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	<title>Politica - The Watcher Post</title>
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	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Aug 2026 08:26:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Il coraggio che manca per una vera concorrenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 08:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le leggi annuali si fermano ai ritocchi, mentre mercati chiusi e privilegi consolidati frenano crescita, merito e nuove opportunità.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni anno, anche se non proprio puntuale, arriva la legge sulla concorrenza, e ogni anno assomiglia a un lungo inventario di piccole cose. Uno sconto obbligatorio qui, un obbligo di trasparenza là, un settore ritoccato ai margini. Niente di sbagliato. Ma quando la legge è approvata, il Paese resta esattamente dov’era. Perché il problema della concorrenza in Italia non è tecnico. È politico. Anzi: è una questione di coraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aprire davvero un mercato significa togliere qualcosa a chi in quel mercato occupa una posizione di vantaggio da anni. Significa dire a una categoria protetta che dovrà competere, a un’impresa dominante che essere arrivata prima non basta più, a chi vive di un privilegio che quel privilegio non è un diritto acquisito. È una decisione che fa nemici. E i nostri governi, di ogni colore, hanno imparato a evitarla: molti annunci di riforma, nessuno scontro vero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così restano al loro posto i mercati che nessuno osa aprire. E le liberalizzazioni sono poi ritirate ogni volta: dallo sconto libero sui libri ai taxi. Si difendono privilegi, non diritti. Ma toccare i privilegi costa consenso, perché il privilegio si aggrega in una categoria che riesce a farsi sentire più di chi invece deve pagare per un servizio non adeguato. E quando una riforma seria riesce comunque a passare, la si rinvia finché non conta quasi più nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A pagare questa prudenza non sono i grandi gruppi né le categorie organizzate. Sono i cittadini, che pagano di più per servizi più scadenti che in altri paesi. Sono le nuove imprese, che non riescono a entrare. E sono soprattutto i giovani: quelli che un mestiere vorrebbero cominciarlo e trovano regole pensate per proteggere chi è già dentro. La concorrenza non è un tecnicismo per economisti. È la domanda su chi, in questo Paese, ha diritto a provarci. Se la risposta guarda sempre a “chi c’è già”, abbiamo deciso di non crescere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la concorrenza, prima ancora che di prezzi, è una questione di giustizia. Un mercato chiuso premia chi è arrivato per primo e penalizza chi arriva dopo, senza guardare a quanto valga. Difende le posizioni, non il merito. E un Paese che protegge le posizioni invece del merito dice ai propri figli una cosa precisa: conta più dove sei nato e chi conosci rispetto a quello che sai fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fatto è che governare l’esistente è più facile che cambiarlo. Gestire lo status quo non fa arrabbiare nessuno; riformarlo sì. Ma un Paese che sceglie sempre di non scontentare chi ha già, sceglie anche di restare fermo, mentre gli altri Paesi migliorano. Tra il 2018 e il 2024 l’Italia è scesa dal tredicesimo al diciassettesimo posto nella classifica OCSE dei Paesi con le regole più favorevoli alla concorrenza: mentre noi discutevamo di dettagli, gli altri aprivano. Non è una fatalità: è la somma di mille rinunce a decidere, una alla volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, aprire i mercati è una delle poche riforme che non costano un euro. Non servono fondi pubblici, non serve nuovo debito: bastano regole diverse e la volontà di lasciare che chi è più bravo possa entrare e competere. È lo strumento più semplice che un governo abbia per far crescere il Paese, ed è insieme quello che nessuno usa fino in fondo. Perché è anche l’unico che obbliga a scegliere da che parte stare: con chi difende ciò che ha già, o con chi non ha ancora nulla e vorrebbe provarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Servirebbe quindi una legge sulla concorrenza di nome e di fatto. Non lunga e indolore, ma breve e scomoda: poche scelte che spostino davvero potere e opportunità da chi comanda il mercato a chi vorrebbe entrarci. Aprire i mercati, in fondo, non richiede altre norme. Richiede il coraggio di farne poche, e di accettarne il costo politico. Finché continueremo a preferire tanti piccoli aggiustamenti a una vera decisione, l’Italia resterà quello che è oggi: un Paese pieno di riforme e senza crescita.</p>
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		<title>AI Act, la Camera apre al riconoscimento facciale: autorizzazione al «magistrato competente»</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/ai-act-la-camera-apre-al-riconoscimento-facciale-autorizzazione-al-magistrato-competente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 10:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La commissione Politiche Ue della Camera approva il decreto sull’AI Act: il riconoscimento facciale sarà autorizzato dal magistrato competente.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sarà il «magistrato competente» ad autorizzare l’impiego in tempo reale dei sistemi di riconoscimento facciale. È questa una delle principali indicazioni contenute nel parere approvato dalla commissione Politiche dell’Unione europea della Camera sullo schema di decreto legislativo con cui l’Italia si prepara a dare attuazione all’AI Act.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il via libera è arrivato dopo il rinvio della scorsa settimana e rappresenta l’ultimo passaggio parlamentare necessario prima dell’esame del provvedimento da parte del Consiglio dei ministri, atteso per oggi. La votazione, tuttavia, si è svolta in un clima particolarmente teso: i gruppi di opposizione hanno infatti lasciato i lavori della commissione prima che il parere fosse messo ai voti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dello scontro politico c’è appunto la disciplina relativa all’utilizzo delle tecnologie di riconoscimento facciale in tempo reale. Su questo punto, il testo definitivo si discosta dalla prima formulazione proposta dalla relatrice di Forza Italia Cristina Rossello, finita nei giorni scorsi nel mirino di Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La versione iniziale individuava nel giudice per le indagini preliminari il soggetto chiamato ad autorizzare l’impiego di questi strumenti. Nel parere approvato, invece, il riferimento al gip è stato sostituito da quello più ampio al «magistrato competente», una definizione che comprende non soltanto il giudice, ma anche il pubblico ministero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La modifica era stata preannunciata venerdì scorso dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. L’intervento amplia quindi il numero dei soggetti dell’autorità giudiziaria che potranno pronunciarsi sull’uso del riconoscimento facciale, superando la precedente previsione che assegnava tale funzione esclusivamente al giudice per le indagini preliminari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel proprio parere, la relatrice ha inoltre giudicato lo schema di decreto compatibile con il diritto dell’Unione europea, pur chiedendo alcuni correttivi finalizzati a rendere il testo pienamente coerente con le disposizioni dell’AI Act.