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	<title>Articoli di Gianluca Lambiase, autore presso The Watcher Post</title>
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	<link>https://www.thewatcherpost.it/author/gianlucalambiase/</link>
	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 19:12:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Sanità ed economia circolare: il progetto ReMed accelera in Italia e amplia la rete di raccolta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 19:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[novo nordisk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ReMed cresce in Italia: il progetto di economia circolare in sanità coinvolge 6 regioni, 14 città e oltre 680 farmacie, con 1,5 tonnellate di dispositivi già raccolte.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Coniugare economia circolare e sanità, trasformando dispositivi medici usati in nuove risorse. È questo l’obiettivo di ReMed, il progetto promosso da Novo Nordisk che, dopo una fase pilota, si appresta ad entrare ora in una fase di espansione su scala nazionale.</p>



<p>L’iniziativa, presentata in conferenza stampa presso la sede dell&#8217;Anci a Roma, coinvolge ora 6 regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Puglia), 14 città e oltre 680 farmacie, con più di 1,5 tonnellate di dispositivi già raccolte. Un’evoluzione per un modello che affronta una delle criticità meno visibili del sistema sanitario: la gestione del fine vita dei dispositivi monouso per autosomministrazione, come ad esempio le penne per insulina, GLP-1 e ormone della crescita (senza ago).</p>



<p>Il meccanismo è costruito su una filiera integrata: i cittadini consegnano i dispositivi nelle farmacie aderenti; i partner territoriali si occupano della raccolta e dello stoccaggio; quindi i materiali vengono trasferiti in Danimarca, dove vengono trattati e trasformati in materie prime seconde. Attualmente, queste penne sono riciclabili fino all’85% e possono essere riutilizzate per produrre oggetti di uso comune, inclusi elementi di arredo.</p>



<p>ReMed si inserisce nella strategia globale di Novo Nordisk “Circular for Zero – the new era”, che punta a ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera, dalla produzione al paziente, fino ad arrivare a zero emissioni entro il 2045. In Italia, il progetto assume anche una dimensione sistemica, mettendo in relazione sostenibilità ambientale, salute pubblica e responsabilità sociale.</p>



<p>Un elemento distintivo è la collaborazione tra pubblico e privato. Sviluppato insieme ad Anci, il progetto coinvolge istituzioni, amministrazioni locali e professionisti sanitari. “Il Parlamento può e deve essere un facilitatore della sostenibilità: iniziative come ReMed dimostrano concretamente che la collaborazione tra pubblico e privato è in grado di generare valore tangibile per l’ambiente, per la salute e per le comunità locali. È fondamentale dare continuità a queste esperienze e costruire un quadro normativo che ne favorisca la diffusione e la scalabilità, perché la qualità della vita dei cittadini passa anche da qui”, ha sottolineato il Vicepresidente della Camera Giorgio Mulè.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Mulè: &quot;Grazie al progetto ReMed un piccolo gesto può contribuire alla sostenibilità&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/R1103FJ3lMk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Dal lato dei territori, l’adesione di grandi città come Roma, Milano, Napoli e Bari – insieme a centri come Rimini, Modena, Ferrara, Imola e Cuneo – segna un passaggio decisivo verso una diffusione più capillare. “Trasformare un dispositivo medico da potenziale rifiuto a nuova risorsa, grazie anche alla rete capillare delle farmacie, dimostra che la sinergia tra istituzioni locali e imprese lungimiranti è la chiave per affrontare in modo efficace le sfide della sostenibilità. Come sindaci siamo chiamati a rendere le città sempre più laboratori di innovazione, dove la cura della persona e quella dell’ambiente procedano insieme, in un’ottica di responsabilità verso le generazioni future”, ha commentato Gaetano Manfredi, presidente Anci e sindaco di Napoli.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Manfredi (ANCI): &quot;Il progetto ReMed contribuisce alla transizione ambientale dei comuni italiani&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/nPmKiX07kOU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>In questo contesto, il ruolo delle farmacie è centrale: rappresentano il punto di contatto quotidiano con i cittadini e facilitano la diffusione di comportamenti sostenibili. “I farmacisti sono sempre più protagonisti della sostenibilità perché presidiano la prossimità e accompagnano i cittadini verso scelte consapevoli. Promuovere una gestione responsabile dei dispositivi medici significa agire in modo concreto sulla tutela della salute e dell’ambiente, contribuendo a diffondere una cultura della sostenibilità che nasce dai gesti quotidiani e si estende all’intera comunità”, ha osservato Andrea Mandelli, presidente della FOFI.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Mandelli (FOFI): &quot;Grazie a ReMed le farmacie vettore centrale per il rispetto dell&#039;ambiente&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/CUTkgdVF-lE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>La sfida, tuttavia, va oltre la logistica. Come emerso dal confronto tra gli stakeholder, per consolidare modelli come ReMed servono politiche e regolamentazioni capaci di accompagnarne la crescita, oltre a una partecipazione attiva delle comunità.</p>



<p>“Salute e ambiente sono strettamente interconnessi: molte patologie croniche sono influenzate da fattori che vanno oltre il sistema sanitario. Per questo prendersi cura delle persone significa anche ridurre l’impatto ambientale delle cure e ripensare i processi in chiave sostenibile. Con ReMed traduciamo questo impegno in un’azione concreta, costruita insieme a istituzioni, territori e professionisti sanitari, con l’obiettivo di generare benefici duraturi per i pazienti e per il pianeta”, ha ricordato Jens Pii Olesen, General Manager di Novo Nordisk Italia.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Olesen (Novo Nordisk): &quot;ReMed conferma il nostro impegno per la sostenibilità ambientale&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/uxuYK540Qs8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p><em>Riprese e montaggio di Rachele Maria Curti</em></p>
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		<title>Accessori al tabacco, canali alternativi in crescita: rischio per gettito e concorrenza</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/economia/accessori-al-tabacco-canali-alternativi-in-crescita-rischio-per-gettito-e-concorrenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 23:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre un terzo dei consumatori acquista accessori al tabacco fuori dal circuito ufficiale: impatti su gettito fiscale, concorrenza e mercato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il mercato dei prodotti accessori al tabacco, come cartine e filtri, sta vivendo una fase di grande trasformazione, segnata dall’espansione dei canali di acquisto paralleli. Secondo una ricerca del Luiss Policy Observatory, oltre il 30% dei consumatori acquista prodotti accessori al tabacco da mercati non regolamentati. Le vendite attraverso canali paralleli comprendono piccole attività locali, piattaforme online e reti informali, generando preoccupazioni non solo per la tracciabilità dei prodotti, ma anche per l’effetto sul gettito fiscale.</p>



<p>&#8220;Dalla ricerca emerge innanzitutto la necessità di maggiore trasparenza&#8221; commenta Domenico Lombardi, Direttore del Policy Observatory, Luiss School of Government. &#8220;Occorre garantire una maggiore tracciabilità e una maggiore trasparenza per rafforzare la compliance fiscale, elemento di garanzia non solo per il settore ma per l&#8217;intera collettività&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Lombardi (Luiss): &quot;Da ricerca su prodotti accessori al tabacco emerge necessità di più trasparenza&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ymw7Ef6u4oo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Il 35% dei consumatori si rivolge infatti a modalità di acquisto esterne alla tabaccheria, spinto da un fattore determinante: il prezzo. &#8220;Il dato più importante è quello che dall&#8217;introduzione dell&#8217;imposta di consumo c&#8217;è stato un momento molto forte dell&#8217;evasione del gettito. Siamo passati da un 20% nel 2020 a un 40% nel 2025&#8221; spiega Marco Fabbrini, Presidente di Assopat.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Fabbrini (Assopat): Ridurre imposizione fiscale e migliorare tracciabilità per combattere l&#039;evasione" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/zGcYo7d1IJU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Lo studio evidenzia inoltre un disallineamento tra le vendite di tabacco trinciato e quelle dei relativi accessori. Tra il 2023 e il 2024, mentre il consumo di tabacco è rimasto quasi stabile (-1%), le vendite legali di cartine e filtri sono diminuite del 7,4%. Un divario che suggerisce una crescente quota di acquisti al di fuori del circuito soggetto a imposizione fiscale.</p>



<p>Le conseguenze si riflettono direttamente sulle entrate pubbliche: il gettito derivante dall’imposta sui prodotti accessori è sceso dai 47,8 milioni di euro del 2021 a una stima di 35,8 milioni per il 2024. Secondo le analisi, se tutta la domanda fosse intercettata dal circuito ufficiale, il gettito potrebbe superare i 50 milioni di euro annui.</p>



