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	<title>Articoli di Giampiero Gramaglia, autore presso The Watcher Post</title>
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	<link>https://www.thewatcherpost.it/author/giampiero-gramaglia/</link>
	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Oct 2026 10:54:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Trump, colpi di coda (a vuoto) nella morsa delle elezioni</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/top-news/trump-colpi-coda-morsa-elezioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 10:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Colpi di coda, per lo più a vuoto, del presidente Usa Donald Trump e della sua Amministrazione, nel mezzo di una serie di elezioni – Brasile e Serbia domenica, Israele oggi.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Colpi di coda, per lo più a vuoto, del presidente Usa Donald Trump e della sua Amministrazione, nel mezzo di una serie di elezioni – Brasile e Serbia domenica, Israele oggi, midterm negli Usa martedì prossimo – che stanno ridisegnando l&#8217;influenza internazionale degli Stati Uniti e possono cambiare gli equilibri di potere nell&#8217;Unione e internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa mattina, i principali media Usa dedicano molta attenzione alle elezioni in Israele, ma ci sono ancora echi del voto in Brasile con la vittoria dell’anziano leader progressista Lula sul più giovane e ‘trumpianissimo’ Claudio Bolsonaro e, naturalmente, proiezioni verso il voto di midterm. Qui, fanno scalpore le polemiche fra i vescovi cattolici e la Casa Bianca e le vicissitudini giudiziarie della famiglia Comey – il padre James è l’ex capo dell’Fbi, inquisito più volte; la figlia Maurene è una pm federale di New York, ingiustamente licenziata -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulle elezioni in Israele, il New York Times titola: “Due candidati <em>–il premier Benjamin Netanyahu e lo sfidante Gadi Eisekot, ndr</em>-, due Israele, un Paese in biblico&#8230; Il nazionalismo di estrema destra si misura con gli ideali dei Padri fondatori: il risultato di quello che si presenta come un referendum su Netanyahu potrebbe definire l&#8217;identità di Israele per gli anni a venire&#8230;”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn considera quelle di oggi le “più importanti elezioni israeliane” da molti anni in qua e traccia un ritratto di Eisenkot, il principale rivale di Netanyahu, un ex capo di Stato Maggiore che ha perso un figlio in guerra nella Striscia di Gaza, punto di riferimento di una coalizione per ora poco coesa e i cui contorni andranno definiti in base ai risultati del voto. La tv &#8216;all news&#8217; dedica, inoltre, spazio e polemiche all’immagine di TelAviv colpita da una bomba atomica generata dall&#8217;IA e cinicamente utilizzata dal premier in campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Politico analizza, invece, l&#8217;impatto sugli alleati di Trump, in America latina e altrove, della vittoria di Lula in Brasile: nessuno leader &#8216;trumpiano&#8217; è contento e, anzi, ciascuno comincia a interrogarsi sull&#8217;effetto &#8216;bacio della morte&#8217; che il sostegno del magnate presidente può rappresentare – in Israele, il sostegno esplicito di Trump a Netanyahu non ha smosso in alcun modo i sondaggi -, Secondo Politico, Trump ha rapidamente lasciato cadere la richiesta di Bolsonaro di invalidare le elezioni perché un braccio di ferro con Lula “avrebbe minacciato la fragile distensione commerciale in atto fra Brasile e Stati Uniti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Axios resta in America latina, ma guarda al Venezuela, perché il segretario di Stato Marco Rubio avverte la leader dell’opposizione, e Nobel per la Pace 2025, Maria Corina Machado, appena rientrata in patria, che “le proteste di piazza non ridaranno al Paese la democrazia”: ennesima prova dell’allineamento d&#8217;interesse tra l’Amministrazione Trump e il regime venezuelano &#8211; oggi guidato dalla presidente ad interim Nancy Rodriguez, dopo il sequestro da parte degli Usa del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie -. Una verifica della legittimazione democratica del potere non è una priorità per gli Usa di Trump.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte delle elezioni di midterm, la Fox, sotto il banner &#8216;Fede messa alla prova&#8217;, dà molto risalto alla&nbsp; foto del presidente Trump in preghiera nello Studio Ovale con vescovi cattolici. I vescovi hanno poi protestato per l&#8217;uso propagandistico di quella immagine e si sono scusati con i loro fedeli spiegando che la strumentalizzazione elettorale del loro incontro non era stata concordata. Ne è nato un botta e risposta tra i vescovi e la Casa Bianca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn mette, invece, in rilievo la sentenza di una corte d’appello federale, che respinge il tentativo dell’Amministrazione Trump di non tenere conto di 20 mila schede californiane spedite per posta perché c’è il sospetto che siano state spedite da elettori che non sono cittadini statunitensi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovunque, c&#8217;è spazio per l&#8217;esordio in campagna elettorale dell&#8217;ex presidente Barack Obama, che ha duramente attaccato Trump parlando in Ohio, dove la corsa per il governatore è incertissima, come per i comizi di Trump, che ieri se l&#8217;è presa con il candidato senatore democratico del Michigan, Abdul El-Sayed, un musulmano, che ha accusato di essere “uno Jihadista”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Washington Post si sofferma sulle vicissitudini della famiglia Comey, che nascono dal desiderio di rivalsa del presidente nei confronti di chi l&#8217;avrebbe tradito – James, quand&#8217;era direttore dell&#8217;Fbi – e di chi l&#8217;ha perseguito – Maurene, in quando procuratrice a New York -. Così, Trump ha imposto che il Dipartimento della Giustizia apra, per la terza volta, un procedimento contro Comey padre, nonostante un verdetto contrario di un grand jury, per presunti reati compiuti nel 2016 – procedura che appare a molti esperti una forzatura non costituzionale -. Quanto a Maurene, un giudice ha ieri stabilito che il sjuo licenziamento è stato illegale e che “contraddice quasi due secoli di sentenze della Corte Suprema”.</p>
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		<title>Israele: elezioni, Netanyahu punta sulle minacce alla sicurezza del Paese per evitare la sconfitta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 09:25:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle ultime battute della campagna elettorale per le politiche di domani, Israele ripiomba in clima di guerra.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nelle ultime battute della campagna elettorale per le politiche di domani, Israele ripiomba in clima di guerra: il premier Benjamin Netaniahu, convinto che la percezione di una minaccia alla sicurezza del Paese giochi a suo vantaggio, alza il livello del confronto con i palestinesi in CisGiordania e lancia manovre militari su larga scala per richiamare i rischi che vengono dall’Iran e dagli alleati dell’Iran nella Regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ieri, Israele ha chiuso i valichi con la CisGiordania, il giorno dopo che due soldati israeliani erano stati uccisi a Hebron da palestinesi armati. La decisione è parte di una stretta nei Territori, teatro d’un aspro confronto fra coloni e palestinesi, e specialmente a Hebron, dove decine di abitazioni sono state demolite e centinaia di persone evacuate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il 7 ottobre 2023, cioè dopo i raid terroristici di Hamas in territorio israeliano, che fecero circa 1200 vittime, il governo Netanyahu ha ridisegnato la presenza israeliana in CisGiordania, espandendo la presenza dell’esercito e lasciano impuniti gli eccessi dei coloni. Le tensioni restano letali anche nella Striscia di Gaza, dove la reazione israeliana al 7 ottobre ha fatto circa 78 mila vittime</p>



