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	<title>Articoli di Giampiero Gramaglia, autore presso The Watcher Post</title>
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	<link>https://www.thewatcherpost.it/author/giampiero-gramaglia/</link>
	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Sat, 13 Jun 2026 16:07:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Musk ruba la scena a Trump, nel giorno – forse – dell’intesa tra Usa e Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 16:04:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel giorno in cui un’intesa tra Usa e Iran pare davvero vicina, ed è comunque più vicina che mai, Elon Musk ruba un po’ –...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel giorno in cui un’intesa tra Usa e Iran pare davvero vicina, ed è comunque più vicina che mai, Elon Musk ruba un po’ &#8211; anzi molto &#8211; spazio a Donald Trump nei titoli d’apertura dei media di tutto il Mondo, divenendo il primo ‘trilionario’ della storia grazie al successo della quotazione in borsa della sua Space X. Giornali, tv, siti s’interrogano sulle ragioni del successo di Musk, sulla solidità delle sue imprese e sulla credibilità delle sue promesse, denunciando i rischi per la democrazia che il potere finanziario da lui accumulato rappresenta, ma riconoscendogli anche il merito di avere reso di nuovo popolare la corsa allo spazio ma anche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times racconta in apertura “l’improbabile viaggio” di Space X da un’idea cui Musk non attribuiva più del 10% di possibilità di successo a un colosso da due triliardi di dollari. Invece, il Washington Post dà voce a chi critica la concentrazione di potere nelle mani di Musk, la cui fortuna è superiore al Pil della maggior parte dei Paesi di questa Terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La discesa in borsa di Space X, che innesca l’ascesa della ricchezza di Musk, riempie l’attesa dell’intesa tra Usa e Iran che – secondo varie indiscrezioni e anticipazioni – potrebbe essere suggellata domani, forse a Ginevra, forse online, nel giorno del compleanno di Trump, che festeggerà i suoi 80 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricostruzioni di come si è giunti a questo punto e le anticipazioni sui contenuti dell’accordo s’intrecciano sui media, sempre espresse con cautela, perché si è già stati vicini all’intesa altre volte &#8211; forse non così vicini &#8211; e c’è sempre il rischio di intoppi, che possono venire da oltranzisti iraniani, come il lancio di droni nello Stretto di Hormuz da parte dei pasdaran denunciato dai militari Usa sta a dimostrare, o anche da radicali israeliani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto ai contenuti, l’accordo prevederebbe la riapertura alla navigazione dello Stretto di Hormuz – non è chiaro se con pedaggio o meno – e la levata del blocco navale ai porti iraniani, forse il ritiro dall’area dei militari statunitensi, la sospensione delle ostilità in Libano (fermo restando il diritto d’Israele a difendersi dagli Hezbollah), forse lo sblocco di beni iraniani congelati e soprattutto l’avvio di ulteriori negoziati per 60 giorni su che fare dell’uranio arricchito iraniano. In pratica, sarebbe un ritorno alla situazione del 28 febbraio, cioè immediatamente prima dell’aggressione all’Iran israelo-americana, con qualche vantaggio marginale per l’Iran.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wall Street Journal racconta come Washington e Teheran sono passati dalla soglia di una ripresa della guerra alla soglia della pace e individua nell’abbattimento, a inizio settimana, di un elicottero Usa Apache ad opera di un drone iraniano il momento dell’innesco di un’escalation i cui rischi hanno poi indotto le due parti a tornare a negoziare con maggiore concretezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quotidiano economico spiega pure perché i prezzi dell’energia sono sì saliti, ma non sono andati alle stelle come si temeva. Da calmiere, hanno fatto le prospettive di un accordo di pace, un calo nella domanda d’energia cinese e alcune opportunità di eludere la chiusura dello Stretto di Hormuz: il mix di questi fattori ha evitato che il mercato del greggio andasse in tilt.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn, invece, racconta che i militari statunitensi erano pronti ad attare un piano per impadronirsi dell’uranio iraniano, per sventare la quale Teheran aveva blindato e minato i suoi depositi. E’ stato Trump stesso a bloccare all’ultimo momento l’operazione, che la tv ‘all news’ ritiene sarebbe stata affrettata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Politico, l’intesa che si delinea risponde a una sollecitazione dei repubblicani a Trump: la guerra all’Iran deve essere archiviata entro il Labor Day, cioè entro il primo lunedì di settembre, che quest’anno cade il 7 settembre e che segnerà l’inizio alla campagna verso il voto di midterm fissato il 3 novembre. Se l’accordo viene perfezionato in questi giorni, i 60 giorni di ulteriori trattative scadranno prima della ‘linea sulla sabbia’ tracciata dai repubblicani al presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che, dal canto suo, non fa nulla per rendere più fluida la sua partecipazione al vertice del G7, che sarà a Evian in Francia da lunedì a mercoledì. In dichiarazioni fatte ieri a vari media, Trump ha infatti detto: &#8220;Non avevamo bisogno degli alleati&#8230; Abbiamo vinto la guerra da soli&#8230;. Erano irrilevante…”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sondaggi continuano a mostrare l’erosione del consenso al presidente: un rilevamento per conto dell’Ap indica che la percentuale degli elettori indipendenti con una laurea con un’opinione positiva di Trump è scesa da circa la metà nel 2024 a circa un quarto oggi.</p>
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		<title>Iran: Trump prima minaccia l’Armageddon, poi assicura ‘pace fatta’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:54:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Li annichilisco. No, ci faccio la pace. L’ennesimo cambio di rotta, nell’arco della stessa giornata, del presidente Usa Donald Trump sulla guerra all’Iran</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Li annichilisco. No, ci faccio la pace. L’ennesimo cambio di rotta, nell’arco della stessa giornata, del presidente Usa Donald Trump sulla guerra all’Iran lascia come minimo perplessi i media Usa dopo i racconti fotocopia dei giorni precedenti, minacce e promesse le une e le altre rimaste incompiute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma tutti sanno che, prima o poi, l’accordo ci sarà e nessuno vuole escludere che questa possa essere la volta buona. Il magnate presidente potrebbe volersi fare un regalo di compleanno – domenica, fa 80 anni –; o cercare di fare coincidere l’intesa con il vertice del G7 ad Evian, in Francia, da lunedì a mercoledì della prossima settimana, dal 15 al 17 giugno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn scrive: “Trump dice che ‘la guerra con l’Iran è finita’, nonostante Teheran non abbia ancora confermato l’accordo”. Il presidente si aspetta una cerimonia di firma dell’accordo a giorni, ma l’Iran nega che un accordo finale sia stato raggiunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poche ore prima, ricorda la Ap, Trump aveva minacciato gli attacchi più violenti di sempre sull’Iran per prendere il controllo delle sue installazioni energetiche, petrolio e gas, sull’isola di Khark, dopo che i ‘botta e risposta’ dei giorni scorsi hanno reso più vicino il ritorno a un conflitto su larga scala. In un’analisi, la tv all news sostiene che Trump sull’Iran “inganna se stesso”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo titolo di apertura, Axios anticipa che cosa c’è dentro l’intesa con l’Iran che Trump è