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	<title>Articoli di Giampiero Gramaglia, autore presso The Watcher Post</title>
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	<link>https://www.thewatcherpost.it/author/giampiero-gramaglia/</link>
	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Sep 2026 16:09:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Usa: 11 Settembre 25 anni dopo, le lezioni non imparate</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/news/usa-11-settembre-lezione-non-imparata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 11:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 25° anniversario dell’attacco all’America dell’11 settembre 2001 – quasi 3000 le vittime -, i riti del ricordo si ripetono e si rinnovano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/news/usa-11-settembre-lezione-non-imparata/">Usa: 11 Settembre 25 anni dopo, le lezioni non imparate</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel 25° anniversario dell’attacco all’America dell’11 settembre 2001 – quasi 3000 le vittime -, i riti del ricordo si ripetono e si rinnovano: il vice-presidente JD Vance a New York, a quello che , dopo il crollo del World Trade Center, divenne Ground Zero; e il presidente Donald Trump al Pentagono. L&#8217;anniversario è striato di polemiche e rivendicazioni: per il ritardi della giustizia – ci sono processi che stanno ancora facendo il loro corso -; per le gaffes di Trump, soprattutto, per la pubblicazione da parte del sindaco di New York Zoran Mamdani di documenti che provano che Lower Manhattan era inquinata da particelle di amianto e che le autorità lo sapevano, ma non presero provvedimenti mettendo a rischio la vita di soccorritori e residenti (1140 i casi di cancro registrati).</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è soprattutto la percezione, con l’aggressione all’Iran in corso, che le lezioni di quel giorno non siano state imparate. Il Wall Street Journal, che dedica più spazio di tutti in prima all’anniversario, con una foto aerea di Manhattan su cui s&#8217;alza la colonna di polvere dei crolli, nota: “L’11 Settembre cambiò l’ordine del Mondo&#8230; Ma non per le ragioni che potremmo credere&#8230; L’attacco terroristico consumò risorse e attenzione degli Stati Uniti e lasciò la Nazione incapace di affrontare le minacce alla sua economia e alla sua leadership globale&#8230;”. Le radici delle crisi economiche del 2008 / ’12 e magari anche del precipitare dell’America nel trumpismo affondano in quella mattina di cielo terso su New York e Washington.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto all’anniversario del’11 Settembre, due temi segnano l&#8217;attualità statunitense: la conclusione della convention repubblicana di due giorni a Dallas, dove il vp Vance è parso l&#8217;erede di Trump e dove sono serpeggiate forti perplessità sui 5000 dollari promessi da Trump a ogni cittadino adulto, se i repubblicani non perderanno la maggioranza alla Camera e al Senato nelle elezioni di midterm del 3 novembre; e gli sviluppi della guerra con l’Iran.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Axios e Cnn puntano l’attenzione sul ruolo degli Huthi nel conflitto. Axios apre con quello che presenta come un suo scoop: il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman aveva sollecitato Trump a colpire la milizia sciita filo-iraniana che dallo Yemen minaccia la sicurezza nel Mar Rosso e le installazioni petrolifere saudite. Trump disse no, ma ora – secondo quanto riferisce la Cnn, che pure presenta la notizia come esclusiva &#8211; gli Usa stanno espandendo il sostegno di intelligence fornito ai sauditi e le informazioni sugli obiettivi da colpire nella campagna contro gli Huthi. Consiglieri americani operano a sostegno delle forze saudite, con il rischio di innescare una spirale nel conflitto in Yemen che va avanti da anni e di creare un ulteriore shock all’economia mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times informa che gli Huthi si sono impadronisti di un porto strategico sul Mar Rosso, Mokha, in quella che è presentata come una importante vittoria di un alleato dell’Iran. I miliziani hanno cacciato dalla città portuale i governativi yemeniti, acquisendo una posizione di forza da dove attaccare navi commerciali che entrano o escono dal Mar Rosso, una via vitale per il commercio mondiale, a maggior ragione dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz (o quanto meno le limitazioni al traffico).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foreign Affairs, nel suo ultimo numero, spiega che “l&#8217;America non può asfissiare economicamente l&#8217;Iran”. E, dietro le quinte della convention di Dallas, Vance – scrive il NYT – ha raccolto “opinioni non edulcorate” sull&#8217;andamento del conflitto, che non riflette quello che lui e Trump promettevano in campagna elettorale e che non va come lui e Trump raccontano in pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prova ne sia che ieri la Banca centrale europea ha alzato i tassi d&#8217;interesse europei dello 0,25%, perché la guerra, di cui non si vede la fine, pesa sull&#8217;inflazione ed è fonte d&#8217;incertezza negli Usa come nell&#8217;Ue sui prezzi del petrolio e dell&#8217;energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Veniamo alla convention. Vance ha condotto veementi attacchi ai democratici, “partito dell’odio”; e Trump ha poi chiuso l’evento chiedendo ai fans di giurargli fedeltà e di mostrargliela alle urne. Ma politicamente rilevanti sono le riserve, che serpeggiano fra i repubblicani, sul dividendo promesso da Trump a ogni americano adulto, nel caso di vittoria dei repubblicani al midterm: le perplessità non sono etiche, che pure ce ne sarebbe motivo, ma economico-finanziarie, perché gli Stati Uniti hanno già un debito record superiore ai 40 mila miliardi di dollari, cui andrebbe ad aggiungersi, d&#8217;un colpo solo, un miliardo e mezzo.</p>
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		<title>Usa: midterm, Trump promette soldi in cambio di voti</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/usa/usa-midterm-trump-promette-soldi-in-cambio-di-voti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:11:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Donald Trump prova a comprare - letteralmente - i voti degli americani alle elezioni di midterm previste il 3 novembre: se i repubblicani manterranno il controllo della Camera e del Senato, e lui quindi non diventerà una 'anatra zoppa' nella seconda metà del secondo mandato, darà 5000 dollari a ogni cittadino adulto. Costo stimato dell'operazione, intorno ai 1.500 miliardi di dollari.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Donald Trump prova a comprare &#8211; letteralmente &#8211; i voti degli americani alle elezioni di midterm previste il 3 novembre: se i repubblicani manterranno il controllo della Camera e del Senato, e lui quindi non diventerà una &#8216;anatra zoppa&#8217; nella seconda metà del secondo mandato, darà 5000 dollari a ogni cittadino adulto. Costo stimato dell&#8217;operazione, intorno ai 1.500 miliardi di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente, Trump non ha specificato come e quando tutto ciò avverrà e come si procurerà i soldi. Secondo Axios, il magnate presidente progetta, inoltre, di fare avere agli americani, prima del voto, 500 dollari ciascuno di risparmi ricavati dalle spese sanitarie dell&#8217;Obamacare, la copertura sanitaria per i meno abbienti varata sotto la presidenza di Barack Obama. Trump, di fatto, lesina l&#8217;assistenza a vecchietti mal messi e a famiglie in difficoltà per ingraziarsi elettori incerti – e piuttosto venali -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La promessa, che sarebbe inverosimile, se non venisse da Trump, è stata fatta ieri sera nel discorso di apertura della convention repubblicana straordinaria di Dallas, che si conclude oggi. Trump è l&#8217;indiscusso protagonista della kermesse elettorale, che è del tutto eccezionale – i partiti Usa fanno di solito le loro convention solo negli anni delle presidenziali –. L&#8217;obiettivo della &#8216;Trumpalooza&#8217;, com&#8217;è stata ribattezzata, è galvanizzare un elettorato repubblicano abbacchiato proprio dalle scelte del presidente – tipo, la guerra all&#8217;Iran &#8211; e dagli effetti delle sue scelte – tipo, l&#8217;aumento del prezzo della benzina -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto alla fine della guerra e al prezzo della benzina, Trump le ha sparate meno grosse: la guerra non finirà prima delle elezioni; e il prezzo del petrolio, che nella sola giornata di ieri è salito del 3% in media &#8211; dato Ap -, scenderà, ma probabilmente solo dopo il voto. Del resto, fin quando Usa e Iran si scambiano tiri