<p class="wp-block-paragraph">Netanyahu avrebbe anche voluto riprendere le ostilità contro l’Iran, ma il suo sodale Donald Trump, questa volta, lo ha stoppato: i loro interessi elettorali divergono. A otto giorni dal voto di midterm negli Stati Uniti, Trump deve mettere la sordina alla guerra all’Iran, che non è popolare: racconta d’averla già vinta, e che la pace in Ucraina è vicina, anche se i prezzi dei carburanti alla pompa narrano un’altra storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domani, martedì 27 ottobre,quasi 7.332.000 cittadini israeliani sono chiamati al voto per rinnovare la Knesset, il Parlamento, che ha 120 seggi. Il sistema elettorale è un proporzionale puro, con soglia al 3,25%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ la prima consultazione elettorale dopo il 7 ottobre 2023 e dopo i sanguinosi conflitti che ne sono scaturiti, a Gaza, nel Sud del Libano, con l’Iran. La consultazione ha i contorni di un vero e proprio referendum sulla figura di Netanyahu, il premier uscente, 76 anni, da almeno trenta protagonista sulla scena politica israeliana, al potere per quasi venti in diverse fasi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Netanyahu, è forse il momento più critico e divisivo della sua lunga parabola politica. Il leader del Likud – partito di maggioranza relativa nell’attuale Knessett – arriva al voto contestato: i cortei di protesta contro di lui si sono succeduti nelle ultime settimane. Su di lui pendono dal 2020 accuse di corruzione e frode, al cui processo cerca di sottrarsi; e c’è un mandato di cattura per il genocidio di Gaza emesso dalla corte penale internazionale. Inoltre, non sono ancora state chiarite le colpe sue e/o altrui nella mancata prevenzione degli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Netanyahu, però, non parte battuto. A guidare la forza d’opposizione al premier cui i sondaggi attribuiscono più forza è l&#8217;ex capo di Stato Maggiore Gadi Eisenkot, 66 anni: Yashar è un partito moderato conservatore fondato nel settembre 2025. Eisenkot vuole istituire una commissione d&#8217;inchiesta statale sul 7 ottobre e introdurre la leva obbligatoria per tutti, cioè anche per gli studenti delle scuole religiose – un tema molto controverso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Yashar contende al Likud la maggioranza relativa: potrebbe ottenere 21/23 seggi, contro 19/21. Eisenkot supera Netanyahu anche nel gradimento personale: 48% contro 41%. Pur costituendo un&#8217;alternativa di sobrietà istituzionale, l’ex capo di Stato Maggiore porta avanti, su sicurezza e difesa, una linea di sostanziale continuità rispetto all’attuale premier.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;opposizione conta sull&#8217;alleanza di Yashar con B’Yachad (‘Insieme’), guidata dagli ex premier Naftali Bennett e Yair Lapid (accreditata nei sondaggi di 13/14 seggi), e con i Democratici che, più a sinistra, fanno capo a Yair Golan (8/10 seggi). Si è ritirato in extremis l&#8217;ex ministro della Difesa Benny Gantz, il cui partito rischiava di rimanere sotto la soglia di sbarramento del 3,25%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel complesso, anche nella migliore delle ipotesi, il blocco anti-Netanyahu pare destinato a restare al di sotto della soglia dei 61 seggi necessari per governare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Likud del premier, pur in contrazione dagli attuali 32 seggi a 19/21, potrà contare sull’alleanza con i due partiti dall&#8217;ala della destra messianica e nazionalista guidati uno dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e l’altro da quello della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir. Ma anche il blocco di destra e religioso non va oltre i 50/51 seggi complessivi, ben distante dalla maggioranza di 61.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo quadro di forte frammentazione e con il 30% di elettori ancora incerti, un ruolo decisivo potrebbe essere giocato dai due partiti della minoranza arabo-israeliana: i sondaggi attribuiscono loro 14 seggi in tutto, divisi tra quelli della Lista Unita – aperta a una collaborazione di governo &#8211; e gli islamisti moderati di Ra’am.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eisenkot esclude, però, alleanze strutturali con la rappresentanza araba. E dunque il raggiungimento di quota 61 seggi appare problematico per tutti. Tra le opzioni sul tavolo dopo la chiusura dei seggi &#8211; prevista per le 22 locali (le 21 in Italia) &#8211; vi sono lunghe trattative per una grande coalizione d’unità nazionale tra Likud e Yashar, oppure un governo di transizione guidato da Netanyahu o, ancora, in caso di stallo prolungato, il ritorno alle urne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente Isaac Herzog avrà 28 giorni per conferire l&#8217;incarico. All’andamento delle consultazioni non sarà estraneo l&#8217;esito delle elezioni statunitensi di midterm del 7 novembre: un indebolimento di Donald Trump indebolirebbe la posizione di Netanyahu al tavolo dei negoziati.</p>
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		<title>Ucraina: Melania ruba la scena (e i meriti) a papa Leone XIV per la tregua a Oleshki</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 09:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Melania Trump si fa bella di meriti suoi, ma anche e forse soprattutto di Papa Leone XIV, e si vanta di avere ottenuto una tregua...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/usa/ucraina-melania-ruba-la-scena-e-i-meriti-a-papa-leone-xiv-per-la-tregua-a-oleshki/">Ucraina: Melania ruba la scena (e i meriti) a papa Leone XIV per la tregua a Oleshki</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Melania Trump si fa bella di meriti suoi, ma anche e forse soprattutto di Papa Leone XIV, e si vanta di avere ottenuto una tregua umanitaria a Oleshky, pezzo di terra ucraina nella regione del Kherson, ormai ridotto allo stremo. A dare l&#8217;annuncio è stata la Casa Bianca: il cessate-il-fuoco consentirà agli aiuti di entrare nella località assediata e di evacuare i civili rimasti, per lo più anziani. Mosca precisa che le forze russe osserveranno la tregua a partire dalla notte tra lunedì e martedì prossimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei giorni scorsi, il Papa aveva telefonato ai presidenti russo e ucraino Putin e Zelensky, per parlare loro della situazione di Oleshki e spronarli alla tregua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per definire i termini dell&#8217;operazione, la First Lady statunitense ha lavorato – dice la Casa Bianca – “con i vertici russi e ucraini”. &#8220;È apparso del tutto evidente che, senza il mio intervento, sarebbe stato impossibile far arrivare aiuti umanitari in città ed evacuare gli anziani&#8221;, afferma Melania, impegnata da tempo a favorire il ricongiungimento familiare dei bambini separati dai propri cari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente Trump ha elogiato la moglie, ma ne ha escluso un coinvolgimento nei negoziati a tre Usa, Russia e Ucraina che riprenderanno a novembre ad Abu Dhabi – a rappresentare la famiglia, lì, ci sarà il ‘primo genero’ Jared Kushner -. &#8220;Lei vuole salvare i bambini – dice Trump di Melania -: questo è il suo focus. Le due parti stanno cooperando con lei, sta facendo un buon lavoro&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Cremlino, è arrivato un plauso alla First Lady: &#8220;Ha dato un significativo contributo&#8221;, riconosce il portavoce Dmitry Peskov..</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’Ucraina e in particolare con il presidente Zelensky,&nbsp; i rapporti di Trump restano tesi, specie dopo il congelamento delle sanzioni alla Russia e il rallentamento dell&#8217;operatività di Starlink. Si discute su chi abbia dato l’ordine di rallentare i servizi forniti a Kiev dalla rete satellitare: molti pensano sia stato Elon Musk, il proprietario di Starlink,che ha un atteggiamento ostile verso Zelensky e l’Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump, però, lo difende, forse perché Musk è &#8211; ad oggi &#8211; il maggiore finanziatore della campagna dei repubblicani per le elezioni di midterm: ha donato quasi mezzo miliardi di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un gruppo bipartisan di senatori ha avvertito la Casa Bianca che bloccherà tutte le nomine di Trump giacenti in Senato fino a che il servizio di Starlink per Kiev non sarà ripristinato al cento per cento. La velocità di connessione è ancora limitata per le operazioni militari. In mancanza di uno Starlink al 100% e di Patriot, l&#8217;Ucraina è più esposta ai continui pesanti attacchi russi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump pare ora avere fretta di chiudere una guerra che aveva promesso di risolvere in due giorni quando è stato eletto. La speranza è quella di un&#8217;intesa entro la fine dell&#8217;anno, con una pace firmata al G20 di dicembre in Florida. C’è però perplessità e scetticismo su questa tempistica accelerata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sui fronti mediorientali, Axios, che ci mette il banner ‘scoop’ come spesso fa, e il New York Times puntano sulle asserite nuove minacce iraniane contro interessi americani nella Regione e altrove, nell’ipotesi di una ripresa delle ostilità: il rischio era stato evidenziato ieri dal Wall Street Journal. Un memo dell’intelligence statunitense avverte di “avanzati complotti iraniani per uccidere rappresentanti degli Stati Uniti in giro per il Mondo”. Per l’appunto, l’Iran ha “sostanzialmente incrementato” i suoi sforzi “per individuare e uccidere” diplomatici e funzionari degli Stati Uniti “nel Medio Oriente e altrove”: i piani omicidi sono “in uno stadio di preparazione avanzato”..</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il memo è stato trasmesso al segretario di Stato Marco Rubio, che ha disposto misure di sicurezza accresciute e la riduzione delle presenze non essenziali nella Regione. Per il New York Times, “Il governo federale ha ordinato a diplomatici e a funzionari di lasciare l’Arabia saudita,&nbsp; sta riducendo il personale altrove e lo ha messo in uno stato di allerta elevato”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece, la Cnn punta i riflettori sulla CisGiordania: I Israele ha avviato&nbsp; la demolizione di abitazioni dopo che due soldati sono stati uccisi in un attacco terroristico. Tutto ciò a quattro giorni di distanza dalle elezioni politiche del 27 ottobre. “un test cruciale per il premier Benjamin Netanyahu”. La tv ricostruisce come il governo Netanyahu abbia ridisegnato la presenza israeliana in CisGiordania, specie dopo gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023: “Espansione e maggiore presenza dell’esercito e dei coloni, con impunità”.</p>