pronto a firmare. In negoziati tra Qatar e Iran – scrive il sito – sono state ridotte le divergenze su tre punti chiave: il meccanismo per lo sblocco dei beni iraniani congelati, che è la questione più importante per Teheran; le disposizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz durante il periodo convenuto di cessate-il-fuoco di 60 giorni; le modalità per lo svolgimento dei negoziati sul programma nucleare iraniano durante la tregua concordata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se questo fosse vero, Usa e Israele non avrebbero ottenuto nulla dall’aggressione all’Iran scatenata il 28 febbraio. L’intesa, anzi, si limiterebbe a ristabilire la situazione pre-aggressione, con la libertà di navigazione a Hormuz, e sboccherebbe crediti iraniani congelati, senza impegni espliciti iraniani sul fronte nucleare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una nota israeliana, a chiosa degli ultimi sviluppi, di cui Trump ha informato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, sembra porre paletti a quest’accordo, specie per quanto riguarda il Libano, dove l’esercito israeliano continua a combattere la milizia sciita filo-iraniana di Hezbollah.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel resoconto di Axios, i negoziati tra l&#8217;inviato del Qatar Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sono approdati a un testo condiviso che sarebbe accettato anche dagli Usa, ma che la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei doveva ancora approvare. Gli attacchi Usa dei giorni scorsi hanno accresciuto notevolmente i sospetti iraniani circa le reali intenzioni di Trump e della sua Amministrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Washington Post titola: “Trump dice di avere cancellato i suoi piani per colpire l’Iran ‘molto duramente’…, sostenendo che l’accordo è vicino”. Si ignora se sulla decisione di fare un passo indietro rispetto alle minacce espresse abbiano inciso le previsioni dei petrolieri statunitensi comunicate al presidente che “il prezzo della benzina salirà ancora”, dopo che l’inflazione a maggio è stata del 4,3%, la più alta mai registrata dal 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una prospettiva politicamente rischiosa per Trump e i repubblicani, a meno di 150 giorni dal voto di midterm del 3 novembre. Il presidente adesso dice che l’inflazione è bella, ma aveva centrato tutta la sua campagna elettorale 2024 denunciando il costo della vita rincarato e il potere d’acquisto dei salari diminuito sotto l’Amministrazione Trump.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times antepone agli sviluppi iraniani altre storie, fra cui, in apertura, l’ennesima prova del disimpegno americano dalla difesa Nato e dalla sicurezza europea, con il programma di ridurre di un terzo i caccia-bombardieri stazionati in Europa: “Il piano, contenuto in un documento scritto, delinea con rara chiarezza – afferma il giornale &#8211; l’ampiezza con cui l’Amministrazione Trump intende ridurre il suo impegno nella Nato”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una corrispondenza da Teheran, il NYT riferisce: “Incerti fra paura e sollievo, gli iraniani sperano nella fine della guerra. Oltre ai timori per la sicurezza, se il conflitto dovesse riaccendersi, la gente teme ulteriori collassi economici, se il conflitto rimanesse in un limbo”.</p>
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		<title>Iran: altra notte di fuoco con attacchi incrociati, il petrolio va su e l’inflazione s’impenna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 07:15:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Gli Stati Uniti bombardano l’Iran per la seconda notte consecutiva”: il titolo di Axios fa la sintesi di tutte le aperture dei maggiori media Usa e internazionali questa mattina.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">“Gli Stati Uniti bombardano l’Iran per la seconda notte consecutiva”: il titolo di Axios fa la sintesi di tutte le aperture dei maggiori media Usa e internazionali questa mattina. Accanto, nella testata del sito, c’è la foto della trimurti di guerra americana, il presidente Donald Trump con i segretari alla Guerra Pete Hegseth e agli Esteri Marco Rubio. La recrudescenza del conflitto, che sembra innescare una spirale senza fine, fa di nuovo salire il prezzo del petrolio, mentre si intrecciano indicazioni contrastanti sullo Stretto di Hormuz: completamente chiuso alla navigazione, secondo fonti di Teheran; parzialmente agibile, con mercantili che vi transitano ogni giorno, secondo invece il Central Command degli Stati Uniti, il comando responsabile per le operazioni militari nell’area.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fiammate di guerra incidono sul costo della vita negli Stati Uniti, oltre che sui prezzi dell’energia planetari. L’inflazione a maggio negli Usa è stata del 4,2% su scala annua – mai così alta dal 2023, un anno dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e quando era presidente Joe Biden -: è il terzo mese consecutivo di incremento dell’inflazione, un periodo che – non a caso &#8211; coincide con il conflitto. Il dato, che rende più problematica una riduzione del costo del denaro, preoccupa Trump, in vista del voto di midterm del 3 novembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella notte appena trascorsa, c’è stato uno scambio di colpi tra Usa e Iran: le forze armate americane hanno preso di mira “molteplici obiettivi” militari in Iran, fra cui centri di comando, difese anti-aeree, postazioni radar; e le basi Usa nel Medio Oriente hanno di nuovo dovuto fronteggiare una seconda ondata di attacchi di ritorsione iraniani. La recrudescenza degli scontri, dopo oltre due mesi di tregua sostanzialmente rispettata da Usa e Iran, è stata innescata dall’abbattimenti, avvenuto martedì nello Stretto di Hormuz, al largo dell’Oman, di un elicottero Usa Apache con due uomini a bordo – entrambi illesi e tratti in salvo da un drone navale -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“C’è timore d’un ritorno a una guerra aperta in Medio Oriente”, scrive il New York Times, che giornale raccoglie una denuncia fatta da media iraniani, secondo cui gli Usa hanno colpito un impianto per l’acqua. In base all’analisi di immagini dei satelliti, il NYT lo conferma e scrive: “Non è chiaro se il serbatoio sia stati colpito intenzionalmente o per errore e se gli Usa sapessero che cosa ci fosse lì&#8230; Colpire in modo deliberato infrastrutture civili può costituire un crimine di guerra”….</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poche ore prima dei nuovi attacchi, il presidente Trump aveva diffuso un avvertimento in tal senso, dicendo che Teheran s’era presa “troppo tempo per accettare un’intesa per loro eccellente” e che avrebbe pagato le conseguenze di avere colpito la notte prima basi americane in tre Paesi, Bahrein, Kuwait e Giordania. In un commento, il Washington Post giornale constata che “Usa e Iran negoziano a forza di ultimatum e di attacchi, mettendo a rischio la tenuta del cessate-il-fuoco”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla situazione nello Stretto di Hormuz, cerca di fare chiarezza, senza per altro riuscirci, la Cnn: “L’Iran minaccia di chiuderlo, mentre il Central Command sostiene che navi commerciali continuano a transitare attraverso lo Stretto”; e il comando Usa afferma, inoltre, di avere bloccato, al largo dell’Iran, un ottavo cargo che cercava di forzare il blocco imposto ai porti iraniani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla Fox, Trump rivela di avere personalmente ricevuto da Teheran una richiesta di porre uno stop ai bombardamenti. La telefonata tra il magnate presidente e un emissario iraniano – si ignora chi con precisione – faceva seguito agli attacchi su obiettivi iraniani condotti dai militari americani nella notte tra martedì e mercoledì, “con 49 missili Tomahawk su obiettivi a una sessantina di km da Teheran e lungo le coste sud-occidentali iraniane – tutti particolari forniti da Trump e che, quindi, vanno presi con beneficio d’inventario -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump aveva pure detto alla Fox che gli Stati Uniti erano pronti a rilanciare una rapida escalation dell’azione militare, se Teheran non accettava un accordo per superare la crisi in atto. “Li bombarderemo entro domani”, aveva detto. E, su questo, è stato di parola.