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	<title>Politica - The Watcher Post</title>
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	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Nov 2026 13:51:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>InCE: Caiata confermato per il terzo mandato da presidente della Commissione economica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 10:50:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salvatore Caiata, presidente dell'InCE in prossimità della riunione assembleare dell'Iniziativa Centro-Europea che si sta tenendo nel parlamento rumeno di Bucharest. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/ince-caiata-confermato-per-il-terzo-mandato-da-presidente-della-commissione-economica/">InCE: Caiata confermato per il terzo mandato da presidente della Commissione economica</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">«Con profondo orgoglio, ma soprattutto con un grande senso di responsabilità, ho accolto la riconferma alla guida della Commissione per gli affari economici dell&#8217;InCE (<a href="https://internazionale.camera.it/delegazioni/ince/composizione?leg=19">Iniziativa centro europea</a>). Si tratta di un risultato che va ben oltre la consuetudine istituzionale». Così, in una nota, l&#8217;onorevole <strong>Salvatore Caiata</strong>, presidente dell&#8217;InCE in prossimità della riunione assembleare dell&#8217;Iniziativa Centro-Europea che si sta tenendo nel parlamento rumeno di Bucharest. </p>



<p class="wp-block-paragraph">«La mia nomina &#8211; spiega il parlamentare eletto in Basilicata &#8211; assume un significato eccezionale e rappresenta un unicum nella storia recente dell&#8217;organizzazione: lo statuto dell&#8217;InCE, infatti, <strong>non prevede la rielezione per un terzo mandato consecutivo</strong>. Tuttavia, a fronte del lavoro svolto negli ultimi anni e delle sfide economiche cruciali che il quadrante centro-europeo si trova ad affrontare, i delegati di tutti i Paesi membri, riconoscendo l&#8217;importante lavoro svolto nel mio ruolo di presidente, come l&#8217;iniziativa svolta a Matera per la ricostruzione dell&#8217;Ucraina, hanno voluto superare la prassi statutaria». </p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/tra-crisi-nel-golfo-e-interessi-economici-la-visita-di-caiata-negli-emirati-energia-sicurezza-e-investimenti-nella-nuova-fase-della-relazione/">Caiata</a>, «questa deroga eccezionale alla regola del doppio mandato non è solo un riconoscimento personale, ma il frutto di una fiducia straordinaria e unanime che la Commissione ha voluto tributare al lavoro di mediazione, sviluppo e cooperazione economica portato avanti in questi anni. Il fatto che la nomina sia avvenuta per acclamazione diretta, senza alcuna divisione, mi riempie di gratitudine e mi spinge a dare il massimo per consolidare il ruolo strategico dell&#8217;InCE nel dialogo tra l&#8217;Europa occidentale e i Paesi dell&#8217;Europa centro-orientale e balcanica per la mia Nazione e per il Governo Meloni», conclude il deputato di FdI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Iniziativa Centro Europea (InCE) è un forum intergovernativo nato nel 1989 su impulso dell’allora ministro Gianni De Michelis, che individuò nell’integrazione dei Paesi appartenenti al blocco sovietico una condizione fondamentale per garantire la stabilità del continente europeo. L’organizzazione riunisce oggi 17 Stati membri, Albania, Bielorussia*, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Italia, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina, Ungheria. Il 25 marzo 2022, in seguito al coinvolgimento di Minsk nell’aggressione russa all’Ucraina, l’InCE ha approvato all’unanimità, su iniziativa della presidenza bulgara di turno, la sospensione dei diritti di rappresentanza della Bielorussia, che conserva comunque formalmente lo status di Paese membro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si intuisce, la questione ucraina, i disordini nei Balcani e il continuo lavoro di avvicinamento dei Paesi non storicamente nel blocco occidentale attualmente impegnano molto l&#8217;InCE, che in Italia ha un importante baricentro. A Trieste infatti ha sede il Segretariato generale, che ne costituisce la struttura di riferimento sul piano governativo. Attraverso il coordinamento tra i rappresentanti degli Stati aderenti, l’InCE sostiene e gestisce progetti e risorse finanziarie destinati a rafforzare la collaborazione regionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/11/Caiata-2-1024x512.jpeg" alt="" class="wp-image-70062" srcset="https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/11/Caiata-2-1024x512.jpeg 1024w, https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/11/Caiata-2-300x150.jpeg 300w, https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/11/Caiata-2-768x384.jpeg 768w, https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/11/Caiata-2-1536x768.jpeg 1536w, https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/11/Caiata-2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Campo largo, Conte chiede garanzie su Renzi: il nodo del futuro governo</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/conte-renzi-campo-largo-garanzie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 16:36:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Conte chiede garanzie sul ruolo di Renzi nel campo largo. Il confronto riguarda le candidature e gli equilibri di un eventuale governo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il programma elettorale del campo largo prende forma, ma restano da sciogliere le tensioni tra <strong>Giuseppe Conte e Matteo Renzi</strong>. Al centro del confronto ci sono le garanzie richieste dal Movimento 5 Stelle sul ruolo che il leader di Italia viva potrebbe assumere in un eventuale governo di centrosinistra, oltre alla sua possibile candidatura alle prossime elezioni politiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Su Matteo Renzi non ci sono veti personali, ma senza garanzie non ci stiamo». È la posizione che Conte avrebbe ribadito negli ultimi giorni a <strong>Elly Schlein</strong>. Il presidente del M5S, pur avendo attenuato la propria contrarietà alla presenza di Renzi nella coalizione, continua a sollevare dubbi sull&#8217;affidabilità politica dell&#8217;ex presidente del Consiglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conte vuole evitare un nuovo caso come quello del 2021</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le riserve del leader pentastellato risalgono alla crisi del gennaio 2021, quando Renzi ritirò il sostegno al secondo governo Conte, contribuendo alla sua caduta e aprendo la strada all&#8217;esecutivo guidato da Mario Draghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per evitare che una situazione analoga possa ripetersi, Conte punta a ottenere precise garanzie politiche. L&#8217;obiettivo è impedire che Renzi possa esercitare una sorta di <strong>«golden share»</strong> sulla futura maggioranza, condizionandone la tenuta e le decisioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione assume particolare rilievo alla luce dei sondaggi che, secondo la ricostruzione, attribuirebbero a Italia viva la possibilità di conquistare <strong>tra quattro e otto parlamentari</strong> alle prossime elezioni. Un gruppo numericamente limitato, ma potenzialmente decisivo per gli equilibri della coalizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche gli attacchi rivolti da esponenti del M5S a Renzi continuano a pesare sui rapporti tra i due leader, soprattutto per le conseguenze che potrebbero avere sull&#8217;immagine politica di Conte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le garanzie richieste dal Movimento 5 Stelle</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto riguarda anche la composizione delle liste elettorali. Una delle richieste avanzate dal Movimento 5 Stelle sarebbe quella di <strong>escludere Renzi dal listino di maggioranza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime richieste pentastellate sarebbero già state rivolte ad <strong>Andrea Marcucci e Raffaella Paita</strong>, rispettivamente alla Camera e al Senato per Italia viva. Tra le questioni sollevate figura anche l&#8217;aggiornamento dell&#8217;ex presidente del Consiglio sulla definizione delle garanzie politiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Renzi ha tuttavia chiarito di non voler rinunciare alla possibilità di tornare in Parlamento, rivendicando la scelta di candidarsi attraverso il consenso elettorale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non sarò candidato nel listino di maggioranza per mia scelta: l&#8217;ho detto sei mesi fa, non ieri. Se tornerò in Parlamento, lo farò con i miei voti, non con l&#8217;aiutino dei 5 Stelle o del Pd», ha dichiarato al <em>Corriere della Sera</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Renzi: nessuna richiesta di ministeri, ma rivendica un ruolo politico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Resta aperta anche la questione della presenza di Renzi in un eventuale esecutivo di centrosinistra. Conte non gli avrebbe chiesto espressamente di rinunciare a un incarico di governo, mentre nel Movimento 5 Stelle alcuni esponenti preferirebbero evitare che l&#8217;ex premier torni a ricoprire un ruolo ministeriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Renzi ha risposto ricordando di aver già escluso l&#8217;intenzione di chiedere un ministero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non mi interessa fare il ministro. Non voglio Salvini al Viminale e la Meloni al Quirinale», ha affermato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il leader di Italia viva, la priorità resta la costruzione di un&#8217;alternativa elettorale al centrodestra. In questa prospettiva ha rilanciato l&#8217;idea di unire le diverse componenti centriste del campo largo, citando anche la possibilità di una <strong>«Lista Sil-via Salis»</strong>, con riferimento alla sindaca di Genova.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Programma entro novembre, primarie a febbraio</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni</strong> hanno concordato le principali tappe della preparazione elettorale: il programma della coalizione dovrebbe essere definito entro novembre, prima di Natale è prevista una manifestazione unitaria e a febbraio dovrebbero svolgersi le primarie.</p>