<p>Non meno rilevanti gli effetti sulla concorrenza. Il 73% dei rivenditori segnala condizioni di svantaggio competitivo, legate soprattutto alla presenza di operatori che riescono a offrire prezzi più bassi evitando il pagamento delle imposte. &#8220;Il mercato dei prodotti e accessori è un mercato che è nato da poco, quindi evidentemente sconta il fatto che ancora non sono state introdotte delle norme che consentono certamente un&#8217;effettiva tracciabilità&#8221; spiega Luigi Liberatore, Direttore Centrale Accise dell&#8217;Agenzia delle Dogane.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Liberatore (ADM): &quot;Norme severe per contrastare mercati paralleli e salvaguardare la concorrenza&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/UUeUG4-nqSk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Liberatore prosegue, suggerendo che sia fondamentale &#8220;creare una soglia d&#8217;ingresso per gli operatori del settore. Al momento sono in numero troppo elevato, molto probabilmente prevedendo dei requisiti soprattutto di carattere soggettivo ridurremo quegli operatori che senza alcun tipo di competenza nel settore di riferimento si accingono a svolgere le attività, evidentemente non nel rispetto delle regole. La parte che ritengo più importante è che dobbiamo proteggere gli operatori virtuosi del mercato.&#8221;</p>



<p>&#8220;La proporzionalità è il punto fondamentale&#8221; ha aggiunto infine Paola De Micheli, membro della Commissione Attività produttive della Camera. &#8220;L&#8217;applicazione di aliquote esorbitanti non porta al recupero del gettito, ma alla distorsione del mercato&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="De Micheli (PD): &quot;Proporzionalità fiscale punto fondamentale per riequilibrare il mercato&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/uhLxtR_iyVA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p><em>Riprese e montaggio di Rachele Maria Curti</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spasticità post-ictus, una sfida ancora invisibile: le nuove linee guida dal Senato</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/salute/spasticita-post-ictus-una-sfida-ancora-invisibile-le-nuove-linee-guida-dal-senato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 13:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Abbvie]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ictus in Italia: il 75% dei pazienti sopravvive con disabilità. Presentate al Senato le nuove linee guida per migliorare diagnosi, cura e riabilitazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/spasticita-post-ictus-una-sfida-ancora-invisibile-le-nuove-linee-guida-dal-senato/">Spasticità post-ictus, una sfida ancora invisibile: le nuove linee guida dal Senato</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In Italia l’ictus continua a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie, non solo per l’impatto immediato ma soprattutto per le conseguenze a lungo termine. Ogni anno si registrano circa 120 mila nuovi casi e, dato ancora più significativo, il 75% dei pazienti sopravvive con esiti invalidanti. Oggi sono circa un milione le persone che convivono con le conseguenze dell’ictus, un numero destinato a crescere con l’invecchiamento della popolazione.</p>



<p>È in questo contesto che si inserisce la conferenza stampa “Spasticità post-ictus: una sfida invisibile di sanità pubblica”, ospitata presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato su iniziativa della senatrice Elena Murelli. Al centro dell’incontro, la presentazione di un documento di linee guida e raccomandazioni elaborato da clinici, accademici e associazioni dei pazienti per affrontare le principali criticità del sistema.</p>



<p>Tra le complicanze più rilevanti emerge la spasticità post-ictus, che colpisce tra il 25% e il 38% dei pazienti entro un anno dall’evento acuto. Una condizione spesso sottovalutata ma altamente invalidante, che compromette la mobilità, provoca dolore, interferisce con il sonno e limita fortemente le attività quotidiane. Ogni anno, inoltre, circa 45 mila persone sviluppano disturbi neurologici invalidanti, ma solo una parte riceve una diagnosi tempestiva e un trattamento adeguato.</p>



<p>“È necessario definire percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e riabilitativi realmente efficaci e omogenei sul territorio”, ha sottolineato la senatrice Murelli. &#8220;Tra le priorità indicate figurano anche il &#8220;Occorre rafforzare la rete assistenziale secondo il modello hub &amp; spoke, con maggiori investimenti nella formazione degli operatori sanitari e campagne informative rivolte a cittadini e caregiver. Cruciale anche l’istituzione di un registro nazionale dell’ictus e l’aggiornamento delle tariffe per le prestazioni, per rendere il sistema più equo e sostenibile&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Murelli (Lega): Assicurare al paziente colpito da ictus assistenza dal ricovero alla riabilitazione" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ez2WNE_AqyI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Un punto condiviso anche dalle associazioni dei pazienti. “L’ictus non si esaurisce nella fase acuta, ma accompagna le persone e le loro famiglie per anni”, ha evidenziato Andrea Vianello, presidente di A.L.I.Ce. Italia OdV. “Serve una presa in carico che garantisca continuità assistenziale, riabilitazione adeguata e supporto ai caregiver”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Vianello (A.L.I.Ce. Italia): &quot;Creare una rete più forte per supportare i pazienti colpiti da ictus&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/mJCfSj3uPfg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Dal punto di vista clinico, la diagnosi tardiva rappresenta uno dei nodi principali. “La spasticità compare spesso dopo l’ictus e viene ancora troppo frequentemente non riconosciuta o trattata in modo appropriato”, ha spiegato Maria Concetta Altavista, direttrice della Neurologia del San Filippo Neri di Roma. “È fondamentale migliorare la conoscenza dei metodi di cura e intervenire precocemente”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Altavista (ASL Roma1): &quot;Lavorare per ridurre i ritardi nella gestione dei pazienti colpiti da ictus&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/xPhANaAQXPw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Un’altra criticità riguarda il follow-up dei pazienti più gravi. “Spesso sono proprio coloro che, una volta dimessi, risultano più difficili da gestire a domicilio”, ha osservato Danilo Toni, Professore Ordinario di Neurologia Università La Sapienza e Direttore Unità trattamento neurovascolare, Policlinico Umberto I di Roma. “Servono servizi territoriali in grado di intercettare questi pazienti e seguirli nel tempo, anche a casa, per evitare un aggravamento della disabilità e un aumento dei costi sanitari”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Toni (La Sapienza): &quot;Seguire il paziente nella fase post-ictus affinché non sia dimenticato&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/vwHlWvqu7Oc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/spasticita-post-ictus-una-sfida-ancora-invisibile-le-nuove-linee-guida-dal-senato/">Spasticità post-ictus, una sfida ancora invisibile: le nuove linee guida dal Senato</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>MOST, nuovi dati sull’auto: ibride leader e boom delle alternative alla proprietà</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/trasporti/most-nuovi-dati-sullauto-ibride-leader-e-boom-delle-alternative-alla-proprieta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 11:13:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Most]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=61527</guid>

					<description><![CDATA[<p>Più ibride e meno proprietà: così cambia il mercato auto italiano. Presentati i nuovi dati MOST tra transizione energetica e nuovi consumi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/trasporti/most-nuovi-dati-sullauto-ibride-leader-e-boom-delle-alternative-alla-proprieta/">MOST, nuovi dati sull’auto: ibride leader e boom delle alternative alla proprietà</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il mercato automobilistico italiano sta attraversando una fase di trasformazione profonda, sospesa tra transizione energetica, vincoli economici e nuove abitudini di consumo. È questa la fotografia che emerge dal secondo Rapporto dell’Osservatorio SUNRISE, promosso da MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile e presentato a Roma all’Ara Pacis.</p>



<p>Il dato più evidente riguarda il mix di alimentazioni: le auto ibride dominano il mercato con il 51% delle immatricolazioni, mentre l’elettrico resta fermo al 6%, segnando un ritardo di circa cinque anni rispetto ad altri Paesi europei. </p>



<p>Eppure, guardando alle intenzioni future, l’interesse per le vetture a zero emissioni cresce: il 12% degli italiani dichiara che potrebbe scegliere un’auto elettrica nei prossimi anni, anche se persistono ostacoli rilevanti come il prezzo elevato, la carenza di infrastrutture di ricarica e i timori legati all’autonomia.</p>



<p>L’indagine &#8211; realizzata con l’Istituto Piepoli &#8211; su un campione di 3.000 cittadini conferma che il prezzo resta il principale driver d’acquisto, seguito dai costi di gestione e dalla sicurezza. Elementi come design, prestazioni o brand incidono meno nelle decisioni. Oltre il 40% degli italiani prevede di acquistare un’auto nei prossimi tre anni e, in un caso su cinque, l’obiettivo sarà aumentare il numero di veicoli in famiglia.</p>