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossello ha respinto le critiche secondo cui la modifica ridurrebbe le garanzie previste dalla formulazione iniziale. «La nuova formulazione, che richiama il “magistrato competente”, non rappresenta un passo indietro: è una soluzione onnicomprensiva», ha sostenuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La spiegazione non è però bastata a ricomporre lo scontro con le opposizioni, che hanno contestato sia la scelta compiuta dalla maggioranza sia le modalità con cui si è arrivati al voto finale. La richiesta di rinviare nuovamente l’esame, avanzata per consentire un approfondimento sulla nuova formulazione, non è stata accolta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quanto accaduto oggi è molto grave e conferma le profonde divisioni della maggioranza», ha dichiarato Piero De Luca, capogruppo del Partito democratico nella commissione Affari europei della Camera.</p>
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		<title>Cbd, il Consiglio di Stato rinvia alla Corte Ue il decreto che ne limita la vendita</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/cannabidiolo-cbd-consiglio-stato-corte-giustizia-ue/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 13:15:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio di Stato rinvia alla Corte di giustizia Ue il decreto sul Cbd. Al centro del giudizio la compatibilità delle restrizioni con il diritto europeo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La disciplina italiana sul <strong>cannabidiolo (Cbd) </strong>finisce all’esame della Corte di giustizia dell’Unione europea. Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza numero 6202/2026, pubblicata oggi, ha disposto il rinvio pregiudiziale nei termini prospettati nel ricorso promosso da <strong>Imprenditori Canapa Italia (Ici)</strong>, assistita dagli avvocati <em>Dario De Blasi, Alberto Gava </em>e <em>Francesco Renda</em> dello studio legale Prestige, contro il decreto del ministero della Salute del 27 giugno 2024. A darne notizia è la stessa associazione, che accoglie «con grande soddisfazione il rinvio disposto dal Consiglio di Stato».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il provvedimento ministeriale aveva inserito nella Tabella dei medicinali, sezione B, le composizioni per somministrazione orale contenenti Cbd ottenuto da estratti di cannabis, assoggettandole a un regime particolarmente restrittivo. Secondo Ici, il Consiglio di Stato ha ritenuto che sussistano dubbi rilevanti sulla compatibilità di questa disciplina con il diritto dell&#8217;Unione europea, rimettendo la questione ai giudici di Lussemburgo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il rinvio in sede comunitaria è un passaggio rilevante per il settore rappresentato da Ici, che «esprime il proprio ringraziamento allo studio legale Prestige, nelle persone degli avvocati <em>Alberto Gava, Dario De Blasi</em> e <em>Francesco Renda</em>, per l’impegno, la competenza e la determinazione con cui ha seguito il procedimento». Adesso infatti si apre un&#8217;ulteriore fase di confronto.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Come spiega Ici, «la Corte di giustizia sarà chiamata a chiarire, tra gli altri aspetti, se la disciplina italiana rappresenti una misura equivalente a una restrizione quantitativa alla libera circolazione delle merci, se il principio di precauzione possa giustificare limitazioni così incisive in assenza di effetti psicotropi accertati e sulla base di un rischio soltanto potenziale» Inoltre, sottolinea Ici, andrà appurato «se sia compatibile con il diritto europeo una disciplina che, pur non introducendo formalmente un divieto, produca un effetto sostanzialmente impeditivo della commercializzazione di prodotti legalmente fabbricati e commercializzati in altri Stati membri; se il principio di precauzione possa consentire l’inserimento nella Tabella dei medicinali di sostanze per le quali non siano stati accertati concreti pericoli di dipendenza, così come richiesto dalla normativa nazionale».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">I giudici europei dovranno anche pronunciarsi sulla compatibilità con il diritto dell&#8217;Unione di una normativa che renda di fatto estremamente difficile la commercializzazione di prodotti legalmente fabbricati e venduti in altri Stati membri.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">«Nell&#8217;ordinanza – evidenzia l&#8217;associazione – il Consiglio di Stato osserva che il Cbd, considerato isolatamente, non presenta effetti psicotropi né evidenze accertate di capacità di indurre dipendenza. Il collegio rileva inoltre che il decreto del Ministero della Salute determina una significativa restrizione dei canali distributivi, con effetti potenzialmente impeditivi sull&#8217;accesso al mercato. Un altro passaggio ritenuto significativo riguarda il quadro scientifico: secondo il Consiglio di Stato, gli effetti posti a fondamento del provvedimento ministeriale non risultano accertati in modo univoco, ma sono riconducibili a un&#8217;ipotesi di rischio potenziale».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In attesa della decisione della Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea, il Consiglio di Stato ha sospeso il giudizio nazionale. Solo dopo il pronunciamento dei giudici europei sarà definito l&#8217;appello e verrà chiarito se la disciplina italiana sia compatibile con i principi dell&#8217;ordinamento comunitario.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;associazione resta vigile sugli sviluppi della vicenda, a cui tiene anche Coldiretti, e ha assicurato che continuerà a seguire l&#8217;iter davanti alla Corte di giustizia, rappresentando gli interessi del comparto.</p>
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		<item>