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		<title>Autotrasporto, Peron (FIAP): «Bene le risorse, ma servono riforme strutturali»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 10:36:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l'incontro con Salvini, il segretario generale della Federazione italiana autotrasportatori professionali chiede interventi sui contratti e una strategia industriale per la logistica. «I ristori non bastano, ora gli impegni diventino fatti».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/autotrasporto-peron-fiap-bene-le-risorse-ma-servono-riforme-strutturali/">Autotrasporto, Peron (FIAP): «Bene le risorse, ma servono riforme strutturali»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Intervista di Alessandro Caruso pubblicata il 23/10/&#8217;26 su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caro gasolio mette sotto pressione l&#8217;autotrasporto italiano, alimentando proteste e tensioni lungo le filiere produttive. L&#8217;interlocuzione col Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha portato nuove rassicurazioni sulle risorse destinate al comparto, ma restano aperti i nodi strutturali di un settore composto prevalentemente da piccole imprese.<strong> Alessandro Peron</strong>, segretario generale di FIAP, la Federazione italiana autotrasportatori professionali, rivendica i risultati del confronto con il ministro Matteo Salvini, prende le distanze dai blocchi organizzati nel Mezzogiorno e sollecita una politica industriale capace di rafforzare la competitività della logistica nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Partiamo dall&#8217;incontro con Salvini. Quali risultati avete ottenuto e quanto siete soddisfatti degli impegni del Governo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le undici associazioni nazionali sono uscite soddisfatte, senza divisioni. Era un incontro che chiedevamo da mesi, in continuità con quello del 22 maggio. Il nodo principale riguardava i tempi di erogazione delle risorse già concordate. Il ministro si è impegnato a sbloccare i 430 milioni previsti per il credito d&#8217;imposta sul gasolio, portati a 480 milioni per coprire il 70% dei maggiori costi. Sono stati confermati anche i 590 milioni per il rinnovo dei veicoli, lo sblocco degli incentivi per il trasferimento delle merci dalla strada al mare e ulteriori 60 milioni per fronteggiare i rincari di settembre e ottobre. Parliamo di oltre un miliardo di risorse. È un cambio di passo importante, ma adesso gli impegni devono tradursi in fatti».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Eppure nel Mezzogiorno proseguono blocchi e proteste. Come spiegate questa distanza tra le associazioni nazionali e una parte degli operatori?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le difficoltà delle imprese sono reali, ma occorre distinguere le rivendicazioni legittime dalle modalità della protesta. Il ministro ha incontrato anche alcune sigle autonome, che però non hanno ottenuto risultati ulteriori rispetto a quelli già concordati con le organizzazioni nazionali. Oggi assistiamo a fermi locali, spesso privi di coordinamento. Un imprenditore ha il diritto di fermarsi, non di impedire agli altri di lavorare. Il 99% delle imprese vuole continuare l&#8217;attività. Abbiamo chiesto l&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ordine contro blocchi e intimidazioni. Le istituzioni devono evitare di alimentare aspettative irrealistiche in persone che stanno attraversando difficoltà economiche molto serie».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il caro gasolio resta il problema principale. Perché gli strumenti esistenti non riescono a proteggere tutte le imprese?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Dal 2022 esiste una clausola che permette di trasferire alla committenza i maggiori costi del carburante. Il problema è che non tutti riescono ad applicarla. Le imprese più strutturate hanno maggiore forza contrattuale, quelle piccole spesso non dispongono degli strumenti necessari. In Italia abbiamo circa 90mila imprese di autotrasporto, 45mila con meno di tre dipendenti e 85mila con meno di quindici. È un tessuto estremamente frammentato, che fatica a negoziare con i clienti. Per questo abbiamo chiesto di rendere la clausola più automatica ed efficace, sul modello spagnolo. Salvini si è impegnato a <a href="https://www.mit.gov.it/comunicazione/news/autotrasporto-dal-governo-nuove-misure-contro-il-caro-gasolio">intervenire rapidamente</a>. Ma serve anche una crescita della cultura imprenditoriale: non si può continuare a lavorare sottocosto».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oltre ai ristori, quali interventi strutturali chiedete al Governo, anche in vista della legge di Bilancio?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Dobbiamo superare la logica dei sostegni a pioggia e inserire l&#8217;autotrasporto in una vera <a href="https://www.thewatcherpost.it/trasporti/trasporti-ue-crisi-energetica-rivoluzione-tecnologica/">visione industriale</a> del Paese. Le nostre filiere manifatturiere e agroalimentari, composte soprattutto da piccole e medie imprese, hanno bisogno di una logistica efficiente per competere ed esportare. Oggi la rapidità della consegna è diventata un fattore determinante nelle scelte dei consumatori. Se non rafforziamo la logistica, perdiamo competitività come sistema Paese. I ristori servono a curare la febbre, ma dobbiamo affrontare anche le cause della malattia».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In questa prospettiva, la transizione ecologica rappresenta un&#8217;opportunità o un ulteriore costo per le imprese?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«La sostenibilità ambientale, sociale ed economica è una trasformazione inevitabile. Le imprese sono pronte a investire, ma hanno bisogno di una direzione chiara. In Italia parliamo continuamente di neutralità tecnologica, senza costruire le infrastrutture necessarie per scegliere davvero tra elettrico, biocarburanti e altre soluzioni. Io credo che dalla neutralità si debba passare alla pluralità tecnologica: individuare le tecnologie, investire nelle infrastrutture e lasciare agli imprenditori la possibilità di scegliere. Senza questa visione, la neutralità rischia di significare immobilismo».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali saranno adesso i prossimi passi del confronto con il Governo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ci auguriamo che il dialogo diventi stabile, possibilmente mensile. Le proteste al Sud sono anche il risultato della distanza che si è creata tra istituzioni e imprese. Un confronto più continuo aiuterebbe a prevenire nuove tensioni. Il tavolo del 27 ottobre a Palazzo Chigi è invece un appuntamento distinto, dedicato al rapporto tra autotrasportatori e committenza e alla trasparenza contrattuale. Sul fronte delle risorse, alcuni crediti d&#8217;imposta sono già in lavorazione e altre misure partiranno dal primo gennaio 2027. Le scadenze sono definite, ma continueremo a vigilare affinché tutto venga rispettato».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/autotrasporto-peron-fiap-bene-le-risorse-ma-servono-riforme-strutturali/">Autotrasporto, Peron (FIAP): «Bene le risorse, ma servono riforme strutturali»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Caro carburanti, La Pietra: «Difendiamo le imprese, ora l&#8217;Europa faccia la sua parte»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 09:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sottosegretario all’Agricoltura interviene sui rincari energetici, sulle proteste e sulle difficoltà dell’agroalimentare. La priorità è l’emergenza del caro gasolio, ma sullo sfondo ci sono anche i contratti filiera e il negoziato sulla nuova Pac.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/caro-carburanti-la-pietra-difendiamo-le-imprese-ora-leuropa-faccia-la-sua-parte/">Caro carburanti, La Pietra: «Difendiamo le imprese, ora l’Europa faccia la sua parte»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caro carburanti e le proteste degli autotrasportatori stanno mettendo in difficoltà l’agroalimentare italiano, con pesanti ripercussioni sulla produzione e sulla distribuzione. Tra rincari, problemi di approvvigionamento e margini sempre più ridotti, il settore chiede risposte concrete. <strong>Patrizio La Pietra</strong>, sottosegretario all’Agricoltura, fa il punto sulle misure del Governo per sostenere le imprese e rafforzare la competitività delle filiere, senza perdere di vista la partita europea sulla nuova PAC.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le proteste degli agricoltori, soprattutto nel Mezzogiorno, riportano al centro costi crescenti e margini sempre più ridotti. Quanto è grave la situazione e come sta intervenendo il Governo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«La situazione è seria e come tale il governo la sta affrontando. Comprendiamo le ragioni di chi protesta e muovendoci in un contesto internazionale di grande criticità stiamo mettendo in campo tutte le misure necessarie a contenere i costi di produzione, riequilibrando ovunque sia possibile i margini di guadagno per tutti i componenti delle varie filiere agricole. Va tenuto conto di come il problema non riguarda solo l’Italia, ma l’intera Europa ed è per questo che il nostro governo sta esercitando una forte azione diplomatica con la Commissione europea per impegnare Bruxelles su misure utili ad arginare e compensare queste oscillazioni economiche negative che stanno penalizzando imprese e lavoratori del comparto agricolo e ad esso connessi».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il caro gasolio è uno dei principali fattori di crisi. Quali misure avete previsto per alleggerire i costi delle imprese agricole?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Partiamo dal ricordare che questo governo ha messo oltre un miliardo nella finanziaria 2026 per azzerare le accise sul gasolio agricolo. Per mitigare l&#8217;impatto sul settore primario abbiamo istituito il credito d&#8217;imposta per il carburante, con 90 milioni sul gasolio agricolo. 10 milioni per il credito di imposta e la rimodulazione dei fondi Feampa pari a 70 milioni di euro per consentire alle Regioni di riconoscere indennizzi alle imprese della pesca per compensare l’aumento dei costi del carburante. Poi ha favorito accordi di calmierazione, come la recente iniziativa di Enilive (Eni), a cui si sono aggiunte altre aziende petrolifere che prevede uno sconto del 20% sul gasolio agricolo per tutto il mese di ottobre 2026, prorogabile fino al 31 dicembre. A questo si aggiunge l’ultimo provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri con ulteriori 60 milioni che garantiranno l&#8217;acquisto di 121 milioni di litri, con un contributo<br>fino a 45 centesimi, dopo gli interventi già messi in campo dal governo per la prima parte dell’anno. Il decreto prevede ulteriori 10 milioni di euro che saranno disponibili per il settore della pesca, anch’esso alle prese con i rincari».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ai rincari si aggiungono i blocchi dell’autotrasporto, che hanno messo in difficoltà anche diversi pastifici, tra cui Rummo e La Molisana. Come evitare un effetto domino sull’agroalimentare?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Premesso che ogni protesta è legittima, il Governo si è mosso per rimuovere i blocchi e garantire i corridoi di approvvigionamento, evitando lo svuotamento degli scaffali della grande distribuzione. L&#8217;apertura immediata dei tavoli interministeriali e i provvedimenti presi puntano proprio a disinnescare i motivi dello sciopero e l’effetto domino sull&#8217;intera filiera agroalimentare, salvaguardando la continuità operativa delle aziende di trasformazione».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Superata l’emergenza, resta lo squilibrio tra prezzi alla produzione e valore riconosciuto agli agricoltori. Come riequilibrare i rapporti con industria e grande distribuzione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Dobbiamo agire su un doppio binario. Da una parte la priorità è rafforzare l&#8217;applicazione della normativa contro le pratiche commerciali sleali, vigilando affinché i prezzi pagati agli agricoltori non scendano mai sotto i costi medi di produzione. Lo strumento cardine per riequilibrare la catena del valore è il potenziamento dei contratti di filiera, che vincolano l&#8217;industria di trasformazione e la grande distribuzione organizzata (GDO) a garantire una remunerazione equa e stabile ai produttori agricoli e una più equa distribuzione del valore lungo la filiera».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Proprio i contratti di filiera diventano centrali per il grano duro. Come rafforzare la produzione nazionale e la competitività dell’industria della pasta?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Anche qui riteniamo che l’applicazione dei contratti di filiera sia fondamentale per valorizzare il nostro grano. L’industria ha bisogno di importare grano per soddisfare le esigenze produttive ma è altrettanto vero che devono investire di più sulla produzione primaria nazionale anche alla luce delle complessità delle situazioni internazionali che non possono di per sé garantire l’approvvigionamento di grano in maniera sicura e costante, quindi occorre che l’industria investa su quello che le ha permesso di diventare grande nel mondo, la qualità italiana».