<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Articoli di Alessandro Caruso, autore presso The Watcher Post</title>
	<atom:link href="https://www.thewatcherpost.it/author/alessandro-caruso/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.thewatcherpost.it/author/alessandro-caruso/</link>
	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Oct 2026 10:56:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>
	<item>
		<title>Codice della Strada, Benincasa (ANIASA): «Il noleggio ottiene regole più chiare»</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/codice-della-strada-benincasa-aniasa-il-noleggio-ottiene-regole-piu-chiare/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/politica/codice-della-strada-benincasa-aniasa-il-noleggio-ottiene-regole-piu-chiare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:29:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=69486</guid>

					<description><![CDATA[<p>La revisione del Codice della Strada riconosce con maggiore chiarezza le specificità dell’autonoleggio, dando delle risposte confortanti su quelli che erano considerati nodi decisivi per le imprese. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/codice-della-strada-benincasa-aniasa-il-noleggio-ottiene-regole-piu-chiare/">Codice della Strada, Benincasa (ANIASA): «Il noleggio ottiene regole più chiare»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione del Codice della Strada riconosce con maggiore chiarezza le specificità dell’autonoleggio, dando delle risposte confortanti su quelli che erano considerati nodi decisivi per le imprese. Giuseppe Benincasa, direttore generale di ANIASA, l’associazione di Confindustria che rappresenta le aziende dell’autonoleggio, spiega cosa cambia con il nuovo schema e quali aspetti dovranno essere definiti nei regolamenti attuativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Direttore, cosa cambia per le società di autonoleggio?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il giudizio è positivo. Parliamo di una materia complessa, difficile da disciplinare in tutti i suoi aspetti. Tuttavia, il nuovo testo contiene passaggi importanti che cominciano a dare un corpo normativo organico all&#8217;attività di autonoleggio. Il settore trova finalmente un riconoscimento più pieno all&#8217;interno del Codice della Strada. Non tutto poteva essere risolto immediatamente, ma le premesse ci sono. Ora bisognerà lavorare sui regolamenti attuativi».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Entrando nel merito, uno dei punti centrali riguarda le multe. Chi ne risponde?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il principio viene chiarito: quando un cliente commette un&#8217;infrazione con un&#8217;auto a noleggio, è il locatario a risponderne, non il noleggiatore. Il locatario si sostituisce al locatore, non si aggiunge a lui. Viene quindi ribadita la separazione delle responsabilità, un aspetto fondamentale per le imprese. È un principio già presente nella normativa, ma che ora trova una conferma importante».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per i turisti stranieri, però, il meccanismo cambia. Come funzionerà concretamente?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Qui il problema è più complesso, perché molti Comuni hanno difficoltà a notificare le sanzioni a chi, dopo aver noleggiato un&#8217;auto, è tornato nel proprio Paese. Il nuovo meccanismo prevede che, se l&#8217;amministrazione comunica l&#8217;infrazione entro un termine da stabilire, il noleggiatore possa essere chiamato a intervenire sul pagamento, rivalendosi poi sul cliente attraverso la carta di credito. Ma bisogna chiarire tempi e modalità, soprattutto per garantire il diritto di ricorso dell&#8217;automobilista. Non possiamo immaginare che, per semplificare la riscossione, venga compromesso il diritto alla difesa».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nodo, quindi, è soprattutto operativo. La tecnologia può aiutare?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Certamente. Già oggi abbiamo sistemi telematici che consentono ai Comuni di comunicare rapidamente le infrazioni alle società di noleggio e ottenere i dati del conducente. Questo evita doppie notifiche e ricorsi che finiscono per sovraccaricare prefetture e giudici di pace. Bisogna utilizzare meglio queste possibilità. Le imprese possono collaborare, ma non devono trovarsi schiacciate tra le esigenze di riscossione delle amministrazioni e i diritti dei clienti».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Resta infine la questione dei pedaggi autostradali. Cosa chiedete?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«È un problema ancora aperto. Su alcune autostrade, soprattutto quelle senza barriere, le comunicazioni dei mancati pagamenti arrivano alle società di noleggio con ritardi molto lunghi. Così diventa difficile recuperare le somme da chi ha effettivamente utilizzato il veicolo. In altri Paesi europei questi problemi vengono gestiti attraverso piattaforme informatiche che consentono lo scambio dei dati in pochissimi giorni. Dobbiamo andare nella stessa direzione. Il percorso normativo è positivo, ma ora serve un&#8217;applicazione concreta che garantisca i diritti di tutti senza ostacolare lo sviluppo del settore».