incrociati su petroliere e porta-container nello Stretto di Hormuz non c&#8217;è modo che i costi del greggio, risaliti ieri sopra i 100 dollari al barile per la prima volta dal luglio scorso, scendano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump s&#8217;è posto al centro dell&#8217;evento di Dallas: lungo discorso d&#8217;auto-celebrazione in apertura, ieri; discorso di chiusura, oggi. E l&#8217;invito agli elettori ad andare a votare come se ci fosse il suo nome sulla scheda (il che non è detto che oggi funzioni da talismano). L&#8217;entusiasmo, però, non era di casa a Dallas, ieri, almeno a quanto riferiscono colleghi presenti: i sondaggi dicono che il presidente è impopolare e che i democratici possono prendere il controllo della Camera e, forse, ma è difficile, pure del Senato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di sicuro l&#8217;entusiasmo non l&#8217;ha suscitato il sorprendente video-messaggio d&#8217;un senatore democratico della Pennsylvania, John Fetterman, un tipo strambo fin dalla sua elezione, che aveva – il giudizio è del New York Times &#8211; “la forza di persuasione di un telegiornale nord-coreano”. Il voltafaccia ha comunque colto di sorpresa e indispettito la leadership democratica: Fetterman, che s&#8217;è detto pronto a lavorare con Trump, s&#8217;era distaccato negli ultimi tempi dal partito democratico ed era apparso insofferente del suo lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la convention di Dallas e le promesse di Trump, aprono stamane molti dei principali media Usa. Il New York Times, però, punta su tensioni finanziarie che starebbero delineandosi tra europei e ucraini: Kiev dice di avere bisogno di altri 27 miliardi di dollari di aiuti, dopo avere già ricevuto centinaia di miliardi di euro a vario titolo; Bruxelles vuole sapere perché.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La richiesta venuta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky è – scrive il NYT &#8211; “un forte monito ai costi della guerra che aumentano e costituisce una sfida per l’Europa”. C&#8217;è, invece, relativamente poca emozione per il drone, forse russo e forse &#8216;smarrito&#8217;, che ha ritardato il decollo dalla Moldavia dell&#8217;aereo che doveva portare Zelensky ai funerali a Oslo del re di Norvegia Harald. Per i media Usa non è chiaro se e in che misura Zelensky sia mai stato in pericolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fronte Ira, Wall Street Journal e Cnn concordano nel valutare che “gli attacchi incrociati americani e iraniani su petroliere nello Stretto di Hormuz segnalano che la guerra è entrata in una nuova fase” pericolosa per i rischi di escalation e costosa per l&#8217;impatto sul petrolio. Per il WSJ, “minacciando unità della US Navy, l’Iran mostra di non temere l&#8217;escalation: le forze di Teheran prendono di mira navi americane come non avevano mai fatto dall’inizio del conflitto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn ha un reportage dallo Stretto di Hormuz e in particolare dall’isoletta di Perim, che potrebbe rivelarsi cruciale per gli approvvigionamenti petroliferi di mezzo mondo e che è ormai divenuta “obiettivo strategico nella guerra che torna a intensificarsi e ad ampliarsi”. Ieri, sono stati segnalati attacchi degli Usa sul sud dell&#8217;Iran, con vittime, mentre fonti iraniane parlano di aerei americani colpiti al suolo in Giordania.</p>
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		<title>Guerre, punto: Iran, è escalation; Ucraina, speranze di de-escalation</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:33:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, due escalation, una militare tra Usa e Iran e una commerciale tra Usa e Canada, segnano l’attualità internazionale. Ma ci sono pure segnali di...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/top-news/guerre-punto-iran-e-escalation-ucraina-speranze-di-de-escalation/">Guerre, punto: Iran, è escalation; Ucraina, speranze di de-escalation</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Oggi, due escalation, una militare tra Usa e Iran e una commerciale tra Usa e Canada, segnano l&#8217;attualità internazionale. Ma ci sono pure segnali di speranza di un avvio di de-escalation tra Ucraina e Russia, dopo i contatti negoziali a Mosca e Kiev nel fine settimana e la lunga telefonata, ieri, tra i presidenti Usa Donald Trump e russo Vladimir Putin. E ci sono le polemiche che scuotono Israele, con le accuse sul 7 ottobre 2023 al premier Benjamin Netanyahu e le sanzioni di vari Paesi – non c&#8217;è l&#8217;Italia – contro i coloni di Cisgiordania.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Guerre, punto: Iran, botta e risposta di missili e droni</strong><br>Nello Stretto di Hormuz, ieri, le forze armate statunitensi hanno colpito cinque petroliere iraniane (e ne hanno affondata una), dopo che navi da guerra Usa erano state prese di mira dai Guardiani della Rivoluzione iraniani. L&#8217;Iran ha risposto con un lancio di missili contro le basi militari americane in Giordania, ormai individuata come il ventre molle dello schieramento americano nella Regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il New York Times, «l’Iran mostra d&#8217;essere pronto ad alzare il livello dello scontro di fronte alla maggiore pressione statunitense… Il governo iraniano sta assumendo un approccio sempre più aggressivo, preoccupato dalla crescente minaccia economica e perché vede ridursi il suo controllo sullo Stretto di Hormuz».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Washington Post segnala il rischio che i missili iraniani siano divenuti più sofisticati e, quindi, più difficili da neutralizzare, magari con l&#8217;aiuto tecnologico di Russia e Cina. Fonti iraniane rivendicano di avere danneggiato due cacciatorpediniere statunitensi. La Cnn titola: «Il conflitto s&#8217;infiamma di nuovo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riferito da media Usa, gli equipaggi delle petroliere iraniane attaccate erano stati avvertiti in anticipo, dando loro tempo di lasciare le navi. A loro volta, i Pasdaran hanno poi invitato gli equipaggi di petroliere nei pressi di porti del Kuwait e del Bahrein ad abbandonare le loro navi, possibili bersagli della ritorsione iraniana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come conseguenza dello scambio di colpi di ieri, il prezzo del petrolio è di nuovo tornato a sfiorare i cento dollari al barile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Guerre, punto: Israele, i guai di Netanyahu e le misure anti-coloni</strong><br>In Israele, il premier Netanyahu deve difendersi dall&#8217;accusa di essere stato personalmente informato dal presidente degli Emirati Arabi Uniti dell&#8217;imminenza di un pesante attacco di Hamas, una decina di giorni prima dei raid e dei massacri del 7 ottobre 2023, e di avere ignorato l&#8217;allarme, senza neppure informarne l&#8217;intelligence e l&#8217;esercito. Netanyahu bolla le accuse come «menzogne».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ieri, poi, c&#8217;è stata la decisione di una dozzina di Paesi, fra cui Gran Bretagna, Francia, Canada, Norvegia, Islanda e altri europei – ma non l&#8217;Italia e neppure la Germania – di bloccare l&#8217;ingresso nell&#8217;Ue di prodotti dei coloni della Cisgiordania, da tempo protagonisti di provocazioni e violenze nei confronti dei palestinesi che legittimamente lì risiedono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Israele annuncia ritorsioni, invece di affrontare quello che i suoi partner occidentali percepiscono come un sistema di «impunità in Cisgiordania», di cui parla il NYT.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Guerre, punto: Ucraina, la telefonata Trump-Putin</strong><br>La telefonata di ieri di un&#8217;ora tra Trump e Putin, giudicata «franca e costruttiva», è stata il frutto della missione di Steve Witkoff e Jared Kushner a Mosca e Kiev. E mentre Putin assicurava Trump di non avere piani d&#8217;attacco all&#8217;Europa, nuovi raid sulla capitale ucraina mettevano fine, con vittime e devastazioni, alla tregua di tre giorni osservata da Mosca durante la missione dei negoziatori Usa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il resoconto della conversazione fatto dal consigliere di Putin Yuri Ushakov, i due leader hanno «valutato positivamente» i colloqui dei giorni scorsi. E Putin colloca la necessità di porre fine al conflitto con l&#8217;Ucraina nella prospettiva di «un ampio ripristino delle relazioni tra Russia e Usa».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente Volodymyr Zelensky, che considera possibile un incontro a tre entro la fine del mese, spera di sentire presto Trump, per discutere innanzitutto di forniture statunitensi per la difesa aerea di Kiev.