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con la legge di Bilancio, quali interventi strutturali intendete mettere in campo per sostenere soprattutto le piccole e medie imprese agricole?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«il ministro Lollobrigida ha ribadito a più riprese come la nostra forza risieda nel cosiddetto “nanismo” delle nostre piccole e medie imprese. Quella che sembra una parcellizzazione rispetto a sistemi elefantiaci presenti in altri Paesi, rappresenta il plus italiano perché, ad esempio, ogni piccolo pastificio italiano ha una sua peculiarità che lo contraddistingue e accresce l’unicità del made in Italy. Nostro compito come istituzioni, obiettivo che ricercheremo anche in questa Finanziaria, è mettere a disposizione risorse utili ad aggregare tutti i soggetti che concorrono alle diverse filiere. L’unione di tanti piccoli e medi soggetti fa e farà la forza del nostro sistema».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sul fronte europeo, la nuova PAC 2028-2034 preoccupa il settore per le risorse e l’ipotesi del Fondo Unico. Quali garanzie chiede l’Italia a Bruxelles?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il ministro Lollobrigida ha ottenuto un importante risultato preliminare nelle trattative con la Commissione Europea inerente un incremento di 10 miliardi di euro complessivi per l’agricoltura italiana, che porterà la dotazione nazionale a 40,7 miliardi di euro per il periodo 2028-2034, annullando l&#8217;ipotesi dei tagli lineari inizialmente paventati. Per noi è una condizione irrinunciabile l’esclusione categorica dell’ipotesi della creazione di un &#8220;Fondo Unico&#8221; centralizzato che possa diluire le risorse specifiche destinate all&#8217;agricoltura o sottrarre autonomia decisionale alle Regioni nella gestione dello sviluppo rurale».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E sulla concorrenza dei Paesi extra-UE? Come tutelare le imprese italiane che devono rispettare standard produttivi più stringenti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«La posizione italiana in Europa si fonda sul principio di reciprocità, ossia sul concetto ineludibile che tutti i prodotti agricoli importati da Paesi terzi debbano sottostare ai medesimi vincoli qualitativi, sanitari e di sostenibilità richiesti ai produttori europei. Il governo Meloni sostiene il potenziamento dei controlli doganali nei porti e l&#8217;introduzione di clausole di salvaguardia negli accordi commerciali internazionali per contrastare il dumping economico e sociale e proteggere l&#8217;eccellenza produttiva del nostro Paese».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/caro-carburanti-la-pietra-difendiamo-le-imprese-ora-leuropa-faccia-la-sua-parte/">Caro carburanti, La Pietra: «Difendiamo le imprese, ora l&#8217;Europa faccia la sua parte»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Consiglio dei ministri, approvata la manovra 2027 da 26 miliardi: le principali misure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 08:39:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cdm approva la manovra 2027 da 26 miliardi. Novità su fisco, lavoro, famiglie, sanità, pensioni, imprese e artigianato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio dei ministri <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-195/32973">del 28 ottobre</a>, presieduto da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, ha approvato su proposta del ministro dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti la manovra finanziaria per il 2027 e il bilancio pluriennale 2027-2029. La manovra vale circa <strong>26 miliardi di euro nel 2027 e 27 miliardi nel 2028</strong> e concentra gli interventi su potere d&#8217;acquisto, occupazione, famiglie, sanità, imprese e investimenti, con particolare attenzione al Mezzogiorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le coperture provengono prevalentemente dall&#8217;attivazione delle clausole, dalle maggiori entrate dei settori finanziario, dei giochi e dell&#8217;energia, <a href="https://www.thewatcherpost.it/news/clausola-salvaguardia-ue-energia-difesa/">dalla flessibilità Ue</a>, oltre che dal contributo richiesto ai ministeri e alla Presidenza del Consiglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio, il <strong>contributo richiesto a banche</strong> <strong>e assicurazioni</strong> ammonta a oltre 5 miliardi di euro, nonostante le contrarietà espresse dagli operatori e l&#8217;assenza di un accordo preventivo. Altri 700 milioni arriveranno dalle società energetiche e altrettanti dal settore dei giochi, mentre i tagli ai ministeri valgono circa un miliardo. «Non è una manovra contro qualcuno», ha precisato Meloni, spiegando che il governo ha chiesto un sostegno ai soggetti economici che si trovano in condizioni più favorevoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fisco e lavoro: Irpef al 33% fino a 55mila euro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte fiscale, il disegno di legge estende l&#8217;<strong>aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 55mila euro</strong> e conferma l&#8217;imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali nel settore privato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 2027 viene introdotta una tassazione sostitutiva dell&#8217;1% sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente dei giovani, entro determinati limiti di reddito e importo. Prorogati fino al 31 dicembre 2027 gli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di donne, giovani e lavoratori nelle Zone economiche speciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le nuove assunzioni aumenta inoltre la maggiorazione del costo deducibile, con coefficienti dell&#8217;80% per le lavoratrici madri e del 40% per gli under 36. Sale a 2mila euro la soglia di esenzione dei fringe benefit per i lavoratori fino a 30 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La soglia di accesso al regime forfetario passa da 85mila a <strong>100mila euro</strong>, mentre per l&#8217;esenzione Iva resta fissata a 85mila euro, in attesa dell&#8217;autorizzazione europea. Confermate per il 2027 le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie. Diventa inoltre strutturale l&#8217;esenzione dal bollo auto per i veicoli fino a 80 kW e per i motocicli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Casa e natalità: cedolare ridotta, fondo per i nuovi nati e congedi più lunghi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli affitti a canone concordato, la cedolare secca scende dal 10% al <strong>5%</strong>, con un&#8217;ulteriore riduzione all&#8217;1% per i contratti stipulati con conduttori fino a 35 anni. Il regime viene esteso anche agli immobili commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul sostegno alla genitorialità, viene potenziato e reso strutturale il bonus mamme con almeno due figli e reddito da lavoro non superiore a 40mila euro annui, mantenendo tra le beneficiarie anche le lavoratrici autonome e a tempo determinato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nasce inoltre un <strong>fondo per la natalità</strong> che attribuisce ai bambini nati dal 2027 una posizione individuale di risparmio, alimentata da un contributo statale di 100 euro l&#8217;anno fino alla maggiore età. Le famiglie potranno incrementarla con versamenti propri, beneficiando di una specifica detrazione fiscale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il congedo parentale retribuito all&#8217;80%, utilizzabile entro i sei anni del bambino, passa da tre a quattro mesi, che diventano cinque per il secondo figlio e sei dal terzo. Per i genitori lavoratori autonomi è previsto un voucher fino a 500 euro mensili, per un massimo di tre mesi, destinato ai servizi di baby-sitting e di educazione dell&#8217;infanzia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sanità e pensioni: 3,4 miliardi aggiuntivi e un fondo per le uscite flessibili</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le risorse del Fondo sanitario nazionale aumentano di <strong>3,4 miliardi</strong>, raggiungendo i <strong>146,3 miliardi di euro nel 2027</strong>. Gli stanziamenti riguardano l&#8217;<strong>innalzamento dei tetti del payback</strong>, con un meccanismo specifico di riduzione di quello farmaceutico per le imprese che investono in Italia, l&#8217;aggiornamento delle tariffe ospedaliere per acuti, gli interventi per Alzheimer e demenze e il rafforzamento dell&#8217;indennità di pronto soccorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Previsto anche un buono sanitario da <strong>300 euro</strong> per gli ultrasettantacinquenni con pensione fino a 28mila euro annui, utilizzabile per prestazioni non coperte dal Servizio sanitario nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le modalità di utilizzo del fondo saranno precisate durante l&#8217;esame parlamentare della manovra. La proposta della Lega per consentire il pensionamento a 64 anni comporterebbe infatti, secondo quanto riportato dall&#8217;Ansa, un costo stimato di 1,6 miliardi di euro, quasi il doppio degli 850 milioni attualmente stanziati per la flessibilità in uscita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In materia previdenziale viene istituito un fondo da <strong>850 milioni di euro</strong> per aumentare la flessibilità in uscita dal lavoro di chi accede alla pensione con il sistema contributivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Imprese e infrastrutture: rafforzata la ZES unica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il governo prevede interventi per energia, innovazione e investimenti produttivi. Il credito d&#8217;imposta per la <strong>ZES unica</strong> viene rafforzato con 2,4 miliardi nel 2027 e 1,25 miliardi nel 2028.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono inoltre previsti finanziamenti per il cloud computing, misure per agricoltura, pesca e turismo e la proroga al <strong>1° luglio 2027</strong> della sospensione di plastic tax e sugar tax.