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Iran: attacchi e contrattacchi, guerre e pace su un tragico ottovolante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:05:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guerra e pace sul tragico ottovolante del Medio Oriente. La scorsa notte, Usa e Iran si sono scambiati attacchi, pesanti, ma circoscritti, dopo l’abbattimento di un elicottero americano ad opera di un drone iraniano al largo delle coste dell'Oman nello Stretto di Hormuz, che, da cento giorni e più, resta sostanzialmente chiuso alla navigazione.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Guerra e pace sul tragico ottovolante del Medio Oriente. La scorsa notte, Usa e Iran si sono scambiati attacchi, pesanti, ma circoscritti, dopo l’abbattimento di un elicottero americano ad opera di un drone iraniano al largo delle coste dell&#8217;Oman nello Stretto di Hormuz, che, da cento giorni e più, resta sostanzialmente chiuso alla navigazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cessate-il-fuoco fra i due Paesi, che ieri sembrava ristabilito, dopo un inttreccio di colpi lunedì, conferma tutta la sua fragilità, mentre i negoziati tra Washington e Teheran, mediati dal Pakistan e da altri Paesi, non trovano uno sbocco, nonostante le dichiarazioni d’ottimismo del presidente Usa Donald Trump.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La successione di eventi della giornata di ieri comincia con la notizia dell’abbattimento dell’Apache il cui equipaggio – due uomini, illesi – viene soccorso e salvato da un drone marino della US Navy: è una prima mondiale per un’operazione del genere. Ufficialmente, le cause della caduta dell&#8217;elicottero sono ancora oggettod&#8217;indagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump, che ha appena detto che le trattative con l’Iran stanno andando molto bene e potrebbero concludersi in pochi giorni – è la sua 38° dichiarazione di questo tenore, secondo i calcoli della Cnn, dall’avvio della tregua due mesi or sono -, annuncia che ci saranno “necessariamente” ritorsioni. Che, infatti, scattano nella notte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati Uniti colpiscono con proiettili di precisione obiettivi militari iraniani – lo comunica lo US Central Command, responsabile delle operazioni nell’area -: presi di mira, per diverse ore, siti radar e stazioni di controllo a terra. E poi dichiarano concluse le operazioni, giudicate “proporzionate” alla provocazione iraniana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Iran però risponde, attaccando obiettivi militari statunitensi nell’area, cioè basi in Bahrein, dove ha una base la V Flotta della US Navy -, Kuwait (il dato è controverso) e Giordania. Le fonti Usa dicono che i colpi vanno a vuoto o vengono intercettati; le fonti iraniane parlano di 21 basi colpite e di danni ingenti arrecati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attacco statunitense – scrive Le Monde – viene fatto per salvaguardare la credibilità di Trump, di cui oggettivamente ci si stupisce che le dichiarazioni abbiano ancora impatto sui mercati. Nè pare più attendibile il suo vice JD Vance, che, nella stessa intervista, dice che le trattative potrebbero chiudersi presto e che ci potrebbero volere ancora mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un articolo a corredo delle cronache di guerra, la Cnn dà rilievo alle previsioni del Programma alimentare mondiale, un’agenzia dell’Onu che ha sede a Roma, secondo cui gli effetti del conflitto rischiano di ridurre alla fame milioni di persone nel Mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, intanto, Israele continua le operazioni in Libano contro Hezbollah, altro elemento critico delle trattative tra Usa e Iran. La tv di Stato iraniana annuncia che i contro-attacchi israeliani di lunedì hanno ucciso due militari: è la prima volta che un&#8217;ammissione del genere viene fatta..</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times dà invece spazio a quello che giudica un brusco cambiamento di rotta di Trump sulla Cina, ora vista vome una potenza di pari livello: “Il miglioramento delle relazioni tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, un leader che lui ammira, crea ansietà a Washington e attraverso l’Asia”, ovviamente in particolare a Taiwan. Valutazioni sviluppate dopo la visita in Cina di Trump il mese scorso, dove il magnate presidente è stato accolto con grandi manifestazioni d’onore esteriori e ben poche concessioni politiche o economiche.</p>
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		<title>Iran: dalla tregua alla guerra e ritorno nel giro di 24 ore</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-tregua-ritorno-cessate-il-fuoco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla tregua alla guerra e ritorno nel giro di 24 ore: il Medio Oriente, che ieri mattina pareva ripiombato nel conflitto aperto tra Iran e Israele, è già tornato ai suoi fragili cessate-il-fuoco.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dalla tregua alla guerra e ritorno nel giro di 24 ore: il Medio Oriente, che ieri mattina pareva ripiombato nel conflitto aperto tra Iran e Israele, è già tornato ai suoi fragili cessate-il-fuoco. Merito dell’intervento calmieratore del presidente Usa Donald Trump sul premier israeliano Benjamin Netanyahu?, o Iran e Israele volevano solo ‘battere un colpo’, senza neppure farsi troppo male, proprio per dimostrare a Trump che non sono suoi zerbini? In merito, il giudizio dei principali media degli Stati Uniti è sospeso, mentre entrambe le parti assicurano di essere pronte a ricominciare a colpirsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E altri attori regionali, come gli Huthi dello Yemen, restano pronti a intervenire, come hanno appena fatto, o tengono il fiato sospeso, come i Paesi del Golfo esposti ai colpi iraniani. E, intanto, la navigazione nello Stretto di Hormuz resta di fatto bloccata e quella nel Mar Rosso è ora minacciata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul dato di fatto principale, non ci sono dubbi: dopo una fiammata d’escalation, Israele e Iran fermano i reciproci attacchi. Sul perché ciò sia avvenuto, le interpretazioni sono numerose e divergenti. Per il New York Times, Israele ha cessato i suoi attacchi perché Trump ha convinto Netanyahu, nel corso di una telefonata meno tempestosa di quella della scorsa settimana, che un accorso sul nucleare con Teheran è imminente, avvertendolo, nel contempo, che questa volta rischia di ritrovarsi da solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il quotidiano, Trump pretende di essere lui a dare le carte e a prendere le decisioni, ma continua a urtare contro i limiti della sua azione in Medio Oriente e affronta le stesse difficoltà con cui si erano confrontati i suoi predecessori e che lui s’era impegnato in campagna elettorale ad evitare. “Il presidente – scrive il NYT &#8211; insiste di non avere violato il suo impegno ad evitare ‘guerre senza fine’, ma il conflitto con l’Iran, che lui definiva a marzo ‘un breve intermezzo’, dura ormai da cento giorni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn ha contato quante volte Trump ha detto che l’intesa con l’Iran è imminente, senza che poi nulla di concreto avvenisse: 37. “Sono passati più di due mesi da