<p>Parallelamente, si affermano nuove modalità di accesso all’auto. Leasing e noleggio, che in passato rappresentavano appena il 2% delle esperienze, salgono al 9% nelle intenzioni future, contribuendo a portare le formule alternative alla proprietà al 30% complessivo. Un segnale chiaro di come il concetto stesso di possesso stia cambiando.</p>



<p>Il parco auto italiano continua intanto a crescere, superando i 41 milioni di veicoli nel 2024, ma diventa sempre più vecchio: l’età media ha ormai superato i 12-13 anni. Le nuove immatricolazioni restano sotto i livelli pre-pandemia, ferme a circa 1,6 milioni annui, mentre il mercato dell’usato supera i 5 milioni di passaggi di proprietà. Un equilibrio fragile che incide negativamente su emissioni ed efficienza.</p>



<p>Cambia anche il tipo di auto acquistata. I SUV rappresentano ormai il 62% delle nuove immatricolazioni, confermando una tendenza verso veicoli più grandi e costosi, spesso scelti per comfort e sicurezza percepita, soprattutto nel Sud Italia.</p>



<p>Un elemento innovativo del Rapporto riguarda l’analisi del Total Cost of Ownership (TCO), che considera l’intero ciclo di vita del veicolo. I risultati mostrano che non esiste una tecnologia sempre più conveniente: le auto tradizionali e ibride risultano più vantaggiose per percorrenze limitate, mentre l’elettrico diventa competitivo con utilizzi intensivi e possibilità di ricarica domestica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Montanari (MOST): &quot;Le famiglie italiane tornano a comprare auto preferendo l&#039;ibrido all&#039;elettrico&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/2P8_0HDdOhU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>“Il Rapporto SUNRISE mette in luce con chiarezza le tensioni che attraversano il settore: da un lato la spinta alla transizione energetica, dall’altro vincoli economici e infrastrutturali che ne rallentano l’attuazione” ha spiegato Gianmarco Montanari, direttore generale di MOST. “In questo contesto, il ruolo degli Osservatori è fondamentale: mettiamo a disposizione dati robusti, analisi indipendenti e strumenti di lettura che consentono a decisori pubblici, imprese e cittadini di orientarsi in modo più consapevole. Solo attraverso una base informativa solida è possibile progettare politiche efficaci e accompagnare davvero la trasformazione del settore verso modelli più sostenibili”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Cattaneo (FI): &quot;Sull&#039;automotive occorre un approccio pragmatico e non ideologico&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/dXH_VyGW6ns?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>“Conoscere per deliberare non è uno slogan, ma un metodo di lavoro concreto: significa basare ogni scelta pubblica su dati solidi, analisi rigorose e un confronto continuo con gli operatori del settore”, ha sottolineato Alessandro Cattaneo, Membro della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Camera (FI),. “L’automotive è un comparto strategico per il Paese e va sostenuto con politiche pragmatiche e non ideologiche, adottando un mix di tecnologie che consenta di ridurre le emissioni in modo realistico e sostenibile, rafforzando al contempo la competitività della filiera europea”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Servedio (MIT): “Patente e nuove tecnologie, verso una mobilità più sostenibile e autonoma”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/piPMkSnmlDY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Sul fronte della regolazione e dell’evoluzione tecnologica, Gaetano Servedio, Direttore generale per la Motorizzazione del MIT, ha evidenziato come stia cambiando anche il ruolo del conducente: “La ricerca offre spunti molto utili anche dal punto di vista normativo. Stiamo lavorando, ad esempio, sul conseguimento della patente, con l’obiettivo di integrare le competenze legate alle nuove tecnologie per consentire un utilizzo più consapevole dei veicoli”. Servedio ha poi aggiunto: “Apriremo un tavolo con le autoscuole per semplificare e aggiornare le procedure, mentre parallelamente continuiamo a sperimentare su guida autonoma ed էնergie alternative. Il codice della strada si sta già adattando a questa evoluzione: il veicolo non è più solo un mezzo condotto dall’uomo, ma un sistema che lo affianca. Il conducente resta presente, ma il suo ruolo cambia profondamente”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Camerano (CDP): &quot;Importante investire su tecnologie complementari&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/0UFBqeVagko?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Sulla stessa linea Simona Camerano, Responsabile Area Scenari Economici e Strategie Settoriali di CDP, che ha posto l’accento sulla necessità di una visione industriale di lungo periodo: “Le famiglie fanno scelte guidate soprattutto dal costo e dall’efficacia del mezzo, mentre per gli operatori della filiera questo scenario impone di ragionare in termini di investimenti e pianificazione strategica”. Camerano ha sottolineato come “non esista oggi una tecnologia dominante, ma sia necessario puntare su soluzioni complementari per rispondere a una domanda in continua evoluzione”. E ha aggiunto: “Sostenere la filiera automotive è fondamentale, non solo per la produzione di veicoli ma anche per la componentistica, che rappresenta un’eccellenza italiana. Servono però un quadro normativo stabile e obiettivi chiari, per permettere a imprese e istituzioni di programmare investimenti con un orizzonte di medio-lungo periodo”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Ventorino (MASE): Sulla transizione energetica evitare di mettere in competizione tecnologie diverse" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/_310LVRjAVk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>A richiamare la complessità del contesto è stato anche Luca Venturino, della Segreteria Tecnica del MASE: “Il Rapporto restituisce un quadro molto ricco, che intreccia evoluzione tecnologica, abitudini dei cittadini e trasformazioni globali della mobilità”. Venturino ha evidenziato i rischi di un approccio sbilanciato: “Il principale errore sarebbe mettere in competizione tecnologie diverse, perdendo la visione d’insieme. L’approccio adottato nel PNEC è tecnologicamente neutro: l’obiettivo è favorire lo sviluppo delle soluzioni più efficienti, sia dal punto di vista ambientale che industriale”. Infine, ha concluso: “La decarbonizzazione non è solo un obiettivo simbolico, ma una necessità concreta per migliorare la qualità della vita, soprattutto nelle città, dove il settore dei trasporti ha un impatto diretto e quotidiano”.</p>



<p><em>Riprese e montaggio di Simone Zivillica</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/trasporti/most-nuovi-dati-sullauto-ibride-leader-e-boom-delle-alternative-alla-proprieta/">MOST, nuovi dati sull’auto: ibride leader e boom delle alternative alla proprietà</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Parità di genere e trasparenza: le imprese italiane alla prova delle nuove direttive UE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 17:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[AIGI]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le nuove direttive europee su parità di genere e trasparenza retributiva sono state al centro di un evento promosso da AIGI. Un'occasione per fare il punto con Istituzioni, imprese e rappresentanti del mondo accademico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>A quasi settant’anni dai Trattati di Roma, l’Unione Europea rilancia il proprio impegno sulla parità di genere con un nuovo pacchetto normativo destinato a incidere profondamente su imprese e governance. È stato questo il focus del convegno “Impresa, Trasparenza e Autorità per la Parità: Women e Direttive Europee”, promosso da AIGI – Associazione Italiana Giuristi d’Impresa e AITRA, in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e con il patrocinio della Commissione europea.</p>



<p>L’iniziativa, ospitata presso lo spazio Europe Experience – David Sassoli a Roma, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese per un confronto sulle principali novità normative europee in materia di trasparenza retributiva, uguaglianza di genere e governance societaria.</p>