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul versante degli investimenti pubblici, anche attraverso la clausola energia, vengono destinate risorse al potenziamento e alla manutenzione della rete ferroviaria e stradale, con interventi per migliorare sicurezza ed efficienza dei collegamenti. Ulteriori fondi riguardano l&#8217;efficientamento energetico degli edifici pubblici, in particolare ospedali, scuole, università, enti di ricerca e strutture sportive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Artigianato, nuove regole per imprese e qualifiche professionali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio dei ministri ha approvato in <strong>esame preliminare</strong> un decreto legislativo di modifica della legge quadro sull&#8217;artigianato, proposto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le attività che richiedono specifiche competenze, i requisiti tecnico-professionali potranno appartenere all&#8217;imprenditore o a un collaboratore nominato responsabile tecnico. In caso di impedimento temporaneo, sarà possibile designare un sostituto fino a 30 giorni, prorogabili a 90 per motivi documentati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le società artigiane, escluse le società per azioni e quelle in accomandita per azioni, il riconoscimento della qualifica dipenderà dalla maggioranza del capitale detenuta dai soci che lavorano prevalentemente nel processo produttivo, anziché dal loro numero, fermo restando il ruolo preminente del lavoro sul capitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese potranno disporre di un massimo di tre unità locali artigiane, anche fuori dalla circoscrizione della Camera di commercio di appartenenza, purché dirette e gestite dall&#8217;imprenditore, anche tramite strumenti digitali. Per l&#8217;accesso delle PMI ai consorzi si farà riferimento alla definizione europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iscrizione all&#8217;albo, le variazioni e la cessazione dell&#8217;attività saranno gestite attraverso la comunicazione unica. Regioni e Province autonome potranno disciplinare il riconoscimento del maestro artigiano e della bottega-scuola, sentite le associazioni datoriali più rappresentative. Presso il ministero sarà inoltre istituita una Commissione consultiva per l&#8217;artigianato, incaricata di esprimere pareri sulla programmazione nazionale e sull&#8217;elenco delle attività del settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Guardia di finanza, modifiche al reclutamento degli atleti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In esame preliminare è stato approvato anche un regolamento relativo ai militari atleti della Guardia di finanza, per ampliare la platea dei candidati e allineare le disposizioni a quelle di Carabinieri e Polizia di Stato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le date entro cui possedere e conservare i requisiti non saranno più fissate al 30 giugno e al 31 ottobre, ma stabilite dai singoli bandi. Le determinazioni del Comandante generale sulle procedure di reclutamento saranno pubblicate sul sito istituzionale del Corpo anziché sul Bollettino ufficiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Energia, rinviato il decreto sulle bollette. Quattro provvedimenti approvati in via definitiva</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Su proposta del ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il governo ha <strong>rinviato l&#8217;esame del decreto-legge</strong> contenente misure urgenti per ridurre il costo di elettricità e gas a favore di famiglie e imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono invece stati approvati in esame definitivo quattro provvedimenti: i decreti legislativi di attuazione delle direttive europee sulla responsabilità per danni da prodotti difettosi, sulle norme Iva per l&#8217;era digitale e sulle condizioni di lavoro tramite piattaforme digitali, oltre al regolamento per il conferimento della medaglia al merito silvano. I testi recepiscono i pareri degli organismi competenti, compreso il Garante per la protezione dei dati personali per la disciplina del lavoro su piattaforma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rinnovabili, cinque progetti approvati e sedici respinti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio dei ministri ha infine esaminato <strong>21 procedimenti di valutazione di impatto ambientale</strong> relativi a impianti per la produzione di energia rinnovabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giudizio è stato positivo, nel rispetto delle prescrizioni delle commissioni competenti, per cinque progetti agrovoltaici e agrivoltaici in Puglia: La Feudale da 32 MW, Ordona da 63,62 MW, un impianto da 76,77 MW tra Foggia e Lucera, Aragonite da 45,6 MW e CSPV Manfredonia da 53,84 MWp.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli altri <strong>16 progetti</strong>, distribuiti tra Puglia, Basilicata, Lazio e Molise, è prevalso l&#8217;interesse alla tutela del paesaggio e del patrimonio culturale rispetto all&#8217;incremento della produzione energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I giudizi negativi riguardano sette impianti in Puglia, due in Basilicata, sei nel Lazio e uno in Molise. Tra quelli laziali figurano il parco eolico Tuscania da 90 MW, il fotovoltaico EG Gemma da 57 MW, l&#8217;agrivoltaico Solar Blooms da 29,36 MW, un impianto tra Viterbo e Vitorchiano, GreenHill – Progetto Valentano da 30,525 MW e Querciolare da 77,69 MW.</p>
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		<title>Ricerca sul cancro, Airc propone un Patto nazionale: oltre 142 milioni investiti nel 2026</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/airc-patto-ricerca-oncologica-quirinale-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 14:34:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’alleanza tra istituzioni, università, strutture sanitarie, imprese e Terzo settore per rafforzare la ricerca oncologica italiana, sostenere i ricercatori e migliorare le prospettive di prevenzione...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/airc-patto-ricerca-oncologica-quirinale-2026/">Ricerca sul cancro, Airc propone un Patto nazionale: oltre 142 milioni investiti nel 2026</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;alleanza tra istituzioni, università, strutture sanitarie, imprese e Terzo settore per rafforzare la ricerca oncologica italiana, sostenere i ricercatori e migliorare le prospettive di prevenzione e cura. È la proposta avanzata da <strong>Fondazione Airc</strong> durante la cerimonia inaugurale de <em>I Giorni della Ricerca</em>, ospitata al Palazzo del Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro, dedicato al valore della ricerca sul cancro come strumento di progresso scientifico e investimento per le nuove generazioni, ha riunito rappresentanti delle istituzioni e della comunità scientifica. Sono intervenuti il ministro dell&#8217;Università e della Ricerca <strong>Anna Maria Bernini</strong>, il ministro della Salute <strong>Orazio Schillaci</strong>, il presidente di Fondazione Airc <strong>Andrea Sironi</strong>, la direttrice scientifica <strong>Anna Mondino</strong> e <strong>Alessandro Maria Vannucchi</strong>, professore di Ematologia e direttore dell&#8217;Ematologia e del Dipartimento di Oncologia dell&#8217;Università e Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Airc, 779 iniziative finanziate e un nuovo Patto per la Ricerca</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento, Andrea Sironi ha sottolineato la necessità di rendere più stabile la collaborazione tra il mondo della ricerca, le istituzioni e la società civile. Una cooperazione che ha accompagnato l&#8217;attività di Airc per oltre sessant&#8217;anni e che, secondo il presidente, deve essere ulteriormente rafforzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La malattia spesso isola, mentre la ricerca unisce», ha dichiarato Sironi, ricordando che nel <strong>2026 Fondazione Airc ha finanziato 779 tra progetti di ricerca, borse di studio e programmi speciali</strong>, con un investimento superiore a <strong>142 milioni di euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Patto per la Ricerca proposto dalla Fondazione punta a individuare priorità comuni, dalla prevenzione al sostegno delle carriere scientifiche, favorendo le condizioni affinché i ricercatori possano sviluppare il proprio talento in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ruolo determinante continua a essere svolto dai cittadini. Sono infatti <strong>oltre 1,8 milioni i contribuenti</strong> che hanno scelto di destinare il cinque per mille ad Airc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sironi ha accolto positivamente l&#8217;innalzamento a <strong>610 milioni di euro nel 2026</strong> del tetto complessivo del cinque per mille, auspicando che in futuro questo limite possa riflettere sempre più fedelmente le preferenze espresse dai contribuenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mondino: la comprensione dei tumori va oltre le mutazioni del DNA</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La direttrice scientifica di Fondazione Airc, Anna Mondino, ha approfondito l&#8217;evoluzione delle conoscenze sui meccanismi biologici che determinano la comparsa e la progressione dei tumori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riferimento è alla revisione del 2026 degli <em>hallmarks of cancer</em>, le caratteristiche fondamentali attraverso cui vengono studiati lo sviluppo e la diffusione delle malattie oncologiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per lungo tempo la ricerca si è concentrata soprattutto sulle mutazioni del DNA. Pur rimanendo un elemento essenziale, questa interpretazione non è sufficiente, da sola, a spiegare la complessità del cancro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi assumono un&#8217;importanza crescente anche <strong>il sistema immunitario, il metabolismo, l&#8217;infiammazione, le caratteristiche del tessuto di origine e le interazioni con l&#8217;intero organismo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Mondino, una conoscenza più articolata di questi processi permette di individuare nuove possibilità di prevenzione, diagnosi e trattamento. Le acquisizioni scientifiche, tuttavia, non si traducono automaticamente in terapie disponibili: sono necessari studi rigorosi e successive validazioni cliniche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questa ragione, la direttrice scientifica ha ribadito l&#8217;importanza di finanziare con continuità la ricerca di base, traslazionale e clinica, promuovendo una collaborazione sempre più stretta tra ricercatori e medici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo di Airc è sostenere idee innovative e competenze interdisciplinari, accelerando, quando possibile, il passaggio dalle scoperte scientifiche ai benefici concreti per i pazienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bernini: un Piano triennale da 1,2 miliardi per la continuità della ricerca</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro dell&#8217;Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha richiamato l&#8217;attenzione sulla necessità di offrire ai ricercatori maggiore certezza nella programmazione delle attività e nella continuità lavorativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La ricerca ha un percorso lungo», ha osservato il ministro, indicando nella prevedibilità dei tempi una condizione fondamentale per consentire lo sviluppo dei progetti scientifici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bernini ha ricordato che il ministero ha introdotto un <strong>Piano triennale finanziato con 1,2 miliardi di euro</strong>, accompagnato da un bando strutturato e unico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intervento, secondo il ministro, risponde all&#8217;esigenza di assicurare condizioni più stabili a chi opera nella ricerca, un settore nel quale i risultati richiedono spesso tempi prolungati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Schillaci: ridurre le disuguaglianze territoriali nell&#8217;accesso alle cure</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha posto al centro del proprio intervento il problema delle differenze territoriali nell&#8217;assistenza sanitaria, sottolineando la necessità di intervenire sia sulle disparità tra Regioni sia su quelle presenti all&#8217;interno dei singoli territori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata dedicata alla <strong>mobilità sanitaria</strong>, che costringe ancora numerosi pazienti a spostarsi dalla propria Regione per ricevere le prestazioni necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Dedicherò questi ultimi mesi di governo a cercare di fare in modo che su tutto il territorio nazionale siano garantite le stesse possibilità di cura», ha affermato Schillaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro ha inoltre indicato come priorità l&#8217;accelerazione del trasferimento dei risultati della ricerca scientifica nella pratica clinica, così da favorire trattamenti più efficaci e ridurre le sofferenze evitabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Richiamando i dati sull&#8217;oncologia, Schillaci ha riferito che <strong>nel 2025 sono diminuiti sia i decessi per tumore sia le diagnosi oncologiche</strong>. Ha inoltre evidenziato che l&#8217;Italia registra un tasso di mortalità oncologica inferiore alla media dell&#8217;Unione europea e risultati di sopravvivenza superiori alla media europea per diverse tipologie di tumore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro questi progressi, ha sottolineato, si trova il lavoro di migliaia di ricercatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aurigemma: la ricerca è una risorsa per il Paese</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alla cerimonia ha partecipato anche <strong>Antonello Aurigemma</strong>, coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aurigemma ha richiamato il valore sociale e istituzionale dell&#8217;impegno scientifico contro il cancro, riconoscendo il contributo di Fondazione Airc al finanziamento della ricerca, alla formazione e alla diffusione della cultura della prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La ricerca è una risorsa essenziale per il Paese e una speranza concreta per milioni di persone e per le loro famiglie», ha dichiarato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Aurigemma, sostenere il lavoro di chi studia, previene e cura le malattie significa investire nella dignità delle persone, nella qualità della vita e nelle opportunità delle generazioni future. La collaborazione tra cittadini, istituzioni e comunità scientifica resta, in questa prospettiva, una condizione fondamentale per trasformare le conoscenze in nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche.</p>