quando il presidente annunciò una tregua con l’Iran, dicendo che le parti erano vicine a un accordo… Il 7 aprile Trump scrisse che ‘ci volevano due settimane perché l’intesa fosse conclusa e attuata’, aggiungendo che era ‘un onore portare a soluzione un problema di così lunga durata’…”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l’accordo ancora non c’è. Anzi, secondo il Wall Street Journal, l’Iran, invece di essere finito in ginocchio, “ha aumentato le proprie aggressive ambizioni regionali”, con “una inclinazione al rischio che non aveva prima della guerra”, come emerge dall’attacco a Israele la notte tra domenica e lunedì. Quanto al Libano, “è sull’orlo dell’abisso di una nuova guerra civile”, perché l’impegno preso dal governo di Beirut con Israele di disarmare Hezbollah e smantellare la milizia filo-iraniana “riaccende le tensioni” settarie, etniche e religiose nel composito Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump, però, non deflette dalla sua posizione (o non capisce la situazione). Uscendo, ieri sera, dal Madison Square Garden di New York, dove ha assistito al terzo match della finale Nba tra Knicks e Spurs di San Antonio ed è stata sonoramente fischiato, il magnate presidente ha ancora detto: i negoziati per un accordo con l’Iran sono “nelle fasi finali”, l’intesa sarà “ottima” e arriverà “entro due o tre giorni”. Prima o poi sarà vero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Washington Post dà una doppia lettura intrigante degli eventi più recenti, dal punto di vista israeliano: “La presa che Trump mantiene sui repubblicani lascia a Netanyahu meno spazio di manovra del solito”, perché il premier è sempre stato abituato a giocare sulle divisioni politiche all’interno dei repubblicani e dei democratici, quale che fosse l’Amministrazione Usa. Invece, “la dominazione di Trump sul suo partito aumenta il peso del presidente sulle mosse di Israele” nei prossimi mesi, di qui alle prossime elezioni politiche israeliane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ciò mentre buona parte dell’opinione pubblica israeliana s’aspetta che il premier opponga resistenza alle pressioni statunitensi e prosegua la guerra a Hezbollah in Libano, eliminando una minaccia percepita da chi vive nel nord di Israele da oltre 40 anni.</p>
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		<title>Guerre: Iran e Israele si bombardano a vicenda; Ucraina, europei in campo</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/news/guerra-iran-israele-ucraina-guerra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 07:49:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A furia di tirarla, la corda di spezza. Tra ieri sera e questa notte, l’Iran e Israele si sono scambiati tiri di missili per la prima volta dallo scorso aprile, nell’episodio più grave di rottura d’una tregua che Israele non ha mai rispettato in Libano e che Usa e Iran hanno più volte infranto, specie nelle ultime due settimane, con reciproche ‘punture di spillo’.</p>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A furia di tirarla, la corda di spezza. Tra ieri sera e questa notte, l’Iran e Israele si sono scambiati tiri di missili per la prima volta dallo scorso aprile, nell’episodio più grave di rottura d’una tregua che Israele non ha mai rispettato in Libano e che Usa e Iran hanno più volte infranto, specie nelle ultime due settimane, con reciproche ‘punture di spillo’.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quanto avvenuto (e i cui strascichi devono ancora essere misurati) rischia di ulteriormente complicare il negoziato tra Usa e Iran, che il presidente Usa Donald Trump considerava essere vicino alla conclusione: “Potremmo chiudere domani – <em>cioè oggi, ndr</em> – o martedì o mercoledì”, diceva.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Invece, in queste ore, c’è il rischio di un ritorno a una guerra aperta; e c’è, inoltre, la percezione d’una distanza crescente tra Stati Uniti e Israele, che, escluso dalle trattative con Teheran. mediate dal Pakistan e da altri Paesi, fa di tutto per sabotarli.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La recrudescenza del conflitto in Medio Oriente relega in secondo piano l’impegno diplomatico europeo sul fronte ucraino, mentre Mosca e Kiev continuano a scambiarsi attacchi con missili e droni. Riuniti ieri a Londra con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Gran Bretagna, Francia e Germania, che guidano il movimento dei cosiddetti Volenterosi, hanno sostenuto l’iniziativa ucraina, respinta dal Cremlino, di negoziati diretti tra Zelensky e il presidente russo&nbsp; Vladimir Putin.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">E&#8217; quanto afferma la dichiarazione congiunta che ha concluso il vertice di Londra presenti, oltre a Zelensky, il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. &#8220;L&#8217;attuale linea di contatto deve essere punto di partenza per i negoziati. Qualsiasi elemento di trattativa relativo a Ue e Nato deve essere subordinato all&#8217;accordo dell&#8217;Ue e dei suoi Stati membri, nonché a quello degli alleati&#8221;, si legge nel testo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nei giorni scorsi, il presidente Trump era parso ‘chiamarsi fuori’ dalla questione ucraina: “Se la sbrighino loro”, dove “loro” erano Putin e Zelensky, oltre che, se del caso, gli europei. L’Italia, assente a Londra, resta alla finestra e segue con attenzione gli sviluppi. E’ stata la seconda volta in pochi giorni che l’Italia ha mancato un appuntamento europeo, dopo il Vertice Ue – Balcani in Montenegro venerdì scorso.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Iran: la recrudescenza del conflitto<br></strong>Per l’Iran, le gocce di troppo sono state l’attacco israeliano sulla periferia sud di Beirut, dove Hezbollah ha sue basi, poco dopo un accordo di tregua tra Israele e Libano mediato dagli Usa, e una dichiarazione di Trump che, contro ogni evidenza, sosteneva che il Libano non c’entra nulla con l’accordo in discussione tra Washington e Teheran.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Evidentemente Teheran non la pensa allo stesso modo. Per le Guardie rivoluzionarie iraniane, l’ala più intransigente del regime, l’intesa è subordinata alla cessazione delle ostilità su tutti i fronti. La situazione è precipitata dopo che ieri mattina, nonostante le esplicite richieste Usa a non farlo, Israele ha di nuovo colpito la periferia di Beirut.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ad attaccare per primo, è stato questa volta l’Iran: i missili iraniani, in gran parte intercettati, non avrebbero però fatto né danni né feriti. Trump, al telefono con Axios, commentava: “Gli attacchi iraniani non hanno fatto feriti. Si spera che Israele non reagisca. Se Bibi – cioè il premier israeliano Bibi Netanyahu &#8211; dovesse rispondere, la situazione continuerebbe ad andare avanti come negli ultimi 47 anni, o negli ultimi 3000 anni&#8221;.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ben diverso l’atteggiamento dell’esercito israeliano: &#8220;Il regime terroristico iraniano ha lanciato missili verso Israele: eravamo pronti. Il regime iraniano ha compiuto un grande errore decidendo di attaccarci nuovamente, scegliendo di nuovo il terrorismo”. E ancora: “Teheran cerca di stabilire una nuova equazione, attaccandoci direttamente in risposta ai nostri raid contro Hezbollah. Non lo permetteremo. Abbiamo colpito Hezbollah in seguito agli attacchi senza posa di Hezbollah contro le comunità del nord e continueremo a colpire in tutto il Libano le capacità di Hezbollah, non gli consentiamo di attaccare i cittadini israeliani&#8221;.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nella notte, Israele ha a sua volta colpito l’Iran nel centro del Paese e nell’ovest, prendendo di mira quelli che ha definito “obiettivi militari”: in particolare, “siti di lancio dei missili” e “infrastrutture non legate al settore energetico”, secondo fonti diplomatiche israeliane a Washington.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Lo scambio di attacchi tra Iran e Israele ha avuto come conseguenza chiusure degli spazi aerei di molti Paesi dell’area, a partire dalla Siria. L’Iran ha ovviamente chiuso temporaneamente l’aeroporto internazionale Imam Khomeini.</p>