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		<title>Guerre ed elezioni: lo strabismo sull&#8217;Iran di Trump e Netanyahu</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/guerre-ed-elezioni-lo-strabismo-sulliran-di-trump-e-netanyahu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 12:35:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le guerre in Medio Oriente e in Ucraina sono ormai intrecciate indissolubilmente con le campagne per le elezioni israeliane di martedì prossimo e di midterm negli Usa del 3 novembre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/guerre-ed-elezioni-lo-strabismo-sulliran-di-trump-e-netanyahu/">Guerre ed elezioni: lo strabismo sull’Iran di Trump e Netanyahu</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le guerre in Medio Oriente e in Ucraina sono ormai intrecciate indissolubilmente con le campagne per le elezioni israeliane di martedì prossimo e di midterm negli Usa del 3 novembre. Le mosse del premier israeliano Benjamin Netanyahu e del presidente Usa Donald Trump hanno spesso valenze più elettorali che diplomatiche; e, proprio per questo, appaiono divergenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Netanyahu voleva riprendere le ostilità contro l&#8217;Iran prima del voto, convinto che il clima di guerra giochi a suo favore, e continua a cavalcare il tema della sicurezza: ha appena ordinato che l&#8217;esercito chiuda gli accessi alla CisGiordania e disponga un cordone intorno alla città di Hebron, dopo che i militari israeliani hanno ucciso due palestinesi armati e sventato “un attacco terroristico” che ha fatto diversi feriti in territorio palestinese – le informazioni in merito sono ancora frammentarie -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump, invece, sa che la guerra gli gioca contro. E, allora, cerca di attenuarne gli effetti sulla borsa degli elettori statunitensi, salvo già programmare una ripresa dei bombardamenti sull&#8217;Iran subito dopo il voto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte dell&#8217;Ucraina, in un&#8217;intervista alla Cnn il presidente ucraino Volodymyr Zelensky assicura – senza risultare del tutto credibile – che tra lui e Trump “non c&#8217;è nulla di personale”, dopo che molte fonti hanno attribuito alla mancanza di feeling tra i due – l&#8217;espressione è molto edulcorata – e in particolare all&#8217;insofferenza di Trump verso Zelensky alcune recenti decisioni Usa pro-Russia e, quindi, anti-Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zelensky, nell&#8217;intervista, ripete che alleggerire la pressione su Mosca rafforza il leader russo Vladimir Putin e, quindi, allontana la pace. Putin, dal canto suo, in un&#8217;intervista largamente ripresa dalla Tass, nega che la Russia si prepari ad attaccare l&#8217;Europa e accusa di “schizofrenia” i leader dell&#8217;Ue che lo temono. Quanto ai colloqui a tre – Russia, Ucraina e Usa -, che dovrebbero riprendere a novembre, Putin li vede finalizzati a definire un quadro di sicurezza valido per Mosca e per Kiev dopo la guerra; e nega di pretendere da Zelensky concessione territoriale perché – sostiene – i russi vogliono solo riprendersi territori che sono storicamente loro e i cui cittadini hanno già espresso, in un referendum, la volontà di annettersi alla Russia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il New York Times, c&#8217;è voluta una telefonata di Trump a Elon Musk, il proprietario di Starlink, per levare le limitazioni poste all&#8217;uso militare della rete satellitare da parte ucraina – limitazioni che, secondo Zelensky, ancora in parte sussistono -. La telefonata è stata fatta dopo che gli ucraini avevano denunciato che le limitazioni all&#8217;uso della rete nella guida dei droni e nella difesa aerea li avevano resi ciechi al momento d&#8217;intercettare missili e droni russi, rendendo alcuni attacchi russi particolarmente letali e devastanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Musk, che ha recentemente espresso opinioni molto negative su Zelensky e l&#8217;Ucraina, potrebbe diventare bersaglio di ritorsioni politiche, dopo il voto di midterm, se i democratici conquistassero la maggioranza sia alla Camera che al Senato: il Washington Post scrive, oggi, che “i repubblicani si preparano a subire perdite e Musk si prepara ad affrontare una guerra”, se ciò dovesse avvenire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Politico, nell&#8217;edizione europea, scrive che il 27 dell&#8217;Ue stanno cercando un negoziatore sull&#8217;Ucraina, cioè qualcuno che riesca a fare quello che i dioscuri negoziatori Usa Steve Witkoff e Jared Kushner fanno, parlare drettamente con Putin. Un problema è scegliere la persona giusta; ma un problema ancora più grande è che Putin – e pure Trump – vogliano poi incontrarla, parlarle, prestarle ascolto: finora. I due son o perfettamente allineati sul tenere l&#8217;Europa fuori dai giochi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sui fronti mediorientali, il Wall Street Journal titola che l&#8217;Iran “minaccia di allargare gli obiettivi economici e civili delle sue risposte”, se gli Stati Uniti riprenderanno i loro attacchi dopo le elezioni di midterm – un&#8217;opzione più volte evocata da Trump -. Secondo il quotisiano economico, Teheran mantiene consistenti arsenali di missili e droni e Washington, preoccupata, sta cercando di spostare il proprio personale diplomatico e civile fuori dalla loro portata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;articolo del WSJ va letto in parallelo a uno del WP che dà eco a dichiarazioni di Netanyahu, secondo cui Usa e Israele devono rovesciare il regime iraniano: lui e Trump – ha detto Netanyahu – sono pronti a finire il lavoro, perché l&#8217;Iran costituisce “una minaccia esistenziale”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fonti israeliane hanno però smentito le notizie, circolate nei giorni scorsi, di pressioni su Trump per una ripresa degli attacchi prima del doppio appuntamento elettorale. Negli Usa, il voto arabo e quello ebreo rischiano di avere notevole influenza: gli ebrei americani sono divisi su Trump; invece, gli arabo-americani, che sono circa l&#8217;1% della popolazione e che nel 2024 avevano in maggioranza votato Trump, sono ora orientati quasi al 60% a votare democratico, in conseguenza dell&#8217;aggressione all&#8217;Iran e del sostegno a Israele.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Washington Post segnala che molti più elettori democratici del solito hanno scelto, quest&#8217;anno, d&#8217;andare a votare di persona, e di non farlo per posta, perché temono che Trump possa ancora cercare di limitare o di contestare la validità delle schede spedite. La Corte Suprema ha bloccato manovre in tal senso dell&#8217;Amministrazione Trump, ma gli elettori restano diffidenti; e fanno bene, perché il magnate presidente ha già dimostrato di non sapere digerire le sconfitte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/guerre-ed-elezioni-lo-strabismo-sulliran-di-trump-e-netanyahu/">Guerre ed elezioni: lo strabismo sull&#8217;Iran di Trump e Netanyahu</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Guerre, il punto: venti di bombe sull’Iran, brezze di pace sull’Ucraina</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/guerre-pace-ucraina-bombe-iran/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 08:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Soffiano più venti di guerra in Medio Oriente che brezze di pace sull’Ucraina. Ma va detto che l’attenzione mediatica, almeno negli Stati Uniti, è sempre più puntata sulle elezioni di midterm del 3 novembre.</p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Soffiano più venti di guerra in Medio Oriente che brezze di pace sull’Ucraina. Ma va detto che l’attenzione mediatica, almeno negli Stati Uniti, è sempre più puntata sulle elezioni di midterm del 3 novembre: l’impressione è che, prima di allora, non ci saranno svolte sui fronti di conflitto aperti.   L’Ap ha ieri dato con una breaking news la notizia che il presidente russo Vladimir Putin, nell’incontro con gli emissari statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, ha dato il suo accordo per riprendere, il mese prossimo, i colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Usa, una formula già adottata in passato senza risultati tangibili, a parte scambi di prigionieri. L’Europa sarebbe, ancora una volta, esclusa.   