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	<title>Articoli di Gianluca Lambiase, autore presso The Watcher Post</title>
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	<link>https://www.thewatcherpost.it/author/gianlucalambiase/</link>
	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Thu, 21 May 2026 08:52:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>ZES Unica, la BEI accelera sul Mezzogiorno: firmato a Napoli il protocollo con il Governo</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/economia/zes-unica-la-bei-accelera-sul-mezzogiorno-firmato-a-napoli-il-protocollo-con-il-governo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Credito, garanzie e assistenza, l’intesa con Bei per trasformare la ZES Unica da incentivo a piattaforma strutturale per rafforzare la competitività.</p>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em><br>Linee di credito per PMI e imprese a media capitalizzazione, garanzie, finanziamenti diretti e assistenza tecnica per la strutturazione finanziaria degli investimenti. Sono questi i punti chiave del protocollo d’intesa siglato a Napoli tra la Banca europea per gli investimenti (BEI) e il governo italiano a sostegno delle imprese del Mezzogiorno. Un’intesa che si inserisce nel quadro del Piano strategico triennale della ZES Unica approvato dal governo nell’ottobre scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:18px">Su questo tema la BEI, insieme ad ABI, Confindustria e Confindustria Campania, ha riunito mercoledì nel capoluogo campano istituzioni, imprese e sistema bancario per un confronto ad ampio raggio. L’obiettivo dell’iniziativa — intitolata “La BEI per la ZES Unica: coesione, innovazione e sostenibilità” — è trasformare la ZES in una piattaforma stabile per attrarre investimenti pubblici e privati, migliorando l’accesso al credito e coordinando risorse europee, nazionali e regionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:18px">Il momento centrale dell’evento è stata la firma del Protocollo d’Intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la stessa BEI, un accordo che punta a rafforzare la cooperazione istituzionale e finanziaria per sostenere progetti strategici nei territori del Sud. A sottoscrivere l’intesa sono stati Giuseppe Romano, capo del Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio, e Milena Messori, capo dell’Ufficio del Gruppo BEI in Italia, alla presenza della vicepresidente BEI Gelsomina Vigliotti e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud, Luigi Sbarra.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:18px">Una particolare attenzione sarà dedicata alle filiere considerate strategiche — agroalimentare, aerospazio, automotive e navale — e ai settori ad alto contenuto tecnologico e sostenibile.<br>Per la vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti, il Mezzogiorno rappresenta ormai una priorità strategica per il Gruppo europeo. “Nel solo 2025 abbiamo investito quasi cinque miliardi di euro nelle regioni di coesione italiane, pari a circa il 40% della nostra attività complessiva nel Paese: un livello record”, ha sottolineato, definendo l’accordo “un rafforzamento del quadro istituzionale necessario a mobilitare investimenti pubblici e privati”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:18px">Sul piano politico, il governo punta a fare della ZES Unica uno dei principali strumenti di politica industriale per il Sud. Luigi Sbarra ha parlato di una “svolta concreta” in termini di attrazione di capitali e sostegno all’accesso al credito, spiegando che l’obiettivo è “rendere la ZES attrattiva e competitiva attraverso una visione di lungo periodo che integri risorse pubbliche, capitali privati e misure di sostegno agli investimenti”.<br>Elemento operativo dell’accordo sarà la creazione di una task force congiunta BEI–ZES Unica, incaricata di monitorare l’attuazione degli strumenti previsti, coordinare i diversi canali di finanziamento, oltre a rafforzare il raccordo con il Fondo europeo per gli investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:18px">All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’assessore regionale campano Fulvio Bonavitacola, il vicepresidente di Confindustria Natale Mazzuca, il presidente di Confindustria Campania Emilio De Vizia e il vicedirettore generale vicario dell’ABI Gianfranco Torriero. È intervenuto anche, con un videomessaggio, il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto. Il segnale che arriva da Napoli è duplice: da un lato, BEI e il governo italiano intendono consolidare la ZES Unica come leva di politica economica per ridurre il divario territoriale; dall’altro, il sistema industriale e finanziario prova a scommettere su un modello che superi la frammentazione del passato e renda il Mezzogiorno più competitivo nell’attrazione degli investimenti.</p>
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		<title>AI, cyber security e compliance: la governance del rischio diventa leva strategica per le imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[csqa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AI, cyber security e il ruolo strategico della compliance al centro del confronto promosso da Formiche e CSQA.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale e la crescente complessità delle minacce cyber stanno cambiando rapidamente il modo in cui aziende e istituzioni lavorano, prendono decisioni e gestiscono i rischi. Allo stesso tempo, le nuove normative europee – dall’AI Act alla NIS2 fino al DORA – chiedono alle organizzazioni di adottare modelli sempre più sicuri, trasparenti e affidabili. In questo contesto, sicurezza, gestione del rischio e compliance non rappresentano più soltanto obblighi normativi da rispettare, ma diventano elementi strategici per garantire stabilità, fiducia e competitività sul mercato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È da queste premesse che nasce l’incontro che si è svolto presso la sede dell&#8217;Associazione CIVITA organizzato da Formiche, in collaborazione con CSQA, dedicato al confronto tra istituzioni e imprese sul tema della governance dell’innovazione e sul ruolo delle certificazioni come strumenti di fiducia e sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Maria Chiara Ferrarese, Direttore Generale e Amministratore Delegato di CSQA, il momento storico impone alle imprese una riflessione profonda sul rapporto tra innovazione e responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Siamo certamente in un momento storico importante dove l’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente tutto: modelli organizzativi, modalità di lavorare, prospettive. È una velocità che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente e non sappiamo quale sarà il punto di atterraggio”, spiega Ferrarese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, sottolinea, la compliance non può essere interpretata come un semplice adempimento burocratico. “La normativa comunitaria dice innovazione sì, ma all’interno di alcune regole, regole che servono per garantire utenti, mercato e organizzazioni. Garantire la compliance significa dotarsi di sistemi robusti e di una governance robusta, in grado non solo di rispondere agli obblighi di legge, ma anche di assicurare maggiore efficacia ed efficienza”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Ferrarese (CSQA): &quot;Compliance leva strategica per fiducia e competitività delle imprese”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Ms7xNOm4Wmc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Un approccio che, secondo Ferrarese, può trasformarsi in una vera leva strategica di sviluppo. “La certificazione diventa anche un atto di trasparenza verso i mercati, che parlano un linguaggio comune”, evidenzia, sottolineando come fiducia e capacità di differenziazione siano oggi elementi chiave per la competitività delle imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema assume particolare rilevanza in un contesto in cui molte aziende percepiscono l’aumento della regolamentazione come un ostacolo. Ma proprio i modelli integrati di gestione del rischio possono rappresentare un vantaggio competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La certificazione è uno strumento che consente di andare oltre la conformità”, osserva Ferrarese. “L’adozione di norme internazionali consente di avere una metodologia di lavoro per organizzarsi meglio e rispondere agli obblighi di legge in maniera più efficace ed efficiente. Se invece si affronta la compliance come un mero atto burocratico, molto probabilmente si perde tempo e anche efficacia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui la necessità di “metabolizzare” i sistemi organizzativi in una logica strategica, capace di coniugare conformità e crescita. “Questa duplice visione consente alle aziende di differenziarsi e di garantire ciò che oggi poche imprese sono in grado di assicurare”, aggiunge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro resta anche la tutela dell’utente finale, sempre più esposto ai rischi derivanti dalla digitalizzazione e dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale. “Le norme volontarie, abbinate alla certificazione, diventano una strategia non solo di conformità ma anche di comunicazione verso terzi e rappresentano un grande atto di trasparenza”, conclude Ferrarese. “La certificazione significa entrare nelle organizzazioni e valutare se il modello adottato sia realmente efficace rispetto agli obiettivi dichiarati. È un atto di trasparenza verso utenti e mercati”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Foto, riprese e montaggio di Simone Zivillica</em></p>