<p>Una sfida che per le aziende è innanzitutto tecnica e operativa ha sottolineato Giorgio Martellino, Presidente di AIGI. &#8220;La sfida è implementare le direttive facendo salve le peculiarità del sistema italiano. Il giurista d&#8217;impresa diventa in questo senso una figura centrale. Vivendo l&#8217;azienda dall&#8217;interno, può aiutare a tradurre le norme in pratiche realmente applicabili, evitando che il recepimento diventi un peso ingestibile&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Martellino (AIGI): &quot;Capire come implementare nuove direttive su gender pay gap nel sistema italiano&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/EJYNEdI-ik4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Una delle novità più significative emerse dal confronto riguarda il rafforzamento degli organismi di controllo. Florinda Scicolone, Responsabile Pari Opportunità di AIGI, ha evidenziato che dal gennaio 2027 l&#8217;Italia vedrà la nascita di un&#8217;Authority indipendente per la parità di genere. &#8220;Sarà un&#8217;autorità amministrativa autonoma che vigilerà sulle discriminazioni di genere&#8221;, ha spiegato Scicolone. &#8220;Queste direttive danno finalmente concretezza e una sferzata a principi già presenti nella nostra Costituzione (Art. 37) e nei trattati istitutivi del 1957&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Scicolone (AIGI): &quot;Nuove direttive europee una sferzata importante per la trasparenza retributiva&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/kIRtjk0U1qE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>&#8220;Il divario retributivo in Europa si attesta ancora intorno al 12%&#8221; ha evidenziato Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia. &#8220;La nuova direttiva sulla <em>Pay Transparency</em> è lo strumento per colmare l’ultimo miglio. Il diritto all&#8217;informazione sulle medie salariali dei colleghi e l&#8217;obbligo di giustificare divergenze superiori al 5% rappresentano un &#8220;boost&#8221; senza precedenti. Se il datore di lavoro non corregge le discrepanze basate su criteri oggettivi, sono previste sanzioni: un meccanismo potente per rendere effettivi i valori su cui è stata fondata l&#8217;Unione&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Corazza (Parlamento Europeo in Italia): &quot;Nuova direttiva colma gap sulla parità retributiva&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/2dIZWin3AJ8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>E se le società quotate italiane sono già avanti in questo percorso — con una presenza femminile nei CdA che tocca il 43,2% — il problema resta nel tessuto delle piccole e medie imprese ha avvertito Marco Giorgino, Presidente di Nedcommunity. &#8220;Spesso mancano figure apicali femminili come AD o Presidenti. La nuova direttiva impone inoltre di spiegare perché un profilo è stato scelto rispetto a un altro e su questo è molto chiara: il genere vale a parità di merito&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Giorgino (Nedcommunity): Sulla presenza femminile nei board fatti passi avanti, ora coinvolgere PMI" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/zonUki8thfs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Sulla stessa linea Marcello Bianchi (Direttore Area Mercato dei Capitali e Società Quotate Assonime), che ha definito l’approccio europeo &#8220;flessibile ma efficace&#8221;. &#8220;La situazione italiana rispetto a questa direttiva è già sufficientemente allineata rispetto al direttiva europea. La parità di genere si diffonde gradualmente all&#8217;interno del tessuto economico, partendo dalle aziende più grandi per estendersi progressivamente. Dobbiamo accettare questa gradualità aspettando che questo effetto si diffonda nel modo più spontaneo possibile&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Bianchi (Assonime): &quot;Direttiva UE su governance societaria offre approccio flessibile ma efficace&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/8w4dlQizUfI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>L&#8217;impatto più immediato si avvertirà nei processi di recruiting, evidenzia Stefano Bottaro, HR Director di Avio. &#8220;La grande opportunità sta nel fatto che dovremo guardarci sempre di più al nostro interno per vedere l&#8217;equità retributiva e se andremo davvero verso la parità di genere non solo dal punto di vista delle assunzioni ma anche dal punto di vista retributivo. Dovremo inserire i livelli retributivi già nelle job description e non potremo più chiedere al candidato la retribuzione precedente&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Bottaro (Avio): &quot;Con le nuove direttive UE su equità retributiva importanti novità in campo di HR&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/7-M-dagVGso?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>Borsa e PMI, al Senato il confronto sulle opportunità di crescita per le imprese italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 15:59:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avvicinare le piccole e medie imprese italiane al mercato azionario rappresenta una sfida ma anche una grande opportunità per il sistema economico nazionale. È questo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/borsa-e-pmi-al-senato-il-confronto-sulle-opportunita-di-crescita-per-le-imprese-italiane/">Borsa e PMI, al Senato il confronto sulle opportunità di crescita per le imprese italiane</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Avvicinare le piccole e medie imprese italiane al mercato azionario rappresenta una sfida ma anche una grande opportunità per il sistema economico nazionale. È questo il tema al centro del convegno “Borsa – PMI: un’opportunità da percorrere”, organizzato al Senato da Fratelli d’Italia e promosso dal Senatore Lucio Malan, capogruppo del partito a Palazzo Madama, a cui hanno preso parte tra gli altri Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile Economia e Finanze di FdI, e Ylenia Lucaselli, capogruppo del partito in Commissione Bilancio alla Camera.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Malan: &quot;PMI e Borsa due eccellenze. Lavorare affinché dialoghino sempre di più&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/WQnybjEk1oU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Aprendo l’incontro, Malan ha sottolineato i risultati ottenuti dal mercato azionario negli ultimi anni. «In tre anni e mezzo di governo Meloni – ha affermato – la Borsa italiana ha registrato una crescita del 114% in termini di valore». Un dato che, secondo il capogruppo di FdI al Senato, dimostra come il mercato finanziario possa rappresentare una leva importante anche per le PMI, consentendo loro di accedere a nuovi capitali e offrendo allo stesso tempo opportunità agli investitori e ai risparmiatori.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Osnato: &quot;Aprire un canale sempre più diretto per mettere in contatto PMI e Borsa Italiana&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/x3nnqjb8s2M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Sul rapporto tra imprese e mercato dei capitali è intervenuto anche Marco Osnato, evidenziando come il segmento dedicato alle PMI abbia registrato risultati positivi in termini di quotazioni, ma non ancora un flusso di capitali adeguato al potenziale del tessuto produttivo italiano.</p>



<p>Secondo il presidente della Commissione Finanze della Camera, il nodo è in parte culturale: molte imprese nate dalla capacità imprenditoriale italiana raggiungono risultati importanti, ma esitano a fare il passo verso la quotazione per timore di perdere il controllo dell’azienda. «Invece – ha spiegato – è proprio in quel momento che l’imprenditore dovrebbe avere il coraggio di crescere e trasformare una grande azienda in un’impresa ancora più competitiva, con benefici non solo per sé ma per l’intero sistema Paese».</p>



<p>Osnato ha inoltre sottolineato come la struttura spesso ridotta delle PMI renda più complesso affrontare il percorso di quotazione. Da qui la necessità, secondo il parlamentare, di individuare strumenti normativi che semplifichino l’accesso ai mercati finanziari.</p>



<p>«Il paradosso – ha osservato Osnato – è che in Italia esistono due eccellenze, la Borsa e le piccole e medie imprese, che però dialogano ancora troppo poco». Per questo motivo, ha aggiunto, è importante coinvolgere operatori ed esperti del settore per capire quali interventi possano favorire un collegamento più efficace tra i due ambiti.</p>



<p>Nel corso del dibattito è intervenuta anche Ylenia Lucaselli, che ha ricordato i provvedimenti adottati negli ultimi anni per rafforzare il mercato dei capitali. Tra questi la Legge delega sulla competitività dei capitali, le misure fiscali volte a favorire la patrimonializzazione delle imprese e il rafforzamento del ruolo di Cassa Depositi e Prestiti e dei fondi dedicati alle PMI.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Lucaselli: &quot;Far dialogare Borsa Italiana e PMI per combattere paure e reticenze&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Rcb1ZkGF7T4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>«È necessario anche il protagonismo delle imprese e degli operatori del settore», ha affermato Lucaselli, sottolineando come l’obiettivo dell’incontro sia stato quello di avviare un confronto concreto per individuare ostacoli e possibili soluzioni.</p>



<p>«Il sistema produttivo italiano – ha concluso – ha sempre dimostrato una grande capacità di innovazione. La sfida ora è fare in modo che le nostre imprese non abbiano paura di crescere e di competere sui mercati».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Testa (Borsa Italiana): &quot;Convincere gli imprenditori ad aprire il capitale per aiutare le imprese&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/2eBjQcKc8_E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>«Abbiamo già segmenti e strumenti per avvicinare gli imprenditori alla Borsa Italiana» ha spiegato Fabrizio Testa, AD di Borsa Italiana. «Negli ultimi cinque anni c&#8217;è stata un&#8217;accelerata a partire dal Libro Verde, che poi si è declinata con la legge capitale, adesso c&#8217;è la riforma del TUF e soprattutto con degli strumenti tipo il fondo nazionale strategico in diretto.</p>



<p>«Abbiamo dei programmi come Elite che vanno a educare e a cercare di portare struttura alle aziende per poi preparare anche una quotazione, ma non solo. Bisogna continuare a lavorare su due fronti: convincere gli imprenditori ad aprire il capitale e dare longevità alle loro aziende entrando in borsa e far sì che il pacchetto fiscale e i prodotti finanziari che vengono messi sul mercato attirino e canalizzano questi fondi verso l&#8217;economia levale, sia a livello domestico che a livello europeo».</p>