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ai media russi, Ushakov ha detto che «i miti sulla minaccia russa servono agli europei solo come copertura per aumentare il sostegno all&#8217;Ucraina e le loro spese militari». Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov bolla come «un&#8217;ossessione, una mania di persecuzione» la «russofobia» attribuita al cancelliere tedesco Friedrich Merz, secondo cui bisogna «proteggere la libertà» dei tedeschi «anche dalla Russia».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mosca continua a non volere l&#8217;Europa al tavolo dei negoziati sull&#8217;Ucraina, ritenendola responsabile del prolungamento della guerra e sicuramente più ostile degli Usa di Trump. Il conflitto, dice Peskov, poteva concludersi tempo fa, ma gli ucraini «vengono spinti ad andare avanti da alcuni Paesi europei».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo media ucraini, gli emissari statunitensi avrebbero discusso una possibile tregua tra Kiev e Mosca negli attacchi alle infrastrutture energetiche, almeno in vista dell&#8217;inverno. Ma, secondo Ushakov, Trump e Putin hanno solo «concordato di continuare a cercare di risolvere le cosiddette “questioni umanitarie”, compresi gli scambi di detenuti». E Putin ha pure «elogiato gli sforzi della first lady Usa Melania per il ricongiungimento dei bambini russi e ucraini con le loro famiglie».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Guerre, punto: Canada, botta e risposta di dazi e bandi</strong><br>La guerra commerciale tra Usa e Canada sembra entrata in una spirale fuori controllo: l’escalation di dazi e contro-dazi ha avuto ieri un ulteriore sviluppo con l’annuncio di Trump del bando, che scatterà il 29 settembre, dell’export dal Canada verso gli Usa di prodotti fra cui alcol e motociclette: il che, scrive il Washington Post, «alza la tensione fra i due Paesi vicini e confinanti a livelli senza precedenti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wall Street Journal avverte che l&#8217;escalation «potrebbe essere rovinosa» per numerose aziende dell&#8217;uno e dell&#8217;altro Paese. E il Washington Post osserva che la guerra dei dazi con il Canada «complica le prospettive elettorali del Partito repubblicano», soprattutto negli Stati di confine, alcuni dei quali, come il Maine, possono risultare determinanti nella corsa al controllo del Senato.</p>
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		<title>Guerre: Iran, negoziati a zero; Ucraina, uno spiraglio</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/news/iran-negoziati-ucraina-spiraglio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 12:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli sviluppi paralleli dei conflitti tra Usa e Iran e Ucraina e Russia trovano, questa mattina, letture spesso contraddittorie sui media.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Gli sviluppi paralleli dei conflitti tra Usa e Iran e Ucraina e Russia trovano, questa mattina, letture spesso contraddittorie sui media internazionali: tra Washington e Teheran, la via del negoziato pare sfumata; tra Mosca e Kiev, gli spiragli di trattativa sono affidati all’ipotesi – vaga – di un contatto tra i presidenti Usa Donald Trump e russo Vladimir Putin, che potrebbe poi divenire un triangolare con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto poi condizionato dagli umori estemporanei del magnate presidente, che nel lungo week-end del Labor Day, ha pubblicato una sessantina di post e meme e s’è esercitato nel suo ultimo hobby, cambiare i nomi geografici (e magari pure i confini, come vorrebbe fare inglobando nell’Unione Canada e Groenlandia).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il Golfo del Messico divenuto Golfo dell’America e il lago Ontario divenuto Lago America – cambiamenti che possono valere negli Usa, ma non altrove -, ora Trump intende cambiare il nome del New Mexico, uno dei 50 Stati dell’Unione, e farlo diventare New America, pur senza avere – notano unanimi i media Usa &#8211; l’autorità per farlo (ma travalicare i poteri è una specialità della casa).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle provocazioni trumpiane, c’è chi risponde pan per focaccia. Il Canada ha imposto nuovi dazi sull’import Usa, segnando un’escalation nella guerra commerciale fra i due Paesi confinanti. E l’Ue offre alla Groenlandia, territorio danese ambito dal magnate presidente, una nuova partnership e centinaia di milioni di investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Iran</strong>, <strong>forze armate e intelligence Usa valutano disimpegno</strong><br><br>In uno dei tanti meme realizzati con l’IA, i confini dell’Iran sono ridisegnati adeguandosi al profilo di Trump: una puntura di spillo, a confronto con gli scambi di missili e droni degli ultimi giorni. Nessuna parola di scuse e di cordoglio, invece, da parte del presidente, per le vittime civili causate, la settimana scorsa, da una delle sei bombe sganciate da aerei della US Navy su un centro comando e controllo della città costiera iraniana di Kuhestack ha mancato il bersaglio e ha centrato una festa di matrimonio – circostanza ora ammessa dal Pentagono -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la Cnn, le forze armate e l’intelligence statunitensi stanno valutando se ridurre la presenza Usa in Medio Oriente e cercano una strategia d’uscita dal conflitto diversa da quella adottata dopo l’11 Settembre 2001, di cui sta per ricorrere il 25° anniversario. Allora, l’America e l’Occidente finirono per impantanarsi in due lunghe guerre sostanzialmente perdute, in Afghaistan e in Iraq. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se le risposte iraniane agli attacchi Usa fanno emergere la vulnerabilità delle basi nella Regione, c’è pure da valutare la facilità con cui gli Huthi, la milizia sciita filo-iraniana dello Yemen, colpiscono gli alleati degli americani: stamane, si è avuta notizia di un attacco contro installazioni petrolifere dell’Arabia saudita, che ha innescato incendi e fatto decine di feriti</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Fox scrive che il confronto nucleare con l’Iran “prende una piega pericolosa”: mentre gli Usa tornano ad accentuare la pressione militare, Teheran fa “nuove minacce” e formula piani per creare una zona di esclusione oltre lo Stretto di Hormuz, cioè per ampliare il proprio controllo &#8211; reale o asserito – sulla navigazione in ingresso o in uscita dal Golfo Persico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wall Street Journal torna, invece, a battere il tasto delle difficoltà dell’Iran di fronte alla strategia di ‘asfissia economica’ adottata dagli Stati Uniti: il flusso di dollari del petrolio si inaridisce e Teheran precipita sempre di più nella crisi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D’altro canto, secondo Le Monde, l’accordo sul petrolio con i Venezuela, per calmierare i prezzi dell’energia negli Usa gestendo 65 miliardi di barili di riserve venezuelano, non sta funzionando come sperato: i termini dell’intesa sono vaghi – come spesso accade quando Trump fa affari – e, inoltre, le quantità non sono sufficienti a compensare il risotto apporto di petrolio mediorientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ucraina, Zelensky su ipotesi de-escalation<br></strong><br>In un’intervista ad Axios, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dice che gli Stati Uniti stanno esplorando i passi da fare per una de-escalation tra Russia e Ucraina questo inverno, de-escalation della quale, però, non si vedono ancora segnali. Anzi, la scorsa notte gli attacchi russi sono Kiev sono stati particolarmente intensi e letali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zelensky parla dopo i colloqui di domenica a Kiev con i negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, che erano stati prima a Mosca. Dopo gli incontri, Witkoff avrebbe riferito a Trump di “progressi sostanziali”. Ma la pace è lontana: secondo l’intelligence ucraina, la Russia ha risorse per due anni di guerra; e, intanto, Mosca ingaggia ‘guerre diplomatiche’, a botte di chiusure d’uffici e d’espulsioni di funzionari, con la Germania e l’Ungheria.</p>