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		<title>Commercialisti, la riforma che ridisegna i confini della professione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riforma della professione dei commercialisti. De Nuccio: “Stop a zone grigie, più chiarezza su ruoli e competenze”.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em><br>Ridefinire confini, competenze e prospettive di una professione centrale per il sistema economico. È questo l’obiettivo della riforma delle professioni che riguarda da vicino anche i commercialisti e che punta ad aggiornare un impianto normativo fermo al 2005. A delinearne portata e criticità è Elbano de Nuccio, riconfermato nelle scorse settimane alla guida del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. «L’opportunità principale è quella di perimetrare in maniera chiara ruoli e funzioni all’interno del contesto economico e sociale del Paese», spiega il Presidente de Nuccio. «La nostra legge di riferimento risale a oltre vent’anni fa, in un contesto completamente diverso: era necessario innanzitutto ridefinire il ruolo del commercialista». Da qui la revisione dell’articolo che disciplina l’oggetto della professione, con una descrizione più precisa di compiti e responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una riforma che si muove su un doppio binario: «Da un lato una nuova regolamentazione interna alla professione, dall’altro una definizione più chiara verso l’esterno», sottolinea de Nuccio. «Era indispensabile evitare sovrapposizioni con figure che non sono professioni ordinistiche ma che spesso finiscono per confondere il mercato».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema del perimetro è centrale. «Nella genericità della vecchia normativa si è insinuata una zona grigia», osserva. «Questo ha consentito ad altri operatori di pensare di essere commercialisti. È qualcosa di inaccettabile». Il riferimento è anche alla distinzione giuridica tra ordini professionali e associazioni private, ribadita dalla Corte costituzionale: «Il commercialista è un professionista ordinistico, garante dell’interesse pubblico. Un tributarista è un lavoratore autonomo con competenze diverse e non sovrapponibili».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Presidente, la riforma chiarisce definitivamente questi confini: «Ne uscirà una professione più chiara, in cui non sarà più possibile confondere chi fa cosa». Un passaggio che si accompagna anche al rafforzamento della funzione sussidiaria rispetto alla pubblica amministrazione. «Siamo sempre più spesso destinatari di funzioni che supportano l’attività dello Stato», spiega. «Questo avviene perché siamo garanti del pubblico interesse».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla definizione delle competenze, emerge il tema dell’attrattività della professione, soprattutto per i giovani. «C’è un errore di fondo: ci si concentra sugli effetti e non sulle cause», osserva de Nuccio. «Le cause sono chiare: incertezza economica, percorsi lunghi e costosi, barriere all’ingresso». E aggiunge: «Un giovane difficilmente sceglie una strada complessa se non vede una prospettiva di reddito concreta». Le soluzioni proposte vanno in direzione opposta: «Bisogna eliminare le barriere all’ingresso e rendere la professione più attrattiva», afferma. «Abbiamo proposto la sovrapposizione del tirocinio con il percorso universitario, la formazione gratuita fino ai 35 anni e strumenti di sostegno economico per chi inizia». L’obiettivo è chiaro: «Creare una condizione che permetta ai giovani di entrare senza partire già con un peso economico sulle spalle».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro fronte riguarda il ruolo della categoria nel processo normativo. «Oggi le norme si scrivono con chi le applica», sottolinea. «I commercialisti sono presenti in tutti i tavoli tecnici ministeriali e partecipano attivamente alla scrittura delle riforme». Non solo funzione consultiva, quindi: «La nostra è anche una funzione operativa. È un cambio di paradigma importante». Un riconoscimento che, secondo de Nuccio, deriva dalla competenza tecnica espressa dalla categoria: «Oggi la nostra utilità per il Paese viene riconosciuta concretamente, attraverso un rapporto costante con le istituzioni».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, lo sguardo al futuro passa dall’innovazione tecnologica. «L’intelligenza artificiale è un’enorme opportunità», afferma. «Può facilitare i processi ripetitivi e migliorare la base informativa a disposizione del professionista». Ma con un limite chiaro: «Non può sostituire l’uomo, deve integrarne le capacità». Una visione antropocentrica che guida anche le iniziative del Consiglio nazionale, impegnato nello sviluppo di una propria piattaforma dedicata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il vero tema – conclude – è accompagnare tutta la categoria in questo cambiamento, senza lasciare indietro nessuno».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/commercialisti-riforma-confini-professione/">Commercialisti, la riforma che ridisegna i confini della professione</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>“Value for Money”: Deloitte fotografa il nuovo rapporto tra clienti e assicurazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 17:03:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Deloitte presenta i risultati della ricerca “Value for Money”: cresce la fiducia degli italiani nei prodotti assicurativi tra sicurezza, consulenza e trasparenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/value-for-money-deloitte-fotografa-il-nuovo-rapporto-tra-clienti-e-assicurazioni/">“Value for Money”: Deloitte fotografa il nuovo rapporto tra clienti e assicurazioni</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In uno scenario segnato da volatilità dei mercati, tensioni geopolitiche e crescente attenzione alla protezione del risparmio, il settore assicurativo italiano accelera sulla trasparenza, sulla consulenza e sulla personalizzazione dei prodotti. È questo il quadro emerso nel corso dell’evento “Value for Money: il valore per il cliente come fattore di successo per l’industria assicurativa”, organizzato da Deloitte presso l’Auditorium Deloitte di Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’industria assicurativa e della vigilanza per fare il punto sull’evoluzione del mercato, tra nuove normative, centralità della consulenza e crescente domanda di sicurezza da parte dei risparmiatori italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del confronto anche i risultati della ricerca realizzata da Deloitte, secondo cui il 70% degli italiani considera i prodotti di investimento assicurativi più adatti a salvaguardare il capitale rispetto ai prodotti finanziari tradizionali. Un dato che conferma il crescente ruolo delle polizze investimento all’interno delle strategie di risparmio delle famiglie italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aprire il confronto è stato Valentino Valentini, Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, che ha sottolineato il valore sociale del comparto assicurativo: “Quando un italiano stipula una polizza assicurativa sta comprando una promessa, la promessa che qualcuno starà dalla sua parte se le cose vanno male”. Valentini ha richiamato l’attenzione sulle trasformazioni normative in atto, dalla Product Oversight Governance alle nuove regole sulla distribuzione assicurativa, evidenziando la necessità di coniugare competitività del settore e tutela del risparmio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Valentini (Viceministro MIMIT): &quot;Chiediamo al settore assicurativo strumenti sempre più solidi&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/XkstWS5K7II?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il Viceministro ha inoltre ricordato il recente intervento del Governo sul fronte delle polizze catastrofali: “Un’impresa che vuole crescere con il supporto dello Stato deve anche proteggersi. Proteggere il capannone, il macchinario, il magazzino è la condizione per fare impresa in un Paese che sta cambiando clima”. Guardando al futuro, Valentini ha indicato tra le priorità lo sviluppo della cultura assicurativa, l’inclusione dei clienti meno digitalizzati e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale nel settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema previdenziale è intervenuto Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sottolineando il ruolo crescente delle soluzioni assicurative e previdenziali integrative: “Sarà necessario avere formule alternative di sostegno al reddito, quindi fondi previdenziali e assicurazioni possono dare ristoro ai futuri pensionati”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Durigon (Lega): &quot;Assicurazioni e fondi pensione prodotti fondamentali per sostegno al reddito&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/MrXMhyOGIW4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Durigon ha inoltre evidenziato il ruolo della consulenza e della fiducia costruita dal settore assicurativo italiano: “La consulenza delle assicurazioni e del sistema finanziario è molto presente in Italia e rappresenta un vantaggio importante per i consumatori”. Centrale, secondo il Sottosegretario, anche il tema dell’educazione finanziaria: “È un elemento fondamentale per spiegare ai giovani e meno giovani come intervenire sul sistema economico”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Massimo Garavaglia, Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, ha posto l’attenzione sul nodo previdenziale e sulla necessità di maggiore consapevolezza tra i giovani. “Purtroppo non c’è ancora consapevolezza che la pensione futura sarà ben più bassa di quella delle generazioni precedenti”, ha dichiarato.