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<iframe loading="lazy" title="Di Ciommo (CDP): &quot;Fermentare l&#039;ecosistema imprenditoriale italiano&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Cn1EmUxGdY4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>«Le piccole e medie imprese italiane devono comprendere che senza crescere dal punto di vista della governance, è difficile oggi fare impresa» ha aggiunto Francesco Di Ciommo, Consigliere di Amministrazione di CDP e ProRettore della LUISS “Guido Carli”. «Bisogna diventare più robusti dal punto di vista finanziario, per poter resistere alle tensioni che sui mercati ci sono e anche alla competizione che è sempre più feroce. Per accedere alla finanza bisogna avere una struttura di governance molto forte, in grado di presidiare al meglio i rischi a cui qualunque attività d&#8217;impresa è esposta. La crescita culturale ovviamente non si fa da un giorno all&#8217;altro, è necessario che ci sia un intero ecosistema che accompagni le nostre piccole e medie imprese a crescere. Lavorano in questa direzione Confindustria, il Governo e le principali agenzie culturali del Paese, a cominciare dalle Università».</p>
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		<title>IA e lavoro: governare il cambiamento per un futuro a misura d’uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 12:36:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Governare la trasformazione per moltiplicare le opportunità. È questo il messaggio emerso dall’evento “IA e Lavoro”, ospitato al Tempio di Vibia Sabina e Adriano, sede...</p>
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<p>Governare la trasformazione per moltiplicare le opportunità. È questo il messaggio emerso dall&#8217;evento “IA e Lavoro”, ospitato al Tempio di Vibia Sabina e Adriano, sede della Camera di Commercio di Roma, e in parallelo presso Palazzo Wedekind e Palazzo Brasini. L’iniziativa, promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con INPS e INAIL, ha riunito rappresentanti del Governo italiano, della Commissione europea, dei Governi di Francia e Germania, del Parlamento europeo, delle organizzazioni internazionali, delle parti sociali, delle imprese e del mondo della ricerca.</p>



<p>Al centro del confronto, le trasformazioni indotte dall’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro e la costruzione di una governance capace di garantire sviluppo, tutele e inclusione sociale.</p>



<p>Ad aprire la giornata è stato il messaggio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha definito l’IA “la più dirompente rivoluzione della nostra epoca”, sottolineando come il suo potenziale positivo possa esprimersi pienamente solo all’interno di un perimetro di regole etiche che mettano al centro la persona, i suoi diritti e i suoi bisogni. </p>



<p>Meloni ha ricordato che l’Italia è tra i primi Paesi ad aver adottato una normativa nazionale dedicata, comprensiva dell’Osservatorio sull’adozione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro istituito presso il Ministero. Le direttrici indicate sono quelle della formazione delle competenze, della qualità del lavoro e di una governance chiara e responsabile della trasformazione tecnologica.</p>



<p>La dimensione europea è stata uno dei fili conduttori dell’intera giornata. Il Ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha ribadito la necessità di un approccio umano-centrico condiviso a livello continentale, sottolineando come le sfide siano comuni e comune debba essere la visione. La strategia italiana, già delineata nel G7 a presidenza italiana, punta a utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare la capacità delle persone di lavorare, integrando accompagnamento al lavoro, formazione continua e riqualificazione. In questo quadro si inseriscono l’Osservatorio sull’adozione dell’IA nel lavoro, la piattaforma SIISL per l’incontro tra competenze e opportunità, l’infrastruttura digitale EDO e AppLI, web-coach basato su IA multi-generativa per l’orientamento e la formazione assistita.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Ministro Calderone: &quot;Osservatorio su IA e lavoro tappa importante per governare il cambiamento&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/lpFA80A37Do?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Il confronto con la Vicepresidente esecutiva della Commissione europea Roxana Minzatu e con il Segretario di Stato al Lavoro tedesco Michael Schäfer ha rafforzato la volontà di costruire una linea europea coerente, capace di coniugare competitività, tenuta del sistema sociale, mobilità equa dei lavoratori e digitalizzazione dei sistemi di sicurezza sociale.</p>



<p>Nel pomeriggio, a Palazzo Wedekind, il dibattito si è concentrato sul ruolo operativo dell’INPS nella transizione tecnologica del welfare. Il Presidente Gabriele Fava ha richiamato la responsabilità degli enti di previdenza nel garantire che l’uso degli algoritmi sia coerente con i principi di giustizia e comprensibilità.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Fava (INPS): &quot;Fare leva sull&#039;IA per servizi sempre più trasparenti e a misura del cittadino&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/6od6vfOUId8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Il Direttore Generale Valeria Vittimberga ha illustrato la strategia dell’Istituto per la costruzione di un modello di intelligenza artificiale del welfare, mentre il direttore della Comunicazione, Diego De Felice, ha evidenziato il valore dell’accessibilità e della semplificazione del linguaggio nei servizi digitali.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Vittinberga (INPS): &quot;Lavoriamo per un modello di intelligenza artificiale del welfare&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/TZAdOqfH6eA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="De Felice (INPS): &quot;Utilizzare l&#039;IA per migliorare i processi produttivi e la qualità del lavoro&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/6jS8WkyZxUw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>La visione dell’Istituto, è stato sottolineato nel corso del convegno, si fonda sulla sovranità e sul governo pubblico dei dati, sulla trasparenza e spiegabilità degli algoritmi e su una proattività dei servizi orientata ad anticipare i bisogni e ridurre le asimmetrie informative tra amministrazione e cittadini. In questo contesto, il SISL è stato presentato come ecosistema digitale integrato capace di collegare dati previdenziali, politiche di inclusione e servizi territoriali, favorendo analisi dinamiche dei percorsi lavorativi e l’individuazione preventiva delle situazioni di vulnerabilità.</p>



<p>Dal dibattito è emersa anche una riflessione sulla sostenibilità complessiva del sistema. L’aumento di produttività generato dall’innovazione tecnologica sta richiedendo un collegamento con le politiche di formazione affinché il valore prodotto si traduca in nuove opportunità e coesione sociale.</p>