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		<title>Germania: vittoria estrema-destra in Sassonia-Anhalt segnale d’allarme per Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 09:25:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vittoria elettorale dell’estrema-destra nel land di Sassonia–Anhalt, in Germania, “manda un segnale all’Europa e dà una forte spinta” ad analoghi partiti di estrema destra che puntano a vincere elezioni nell’Ue l’anno prossimo, in particolare la presidenziali in Francia e le politiche in Italia.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La vittoria elettorale dell’estrema-destra nel land di Sassonia–Anhalt, in Germania, “manda un segnale all’Europa e dà una forte spinta” ad analoghi partiti di estrema destra che puntano a vincere elezioni nell’Ue l’anno prossimo, in particolare la presidenziali in Francia e le politiche in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sintesi del New York Times ricalca quelle di molti media europei e americani, analizzando il successo elettorale di Alternative fur Deutchland nel più piccolo land tedesco, in quella che fino al 1991 era la Germania orientale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un&#8217;affluenza alle urne record, superiore all&#8217;80%, l’estrema destra sfiora il 44% e ora sogna di governare un land per la prima volta dal dopoguerra, anche se i numeri lasciano margini di dubbio. La Cdu di Merz, che governava il land da 24 anni, esce dalle urne più che dimezzata. dal 37 a poco più del 17%; Verdi, in crescita, e Spd, in calo, sono entrambi intorno al 9%, la Linke poco sotto, mentre i rosso-bruni Bsw, i soli ad aprire a un&#8217;alleanza con AfD, superano d’un soffio la soglia del 5%, sotto la quale sono i liberali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati non sono ancora definitivi e ufficiali, ma paiono consolidati. In termini di seggi, AfD ne ha 39, quindi meno della maggioranza assoluta degli 83 del parlamento regionale. Per governare, dovrà formare una coalizione con i 5 del Bsw. Insieme, Cdu (15), Spd, verdi e Linke (8 ciascuno) arrivano a 39.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vittoria della estrema destra in Sassonia-Anhalt prevale largamente, nei titoli d’apertura della stampa europea e americana questa mattina, sugli sviluppi negoziali -del tutto inattesi- nel triangolo Usa – Russia – Ucraina e sui sussulti di guerra tra Usa e Iran.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ucraina e Iran: sviluppi negoziali e militari</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel fine settimana, i negoziatori statunitensi Steven Witkoff e Jared Kushner somo stati prima a Mosca e poi a Kiev – la loro prima visita in Ucraina, in venti mesi d’Amministrazione Trump, mentre quelle in Russia sono state numerose -. A Kiev, Witkoff e Kushner hanno avuto tre incontri: all’ultimo, c’erano anche rappresentanti dei capi-fila dei cosiddetti Paesi Volenterosi, Gran Bretagna, Francia e Germania.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La missione americana ha ricevuto echi positivi sia da Mosca che da Kiev. Ma uno sblocco delle trattative verso la pace non pare imminente. E Mosca ha anzi inasprito i toni contro la Germania, considerando le accuse di Berlino per i droni sull’aeroporto di Lipsia una sorta d’atto di guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello Stretto di Hormuz, invece, Usa e Iran hanno intrecciato atti ostili: le forze armate statunitensi hanno colpito e danneggiato o distrutto tre petroliere iraniane – una nei pressi dell’isola di Kharg -, dopo che due unità della US Navy – la portaerei George Washington e un incrociatore &#8211; erano state attaccate con missili senza riportare alcun danno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Germania: le incognite del dopo voto e le reazioni</strong><br>Il voto in Sassonia-Anhalt, dove scocca l&#8217;ora di Ulrich Siegmund, avrà impatti a Berlino e pure a Bruxelles. Siegmund, 35 anni, sognava di governare con un esecutivo monocolore, col suo programma di estrema destra che attira i giovani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;astro nascente di AfD, modi gentili e sorriso accattivante, fa promesse populiste: &#8220;Non so ancora se sarò ministro presidente, ma abbiamo già scritto la storia&#8221;, ha detto. Perché possa o meno formare un esecutivo, qualcuno gli dovrà dare una mano. Sahra Wagenknecht, leader rosso-bruna del suo Bsw,è pronta a farlo, ma potrebbe restare fuori dal Parlamento. AfD e Bsw sono entrambi su posizione filo-russe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella Cdu di Mez, c’è sconforto e subbuglio. Il cancelliere che voleva dimezzare AfD ha invece dimezzato il suo partito, almeno in questo land, ed è adesso a rischio. E nella Cdu vacilla il cosiddetto Brandmauer, il cordone sanitario, cioè il principio in base al quale &#8220;nessuna collaborazione con un partito di estrema destra&#8221;. Socialdemocratici e Linke, invece, hanno subito confermato la linea d’intransigenza all’AfD.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alice Weidel, co-presidente federale dell’estrema destra, afferma di potere immaginare &#8220;una collaborazione con la Cdu o con parti della Cdu&#8221;. Se Siegmund arriverà a governare, inizierà a realizzare il suo programma, che prevede, fra l’altro, stop all&#8217;obbligo scolastico, classi separate per bambini con disabilità e migranti, taglio dei fondi al servizio pubblico radio-televisivo e alle chiese.</p>
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		<title>Iran, la guerra impone agli USA un ritorno al lavoro dopo l&#8217;estate a prezzi salati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 08:07:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[trump iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 'D-Day economico' della guerra all'Iran s'è finora ridotto “a uno sgocciolamento di misure” senza grande efficacia.</p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Il &#8216;D-Day economico&#8217; della guerra all&#8217;Iran, annunciato in fanfara, come è solito fare, dal presidente Usa Donald Trump, s&#8217;è finora ridotto “a uno sgocciolamento di misure” senza grande efficacia: lo afferma la Cnn, secondo cui “l&#8217;impatto della campagna di pressione sull&#8217;Iran e sui Paesi che fanno affari con l&#8217;Iran resta tutto da valutare”. E la tv &#8216;all news&#8217; critica una battuta del presidente, per cui “la guerra che ha ucciso 18 militari americani e ne ha feriti centinaia d&#8217;altri è &#8216;small potatoes&#8217;, cioè una bazzecola”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello sgocciolio di misure anti-Iran, si sono ieri inserite sanzioni contro una banca turca che farebbe “da critico salvagente finanziario” al regime di Teheran.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;assenza apparente di sviluppi militari e diplomatici, è tempo di analisi, a volte contraddittorie  l&#8217;una con l&#8217;altra, sull&#8217;andamento del conflitto. Secondo il New York Times, “dopo sei mesi di guerra con gli Stati Uniti l&#8217;Iran è più fiducioso e più sicuro di sé”, mentre gli Stati Uniti – ma non Trump &#8211; hanno perso la loro sicumera : “Le valutazioni dell&#8217;intelligence più recenti – scrive il giornale – conclusoni che l&#8217;Iran ha oggi una migliore comprensione delle sue capacità e dei limiti del potere” americano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, per il Wall Street Journal, “il tempo non è più dalla parte dell&#8217;Iran nella battaglia dei blocchi”, con la US Navy che blocca i porti iraniani e i Guardiani della Rivoluzione iraniani che bloccano, o almeno frenano, la navigazione nello Stretto di Hormuz. Scrive il giornale: “Gli Stati Uniti stanno aiutando gli Stati del Golfo a fare uscire dalla Regione quantitativi di petrolio significativi e, intanto, riescono a contrastare le esportazioni iraniane”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;Unione, inizia oggi il lungo week-end del Labor Day, la Festa del Lavoro, che quest&#8217;anno cade lunedì 7 settembre: tradizionalmente, l&#8217;evento segna la fine dell&#8217;estate e il ritorno alla piena attività in tutti i settori; e coincide con l&#8217;avvio di fatto della campagna per le elezioni di midterm in agenda il 3 novembre. Axios avverte dell&#8217;imminenza di una uscita dall&#8217;estate “costosa” per gli americani: è un po&#8217; l&#8217;equivalente dei nostri titoli ricorrenti in questa stagione sul &#8216;caro scuola&#8217;, puntato piuttosto sul &#8216;caro carburanti&#8217;, perché il costo medio del diesel alla pompa ha stabilito un nuovo record, 5,85 dollari al gallone, superando il livello raggiunto nel 2022 dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La colpa del &#8216;caro carburanti&#8217; è unanimemente attribuita al conflitto con l&#8217;Iran, che ha scombussolato le rotte di approvvigionamento del petrolio a livello planetario. Siccome il diesel è largamente utilizzato per trasporti merci, &#8211; spiega la Ap -, prezzi del diesel più alti significano costi di trasporto più alti e, quindi, alla fine della catena, costi al consumatore più alti per una miriade di prodotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E l&#8217;effetto calmieratore sperato dall&#8217;accordo con il Venezuela per il controllo di 65 miliardi di barili di