		<title>Il fisco porta il governo in campagna elettorale</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/il-fisco-porta-il-governo-in-campagna-elettorale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 08:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La delega fiscale entra nella sua fase più politica. Dopo diciotto decreti legislativi e il completamento degli otto Testi unici, il governo può rivendicare di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La delega fiscale entra nella sua fase più politica. Dopo diciotto decreti legislativi e il completamento degli otto Testi unici, il governo può rivendicare di avere rimesso ordine in una materia stratificata e spesso indecifrabile. Ma ora il numero dei provvedimenti conta meno dei risultati. Per famiglie e imprese la riforma sarà giudicata sulla semplicità degli adempimenti, sulla certezza delle regole e soprattutto sulla possibilità di pagare meno. È su questo terreno che il fisco comincia a intrecciarsi con la campagna elettorale del 2027. Il centrodestra ha costruito la propria riforma attorno all’idea di un rapporto meno conflittuale tra Stato e contribuente, intervenendo su sanzioni, concordato preventivo, adempimento collaborativo e riordino delle norme. Resta però difficile individuare una misura capace di rappresentare da sola l’intero percorso. Anche perché il dato complessivo continua a essere politicamente scomodo: nel 2025 la pressione fiscale è salita dal 42,4 al 43,1 per cento del Pil, soprattutto per l’aumento dei contributi sociali. Non significa che tutte le imposte siano cresciute, ma rende più complicato sostenere che il peso del fisco sia già diminuito in modo percepibile. La prossima legge di bilancio diventa quindi il passaggio decisivo. Forza Italia punta sull’allargamento del taglio Irpef al ceto medio, sulla detassazione delle tredicesime più basse e su nuovi incentivi per giovani, famiglie e imprese. La Lega continuerà a insistere sulla pace fiscale e sulle cartelle. Fratelli d’Italia dovrà tenere insieme queste richieste con i vincoli di bilancio e con la prudenza del ministero dell’Economia. Più che una divisione sulla linea generale, è una competizione per scegliere la misura simbolo con cui presentarsi agli elettori. Il vero nodo è chi debba beneficiare dei prossimi interventi. I lavoratori dipendenti chiedono di recuperare il potere d’acquisto, gli autonomi difendono il regime forfettario, le imprese chiedono stabilità e incentivi agli investimenti. Ogni scelta fiscale individua un pubblico preciso e finisce inevitabilmente per diventare anche una scelta elettorale. È in questo clima che assume un significato particolare il richiamo di Sergio Mattarella contro tensioni elettorali «piuttosto intempestive». Il voto è ancora lontano, ma i partiti si stanno già muovendo: la legge elettorale arriverà al Senato a settembre, nella maggioranza si discute delle future candidature e c’è chi ha persino evocato un possibile futuro di Giorgia Meloni al Quirinale. La delega fiscale segna così il passaggio dalla fase delle riforme a quella del consenso. Il governo ha quasi completato l’architettura normativa; adesso deve dimostrare che produca effetti concreti. Sul fisco la campagna elettorale non è stata ancora dichiarata, ma è già cominciata.</p>
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		<item>
		<title>Scontrini digitali: software di cassa, verso nuove regole. Le Commissioni parlamentari approvano il parere sul Dlgs Omnibus</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/software-cassa-scontrini-digitali-decreto-omnibus/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 12:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Commissioni parlamentari chiedono modifiche al decreto Omnibus sui software di cassa: focus su sicurezza, interoperabilità e tutela dei dati.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La diffusione dei software di cassa e dei sistemi digitali per la gestione dei pagamenti spinge il legislatore a rafforzare le regole sulla trasmissione dei corrispettivi all&#8217;Agenzia delle Entrate. Le Commissioni Finanze di Camera e Senato hanno approvato i pareri sul decreto legislativo “Correttivo Omnibus Fiscale”, indicando una serie di modifiche volte a garantire che le nuove soluzioni software offrano gli stessi livelli di affidabilità e sicurezza dei registratori telematici tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intervento nasce dalla crescente diffusione dei cosiddetti sistemi &#8220;Pos all in one&#8221; e dei software &#8220;velocizzatori&#8221;, strumenti che intervengono direttamente o indirettamente nella gestione del flusso commerciale e nella trasmissione dei dati fiscali. Secondo quanto riportato, le Commissioni chiedono che il nuovo articolo 83 del Testo unico Iva venga integrato prevedendo che le specifiche tecniche per la realizzazione, l&#8217;approvazione e il collaudo dei software assicurino uniformità operativa, coerenza con le caratteristiche hardware e piena interoperabilità con i sistemi dell&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le richieste figura anche la definizione di criteri per garantire disponibilità delle soluzioni in regime di libera concorrenza, continuità degli aggiornamenti e assistenza tecnica attraverso laboratori abilitati dall&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dossier ovviamente canalizza l&#8217;attenzione delle parti interessate. Come affermato nei giorni scorsi da <strong>Gabriella Criscuolo</strong>, Presidente di Comufficio, l’Associazione Nazionale aderente a Confcommercio che rappresenta la filiera dei Registratori Telematici, «È necessario un intervento immediato del Governo e dell’Agenzia delle Entrate: chiunque offra soluzioni di cassa o di pagamento deve sottostare agli stessi controlli e alle stesse omologazioni previste per i Registratori Telematici». L&#8217;impiego di software privi delle necessarie garanzie potrebbe inoltre generare contenziosi nella fase di approvazione e alimentare pratiche commerciali scorrette. Secondo Criscuolo «occorre fermare le pubblicità ingannevoli, proteggere centinaia di migliaia di esercenti da sanzioni ingiuste e difendere il lavoro delle 2.000 PMI e degli oltre 10.000 addetti della nostra filiera». Non meno importante è il tema della sicurezza dei dati. La Presidente infatti sottolinea: «se i dati degli esercenti vanno nel cloud ci vogliono garanzie, che possono ridursi nel caso in cui le piattaforme sulle quali vengono gestiti questi dati siano estere». La politica cerca quindi una soluzione che metta d&#8217;accordo tutti, coniugando innovazione, cybersicurezza e rigore normativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Roma e Dublino, l’asse europeo che unisce industria, innovazione e nuovi scambi. Intervista all&#8217;Ambasciatrice McCullough</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/roma-e-dublino-lasse-europeo-che-unisce-industria-innovazione-e-nuovi-scambi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 10:25:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elizabeth McCullough è l’Ambasciatrice d’Irlanda in Italia. Nel pieno della presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, sottolinea la crescita dei rapporti tra Roma e Dublino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/roma-e-dublino-lasse-europeo-che-unisce-industria-innovazione-e-nuovi-scambi/">Roma e Dublino, l’asse europeo che unisce industria, innovazione e nuovi scambi. Intervista all’Ambasciatrice McCullough</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Elizabeth McCullough </strong>è l’Ambasciatrice d’Irlanda in Italia. Nel pieno della presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, sottolinea la crescita dei rapporti politici ed economici tra Roma e Dublino, indicando nel mercato unico, nella semplificazione, nella ricerca e nella cooperazione industriale i principali terreni di collaborazione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Come descriverebbe oggi i rapporti tra Italia e Irlanda?