioni e nel recupero del patrimonio culturale. Non basta, tuttavia, possedere una buona base industriale. Servono garanzie contro il rischio, continuità diplomatica e strumenti capaci di tradurre le competenze in progetti finanziabili. È su questo terreno che si misura la differenza tra una partecipazione occasionale e un ruolo stabile. Antonio Tajani ha fissato anche il limite politico dell’operazione: «La ricostruzione non è un business». Il coinvolgimento delle imprese resta indispensabile, ma deve accompagnare il recupero dei servizi, del tessuto sociale e della dignità delle popolazioni civili. Il ritorno economico non può essere separato dalla stabilità dei Paesi in cui gli investimenti dovranno produrre effetti. La sfida italiana è dunque meno semplice di quanto suggerisca il richiamo alle opportunità future: richiede di prepararsi in anticipo, coordinare soggetti diversi e accettare che, almeno nella prima fase, sicurezza e sostenibilità finanziaria conteranno più della velocità con cui si apriranno i cantieri.</p>
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		<title>Iran: più soldi e più armi alla guerra di Trump, che mette Mali nel mirino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 07:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I rischi di espansione del conflitto con l’Iran, dopo la 12° notte consecutiva di attacchi statunitensi e risposte iraniane; la firma ieri dell’intesa di cooperazione nucleare tra Stati Uniti e Arabia saudita; e i progetti di bombardare il Mali cui lavora l’Amministrazione Trump sono tre dei temi che segnano l’attualità internazionale questa mattina.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">I rischi di espansione del conflitto con l’Iran, dopo la 12° notte consecutiva di attacchi statunitensi e risposte iraniane; la firma ieri dell’intesa di cooperazione nucleare tra Stati Uniti e Arabia saudita; e i progetti di bombardare il Mali cui lavora l’Amministrazione Trump sono tre dei temi che segnano l’attualità internazionale questa mattina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Camera di Washington ha ieri dato l’ok a un bilancio per la difesa da 1.150 miliardi di dollari, quasi la metà del Pil dell’Italia. Martedì, nel corso di un’audizione in Congresso, il segretario alla Guerra Pete Hegseth era stato vivacemente contestato per le richieste di fondi per la guerra all’Iran.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La maggioranza repubblicana ha varato il provvedimento nonostante –scrive il Washington Post – “una combattiva resistenza da parte dei democratici, che denunciano come il Congresso non abbia saputo frenare la tendenza a ricorrere alla forza dell’Amministrazione Trump”. Il provvedimento passa ora al Senato per il varo definitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bilancio approvato, spiega l’Ap, comprende la richiesta di 95 miliardi di dollari supplementari, illustrata da Hegseth, per finanziare la guerra all’Iran e altre priorità dell’Amministrazione Trump. Il voto finale alla Camera è stato molto serrato: 216 a 214.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sui fronti di guerra internazionale. da segnalare la ripresa dei contatti fra Usa e Russia sull’Ucraina: a Manila, a margine del Vertice dell’Asean, il segretario di Stato Usa Marco Rubio e il ministro degli Esteri russo Serguiei Lavrov si sono incontrati, per la prima volta da oltre dieci mesi, parlando sia di Ucraina che del Golfo Persico. Non è però chiaro se il colloquio possa aprire una nuova fase di ‘diplomazia della pace’ per l’Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ieri, i 27 dell’Ue hanno approvato la partecipazione della Gran Bretagna al loro fondo pro Ucraina da 90 miliardi di euro, mentre continua ad apparire incomprensibile e ad alimentare proteste e dubbi, nelle piazze e sui media, la decisione del presidente Volodymyr Zelensky di avvicendare premier e governo e di ‘fare fuori’ figure popolari, come il ministro della Difesa Mikhailo Fedorov, proprio quando l’inerzia del conflitto sembrava essere cambiata a favore di Kiev.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, l’Amministrazione Trump lavora a progetti di guerra per colpire il Mali e, in particolare, un’organizzazione affiliata ad al Qaida che opera nell’Ovest del Paese. Se i piani dovessero concretizzarsi, il Mali diventerebbe l’ottavo Paese contro cui l’Amministrazione Trump ha condotto operazioni militari dall’inizio del secondo mandato del magnate presidente: gli altri sette sono ovviamente l’Iran, lo Yemen, la Siria, l’Iraq, la Somalia, la Nigeria e il Venezuela, senza contare decine di attacchi letali contro imbarcazioni di sedicenti trafficanti di droga tra Caraibi e Pacifico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nucleare: la firma dell’accordo tra Stati Uniti e Arabia saudita<br></strong>La firma dell’accordo che consentirà all’Arabia saudita di