petrolio delle riserve venezuelane non s&#8217;è ancora fatto sentire e – a giudizio degli esperti &#8211; non è imminente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I titoli di testata dei principali media Usa sono molto diversificati questa mattina: c&#8217;è il processo che non si riesce a finire a una madre che ha ammesso di avere ucciso i propri tre figli, ma sulla cui colpevolezza una giuria popolare per la terza volta non è riuscita a formulare un verdetto; c&#8217;è l&#8217;andamento del mercato del lavoro migliore del previsto adv agosto, con 162 mila posti di lavoro creati e una maggiore disponibilità dei lavoratori americani a lasciare un posto per un altro; e c&#8217;è &#8211; esclusiva del NYT &#8211; la decisione del Pentagono di sottoporre alla macchina della verità 50 membri circa dello Stato Maggiore delle Forze armate, alla ricerca della talpa, o delle talpe, che di recente hanno rivelato carenze di missili e munizioni derivanti dalla guerra all&#8217;Iran e perplessità dei militari sulla sostenibilità della campagna; e c&#8217;è ovunque l&#8217;ennesima sentenza di un giudice federale che blocca perché presumibilmente illegale e persino incostituzionale l&#8217;ordine esecutivo del presidente che crea limiti e intralci al voto per posta. Il quesito finirà senza dubbio alla Corte Suprema: resta, però, da vedere se in tempo utile perché la questione sia risolta prima del voto di midterm.</p>
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		<title>Iran: Israele rimette il dito tra Teheran e Washington nel Libano meridionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 09:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Israele torna a mettere il dito tra Iran e Usa, aggravando le tensioni nel Medio Oriente e innescando reazioni di Teheran alle sue mosse.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Israele torna a mettere il dito tra Iran e Usa, aggravando le tensioni nel Medio Oriente e innescando reazioni di Teheran alle sue mosse: l&#8217;esercito israeliano ha ieri annunciato di avere preso il controllo della strategica cresta di Ali al-Taher, nel Libano meridionale, nel quadro di un&#8217;ennesima offensiva contro le postazioni di Hezbollah, la milizia sciita filo-iraniana, che, secondo fonti israeliane, usava da decenni l&#8217;area per lanciare razzi sul territorio israeliano. Secondo Fox News, le forze israeliane hanno trovato e distrutto dei tunnel nella zona, che sarebbero stati costruiti con fondi iraniani (ma non hanno però trovato consiglieri iraniani).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poche ore prima dell&#8217;annuncio israeliano, Teheran, secondo la Reuters, aveva avvertito Washington che un&#8217;offensiva israeliana sulla cresta di Ali al-Taher avrebbe innescato una risposta iraniana ad ampio spettro. La cresta è una delle aree strategicamente più contestate nel conflitto fra Israele e Hezbollah perché di lì si domina e si tiene sotto controllo il Libano meridionale. Il ritiro di Israele dal Sud del Libano è una delle condizioni mai attuate contenute negli accordi negoziati tra Israele e Libano nei mesi scorsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fox News dà grande rilievo a un attacco dell&#8217;Iran al Kuwait con missili e droni, di cui si ignora l&#8217;effetto e che la tv &#8216;all new&#8217; conservatrice definisce “una palese aggressione” &#8211; il Washington Post, invece, parla di “attacchi incrociati” -. S&#8217;ignora se l&#8217;attacco di Teheran al Kuwait sia una reazione alla mossa israeliana di Ali al-Taher o una risposta agli attacchi americani dei giorni scorsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la CNN apre con il Medio Oriente, ma in un&#8217;ottica completamente diversa: ha un reportage dalla CisGiordania con il ritorno dei palestinesi a case e villaggi distrutti dai coloni nell&#8217;inazione, quando non con la connivenza, di polizia ed esercito israeliani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;avanzata israeliana in Libano e gli scambi di missili e droni infiammano la regione. Il presidente Usa Donald Trump ripete di essere pronto a colpire di nuovo l&#8217;Iran “in qualsiasi momento”. Invece il suo vice JD Vance, un po&#8217; controcorrente, smorza i toni in un briefing alla Casa Bianca: “Non parlerei di una guerra”, dice, a proposito di quanto sta avvenendo in Medio Oriente. Per Vance, tocca a Teheran decidere se e quando il conflitto finirà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo avere riacceso il conflitto con gli attacchi inopinati dei giorni scorsi, Trump è tornato al suo copione abituale. Per il New York Times, “Gli Stati Uniti sembrano sempre più impantanati in Iran dopo sei mesi di guerra, nonostante Trump sostenga che hanno il dominio militare”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wall Street Journal ha appreso che il segretario alla Guerra Pete Hegseth vuole estendere al 2027 lo schieramento di 50 mila uomini nel Medio Oriente, esponendo a ulteriori stress le unità impiegate. E questo perché Trump avrebbe detto ai suoi collaboratori di ritenere che la sua strategia – quale che sia, perché la cambia di continuo – avrà alla fine successo, se 50mila uomini restano disponibili per offrirgli delle alternative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trova poi conferma, con il contributo di fonti della Croce Rossa e l&#8217;analisi di immagini satellitari, che Kuhestack<a></a>, una località iraniana, nella notte tra martedì e mercoledì, un attacco statunitense ha trasformato una festa di matrimonio in una tragedia, con almeno cinque morti e 67 feriti – i numeri sono di fonte iraniana -. Secondo inchieste mediatiche, non v&#8217;è dubbio che la strage sia stata causata da una bomba americana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, a Pattaya in Thailandia<a></a>, l&#8217;equipaggio della portaerei Lincoln ha finalmente potuto sbarcare dopo quasi 300 giorni di navigazione senza scalo. Nelle scorse settimane, le condizioni a bordo della Lincoln, che nel frattempo è stata sostituita nell&#8217;area del conflitto dalla George Washington, avevano suscitato emozione e preoccupazione nell&#8217;opinione pubblica statunitense.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte impatto economico del conflitto Usa-Iran, un reportage del Washington Post mostrava, ieri, colonne di autocisterne attraversare la Siria, offrendo un&#8217;alternativa via terra alla chiusura o almeno alle limitazioni del traffico nello Stretto di Hormuz. Il WSJ perché la pressione economica sull&#8217;Iran stenta ad avere successo, citando gli esempi di Russia, Corea del Nord, Cuba e Venezuela, tutti Paesi soggetti a pesanti sanzioni, ma capaci di resistere per anni e anni a pressioni occidentali anche più forti di quelle ora esercitate sul Teheran.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E la guerra ha ripercussioni negative sull&#8217;economia statunitense e su quelle occidentali in genere. Fra i fattori che spingono in alto gli interessi sui titoli di Stato, e ne aumentano l&#8217;onere sui bilanci degli Stati, il principale è proprio il conflitto. Lo dimostra un grafico della Cnn che ne mostra l&#8217;andamento in coincidenza con l&#8217;inizio dell&#8217;aggressione e le sue varie fasi.</p>
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		<title>Iran: Trump cambia strategia, ora è &#8216;tanker for tanker&#8217;; e attacca di nuovo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 07:55:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella guerra all'Iran, il presidente Usa Donald Trump ha una nuova strategia: secondo Axios, è 'Tanker for tanker' e consiste nel rispondere con attacchi americani a ogni nuovo attacco iraniano contro una petroliera nello Stretto di Hormuz.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nella guerra all&#8217;Iran, il presidente Usa Donald Trump ha una nuova strategia: secondo Axios, è &#8216;Tanker for tanker&#8217; e consiste nel rispondere con attacchi americani a ogni nuovo attacco iraniano contro una petroliera nello Stretto di Hormuz.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; l&#8217;ennesima evoluzione dell&#8217;atteggiamento del magnate presidente contro&nbsp; il regime di Teheran: non chiedetemi quante ve ne siano state, nei sei mesi trascorsi dall&#8217;aggressione israelo-americana del 28 febbraio, perché ho perso il conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conformità alla nuova strategia, la scorsa notte, per la seconda volta in tre giorni, gli Stati Uniti, che per sei settimane, tra luglio e agosto, avevano abbandonato l&#8217;opzione militare contro l&#8217;Iran, hanno attaccato obiettivi militari iraniani, prendendo di mira in particolare postazioni delle Guardie della Rivoluzione. Lo riferisce il Central Command, che sovrintende alle operazioni nell&#8217;area.