</strong><br>«La relazione tra Irlanda e Italia è caratterizzata da una vicinanza di lunga data e da una profonda simpatia reciproca. I legami storici e culturali sono molto solidi e i rapporti tra le nostre società sono sempre stati particolarmente positivi. Anche la partnership economica continua a rafforzarsi: gli scambi bilaterali sono cresciuti costantemente negli ultimi anni e interessano settori molto diversi, tra cui agroalimentare, farmaceutica e scienze della vita. È aumentato significativamente anche il turismo in entrambe le direzioni. Sul piano politico, i rapporti tra governi sono eccellenti. Italia e Irlanda collaborano strettamente nell’Unione europea e nelle organizzazioni multilaterali, comprese le Nazioni Unite, condividendo posizioni su numerosi dossier. Guardiamo con particolare interesse alla cooperazione con l’Italia durante la presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Su quali dossier Roma e Dublino possono lavorare insieme durante la presidenza irlandese dell’Ue?</strong><br>«Competitività, valori e sicurezza sono i tre pilastri della presidenza irlandese. Irlanda e Italia possono collaborare soprattutto per realizzare pienamente il potenziale del mercato unico. La roadmap “One Europe, One Market” può contribuire concretamente a migliorare la competitività europea, eliminando le barriere agli scambi interni, aiutando le imprese e le Pmi a crescere e migliorando l’accesso ai finanziamenti. Anche la semplificazione delle regole europee è una priorità condivisa: è essenziale ridurre i costi amministrativi, in particolare per le piccole e medie imprese, mantenendo al tempo stesso standard elevati sul piano ambientale e negli altri ambiti di tutela».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Come possono Italia e Irlanda contribuire a rafforzare la posizione europea nei rapporti con gli Stati Uniti?</strong><br>«Irlanda e Italia hanno entrambe rapporti molto solidi con gli Stati Uniti, anche grazie alle rispettive comunità e ai legami culturali costruiti nel tempo. I nostri Paesi riconoscono che la relazione tra Unione europea e Stati Uniti è essenziale per la prosperità e la sicurezza di entrambe le sponde dell’Atlantico. Ogni giorno vengono scambiati beni e servizi per circa 4,6 miliardi di euro. Ue e Stati Uniti sono i principali partner commerciali reciproci, rappresentano quasi il 30 per cento del commercio globale di beni e servizi e il 43 per cento del Pil mondiale. Vogliamo proteggere e rafforzare questa partnership economica, restituendole quella prevedibilità che le imprese europee e statunitensi chiedono con forza».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali settori possono trainare ulteriormente gli scambi tra i due Paesi?</strong><br>«La forte crescita del commercio tra Irlanda e Italia riflette la complementarità delle nostre economie. Nel 2025 le esportazioni globali delle imprese irlandesi hanno raggiunto 38,86 miliardi di euro, con un incremento dell’8 per cento rispetto all’anno precedente. Le esportazioni delle aziende sostenute da Enterprise Ireland sono aumentate del 94 per cento nell’ultimo decennio e l’Italia è oggi l’ottavo mercato più importante per l’export delle imprese irlandesi. Vediamo particolari potenzialità nelle scienze della vita, nell’Ict, nei software e nei servizi digitali, oltre che nelle costruzioni e nei servizi di ingegneria. Anche il comparto alimentare e delle bevande offre prospettive significative: queste esportazioni sono cresciute di circa il 75 per cento nell’ultimo decennio, trainate da carne bovina, prodotti lattiero-caseari e ittici. I consumatori italiani privilegiano qualità e provenienza rispetto ai volumi e questo rende particolarmente attrattivi i prodotti premium irlandesi».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Quanto conta la cooperazione tra università, ricercatori e studenti?</strong><br>«Gli scambi universitari e la mobilità dei ricercatori rappresentano uno strumento importante per rafforzare le relazioni tra Irlanda e Italia. La mobilità tra i due Paesi si sviluppa soprattutto attraverso Erasmus+ e le borse Marie Skłodowska-Curie, che sostengono i ricercatori impegnati in esperienze internazionali. Una delle priorità della presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue è far avanzare in modo significativo i negoziati sul prossimo programma Horizon Europe, fondamentale per il futuro della ricerca. L’Irlanda dispone inoltre di un importante settore dedicato all’insegnamento della lingua inglese e un numero crescente di italiani sceglie il nostro Paese per studiare e perfezionare l’inglese. Stiamo lavorando con i colleghi italiani a un quadro stabile di cooperazione sugli scambi studenteschi, con l’obiettivo di avvicinare ulteriormente le nuove generazioni dei due Paesi».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/roma-e-dublino-lasse-europeo-che-unisce-industria-innovazione-e-nuovi-scambi/">Roma e Dublino, l’asse europeo che unisce industria, innovazione e nuovi scambi. Intervista all&#8217;Ambasciatrice McCullough</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Roma e Dublino, asse europeo per industria, innovazione e scambi. Parla l&#8217;Ambasciatore Fraganello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:19:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nicola Faganello è l’Ambasciatore d’Italia in Irlanda. Nel corso del suo mandato ha accompagnato il rafforzamento del dialogo politico ed economico tra Roma e Dublino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/roma-e-dublino-asse-europeo-per-industria-innovazione-e-scambi-parla-lambasciatore-fraganello/">Roma e Dublino, asse europeo per industria, innovazione e scambi. Parla l’Ambasciatore Fraganello</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nicola Faganello</strong> è l’Ambasciatore d’Italia in Irlanda. Nel corso del suo mandato ha accompagnato il rafforzamento del dialogo politico ed economico tra Roma e Dublino, sostenendo la collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca. Una relazione che, anche grazie alla presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea e al memorandum tra IBEC e Unioncamere, punta ora a svilupparsi nei settori a maggiore intensità tecnologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come descriverebbe oggi i rapporti tra Italia e Irlanda?