<p>Particolare attenzione è stata poi dedicata alla qualità dei dati, alla loro interoperabilità e sicurezza, condizioni essenziali per garantire efficacia e credibilità ai sistemi di intelligenza artificiale applicati al welfare.</p>
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		<title>Mezzaroma: “Lo sport un investimento strategico per il Paese”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 09:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzaroma]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Dal Rapporto 2025 emerge un’industria da 32 miliardi di euro e 412 mila occupati, con grandi eventi e infrastrutture come leve di sviluppo.</p>
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<p><em>  (Intervista pubblicata su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em><br>Non solo le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, al via oggi, ma anche il Sei Nazioni di rugby, l’America’s Cup, le ATP Finals e gli Internazionali di tennis. L’Italia è sempre più al centro dei grandi eventi sportivi internazionali. Un’industria, quella dello sport, che nel nostro Paese vale 32 miliardi di euro, pari all’1,5% del PIL, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente. Un settore che dà lavoro complessivamente a 412 mila persone. Sono questi i numeri che emergono dal Rapporto 2025, voluto dal Ministero dello Sport e curato da Sport e Salute insieme all’Istituto per il Credito Sportivo.<br><br>«Quello dello sport è un comparto in costante crescita, ce ne accorgiamo anche perché una quota parte dei contributi che eroghiamo per conto dello Stato agli organismi sportivi deriva da una percentuale dei ricavi fiscali che tutto il mondo sportivo produce in un anno: il 32% di questo montante», spiega Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute da agosto 2023. «Questo 32% sta crescendo anno su anno in maniera esponenziale: lo scorso anno erano 50 milioni, quest’anno sono 150 milioni».<br><br><strong>Tra tutti questi dati ce n’è uno che vi soddisfa in modo particolare?</strong><br> «Sicuramente quello relativo all’aumento dei cittadini che hanno deciso di fare movimento. Abbiamo diverse fasce che ci indicano se si tratta di attività saltuaria o più continuativa, ma è comunque un dato importante, perché la nostra missione è innanzitutto promuovere l’attività fisica, che ha ricadute positive in termini di spesa sanitaria e di benessere psicofisico».<br><br><strong>In che modo tutti questi grandi eventi in programma possono contribuire a mantenere alta la competitività e l’attrattività dell’intero sistema Paese?</strong><br>«I grandi eventi sono fondamentali. Prendiamo, ad esempio, i dati economici elaborati dalla Federazione Rugby sul Sei Nazioni: parliamo di due partite giocate a Roma e di un indotto enorme, diretto e indiretto, legato anche a flussi turistici di fascia alta. Inoltre, ospitare grandi eventi – come nel caso della Coppa America a Napoli – ci costringe ad alzare l’asticella e a confrontarci con manifestazioni di risonanza globale come le Olimpiadi o i prossimi Campionati europei di calcio.<br>Esiste poi un turismo sportivo dalla doppia valenza: da un lato chi si sposta per assistere dal vivo a grandi appuntamenti sportivi, momenti in cui bisogna esserci; dall’altro chi va in vacanza ma desidera continuare a praticare sport. Quest’ultimo è un filone molto interessante, perché richiede un aumento dell’offerta sportiva e degli impianti».<br><br><strong>Il tema delle infrastrutture sportive è un altro nodo cruciale. Cosa si sta facendo e cosa manca?</strong><br>«C’è una fortissima voglia di sport e di investire nello sport a tutti i livelli. Stiamo lavorando, per conto del Ministero dello Sport e di altre istituzioni statali, regionali e locali, per sviluppare ulteriormente l’impiantistica sportiva esistente. Stiamo aggiornando il censimento: abbiamo circa 70 mila impianti, il 90% dei quali è in attività. Esistono casi eclatanti di impianti abbandonati, sui quali però è in corso una programmazione di recupero con investimenti a vari livelli. C’è poi il tema dei grandi stadi, in vista degli Europei del 2032, per i quali si stanno adottando misure normative volte a facilitare il recupero o la ristrutturazione di strutture ormai obsolete. Restano due criticità strutturali da monitorare: da un lato il fatto che l’accesso allo sport stia diventando costoso, e quindi la necessità di individuare strumenti per facilitarlo, come i voucher sportivi; dall’altro il costo di gestione degli impianti, sempre più impattante, soprattutto per le strutture energivore».<br><br><strong>Auspica un’attenzione particolare anche alla luce della fine del PNRR?</strong><br>«Sì, ma auspico un’attenzione ancora maggiore a livello europeo in termini di investimenti nello sport su tutte le linee di intervento. Lo sport deve essere visto come un investimento, non come un costo, perché ha ricadute importanti su diversi aspetti a cominciare dalla spesa sanitaria».<br><br><strong>Nel quadro economico sportivo italiano, Sport e Salute gioca un ruolo fondamentale. Quanto è complesso garantire equità nella distribuzione dei contributi pubblici evitando squilibri territoriali e settoriali?<br></strong>«È molto complesso. Lavoriamo con un sistema chiamato MaC, un algoritmo che, utilizzando i dati inseriti direttamente dagli organismi sportivi, crea un meccanismo di distribuzione il più possibile oggettivo. Ogni organismo sportivo, ogni federazione, ha le proprie specificità, ma abbiamo introdotto un sistema di rating che fornisce strumenti utili per individuare le aree di miglioramento. È un sistema con cap e floor che consente di mantenere un equilibrio anno su anno e permette agli organismi di pianificare il proprio lavoro».<br><br><strong>Sport e Salute ha ricevuto il premio ASI per il Centro Sportivo “Pino Daniele” di Caivano. Che valore ha questo riconoscimento?</strong><br>«È stata una sfida magnifica. Abbiamo consegnato il centro in tempi molto sfidanti, lo stiamo gestendo insieme alla Polizia di Stato e alle Fiamme Oro ed è un modello che si è rivelato vincente. Ha una valenza che va oltre lo sport, perché si tratta di un intervento di rigenerazione non solo urbana ma anche sociale, diventato ormai un modello di riferimento».<br><br><strong>Esistono altri “Caivano” in Italia dove lo sport può diventare una leva strategica di riscatto sociale?</strong><br>«Con il decreto Caivano bis il Governo ha replicato questo modello, con una dotazione di circa 180 milioni di euro, su altre otto aree complesse del territorio, soprattutto nel Sud. Stiamo già lavorando in Sicilia (Catania, Borgo Nuovo), in Calabria, a Roma (Quarticciolo), a Napoli (Scampia e Secondigliano) e a Milano (Rozzano), sia sul recupero degli impianti sia sulla promozione dell’attività sportiva».<br><br><strong>Avete diverse iniziative attive, come Scuola Attiva o Rigenerazioni. Che ricaduta economica hanno questi progetti sul Paese?</strong><br>«In questi tre anni ho imparato che lo sport ha valenze positive a 360 gradi: economiche, sociali e di benessere psicofisico. Il Rapporto Sport mostra come lo SROI, l’indice del ritorno sociale dell’investimento, abbia un valore molto elevato: per ogni euro investito nello sport il ritorno va da 5 a 8 euro. Pochi settori garantiscono rendimenti simili. Per Scuola Attiva (che punta a promuovere l’attività motoria nella scuola primaria) utilizziamo circa 7 mila tutor, istruttori provenienti in gran parte dalle federazioni, che operano nelle scuole e vengono retribuiti oltre alla loro attività ordinaria. Si genera così un indotto importante, si crea formazione e opportunità di lavoro. Lo stesso vale per Rigenerazioni, che punta a una riduzione significativa, nel lungo periodo, dei costi sanitari e sociali, favorendo anche l’interscambio tra diversi ministeri e settori».<br><br><strong>Lo scorso maggio allo Stadio Olimpico oltre 2.500 studenti hanno celebrato il ritorno dei Giochi della Gioventù. Quali saranno i prossimi step?</strong><br>«I Giochi della Gioventù sono ormai diventati un evento strutturale. Ci stiamo avviando verso la fase definitiva, con un format e tempistiche stabili. È un modo positivo di portare lo sport nelle scuole, che sono forse il luogo in cui bisogna investire di più, perché è lì che si forma la cultura sportiva».</p>
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		<title>INPS e la forza dei valori per ridisegnare il welfare del futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 12:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Conferenza nazionale della Dirigenza INPS ha messo al centro valori, innovazione e prossimità per ridisegnare il welfare pubblico e il ruolo dello Stato nella vita dei cittadini.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dietro ogni pratica ci sono storie, persone e scelte che incidono in modo diretto sulla vita quotidiana degli italiani, ed è da questa consapevolezza che ha preso forma la Conferenza nazionale della Dirigenza INPS “La Forza dei Valori”, ospitata a Roma nella Sala Calipari del Polo Ballarin e pensata come momento di riflessione strategica sul futuro del welfare pubblico.</p>



<p>Con oltre quattrocento dirigenti riuniti insieme ai vertici istituzionali, l’evento ha messo al centro il ruolo dell’INPS come infrastruttura silenziosa ma decisiva del sistema Paese, chiamata a coniugare dimensione sociale, innovazione tecnologica e responsabilità pubblica in una fase di trasformazioni profonde.</p>



<p>Il messaggio di apertura del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito la missione dell’Istituto come colonna portante della protezione sociale e braccio operativo dello Stato sul territorio, sottolineando il peso delle responsabilità che ricadono sulla dirigenza nel rendere l’INPS il volto di uno Stato affidabile e vicino alle persone nei momenti più delicati della vita.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Calderone: &quot;Servizi digitali, welfare e IA per un modello più inclusivo&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/FrIFJT9h_2I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Una linea che si è intrecciata con l’intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, che ha indicato integrità, equità, centralità della persona e innovazione come bussola dell’azione amministrativa, ricordando come «il lavoro quotidiano dell’Istituto debba far sentire i cittadini ascoltati, accompagnati e tutelati da uno Stato che non è lontano, ma prossimo ai bisogni».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Butti: “IA e semplificazione, la PA non può più tornare indietro”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/HG6kldxi0Tc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>In questo quadro, la trasformazione digitale emerge non come fine ma come strumento per rendere il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione più semplice ed empatico, come ha evidenziato il Sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti, sottolineando che «digitalizzare senza semplificare significherebbe sommare burocrazia a burocrazia» e che l’intelligenza artificiale è ormai un passaggio strutturale, da governare con consapevolezza.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Fava (INPS): &quot;Governare l’innovazione per semplificare la vita dei cittadini&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/XInyYW1cVJI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>A delineare la visione strategica dell’Istituto è stato il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava, che ha parlato di un vero punto di svolta: l’INPS 4.0. Un modello che supera la logica della mera erogazione delle prestazioni per abbracciare il concetto di welfare generativo. «L’INPS – ha spiegato – non può limitarsi a dare risposte amministrative, ma deve creare condizioni che aiutino le persone a ripartire».</p>



<p>La governance digitale rappresenta l’asse portante di questa trasformazione: non un fine in sé, ma uno strumento per ridurre errori, orientare l’utente e liberare tempo agli operatori. «Restituire tempo – ha sottolineato Fava – significa restituire equità».</p>