Nel dare l’annuncio, l’Ap aveva, però, segnalato che Russia e Ucraina sono ancora ben lontane dall’ipotesi di un accordo di pace: i loro eserciti continuano a combattersi lungo la linea del fronte e le notti sono sempre segnate da attacchi incrociati con missili e droni, sovente letali per i civili.   Un messaggio un po’ più ottimista sembra venire dal Cremlino – “si va verso la fine della guerra” -, ma solo perché, spiega la Cnn, “dove Trump vede un accordo, cioè un affare, il presidente russo Vladimir Putin vede una vittoria per la Russia”: l’intesa sul diesel, la sospensione delle sanzioni in atto e lo stop all’entrata in vigore delle nuove “sono tutti segnali – scrive la tv ‘all news’ &#8211; che la sua strategia nei confronti degli Stati Uniti sta funzionando”.   Oltre agli emissari statunitensi, che ad Oslo, martedì, avevano visto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ieri Putin, a San Pietroburgo, ha incontrato il premier cinese Li Qiang. <br><br>Segnali di guerra chiari vengono, invece, dal Medio Oriente. Il New York Times, largamente rilanciato dai media israeliani, apre con la notizia che Stati Uniti e Israele stanno elaborando nuovi piani per attaccare l’Iran dopo le rispettive elezioni (in Israele si vota martedì 27 ottobre, negli Usa martedì 3 novembre), Ma il giornale avverte che la ripresa delle ostilità “potrebbe non avere più successo della prima fase” e segnala che il presidente Usa Donald Trump ha già cancellato più volte piani per un ritorno alla guerra guerreggiata.   Sempre sul fronte iraniano, il Wall Street Journal sottolinea le difficoltà in cui versa l’Iran, la cui flotta di petroliere ombra sarebbe rimasta a secco di greggio dopo mesi di blocco dei porti iraniani da parte della US Navy: Teheran aveva milioni di barili su petroliere in acque asiatiche, che gli hanno a lungo garantito un flusso di denaro consistente. Ma ora quella fonte di risorse fresche s’è inaridita.   E siccome le guerre non finiscono mai, il Pentagono – rivela il Washington Post in apertura – lavora alla creazione dui una rete di spie sotto copertura per contrastare la Cina sui terreni dell’economia e della tecnologia: “Lo spionaggio economico è la nuova priorità del Dipartimento della Difesa. Ma il Pentagono non ha una grossa esperienza nello spionaggio”, attività tradizionalmente di competenza della Cia.<br><br><strong>Veniamo al voto di midterm.</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Axios sostiene che “il ‘muro rosso’ è caduto” – rosso è il colore dei repubblicani – e scrive che “il nemico è dentro le mura”, cioè che i democratici stanno facendo breccia, nei sondaggi, persino in Stati ritenuti ‘santuari’ conservatori: in Kansas, che non ha un senatore democratico da 94 anni; in Mississippi, da 44 anni; e in South Caroliana, da 28, le corse paiono ora aperte. Dunque, i repubblicani cercano di tamponare le falle spendendo soldi dove mai avrebbero pensato di doverlo fare, nel tentativo di salvaguardare la maggioranza almeno al Senato. &nbsp; Ogni giorno, c’è un nuovo sondaggio, Oggi è il turno del New York Times, secondo cui il 52% di quanti si recheranno probabilmente alle urne o lo hanno già fatto – negli Usa, si può votare in anticipo, per posta o in seggi ad hoc -intende votare democratico e il 41% repubblicano, con un margine di errore di due punti. E il tasso di approvazione del presidente Donald Trump cala al minimo anche per questo rilevamento. &nbsp; E’ significativo che l’autorità di controllo delle televisioni, guidata da un ultra ‘trumpiano’, Brendan Carr, abbia messo in guardia le emittenti dal diffondere ‘fake polls’: ennesima forma d’intimidazione dei media operata dall’Amministrazione Trump. &nbsp; &nbsp; <strong>&nbsp;</strong> &nbsp;</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Guerre: gli sviluppi s&#8217;intrecciano con l&#8217;approccio alle elezioni in Usa e Israele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:37:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli sviluppi delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente sono ormai intrecciati con l'avvicinamento alle elezioni politiche in Israele e Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/guerre-gli-sviluppi-sintrecciano-con-lapproccio-alle-elezioni-in-usa-e-israele/">Guerre: gli sviluppi s’intrecciano con l’approccio alle elezioni in Usa e Israele</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Gli sviluppi delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente sono ormai intrecciati con l&#8217;avvicinamento alle elezioni politiche in Israele (fra una settimana, martedì 27 ottobre) e negli Stati Uniti (il voto sarà fra due settimane, il 3 novembre). Le mosse militari e diplomatiche sui fronti di conflitto aperti condizionano quelle politiche dei vari leader coinvolti &#8211; e ne sono a loro volta condizionate -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la malattia, il più attivo per la pace resta Papa Leone XIV, che, dopo avere sentito durante il ricovero al Gemelli il presidente russo Vladimir Putin, ha avuto, di ritorno in Vaticano, una conversazione telefonica con il presidente ucraino Vladimir Zelensky: al centro dei suoi sforzi, la crisi umanitaria nella città di Oleshky.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La priorità del presidente Usa Donald Trump è fare scendere i prezzi dei carburanti alla pompa nell&#8217;Unione, anche se ciò &#8211; talora &#8211; significa smentire se stesso e il Congresso: allentare le sanzioni alla Russia e bloccare le nuove da lui avallate; prendersela con l’Ucraina che continua a bombardare le raffinerie russe; acquisire una parte delle riserve di petrolio venezuelane e spingere i Paesi del G7 a sbloccare una parte delle proprie riserve.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte misure che stanno avendo un impatto limitato, perché la causa dell’aumento dei prezzi è senza ombra di dubbio l&#8217;aggressione israelo-americana all&#8217;Iran: fronte su cui Trump non fa più nulla – almeno per ora e viene da pensare per fortuna -, salvo minacciare di riprendere i bombardamenti dopo il voto di midterm e lasciare l&#8217;Arabia saudita a fronteggiare da sola la minaccia degli Huthi, ribelli yemeniti sciiti filo-iraniani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E prende corpo l’ipotesi, che ieri pareva un ‘ballon d&#8217;essai’ lanciato attraverso il Wall Street Journal, di un vertice a tre sull’Ucraina, e non solo, tra Trump, Putin e il presidente cinese Xi Jinping . senza l’ucraino Zelensky. “La Russia propone un vertice trilaterale, che non è stato ancora deciso – rileva il Washington Post – e che aggraverebbe le tensioni tra Washington e Kiev”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema del vertice a tre torna, ovviamente, il WSJ, secondo cui Trump sarebbe aperto all’incontro con Putin e Xi e sarebbe pronto a parlare con loro di denuclearizzazione, cioè di regolamentazione ed eventualmente di riduzione degli arsenali atomici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il New York Times, la spinta di Trump a fare accordi con la Russia deriva dalla sua frustrazione nei confronti dell’Ucraina, che non rispetta le sue priorità e i suoi annunci. I passi fatti recentemente dal magnate presidente “riflettono il suo crescente desiderio di normalizzare le relazioni con Mosca anche se ciò significa indebolire ulteriormente quelle con Kiev”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei modi in cui questo avviene è evidenziato dal Washington Post: “L’Amministrazione Trump trattiene le batterie Patriot destinate all’Ucraina&#8230; I ritardi nell’approvazione del trasferimento all’Ucraina di sistemi anti-missile da Paesi europei Nato alleati degli Usa sancisce il peggioramento della rottura tra Trump e Zelensky”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la Cnn, le relazioni fra Usa e Ucraina vanno peggiorando per la mancanza di sfiducia reciproca tra Trump e Zelensky: “Il rapporto è già logorato dal rallentamento della condivisione dei dati d’intelligence, dalle decisioni sulle sanzioni alla Russia, dagli attacchi ucraini a raffinerie russe…”. E mentre Kiev si chiede se potrà ancora usufruire della rete di Starlink, Mosca sta già sviluppando tecnologie per annullare il vantaggio per l’Ucraina di disporre della rete satellitare di Elon Musk.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Politico lega gli sviluppi della posizione di Trump sull’Ucraina al voto di midterm e scrive che deputati e senatori repubblicani cercano “di salvare l’Ucraina da Trump” e, contestualmente, provano “a salvare il loro seggio prendendo le distanze” dal magnate presidente, ormai al minimo della popolarità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull’altro quadrante dell’attualità internazionale, il Medio Oriente, il Wall Street Journal rileva che il vice-presidente JD Vance – contrariamente a Trump &#8211; non dà il suo endorsement a Netanyahu. Il premier israeliano ha incontrato il segretario alla Guerra Usa Pete Hegseth, che ha fatto una visita non annunciata in Israele.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fra le mosse diplomatiche, c’è pure la visita in Iran del ministro degli Esteri russo Serguiei Lavrov. Fra le mosse militari, ha rilievo l’attacco degli Huthi contro il campo al-Alam delle forze regolari yemenite nella provincia meridionale di Shabwa, che ha fatto almeno venti vittime e decine di feriti.</p>