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		<title>Mattarella al Festival delle Regioni: IA, sanità e PNRR al centro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 14:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ruolo delle autonomie territoriali nella gestione dei cambiamenti tecnologici, la tutela del Servizio sanitario nazionale e l’eredità amministrativa del PNRR sono stati tra i...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/mattarella-festival-regioni-firenze-sanita-pnrr/">Mattarella al Festival delle Regioni: IA, sanità e PNRR al centro</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il ruolo delle autonomie territoriali nella gestione dei cambiamenti tecnologici, la tutela del Servizio sanitario nazionale e l&#8217;eredità amministrativa del PNRR sono stati tra i temi affrontati dal <strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong> durante la cerimonia di apertura della quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome, in corso a Firenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Capo dello Stato è intervenuto nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, alla presenza dei rappresentanti delle Regioni, del Governo e delle autonomie locali. Ad accoglierlo sono stati la sindaca di Firenze, Sara Funaro, e il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale, Mattarella richiama l&#8217;importanza delle regole</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento, Mattarella ha affrontato il tema delle trasformazioni che interessano la società e le istituzioni, soffermandosi in particolare sulle opportunità e sui rischi legati all&#8217;innovazione tecnologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quest’anno il Festival è incentrato su diverse tematiche che confluiscono nella trattazione dalla prospettiva del cambiamento, delle profonde e diffuse trasformazioni che segnano la stagione in cui viviamo &#8211; ha detto il Capo dello Stato -. Il cambiamento oggi procede a ritmo sempre più veloce, sospinto dalla scienza e dalla tecnologia che incidono in ogni ambito delle nostre vite».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Presidente della Repubblica ha quindi sottolineato la necessità di accompagnare lo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale con strumenti normativi adeguati, senza rinunciare ai benefici che la tecnologia può offrire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sarebbe sbagliato nutrire timori o coltivare addirittura il rifiuto di strumenti che già contribuiscono e possono ulteriormente incrementare in misura significativa il benessere collettivo &#8211; ha sottolineato ancora Mattarella -.Tuttavia occorre agire rapidamente e con efficacia affinché non prevalgano usi impropri e incontrollati di questa straordinaria tecnologia. È essenziale predisporre e applicare una regolamentazione appropriata. L’Unione Europea &#8211; all’avanguardia, come avviene in diversi ambiti e come sarebbe saggio riconoscere &#8211; ha già posto in essere una disciplina tra le più avanzate in ambito internazionale – in grado di orientare lo sviluppo e, se necessario, limitare le applicazioni dei sistemi di intelligenza artificiale in modo da precluderne impieghi contrastanti con l’interesse generale e i diritti fondamentali».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Autonomie territoriali e PNRR, la responsabilità delle Regioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro passaggio del discorso ha riguardato la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali e il compito delle Regioni nel consolidare i risultati delle riforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La consapevolezza della necessità di fare sistema tra gli enti territoriali è espressione di una cultura istituzionale che valorizza l’articolazione della Repubblica in chiave collaborativa, in coerenza con i principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mattarella ha poi richiamato la necessità di migliorare concretamente i servizi pubblici, soprattutto nei territori che presentano maggiori ritardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Alle Regioni spetterà adesso un ruolo centrale nel garantire che le innovazioni introdotte si consolidino e che i cambiamenti effettuati migliorino effettivamente la qualità dei servizi erogati. Si tratta di una responsabilità che le interpella in maniera ineludibile e a cui tutte – particolarmente quelle in ritardo rispetto a standard adeguati – hanno il dovere di corrispondere. Del PNRR, a beneficio non soltanto delle Regioni, andrà inoltre valorizzato ed adattato all’ordinaria attività delle amministrazioni il modello di <em>governance</em> definitoper la sua attuazione. Un modello che ha consentito di realizzare riforme e investimenti di portata rilevante in un tempo estremamente contenuto, assicurando unità di indirizzo politico, coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, coordinamento tecnico e responsabilità delle amministrazioni titolari».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Servizio sanitario nazionale, gli investimenti e i risultati del PNRR</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Presidente della Repubblica ha dedicato ampio spazio anche alla sanità pubblica, richiamando le parole del presidente della Conferenza delle Regioni, <strong>Massimiliano Fedriga</strong>, che ha definito il Servizio sanitario nazionale «uno dei grandi patrimoni della Repubblica» e uno «dei sistemi universalistici di maggior valore».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mattarella ha condiviso questa valutazione, sottolineando l&#8217;importanza del sistema sanitario per la tutela del diritto costituzionale alla salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questa opinione &#8211; ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Firenze all&#8217;inaugurazione del festival delle Regioni &#8211; è condivisa dalla grande maggioranza dei nostri concittadini, consapevoli della necessità di preservare e sviluppare uno strumento fondamentale per assicurare il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Capo dello Stato ha poi ripercorso il contributo del Piano nazionale di ripresa e resilienza al rafforzamento dei servizi sanitari e delle infrastrutture del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Un contributo importante a questo riguardo -ha ricordato il Capo dello Stato- è venuto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dalle risorse messe a disposizione dall’Unione europea attraverso il Dispositivo istituito in risposta alla crisi economica e sociale determinata dalla pandemia. Un Piano flessibile, soggetto a otto revisioni, per adattarlo ai cambiamenti via via intervenuti e alle nuove esigenze nel frattempo emerse. L’Italia, con una dotazione di oltre 194 miliardi di euro –di cui ha già ricevuto finora 166 miliardi- è stata la principale beneficiaria europea di questo Dispositivo. Le risorse sono state destinate, per il 37 per cento, a finalità sociali e 15,6 miliardi specificatamente alla salute. Tra gli interventi della decima e ultima rata figurano importanti misure in materia di salute, tra le quali l’attivazione di 1270 case di comunità e di 327 Ospedali di comunità, la creazione di oltre 6.000 nuovi posti letto di terapia intensiva e semintensiva, l’acquisto di 3.200 grandi apparecchiature sanitarie, l’assistenza di 566mila persone tramite la telemedicina e l’alimentazione del fascicolo sanitario elettronico attraverso documenti clinici digitali».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Festival delle Regioni, il programma fino al 27 ottobre</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La quinta edizione del Festival, intitolata <strong>«Il futuro è passato da qui»</strong>, è promossa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in collaborazione con la Regione Toscana e proseguirà fino a martedì 27 ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione è stata inaugurata domenica 25 ottobre in piazza Santa Croce con l&#8217;apertura della Cittadella della Protezione civile, iniziativa che richiama anche il sessantesimo anniversario dell&#8217;alluvione di Firenze del 1966.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli appuntamenti in programma figura un incontro tra i presidenti delle Regioni e <strong>Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea</strong>, dedicato alle politiche di coesione e alla nuova programmazione dell&#8217;Unione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Festival affronta inoltre il ruolo delle istituzioni regionali a 25 anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, insieme alle prospettive di sviluppo del Paese in materia di sanità, lavoro, transizione energetica, innovazione e politiche europee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nota: ho lasciato intatte le parole delle dichiarazioni riportate, comprese alcune anomalie già presenti nel testo originale, come «impieghicontrastanti», «definitoper» e «festival delle Region». Ho rimosso soltanto i codici di formattazione e uniformato la presentazione tipografica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://tg24.sky.it/politica/2026/10/25/mattarella-sant-egidio-assisi"></a></p>