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Garavaglia (Lega): “Serve maggiore consapevolezza previdenziale tra i giovani”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/EZOiq2hFfWo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Secondo Garavaglia, il settore assicurativo italiano rappresenta una risposta solida e competitiva, ma occorre rafforzare informazione ed educazione finanziaria: “Dobbiamo iniziare a spiegare questi temi già a scuola, fin dalle medie”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’evento Deloitte ha presentato una ricerca dedicata alla percezione dei prodotti di investimento assicurativi da parte dei risparmiatori italiani. Dallo studio emerge che il 70% degli intervistati considera le polizze investimento più adatte a salvaguardare il capitale rispetto ai prodotti finanziari tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il cliente oggi preferisce acquistare un prodotto assicurativo rispetto a un prodotto finanziario puro”, ha spiegato Ilenia Robusto, Partner Deloitte. “Questo è legato anche al rapporto di fiducia che riesce a instaurare con il consulente e alla reputazione delle compagnie”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Robusto (Deloitte): &quot;Prodotti assicurativi preferiti rispetto a quelli finanziari puri&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/RnIR_FrEZNg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Robusto, il mercato sta evolvendo verso una maggiore attenzione ai bisogni del cliente e alla personalizzazione dell’offerta, anche per segmenti di clientela meno evoluti dal punto di vista finanziario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad approfondire i dati della ricerca è stato Alessandro Vidussi, Partner Deloitte, che ha evidenziato come sicurezza, stabilità del rendimento e consulenza rappresentino oggi i principali driver di scelta dei risparmiatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Stiamo osservando un crescente apprezzamento dei prodotti di investimento assicurativo, ritenuti più funzionali nel garantire protezione e salvaguardia del capitale”, ha dichiarato Vidussi. “Oltre il 90% degli intervistati ritiene di valore il servizio di consulenza ricevuto”.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Vidussi (Deloitte): &quot;Consulenza assicurativa centrale nelle scelte del consumatore&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/qT0R9zf2aeY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Sul ruolo della consulenza e della trasparenza si è soffermato anche Giancarlo Fancel, Country Manager Italy &amp; CEO di Generali Italia. “Il principale dato che ci ha colpito dalla ricerca è che il 70% degli intervistati conferma la volontà di avere prodotti assicurativi nel proprio portafoglio perché rispondono pienamente alle loro esigenze”, ha spiegato.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Fancel (Generali): “Assicurazioni centrali nel risparmio, con il POG più trasparenza”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/WpR6S8eNWSQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Fancel ha poi sottolineato il valore della Product Oversight Governance: “La POG va esattamente nella direzione di consentire maggiore trasparenza verso i clienti e soprattutto di dare valore alla consulenza”. Guardando all’evoluzione tecnologica del settore, il CEO di Generali Italia ha aggiunto che l’intelligenza artificiale rappresenta “un grande supporto alla costruzione di una relazione duratura con i clienti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Davide Passero, Country Chief Marketing &amp; Product Officer di Generali Italia, ha evidenziato come il contesto attuale renda ancora più centrale il ruolo dell’industria assicurativa. “Siamo in un sistema caratterizzato da rischi geopolitici, volatilità dei mercati finanziari e rischi climatici. L’industria assicurativa è chiamata a garantire stabilità economica e sociale al Paese”, ha affermato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Passero (Generali): &quot;Il sistema assicurativo svolge un ruolo centrale nel garantire stabilità&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/PAJpdbNnRdY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Passero ha inoltre sottolineato il crescente bisogno di personalizzazione dell’offerta assicurativa e l’importanza degli investimenti in competenze e strumenti digitali: “La granularizzazione dell’offerta rende necessario accompagnare i risparmiatori con consulenza e formazione adeguate”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ampio spazio anche al tema dell’educazione finanziaria, definita da Passero “una grande sfida per il Paese”, soprattutto per giovani e donne, categorie ancora caratterizzate da un significativo gap di competenze finanziarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine Giovanni Liverani, Presidente ANIA, ha ricordato il peso strategico del comparto assicurativo e previdenziale per il sistema economico italiano. “Il risparmio assicurativo e previdenziale è fondamentale per affrontare le sfide demografiche del Paese e garantire maggiore protezione alle famiglie”, ha dichiarato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Liverani (ANIA): &quot;Mercato assicurativo centrale nell&#039;economia italiana&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/8klR37kbxnI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Liverani ha ribadito il valore della consulenza assicurativa, soprattutto in un contesto caratterizzato da prodotti complessi e bisogni sempre più articolati: “Le reti di consulenti offrono un valore fondamentale che aiuta i clienti a evitare errori nelle scelte di medio e lungo termine”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, il Presidente ANIA ha richiamato l’importanza dell’educazione assicurativa e previdenziale nelle scuole: “Abbiamo firmato un protocollo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per portare questi temi nelle scuole medie e superiori italiane”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Foto, riprese e montaggio di Simone Zivillica</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/value-for-money-deloitte-fotografa-il-nuovo-rapporto-tra-clienti-e-assicurazioni/">“Value for Money”: Deloitte fotografa il nuovo rapporto tra clienti e assicurazioni</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Sanità ed economia circolare: il progetto ReMed accelera in Italia e amplia la rete di raccolta</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/salute/sanita-ed-economia-circolare-il-progetto-remed-accelera-in-italia-e-amplia-la-rete-di-raccolta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 19:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[novo nordisk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ReMed cresce in Italia: il progetto di economia circolare in sanità coinvolge 6 regioni, 14 città e oltre 680 farmacie, con 1,5 tonnellate di dispositivi già raccolte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/sanita-ed-economia-circolare-il-progetto-remed-accelera-in-italia-e-amplia-la-rete-di-raccolta/">Sanità ed economia circolare: il progetto ReMed accelera in Italia e amplia la rete di raccolta</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Coniugare economia circolare e sanità, trasformando dispositivi medici usati in nuove risorse. È questo l’obiettivo di ReMed, il progetto promosso da Novo Nordisk che, dopo una fase pilota, si appresta ad entrare ora in una fase di espansione su scala nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa, presentata in conferenza stampa presso la sede dell&#8217;Anci a Roma, coinvolge ora 6 regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Puglia), 14 città e oltre 680 farmacie, con più di 1,5 tonnellate di dispositivi già raccolte. Un’evoluzione per un modello che affronta una delle criticità meno visibili del sistema sanitario: la gestione del fine vita dei dispositivi monouso per autosomministrazione, come ad esempio le penne per insulina, GLP-1 e ormone della crescita (senza ago).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo è costruito su una filiera integrata: i cittadini consegnano i dispositivi nelle farmacie aderenti; i partner territoriali si occupano della raccolta e dello stoccaggio; quindi i materiali vengono trasferiti in Danimarca, dove vengono trattati e trasformati in materie prime seconde. Attualmente, queste penne sono riciclabili fino all’85% e possono essere riutilizzate per produrre oggetti di uso comune, inclusi elementi di arredo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ReMed si inserisce nella strategia globale di Novo Nordisk “Circular for Zero – the new era”, che punta a ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera, dalla produzione al paziente, fino ad arrivare a zero emissioni entro il 2045. In Italia, il progetto assume anche una dimensione sistemica, mettendo in relazione sostenibilità ambientale, salute pubblica e responsabilità sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento distintivo è la collaborazione tra pubblico e privato. Sviluppato insieme ad Anci, il progetto coinvolge istituzioni, amministrazioni locali e professionisti sanitari. “Il Parlamento può e deve essere un facilitatore della sostenibilità: iniziative come ReMed dimostrano concretamente che la collaborazione tra pubblico e privato è in grado di generare valore tangibile per l’ambiente, per la salute e per le comunità locali. È fondamentale dare continuità a queste esperienze e costruire un quadro normativo che ne favorisca la diffusione e la scalabilità, perché la qualità della vita dei cittadini passa anche da qui”, ha sottolineato il Vicepresidente della Camera Giorgio Mulè.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Mulè: &quot;Grazie al progetto ReMed un piccolo gesto può contribuire alla sostenibilità&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/R1103FJ3lMk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal lato dei territori, l’adesione di grandi città come Roma, Milano, Napoli e Bari – insieme a centri come Rimini, Modena, Ferrara, Imola e Cuneo – segna un passaggio decisivo verso una diffusione più capillare. “Trasformare un dispositivo medico da potenziale rifiuto a nuova risorsa, grazie anche alla rete capillare delle farmacie, dimostra che la sinergia tra istituzioni locali e imprese lungimiranti è la chiave per affrontare in modo efficace le sfide della sostenibilità. Come sindaci siamo chiamati a rendere le città sempre più laboratori di innovazione, dove la cura della persona e quella dell’ambiente procedano insieme, in un’ottica di responsabilità verso le generazioni future”, ha commentato Gaetano Manfredi, presidente Anci e sindaco di Napoli.