<br></strong>«Italia e Irlanda sono legate da una relazione solida, di lunga data e in continua crescita, fondata su una forte vicinanza culturale e su una comunità italiana che ha contribuito e continua a contribuire in maniera significativa allo sviluppo del Paese. Anche la collaborazione economica è sempre più intensa, come dimostra il costante aumento dell’interscambio. Parallelamente si sta rafforzando la dimensione politica: i due Paesi collaborano strettamente nell’Unione europea e condividono priorità come competitività, crescita economica, sicurezza e difesa dei valori comuni. Le recenti visite istituzionali a Roma hanno confermato la qualità del dialogo tra i due governi».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Su quali dossier europei possono collaborare Roma e Dublino?<br></strong>«La presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea si apre in una fase particolarmente delicata, nella quale l’Europa deve agire con coraggio, pragmatismo e rapidità su temi centrali come sicurezza, energia e competitività. Su questi dossier Italia e Irlanda presentano una significativa convergenza di vedute. Entrambi i Paesi credono in un’Europa più competitiva, aperta ai mercati, capace di sostenere la crescita e di rafforzare la propria resilienza in uno scenario internazionale complesso. La vicinanza tra la presidenza irlandese e quella italiana, prevista nel primo semestre del 2028, offre inoltre l’opportunità di garantire continuità e consolidare ulteriormente il partenariato politico».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quale contributo possono offrire insieme nel rapporto tra Europa e Stati Uniti?<br></strong>«Il contributo di Italia e Irlanda nasce dalla complementarità delle rispettive economie e dal ruolo che i due Paesi svolgono sul piano internazionale. Grazie agli storici legami culturali e migratori e alla presenza di importanti multinazionali statunitensi, l’Irlanda occupa una posizione particolare nel rapporto tra Unione europea e Stati Uniti e può favorire il dialogo transatlantico. L’Italia, da parte sua, possiede una forte vocazione commerciale e un patrimonio di competenze industriali, tecnologiche e manageriali che rappresentano un elemento di forza per l’intero sistema europeo».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali settori presentano il maggiore potenziale di crescita?<br></strong>«Le opportunità principali riguardano innovazione, alta tecnologia e farmaceutica. L’Irlanda è uno dei maggiori poli internazionali per la trasformazione digitale, la ricerca e le startup, mentre l’Italia può offrire competenze industriali, tecnologiche e manageriali altamente qualificate. Nel farmaceutico esiste già una forte integrazione tra le due economie. L’obiettivo è consolidare questa collaborazione favorendo nuove partnership tra imprese, investitori e centri di ricerca. La visita del viceministro Valentino Valentini nel marzo 2025 ha rappresentato un passaggio importante in questa direzione e la presidenza irlandese dell’Ue potrà offrire ulteriori occasioni di confronto bilaterale».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanto contano università, ricerca e mobilità delle competenze?<br></strong>«La collaborazione tra università, la mobilità dei ricercatori e lo scambio di competenze possono incidere significativamente sul rafforzamento dei rapporti tra Italia e Irlanda. Ricerca e innovazione sono elementi fondamentali per la crescita e la competitività di entrambi i Paesi. In questa prospettiva si inserisce la prima Giornata della Ricerca italiana in Irlanda, organizzata dall’Ambasciata e dall’Istituto Italiano di Cultura di Dublino. L’iniziativa ha riunito docenti e ricercatori italiani presenti nelle università e nei centri di ricerca irlandesi, con l’obiettivo di favorire la conoscenza reciproca e creare una rete di contatti che possa diventare un punto di riferimento anche per le controparti italiane».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/roma-e-dublino-asse-europeo-per-industria-innovazione-e-scambi-parla-lambasciatore-fraganello/">Roma e Dublino, asse europeo per industria, innovazione e scambi. Parla l&#8217;Ambasciatore Fraganello</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Fisco, la digitalizzazione accelera la lotta all&#8217;evasione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La digitalizzazione del fisco riaccende il dibattito sulla riforma fiscale: confronto su lotta all'evasione, Irpef, cloud dei dati e intelligenza artificiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/riforma-fiscale-digitalizzazione-lotta-evasione/">Fisco, la digitalizzazione accelera la lotta all’evasione</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La digitalizzazione sta cambiando il rapporto tra fisco, contribuenti e imprese, rafforzando gli strumenti di contrasto all&#8217;evasione ma aprendo anche nuove sfide sul fronte della sicurezza dei dati e della regolamentazione delle tecnologie. Nei primi sei mesi del 2026 l&#8217;allineamento tra Pos e registratori telematici ha fatto emergere quasi 9,1 miliardi di euro di imponibile e circa 160 milioni di scontrini in più, un risultato che potrebbe tradursi in circa 1,6 miliardi di euro di gettito Iva aggiuntivo, anche se al momento si tratta di una stima potenziale. In questo contesto si inserisce anche il confronto parlamentare sul Correttivo Fiscale Omnibus, destinato ad accompagnare il percorso della riforma tributaria.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nel corso di <em>Largo Chigi</em>, format di Urania News, <strong>Andrea de Bertoldi</strong>, componente della Commissione Finanze della Camera per la Lega, il processo di innovazione dovrà proseguire puntando sulla compliance e su un rapporto più efficace tra amministrazione finanziaria e contribuente. «Il governo intende proseguire la digitalizzazione del fisco, siamo già molto attenti a questo tema. Così che il sistema fiscale possa guadagnare maggiore compliance, migliorando il dialogo col contribuente ed evitando l&#8217;evasione. L&#8217;Intelligenza Artificiale aiuta molto nel percorso di innovazione e individua i contribuenti meno affidabili».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Secondo il parlamentare, il contrasto all&#8217;evasione richiede anche una maggiore cooperazione internazionale per intercettare fenomeni che sfuggono alle singole amministrazioni nazionali. «Fondamentale comunque internazionalizzare e mettere in comune i processi di cui parliamo, per raggiungere meglio anche le multinazionali, che a volte non si riescono a tassare a livello nazionale».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sul fronte della riforma fiscale, de Bertoldi conferma che è allo studio una riduzione dell&#8217;aliquota Irpef massima per alcuni redditi. «Posso dire che è allo studio l&#8217;abbassamento dell&#8217;aliquota Irpef dal 43% al 33% per i redditi medi». Allo stesso tempo ritiene fisiologico che il completamento della riforma possa essere accompagnato da una misura di definizione delle posizioni fiscali pregresse. «È normale che alle riforme fiscali, come quella che abbiamo avviato, si affianchi una sanatoria, che va fatta per i contribuenti onesti. Mi auguro venga concretizzata una volta conclusa la riforma».