<p>I numeri confermano la portata del cambiamento: oltre 4,5 milioni di download della nuova App INPS e più di 270 milioni di accessi. A questi si aggiungeranno nuovi portali dedicati alla famiglia, alla genitorialità e alle imprese, con un linguaggio sempre più accessibile anche alle giovani generazioni. «Innoviamo – ha concluso – non per apparire moderni, ma per essere più giusti».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Vittinberga: &quot;L’INPS del futuro: intelligenza artificiale, giovani e centralità della persona&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/_QcvanB9_ZQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Il Direttore Generale dell’INPS, Valeria Vittimberga, ha riportato il dibattito alla dimensione etica e costituzionale dell’azione pubblica. «Siamo servitori dello Stato – ha ricordato – e la nostra bussola è la Costituzione». Gestire risorse, ha spiegato, è solo uno strumento rispetto al fine ultimo: servire la comunità nazionale.</p>



<p>Vittimberga ha insistito sulla presenza territoriale dell’Istituto, anche nelle aree interne e nelle sedi più piccole, come segno tangibile di uno Stato che non arretra. «L’integrità – ha avvertito – vive negli atti, nei tempi e nelle priorità. Un’istituzione che perde credibilità rischia di essere ignorata, ed è un pericolo ancora più insidioso del conflitto».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="De Felice: &quot;La centralità della persona come bussola della comunicazione INPS&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/NMszK91OgAc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Dagli interventi è emersa anche una riflessione più ampia sul ruolo proattivo dell’INPS, chiamato a intercettare bisogni differenziati per età, territorio e condizioni sociali, a partire dai giovani, attraverso nuovi linguaggi e canali digitali che affiancano la presenza fisica sul territorio. In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale diventa un alleato da governare con responsabilità, non per sostituire il lavoro umano ma per semplificare processi, certificare dati e offrire risposte personalizzate, liberando risorse da dedicare all’ascolto e alla consulenza, in linea con una visione umano-centrica dell’innovazione. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Conte (INPS): &quot;Innovazione e formazione per affrontare le nuove sfide globali&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/PZycr3y5zWM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>La Conferenza restituisce così l’immagine di un Istituto che, nel mezzo delle grandi transizioni demografiche, digitali e del lavoro, prova a ridefinire il proprio ruolo come infrastruttura di fiducia del Paese, capace di tenere insieme sostenibilità, inclusione e qualità dei servizi, partendo dai valori per arrivare alla capacità concreta di stare sul territorio e accompagnare cittadini e imprese nel cambiamento.</p>



<p><em>Riprese e montaggio di Simone Zivillica</em></p>
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		<title>NEST e MAES lanciano un programma per unire Italia, Mediterraneo, Africa e Medio Oriente nella transizione energetica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 15:01:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[maes]]></category>
		<category><![CDATA[Nest]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costruire un’alleanza stabile tra Italia, Paesi del Mediterraneo, dell’Africa e del Medio Oriente per accelerare la transizione energetica. È l’obiettivo del nuovo programma internazionale presentato...</p>
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<p>Costruire un’alleanza stabile tra Italia, Paesi del Mediterraneo, dell’Africa e del Medio Oriente per accelerare la transizione energetica. È l’obiettivo del nuovo programma internazionale <a href="https://www.thewatcherpost.it/the-watcher-photos/transizione-energetica-nest-e-maes-lanciano-un-programma-di-cooperazione-internazionale-chi-cera/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presentato</a> da Fondazione NEST – Network for Energy Sustainable Transition e dalla Fondazione MAES – Mediterranean Academy for Energy &amp; Sustainability.</p>



<p>Un’iniziativa che punta a mettere in rete ricerca avanzata, innovazione tecnologica, industria e diplomazia scientifica in un’area destinata a essere decisiva per gli equilibri globali dei prossimi decenni.</p>



<p>Il progetto nasce all’interno delle attività del Partenariato Esteso NEST, uno dei principali soggetti italiani dedicati alla ricerca e sviluppo nell’ambito dell’energia verde. L&#8217;obiettivo è creare un ecosistema euro-mediterraneo della sostenibilità, basato su cooperazione tecnica, formazione e trasferimento tecnologico verso i Paesi che affronteranno la crescita demografica ed energetica più rapida.</p>



<p>«Con questo programma facciamo un passo ulteriore nella missione di <a href="https://fondazionenest.it/">NEST</a>: mettere a disposizione dei Paesi del Mediterraneo, dell’Africa e del Medio Oriente un patrimonio di competenze scientifiche e tecnologiche costruite in Italia grazie a un grande partenariato nazionale. L’Africa è destinata a vivere una crescita demografica senza precedenti e non ci possiamo permettere che questa crescita replichi i modelli energetici di India e Cina basati sui combustibili fossili. Sarebbe insostenibile per il clima del Mediterraneo e avrebbe ricadute pesantissime anche per noi» ha spiegato il Presidente di Fondazione NEST Francesco Cupertino. </p>



<p>«In questo senso l’Italia può giocare un ruolo determinante proprio perché possiede un patrimonio di competenze scientifiche e industriali riconosciuto nel settore delle rinnovabili e dei sistemi energetici avanzati. Nel 2050, per ogni ragazzo italiano in età universitaria ce ne saranno cento in Africa. La domanda di formazione sarà enorme. L’Italia, per storia e collocazione, è il candidato naturale per diventare il loro hub di alta formazione. È un’opportunità, ma anche un dovere».</p>



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<iframe loading="lazy" title="Cupertino (NEST): “Formazione e innovazione, la chiave per uno sviluppo condiviso”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/AczyXRRNxWM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Il piano si articolerà in una serie di missioni istituzionali: prima nei Paesi del Nord Africa, dal Marocco all’Egitto; poi nel Medio Oriente, con tappa nei principali Paesi in fase di ristrutturazione dei sistemi formativi; infine in alcune nazioni dell’Africa Sub-sahariana, tra cui Liberia e Camerun.</p>



<p>Sul ruolo del sistema italiano nella cooperazione internazionale è intervenuto Domenico Villacci, presidente della Fondazione MAES, che ha evidenziato l’importanza di un approccio che unisca ricerca, industria e diplomazia scientifica: «Il Mediterraneo allargato sta vivendo una fase di trasformazione profonda. Se vogliamo che sia anche una trasformazione sostenibile, dobbiamo esserci con le nostre competenze, i nostri centri di ricerca e le nostre imprese. La transizione energetica non è solo una questione tecnologica, ma un terreno strategico di relazioni internazionali. Da soli non si va lontano. Ma se università, centri di ricerca e imprese – dalle startup ai grandi gruppi – si muovono insieme, l’Italia diventa credibile e può costruire partnership durature».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Villacci (MAES): “Mediterraneo può diventare un laboratorio internazionale per l’energia del futuro”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/WyfoZGf4e8A?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Le missioni previste dal programma avranno un duplice obiettivo. Sul piano istituzionale, serviranno ad avviare un dialogo diretto con governi, ministeri e autorità locali per definire le priorità di sviluppo energetico e formativo. Sul piano tecnico, coinvolgeranno università, centri di ricerca e imprese dei Paesi partner, con l’obiettivo di progettare attività congiunte: programmi di formazione avanzata, progetti pilota sulle energie rinnovabili, sistemi intelligenti per la gestione dell’energia, iniziative di trasferimento tecnologico e incubazione di startup.</p>



<p>La roadmap definirà inoltre i possibili percorsi di cooperazione industriale, in particolare nei settori delle rinnovabili, dell’efficienza energetica, dell’idrogeno verde e delle reti intelligenti.</p>
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		<title>Dettagli, senza fine. Addio a Ornella Vanoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 11:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[ornella vanoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ornella Vanoni si è spenta ieri all’età di 91 anni. Ritratto di un'icona della musica italiana, tra amori, politica e una carriera straordinaria senza fine.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono i trentatré minuti e rotti di quell’instant classic che fu <em>La voglia la pazzia l&#8217;incoscienza l&#8217;allegria</em>, con gli inserti poetici di Vinicius de Moraes, la sottigliezza chitarristica di Toquinho, gli arrangiamenti di Gianfranco Bardotti e gli adattamenti di Chico Buarque. Un unicum che metteva insieme classici della bossa nova, traditional italiani, poesia, jazz e tanto altro.</p>



<p>Poco prima c’era stato <em>Dettagli</em>, con quella voce pulita, calda e sensuale a muoversi tra Nara Leão e Maria Bethania, con l’apertura affidata a un delicatissimo adattamento in italiano di <em>Detalhes</em> di Roberto Carlos.</p>



<p>Ci sono i grandi classici della canzone italiana: <em>Senza Fine</em>, <em>Rossetto e Cioccolato</em>, <em>L’appuntamento</em>. Ci sono gli amori, le provocazioni antiproibizioniste, le sofferenze, la depressione, gli abiti di Dior.</p>