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Manfredi (ANCI): &quot;Il progetto ReMed contribuisce alla transizione ambientale dei comuni italiani&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/nPmKiX07kOU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, il ruolo delle farmacie è centrale: rappresentano il punto di contatto quotidiano con i cittadini e facilitano la diffusione di comportamenti sostenibili. “I farmacisti sono sempre più protagonisti della sostenibilità perché presidiano la prossimità e accompagnano i cittadini verso scelte consapevoli. Promuovere una gestione responsabile dei dispositivi medici significa agire in modo concreto sulla tutela della salute e dell’ambiente, contribuendo a diffondere una cultura della sostenibilità che nasce dai gesti quotidiani e si estende all’intera comunità”, ha osservato Andrea Mandelli, presidente della FOFI.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Mandelli (FOFI): &quot;Grazie a ReMed le farmacie vettore centrale per il rispetto dell&#039;ambiente&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/CUTkgdVF-lE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida, tuttavia, va oltre la logistica. Come emerso dal confronto tra gli stakeholder, per consolidare modelli come ReMed servono politiche e regolamentazioni capaci di accompagnarne la crescita, oltre a una partecipazione attiva delle comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Salute e ambiente sono strettamente interconnessi: molte patologie croniche sono influenzate da fattori che vanno oltre il sistema sanitario. Per questo prendersi cura delle persone significa anche ridurre l’impatto ambientale delle cure e ripensare i processi in chiave sostenibile. Con ReMed traduciamo questo impegno in un’azione concreta, costruita insieme a istituzioni, territori e professionisti sanitari, con l’obiettivo di generare benefici duraturi per i pazienti e per il pianeta”, ha ricordato Jens Pii Olesen, General Manager di Novo Nordisk Italia.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Olesen (Novo Nordisk): &quot;ReMed conferma il nostro impegno per la sostenibilità ambientale&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/uxuYK540Qs8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Riprese e montaggio di Rachele Maria Curti</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/sanita-ed-economia-circolare-il-progetto-remed-accelera-in-italia-e-amplia-la-rete-di-raccolta/">Sanità ed economia circolare: il progetto ReMed accelera in Italia e amplia la rete di raccolta</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Accessori al tabacco, canali alternativi in crescita: rischio per gettito e concorrenza</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/economia/accessori-al-tabacco-canali-alternativi-in-crescita-rischio-per-gettito-e-concorrenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 23:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre un terzo dei consumatori acquista accessori al tabacco fuori dal circuito ufficiale: impatti su gettito fiscale, concorrenza e mercato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/accessori-al-tabacco-canali-alternativi-in-crescita-rischio-per-gettito-e-concorrenza/">Accessori al tabacco, canali alternativi in crescita: rischio per gettito e concorrenza</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mercato dei prodotti accessori al tabacco, come cartine e filtri, sta vivendo una fase di grande trasformazione, segnata dall’espansione dei canali di acquisto paralleli. Secondo una ricerca del Luiss Policy Observatory, oltre il 30% dei consumatori acquista prodotti accessori al tabacco da mercati non regolamentati. Le vendite attraverso canali paralleli comprendono piccole attività locali, piattaforme online e reti informali, generando preoccupazioni non solo per la tracciabilità dei prodotti, ma anche per l’effetto sul gettito fiscale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Dalla ricerca emerge innanzitutto la necessità di maggiore trasparenza&#8221; commenta Domenico Lombardi, Direttore del Policy Observatory, Luiss School of Government. &#8220;Occorre garantire una maggiore tracciabilità e una maggiore trasparenza per rafforzare la compliance fiscale, elemento di garanzia non solo per il settore ma per l&#8217;intera collettività&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Lombardi (Luiss): &quot;Da ricerca su prodotti accessori al tabacco emerge necessità di più trasparenza&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ymw7Ef6u4oo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il 35% dei consumatori si rivolge infatti a modalità di acquisto esterne alla tabaccheria, spinto da un fattore determinante: il prezzo. &#8220;Il dato più importante è quello che dall&#8217;introduzione dell&#8217;imposta di consumo c&#8217;è stato un momento molto forte dell&#8217;evasione del gettito. Siamo passati da un 20% nel 2020 a un 40% nel 2025&#8221; spiega Marco Fabbrini, Presidente di Assopat.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Fabbrini (Assopat): Ridurre imposizione fiscale e migliorare tracciabilità per combattere l&#039;evasione" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/zGcYo7d1IJU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio evidenzia inoltre un disallineamento tra le vendite di tabacco trinciato e quelle dei relativi accessori. Tra il 2023 e il 2024, mentre il consumo di tabacco è rimasto quasi stabile (-1%), le vendite legali di cartine e filtri sono diminuite del 7,4%. Un divario che suggerisce una crescente quota di acquisti al di fuori del circuito soggetto a imposizione fiscale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le conseguenze si riflettono direttamente sulle entrate pubbliche: il gettito derivante dall’imposta sui prodotti accessori è sceso dai 47,8 milioni di euro del 2021 a una stima di 35,8 milioni per il 2024. Secondo le analisi, se tutta la domanda fosse intercettata dal circuito ufficiale, il gettito potrebbe superare i 50 milioni di euro annui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non meno rilevanti gli effetti sulla concorrenza. Il 73% dei rivenditori segnala condizioni di svantaggio competitivo, legate soprattutto alla presenza di operatori che riescono a offrire prezzi più bassi evitando il pagamento delle imposte. &#8220;Il mercato dei prodotti e accessori è un mercato che è nato da poco, quindi evidentemente sconta il fatto che ancora non sono state introdotte delle norme che consentono certamente un&#8217;effettiva tracciabilità&#8221; spiega Luigi Liberatore, Direttore Centrale Accise dell&#8217;Agenzia delle Dogane.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Liberatore (ADM): &quot;Norme severe per contrastare mercati paralleli e salvaguardare la concorrenza&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/UUeUG4-nqSk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Liberatore prosegue, suggerendo che sia fondamentale &#8220;creare una soglia d&#8217;ingresso per gli operatori del settore. Al momento sono in numero troppo elevato, molto probabilmente prevedendo dei requisiti soprattutto di carattere soggettivo ridurremo quegli operatori che senza alcun tipo di competenza nel settore di riferimento si accingono a svolgere le attività, evidentemente non nel rispetto delle regole. La parte che ritengo più importante è che dobbiamo proteggere gli operatori virtuosi del mercato.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La proporzionalità è il punto fondamentale&#8221; ha aggiunto infine Paola De Micheli, membro della Commissione Attività produttive della Camera. &#8220;L&#8217;applicazione di aliquote esorbitanti non porta al recupero del gettito, ma alla distorsione del mercato&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="De Micheli (PD): &quot;Proporzionalità fiscale punto fondamentale per riequilibrare il mercato&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/uhLxtR_iyVA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Riprese e montaggio di Rachele Maria Curti</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spasticità post-ictus, una sfida ancora invisibile: le nuove linee guida dal Senato</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/salute/spasticita-post-ictus-una-sfida-ancora-invisibile-le-nuove-linee-guida-dal-senato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 13:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Abbvie]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ictus in Italia: il 75% dei pazienti sopravvive con disabilità. Presentate al Senato le nuove linee guida per migliorare diagnosi, cura e riabilitazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/salute/spasticita-post-ictus-una-sfida-ancora-invisibile-le-nuove-linee-guida-dal-senato/">Spasticità post-ictus, una sfida ancora invisibile: le nuove linee guida dal Senato</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In Italia l’ictus continua a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie, non solo per l’impatto immediato ma soprattutto per le conseguenze a lungo termine. Ogni anno si registrano circa 120 mila nuovi casi e, dato ancora più significativo, il 75% dei pazienti sopravvive con esiti invalidanti. Oggi sono circa un milione le persone che convivono con le conseguenze dell’ictus, un numero destinato a crescere con l’invecchiamento della popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questo contesto che si inserisce la conferenza stampa “Spasticità post-ictus: una sfida invisibile di sanità pubblica”, ospitata presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato su iniziativa della senatrice Elena Murelli. Al centro dell’incontro, la presentazione di un documento di linee guida e raccomandazioni elaborato da clinici, accademici e associazioni dei pazienti per affrontare le principali criticità del sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le complicanze più rilevanti emerge la spasticità post-ictus, che colpisce tra il 25% e il 38% dei pazienti entro un anno dall’evento acuto. Una condizione spesso sottovalutata ma altamente invalidante, che compromette