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le risposte iraniane sono state indirizzate contro basi Usa in Iraq, nei pressi di Erbil, e nel Bahrein: se ne ignora l&#8217;impatto, Secondo fonti iraniane, gli attacchi Usa hanno causato “danni significativi”, hanno ucciso una dozzina di persone e ne hanno ferite molte altre, facendo vittime fra i partecipanti a una festa di matrimonio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; un&#8217;ulteriore escalation nel conflitto fra Usa e Iran, dopo gli attacchi della notte tra domenica e lunedì, per impedire alle Guardie della Rivoluzione di lanciare mine nello Stretto di Hormuz. Allora, la risposta iraniana era stata indirizzata contro basi Usa n Giordania.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inasprimento militare negli ultimi giorni dell&#8217;atteggiamento statunitense viene stamane collegato dai media Usa alle decisioni del presidente russo Vladimir Putin d&#8217;intensificare la guerra in Ucraina e il sostegno all&#8217;Iran. Ieri, a margine del vertice della Sco in corso a Bishkek in Kirghizistan, Putin ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e gli ha ha ribadito l&#8217;appoggio all&#8217;Iran e l&#8217;intenzione di continuare a fornire al regime “beni essenziali”, in spregio alle sanzioni globali annunciate dagli Usa per &#8216;asfissiare&#8217; economicamente il regime di Teheran. Secondo un&#8217;esclusiva del Financial Times, la Russia ha segretamente fornito all&#8217;Iran tecnologia per dotarsi si missili &#8216;cruise&#8217; supersonici avanzati, nome in codice C430L.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Sco è l&#8217;Organizzazione per la cooperazione di Shanghai ed è uno degli strumenti del nuovo ordine mondiale pensato da Cina e Russia in alternativa a organismi occidentali come il G7.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scelte economiche Usa anti-Iran – una strategia che pareva essere alternativa a quella militare, ma che ora si rivela contestuale &#8211; sono pure al centro da ieri della riunione dei ministri delle Finanze del G20, in corso in North Carolina. Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent sollecita il sostegno degli alleati e dei partner e dichiara di averne ricevuto “appoggio”. Ma il Wall Street Journal e altri media Usa riferiscono del diffuso scontento suscitato fra alleati e partner dalle scelte Usa, che fanno salire e mantengono alti i prezzi del petrolio e compromettono la crescita globale (anche con i dazi). E se Bessent incolpa la Cina di minare il consenso internazionale verso le politiche statunitensi, Pechino respinge le accuse di comportamenti commerciali scorretti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, la portaerei Usa Lincoln è giunta in Thailandia: un primo scalo dopo una missione in mare ininterrotta di circa 300 giorni. I circa 5.700 uomini a bordo, marinai, piloti, inservienti e quant&#8217;altri, possono finalmente sbarcare, dopo che le condizioni di vita a bordo – deterioratesi nel tempo – avevano creato inquietudini nell&#8217;opinione pubblica statunitense. La Lincoln è stata nel frattempo avvicendata nelle acque prospicienti il Golfo Persico dalla portaerei George Washington.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte interno Usa, da segnalare che, come abbondantemente previsto, il Congresso, che ha appena ripreso i lavori dopo la pausa estiva, ha subito varato e trasmesso alla firma del presidente una legge che garantisce la copertura delle spese pubbliche federali fin dopo le elezioni di midterm del 3 novembre, evitando il rischio di uno shutdown, cioè di una parziale serrata dei servizi pubblici federali, prima del voto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Né i repubblicani né i democratici volevano rischiare di vedersi accollare dagli elettori la colpa d&#8217;uno shutdown a ridosso delle elezioni. La copertura delle spese è ora garantita fino all&#8217;11 dicembre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/trump-iran-strategia-attacco/">Iran: Trump cambia strategia, ora è &#8216;tanker for tanker&#8217;; e attacca di nuovo</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Iran: Usa tornano ad attaccare, pasdaran reagiscono. Ma la guerra non doveva essere finita?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 09:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scorsa notte, gli Stati Uniti hanno nuovamente colpito obiettivi militari iraniani nello Stretto di Hormuz, per la prima volta dopo una pausa di circa sei settimane.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-usa-tornano-ad-attaccare-pasdaran-reagiscono-ma-la-guerra-non-doveva-essere-finita/">Iran: Usa tornano ad attaccare, pasdaran reagiscono. Ma la guerra non doveva essere finita?</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La scorsa notte, gli Stati Uniti hanno nuovamente colpito obiettivi militari iraniani nello Stretto di Hormuz, per la prima volta dopo una pausa di circa sei settimane, durante la quale sembrava che il presidente Usa Donald Trump avesse deciso di abbandonare il ricorso alle armi e di perseguire piuttosto l&#8217;asfissia economica del regime iraniano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dare notizia dell&#8217;attacco, l&#8217;Ap scrive che sono stati presi di mira due lanciatori di missili iraniani su un isola nello Stretto, perché le Guardie della Rivoluzione iraniane stavano preparando il lancio di missili con mine marine nello Stretto. Lo riferiscono fonti del Central Command degli Stati Uniti, che sovrintende le operazioni nell&#8217;area.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutta risposta, le Guardie della Rivoluzione iraniane, i npasdaran, hanno lanciato missili contro installazioni militari americane in Giordania, che già in passato sono state attaccate e si sono rivelate vulnerabili – gli Stati Uniti vi hanno subito perdite -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella giornata di domenica, la guida suprema iraniana Mojtaba Khameney aveva rivolto un appello ai Paesi musulmani perché si uniscano contro Israele e gli Stati Uniti, invitandoli a non dividersi ed a riconoscere “il vostro reale nemico”. Sabato, una petroliera era stata attaccata dall&#8217;Iran e colpita nello Stretto di Hormuz.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi due episodi potrebbero avere contributo a innescare l&#8217;attacco Usa, che ha avuto, come immediata conseguenza, un&#8217;impennata dei prezzi del petrolio: i mercati sono estremamente sensibili&nbsp; ai rumori di guerra dal Golfo Persico e, in particolare, dallo Stretto di Hormuz.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, il segretario al Tesoro Scott Bessent porta avanti la pressione economica e finanziaria anti-Iran e si prepara a sanzionare istituti di credito che mantengono rapporti con Teheran. Nell&#8217;incontro dei ministri delle Finanze del G20, Bessent cercherà di convincere altri suoi colleghi a partecipare all&#8217;azione anti-Iran per accentuare l&#8217;isolamento di Teheran.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti i principali media Usa aprono, questa mattina, con l&#8217;improvvisa e del tutto inattesa escalation. A rincalzo della notizia, il New York Times si chiede perché gli Stati Uniti non sappiano mai finire le guerre che incominciano, prendendo lo spunto dal quinto anniversario della chiusura del conflitto più lungo mai combattuto dagli Usa, quello in Afghanistan, durato vent&#8217;anni e sostanzialmente perso. Per il giornale, la vicenda afghana dovrebbe offrire lezioni a chi vuole evitare che la guerra all&#8217;Iran diventi anch&#8217;essa senza fine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Washington Post, che pure apre con le fiammate di guerra nello Stretto, i vertici militari del Pentagono hanno messo in guardia, con un documento classificato, i responsabili politici, e cioè il segretario alla Guerra Pete Hegseth, sui rischi di estendere ulteriormente le operazioni di guerra contro l&#8217;Iran, che hanno già impoverito gli arsenali di missili e munizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scrive il giornale: “Numerosi leader militari hanno avvisato il segretario Hegseth che non sarebbe sostenibile prolungare le operazioni su larga scala&#8230; C&#8217;è il rischio di ridurre la capacità di far fronte ad altre minacce, in Europa, nel Pacifico o altrove”. Sempre il WP segnala che Hegseth sta però riempiendo ruoli che erano di militari con consiglieri civili di sua fiducia. La Fox, che parla di “pericolosa escalation”, la Cnn e Axios hanno titoli analoghi. E non era mai successo ad agosto che il conflitto con l&#8217;Iran, che è ormai entrato nel suo settimo mese, monopolizzasse le aperture anche dei notiziari delle tv generaliste: all&#8217;opinione pubblica americana, le fiammate di guerra ricordano che il conflitto non è finito.</p>