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		<title>Trump messo sotto su Iran e Ucraina, l’insofferenza del Congresso cresce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 15:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Iran e Ucraina mettono Trump in difficoltà. Al Congresso aumentano le defezioni repubblicane e si rafforza il sostegno bipartisan a Kiev.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Lo stallo del conflitto con l’Iran, dove sono bloccati sia il fronte bellico che quello negoziale, e l’inefficacia dei cessate-il-fuoco in Libano, dove Israele e Hezbollah continuano a farsi la guerra, distraggono, negli Stati Uniti, l’attenzione dalla politica internazionale e riportano in primo piano temi di politica interna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times constata che il cessate-il-fuoco in Libano, concordato mercoledì a Washington tra Israele e Libano, con la mediazione degli Stati Uniti, non mostra segni di tenere: l’intesa si basa sul presupposto che gli hezbollah sospendano in primo luogo i loro attacchi contro le forze d’occupazione israeliane e il territorio israeliano. Ma i leader della milizia sciita appoggiata dall’Iran respingono questa pre-condizioni e Israele, dunque, continua la sua offensiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di questa situazione, fanno le spese i soldati dell’Unifil, la forza d’interposizione dell’Onu di stanza sul confine tra Israele e Libano: colpi di mortaio caduti sulla base di Marjayoun, nel sud del Libano, hanno ucciso un sergente serbo e ferito due soldati. Sono una decina i caduti dell’Unifil dall’inizio del conflitto, vittime di tiri israeliani o, come sembra in questo caso, degli hezbollah.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Monde intravvede il rischio che, tra Usa e Iran, s’installi una sorta di guerra a bassa intensità, fatta di sporadici attacchi dall’una e dall’altra parte: una tregua duratura, ma fragile, e negoziati sfibranti e inconcludenti, che non portano a una ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz e alla levata del blocco navale ai porti iraniani, rendendo quasi cronica la crisi energetica planetaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Washington, ieri, c’è stato un altro voto della Camera anti – Trump, dopo quello di mercoledì che chiedeva la fine della guerra all’Iran e il ritiro dei militari statunitensi dall’area bellica. Questa volta la Camera ha approvato una legge che dà oltre 8 miliardi di dollari di assistenza per la sicurezza all’Ucraina, ignorando le obiezioni della Casa Bianca e dei leader repubblicani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull’Iran i transfughi repubblicani erano stati quattro. Sull’Ucraina sono stati sei in fase procedurale e addirittura 18 in fase decisionale. Si tratta del pacchetto d’aiuti all’Ucraina più robusto discusso dal Congresso da oltre un anno: l’esito del voto segnala il persistere d’un sostegno bipartisan a Kiev nel quinto anno dell’invasione russa, nonostante la freddezza dell’Amministrazione Trump.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perdurando l’inazione della diplomazia statunitense, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ieri proposto negoziati diretti al presidente russo Vladimir Putin, che non ha risposto ‘picche’. Nel groviglio di conflitti e trattative, una mano a Trump in difficoltà fra promesse non mantenuto e minacce a vuoto potrebbe, per assurdo, venire dalla guida suprema iraniana Mojtaba Khameney, che, giovedì, ha diffuso una dichiarazione apparentemente tracotante, parlando di “colpo decisivo” inflitto “al nemico malvagio”, che potrebbe però preparare il terreno per un’intesa di pace, avendo dichiarato vittoria all’opinione pubblica interna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte interno, per il presidente Trump sembra invece essersi aperta una fase pericolosa, adesso che la stagione delle plenarie è quasi conclusa: i deputati e i senatori repubblicani critici di Trump che sono stati ‘fatti fuori’ non hanno più remore e sono magari mossi anche uno spirito di rivalsa; e quelli che sono rimasti al coperto &#8211; e si sono garantiti la conferma sulla scheda &#8211; ora devono pensare a essere rieletti il 3 novembre ed escono allo scoperto per ottenere i suffragi dei moderati, non bastando loro quelli dei ‘trumpiani’.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ci sono anche segnali di segno opposto: il Senato ha ieri bocciato una proposta che affossava definitivamente l’idea di un fondo da 1,8 miliardi di dollari di soldi dell’erario, cioè dei cittadini, per indennizzare parenti, amici ed alleati del presidente Trump che sarebbero stati ingiustamente presi di mira dalla giustizia durante l’Amministrazione Biden. Il Dipartimento della Giustizia sembrava avere già accantonato l’idea del fondo, ma Trump non vi ha rinunciato del tutto; e, anche per motivi tattici, i repubblicani non lo ‘killano’, pensando magari di farne strumento di scambio.</p>
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		<title>Iran: Camera Usa ordina stop alla guerra, accordo Israele- Libano</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-camera-usa-stop-guerra-accordo-israele-libano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 08:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Camera di Washington ha approvato una risoluzione che ordina di non condurre più attacchi contro l’Iran e di ritirare le truppe statunitensi dal teatro di guerra</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La Camera di Washington ha approvato una risoluzione che ordina di non condurre più attacchi contro l’Iran e di ritirare le truppe statunitensi dal teatro di guerra: il voto, intervenuto ieri sera, nella nostra notte, è uno smacco politico per il presidente Usa Donald Trump, che avviò il conflitto il 28 febbraio. La risoluzione, adottata con 215 voti a favore e 208 contrari – quattro deputati repubblicani hanno votato con l’opposizione democratica compatta -, è però destinata a rimanere sostanzialmente simbolica, poiché – secondo l’interpretazione prevalente &#8211; il presidente può mettere il veto al provvedimento, anche se questo passasse al Senato, dove la maggioranza repubblicana è più netta che alla Camera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il che non vieta ai membri democratici della Commissione Esteri della Camera di postare su X: “E’ un messaggio forte e inequivocabile a Trump, a nome del popolo americano: è il momento di porre fine alla sua guerra in Iran, profondamente impopolare e illegale&#8221;. Una risoluzione analoga ha già superato una fase procedurale cruciale al Senato a fine maggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il voto della Camera è l’apertura dei maggiori quotidiani Usa questa mattina. L’Ap lo presenta così: “La Camera approva una misura che ordina al presidente di ritirare le truppe dall’Iran o di ottenere l’approvazione del Congresso per continuare la guerra. Quattro repubblicani si uniscono a tutti i democratici per approvare la risoluzione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times parla di uno smacco per il presidente, anche se mette in dubbio che il Congresso possa imporgli il ritiro delle truppe, fa un profilo dei repubblicani ‘transfughi’ e scrive in un’analisi: “I repubblicani cominciano a testare i limiti del potere di Trump usando a loro volta il loro potere. Lo stile di governo del presidente unilaterale e vendicativo comincia a sbattere contro un muro sia alla Camera che al Senato”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro titolo conferma questa tesi, perché la Camera ha approvato nuove sanzioni alla Russia e nuovi aiuti all’Ucraina, provvedimenti che non vanno nel senso dei desiderata della Casa Bianca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Washington Post segnala in apertura la “crescente impazienza” del Congresso “per una guerra che non ha autorizzato”. Il Wall Street Journal osserva che gli sforzi per fare cessare la guerra arrivano quando il conflitto s’è ormai trasformato da una campagna di bombardamenti in una fragile tregua, rotta da quelle che il segretario di Stato Marco Rubio definisce “schermaglie”, cioè i reciproci attacchi incrociati condotti nei giorni scorsi da Usa e Iran.