la mobilità, provoca dolore, interferisce con il sonno e limita fortemente le attività quotidiane. Ogni anno, inoltre, circa 45 mila persone sviluppano disturbi neurologici invalidanti, ma solo una parte riceve una diagnosi tempestiva e un trattamento adeguato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È necessario definire percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e riabilitativi realmente efficaci e omogenei sul territorio”, ha sottolineato la senatrice Murelli. &#8220;Tra le priorità indicate figurano anche il &#8220;Occorre rafforzare la rete assistenziale secondo il modello hub &amp; spoke, con maggiori investimenti nella formazione degli operatori sanitari e campagne informative rivolte a cittadini e caregiver. Cruciale anche l’istituzione di un registro nazionale dell’ictus e l’aggiornamento delle tariffe per le prestazioni, per rendere il sistema più equo e sostenibile&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Murelli (Lega): Assicurare al paziente colpito da ictus assistenza dal ricovero alla riabilitazione" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ez2WNE_AqyI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un punto condiviso anche dalle associazioni dei pazienti. “L’ictus non si esaurisce nella fase acuta, ma accompagna le persone e le loro famiglie per anni”, ha evidenziato Andrea Vianello, presidente di A.L.I.Ce. Italia OdV. “Serve una presa in carico che garantisca continuità assistenziale, riabilitazione adeguata e supporto ai caregiver”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Vianello (A.L.I.Ce. Italia): &quot;Creare una rete più forte per supportare i pazienti colpiti da ictus&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/mJCfSj3uPfg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista clinico, la diagnosi tardiva rappresenta uno dei nodi principali. “La spasticità compare spesso dopo l’ictus e viene ancora troppo frequentemente non riconosciuta o trattata in modo appropriato”, ha spiegato Maria Concetta Altavista, direttrice della Neurologia del San Filippo Neri di Roma. “È fondamentale migliorare la conoscenza dei metodi di cura e intervenire precocemente”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Altavista (ASL Roma1): &quot;Lavorare per ridurre i ritardi nella gestione dei pazienti colpiti da ictus&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/xPhANaAQXPw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra criticità riguarda il follow-up dei pazienti più gravi. “Spesso sono proprio coloro che, una volta dimessi, risultano più difficili da gestire a domicilio”, ha osservato Danilo Toni, Professore Ordinario di Neurologia Università La Sapienza e Direttore Unità trattamento neurovascolare, Policlinico Umberto I di Roma. “Servono servizi territoriali in grado di intercettare questi pazienti e seguirli nel tempo, anche a casa, per evitare un aggravamento della disabilità e un aumento dei costi sanitari”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Toni (La Sapienza): &quot;Seguire il paziente nella fase post-ictus affinché non sia dimenticato&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/vwHlWvqu7Oc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>MOST, nuovi dati sull’auto: ibride leader e boom delle alternative alla proprietà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 11:13:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Most]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più ibride e meno proprietà: così cambia il mercato auto italiano. Presentati i nuovi dati MOST tra transizione energetica e nuovi consumi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mercato automobilistico italiano sta attraversando una fase di trasformazione profonda, sospesa tra transizione energetica, vincoli economici e nuove abitudini di consumo. È questa la fotografia che emerge dal secondo Rapporto dell’Osservatorio SUNRISE, promosso da MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile e presentato a Roma all’Ara Pacis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato più evidente riguarda il mix di alimentazioni: le auto ibride dominano il mercato con il 51% delle immatricolazioni, mentre l’elettrico resta fermo al 6%, segnando un ritardo di circa cinque anni rispetto ad altri Paesi europei. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, guardando alle intenzioni future, l’interesse per le vetture a zero emissioni cresce: il 12% degli italiani dichiara che potrebbe scegliere un’auto elettrica nei prossimi anni, anche se persistono ostacoli rilevanti come il prezzo elevato, la carenza di infrastrutture di ricarica e i timori legati all’autonomia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine &#8211; realizzata con l’Istituto Piepoli &#8211; su un campione di 3.000 cittadini conferma che il prezzo resta il principale driver d’acquisto, seguito dai costi di gestione e dalla sicurezza. Elementi come design, prestazioni o brand incidono meno nelle decisioni. Oltre il 40% degli italiani prevede di acquistare un’auto nei prossimi tre anni e, in un caso su cinque, l’obiettivo sarà aumentare il numero di veicoli in famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, si affermano nuove modalità di accesso all’auto. Leasing e noleggio, che in passato rappresentavano appena il 2% delle esperienze, salgono al 9% nelle intenzioni future, contribuendo a portare le formule alternative alla proprietà al 30% complessivo. Un segnale chiaro di come il concetto stesso di possesso stia cambiando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il parco auto italiano continua intanto a crescere, superando i 41 milioni di veicoli nel 2024, ma diventa sempre più vecchio: l’età media ha ormai superato i 12-13 anni. Le nuove immatricolazioni restano sotto i livelli pre-pandemia, ferme a circa 1,6 milioni annui, mentre il mercato dell’usato supera i 5 milioni di passaggi di proprietà. Un equilibrio fragile che incide negativamente su emissioni ed efficienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cambia anche il tipo di auto acquistata. I SUV rappresentano ormai il 62% delle nuove immatricolazioni, confermando una tendenza verso veicoli più grandi e costosi, spesso scelti per comfort e sicurezza percepita, soprattutto nel Sud Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento innovativo del Rapporto riguarda l’analisi del Total Cost of Ownership (TCO), che considera l’intero ciclo di vita del veicolo. I risultati mostrano che non esiste una tecnologia sempre più conveniente: le auto tradizionali e ibride risultano più vantaggiose per percorrenze limitate, mentre l’elettrico diventa competitivo con utilizzi intensivi e possibilità di ricarica domestica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Montanari (MOST): &quot;Le famiglie italiane tornano a comprare auto preferendo l&#039;ibrido all&#039;elettrico&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/2P8_0HDdOhU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">“Il Rapporto SUNRISE mette in luce con chiarezza le tensioni che attraversano il settore: da un lato la spinta alla transizione energetica, dall’altro vincoli economici e infrastrutturali che ne rallentano l’attuazione” ha spiegato Gianmarco Montanari, direttore generale di MOST. “In questo contesto, il ruolo degli Osservatori è fondamentale: mettiamo a disposizione dati robusti, analisi indipendenti e strumenti di lettura che consentono a decisori pubblici, imprese e cittadini di orientarsi in modo più consapevole. Solo attraverso una base informativa solida è possibile progettare politiche efficaci e accompagnare davvero la trasformazione del settore verso modelli più sostenibili”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Cattaneo (FI): &quot;Sull&#039;automotive occorre un approccio pragmatico e non ideologico&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/dXH_VyGW6ns?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">“Conoscere per deliberare non è uno slogan, ma un metodo di lavoro concreto: significa basare ogni scelta pubblica su dati solidi, analisi rigorose e un confronto continuo con gli operatori del settore”, ha sottolineato Alessandro Cattaneo, Membro della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Camera (FI),. “L’automotive è un comparto strategico per il Paese e va sostenuto con politiche pragmatiche e non ideologiche, adottando un mix di tecnologie che consenta di ridurre le emissioni in modo realistico e sostenibile, rafforzando al contempo la competitività della filiera europea”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Servedio (MIT): “Patente e nuove tecnologie, verso una mobilità più sostenibile e autonoma”" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/piPMkSnmlDY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte della regolazione e dell’evoluzione tecnologica, Gaetano Servedio, Direttore generale per la Motorizzazione del MIT, ha evidenziato come stia cambiando anche il ruolo del conducente: “La ricerca offre spunti molto utili anche dal punto di vista normativo. Stiamo lavorando, ad esempio, sul conseguimento della patente, con l’obiettivo di integrare le competenze legate alle nuove tecnologie per consentire un utilizzo più consapevole dei veicoli”. Servedio ha poi aggiunto: “Apriremo un tavolo con le autoscuole per semplificare e aggiornare le procedure, mentre parallelamente continuiamo a sperimentare su guida autonoma ed էնergie alternative. Il codice della strada si sta già adattando a questa evoluzione: il veicolo non è più solo un mezzo condotto dall’uomo, ma un sistema che lo affianca. Il conducente resta presente, ma il suo ruolo cambia profondamente”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Camerano (CDP): &quot;Importante investire su tecnologie complementari&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/0UFBqeVagko?