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		<title>Trump fa l&#8217;accordo sul petrolio col Venezuela per riparare al guaio con l&#8217;Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 08:03:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stati Uniti e Venezuela hanno raggiunto un'intesa sulla gestione di 65 milioni di barili di riserve di petrolio del Paese. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/trump-fa-laccordo-sul-petrolio-col-venezuela-per-riparare-al-guaio-con-liran/">Trump fa l’accordo sul petrolio col Venezuela per riparare al guaio con l’Iran</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ecco come un&#8217;atto di pirateria torna utile per riparare i danni di un&#8217;aggressione: tutto e solo &#8216;pro Usa&#8217; – anzi &#8216;pro Trump&#8217; &#8211; e a danno della legalità e della comunità internazionale. Stati Uniti e Venezuela hanno raggiunto un&#8217;intesa sulla gestione di 65 milioni di barili di riserve di petrolio del Paese il cui presidente Nicolas Maduro è stato rapito con la moglie dalle forze speciali Usa all&#8217;inizio dell&#8217;anno, con un&#8217;operazione del tutto illegittima, ed è tuttora in attesa di giudizio in una prigione statunitense. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato l&#8217;accordo con un post sul suo social Truth, attribuendone il merito ai negoziati condotti dal segretario di Stato Marco Rubio e dal segretario alla Guerra Pete Hegseht. Per il Venezuela, la trattativa è stata condotta dalla presidente ad interim Delcy Rodriguez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Trump, l&#8217;intesa farà scendere il prezzo della benzina negli Stati Uniti, che è un cruccio degli elettori ed è una delle preoccupazioni dei repubblicani &#8211; forse la maggiore -, in vista del voto di midterm del 3 novembre. A otto mesi dal sequestro del presidente Maduro e di sua moglie, l&#8217;annuncio dell&#8217;accordo conferma che Maduro non è stato rimosso perché era un dittatore e perché conculcava la libertà del suo popolo, ma perché non assecondava gli interessi degli Stati Uniti e degli amici petrolieri del magnate presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi otto mesi, la presidente ad interim Rodriguez s&#8217;è garantita il posto &#8211; e l&#8217;incolumità, sua e del suo &#8216;inner circle&#8217; &#8211; mostrandosi accondiscendente con le richieste americane. E nessuno progetta di verificare con elezioni il favore di cui gode: né a Caracas né a Washington. Chi s&#8217;era immaginato che Trump fosse stato mosso anche dall&#8217;anelito di libertà del popolo venezuelano ha ormai riposto le sue illusioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;atto di pirateria in Venezuela dovrebbe quindi tamponare le conseguenze economiche mal calcolate dell&#8217;aggressione israelo-americana all&#8217;Iran, esattamente sei mesi or sono. “Trump – scrive il Washington Post -, che aveva promesso una guerra corta di quattro/cinque settimane, si ritrova, sei mersi più tardi, con poche opzioni” per vincerla o anche solo per uscirne bene. E, intanto, sostiene il Wall Street Journal, la Cina riesce a trasformare quella che pareva un tallone d&#8217;Achille, cioè la scarsità di petrolio, “in un&#8217;arma geo-politica”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è diffusa, sui principali media Usa, la percezione che la scarsità di missili e munizioni causata dalla guerra all&#8217;Iran possa indebolire la capacità di deterrenza degli Usa nei confronti della Cina e della Russia, che, dal canto suo, aumenta l&#8217;intensità degli attacchi contro l&#8217;Ucraina e lascia planare minacce di azioni dimostrative contro Paesi Nato – i più in allarme sono la Polonia e i Baltici -. Secondo Euronews, Mosca vuole “sfiancare” la resistenza degli ucraini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le preoccupazioni per l&#8217;andamento dell&#8217;inflazione, che resta alta, anche per le perduranti difficoltà di navigazione nello Stretto di Hormuz, sono emerse anche nel discorso del presidente della Fed, cioè la Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, Kevin Warsh, alla tradizionale annuale riunione dei banchieri centrali di mezzo mondo a Jackson Hole, ai piedi dei Tetons, nel Wyoming.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Warsh, che il presidente Trump ha messo lì con il preciso mandato di ridurre il costo del denaro – cosa che il suo predecessore Jerome Powell era riluttante a fare nelle attuali circostanze -, ha dovuto ammettere che i tassi di interesse dovranno probabilmente salire nei prossimi mesi per frenare l&#8217;aumento dei prezzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, i numerosi critici rimproverano al presidente Trump di essere più impegnato nella realizzazione dei suoi faraonici (e controversi) progetti immobiliari architettonici ed urbanistici, fra cui una sala da ballo alla Casa Bianca, il rifacimento del Kennedy Center e l&#8217;erezione di un arco di trionfo al di là del Potomac, che nella costruzione della pace. Ad essi, scrive il WSJ, Trump sembra affidare la sua &#8216;legacy&#8217;, cioè l&#8217;immagine che lascerà di sé.</p>
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		<title>Guerre: Usa e Russia si vedono a vicenda indeboliti dall&#8217;Ucraina e dall&#8217;Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 08:32:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Washington e Mosca si percepiscono più vulnerabili tra Ucraina e Iran, mentre crescono i timori sugli arsenali e sulle nuove tensioni globali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intelligence statunitense ci racconta che la Russia è indebolita dall&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, che si trascina da 54 mesi, e che l&#8217;unica sua opzione è accettare di negoziare una pace; e il capo della Cia John Ratcliffe va al Cremlino a dirlo al presidente russo Vladimir Putin, perché – si sa – bisogna spiegare a Putin come vanno le cose in Russia (l&#8217;idea è che i suoi consiglieri, per compiacerlo, gli nascondano la realtà, come del resto fanno quelli del presidente Usa Donald Trump). La missione, che doveva rimanere segreta, diventa un segreto di Pulcinella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Russia ha invece sentore che gli Stati Uniti siano indeboliti dall&#8217;aggressione all&#8217;Iran, che va avanti da sei mesi a fasi alterne – un po&#8217; si bombarda, un po&#8217; si negozia, un po&#8217; si cerca di &#8216;asfissiare&#8217; economicamente l&#8217;avversario &#8211; e che continua a mantenere elevati i costi dell&#8217;energia: europei e americani lo constatano&nbsp; tutti i giorni alla pompa della benzina (senza bisogno dell&#8217;aiuto della Cia).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E si diffonde il timore che Putin possa testare la resistenza e la compattezza dell&#8217;Alleanza atlantica, con un&#8217;azione dimostrativa contro uno dei Paesi della Nato. Tanto più che il Ministero degli Esteri russo avverte che “potremmo colpire obiettivi britannici”, perché il Regno Unito promette missili all&#8217;Ucraina – il Cremlino poi minimizza: “Minacce che sono spauracchi”). Intanto, però, fra i 27 torna a circolare l&#8217;idea di utilizzare i 210&nbsp; miliardi di euro di beni russi congelati per aiutare Kiev.