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		<title>Riforma del cinema, il testo in Senato: le novità del provvedimento e la sfida della messa a terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 09:52:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il via libera trasversale a Montecitorio, la palla passa a Palazzo Madama. Tra l’istituzione della nuova Agenzia e la revisione del tax credit, il provvedimento punta a riorganizzare la filiera. Sullo sfondo, restano il tema delle coperture e delle tempistiche dell’attuazione dei decreti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Con i riflettori puntati sulla Festa del Cinema di Roma, novità dietro le quinte del settore e nei palazzi delle istituzioni, dove si intreccia una partita parallela e decisiva per il futuro dell&#8217;industria audiovisiva italiana. Dopo il via libera a settembre alla Camera incassato con un’ampia maggioranza (solo 6 contrari), il disegno di legge unificato sulla riforma del cinema e dell’audiovisivo è chiamato ad affrontare in questi giorni l&#8217;esame al Senato. Il testo, nato dalla fusione di cinque distinte proposte di legge presentate trasversalmente dalle forze politiche, disegna una vera e propria riorganizzazione strutturale dell&#8217;intero comparto industriale. Tuttavia, al di là dell&#8217;intesa parlamentare bipartisan e delle novità organizzative, il vero interrogativo che pesa sul provvedimento riguarda la sua concreta messa a terra: le tempistiche di attuazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impianto normativo punta a superare le storiche rigidità della gestione pubblica, alleggerendo il Ministero della Cultura dalle mansioni operative per affidarle a un soggetto terzo. Da gennaio 2028 è infatti prevista la nascita dell’Agenzia per il cinema e l&#8217;audiovisivo, un ente pubblico autonomo che assorbirà le competenze gestionali finora in capo alla Direzione Generale Cinema. L&#8217;Agenzia gestirà l&#8217;assegnazione dei fondi, il coordinamento delle filiere regionali, l&#8217;accesso al credito e il monitoraggio delle nuove sfide tecnologiche, compreso l&#8217;impatto dell&#8217;intelligenza artificiale. Al Ministero della Cultura resteranno unicamente le funzioni di vigilanza e di indirizzo politico. Accanto all&#8217;Agenzia nascerà il Forum del cinema e dell&#8217;audiovisivo, organo consultivo permanente di rappresentanza del settore, e una Commissione di valutazione composta da 20 esperti, incaricata di esaminare le richieste di contributo selettivo e promozione con criteri di maggiore trasparenza e selettività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte industriale e sociale, la legge introduce una programmazione triennale delle risorse e una revisione del meccanismo di tax credit, affiancata da un piano per la rigenerazione delle sale cinematografiche e da una maggiore valorizzazione delle produzioni indipendenti. Per quanto concerne i lavoratori, il provvedimento traccia il riordino delle tutele assistenziali e la ridefinizione dell’indennità di discontinuità, supportata da un Fondo di solidarietà da 10 milioni di euro all&#8217;anno fino al 2030.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il quadro delle riforme appare definito nei suoi contorni generali, l&#8217;incognita principale risiede nei tempi della sua esecuzione. Il testo approvato contiene infatti un&#8217;ampia delega che concede al Governo fino a 24 mesi dall&#8217;entrata in vigore per emanare i relativi decreti legislativi attuativi. Un termine biennale che sposta la reale attuazione della legge a ridosso o addirittura oltre la naturale scadenza della legislatura, fissata &#8211; a quel che si apprende &#8211; per la primavera del 2027. In assenza di un’accelerazione sui decreti attuativi e della definizione delle relative coperture finanziarie nella legge di bilancio, la riforma corre quindi il rischio di rimanere una cornice teorica affidata all&#8217;incertezza del prossimo ciclo politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Siamo di fronte a una delega molto vasta e complessa, ed è realistico ritenere che entro il gennaio 2028 vedranno la luce soprattutto gli aspetti strutturali, come l&#8217;Agenzia, la Commissione e il Forum. Mentre, proprio per l&#8217;ampiezza del lavoro necessario sui decreti attuativi, difficilmente si riuscirà a completare l&#8217;intero percorso entro la fine della legislatura», osserva l’on. Gaetano Amato, del Movimento Cinque Stelle, componente della Commissione Cultura di Montecitorio. «Nel merito, questo è solo un primo importante tassello. Resta prioritario superare gli automatismi del tax credit per orientare le risorse verso la qualità e le produzioni indipendenti. La nostra proposta prevede di fissare un tetto massimo per il tax credit; un fondo di 100 milioni interamente coperti dallo Stato per le opere prime e seconde degli under 35; e un limite ai compensi fissato a 35 mila euro per garantire un’equa distribuzione delle risorse, tutelare i lavoratori sul piano contributivo e dare spazio ai giovani».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di segno opposto la lettura della maggioranza, che rivendica il valore politico del percorso parlamentare svolto finora: «Ci troviamo di fronte a un passaggio fondamentale per un sistema che andava innovato e migliorato. Maggioranza e opposizione, insieme, hanno saputo individuare obiettivi comuni nell&#8217;interesse del settore e della Nazione», sottolinea il presidente della Commissione Cultura alla Camera, Federico Mollicone, Fratelli d’Italia. «Con questa legge superiamo definitivamente una stagione dominata dall&#8217;omologazione e restituiamo all&#8217;industria dell&#8217;audiovisivo regole certe, trasparenti e dignitose. Dietro ogni numero ci sono artisti, tecnici, maestranze e territori che si rigenerano. È questo il riformismo conservatore che abbiamo sempre sostenuto: una sintesi concreta per far sì che il cinema italiano continui a essere protagonista».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;esame a Palazzo Madama, la partita entra nella sua fase decisiva. E per il settore la certezza delle regole e la celerità dei decreti attuativi rappresenteranno il vero banco di prova per misurare l&#8217;efficacia reale della riforma.</p>
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		<title>Codice della Strada, Benincasa (ANIASA): «Il noleggio ottiene regole più chiare»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:29:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La revisione del Codice della Strada riconosce con maggiore chiarezza le specificità dell’autonoleggio, dando delle risposte confortanti su quelli che erano considerati nodi decisivi per le imprese. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione del Codice della Strada riconosce con maggiore chiarezza le specificità dell’autonoleggio, dando delle risposte confortanti su quelli che erano considerati nodi decisivi per le imprese. Giuseppe Benincasa, direttore generale di ANIASA, l’associazione di Confindustria che rappresenta le aziende dell’autonoleggio, spiega cosa cambia con il nuovo schema e quali aspetti dovranno essere definiti nei regolamenti attuativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Direttore, cosa cambia per le società di autonoleggio?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il giudizio è positivo. Parliamo di una materia complessa, difficile da disciplinare in tutti i suoi aspetti. Tuttavia, il nuovo testo contiene passaggi importanti che cominciano a dare un corpo normativo organico all&#8217;attività di autonoleggio. Il settore trova finalmente un riconoscimento più pieno all&#8217;interno del Codice della Strada. Non tutto poteva essere risolto immediatamente, ma le premesse ci sono. Ora bisognerà lavorare sui regolamenti attuativi».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Entrando nel merito, uno dei punti centrali riguarda le multe. Chi ne risponde?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il principio viene chiarito: quando un cliente commette un&#8217;infrazione con un&#8217;auto a noleggio, è il locatario a risponderne, non il noleggiatore. Il locatario si sostituisce al locatore, non si aggiunge a lui. Viene quindi ribadita la separazione delle responsabilità, un aspetto fondamentale per le imprese. È un principio già presente nella normativa, ma che ora trova una conferma importante».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per i turisti stranieri, però, il meccanismo cambia. Come funzionerà concretamente?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Qui il problema è più complesso, perché molti Comuni hanno difficoltà a notificare le sanzioni a chi, dopo aver noleggiato un&#8217;auto, è tornato nel proprio Paese. Il nuovo meccanismo prevede che, se l&#8217;amministrazione comunica l&#8217;infrazione entro un termine da stabilire, il noleggiatore possa essere chiamato a intervenire sul pagamento, rivalendosi poi sul cliente attraverso la carta di credito. Ma bisogna chiarire tempi e modalità, soprattutto per garantire il diritto di ricorso dell&#8217;automobilista. Non possiamo immaginare che, per semplificare la riscossione, venga compromesso il diritto alla difesa».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nodo, quindi, è soprattutto operativo. La tecnologia può aiutare?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Certamente. Già oggi abbiamo sistemi telematici che consentono ai Comuni di comunicare rapidamente le infrazioni alle società di noleggio e ottenere i dati del conducente. Questo evita doppie notifiche e ricorsi che finiscono per sovraccaricare prefetture e giudici di pace. Bisogna utilizzare meglio queste possibilità. Le imprese possono collaborare, ma non devono trovarsi schiacciate tra le esigenze di riscossione delle amministrazioni e i diritti dei clienti».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Resta infine la questione dei pedaggi autostradali. Cosa chiedete?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«È un problema ancora aperto. Su alcune autostrade, soprattutto quelle senza barriere, le comunicazioni dei mancati pagamenti arrivano alle società di noleggio con ritardi molto lunghi. Così diventa difficile recuperare le somme da chi ha effettivamente utilizzato il veicolo. In altri Paesi europei questi problemi vengono gestiti attraverso piattaforme informatiche che consentono lo scambio dei dati in pochissimi giorni. Dobbiamo andare nella stessa direzione. Il percorso normativo è positivo, ma ora serve un&#8217;applicazione concreta che garantisca i diritti di tutti senza ostacolare lo sviluppo del settore».</p>
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		<title>Airpress, la difesa europea alla prova delle nuove sfide tra deterrenza, innovazione e sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:04:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla cooperazione atlantica alle nuove tecnologie militari, il confronto promosso a Roma da Airpress riporta al centro il ruolo dell’Italia e dell’Europa nella costruzione di un sistema di sicurezza capace di rispondere alle trasformazioni degli equilibri internazionali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La difesa torna al centro del dibattito politico e industriale europeo. In uno scenario internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche e da una trasformazione degli equilibri strategici, la capacità di garantire sicurezza non dipende più soltanto dalla disponibilità di mezzi militari, ma anche dall&#8217;innovazione tecnologica, dalla cooperazione tra alleati e dalla tenuta delle infrastrutture critiche. È su queste sfide che si è concentrata l&#8217;edizione 2026 della festa annuale di <em>Airpress</em>, la rivista del Gruppo Formiche dedicata alla difesa e all&#8217;aerospazio, che il 21 ottobre <a href="https://www.thewatcherpost.it/the-watcher-photos/arsenale-per-la-pace-airpress-riunisce-a-roma-istituzioni-e-industria-per-il-futuro-della-difesa-ecco-chi-cera/">ha riunito</a> a Villa Blanc, a Roma, rappresentanti delle istituzioni, delle Forze Armate, dell&#8217;industria e del mondo accademico.</p>



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<iframe title="Airpress, Rauti &quot;Italia centrale in Mediterraneo, cambia la geografia della sicurezza&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rpBw0RMqeXk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">«Arsenale per la pace» il titolo scelto per un appuntamento che ha posto al centro una questione sempre più rilevante per le politiche di sicurezza: il rapporto tra capacità di difesa, deterrenza e stabilità internazionale. Un equilibrio che assume un significato particolare per l&#8217;Europa, chiamata a rafforzare il proprio ruolo strategico senza indebolire il legame transatlantico e, allo stesso tempo, a confrontarsi con la necessità di sviluppare capacità industriali e tecnologiche più integrate.</p>