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/codice-della-strada-benincasa-aniasa-il-noleggio-ottiene-regole-piu-chiare/">Codice della Strada, Benincasa (ANIASA): «Il noleggio ottiene regole più chiare»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/politica/codice-della-strada-benincasa-aniasa-il-noleggio-ottiene-regole-piu-chiare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Savino (MEF): «IMU precompilata per i Comuni dal 2027. Dogane, in arrivo i nuovi contrassegni fiscali»</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/news/savino-mef-imu-precompilata-per-i-comuni-dal-2027-dogane-in-arrivo-i-nuovi-contrassegni-fiscali/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/news/savino-mef-imu-precompilata-per-i-comuni-dal-2027-dogane-in-arrivo-i-nuovi-contrassegni-fiscali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 07:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=69050</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sottosegretaria all’Economia: più efficienza nella riscossione degli enti locali e controlli digitali contro gli illeciti. Dalla manovra alla riforma fiscale, le priorità del Governo per sostenere famiglie, imprese e investimenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/news/savino-mef-imu-precompilata-per-i-comuni-dal-2027-dogane-in-arrivo-i-nuovi-contrassegni-fiscali/">Savino (MEF): «IMU precompilata per i Comuni dal 2027. Dogane, in arrivo i nuovi contrassegni fiscali»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla manovra alla fiscalità delle imprese, fino alla finanza locale e al contrasto agli illeciti, Sandra Savino, sottosegretaria al MEF, ha chiare le priorità del Governo. E tra le novità, l’IMU precompilata dal 2027 e nuovi contrassegni fiscali per rafforzare tracciabilità e controlli dei prodotti sottoposti ad accisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sottosegretaria, quali saranno le priorità della prossima manovra, considerando i margini limitati di finanza pubblica?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le priorità sono sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, alleggerire il prelievo sul lavoro e favorire gli investimenti produttivi, salvaguardando la sanità e i servizi essenziali. La solidità dei conti pubblici non va contrapposta alla crescita, perché è una condizione per rendere credibili e duraturi gli interventi. Con margini limitati occorre concentrare le risorse sulle misure più efficaci, valutandone gli effetti sui redditi, sull’occupazione e sulla capacità delle imprese di investire. Il rispetto degli impegni europei deve accompagnarsi a una programmazione pluriennale che dia continuità alle scelte e consenta di migliorare la qualità della spesa. Per il MEF significa verificare coperture, sostenibilità e attuazione delle misure, evitando di disperdere risorse in interventi frammentati».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per le imprese, invece, quali interventi strutturali servono per recuperare competitività?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«La competitività richiede un contesto nel quale sia conveniente assumere, investire e crescere, senza compensare con incentivi temporanei ostacoli strutturali. Dobbiamo proseguire nell’alleggerimento del carico fiscale sul lavoro e intervenire sui costi amministrativi, sui tempi delle autorizzazioni e sull’incertezza delle regole. Non si tratta di competere comprimendo le retribuzioni, ma di ridurre la distanza tra il costo sostenuto dall’impresa e il reddito disponibile del lavoratore, aumentando nello stesso tempo il valore prodotto. Sull’energia occorre rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, le reti e la capacità di produzione, mentre infrastrutture e procedure efficienti devono accompagnare l’accesso ai mercati internazionali. Considero inoltre importante favorire la capitalizzazione e le aggregazioni, affinché la crescita dimensionale sia un’opportunità accessibile anche alle imprese più piccole».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E, con riferimento alle Pmi, come favorire investimenti e accesso al credito senza moltiplicare gli incentivi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Un investimento industriale si programma su più anni e il sostegno pubblico deve offrire un orizzonte coerente, con requisiti chiari e tempi attendibili. La legge di bilancio 2026 ha rifinanziato la Nuova Sabatini, mentre il Fondo di garanzia per le Pmi facilita l’accesso ai finanziamenti attraverso una garanzia pubblica. Questi strumenti vanno coordinati con le agevolazioni per l’innovazione e l’efficienza energetica, evitando sovrapposizioni e adempimenti sproporzionati per le aziende più piccole. Le garanzie devono sostenere progetti validi senza sostituire la valutazione del rischio, mentre accanto al credito bancario occorre favorire l’apporto di capitale privato. L’efficacia delle risorse pubbliche va misurata sugli investimenti aggiuntivi attivati, sui miglioramenti produttivi e sui risparmi energetici ottenuti, non soltanto sugli stanziamenti».