arricchire il proprio uranio, anticipato ieri dal New York Times, è commentata questa mattina con toni critici e allarmati dai media americani. Il WP scrive: “L’accordo con un regno che vuole dotarsi dell’arma nucleare suscita preoccupazioni fra gli esperti di non proliferazione… Il Congresso ha 60 giorni per approvare o meno l’intesa…”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il NYT, “Stati Uniti e Arabia Saudita firmano un patto di cooperazione nucleare, che consentirà al regno di arricchire il proprio uranio per reattori nucleari”. Politico è esplicito: “L’intesa nucleare diTtrump con i sauditi rischia di innescare una corsa alla bomba in Medio Oriente”. Per la Cnn, l’accordo tra Washington e Riad “è una perfetta metafora della presidenza Trump con tutte le sue contraddizioni”, fare una guerra per impedire all’Iran di dotarsi dell’atomica e fare un patto perché l’Arabia saudita possa averla, senza neppure porre la condizione dell’adesione di Riad agli Accordi di Abramo con Isra</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Iran: arrivano i bombardieri B-1, Stretto di Hormuz e Mar Rosso blocchi ‘gemelli’</strong><br>I rischi di allargamento e di inasprimento del conflitto con l’Iran sono sottolineati, in particolare, dalla Cnn e da Axios, secondo cui “gli Usa schierano i bombardieri B-1, mentre la guerra s’intensifica”. La tv ‘all news’ titola: “Il conflitto si allarga.., Gli Huthi rivendicano attacchi a navi nel Mar Rosso…”. Le notizia di attacchi a mercantili e petroliere nello Stretto di Hormuz da parte dei Guardiani della Rivoluzione iraniani e nel Mar Rosso da parte degli Huthi sembrano quasi susseguirsi in parallelo nelle ultime 48 / 72 ore. Trump replica minacciando di distruggere un ponte o una centrale elettrica per ogni attacco iraniano a imbarcazioni nello Stretto di Hormuz. Le Monde commenta: il magnate presidente “moltiplica i proclami, senza ottenere risultati”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Teheran, quanto a retorica delle minacce, non scherza: manda un monito alla Bulgaria perché aerei Usa sono dislocati sul suo territorio, nella base di Bezmer, nel Sud-Est – la Bulgaria è un Paese Nato -. L’avvertimento dell&#8217;Iran alla Bulgaria suona monito a tutti i Paesi alleati Usa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In proposito, il New York Times sottolinea che gli ultimi sviluppi confermano la persistente capacità iraniana di rispondere agli attacchi e di causare danni con i suoi missili e i suoi droni: segno che gli arsenali militari iraniani non sono stati né distrutti né ridotti all’impotenza.</p>
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		<title>Italia e Irlanda, il memorandum apre nuovi mercati alle Pmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 16:06:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un canale stabile per collegare la manifattura italiana ai poli irlandesi dell’innovazione e accompagnare le Pmi sui rispettivi mercati. È l’obiettivo del Memorandum d’intesa firmato...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/italia-e-irlanda-il-memorandum-apre-nuovi-mercati-alle-pmi/">Italia e Irlanda, il memorandum apre nuovi mercati alle Pmi</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un canale stabile per collegare la manifattura italiana ai poli irlandesi dell’innovazione e accompagnare le Pmi sui rispettivi mercati. È l’obiettivo del Memorandum d’intesa firmato martedì 21 luglio a <a href="https://www.thewatcherpost.it/the-watcher-photos/italia-irlanda-a-villa-spada-la-firma-dellaccordo-per-imprese-scambi-e-investimenti-ecco-chi-cera/">Villa Spada</a> da Unioncamere, Assocamerestero, Camera di Commercio Italiana in Irlanda e Ibec, l’organizzazione che rappresenta le imprese e i datori di lavoro irlandesi. L’accordo, della durata di tre anni, prevede scambio di informazioni, assistenza alle aziende e progetti comuni nei settori della formazione, della digitalizzazione, dell’innovazione, della resilienza e della transizione verde. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Italia-Irlanda, Ambasciatrice McCullough: «Cooperazione ancora più stretta durante la presidenza Ue»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/HCW_G4iLjYo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">L’intesa comprende anche una collaborazione presso le istituzioni europee durante la presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue. Ad aprire gli interventi è stata l’ambasciatrice d’Irlanda in Italia <strong>Elizabeth McCullough</strong>, che ha ricordato la solidità dei rapporti storici, culturali e politici tra i due Paesi e la crescita degli scambi nei comparti agroalimentare, farmaceutico e delle scienze della vita. La presidenza irlandese può ora rafforzare il lavoro comune su competitività, valori e sicurezza. Tra le priorità condivise figurano il completamento del mercato unico, la rimozione delle barriere interne, un accesso più semplice ai finanziamenti e la riduzione dei costi amministrativi per le Pmi, mantenendo elevati gli standard ambientali e sociali. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Italia-Irlanda, Viceministro Valentini &quot;Con il memorandum costruito un ponte formale tra le imprese&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/nuIh3Ffo-O8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo McCullough è intervenuto il viceministro delle Imprese e del Made in Italy <strong>Valentino Valentini</strong>, dal cui impulso era partito, nel marzo 2025, il percorso politico e operativo che ha condotto alla firma. «Abbiamo costruito un ponte formale», ha spiegato il viceministro, indicando nella rete delle Camere di commercio italiane all’estero, presente in 64 Paesi, uno strumento decisivo per accompagnare le aziende e facilitare le connessioni commerciali, industriali e istituzionali. Il memorandum dovrà ora essere riempito di progetti concreti, a partire dalle infrastrutture, dalle energie rinnovabili e dalla sanità. Una dimensione particolarmente strategica riguarda le infrastrutture digitali: l’Irlanda è al centro di una rete di cavi sottomarini essenziale per il traffico dei dati e l’Italia può contribuire sia alla loro installazione sia alla protezione di questi asset critici. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Italia-Irlanda, Pietribiasi: «Opportunità legate a investimenti per 40-50 miliardi»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/xptiFEXqWm0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Furio Pietribiasi</strong>, presidente della Camera di Commercio Italiana in Irlanda, ha indicato nella crescita irlandese e nel conseguente bisogno di nuove infrastrutture la principale opportunità per le aziende italiane. Nei prossimi vent’anni potrebbero essere attivati investimenti per 40-50 miliardi di euro in settori nei quali l’Italia possiede competenze riconosciute. Tra i progetti citati figurano la metropolitana di Dublino, dal valore stimato tra 14 e 16 miliardi, lo sviluppo portuale dell’estuario dello Shannon e l’eolico offshore, che lungo le coste irlandesi presenta un potenziale di 70 gigawatt. Altri spazi di collaborazione riguardano la sanità, dove l’Italia può mettere a disposizione le proprie competenze nella prevenzione, e la sicurezza delle infrastrutture digitali e dei flussi di dati transatlantici, anche attraverso aziende come Leonardo. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Italia-Irlanda, McCoy (Ibec): «Imprese insieme su energia, mobilità e difesa»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/SSYkzINuaMU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Danny McCoy,</strong> Ceo di Ibec (Irish Business and Employers Confederation), ha sottolineato la convergenza tra i due sistemi imprenditoriali sui temi dell’energia, della mobilità, della sanità, dell’invecchiamento della popolazione e della difesa. La fiducia reciproca, insieme alla capacità di entrambi i Paesi di operare sui mercati internazionali, rappresenta per McCoy la base sulla quale tradurre il memorandum in iniziative concrete. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Italia-Irlanda, Tripoli (Unioncamere): «Nuovi servizi per accompagnare le Pmi sul mercato irlandese»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/4XyVPeF9f_o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>Giuseppe Tripoli</strong>, segretario generale di Unioncamere, l’accordo offrirà alle Pmi italiane un nuovo accesso al mercato irlandese attraverso servizi di formazione, informazione e assistenza. Un’opportunità particolarmente rilevante in una fase nella quale le tensioni geopolitiche rendono più complesso raggiungere mercati lontani. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Italia-Irlanda, Pozza (Assocamerestero): «La rete delle Camere avvicina le Pmi all’innovazione»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/F8YoC8Duo1w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mario Pozza,</strong> presidente di Assocamerestero, ha infine individuato infine nella rete camerale il principale valore aggiunto dell’intesa: le Camere italiane conoscono le esigenze delle imprese, mentre quelle presenti all’estero seguono direttamente l’evoluzione dei mercati locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Irlanda può così avvicinare le Pmi italiane ai grandi attori mondiali della tecnologia e della ricerca, mentre l’Italia mette a disposizione la forza della propria manifattura, del Made in Italy e della ricerca dell’eccellenza. La complementarità tra i due Paesi diventa così il punto di partenza per nuovi progetti industriali, investimenti e occasioni di crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Regia, riprese e montaggio a cura di Simone Zivillica</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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