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Sulla stessa linea Simona Camerano, Responsabile Area Scenari Economici e Strategie Settoriali di CDP, che ha posto l’accento sulla necessità di una visione industriale di lungo periodo: “Le famiglie fanno scelte guidate soprattutto dal costo e dall’efficacia del mezzo, mentre per gli operatori della filiera questo scenario impone di ragionare in termini di investimenti e pianificazione strategica”. Camerano ha sottolineato come “non esista oggi una tecnologia dominante, ma sia necessario puntare su soluzioni complementari per rispondere a una domanda in continua evoluzione”. E ha aggiunto: “Sostenere la filiera automotive è fondamentale, non solo per la produzione di veicoli ma anche per la componentistica, che rappresenta un’eccellenza italiana. Servono però un quadro normativo stabile e obiettivi chiari, per permettere a imprese e istituzioni di programmare investimenti con un orizzonte di medio-lungo periodo”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Ventorino (MASE): Sulla transizione energetica evitare di mettere in competizione tecnologie diverse" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/_310LVRjAVk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A richiamare la complessità del contesto è stato anche Luca Venturino, della Segreteria Tecnica del MASE: “Il Rapporto restituisce un quadro molto ricco, che intreccia evoluzione tecnologica, abitudini dei cittadini e trasformazioni globali della mobilità”. Venturino ha evidenziato i rischi di un approccio sbilanciato: “Il principale errore sarebbe mettere in competizione tecnologie diverse, perdendo la visione d’insieme. L’approccio adottato nel PNEC è tecnologicamente neutro: l’obiettivo è favorire lo sviluppo delle soluzioni più efficienti, sia dal punto di vista ambientale che industriale”. Infine, ha concluso: “La decarbonizzazione non è solo un obiettivo simbolico, ma una necessità concreta per migliorare la qualità della vita, soprattutto nelle città, dove il settore dei trasporti ha un impatto diretto e quotidiano”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Riprese e montaggio di Simone Zivillica</em></p>
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		<title>Parità di genere e trasparenza: le imprese italiane alla prova delle nuove direttive UE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 17:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[AIGI]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le nuove direttive europee su parità di genere e trasparenza retributiva sono state al centro di un evento promosso da AIGI. Un'occasione per fare il punto con Istituzioni, imprese e rappresentanti del mondo accademico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A quasi settant’anni dai Trattati di Roma, l’Unione Europea rilancia il proprio impegno sulla parità di genere con un nuovo pacchetto normativo destinato a incidere profondamente su imprese e governance. È stato questo il focus del convegno “Impresa, Trasparenza e Autorità per la Parità: Women e Direttive Europee”, promosso da AIGI – Associazione Italiana Giuristi d’Impresa e AITRA, in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e con il patrocinio della Commissione europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa, ospitata presso lo spazio Europe Experience – David Sassoli a Roma, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese per un confronto sulle principali novità normative europee in materia di trasparenza retributiva, uguaglianza di genere e governance societaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una sfida che per le aziende è innanzitutto tecnica e operativa ha sottolineato Giorgio Martellino, Presidente di AIGI. &#8220;La sfida è implementare le direttive facendo salve le peculiarità del sistema italiano. Il giurista d&#8217;impresa diventa in questo senso una figura centrale. Vivendo l&#8217;azienda dall&#8217;interno, può aiutare a tradurre le norme in pratiche realmente applicabili, evitando che il recepimento diventi un peso ingestibile&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Martellino (AIGI): &quot;Capire come implementare nuove direttive su gender pay gap nel sistema italiano&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/EJYNEdI-ik4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle novità più significative emerse dal confronto riguarda il rafforzamento degli organismi di controllo. Florinda Scicolone, Responsabile Pari Opportunità di AIGI, ha evidenziato che dal gennaio 2027 l&#8217;Italia vedrà la nascita di un&#8217;Authority indipendente per la parità di genere. &#8220;Sarà un&#8217;autorità amministrativa autonoma che vigilerà sulle discriminazioni di genere&#8221;, ha spiegato Scicolone. &#8220;Queste direttive danno finalmente concretezza e una sferzata a principi già presenti nella nostra Costituzione (Art. 37) e nei trattati istitutivi del 1957&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Scicolone (AIGI): &quot;Nuove direttive europee una sferzata importante per la trasparenza retributiva&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/kIRtjk0U1qE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il divario retributivo in Europa si attesta ancora intorno al 12%&#8221; ha evidenziato Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia. &#8220;La nuova direttiva sulla <em>Pay Transparency</em> è lo strumento per colmare l’ultimo miglio. Il diritto all&#8217;informazione sulle medie salariali dei colleghi e l&#8217;obbligo di giustificare divergenze superiori al 5% rappresentano un &#8220;boost&#8221; senza precedenti. Se il datore di lavoro non corregge le discrepanze basate su criteri oggettivi, sono previste sanzioni: un meccanismo potente per rendere effettivi i valori su cui è stata fondata l&#8217;Unione&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Corazza (Parlamento Europeo in Italia): &quot;Nuova direttiva colma gap sulla parità retributiva&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/2dIZWin3AJ8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E se le società quotate italiane sono già avanti in questo percorso — con una presenza femminile nei CdA che tocca il 43,2% — il problema resta nel tessuto delle piccole e medie imprese ha avvertito Marco Giorgino, Presidente di Nedcommunity. &#8220;Spesso mancano figure apicali femminili come AD o Presidenti. La nuova direttiva impone inoltre di spiegare perché un profilo è stato scelto rispetto a un altro e su questo è molto chiara: il genere vale a parità di merito&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Giorgino (Nedcommunity): Sulla presenza femminile nei board fatti passi avanti, ora coinvolgere PMI" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/zonUki8thfs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla stessa linea Marcello Bianchi (Direttore Area Mercato dei Capitali e Società Quotate Assonime), che ha definito l’approccio europeo &#8220;flessibile ma efficace&#8221;. &#8220;La situazione italiana rispetto a questa direttiva è già sufficientemente allineata rispetto al direttiva europea. La parità di genere si diffonde gradualmente all&#8217;interno del tessuto economico, partendo dalle aziende più grandi per estendersi progressivamente. Dobbiamo accettare questa gradualità aspettando che questo effetto si diffonda nel modo più spontaneo possibile&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Bianchi (Assonime): &quot;Direttiva UE su governance societaria offre approccio flessibile ma efficace&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/8w4dlQizUfI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impatto più immediato si avvertirà nei processi di recruiting, evidenzia Stefano Bottaro, HR Director di Avio. &#8220;La grande opportunità sta nel fatto che dovremo guardarci sempre di più al nostro interno per vedere l&#8217;equità retributiva e se andremo davvero verso la parità di genere non solo dal punto di vista delle assunzioni ma anche dal punto di vista retributivo. Dovremo inserire i livelli retributivi già nelle job description e non potremo più chiedere al candidato la retribuzione precedente&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Bottaro (Avio): &quot;Con le nuove direttive UE su equità retributiva importanti novità in campo di HR&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/7-M-dagVGso?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/lavoro/parita-di-genere-e-trasparenza-le-imprese-italiane-alla-prova-delle-nuove-direttive-ue/">Parità di genere e trasparenza: le imprese italiane alla prova delle nuove direttive UE</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Borsa e PMI, al Senato il confronto sulle opportunità di crescita per le imprese italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 15:59:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avvicinare le piccole e medie imprese italiane al mercato azionario rappresenta una sfida ma anche una grande opportunità per il sistema economico nazionale. È questo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/borsa-e-pmi-al-senato-il-confronto-sulle-opportunita-di-crescita-per-le-imprese-italiane/">Borsa e PMI, al Senato il confronto sulle opportunità di crescita per le imprese italiane</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Avvicinare le piccole e medie imprese italiane al mercato azionario rappresenta una sfida ma anche una grande opportunità per il sistema economico nazionale. È questo il tema al centro del convegno “Borsa – PMI: un’opportunità da percorrere”, organizzato al Senato da Fratelli d’Italia e promosso dal Senatore Lucio Malan, capogruppo del partito a Palazzo Madama, a cui hanno preso parte tra gli altri Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile Economia e Finanze di FdI, e Ylenia Lucaselli, capogruppo del partito in Commissione Bilancio alla Camera.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Malan: &quot;PMI e Borsa due eccellenze. Lavorare affinché dialoghino sempre di più&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/WQnybjEk1oU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Aprendo l’incontro, Malan ha sottolineato i risultati ottenuti dal mercato azionario negli ultimi anni. «In tre anni e mezzo di governo Meloni – ha affermato – la Borsa italiana ha registrato una crescita del 114% in termini di valore». Un dato che, secondo il capogruppo di FdI al Senato, dimostra come il mercato finanziario possa rappresentare una leva importante anche per le PMI, consentendo loro di accedere a nuovi capitali e offrendo allo stesso tempo opportunità agli investitori e ai risparmiatori.