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		<title>Ucraina: Putin pensa al vertice con Trump e Xi senza Zelensky</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/ucraina-putin-trump-xi-zelensky/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 11:56:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per cercare un accordo per chiudere la guerra in Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin progetta un vertice a tre, con i presidenti Usa e cinese Donald Trump e Xi Jinping, ma senza l'ucraino Volodymyr Zeklensky. </p>
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<p class="wp-block-paragraph">Per cercare un accordo per chiudere la guerra in Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin progetta un vertice a tre, con i presidenti Usa e cinese Donald Trump e Xi Jinping, ma senza l&#8217;ucraino Volodymyr Zeklensky. Lo scrive il Wall Street Journal. Un&#8217;occasione per il &#8216;triangolare&#8217;, se mai si farà,  potrebbe essere il vertice del G20 in Florida a dicembre, dove, in linea di massima, i tre leader saranno presenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il solo fatto che un&#8217;ipotesi del genere possa circolare testimonia lo squilibrio &#8216;pro Russia&#8217; degli Usa nella vicenda ucraina. Tutti i media osservano che le aperture di Trump a Putin creano difficoltà ai candidati repubblicani in vista delle prossime elezioni di midterm, il 3 novembre: gli americani cogliono che il conflitto, ma si rendono conto la che Russia è l&#8217;aggressore e l?Ucraina l&#8217;aggredito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il magnate presidente, nel giro di pochi giorni, ha raggiunto un&#8217;intesa sul diesel con il Cremlino, sospendendo le sanzioni sull&#8217;export di petrolio russo, e ha bloccato l&#8217;entrata in vigore delle sanzioni contro la Russia da poco varate dal Congresso con un voto largamente bipartisan e da lui firmate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In proposito, la Ap osserva che le decisioni pro-Russia di Trump irritano il Congresso, senza che. Però, s&#8217;intravvedano contromosse di rilievo, anche perché deputati e senatori non sono al momento in sessione, perché impegnati in campagna elettorale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei suoi comizi – constata la Cnn -, Trump accusa Zelensky di non volere la pace, perché l&#8217;Ucraina ignora la sua richiesta di non colpire le raffinerie russe – anche ieri, Kiel ha attaccato un&#8217;importante installazione energetica russa -. A sua volta, Zelensky definisce “un errore” le decisioni di Trump &#8216;pro Russia&#8217;: allontanano la pace consentenbdo a Mosca di acquisire risorse per la guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scelte ucraine dell&#8217;Amministrazione Trump hanno un certo impatto sulle prospettive elettorali. Il Washington Post punta su un suo sondaggio, secondo cui il tasso di approvazione del presidente è al minimo: solo il 33% degli intervistati ne approva l&#8217;operato; il 66% lo disapprova, ci sui una metà “fortemente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente al calo del tasso d&#8217;approvazione del presidente, sale nel sondaggio il favore con cui gli elettori guardano ai democratici in vista delle imminenti elezioni del 3 novembre. Un grafico mostra che il tasso di approvazione di Trump, che all&#8217;inizio del mandato era al 45%, contro il 53% di disapprovazione, è praticamente sempre andato in calando e sta ora precipitando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal canto suo Zelensky, il cui Paese è a corto di sistemi Patriot per respingere gli attacchi russi con missili e droni, esprime anche preoccupazione per l&#8217;accesso a Starlink, cioè alla rete di satelliti posseduta da Elon Musk, che, negli ultimi giorni, avrebbe accusato disfunzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ieri, il presidente Trump è anche intervenuto nella campagna per le politiche in Israele di martedì 27 ottobre: in un post sul suo social Truth, Trump ha dato il suo endorsement al premier israeliano Benjamin Netanyahu, che “è stato – ha scritto – un grande premier guerriero e un ancor più grande Partner per la Pace nel combattere la Repubblica islamica dell&#8217;Iran”. Il post di Trump smentisce, o almeno supera, i recenti asseriti contrasti fra i due leader sull&#8217;atteggiamento da tenere nei negoziati con l&#8217;Iran, sul persistere della presenza di Israele nel sud del Libano e sulla tolleranza del governo d&#8217;Israele nei confronti delle angherie dei coloni in CisGiordania nei confronti dei palestinesi.</p>
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		<title>Ucraina: Trump blocca le sanzioni alla Russia, gli europei ribadiscono l’appoggio a Zelensky</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/usa/ucraina-trump-blocca-le-sanzioni-alla-russia-gli-europei-ribadiscono-lappoggio-a-zelensky/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 08:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trump blocca le sanzioni ala Russia, ma gli europei ribadiscono l’appoggio a Zelensky</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente Donald Trump ha sospeso, ancora prima che entrassero in vigore, le nuove sanzioni contro la Russia decise dal Congresso e divenute legge dopo che lui le aveva firmate, adducendo come motivazione “l&#8217;interesse nazionale”. Trump ha annunciato la sua decisione poche ore dopo che i leader europei, riuniti ieri a Bruxelles, avevano confermato il loro sostegno all&#8217;Ucraina, incontrando il &nbsp;presidente ucraino Volodymyr Zelensky.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pacchetto delle nuove sanzioni degli Stati Uniti, varato l&#8217;estate scorso, porta il nome del senatore della South Carolina Lindsey Graham, improvvisamente deceduto in luglio al ritorno da un viaggio a Kiev. Graham, molto vicino a Trump, era recentemente divenuto un paladino della causa ucraina, dopo averla a lungo osteggiata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sanzioni mirano a rallentare e limitare il flusso verso Mosca di risorse finanziarie che alimentano la guerra contro l&#8217;Ucraina. La loro adozione avvicinava le posizioni americane ed europee sull&#8217;Ucraina, quando meno sulla necessità di esercitare pressioni su Mosca per la fine del conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione di Trump, che viene letta come un favore alla Russia, segue l&#8217;accordo sul diesel raggiunto la settimana scorsa con il presidente russo Vladimir Putin: una fornitura di diesel russo agli Stati Uniti , in cambio della sospensioni delle sanzioni sull&#8217;export di diesel russo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times afferma in modo esplicito che si tratta di una mossa elettorale in vista del voto di midterm del 3 novembre: “La decisione di Trump offre una via di salvezza economica a Putin, mentre gli Usa chiedono un aiuto alla Russia per calmierare i prezzi dei carburanti” prima del voto. E a Cnn evidenzia che la mossa di Trump coincide con un peggioramento dei rapporti con l&#8217;Ucraina e in particolare con il presidente icraino Volodymyr Zelensky.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece, Zelensky ha trovato sorrisi e promesse a Bruxelles al Vertice europeo, dove ha raccontato, fra l&#8217;altro, le ore drammatiche di Kiev sotto la terrificante minaccia di nuovi droni russi iper-veloci: gli ingegneri ucraini stanno cercando di mettere a punto droni intercettori altrettanto veloci e guidati dall&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un Vertice sostanzialmente inconcludente sui temi interni all&#8217;Unione europea – il quadro di spesa settennale e la competitività, in particolare -, i leader dei 27 hanno confermato il loro sostegno all&#8217;Ucraina e si dono detti pronti a lavorare sui bisogni finanziari aggiuntivi dichiarati da Zelensky. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto: Il nostro sostegno conta più che nai, mentre la Frussia mette alla prova la resilienza dell&#8217;Ucraina e ne nette in pericolo l&#8217;economia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte dell&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina all&#8217;Ue, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa si mostra positivo &#8211; “L&#8217;Ucraina può ciontare su di noi”, ha detto. Ma il processo di allargamento va avanti con il freno a mano tirato, anche nei confronti dei candidati dei Balcani. Zelensky ringrazia per il sostegno, ma ricorda che il prossimo anno di guerra costerà all&#8217;Ucraina 155 miliardi di euro: &#8220;Abbiamo bisogno di almeno 70 miliardi in più da parte vostra&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ieri, al Policlinico Gemelli, dove è convalescente per l&#8217;asportazione di un cancro al polmone eseguita martedì, Leone XIV ha ricevuto una telefonata del presidente Putin &#8211; la seconda fra i due, dopo quella di inizio pontificato telefonata -. S&#8217;è parlato di Ucraina, come riferisce la sala stampa della Santa Sede: “Nel corso della conversazione, il Santo Padre ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Il Santo Padre ha infine ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Usa: una meteora la nuova portavoce della Casa Bianca, s&#8217;è già dimessa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un&#8217;altra storia che la stampa Usa dà con molta evidenza questa mattina: l&#8217;uscita di scena, improvvisa, ma non del tutto sorprendente, solo cinque giorni dopo la sua nomina e meno di 48 ore dopo il suo esordio di fronte al corpo stampa della Casa Bianca, della nuova portavoce di Trump Katie Zacharia, scelta per succedere a Karolyn Leavit, dimessasi e subito assunta alla Fox News.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Katie, 41 anni, è stata vittima di se stessa e pure – almeno nella ricostruzione di Politico &#8211; di giochi di potere interni alla Casa Bianca, specie da parte della capa dello staff Susie Wiles, che non l&#8217;avrebbe mai voluta in quel ruolo e che l&#8217;avrebbe &#8216;data in pasto&#8217; a una delle vedette della Fox News Sean Hannity, per un&#8217;intervista rivelatasi &#8216;letale&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ironia della sorte vuole che la stessa Wiles sia, nei rumors giornalistici, in uscita: il posto di capo dello staff è del resto molto usurante, specie con Trump – nel primo mandato, ne aveva avuti ben cinque -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma torniamo a Zacharia. I media non ci piangono troppe lacrime, avendo anzi in fondo contribuito alla sua disgrazia, con commenti al vetriolo sul suo esordio in sala stampa e anche sulla sua pretesa di essere avvocato senza avere mai passato l&#8217;esame di abilitazione – come Katie ha ammesso nell&#8217;intervista alla Fox -. Lo stesso Trump l&#8217;ha spinta all&#8217;uscita dicendo che quel mestiere “non era forse affar suo”, che lei poteva avere una vita felice anche in altro ruolo e che, se fosse stato in lei, si sarebbe dimesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa che Katie ha puntualmente fatto: Con il risultato di ritrovarsi a fare l&#8217;apertura, di NYT, WSJ, Axios, Politico e Fox: la portavoce che doveva dare notizia fa, per una volta, notizia. E non &nbsp;resta senza lavoro: la Casa Bianca le troverà un altro posto, se lei lo vorrà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Guerre, il punto: Iran, Usa preparano la ripresa ostilità; Ucraina, i bombardamenti continuano</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/guerre-ucraina-iran-usa-bombardamenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 22:41:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Stati Uniti preparano l’eventuale ripresa della guerra all’Iran; Ucraina e Russia non sospendono le ostilità; negli Usa, i due conflitti si intrecciano con la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati Uniti preparano l’eventuale ripresa della guerra all’Iran; Ucraina e Russia non sospendono le ostilità; negli Usa, i due conflitti si intrecciano con la campagna elettorale per il voto di&nbsp;midtermdel 3 novembre.<a></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la&nbsp;Cnn, i militari statunitensi valutano di ricorrere contro l’Iran alla ‘madre di tutte le bombe’, cioè il più potente ordigno non nucleare del loro arsenale, già utilizzato in Afghanistan, ma s’interrogano se il suo uso servirebbe a conseguire gli obiettivi del presidente Usa Donald Trump, che, tra l’altro, variano di discorso in discorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la tv&nbsp;all&nbsp;news, il ricorso alla ‘madre di tutte le bombe’ sarebbe un’escalation nell’intensità del conflitto, che ha recentemente visto l’affondamento, da parte dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, di due mercantili nello Stretto di Hormuz.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Guerre, punto: Iran, Teheran crea&nbsp;</strong><strong>imbarazzi a Trump verso&nbsp;</strong><strong>midterm</strong><br>L&#8217;ipotesi è che l’Iran stia intensificando gli attacchi in vista delle elezioni di&nbsp;midterm, per creare difficoltà a Trump. Un&#8217;analoga logica potrebbe sottostare ai sussulti della guerra nello Yemen tra&nbsp;Huthi&nbsp;e sauditi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comando centrale Usa, che sovrintende alle operazioni nell’area del conflitto, ha annunciato d’avere distrutto, il 6 ottobre &#8220;un&#8217;imbarcazione collegata all&#8217;Iran che faceva attività di sorveglianza delle unità della U.S.&nbsp;Navy&nbsp;nel Golfo dell&#8217;Oman&#8221;. Dall’inizio della guerra, riferiscono le fonti Usa, &#8220;il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica dell&#8217;Iran ha continuato a prendere di mira migliaia di navi civili in transito nelle acque regionali, oltre alle navi da guerra americane…”. L&#8217;equipaggio dell’imbarcazione affondata “è stato tratto in salvo prima della distruzione” e verrà rimpatriato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei suoi comizi elettorali, Trump ripete che il conflitto con l&#8217;Iran finirà &#8220;molto presto&#8221; (e i prezzi dei carburanti scenderanno subito dopo). Parlando in Arizona, ha pure ammesso di &#8220;non sapere chi sia il presidente&#8221; della Repubblica islamica: &#8220;Non sappiamo con chi abbiamo a che fare&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Fox, invece, usa il banner “rivoluzione degli armamenti” per un discorso di Trump in Montana: secondo il presidente, “Il Dipartimento della Guerra si prepara a testare armamenti e tecnologie nuovi, inclusi armi potenzialmente autonome, armi spaziali, missili supersonici e ipersonici”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualsiasi cosa questi paroloni vogliano dire, ci si chiede se annunci del genere possano davvero indurre a votare repubblicano, in un contesto in cui l&#8217;opinione pubblica è largamente contraria al conflitto con l&#8217;Iran.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Guerre, punto: Ucraina il “regalo” di Trump a Put</strong><strong>in continua a fare discutere</strong><br>Sul fronte ucraino, la&nbsp;Cnn&nbsp;insiste sul fatto che “il regalo sul diesel” fatto da Trump a Putin – così letteralmente nel titolo – segna “un giro di vite nella pressione su Kiev” perché s’arrenda. Ovvio che il presidente ucraino Volodymyr&nbsp;Zelensky&nbsp;si senta “tradito” da Trump: lo dichiara lui stesso, intervistato dal Financial Times, in occasione della visita di ieri a Londra –&nbsp;Zelensky&nbsp;è stato ricevuto dal re Carlo III e dal premier Andy&nbsp;Burnham&nbsp;-.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Le Monde, l’Ucraina e i suoi alleati “sperano ancora di rovesciare il corso della storia”, nonostante “il tradimento” di Trump. E lo stesso giornale segnala che missili e droni russi continuano a colpire città e infrastrutture energetiche ucraine: l’asserita ‘tregua delle raffinerie’, annunciata da Trump, non è mai stata rispettata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Kiev segnala limitazioni all’uso militare di Starlink, la rete dei satelliti di&nbsp;Elon&nbsp;Musk, che sui social scrive che è ora che&nbsp;Zelensky&nbsp;se ne vada. La Casa Bianca assicura di continuare a condividere informazioni d’intelligence con Kiev, ma&nbsp;Zelensky&nbsp;denuncia uno iato nelle comunicazioni proprio in coincidenza di un attacco con missili su Kiev, che ha condizionato la risposta contraerea.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Kimberly, Katie, Ilhan: tre donne per cui Trump può perdere la testa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 18:27:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ruota intorno a tre donne l’attualità politica statunitense in queste ore. Due sono ‘suffragette’ trumpiane: una probabilmente al tramonto della sua carriera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/usa/kimberly-katie-ilhan-donne-trump/">Kimberly, Katie, Ilhan: tre donne per cui Trump può perdere la testa</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ruota intorno a tre donne l’attualità politica statunitense in queste ore. Due sono ‘suffragette’ trumpiane: una probabilmente al tramonto della sua carriera; l’altra appena entrata in servizio permanente effettivo; entrambe in un mare di grane. La terza è una nemesi di Donald Trump, contro cui il magnate presidente scarica, come fa spesso contro i suoi nemici, il suo livore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ve le presento: Kimberly Guilfoyle, 57 anni, è &#8211; da ieri &#8211; l’ex ambasciatrice degli Usa in Grecia; Katie Zacharia, 41 anni, è la nuova portavoce della Casa Bianca; Ilhan Omar, 43 anni, somala d’origini, è una deputata repubblicana del Minnesota.