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Una proposta analoga sul fronte Irpef arriva anche da <strong>Luigi Marattin</strong>, segretario nazionale del Partito Liberaldemocratico e ospite della puntata, che però lega la riduzione dell&#8217;aliquota esclusivamente alle maggiori entrate derivanti dal recupero dell&#8217;evasione e a una revisione della spesa pubblica. «Ogni euro recuperato dall&#8217;evasione non deve aumentare la spesa pubblica. Dal recupero dell&#8217;evasione raccoglieremo circa 1,8-2 miliardi, secondo noi da destinare all&#8217;abbassamento, dal 43% al 33%, dell&#8217;aliquota Irpef per i redditi tra 50mila e 60mila euro».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Marattin propone inoltre una revisione complessiva del sistema tributario attraverso il superamento di detrazioni e deduzioni fiscali e una progressiva riduzione della spesa pubblica. L&#8217;obiettivo, spiega, sarebbe utilizzare le risorse liberate per abolire l&#8217;Irap, azzerare l&#8217;Ires sugli utili reinvestiti nelle imprese e proseguire con la riduzione dell&#8217;Irpef a favore del ceto medio.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La trasformazione digitale coinvolge però anche gli strumenti utilizzati quotidianamente dagli esercenti. <strong>Gabriella Criscuolo</strong>, presidente di Comufficio, nel suo intervento richiama l&#8217;attenzione sulla necessità di coniugare innovazione, affidabilità e sicurezza informatica. «Al fine di digitalizzare i pagamenti negli esercizi commerciali sono nate le interfacce di semplificazione, che producono documenti commerciali per fatture e corrispettivi. Siccome però i relativi dati vanno trasferiti all&#8217;Agenzia delle Entrate, andava scongiurato il rischio che le comunicazioni mancassero di sicurezza e veridicità».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per questo motivo è stato introdotto anche il software di cassa, destinato a entrare pienamente in funzione tra la fine del 2026 e l&#8217;inizio del 2027. Secondo Criscuolo, la nuova soluzione garantirà una maggiore affidabilità dei dati, ma resta aperta la questione dei software sviluppati all&#8217;estero, che potrebbero generare criticità nella trasmissione delle informazioni fiscali. «Come Comufficio chiediamo chiarezza e semplificazione. Siamo aperti alla digitalizzazione ma con attenzione, entra in gioco il tema della cyber-sicurezza».</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Particolare attenzione viene riservata anche alla gestione dei dati nel cloud. L&#8217;associazione ritiene infatti che le informazioni fiscali degli esercenti debbano essere custodite all&#8217;interno di infrastrutture pubbliche nazionali. «Se i dati degli esercenti vanno nel cloud ci vogliono garanzie, che possono ridursi nel caso le aziende che forniscono il cloud siano estere. Preferiamo che il cloud per i dati degli esercenti sia gestito dallo Stato».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La puntata integrale di Largo Chigi</em></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Largo Chigi | Fisco digitale: tutte le novità" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/3Y-Ai2COdOs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>Campo largo, nuove tensioni: Kiev divide M5S e PD</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/pd-m5s-ucraina-scontro-politica-estera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 15:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le parole di Elly Schlein sul sostegno all'Ucraina riaprono le distanze con il M5S. Conte insiste su negoziato, stop al riarmo e nuova linea europea.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La guerra in Ucraina torna a mettere sotto pressione gli equilibri del campo largo. Le ultime dichiarazioni della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, hanno infatti riacceso le divergenze con il Movimento 5 Stelle, riportando al centro del dibattito le differenti visioni sulla politica estera e sul sostegno a Kiev.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intervistata dal <em>Foglio</em>, Schlein ha ribadito la posizione del Pd, rivendicando il sostegno all&#8217;Ucraina fin dall&#8217;inizio del conflitto. «Abbiamo votato convintamente per aiutare l&#8217;Ucraina a difendersi con tutti i mezzi a disposizione» e il Partito democratico «continuerà come ha sempre fatto», ha dichiarato. Parole che hanno raccolto il consenso dell&#8217;area riformista del partito, ma che hanno provocato una pronta replica da parte dei pentastellati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rispondere è stato il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli, che ha invocato un cambio di strategia dopo oltre quattro anni di guerra. «Noi abbiamo un&#8217;idea molto chiara: Einstein diceva che la stupidità è rifare sempre le stesse cose sperando di avere un risultato diverso. Credo che serva, dopo quattro anni e mezzo di guerra e nessun risultato, un elemento di discontinuità», ha affermato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La posizione del Movimento, spiegano fonti interne, resta invariata. Giuseppe Conte sarebbe determinato a mantenere la linea seguita finora e, in caso di un futuro ingresso al governo, punterebbe a imprimere una svolta alla politica estera italiana ed europea. Tra gli obiettivi indicati figurano il rilancio di un&#8217;iniziativa negoziale sul conflitto in Ucraina, una ferma condanna del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu e il pieno riconoscimento dei diritti del popolo palestinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a questi temi resta centrale l&#8217;opposizione al riarmo europeo. Secondo le stesse fonti, un eventuale coinvolgimento del Movimento in una futura maggioranza avrebbe senso solo se accompagnato da un cambio di indirizzo rispetto alle politiche adottate negli ultimi anni. L&#8217;obiettivo, sostengono, sarebbe rafforzare il ruolo della diplomazia europea, interrompere quella che definiscono una «escalation militare» e promuovere un assetto internazionale multipolare. Una posizione che, precisano, non implica alcuna «acquiescenza nei confronti di Putin».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le dichiarazioni di Schlein, dunque, non sembrano aver modificato l&#8217;impostazione del Movimento 5 Stelle, che continua a considerare la politica estera uno dei principali elementi distintivi della propria azione politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attenzione dei pentastellati sul dossier internazionale si è riflessa anche nell&#8217;attività parlamentare. Nei giorni scorsi Conte ha partecipato ai lavori della Commissione alla Camera durante l&#8217;audizione dei ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani sul recente vertice Nato, mentre il Movimento ha utilizzato il question time per chiedere chiarimenti al ministro dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti sul programma europeo Safe.</p>