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<iframe title="Airpress, Guerini (Copasir): &quot;Italia ed Europa inscindibili per gli investimenti in difesa&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/GUTwCCywHDY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Sul palco, insieme a Flavia Giacobbe, direttrice di Formiche e Airpress, sono intervenuti Lorenzo Guerini, presidente del Copasir, Isabella Rauti, sottosegretaria di Stato alla Difesa, e Alessandro Azzoni, rappresentante permanente d&#8217;Italia presso il Consiglio Atlantico. Un confronto che ha riunito prospettive istituzionali e strategiche differenti, accomunate dalla necessità di ripensare gli strumenti con cui affrontare le nuove minacce alla sicurezza europea e atlantica.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Airpress, Gasparri &quot;Investimenti in difesa e sicurezza importanti anche per le attività produttive&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/jRjZ4Br7Ijo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo voluto chiamare questa edizione “Arsenale per la pace”, perché crediamo che sia strettamente connesso oggi il rapporto tra capacità di difesa, deterrenza, innovazione e costruzione della sicurezza, visto che viviamo una condizione di confronto permanente che spesso non è compreso dall&#8217;opinione pubblica italiana», ha spiegato Giacobbe.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Airpress, On. Cesa &quot;Difendere Kiev significa difendere l&amp;apos;Italia, questo va percepito&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/WvvaPA5axzw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="On. Graziano (PD): &quot;Abbiamo posto tre temi: previdenza, stipendio e alloggio del personale militare&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/C_nj5n0Ql7A?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Una riflessione che tocca anche il rapporto tra opinione pubblica e investimenti nella difesa. Il rafforzamento delle capacità militari, infatti, non rappresenta esclusivamente una questione di bilancio, ma implica scelte di politica estera, industriale e tecnologica destinate a incidere sulla posizione internazionale dei singoli Paesi. Per l&#8217;Italia, in particolare, la sfida consiste nel conciliare gli impegni assunti nell&#8217;ambito della Nato con una partecipazione più incisiva alla costruzione di una difesa europea, valorizzando al tempo stesso le competenze nazionali nei settori strategici.</p>



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<iframe loading="lazy" title="AirPress, Dejana (D-Orbit) &quot;Spazio strategico, la regia resti alla Presidenza del Consiglio&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/QwbNUh2Sp0Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">In questo quadro, l&#8217;industria assume un ruolo determinante. L&#8217;evoluzione delle tecnologie sta progressivamente modificando le caratteristiche della competizione militare, ampliando il peso della ricerca e delle capacità produttive. Intelligenza artificiale, robotica e tecnologie quantistiche non rappresentano soltanto nuovi strumenti operativi, ma fattori destinati a incidere sull&#8217;organizzazione delle Forze Armate, sulla gestione delle informazioni e sulla capacità di anticipare e contrastare le minacce. Una trasformazione che richiede investimenti di lungo periodo e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, imprese e centri di ricerca.</p>



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<iframe loading="lazy" title="AirPress, Belviso (Mirai Robotics) &quot;Le nuove minacce richiedono risposte autonome e automatizzate&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/kAtiEPojLc8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla dimensione militare emerge poi quella della resilienza. La protezione delle infrastrutture critiche, la sicurezza delle reti tecnologiche e il crescente ruolo dello spazio come dominio strategico rendono sempre meno netta la separazione tra difesa e sicurezza civile. Energia, comunicazioni, trasporti e sistemi digitali costituiscono oggi elementi essenziali della sicurezza nazionale, con implicazioni che coinvolgono direttamente anche il sistema economico e produttivo.</p>



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<iframe loading="lazy" title="AirPress, Fiocchi (Fiocchi Munizioni) &quot;Polveri di lancio, manca una filiera produttiva italiana&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/JPmxXp0JPNU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa interdipendenza a rendere più complessa la partita europea. Rafforzare la cooperazione tra Stati significa non soltanto coordinare le strategie militari, ma anche favorire una maggiore integrazione industriale, ridurre le frammentazioni e costruire capacità comuni. Un percorso nel quale la competitività tecnologica si intreccia con la necessità di garantire autonomia nelle filiere considerate strategiche.</p>



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<iframe loading="lazy" title="AirPress, Facchini (Accenture) &quot;Innovazione e cybersecurity rafforzano la sicurezza nazionale&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Hl2RePXhm0s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro di Villa Blanc ha riportato così l&#8217;attenzione su un nodo destinato a occupare un posto crescente nell&#8217;agenda politica dei prossimi anni: come trasformare il rafforzamento della difesa in una strategia capace di produrre sicurezza, sviluppo industriale e stabilità internazionale. Per l&#8217;Europa, la questione non riguarda soltanto la capacità di rispondere alle crisi, ma anche quella di acquisire un peso maggiore nella definizione dei futuri equilibri geopolitici. Una sfida nella quale deterrenza e diplomazia, anziché rappresentare strumenti alternativi, sono chiamate a concorrere alla costruzione della pace.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Caro gasolio, decreto da 175 milioni per trasporti, agricoltura e pesca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Cinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 05:59:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge da 175 milioni di euro per contrastare l’aumento dei costi del carburante e rispondere alle proteste...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/caro-gasolio-decreto-da-175-milioni-per-trasporti-agricoltura-e-pesca/">Caro gasolio, decreto da 175 milioni per trasporti, agricoltura e pesca</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge da <strong>175 milioni di euro</strong> per contrastare l’aumento dei costi del carburante e rispondere alle proteste degli autotrasportatori. Il provvedimento destina 105 milioni al settore del trasporto merci su strada, 60 milioni all’agricoltura e 10 milioni alla pesca. Previsti anche interventi sui costi sostenuti dalle imprese di autotrasporto e il rinvio al 1° gennaio 2027 del contributo doganale sulle spedizioni di modico valore, la cosiddetta tassa sui minipacchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento arriva mentre i blocchi stradali che hanno interessato diverse regioni del Mezzogiorno stanno progressivamente diminuendo, pur con situazioni di tensione ancora presenti soprattutto in Campania.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Autotrasporto, 105 milioni aggiuntivi e nuove misure per le imprese</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La parte più consistente delle risorse è destinata agli autotrasportatori. Il decreto stanzia <strong>45,2 milioni di euro aggiuntivi</strong> per il credito d’imposta relativo alle spese sostenute per il gasolio tra marzo e agosto 2026. Secondo quanto annunciato dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, la dotazione dell’agevolazione passa così da 430 a circa 480 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri 60 milioni vengono destinati alle spese per il carburante sostenute dal 1° settembre al 5 ottobre 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rixi ha spiegato che i pagamenti sono già cominciati e che entro la prossima settimana le prime 2.000 imprese dovrebbero trovare i crediti d’imposta nel proprio cassetto fiscale. Complessivamente, per il periodo fino alla fine di agosto, le imprese interessate sono 32.000. A novembre è prevista l’apertura di un’ulteriore finestra relativa a ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti <strong>Matteo Salvini</strong> ha inoltre richiamato due misure rivolte in particolare alle piccole imprese del settore: la ripartizione del costo del carburante anche sui committenti, anziché esclusivamente sugli autotrasportatori, e la sospensione fino alla fine di marzo 2027 dei leasing in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Meloni condanna i blocchi: «Questa non è protesta, è intimidazione»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> ha ribadito la disponibilità dell’esecutivo al confronto con chi manifesta pacificamente, distinguendo però queste iniziative dagli episodi di intimidazione denunciati durante le mobilitazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì. Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo», ha dichiarato la premier.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meloni ha annunciato l’intenzione di utilizzare gli strumenti previsti dalla legge per garantire la circolazione delle merci, comprese le disposizioni del decreto sicurezza che hanno introdotto il reato di blocco stradale. Il governo non esclude inoltre che ci sia la precettazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le proteste risultano in larga parte rientrate in Sicilia, Puglia, Basilicata, Molise e Calabria. Più complessa la situazione in Campania, dove alcuni autotrasportatori continuano a presidiare le aree esterne ai caselli autostradali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Napoli, un corteo lento di camion ha ostacolato l’uscita delle autocisterne di carburante, provocando carenze di benzina e gasolio. Alcuni manifestanti hanno espresso insoddisfazione per le misure approvate dal governo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Agricoltura e pesca, 70 milioni di contributi a fondo perduto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il decreto riserva <strong>60 milioni di euro all’agricoltura e 10 milioni alla pesca</strong>, sotto forma di contributi a fondo perduto validi per il 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro dell’Agricoltura <strong>Francesco Lollobrigida</strong> ha assicurato che i fondi destinati al carburante agricolo saranno erogati rapidamente attraverso Agea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il ministro, le risorse serviranno a sostenere l’acquisto di 121 milioni di litri di carburante, attraverso un contributo fino a 45 centesimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le altre disposizioni figura il rinvio dal 1° dicembre 2026 al <strong>1° gennaio 2027</strong> dell’entrata in vigore del contributo doganale sulle spedizioni di modico valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le associazioni dell’autotrasporto iscritte all’Albo hanno accolto favorevolmente l’approvazione immediata delle misure.