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad attrarre l’attenzione dei media è soprattutto Kimberly, protagonista d’una folgorante ascesa e d’una repentina caduta, fino alle dimissioni di ieri pubblicamente sollecitate dalla Casa Bianca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo è un percorso movimentato e non lineare: procuratrice legale a San Francisco e Los Angeles, moglie dal 2004 al 2006 dell’allora sindaco di San Francisco (attuale governatore della California), il democratico Gavin Newsom, commentatrice televisiva per Fox News, insider di Trump al punto di divenirne quasi portavoce, fidanzata per qualche tempo del figlio primogenito del presidente, Donald jr, nell’agosto 2020 alla Convention nazionale repubblicana fece un discorso urlatissimo che alcuni giudicarono appassionato e molti trovarono solo rumoroso e sgangherato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il ritorno del magnate alla Casa Bianca, Guilfoyle, che s’era ormai lasciata con Donald jr, era stata ricompensata, e nel contempo allontanata, spedendola a fare l’ambasciatrice ad Atene. Non c’è voluto molto perché dalla capitale greca cominciassero ad arrivare ‘rumors’ su suoi comportamenti eccentrici o scorretti: lamentele del personale dell’ambasciata, spese folli, poi notizie raccolte e documentate dal Wall Street Journal (un viaggio a Davos, all’annuale Forum economico mondiale, con un aereo privato; l’avere sollecitato a un donatore 100 mila dollari per pagare il proprio conto American Express in cambio di accesso alla famiglia del presidente; e altre chicche).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guilfoyle, una donna dalla eleganza più vistosa che raffinata e dagli atteggiamenti estroversi, almeno stando a quanto di lei si racconta, respinge le accuse e annuncia che si dedicherà a tutelare la sua reputazione. L’Amministrazione Trump l’ha a lungo difesa – in visita ad Atene a inizio ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio aveva ancora avallato il suo operato -. Ma, alla fine, Trump s’è stancato dei fastidi da lei procurati e l’ha scaricata. Kimberly, però, non ha abiurato: continua a proclamarci fedelissima del presidente e adepta dell’America Fist.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Katie Zacharia è l’ultima arrivata alla Casa Bianca: commentatrice politica e già collaboratrice dell’Amministrazione Trump, è stata nominata portavoce l’8 ottobre &#8211; succede a Karoline Leavitt, dimissionaria ad agosto per ragioni personali e subito ‘arruolata’ dalla Fox -. Il primo briefing, ieri, martedì 13 ottobre, ha coinciso con l’annuncio della richiesta di dimissioni di Guilfoyle. L’esordio per Katie non è stato indolore: gaffes a parte, ha subito dovuto confrontarsi con i dubbi dei media sulla sua qualifica. Lei si presenta – e viene presentata dalla Casa Bianca – come avvocato, ma non c’è traccia del suo esame di abilitazione alla professione forense. ‘Affaire à suivre’: la portavoce dell’Amministrazione che sbarra le porte ai media ‘scomodi’ non può aspettarsi accondiscendenze dai giornalisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, Ilhan Omar: nata a Mogadiscio, naturalizzata cittadina statunitense, deputata dal 2019, è una delle componenti della ‘squad’, un gruppetto di deputate democratiche radicali coagulatosi intorno ad Alexandria Ocasio-Cortez, deputata di New York. Trump ne è ossessionato, specie da Omar: ce l’ha con i somali e ce l’ha con lei. Cercò già di perseguirla nel primo mandato, senza esito; adesso, le ha mandato a casa gli agenti della Sicurezza interna, alla ricerca di prove sulla sua cittadinanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La perquisizione, a giudizio di molti illegale, si basa sull’ipotesi che Omar sia entrata illegalmente negli Stati Uniti. I media fanno notare che il Dipartimento della Giustizia, tradizionalmente, evita d’inquisire candidati nell’imminenza di elezioni: Omar è candidata a succedere a se stessa nel voto di midterm del 3 novembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Omar denuncia “l’ennesima escalation” nella campagna “di intimidazione” di Trump contro di lei e assicura che non si lascerà imbavagliare. La perquisizione non servirà probabilmente a farla incriminare, ma sembra piuttosto darle una bella spinta per la sua rielezione.</p>
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		<title>Guerre, il punto: Ucraina, Trump sotto attacco per l&#8217;intesa con Putin sul diesel; Riad respinge l&#8217;aiuto di Israele</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/guerre-il-punto-ucraina-trump-sotto-attacco-per-lintesa-con-putin-sul-diesel-riad-respinge-laiuto-di-israele/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 10:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo avere sbigottito gli ucraini e gli europei, Donald Trump finisce nel frullatore delle critiche negli Usa per l’intesa sul diesel col presidente russo Vladimir Putin e la sospensione delle sanzioni sul petrolio alla Russia. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/guerre-il-punto-ucraina-trump-sotto-attacco-per-lintesa-con-putin-sul-diesel-riad-respinge-laiuto-di-israele/">Guerre, il punto: Ucraina, Trump sotto attacco per l’intesa con Putin sul diesel; Riad respinge l’aiuto di Israele</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo avere sbigottito gli ucraini e gli europei, Donald Trump finisce nel frullatore delle critiche negli Usa per l’intesa sul diesel col presidente russo Vladimir Putin e la sospensione delle sanzioni sul petrolio alla Russia. Con una reazione apparentemente a scoppio ritardato, i più importanti media Usa scoprono e denunciano rischi e contraddizioni delle decisioni del magnate presidente, mettendole in relazione – e in palesa contraddizione – con quanto si sta discutendo in sede Nato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wall Street Journal, invece, scrive che l’Iran sta fortificando i siti nucleari e mobilitando il popolo in vista di una ripresa delle ostilità: il regime di Teheran è convinto che Trump intenda riprendere gli attacchi e ritiene che prepararsi a resistere sia una forma di deterrenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Arabia saudita, invece, pur in difficoltà nel confronto con gli Huthi, insorti sciiti filo-iraniani dello Yemen, ha respinto l’offerta d’aiuto militare fatta dal premier israeliano Benjamin Netanyahu: Arabia saudita e Israele sono formalmente ancora in guerra e accettare l’aiuto di Israele per battersi fra musulmani non avrebbe giovato alla credibilità e alla popolarità del regime saudita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Guerre, punto: Ucraina, Nato prepara piani, Ue adotta sanzioni<br></strong>C’è molta attenzione per i piani che la Nato sta mettendo a punto per proteggere i Paesi europei dell’Alleanza atlantica da attacchi della Russia: mentre Mosca intensifica atti di sabotaggio, ricatti e cyber-azioni contro i Paesi che appoggiano l’Ucraina, la Nato discute piani di guerra per dissuadere il Cremlino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Washington Post mette in evidenza le contraddizioni tra le decisioni di Trump e gli orientamenti della Nato – e pure in ambito nato -: “I comandi militari Nato e Usa vogliono fare fronte a Mosca, ma nel contempo diffidano Kiev dall’attaccare le raffinerie russe… I segnali fra di loro contrastanti mettono a nudo le contraddizioni dell’approccio di Trump a Putin…”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un’opinione firmata dal suo Editorial Board, il WP scrive che, nella guerra in Ucraina, Trump sta “esercitando pressioni sulla parte sbagliata”: “Minaccia l’Ucraina di privarla delle armi americane e premia la Russia allentando le sanzioni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una valutazione su cui gli europei concordano, almeno a giudicare dalle decisioni dei ministri degli Esteri dei 27 riuniti ieri a Lussemburgo: i ministri hanno disapprovato l’intesa Usa &#8211; Russia sul diesel – “Non è il momento di allentare le sanzioni a Mosca”, ha detto la ‘ministra degli Esteri’ europea Kaje Kallas -; e hanno imposto misure punitive a 1.600 enti e oligarchi russi e a 77 persone coinvolte nell’organizzazione delle elezioni della Duma nei territori dell’Ucraina occupati e annessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times titola: “Dopo l’accordo sul diesel con la Russia, Trump affronta nuove critiche sull’Ucraina”. E racconta: “La sorprendente decisione di sospendere le sanzioni sul diesel russo ha lasciato di stucco i funzionari ucraini ed europei” che, quando è stata annunciata, erano in riunione con i negoziatori Usa Steve Witkoff e Jared Kushner in un esclusivo golf club vicino a Miami.