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		<title>Piscine, stretta sulla sicurezza: cosa cambia con il decreto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 14:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sicurezza delle piscine si prepara a cambiare con nuove regole più severe. La Camera ha approvato un emendamento al Decreto Sport.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La sicurezza delle piscine si prepara a cambiare con nuove regole più severe. Dopo i gravi incidenti che nelle ultime settimane hanno coinvolto bambini e ragazzi, la Camera ha approvato con un ampio consenso bipartisan un emendamento al decreto Sport che introduce standard più stringenti per gli impianti pubblici, privati aperti al pubblico e a uso collettivo. L&#8217;obiettivo è ridurre il rischio di incidenti causati dal cosiddetto &#8220;effetto ventosa&#8221;, responsabile di alcune delle tragedie più recenti.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La novità principale riguarda i <strong>sistemi di ricircolo dell&#8217;acqua. Bocchettoni, griglie di fondo e prese di aspirazione dovranno essere progettati e installati in modo da impedire la formazione di vortici</strong> capaci di intrappolare capelli, arti o altre parti del corpo dei bagnanti. Gli impianti che non rispetteranno i nuovi requisiti saranno costretti a sospendere immediatamente l&#8217;attività fino all&#8217;adeguamento alle norme di sicurezza.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il provvedimento prevede anche un sostegno economico agli enti pubblici. È stato infatti istituito un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato a finanziare gli interventi di messa a norma delle piscine pubbliche, così da favorire l&#8217;adeguamento senza gravare interamente sui gestori.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tra le misure approvate compare inoltre l&#8217;obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni, una disposizione pensata anche per ridurre il rischio che i capelli possano essere trascinati dai sistemi di aspirazione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;intervento normativo arriva dopo una serie di episodi che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza degli impianti natatori. Tra questi, la morte della bambina di 11 anni rimasta incastrata con i capelli nel sistema di aspirazione di una piscina a Sestri Levante, il caso della bambina del Trevigiano rimasta bloccata con una gamba nella pompa di ricircolo e il decesso di un dodicenne in una piscina di Rimini. Le nuove disposizioni rappresentano una risposta immediata in attesa dell&#8217;approvazione di una disciplina organica sulla sicurezza delle piscine, attualmente all&#8217;esame del Parlamento.</p>
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		<title>Acqua bene primario, a rischio, al centro delle policy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 12:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel Mediterraneo l’acqua sta diventando una questione di sicurezza, sviluppo e potere. Siccità, eventi estremi e cambiamenti climatici mettono sotto pressione.</p>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nel Mediterraneo l’acqua sta diventando una questione di sicurezza, sviluppo e potere. Siccità, eventi estremi e cambiamenti climatici mettono sotto pressione agricoltura, energia, industria e città, soprattutto lungo la sponda Sud. Ma il problema non è soltanto ambientale: riguarda la stabilità dei territori, i rapporti tra gli Stati e la capacità di attrarre investimenti. Per la politica la sfida è garantire infrastrutture più efficienti, ridurre sprechi e vulnerabilità e costruire nuove forme di cooperazione tra Paesi che condividono gli stessi rischi. Allo stesso tempo, la gestione dell’acqua può diventare una leva per la blue economy, attraverso riutilizzo, desalinizzazione, innovazione e reti digitali. A settembre Roma ospiterà il primo Forum Euromediterraneo dell’Acqua. Un appuntamento per capire se questa risorsa sarà un nuovo terreno di competizione o uno spazio di collaborazione tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Questi i temi affrontati nell&#8217;ultima puntata di <em>Largo Chigi</em>, il talk curato da The Watcher Post e in onda su Urania News.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Acqua e geopolitica</strong><br>Secondo <strong>Maria Spena</strong>, del Forum Euromediterraneo dell&#8217;Acqua, &#8220;Al grave problema dei cambiamenti climatici con gli eventi estremi connessi, si aggiunge la piaga della scarsità idrica nelle terre di conflitto bellico. Pensiamo ad esempio all&#8217;Africa, dove spesso manca acqua potabile. Gli interventi strategici sulle criticità di queste aree vanno condivisi all&#8217;interno dell&#8217;area euromediterranea, che comprende 43 Paesi tra Europa, Balcani, Nord Africa e Medio Oriente, quindi stiamo parlando di una prospettiva quasi globale. Va considerato che nel 2050, il 65% della popolazione euromediterranea sarà concentrata nel Nord Africa e nel Medio Oriente. Da lì si prevedono flussi migratori intensi dovuti allo stress climatico che provoca mancanza d&#8217;acqua o eccesso d&#8217;acqua. I temi idrici trasversali verranno affrontati in Italia nel Forum Euromediterraneo dell&#8217;acqua, dal 29 settembre al 2 ottobre alla Nuvola. Cercheremo di condividere le scelte strategiche con i 43 Paesi del quadrante, presentando loro il lavoro del governo italiano sulle infrastrutture idriche, sul Piano Nazionale del sistema idrico e sul Piano invasi multi-funzionale che riqualifica ciò che già esiste. Al Forum ci sarà un tavolo riguardante le scelte per il futuro con i Ceo delle filiere idriche tech, della finanza e della Blue Economy; il 30 settembre è in programma un tavolo dedicato agli impegni concreti da portare a termine. Dopo il meeting in Italia una piattaforma ad hoc seguirà gli sviluppi connessi alle decisioni prese, attraverso gli otto ministeri coinvolti. Intanto prosegue l&#8217;impegno del Piano Mattei, molto legato alle questioni euromediterranee di cui abbiamo detto. In tal senso giocano un ruolo i progetti in Tunisia, Algeria e Marocco&#8221;.