<p>Ma al centro di tutto c’era lei: regale, maestosa, sempre dolce e mai sprezzante, sempre divina anche perché mai diva, a tratti adorabile a tratti straziante.</p>



<p>Ornella Vanoni si è spenta ieri all’età di 91 anni nella sua casa di Milano per un arresto cardiocircolatorio.</p>



<p>Spettacolo, musica, teatro, cinema, televisione, politica, gossip, moda: Ornella Vanoni è riuscita a tenere insieme tutte queste vite in una vita soltanto.</p>



<p>Una carriera straordinaria e irripetibile, vissuta al centro di tutto ma con lo sguardo periferico di chi non aveva bisogno di accendere altre luci. Un percorso partito dalle canzoni della mala milanese, passando dal Brasile all’America jazz di George Benson, Gil Evans e Herbie Hancock.</p>



<p>Ornella Vanoni è stata un’artista e un’interprete in tutto e per tutto eclettica, multiforme, perfetta. Bella, algida, oscura, con una voce profonda, dal timbro inconfondibile. “Una che ha tolto il sonno a molti italiani”, disse una volta Giovanni Minoli.</p>



<p>Nata nel 1934 in una famiglia agiata, entra quasi per caso al Piccolo Teatro di Milano, dove studia con Giorgio Strehler, che la plasma, la disciplina, le affina la dizione e la recitazione. Con lui vive una relazione intensa e tormentata, ma soprattutto un apprendistato artistico totale.</p>



<p>Il successo arriva con il ciclo delle canzoni della mala, che la rende un unicum nella musica italiana dell’epoca, una cantante teatrale capace di dare corpo a un mondo popolare, ferito e poetico.</p>



<p>Negli anni ’60 si innamora di Gino Paoli, da cui nasce una collaborazione artistica fondamentale dando vita a pezzi indimenticabili e continuando al tempo stesso la carriera sia a teatro che nel cinema. Dopo una storia passionale e difficile, sposa l’impresario Lucio Ardenzi, con cui ha l’unico figlio, Cristiano.</p>



<p>Nel corso della sua vita ha spesso ricordato la propria vicinanza al socialismo di Pietro Nenni, al quale si sentiva legata fin da giovane. L’evoluzione del partito sotto la guida di Bettino Craxi la deluse profondamente, pur continuando a mantenere con lui un rapporto affettuoso fino agli ultimi anni.</p>



<p>Nel suo ultimo libro <em>Vincente o perdente</em>, scritto con Pacifico per La Nave di Teseo, lo difese, sostenendo che «operava in un sistema in cui, per avere peso, era quasi inevitabile sbagliare. E alla fine ha pagato per tutti».</p>



<p>Sul panorama politico attuale si è espressa con la solita estrema franchezza: della sinistra si chiedeva «dove sia finita», mentre della destra riconosceva a Giorgia Meloni determinazione e intelligenza, pur ritenendola “mal circondata”.</p>



<p>E poi gli ultimi anni, quelli dove il pubblico ha saputo mettere da parte il santino della Vanoni e ha imparato a conoscere e amare Ornella: le dichiarazioni <em>tranchant</em>, i meme, le ospitate senza filtri da Fazio, gli endorsement (da Marracash a Lucio Corsi), il <a href="https://youtu.be/YnaKes2xsF0?list=RDYnaKes2xsF0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">divertissement</a> con Colapesce e Dimartino, le perplessità sulle canzoni di tre minuti scritte da sette autori.</p>



<p>Libera, ironica, lucidissima. Ornella Vanoni non ha mai avuto paura di cambiare e cambiando, ha insegnato a tutti noi un modo diverso di stare nel nostro tempo.</p>
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		<title>Innovazione, giovani, euro digitale e sicurezza: a Milano torna il Salone dei Pagamenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 14:34:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[salone dei pagamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Oltre il contante, nuove regole europee e focus su AI e cybersecurity: l’evento di Milano si conferma hub strategico per l’evoluzione del fintech e dell’euro digitale.</p>
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<p><em>(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)</em><br>Nel corso del 2024 i pagamenti digitali in Italia hanno superato per la prima volta il contante, registrando transazioni cashless per oltre 481 miliardi di euro transati, con un aumento del 12,3% rispetto all’anno precedente. Per fare il punto su come sta cambiando il modo di pagare e condividere trasformazioni in atto, innovazioni e nuove normative, dal 29 al 31 ottobre l’Allianz MiCo di Milano ospiterà la decima edizione del Salone dei Pagamenti, l’evento di riferimento per l’ecosistema del fintech e dei pagamenti digitali, promosso dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e organizzato da ABI Servizi.</p>



<p>Nato nel 2016 come piattaforma di dialogo tra banche, imprese, istituzioni, startup e mondo accademico, il Salone è oggi il principale hub italiano dedicato all’innovazione nei pagamenti. Dopo i numeri record dello scorso anno – oltre 14.000 partecipanti e più di 100 ore di contenuti – l’edizione 2025 si presenta con un titolo che è da subito anche una dichiarazione d’intenti: “Talento Generativo”, un omaggio alla creatività e alla capacità umana di trasformare la tecnologia in valore.</p>



<p>“Il Salone dei Pagamenti in questi dieci anni ha saputo coinvolgere e diventare punto di riferimento per un’ampia e variegata community &#8211; Istituzioni, aziende, mondo della ricerca &#8211; che fa dell’innovazione tecnologica, nell’ambito dei pagamenti ma non solo, uno strumento per rispondere in maniera sempre più efficace, accessibile e inclusiva ai bisogni delle persone e delle aziende” spiega Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale Vicario di ABI e Presidente di ABIServizi.</p>



<p>Il programma della tre giorni si articolerà in oltre 100 appuntamenti tra talk, tavole rotonde e sessioni verticali all’interno di 10.000 metri quadri di area espositiva, con un focus sui trend che stanno ridefinendo la finanza digitale: intelligenza artificiale, open finance, pagamenti sostenibili, euro digitale, cybersecurity e stablecoin.</p>



<p>Una delle novità di quest’anno è l’area “Agorà del Futuro”, uno spazio pensato per esplorare i modelli di business emergenti e le sfide etiche della finanza algoritmica. Accanto a essa, l’inedita “Terrazza dei Talenti” – un’arena di oltre 1.800 metri quadrati – ospiterà talk, laboratori e incontri, con l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo del fintech attraverso linguaggi digitali, esperienze immersive e storytelling multimediale.</p>



<p>Grande attenzione sarà rivolta anche quest’anno all’internazionalizzazione. “Attraverso partnership come quelle strutturate negli anni con ICE o con network globali come Money 20/20, il Salone dei Pagamenti è ormai un ambassador riconosciuto dell’innovazione made in Italy nel mondo” sottolinea Gianluca Tiani, responsabile Innovazione e Internazionale ABI.</p>



<p>Tra i temi al centro dell’agenda 2025 ci saranno le novità normative legate alla PSD3 e al PSR, i nuovi regolamenti europei che ridisegneranno la disciplina dei servizi di pagamento. Spazio anche ai bonifici istantanei, diventati obbligatori in tutta l’Unione Europea, e al nuovo servizio di Verifica del Beneficiario (VoP), pensato per garantire maggiore sicurezza contro le frodi digitali.</p>



<p>“Il Salone sarà l’occasione per approfondire gli aggiornamenti sugli sviluppi del G20 in tema di pagamenti internazionali e fare il punto sulle soluzioni di pagamento mobile che, attraverso accordi di interconnessione, mirano a dare la possibilità a tutti i cittadini europei di pagare in modo più semplice in tutto il perimetro dell’Unione”, spiega Barbara Pelliccione, responsabile dei Sistemi di Pagamento di ABI. Un altro tema di grande interesse sarà l’euro digitale, su cui è attesa nei prossimi mesi la decisione della Banca Centrale Europea. Gli esperti discuteranno di come la moneta digitale pubblica possa coesistere con il contante e con gli strumenti privati, garantendo inclusione, tracciabilità e trasparenza.</p>



<p>“Il Salone dei Pagamenti ha saputo pensarsi, fin dalla prima edizione, come uno spazio aperto di confronto, di esplorazione e di co-progettazione di idee, prodotti e servizi innovativi”, spiega Maria Teresa Ruzzi, responsabile di ABIEventi. “E’ un ponte tra generazioni, tra imprese e finanziatori, tra aziende e clienti, tra ricerca e applicazioni industriali. Un evento che dura tre giorni, ma che vive tutto l’anno”.</p>
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