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il NYT, “Trump dà una mano a Putin, aiutando l’economia di guerra russa contro l’Ucraina: acquista diesel da Mosca ed esercita pressioni su Kiev perché non attacchi le raffinerie russe, che sono vitali per la macchina da guerra russa”. Il WP osserva che Trump riceve “aspre critiche bipartisan” per l’intesa sull’import di diesel dalla Russia: “Repubblicani moderati e democratici criticano l’accordo tra Trump e Putin per fornire diesel russo ai mercati globali” fatto nella speranza di calmierare l’impennata dei prezzi dell’energia planetari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Fox News, sotto un banner inquietante, “Alleanza letale”, dice che o comandi militari della Nato “mandano un forte avvertimento a Mosca, mentre le tensioni con la Russia si intensificano”. La Cnn ha un titolo di critica a Trump onnicomprensivo: “L’intesa con Putin, i piani di esecuzione pubblica – <em>quella del terrorista condannato a morte che sarà fucilato in diretta streaming il 3 dicembre,ndr</em> – e le deportazioni di massa raccontano la storia definitiva del rapporto tra Trump e il potere”.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>I media europei constatano che la mossa di Trump sul diesel allontana Europa e America. Politico, da Bruxelles, scrive che “Trump dà un gro di vite contro Kiev” e che l’accordo con Putin “non è utile” né a calmierare i mercati né ad avvicinare la pace. Per Focus Europe, “Trump sta rinunciando all&#8217;Ucraina per qualche tonnellata di diesel”. Parlando al Warsaw Security Forum Nato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha indicato che il cessate-il-fuoco energetico annunciato da Trump in realtà non esiste e ha messo in guardia contro piani russi per destabilizzare i Paesi europei. L’Ucraina, dal canto suo, non ha rinunciato all’uso di droni di precisione per colpire critiche componenti delle raffinerie russe, che sono difficili da riparare in tempi brevi. <strong></strong><strong></strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Iran minaccia Usa, Huthi Arabia Saudita</strong><br>Escalation di minacce tra Iran e Usa e di attacchi tra Huthi e sauditi. Il regime di Teheran fa sapere d’essere pronto a colpire “data center e hub IA Usa”, se di nuovo attaccato. Secondo quanto scritto sugli Appunti di Stefano Feltri, “I bombardamenti hanno indebolito il Paese, ma hanno anche alimentato il nazionalismo. Teheran punta a usare le basi americane – <em>rivelatesi vulnerabili, ndr</em> &#8211; ed i mercati energetici per piegare Washington”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E c’è pure l’arma del terrorismo. Il premier britannico Andy Burnham ha ieri detto che l’incidente di sicurezza verificatosi il mese scorso nei pressi della base della Raf di Fairford, che ospitava bombardieri americani a lungo raggio, è stato “quasi certamente” orchestrato dall’Iran.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, il Pentagono ha aggiornato il numero dei caduti nella guerra all’Iran: i morti sono 21, i feriti centinaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Riad, l’aeroporto resterà chiuso fino a tutto venerdì 21, secondo quanto notificato alle compagnie aeree, nel timore d’ulteriori incursioni di droni dei ribelli yemeniti sciiti filo-iraniani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le azioni degli Huthi minacciano le installazioni petrolifere saudite e la stabilità regionale. Riad, che non ha fin qui avuto aiuto da Washington, potrebbe riceverne da Pakistan e Turchia, con cui ha di recente concluso un’alleanza.</p>
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		<title>Guerre, il punto: escalation tra Huthi e sauditi; botta e risposta tra Trump e Zelensky</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/guerre-il-punto-escalation-tra-huthi-e-sauditi-botta-e-risposta-tra-trump-e-zelensky/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 08:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Drammatici sviluppi sui fronti di guerra nelle ultime 48 ore: in Medio Oriente, le bombe degli Huthi sull’aeroporto di Riad e la reazione saudita; in...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/guerre-il-punto-escalation-tra-huthi-e-sauditi-botta-e-risposta-tra-trump-e-zelensky/">Guerre, il punto: escalation tra Huthi e sauditi; botta e risposta tra Trump e Zelensky</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Drammatici sviluppi sui fronti di guerra nelle ultime 48 ore: in Medio Oriente, le bombe degli Huthi sull’aeroporto di Riad e la reazione saudita; in Ucraina, una serie di ‘botte e risposte’ tra i presidenti Usa Donald Trump e ucraino Volodymyr Zelensky, mentre il russo Vladimir Putin stava a guardare (e a bombardare). I comportamenti di Trump, che appaiono contraddittori, sono ispirati a un’unica priorità, verso il voto di midterm del 3 novembre: fare scendere il prezzo dei carburanti alla pompa, saliti del 300%, da 2 dollari circa al gallone a oltre 6 dollari al gallone. Il Wall Street Journal calcola che il 60% dell’aumento sia da attribuirsi all’aggressione israelo-americana all’Iran e il 40% alla ‘guerra delle raffinerie’ tra Ucraina e Russia. <strong>Guerre, punto: strage all’aeroporto di Riad, che si trova scoperta e disarmata<br></strong><br>Gli Huthi, iribelli yemeniti sciiti filo-iraniani, hanno attaccato più volte l’aeroporto di Riad: sabato, è stata una strage, con almeno 12 vittime e oltre 300 feriti; domenica, ci sarebbe stato un morto. Secondo i media Usa, la monarchia saudita, che ha risposto attaccando l’aeroporto di Sana, la capitale dello Yemen, presa dagli Huthi nel 2014, ha “poche frecce al suo arco”: non dispone di sufficienti difese anti-aeree e di adeguati arsenali offensivi. In un’analisi, il New York Times scrive che “l’Arabia saudita ha poche opzioni”. Gli Huthi, invece, “puntano al cuore delle sue ambizioni” di leadership regionale. Gli attacchi letali sull’aeroporto della capitale saudita evidenziano, secondo il giornale, “la natura asimmetrica del conflitto fra i ribelli e il regno” Per il Washington Post, “Trump sta valutando attacchi congiunti contro i ribelli” sostenuti dall’Iran. E qui sta uno dei misteri di questo conflitto: l’Arabia saudita, il miglior alleato degli Stati Uniti nella Regione, e il principe ereditario Mohamed Bin Salman, un noto sodale del magnate presidente, avevano sollecitato, fin dall’inizio dell’offensiva degli Huthi, l’intervento statunitense; ma Trump l’ha rifiutato, forse perché gli Huthi avevano assicurato che non avrebbero colpito interessi americani. Adesso, la giustificazione per cambiare rotta sarebbe che la strage di sabato all’aeroporto di Riad ha fatto almeno una vittima americana. Per la Cnn, l’Arabia saudita ha “opzioni di risposta limitate”, mentre gli Huthi attaccano “infrastrutture critiche del regno saudita e intendono andare portare oltre la loro campagna”. E il WSJ scrive che “gli Huthi stanno girando il coltello nella piaga del principe ereditario”, l’uomo forte del regime saudita, che “si ritrova con un’economia indebolita da forti spese ed ha sottovalutato la minaccia” dei ribelli. <strong>Guerre, punto: Ucraina, Trump decreta ‘tregua raffinerie’, ucraini e russi la ignorano</strong><br><br>In parallelo all’escalation militare nella penisola arabica, che aggiunge elementi d’incertezza ai mercati dell’energia mondiali, c’è stato, in tutto il week-end, un rimpallo di stilettate via social tra Trump e Zelensky, mentre la Russia ha continuato gli attacchi letali su città ucraine –a Kramatosrk, nel Donbass, e a Zaporizhzhia ci sono state stragi di civili e decine di morti-. In un crescendo di punture di spillo verbali, Trump, che addossa a Zelensky la responsabilità del ‘caro energia’, per via degli attacchi sulle raffinerie russe, ha detto che è ora che l’Ucraina abbia un nuovo presidente, dopo che Zelensky aveva denunciato come “un regalo alla Russia” l’intesa sul diesel tra Trump e Putin e l’alleviamento delle sanzioni sul petrolio alla Russia fino ad aprile. Zelensky ha replicato ch la decisione spetta al popolo ucraino. Trump ha poi annunciato un cessate-il-fuoco dell’energia “immediato” tra Ucraina e Russia, che si sarebbero impegnate a non colpire l’un l’altra installazioni energetiche, nel rispetto della priorità del magnate presidente, calmierare i prezzi dell’energia. Zelensky s’è detto d’accordo sulla tregua se Putin l’ha davvero concordata con Trump e se la rispetta; lui, però, non ne sapeva nulla. In un’intervista alla Abc, il leader ucraino ha rilanciato “Se Putin accetta una tregua completa di 60 giorni, facciamo le elezioni presidenziali”. Che la situazione sia confusa, lo indica il rinvio della missione a Mosca dei negoziatori Usa Steve Witkoff e Jared Kushner. L’accordo sul diesel raggiunto da Trump e Putin suscita critiche anche nell’Unione: un gruppo di senatori bipartisan contesta l’ok all’import di diesel dalla Russia, che violerebbe una legge del 2022.</td></tr></tbody></table></figure>
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