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Osnato: &quot;Aprire un canale sempre più diretto per mettere in contatto PMI e Borsa Italiana&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/x3nnqjb8s2M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sul rapporto tra imprese e mercato dei capitali è intervenuto anche Marco Osnato, evidenziando come il segmento dedicato alle PMI abbia registrato risultati positivi in termini di quotazioni, ma non ancora un flusso di capitali adeguato al potenziale del tessuto produttivo italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il presidente della Commissione Finanze della Camera, il nodo è in parte culturale: molte imprese nate dalla capacità imprenditoriale italiana raggiungono risultati importanti, ma esitano a fare il passo verso la quotazione per timore di perdere il controllo dell’azienda. «Invece – ha spiegato – è proprio in quel momento che l’imprenditore dovrebbe avere il coraggio di crescere e trasformare una grande azienda in un’impresa ancora più competitiva, con benefici non solo per sé ma per l’intero sistema Paese».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osnato ha inoltre sottolineato come la struttura spesso ridotta delle PMI renda più complesso affrontare il percorso di quotazione. Da qui la necessità, secondo il parlamentare, di individuare strumenti normativi che semplifichino l’accesso ai mercati finanziari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il paradosso – ha osservato Osnato – è che in Italia esistono due eccellenze, la Borsa e le piccole e medie imprese, che però dialogano ancora troppo poco». Per questo motivo, ha aggiunto, è importante coinvolgere operatori ed esperti del settore per capire quali interventi possano favorire un collegamento più efficace tra i due ambiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del dibattito è intervenuta anche Ylenia Lucaselli, che ha ricordato i provvedimenti adottati negli ultimi anni per rafforzare il mercato dei capitali. Tra questi la Legge delega sulla competitività dei capitali, le misure fiscali volte a favorire la patrimonializzazione delle imprese e il rafforzamento del ruolo di Cassa Depositi e Prestiti e dei fondi dedicati alle PMI.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Lucaselli: &quot;Far dialogare Borsa Italiana e PMI per combattere paure e reticenze&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Rcb1ZkGF7T4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">«È necessario anche il protagonismo delle imprese e degli operatori del settore», ha affermato Lucaselli, sottolineando come l’obiettivo dell’incontro sia stato quello di avviare un confronto concreto per individuare ostacoli e possibili soluzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il sistema produttivo italiano – ha concluso – ha sempre dimostrato una grande capacità di innovazione. La sfida ora è fare in modo che le nostre imprese non abbiano paura di crescere e di competere sui mercati».</p>



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<iframe loading="lazy" title="Testa (Borsa Italiana): &quot;Convincere gli imprenditori ad aprire il capitale per aiutare le imprese&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/2eBjQcKc8_E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo già segmenti e strumenti per avvicinare gli imprenditori alla Borsa Italiana» ha spiegato Fabrizio Testa, AD di Borsa Italiana. «Negli ultimi cinque anni c&#8217;è stata un&#8217;accelerata a partire dal Libro Verde, che poi si è declinata con la legge capitale, adesso c&#8217;è la riforma del TUF e soprattutto con degli strumenti tipo il fondo nazionale strategico in diretto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo dei programmi come Elite che vanno a educare e a cercare di portare struttura alle aziende per poi preparare anche una quotazione, ma non solo. Bisogna continuare a lavorare su due fronti: convincere gli imprenditori ad aprire il capitale e dare longevità alle loro aziende entrando in borsa e far sì che il pacchetto fiscale e i prodotti finanziari che vengono messi sul mercato attirino e canalizzano questi fondi verso l&#8217;economia levale, sia a livello domestico che a livello europeo».</p>



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<iframe loading="lazy" title="Di Ciommo (CDP): &quot;Fermentare l&#039;ecosistema imprenditoriale italiano&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Cn1EmUxGdY4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">«Le piccole e medie imprese italiane devono comprendere che senza crescere dal punto di vista della governance, è difficile oggi fare impresa» ha aggiunto Francesco Di Ciommo, Consigliere di Amministrazione di CDP e ProRettore della LUISS “Guido Carli”. «Bisogna diventare più robusti dal punto di vista finanziario, per poter resistere alle tensioni che sui mercati ci sono e anche alla competizione che è sempre più feroce. Per accedere alla finanza bisogna avere una struttura di governance molto forte, in grado di presidiare al meglio i rischi a cui qualunque attività d&#8217;impresa è esposta. La crescita culturale ovviamente non si fa da un giorno all&#8217;altro, è necessario che ci sia un intero ecosistema che accompagni le nostre piccole e medie imprese a crescere. Lavorano in questa direzione Confindustria, il Governo e le principali agenzie culturali del Paese, a cominciare dalle Università».</p>
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		<title>IA e lavoro: governare il cambiamento per un futuro a misura d’uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 12:36:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Governare la trasformazione per moltiplicare le opportunità. È questo il messaggio emerso dall’evento “IA e Lavoro”, ospitato al Tempio di Vibia Sabina e Adriano, sede...</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Governare la trasformazione per moltiplicare le opportunità. È questo il messaggio emerso dall&#8217;evento “IA e Lavoro”, ospitato al Tempio di Vibia Sabina e Adriano, sede della Camera di Commercio di Roma, e in parallelo presso Palazzo Wedekind e Palazzo Brasini. L’iniziativa, promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con INPS e INAIL, ha riunito rappresentanti del Governo italiano, della Commissione europea, dei Governi di Francia e Germania, del Parlamento europeo, delle organizzazioni internazionali, delle parti sociali, delle imprese e del mondo della ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del confronto, le trasformazioni indotte dall’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro e la costruzione di una governance capace di garantire sviluppo, tutele e inclusione sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aprire la giornata è stato il messaggio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha definito l’IA “la più dirompente rivoluzione della nostra epoca”, sottolineando come il suo potenziale positivo possa esprimersi pienamente solo all’interno di un perimetro di regole etiche che mettano al centro la persona, i suoi diritti e i suoi bisogni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Meloni ha ricordato che l’Italia è tra i primi Paesi ad aver adottato una normativa nazionale dedicata, comprensiva dell’Osservatorio sull’adozione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro istituito presso il Ministero. Le direttrici indicate sono quelle della formazione delle competenze, della qualità del lavoro e di una governance chiara e responsabile della trasformazione tecnologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dimensione europea è stata uno dei fili conduttori dell’intera giornata. Il Ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha ribadito la necessità di un approccio umano-centrico condiviso a livello continentale, sottolineando come le sfide siano comuni e comune debba essere la visione. La strategia italiana, già delineata nel G7 a presidenza italiana, punta a utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare la capacità delle persone di lavorare, integrando accompagnamento al lavoro, formazione continua e riqualificazione. In questo quadro si inseriscono l’Osservatorio sull’adozione dell’IA nel lavoro, la piattaforma SIISL per l’incontro tra competenze e opportunità, l’infrastruttura digitale EDO e AppLI, web-coach basato su IA multi-generativa per l’orientamento e la formazione assistita.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Ministro Calderone: &quot;Osservatorio su IA e lavoro tappa importante per governare il cambiamento&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/lpFA80A37Do?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Il confronto con la Vicepresidente esecutiva della Commissione europea Roxana Minzatu e con il Segretario di Stato al Lavoro tedesco Michael Schäfer ha rafforzato la volontà di costruire una linea europea coerente, capace di coniugare competitività, tenuta del sistema sociale, mobilità equa dei lavoratori e digitalizzazione dei sistemi di sicurezza sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel pomeriggio, a Palazzo Wedekind, il dibattito si è concentrato sul ruolo operativo dell’INPS nella transizione tecnologica del welfare. Il Presidente Gabriele Fava ha richiamato la responsabilità degli enti di previdenza nel garantire che l’uso degli algoritmi sia coerente con i principi di giustizia e comprensibilità.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Fava (INPS): &quot;Fare leva sull&#039;IA per servizi sempre più trasparenti e a misura del cittadino&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/6od6vfOUId8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Direttore Generale Valeria Vittimberga ha illustrato la strategia dell’Istituto per la costruzione di un modello di intelligenza artificiale del welfare, mentre il direttore della Comunicazione, Diego De Felice, ha evidenziato il valore dell’accessibilità e della semplificazione del linguaggio nei servizi digitali.