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;acqua in realtà non manca in Italia</strong><br>&#8220;L&#8217;Italia è un Paese idricamente felice, nell&#8217;ultimo anno sono caduti oltre 300 mld di metri cubi. Le piogge bastano ma l&#8217;acqua che cade non la sappiamo trattenere, va a finire in mare e si crea un problema idrico nei periodi di maggior siccità, dove assistiamo a volte ad abbattimento di bestiame. Nel nostro Paese, periodi siccitosi e di pioggia si alterneranno in modo strutturale, questo lo scenario futuro. Ecco perché è doveroso investire in politiche di prevenzione idrica. Altrimenti saranno intensi i danni per le future generazioni. In sostanza, l&#8217;acqua c&#8217;è ma è gestita male. Noi come ANBI siamo riusciti a utilizzare tutte le risorse del Pnrr e abbiamo presentato 277 progetti volti all&#8217;aumento delle risorse idriche. Per l&#8217;aumento della risorsa idrica si andrebbero a impiegare 7 miliardi di euro, utili ad avere 1 miliardo di metri cubi in più all&#8217;anno di acqua, affrontando i cambiamenti climatici. Nel nord vanno prevenute le alluvioni, al centro va migliorata la distribuzione dell&#8217;acqua e al sud va affrontata la mancanza d&#8217;acqua. I progetti presentati sono già cantierabili, bisogna solo finanziarli&#8221;, ha sottolineato <strong>Caterina Truglia</strong>, Vice Direttrice <em>ANBI</em>.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Acqua e politiche strategiche: mare, suolo, sottosuolo</strong><br>&#8220;Sui problemi idrici è necessaria una visione di ampio respiro, in merito il governo ha creato una cabina di regia a lungo termine che lavora a provvedimenti dedicati. Il tema dello spreco di acqua coinvolge anche le aziende idriche nel garantire maggiore sicurezza ma va tenuto a mente che la gestione idrica si pianifica su tre livelli: il mare, dove l&#8217;acqua va a finire, ma anche in ottica di garanzia delle navigazioni e dei commerci; le acque interne dolci; il sottosuolo marino, un elemento su cui il governo è impegnato perché anche da lì passano le infrastrutture strategiche. Gli investimenti sono importantissimi, il governo sta portando avanti la riforma dei porti, con l&#8217;idea di creare una governance strutturale, attraverso una società che convogli gli investimenti in modo organico e organizzato&#8221;. Così <strong>Maria Grazia Frijia</strong> (FdI), membro Commissione Trasporti alla Camera.</p>
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		<title>Legittima difesa, la Lega propone una riforma, Forza Italia frena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Lega presenta una proposta per ampliare la legittima difesa dopo il caso Roggero. Forza Italia invita alla prudenza, Fratelli d'Italia punta sulla grazia, opposizioni all'attacco.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il caso di Mario Roggero continua a dividere il centrodestra e riporta al centro del dibattito il tema della legittima difesa. Dopo la conferma definitiva della condanna a 14 anni e 9 mesi per il gioielliere di Grinzane Cavour, riconosciuto colpevole dell&#8217;uccisione di due rapinatori in fuga, la Lega accelera su due fronti: da un lato sostiene la richiesta di grazia, dall&#8217;altro presenta una proposta di legge per modificare l&#8217;attuale disciplina sulla legittima difesa. Un&#8217;iniziativa che, però, non convince gli alleati di Forza Italia, mentre Fratelli d&#8217;Italia punta soprattutto sulla concessione della grazia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la raccolta di firme a sostegno del provvedimento di clemenza, arrivata a quota 120 mila adesioni, Matteo Salvini è tornato a fare visita a Roggero nel carcere di Bollate. Nella stessa struttura si è recato anche il presidente dei deputati di Fratelli d&#8217;Italia, Galeazzo Bignami, che ha annunciato l&#8217;avvio di una raccolta di firme tra tutti i parlamentari della maggioranza per sostenere la richiesta di grazia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, il Carroccio ha depositato in Senato una proposta di legge, a prima firma di Claudio Borghi, che punta ad ampliare le ipotesi di non punibilità nei casi di reazione a un&#8217;aggressione armata avvenuta all&#8217;interno della propria abitazione o della propria attività commerciale. Il testo prevede che la reazione possa essere considerata legittima indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi impiegati, purché l&#8217;aggressione sia in atto, il pericolo persista e la condotta mantenga carattere difensivo. Se approvata, la nuova disciplina verrebbe applicata anche al caso Roggero, che potrebbe così beneficiare dell&#8217;abolizione del reato senza dover attendere l&#8217;esito della domanda di grazia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta, tuttavia, incontra le perplessità degli altri partiti della coalizione. Forza Italia invita alla prudenza e ritiene necessario evitare modifiche legislative dettate dall&#8217;emotività di singoli fatti di cronaca. Il capogruppo alla Camera Paolo Barelli sottolinea come ogni intervento debba mantenere equilibrio e prospettiva, mentre il collega Enrico Costa ribadisce il sostegno alla richiesta di grazia, ma prende le distanze dalla proposta di modifica della normativa, osservando che il partito non è disposto ad approvarla nella formulazione presentata dalla Lega.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fratelli d&#8217;Italia, invece, concentra l&#8217;attenzione soprattutto sulla vicenda personale del gioielliere. Dopo che Giorgia Meloni aveva espresso dubbi sulla proporzionalità della pena inflitta, Bignami ha ribadito che quasi quindici anni di carcere rappresentano una sanzione eccessiva rispetto ai fatti e auspica che Roggero possa riabbracciare presto la famiglia attraverso la concessione della grazia, ricordando che la decisione finale spetta esclusivamente al Presidente della Repubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Salvini continua intanto a fare della vicenda un tema politico. Il vicepremier ha assicurato che non intende abbandonare Roggero e ha confermato il sostegno del partito anche sul piano legale, attraverso l&#8217;impegno di alcuni parlamentari della Lega. Secondo il leader del Carroccio, il caso rappresenta un simbolo della necessità di rafforzare il diritto dei cittadini a difendersi durante una rapina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di segno opposto le reazioni delle opposizioni. Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e +Europa accusano la maggioranza di utilizzare la vicenda per finalità politiche. Giuseppe Conte sostiene che modificare la normativa eliminando il principio di proporzionalità significherebbe trasformare la legittima difesa in una forma di vendetta privata. Riccardo Magi parla del rischio di introdurre una sorta di licenza di uccidere, mentre Walter Verini giudica grave il tentativo di inseguire posizioni sempre più radicali sul terreno della sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano istituzionale, resta aperto il percorso della domanda di grazia presentata dalla famiglia Roggero. Dopo l&#8217;avvio dell&#8217;istruttoria disposto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, la pratica dovrà essere trasmessa alla Procura generale della Corte d&#8217;Appello di Torino e successivamente al magistrato di sorveglianza di Milano. L&#8217;ultima parola, come previsto dalla Costituzione, spetterà comunque al Capo dello Stato.</p>
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