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il quotidiano economico, Trump avrebbe confidato a suoi collaboratori che non intende riprendere gli attacchi massicci sull’Iran a meno che, nelle scaramucce in atto, non restino uccisi soldati americani. Ieri, un’azione iraniana contro l’aeroporto di Kuwait City ha fatto vittime e danni e ha provocato una temporanea sospensione delle attività aeroportuali..</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il magnate presidente, i negoziati con Teheran vanno bene, un accordo potrebbe essere trovato già nel fine settimana – ma le indicazioni temporali di Trump vanno sempre prese con beneficio d’inventario – e l’Iran ha rinunciato a dotarsi dell’arma nucleare. Tutte affermazioni smorzate o smentite da fonti iraniane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuro, invece, che Israele e Libano abbiano ieri raggiunto un’intesa a Washington per rendere effettivo il cessate-il-fuoco fra i due Paesi, fatto salvo il diritto di Israele di agire, se attaccato, contro la milizia sciita filo-iraniana Hezbollah. La portata e l’efficacia della nuova tregua, cui Cnn e Axios danno molta enfasi, restano aleatorie e andranno verificate sul terreno: il conflitto in Libano ha finora costituito un ostacolo nelle trattative tra Usa e Iran.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, sul fronte interno dell’Amministrazione Trump, Todd Blanche sta per essere nominato segretario alla Giustizia: Blanche, un ex avvocato personale del magnate presidente, svolgeva l’incarico ‘ad interim’ dopo le dimissioni di Pam Bondi, anch’essa un’avvocata di Trump, dimessasi ad aprile.</p>
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		<title>Iran: guerra mai così intensa da mesi, negoziati in stallo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 08:33:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scontri tra Iran e Stati Uniti nel Golfo Persico, negoziati in stallo e nuove tensioni in Medio Oriente mentre cresce l’incertezza sul fronte diplomatico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quella di martedì è stata la giornata di combattimenti più intensi nel Golfo Persico da settimane, anzi da mesi, in qua, mentre i negoziati di pace tra Usa e Iran sono in stallo, appesi a un filo. Si combatte anche nel Sud del Libano: Israele ha per il momento evitato di bombardare di nuovo Beirut, come chiestoli dagli Usa, ma l’esercito israeliano e i miliziani di Hezbollah continuano a scambiarsi colpi: le vittime sono decine quasi ogni giorno, praticamente tutte libanesi, anche donne e bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è stata l’ennesima notte di fuoco e di morte anche in Ucraina, con attacchi russi con missili e droni. Pure Kiev ha raggiunto con i suoi droni obiettivi russi, fino nei pressi di San Pietroburgo, facendo vittime civili quando un ordigno ha colpito un pullman. Sul fronte ucraino, non vi sono negoziati di sorta. Il Cremlino ironizza: “La guerra finirebbe subito, se l’Ucraina si ritirasse dai territori che sono nostri”, con un riferimento al Donbass, invaso ma non ancora del tutto occupato dopo oltre 50 mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riferito dal Central Command degli Stati Uniti, che ha sede a Tampa in Florida e che è responsabile di tutte le operazioni in Medio Oriente, missili e droni iraniani sono stati ieri sparati contro obiettivi americani nel Bahrein e nel Kuwait, ma non sono andati a segno – alcuni tiri sono andati a vuoto, altri ordigni sono stati intercettati -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A loro volta, le forze statunitensi hanno attaccato obiettivi militari sull’isola di Qeshm, nello Stretto di Hornuz, e una petroliera, che cercava di forzare il blocco navale della US Navy ai porti iraniani. Il New York Times evidenzia come le fonti militari Usa definiscano “aggressive” le azioni iraniane e “difensive” le loro, che sarebbero state condotte per prevenire attacchi contro obiettivi americani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analoghi molti titoli sui media Usa, questa mattina. Il Wall Street Journal: “Usa e Iran scambiano fuoco pesante nel Golfo, mettendo alla prova il fragile cessate il fuoco… I combattimenti sono i più intensi da mesi e si verificano mentre la diplomazia è in panne”. Axios: “Nuovi scontri fra Usa e Iran, mentre i negoziati di pace sono in stallo”. La Cnn; “l’Iran prende di mira Kuwait e Bahrein e gli Stati Uniti conducono nuovi raid in quello che è un test estremo della tenuta dei colloqui di pace che restano in bilico”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fronte trattative, quelle tra Israele e Libano, in corso a Washington, dovrebbero proseguire oggi, dopo il round di ieri. Quelle tra Usa e Iran, di cui ieri Teheran aveva annunciato la sospensione, sembrano invece proseguire. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non enfatizza lo scontro telefonico avvenuto lunedì con il presidente Usa Donald Trump e dice che le operazioni militari israeliane in Libano continuano come previsto, senza investire Beirut.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l’attenzione dei più importanti media Usa questa mattina è calamitata dall’ondata di primarie che si sono svolte ieri in numerosi Stati, in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre, e i cui risultati, specie quelli della California non sono ancora definitivi. Però, c’è già qualche sorpresa. Nella corsa a governatore della California – l’uscente, Gavin Newsom, non può ricandidarsi ed è ormai proiettato sulla corsa alla nomination democratica per Usa 2028 -, i repubblicani vanno meglio del previsto – va detto che il particolare meccanismo di voto nello Stato rende i dati difficili da interpretare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello Iowa, invece – evidenza il Washington Post –, il candidato governatore repubblicano sostenuto da Trump, il deputato Randy Feenstra, uno che si autodefinisce “Maga all the way”, è stato battuto da un ‘farmer’, Zach Lahn, sostenuto dai conservatori moderati critici del ‘trumpismo’.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre sui fronti della politica interna, la Corte Suprema ha ieri autorizzato l’Alabama ad adottare una nuova contestata mappa elettorale, che ridisegna i collegi dello Stato, così che solo uno su sette sia a maggioranza nera –e, in pratica, consegnandone sei ai repubblicani -. E’ l’ormai ennesimo caso di ridefinizione dei collegi in Stati a guida repubblicana – Texas e Louisiana i maggiori esempi -, per cercare di arginare con questo artificio l’emorragia di voti temuta a novembre. I democratici rispondono con operazioni analoghe negli Stati da loro controllati – in California, in particolare -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi la conferma della decisione del Dipartimento della Giustizia di lasciare cadere l’accordo con l’Agenzia dell’Entrate che prevedeva la creazione di un fondo di 1,8 miliardi di dollari di soldi dei contribuenti, per compensare parenti, amici e alleati del magnate presidente che avessero subito presunti torti giudiziari sotto l’Amministrazione Biden. La creazione del fondo era contestata anche dai repubblicani. Resta, però, valida l’esenzione di Trump e della sua famiglia da futuri contenziosi fiscali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo quadro, suscita allarme, anche negli ambienti dell’intelligenze, la decisione del Pentagono di assumere come esperto anti-terrorismo uno dei facinorosi del 6 gennaio 2021, condannato e poi graziato da Trump, Elisa Irizarry, che aveva 19 anni all’epoca dei fatti.</p>