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio</strong>, ha espresso apprezzamento per la risposta dell’esecutivo al disagio del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Apprezziamo l’impegno dell’esecutivo per dare risposte concrete a un malcontento che sta diventando sempre più diffuso», ha dichiarato Russo, giudicando positivamente il decreto e le risorse stanziate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di diverso avviso <strong>Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori</strong>, secondo cui gli interventi non affrontano in maniera sufficientemente incisiva le difficoltà strutturali dell’autotrasporto. «Pannicelli caldi, utili a sedare qualche protesta, ma tra qualche mese tutto tornerà com’era prima», ha commentato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Migranti, l’Italia respinge 7 richieste d’asilo su 10. Ma volano i permessi di soggiorno (+47%)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bozzacchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 14:35:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia ha un doppio volto sull'immigrazione. Da un lato respinge sette richieste d’asilo su dieci, ma contemporaneamente registra uno dei livelli più elevati di nuovi permessi di soggiorno degli ultimi 15 anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/migranti-litalia-respinge-7-richieste-dasilo-su-10-ma-volano-i-permessi-di-soggiorno-47/">Migranti, l’Italia respinge 7 richieste d’asilo su 10. Ma volano i permessi di soggiorno (+47%)</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’Italia ha un doppio volto sull&#8217;immigrazione. Da un lato respinge sette richieste d’asilo su dieci, ma contemporaneamente registra uno dei livelli più elevati di nuovi permessi di soggiorno degli ultimi 15 anni. È la fotografia ISTAT dei dati 2025 nel rapporto sui cittadini non comunitari. Un quadro che racconta non soltanto l’evoluzione delle politiche migratorie italiane, ma anche le profonde differenze tra le aree del mondo da cui provengono le persone che cercano protezione, lavoro, studio o ricongiungimento familiare in Europa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025 le prime richieste d’asilo presentate in Italia sono state 128.655, in diminuzione del 14,9% rispetto alle 151.120 dell’anno precedente. Parallelamente, le autorità italiane hanno esaminato 104.560 prime istanze, quasi 26mila in più rispetto al 2024, respingendone il 70%. Una percentuale cresciuta di quasi sei punti rispetto all’anno precedente, che evidenzia un aumento dei dinieghi nel sistema italiano di riconoscimento della protezione internazionale. Il dato più significativo emerge però osservando le differenze tra le nazionalità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i primi dieci Paesi per numero di pratiche esaminate, le percentuali più elevate di rigetto riguardano Marocco, Sri Lanka e Bangladesh. Per i cittadini marocchini il 90,2% delle domande esaminate ha ricevuto una risposta negativa, percentuale che scende all’89% per gli originari dello Sri Lanka e all’88,7% per quelli del Bangladesh. Si tratta di tre Paesi caratterizzati da dinamiche migratorie differenti, ma accomunati da tassi di riconoscimento della protezione particolarmente bassi in Italia. Il Bangladesh, soprattutto, rappresenta un caso rilevante: con 27.825 prime domande presentate nel 2025, è il principale Paese di provenienza dei nuovi richiedenti asilo. Un primato che convive con una quota molto elevata di istanze respinte. All’estremo opposto si trovano due Paesi dell’Africa occidentale segnati da gravi crisi di sicurezza. Per il Burkina Faso il 99,8% dei procedimenti esaminati si è concluso positivamente, mentre per il Mali la quota raggiunge il 98,7%. Differenze che riflettono anche le condizioni nei territori d’origine, dove instabilità politica, violenze e conflitti armati incidono sulla valutazione del bisogno di protezione. In particolare, tra i cittadini del Burkina Faso che hanno ottenuto una decisione positiva, il 94,9% ha ricevuto la protezione sussidiaria, riconosciuta a chi rischia gravi danni in caso di ritorno nel Paese d’origine. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una situazione diversa da quella dei richiedenti nigeriani, tra i quali il 56,4% degli esiti positivi riguarda il riconoscimento dello status di rifugiato, una quota nettamente superiore alla media nazionale. Complessivamente, delle 31.365 prime istanze accolte nel 2025, il 19% ha portato al riconoscimento dello status di rifugiato, il 36,5% alla protezione sussidiaria e il restante 44,5% alla protezione speciale. Tre forme di tutela differenti, che mostrano come il sistema italiano distingua tra persecuzioni individuali, rischi connessi alle condizioni di sicurezza e altre esigenze di protezione previste dalla normativa. La geografia delle domande d’asilo conferma inoltre l’importanza crescente delle rotte provenienti dall’Asia e dall’America Latina. Dopo il Bangladesh, i principali Paesi di origine dei richiedenti sono Perù, con 15.545 domande, Egitto, con 11.265, e Pakistan, con 9.815. Particolarmente interessante è il caso del Perù, che rappresenta la seconda nazionalità per nuove richieste d’asilo e la prima tra le donne richiedenti protezione. Delle 27.220 donne che hanno presentato domanda nel 2025, oltre 8mila provengono infatti dal Paese sudamericano. Seguono Georgia, Colombia e Cina. Una composizione che distingue nettamente la componente femminile da quella maschile e mostra quanto siano diversificati i percorsi migratori verso l’Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I numeri dei permessi di soggiorno e ricongiungimenti</strong><br>Se sul fronte dell’asilo aumentano i rigetti, il quadro cambia radicalmente osservando i nuovi titoli di soggiorno. Nel 2025 l’Italia ha rilasciato 426.956 primi permessi, il 47,2% in più rispetto ai 290.119 del 2024. È il livello più elevato degli ultimi quindici anni dopo il picco del 2022, determinato in larga parte dall’arrivo dei profughi ucraini. La crescita interessa tutte le principali motivazioni di ingresso, ma soprattutto famiglia e studio. I ricongiungimenti familiari raggiungono quota 168.733, con un aumento del 61,2%, e rappresentano il 39,5% di tutti i nuovi permessi. Un risultato che segna il massimo degli ultimi quindici anni e conferma il peso delle comunità straniere ormai stabilmente insediate nel Paese. Marocco e Albania sono protagonisti di questa dinamica. I cittadini marocchini hanno ottenuto 23.467 nuovi permessi per motivi familiari, mentre quelli albanesi 21.131. Seguono Egitto, Pakistan e India. Per marocchini e albanesi i ricongiungimenti rappresentano oltre la metà dei nuovi permessi rilasciati, segnalando il consolidamento di comunità presenti da decenni sul territorio italiano. Il dato racconta anche una trasformazione demografica. Quasi il 48% dei nuovi permessi familiari riguarda minori e, in oltre il 23% dei casi, si tratta di bambini nati direttamente in Italia. La componente femminile rappresenta inoltre il 56,1% dei beneficiari. L’aumento dei ricongiungimenti avviene nonostante l’irrigidimento dei requisiti normativi introdotto tra il 2024 e il 2025. Secondo l’ISTAT, una possibile spiegazione risiede nell’accelerazione delle domande presentate prima dell’entrata in vigore delle nuove restrizioni. Un’ipotesi che evidenzia quanto le modifiche legislative possano incidere sui tempi e sulla composizione dei flussi migratori. Anche i Paesi dell’Asia meridionale mostrano una crescita rilevante. I permessi per ricongiungimento familiare rilasciati ai cittadini pakistani sono più che raddoppiati, con un incremento del 130,6%, mentre quelli destinati agli indiani sono aumentati dell’83,3%. Un segnale del progressivo radicamento in Italia di comunità inizialmente caratterizzate soprattutto da ingressi per lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I permessi per studenti</strong><br>Un altro elemento di novità riguarda gli studenti internazionali. Nel 2025 i permessi per studio hanno superato quota 35mila, aumentando del 76% e raggiungendo il valore più elevato dal 2010. In testa alla graduatoria si trova la Cina, con 4.588 nuovi permessi, seguita da Turchia, Iran, Tunisia e India. Il fenomeno è collegato anche alle strategie di internazionalizzazione delle università italiane, che hanno ampliato l’offerta formativa in inglese, rafforzato le borse di studio e introdotto agevolazioni economiche per attrarre studenti stranieri. Nonostante questa crescita, l’Italia rimane distante da Francia, Germania e Spagna, dove i permessi per studio superano i 100mila all’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I permessi di lavoro</strong><br>Sul fronte lavorativo, gli ingressi crescono del 45,9%, sfiorando i 59mila permessi. Una cifra che resta tuttavia sensibilmente inferiore ai 165mila ingressi programmati per il 2025 nell’ambito del decreto flussi. Il confronto non rappresenta automaticamente il numero dei posti rimasti scoperti, poiché le quote programmate e i permessi effettivamente rilasciati seguono procedure e tempi differenti. Evidenzia però la distanza tra programmazione degli ingressi e risultati amministrativi registrati nell’anno. A guidare gli ingressi per lavoro sono India e Marocco, rispettivamente con 13.783 e 10.575 nuovi permessi, seguiti da Tunisia, Egitto e Bangladesh. Tra indiani e marocchini prevale il lavoro stagionale, mentre per egiziani e tunisini è maggioritaria la componente del lavoro dipendente non stagionale. Particolarmente marcata è la differenza di genere: l’83,2% dei nuovi permessi per lavoro riguarda uomini. Per le donne, tra i principali Paesi di origine compaiono Stati Uniti, Marocco, Filippine, India e Tunisia. Nel caso statunitense, il dato è influenzato anche dalla presenza di personale civile impiegato nelle basi NATO. La Lombardia si conferma il principale polo di attrazione, concentrando il 23% di tutti i nuovi permessi di soggiorno e oltre un quarto di quelli per ricongiungimento familiare. Seguono, con incidenze differenti secondo le motivazioni di ingresso, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio e Campania.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Controllo frontiere e sbarchi</strong><br>Il rapporto ISTAT restituisce dunque un quadro molto più articolato di quello che emerge dal solo dibattito sugli sbarchi e sul controllo delle frontiere. Mentre diminuiscono le nuove domande d’asilo e aumenta la percentuale dei rigetti, crescono sensibilmente i permessi per famiglia, studio e lavoro. Non si tratta di dinamiche contraddittorie: le statistiche sulle richieste di protezione e quelle sui titoli di soggiorno misurano fenomeni differenti, che possono seguire tempi amministrativi diversi. La distinzione è fondamentale anche per comprendere il rapporto tra Italia e Paesi di origine. Da una parte, Burkina Faso e Mali evidenziano il peso delle crisi di sicurezza africane nel riconoscimento della protezione internazionale. Dall’altra, Marocco, Albania, India e Pakistan mostrano il consolidamento di comunità migranti attraverso lavoro e ricongiungimenti. Cina, Turchia e Iran emergono invece come protagonisti della mobilità studentesca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono tre dimensioni di uno stesso fenomeno: protezione, stabilizzazione familiare e mobilità economica e formativa. Ed è proprio la loro sovrapposizione a rendere la politica migratoria una questione sempre più internazionale, nella quale le condizioni geopolitiche dei Paesi d’origine, le esigenze del mercato del lavoro e le scelte degli Stati europei finiscono per intrecciarsi. Il dato finale è che l’Italia continua a essere una destinazione importante per i cittadini non comunitari, ma con una composizione degli ingressi sempre più diversificata. Una trasformazione che pone nuove sfide sul terreno dell’integrazione, dei rapporti diplomatici con i Paesi di provenienza e della capacità europea di governare flussi migratori profondamente differenti per origine, motivazione e prospettive di permanenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/migranti-litalia-respinge-7-richieste-dasilo-su-10-ma-volano-i-permessi-di-soggiorno-47/">Migranti, l’Italia respinge 7 richieste d’asilo su 10. Ma volano i permessi di soggiorno (+47%)</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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