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wall Street Journal notava ieri che la guerra aerea tra Russia e Ucraina è in una nuova fase,: entrambi i Paesi si infliggono reciproche distruzioni con missili e droni a lungo raggio ed entrambi sono meno attenti a cercare di evitare vittime civili; inoltre, né Kiev né Mosca sono vicine a cedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Trump sente Putin e poi rasserena tutti: “Tranquilli!, non ci attacca”. Un&#8217;affermazione che, considerati i precedenti nei rapporti tra i due leader, con il russo a menare sempre per il naso l&#8217;americano, alimenta più apprensioni che altro. Tanto più che i media occidentali avallano l&#8217;impressione del Cremlino che l&#8217;aggressione all&#8217;Iran abbia fiaccato gli Stati Uniti: all&#8217;Ap, fonti militari Usa riferiscono che il numero di missili anti-missile Patriot disponibili in Europa “è largamente sotto la soglia critica”: non ce ne sono abbastanza per contrastare un massiccio attacco con missili balistici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, ieri, il Washington Post metteva in risalto le preoccupazioni degli alleati asiatici degli Stati Uniti per la riduzione degli arsenali militari nell&#8217;area a causa della guerra all&#8217;Iran, nell&#8217;ipotesi di confronto con la Cina: “L&#8217;impoverimento degli arsenali può galvanizzare Cina e Corea del Nord”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse anche per queste carenze e per lo stress imposto a uomini e mezzi, l&#8217;Amministrazione Trump ha accantonato gli strumenti militari contro l&#8217;Iran e punta, fin che dura, sulla pressione economica, ricorrendo fra l&#8217;altro alle sanzioni secondarie verso quei Paesi che consentono a Teheran di aggirare le misure statunitensi. Fra di essi vi sono la Cina e la Russia, oltre a diversi alleati degli Stati Uniti. Ma Foreign Affairs, la prestigiosa rivista del Centre for Foreign Relations, dedica il suo ultimo numero a spiegare come e perché la strategia della massima pressione sull&#8217;Iran è destinata a fallire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Politico, la missione di Ratcliffe a Mosca doveva anche servire a diffidare Putin dall&#8217;aiutare l&#8217;Iran, che, dal canto suo, si appresta a reagire “come un terremoto” &#8211; l&#8217;espressione è della Fox &#8211; all&#8217;offensiva economica degli Stati Uniti, che incontra pure l&#8217;ostilità della Cina. Anche l&#8217;Oman, Paese alleato degli Stati Uniti, che però Trump ha recentemente minacciato di bombardare, è preoccupato dall&#8217;evoluzione della situazione perché ha un&#8217;intesa con l&#8217;Iran per gestire a pagamento il traffico nello Stretto di Hormuz.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guerre: Trump rilancia quella dei dazi con il Canada<br>Se le guerre guerreggiate lo hanno stancato, il presidente Trump resta combattivo sul fronte dei dazi e inasprisce il confronto con il Canada, dopo il botta e risposta dei giorni scorsi con nuove tariffe effettive e minacciate da entrambe le parti. Con un ordine esecutivo, Trump ordina di cambiare nome al Lago Ontario, uno dei Grandi Laghi al confine tra Usa e Canada, e di chiamarlo d&#8217;ora in poi Lago America – l&#8217;Ontario è una provincia canadese, quella dove sorge Toronto -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, la decisione di Trump non vincola il Canada e l&#8217;universo mondo, che continueranno, probabilmente, a chiamare il lago Ontario, com&#8217;è avvenuto lo scorso anno con il Golfo del Messico ribattezzato da Trump Golfo dell&#8217;America. L&#8217;ordine esecutivo firmato da Trump motiva la decisione con il fatto che “il Canada ci ha a lungo buggerato sul commercio, molto tristemente” &#8211; <em>sic!, ndr</em> -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra notizia ricorrente sui media Usa questa mattina è la nuova decisione di un giudice federale di bloccare le iniziative dell&#8217;Amministrazione Trump per limitare e condizionare il voto per posta nelle elezioni di midterm del 3 novembre. Pochi giorni fa, la Corte Suprema aveva dato un parziale e provvisorio via libera alle iniziative dell&#8217;Amministrazione in tal senso. La decisione del giudice sarà oggetto di ricorsi, ma intanto il tempo scorre: fra poco più di una settimana, dopo il Labor Day il 7 settembre, le procedure del voto per posta incominceranno; e allora cambiare le regole del gioco a partita in corso sarà ancora più complicato.</p>
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		<title>Iran: la scelta di Trump della &#8216;guerra economica&#8217; suscita più sfide che consensi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 08:16:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trump abbandona per ora l’opzione militare e punta sull’«asfissia economica» dell’Iran, ma la nuova strategia incontra resistenze all’estero e negli Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-la-scelta-di-trump-della-guerra-economica-suscita-piu-sfide-che-consensi/">Iran: la scelta di Trump della ‘guerra economica’ suscita più sfide che consensi</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A cose fatte, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha informato alleati e partner degli Stati Uniti del cambio di strategia adottato dal presidente Donald Trump: niente più bombe e missili sull&#8217;Iran, almeno per ora, fino alle elezioni di midterm il 3 novembre; bensì, la scelta di &#8216;asfissiare&#8217; il regime di Teheran economicamente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il cambio di atteggiamento – l&#8217;ennesimo &#8211; è visto con diffidenza, scetticismo e persino ironia dagli interlocutori internazionali e dai media statunitensi, mentre la guerra, che doveva durare “quattro o cinque settimane” &#8211; ipse dixit: il presidente, si sa, ha un pessimo rapporto con le unità di misura -, è sulla soglia dei sei mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times apre con un titolo che intreccia la situazione internazionale e quella nazionale: “In patria e all&#8217;estero, la deferenza nei confronti di Trump si trasforma sempre più in atteggiamenti di sfida&#8230; Il presidente Usa rimane la figura mondiale di maggiore rilievo, ma altri leader e istituzioni internazionali lo contrastano in modo più vigoroso di quanto avveniva all&#8217;inizio del suo secondo mandato”, quando in molti prevaleva il desiderio di compiacere – l&#8217;Europa e in particolare l&#8217;Italia ne erano un esempio -.Il concetto è presente anche sulla Cnn, secondo cui la minaccia di “asfissia economica” &#8211; odiosa perché condanna alla sofferenza l&#8217;intera popolazione, quanto era terrificante quella di “cancellare dalla faccia della Terra in una notte un&#8217;intera civiltà” &#8211; trasforma l&#8217;Iran, che era un paria mondiale, “in un emarginato”, che trova dunque solidarietà e aiuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In proposito, la Cnn osserva: “Trump ha bisogno della Cina perché la sua nuova guerra economica contro l&#8217;Iran abbia successo. &#8216;Buona fortuna!&#8217;, a convincere il presidente cinese Xi Jinping a stare dalla sua parte”. Xi è atteso a Washington nelle prossime settimane. Stesso discorso vale per l&#8217;India e per il Pakistan, che continua l&#8217;opera di mediazione con l&#8217;Iran, e anche per i Paesi del Golfo, tutti poco inclini a divenire protagonisti di una guerra economica e – piuttosto &#8211; desiderosi di ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tanto più che il magnate presidente, che pure ha bisogno di alleati, mantiene spigolosità e ripicche che sono tratti caratteristici del suo carattere. Il NYT rivela un episodio minore, ma significativo: Trump ha voluto che lo scorso week-edn si svolgesse a Washington una gara della Formula Indi, l&#8217;equivalente americano della Formula 1, nel quadro delle celebrazioni per il 250° anniversario dell&#8217;Indipendenza statunitense. Inviti Vip erano stati rivolti agli ambasciatori accreditati, salvo che poi alcuni se li sono visti revocare perché i loro governi non avevano sufficientemente compiaciuto il magnate presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idea che la figura di Trump incontri più&nbsp; resistenza che in passato emerge anche sul fronte interno, in vista delle elezioni di midterm. Ieri, c&#8217;era il ballottaggio nelle primarie repubblicane per il Senato in South Carolina: ha vinto Darline Graham, la sorella del senatore Lindsey improvvisamente deceduto il mese scorso, voluta e sostenuta da Trump, nonostante un disastroso dibattito televisivo, durante il quale aveva candidamente ammesso che la politica internazionale non è affar suo – lei chiamata a sostituire uno dei più competenti sostenitori di Trump sulle scelte internazionali -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vittoria di Darline è un successo del presidente, dopo che il fatto che fosse andata al ballottaggio e non fosse passata al primo turno era stato&nbsp; considerato un mezzo smacco. Il Wall Street Journal ne deduce che Trump mantiene la sua presa sul partito repubblicano. Per Politico, ciò significa anche che ora i candidati repubblicani i cui seggi sono in bilico reclameranno che il presidente si spenda per come ha fatto per Graham.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217;, però ,un&#8217;altra la notizia che è presente ovunque, molto in alto o in apertura, su tutti i media Usa: la morte a 80 anni di Dolly Parton, icona della musica country, conosciuta e amatissima per le sue canzoni e la sua voce, ma anche per la sua parabola da una casupola di legno sugli Appalachi, le montagne del Tennessee, lei figlia di un coltivatore di tabacco, alla fama e alla gloria. La Cnn ne ricorda le iniziative umanitarie e, in un&#8217;analisi, la descrive come “la sola persona che sapeva davvero unire una Nazione divisa”. Dopo la sua morte, s&#8217;è saputo che era malata di cancro. Trump ha ordinato bandiere a mezz&#8217;asta per una settimana.</p>



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