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		<title>Trump dà del matto a Netanyahu e torna a bombardare per legittima difesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 16:11:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una telefonata a dir poco tempestosa tra il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una telefonata a dir poco tempestosa tra il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu è stata ieri il momento saliente della ‘diplomazia di pace’ – se vogliamo chiamarla cosi – nella guerra all’Iran, in una giornata che, sul fronte bellico, ha visto nuovi attacchi degli Stati uniti contro obiettivi iraniani ‘per legittima difesa”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo che Israele aveva intensificato i combattimenti contro Hezbollah in Libano, occupando ulteriori porzioni del territorio libanese, fino al castello di Beaufort, e dopo che Washington aveva di nuovo colpito obiettivi iraniani, Teheran ha risposto attaccando a sua volta obiettivi statunitensi in Kuwait e facendo un passo indietro nelle trattative con gli Usa mediate da Pakistan e altri Paesi.<br><br>Il sito Axios, ampiamente ripreso anche dai media israeliani, riferisce che Trump, nella telefonata con Netanyahu, è ‘andato su di giri’, dicendo cose tipo “Tu sei tutto matto”: e, ancora, “Ti sto salvando la pelle&#8230; Se non fosse per me, tu saresti già in prigione&#8230; Adesso tutti ti odiano e tutti odiano Israele&#8230;”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la tv ‘all news’ conservatrice Fox News, la conversazione tra Trump e Netanyahu ha segnato “un importante distanziamento” tra Usa e Israele. Del resto, dissapori fra i due alleati erano emersi chiaramente negli ultimi giorni: Trump e Netanyahu, uniti nel fare la guerra all&#8217;Iran a due riprese, nel giugno 2025, la &#8216;guerra dei 12 giorni&#8217;, e dal 28 febbraio ad oggi, hanno ora priorità divergenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump ha l’urgenza, anche se la nega, di chiudere il conflitto, che gli sta costando popolarità e rischia di fare perdere ai repubblicani le elezioni di midterm del 3 novembre. Netanyahu, invece, vuole (e forse deve) tenere aperta la guerra non avendo raggiunto nessuno degli obiettivi prefissati e nella convinzione che la tensione del conflitto gli giova nella prospettiva di un voto in autunno – senza contare le pressioni nella coalizione di governo dei partiti ultra-religiosi d’estrema destra -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump avrebbe anche parlato con gli Hezbollah, chiedendo loro di sospendere i lanci di razzi verso Israele. Ma non è chiaro che sia stato, in questo caso, l’interlocutore del presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il litigio telefonico tra Trump e Netanyahu fa passare in secondo piano l’annuncio di Teheran, anch’esso largamente strumentale, della sospensione dei negoziati con gli Usa e dell’intensione d’attuare “una chiusura totale dello Stretto di Hormuz”, accusando Israele di “crimini continui” commessi in Libano – dove si contano decine di vittime ogni giorno, tra cui donne e bambini &#8211; e avvertendo che ogni violazione del cessate-il-fuoco su qualsiasi fronte annulla la tregua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, la navigazione nello Stretto di Hormuz, la cui ripresa dovrebbe essere il risultato più tangibile di un’intesa fra Usa e Iran, non è del tutto bloccata: secondo Teheran, decine di petroliere e mercantili sono transitati nei giorni scorsi con il consenso iraniano.<br><br>Il Wall Street Journal segnala un altro sviluppo diplomatico del conflitto iraniano, che riguarda l’Oman. Secondo il quotidiano economico, l’Amministrazione Trump sta premendo sull’Oman, neutrale nella guerra, perché faccia una scelta di campo e rompa i rapporti con l’Iran, mentre Teheran fa balenare la possibilità di condividere con l’Oman un pedaggio sul transito nello Stretto. Nell’analisi del WSJ, l’Oman, che ha fin qui “camminato sul filo” tra Washington e Teheran, sta “perdendo terreno” come Paese in cui entrambi i contendenti hanno fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti questi sviluppi hanno posposto la reazione iraniana all’ultima revisione della bozza d’accordo trasmessa ai mediatori dall’Amministrazione Trump, che comporta formule di linguaggio più rigide sia sulla riapertura dello Stretto di Hormuz che sull’impegno di Teheran a non dotarsi dell’atomica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>La stampa statunitense, questa mattina, dà molto rilievo a un passo indietro del magnate presidente sul fronte interno: New York Times e Washington Post dedicano i titoli d’apertura al fatto che l’Amministrazione Trump starebbe abbandonando l’idea d’un fondo da 1,8 miliardi di dollari creato con i soldi dei contribuenti e destinato a indennizzare familiari, amici e alleati del presidente che sarebbero stati vittime di un uso della giustizia come arma da parte dell’Amministrazione Biden.Il Dipartimento della Giustizia ha infatti comunicato che intende rispettare l’ordine di un giudice che ha temporaneamente bloccato il fondo.</p>
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		<title>L&#8217;avanzata di Israele in Libano ostacola l&#8217;accordo. Trump pone nuove condizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:18:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riconquista del castello di Beaufort in Libano rappresenta una zeppa del governo Netanyahu a un’intesa tra Iran e Usa per riaprire Hormuz.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/lavanzata-di-israele-in-libano-ostacola-laccordo-trump-pone-nuove-condizioni/">L’avanzata di Israele in Libano ostacola l’accordo. Trump pone nuove condizioni</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La riconquista da parte di Israele del castello di Beaufort in Libano rappresenta l’ennesima zeppa del governo del premier Benjamin Netanyahu a un’intesa tra Iran e Usa per riaprire alla navigazione lo Stretto di Hormuz, in attesa di definire i dettagli della rinuncia, da parte dell’Iran, a dotarsi dell’arma nucleare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una tregua effettiva in Libano è, infatti, un presupposto ‘sine qua non’ dell’accordo fra Iran e Usa, il cui perfezionamento è anche rallentato dai ripensamenti del presidente Usa Donald Trump, che, dopo le critiche suscitate dalle bozze d’intesa circolate, ha inasprito la propria posizione e ha posto ulteriori condizioni, cercando di ottenere dall’Iran qualcosa di tangibile. Ma Teheran è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo, che, così come si profila, ristabilisce la situazione pre – conflitto, sancisce, infatti, che l’aggressione israelo-americana all’Iran del 28 febbraio è stata totalmente inutile e che ha avuto costi umani ed economici altissimi senza alcuna contropartita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conquista del castello di Beaufort, una fortezza del Medio Evo, una reminiscenza delle Crociate, prova che l’esercito israeliano continua le sue operazioni ben al di là del fiume Litani. La Francia, come molti altri Paesi, l’Ue e l’Onu, condanna l’avanzata delle truppe israeliane, che vorrebbero pure bombardare di nuovo le postazioni degli hezbollah a Beirut, e sollecita una riunione ‘al hoc’ del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’occupazione israeliana del castello di Beaufort rappresenta la più profonda incursione in Libano da quando gli israeliani se ne ritirarono all’inizio del XXI Secolo ed avviene in palese violazione del cessate-il-fuoco nominale fra i due Paesi mediato dagli Stati Uniti e in costanza delle trattative fra Israele e Libano in corso a Washington – le prime dirette da decenni -.