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Vittinberga (INPS): &quot;Lavoriamo per un modello di intelligenza artificiale del welfare&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/TZAdOqfH6eA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="De Felice (INPS): &quot;Utilizzare l&#039;IA per migliorare i processi produttivi e la qualità del lavoro&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/6jS8WkyZxUw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">La visione dell’Istituto, è stato sottolineato nel corso del convegno, si fonda sulla sovranità e sul governo pubblico dei dati, sulla trasparenza e spiegabilità degli algoritmi e su una proattività dei servizi orientata ad anticipare i bisogni e ridurre le asimmetrie informative tra amministrazione e cittadini. In questo contesto, il SISL è stato presentato come ecosistema digitale integrato capace di collegare dati previdenziali, politiche di inclusione e servizi territoriali, favorendo analisi dinamiche dei percorsi lavorativi e l’individuazione preventiva delle situazioni di vulnerabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal dibattito è emersa anche una riflessione sulla sostenibilità complessiva del sistema. L’aumento di produttività generato dall’innovazione tecnologica sta richiedendo un collegamento con le politiche di formazione affinché il valore prodotto si traduca in nuove opportunità e coesione sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata poi dedicata alla qualità dei dati, alla loro interoperabilità e sicurezza, condizioni essenziali per garantire efficacia e credibilità ai sistemi di intelligenza artificiale applicati al welfare.</p>
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		<title>Mezzaroma: “Lo sport un investimento strategico per il Paese”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lambiase]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 09:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzaroma]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Dal Rapporto 2025 emerge un’industria da 32 miliardi di euro e 412 mila occupati, con grandi eventi e infrastrutture come leve di sviluppo.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>  (Intervista pubblicata su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em><br>Non solo le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, al via oggi, ma anche il Sei Nazioni di rugby, l’America’s Cup, le ATP Finals e gli Internazionali di tennis. L’Italia è sempre più al centro dei grandi eventi sportivi internazionali. Un’industria, quella dello sport, che nel nostro Paese vale 32 miliardi di euro, pari all’1,5% del PIL, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente. Un settore che dà lavoro complessivamente a 412 mila persone. Sono questi i numeri che emergono dal Rapporto 2025, voluto dal Ministero dello Sport e curato da Sport e Salute insieme all’Istituto per il Credito Sportivo.<br><br>«Quello dello sport è un comparto in costante crescita, ce ne accorgiamo anche perché una quota parte dei contributi che eroghiamo per conto dello Stato agli organismi sportivi deriva da una percentuale dei ricavi fiscali che tutto il mondo sportivo produce in un anno: il 32% di questo montante», spiega Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute da agosto 2023. «Questo 32% sta crescendo anno su anno in maniera esponenziale: lo scorso anno erano 50 milioni, quest’anno sono 150 milioni».<br><br><strong>Tra tutti questi dati ce n’è uno che vi soddisfa in modo particolare?</strong><br> «Sicuramente quello relativo all’aumento dei cittadini che hanno deciso di fare movimento. Abbiamo diverse fasce che ci indicano se si tratta di attività saltuaria o più continuativa, ma è comunque un dato importante, perché la nostra missione è innanzitutto promuovere l’attività fisica, che ha ricadute positive in termini di spesa sanitaria e di benessere psicofisico».<br><br><strong>In che modo tutti questi grandi eventi in programma possono contribuire a mantenere alta la competitività e l’attrattività dell’intero sistema Paese?</strong><br>«I grandi eventi sono fondamentali. Prendiamo, ad esempio, i dati economici elaborati dalla Federazione Rugby sul Sei Nazioni: parliamo di due partite giocate a Roma e di un indotto enorme, diretto e indiretto, legato anche a flussi turistici di fascia alta. Inoltre, ospitare grandi eventi – come nel caso della Coppa America a Napoli – ci costringe ad alzare l’asticella e a confrontarci con manifestazioni di risonanza globale come le Olimpiadi o i prossimi Campionati europei di calcio.<br>Esiste poi un turismo sportivo dalla doppia valenza: da un lato chi si sposta per assistere dal vivo a grandi appuntamenti sportivi, momenti in cui bisogna esserci; dall’altro chi va in vacanza ma desidera continuare a praticare sport. Quest’ultimo è un filone molto interessante, perché richiede un aumento dell’offerta sportiva e degli impianti».<br><br><strong>Il tema delle infrastrutture sportive è un altro nodo cruciale. Cosa si sta facendo e cosa manca?</strong><br>«C’è una fortissima voglia di sport e di investire nello sport a tutti i livelli. Stiamo lavorando, per conto del Ministero dello Sport e di altre istituzioni statali, regionali e locali, per sviluppare ulteriormente l’impiantistica sportiva esistente. Stiamo aggiornando il censimento: abbiamo circa 70 mila impianti, il 90% dei quali è in attività. Esistono casi eclatanti di impianti abbandonati, sui quali però è in corso una programmazione di recupero con investimenti a vari livelli. C’è poi il tema dei grandi stadi, in vista degli Europei del 2032, per i quali si stanno adottando misure normative volte a facilitare il recupero o la ristrutturazione di strutture ormai obsolete. Restano due criticità strutturali da monitorare: da un lato il fatto che l’accesso allo sport stia diventando costoso, e quindi la necessità di individuare strumenti per facilitarlo, come i voucher sportivi; dall’altro il costo di gestione degli impianti, sempre più impattante, soprattutto per le strutture energivore».<br><br><strong>Auspica un’attenzione particolare anche alla luce della fine del PNRR?</strong><br>«Sì, ma auspico un’attenzione ancora maggiore a livello europeo in termini di investimenti nello sport su tutte le linee di intervento. Lo sport deve essere visto come un investimento, non come un costo, perché ha ricadute importanti su diversi aspetti a cominciare dalla spesa sanitaria».<br><br><strong>Nel quadro economico sportivo italiano, Sport e Salute gioca un ruolo fondamentale. Quanto è complesso garantire equità nella distribuzione dei contributi pubblici evitando squilibri territoriali e settoriali?<br></strong>«È molto complesso. Lavoriamo con un sistema chiamato MaC, un algoritmo che, utilizzando i dati inseriti direttamente dagli organismi sportivi, crea un meccanismo di distribuzione il più possibile oggettivo. Ogni organismo sportivo, ogni federazione, ha le proprie specificità, ma abbiamo introdotto un sistema di rating che fornisce strumenti utili per individuare le aree di miglioramento. È un sistema con cap e floor che consente di mantenere un equilibrio anno su anno e permette agli organismi di pianificare il proprio lavoro».<br><br><strong>Sport e Salute ha ricevuto il premio ASI per il Centro Sportivo “Pino Daniele” di Caivano. Che valore ha questo riconoscimento?</strong><br>«È stata una sfida magnifica. Abbiamo consegnato il centro in tempi molto sfidanti, lo stiamo gestendo insieme alla Polizia di Stato e alle Fiamme Oro ed è un modello che si è rivelato vincente. Ha una valenza che va oltre lo sport, perché si tratta di un intervento di rigenerazione non solo urbana ma anche sociale, diventato ormai un modello di riferimento».<br><br><strong>Esistono altri “Caivano” in Italia dove lo sport può diventare una leva strategica di riscatto sociale?</strong><br>«Con il decreto Caivano bis il Governo ha replicato questo modello, con una dotazione di circa 180 milioni di euro, su altre otto aree complesse del territorio, soprattutto nel Sud. Stiamo già lavorando in Sicilia (Catania, Borgo Nuovo), in Calabria, a Roma (Quarticciolo), a Napoli (Scampia e Secondigliano) e a Milano (Rozzano), sia sul recupero degli impianti sia sulla promozione dell’attività sportiva».<br><br><strong>Avete diverse iniziative attive, come Scuola Attiva o Rigenerazioni. Che ricaduta economica hanno questi progetti sul Paese?</strong><br>«In questi tre anni ho imparato che lo sport ha valenze positive a 360 gradi: economiche, sociali e di benessere psicofisico. Il Rapporto Sport mostra come lo SROI, l’indice del ritorno sociale dell’investimento, abbia un valore molto elevato: per ogni euro investito nello sport il ritorno va da 5 a 8 euro. Pochi settori garantiscono rendimenti simili. Per Scuola Attiva (che punta a promuovere l’attività motoria nella scuola primaria) utilizziamo circa 7 mila tutor, istruttori provenienti in gran parte dalle federazioni, che operano nelle scuole e vengono retribuiti oltre alla loro attività ordinaria. Si genera così un indotto importante, si crea formazione e opportunità di lavoro. Lo stesso vale per Rigenerazioni, che punta a una riduzione significativa, nel lungo periodo, dei costi sanitari e sociali, favorendo anche l’interscambio tra diversi ministeri e settori».<br><br><strong>Lo scorso maggio allo Stadio Olimpico oltre 2.500 studenti hanno celebrato il ritorno dei Giochi della Gioventù. Quali saranno i prossimi step?</strong><br>«I Giochi della Gioventù sono ormai diventati un evento strutturale. Ci stiamo avviando verso la fase definitiva, con un format e tempistiche stabili. È un modo positivo di portare lo sport nelle scuole, che sono forse il luogo in cui bisogna investire di più, perché è lì che si forma la cultura sportiva».</p>
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