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica all’alba, un attacco israeliano nel sud del Libano ha ucciso otto persone, di cui tre donne, e ne ha ferite una ventina, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute libanese, mentre Israele intensificava le operazioni di terra nel sud del Paese, sostenendo che erano dirette contro Hezbollah che, dal canto suo, continua a lanciare razzi verso il territorio israeliano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pericoli e tensioni sussistono anche sull’altro fronte di guerra aperto, quello ucraino. L’Agenzia dell’Onu per l’energia atomica, l’Aiea, ha confermato che, nel fine settimana, “un drone ha colpito la centrale nucleare di Zaporizhzhia”, fortunatamente senza fare danni alle installazioni atomiche. L’origine del drone, se russa o ucraina, è contestata. Perdura lo stato di allerta a Kiev e in altre aree del Paese invaso, a causa della minaccia di attacchi da parte russa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trump frena e insiste sullo stop al nucleare</strong><br>Sui negoziati con Teheran, Trump, nel fine settimana, ha dichiarato che gli iraniani “sono negoziatori molto tosti e ci vuole molto tempo… Ma io non ho fretta…”. Il cesello delle bozze, mediato dal Pakistan, si sta rivelando complicato: i progressi ci sono e sono notevoli, ma la firma fatica ad arrivare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella loro replica all’ultima proposta dell’Iran, gli Usa insistono sulla rinuncia da parte di Teheran al nucleare. Trump ne ha parlato in una intervista a Fox News. “Preferirei raggiungere un accordo, perché possiamo riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz all’atto della firma… La garanzia che devo avere è che non ci saranno armi nucleari…. Loro hanno accettato questo… Inizialmente avevano detto: &#8216;Non svilupperemo un&#8217;arma nucleare’… Io ho risposto: &#8216;Bene, ma cosa succede se comprate un&#8217;arma nucleare?&#8217;…. Così ora il testo recita: &#8216;Non svilupperemo e non acquisteremo un&#8217;arma nucleare’…”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervista ha suscitato una reaione iraniana: &#8220;Non ci fidiamo delle dichiarazioni e delle promesse del nemico. Non approveremo alcun intesa finché non saremo certi della garanzia dei nostri diritti&#8221;, ha detto il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Iran: Trump tentenna sull&#8217;intesa, i giudici lo prendono a schiaffi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 18:07:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli affari di Trump, le trattative difficili di pace in Iran, le beghe interne. Il consenso vacilla sempre di più. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-trump-tentenna-sullintesa-i-giudici-lo-prendono-a-schiaffi/">Iran: Trump tentenna sull’intesa, i giudici lo prendono a schiaffi</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Gli insoliti tentennamenti del presidente Usa Donald Trump sull&#8217;accordo con l&#8217;Iran, che metterebbe in pausa per 60 giorni la guerra, riaprendo però subito alla navigazione lo Stretto di Hormuz e levando il blocco navale ai porti iraniani, colgono di sorpresa i principali media degli Stati Uniti, dove le vicende belliche scivolano in secondo piano anche perché i giudici federali hanno ieri dato qualche metaforica sberla giudiziaria al magnate presidente. Sono verdetti di primo grado, soggetti ad appello ed eventualmente a ricorso alla Corte Suprema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn sintetizza così gli sviluppi d&#8217;una giornata senza sussulti militari e negoziali: “Trump chiude una riunione sull&#8217;Iran da lui convocata nella Situation Room della Casa Bianca senza annunciare una decisione&#8230; Il presidente sta soppesando i termini dell&#8217;intesa che riaprirebbe alla navigazione lo Stretto di Hormuz e aprirebbe una fase di trattative sui programmi nucleari iraniani”. L&#8217;intesa, cioè, riporterebbe la situazione dov&#8217;era al 28 febbraio, cioè prima dell&#8217;aggressione israelo-americana all&#8217;Iran, e certificherebbe la totale inutilità di questo conflitto, in cui, tra Iran e Libano, Usa e Israele hanno fatto migliaia di vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump vuole che l&#8217;accordo rispetti le sue &#8216;linee rosse&#8217;, che, al momento, sembrano ridursi al fatto che l&#8217;Iran non si doti dell&#8217;arma nucleare. Sui media arabi, si legge cge il magnate presidente sta passando dalla &#8216;Epic Fury&#8217; – il nome in codice della guerra – a una &#8216;fake victory&#8217;, e cioè al tentativo di camuffare da vittoria una sconfitta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Washington, non ha invece creato onde d&#8217;urto l&#8217;episodio del drone russo che ha colpito un edificio in Romania, a Galati – ci sono stati due feriti -. Dura la condanna espressa da Nato e Ue, dopo che la Romania ha denunciato come “inaccettabile” la violazione del suo spazio aereo, che costituisce “una grave e irresponsabile escalation”, e ha chiuso il consolato russo a Costanza. Dal canto suo, Mosca ha chiesto l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta sull&#8217;episodio, ipotizzando che il drone non fosse russo, ma ucraino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">New York Times, Washington Post, Wall Street Journal, Politico e molti altri dividono i loro titoli di testata su due vicende del braccio di ferro ininterrotto fra magistratura e Amministrazione Trump. Una è la contestatissima decisione del Dipartimento della Giustizia, su istanza di Trump, di creare un fondo da 1,8 miliardi di dollari versati dai cittadini all&#8217;Agenzia delle Entrate, cioè al fisco Usa, per indennizzare suoi amici che sarebbero stati vittime di un uso della giustizia come arma da parte dell&#8217;Amministrazione Biden. In cambio della creazione del fondo, la famiglia Trump ha ritirato una pretestuosa causa da 10 miliardi di dollari intentata all&#8217;Agenzia perché aveva trasmesso al Congresso informazioni fiscali che la riguardavano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La creazione del fondo è stata oggetto di due diverse sentenze di giudici federali: una ha bloccato, temporaneamente, l&#8217;uso dei fondi; e una ha messo sotto inchiesta la legittimità del provvedimento, ipotizzando un reato di frode.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro giudice ha invece disposto che il Kennedy Center di Washington, la maggiore istituzione per l&#8217;arte e la cultura della capitale federale, torni a chiamarsi Kennedy Center e non Trump and Kennedy Center, come aveva deciso nei mesi scorsi il consiglio d&#8217;amministrazione dell&#8217;ente, dopo che il presidente lo aveva riempito di suoi amici ed alleati e di mogli di suoi amici ed alleati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un giudice ha sancito che il nome del Centro era stato deciso dal Congresso e che solo il Congresso può cambiarlo. E ha anche disposto che il centro non venga chiuso, come previsto, in vista di lavori di rinnovamento non autorizzati dal Congresso. Questa decisione, secondo il NYT, ha fatto montare su tutte le furie Trump, che è ossessionato dal vedere il proprio nome ovunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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