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli investimenti, però, devono tradursi in produttività. Come sciogliere questo nodo strutturale?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Aumentare la produttività significa mettere le persone e le imprese nelle condizioni di generare maggiore valore attraverso investimenti, competenze e una migliore organizzazione. L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione possono offrire un contributo importante, purché siano accompagnate da formazione e capacità di riorganizzare i processi aziendali. Occorre rafforzare il collegamento tra università, formazione tecnica e imprese, favorendo la ricerca applicata e l’aggiornamento professionale anche nelle realtà più piccole. Dobbiamo inoltre intervenire sui tempi della giustizia civile e sull’efficienza amministrativa, perché la qualità dei servizi pubblici concorre alla competitività. Nel medio periodo l’obiettivo è una maggiore produttività per ora lavorata che sostenga salari reali più elevati, da valutare insieme agli investimenti in ricerca e alla diffusione delle tecnologie nelle imprese».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sul fronte fiscale, quali saranno i prossimi passi per alleggerire il prelievo senza compromettere i conti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«La riduzione dal 35 al 33% della seconda aliquota IRPEF, per la quota di reddito oltre 28.000 e fino a 50.000 euro, è un primo importante risultato della legge di bilancio 2026. La direzione deve restare quella di alleggerire il carico sui contribuenti, con attenzione al ceto medio, e rendere più semplice il rapporto con l’amministrazione attraverso norme coordinate e meno adempimenti. È l’impostazione liberale che porto al MEF, perché chi lavora e produce ha bisogno anche di certezza del diritto. Sul contrasto all’evasione, il collegamento tra POS e registratori telematici offre uno strumento per utilizzare meglio le informazioni, distinguendo sempre le frodi dagli errori formali. La revisione delle agevolazioni deve valutarne finalità e risultati, proteggendo quelle che rispondono a bisogni effettivi. Le riduzioni permanenti delle imposte richiedono coperture stabili, senza confondere recuperi occasionali e miglioramenti strutturali delle entrate».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lei ha anche la delega agli enti locali, come è possibile rafforzare i bilanci dei Comuni senza aumentare le tasse?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Nella finanza locale è essenziale che alle funzioni attribuite ai Comuni corrispondano risorse adeguate e prevedibili, ma è altrettanto necessario migliorarne la capacità di riscossione. Su questo stiamo offrendo un supporto concreto, anche attraverso la sperimentazione, il cui avvio è previsto nei primi mesi del 2027, dell’IMU precompilata, un progetto che stiamo portando avanti con PagoPA, ANCI, Agenzia delle Entrate e Dipartimento delle Finanze. L’obiettivo è semplificare gli adempimenti per i cittadini e rendere più efficiente e tempestiva la riscossione, senza aumentare gli oneri amministrativi per gli enti. L’autonomia finanziaria non può ridursi alla possibilità di aumentare il prelievo locale, ma deve tradursi in una gestione più efficace delle entrate, accompagnata da trasferimenti tempestivi e meccanismi perequativi che considerino i fabbisogni e le diverse capacità fiscali, con particolare attenzione ai piccoli Comuni. Anche il contributo agli equilibri di finanza pubblica deve tenere conto di queste differenze. Occorre inoltre garantire la sostenibilità delle opere realizzate con il PNRR, prevedendo personale, manutenzione e costi di gestione, perché un nuovo asilo rappresenta un risultato concreto per la comunità non soltanto quando viene costruito, ma soprattutto quando può aprire e funzionare nel tempo».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un’altra sua delega strategica, le dogane: è previsto un intervento contro gli illeciti nei prodotti accessori ai tabacchi? E quali novità sono in arrivo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Si tende spesso a trasformare la legge di bilancio in un provvedimento omnibus. Ma sulle misure fiscali stiamo facendo un grande lavoro soprattutto fuori dalla Manovra. In questi anni, grazie anche al lavoro portato avanti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli e dalla Guardia di Finanza, abbiamo rafforzato il contrasto agli illeciti, all’evasione e all’elusione fiscale, conseguendo risultati di assoluto rilievo, non solo nel comparto dei prodotti da fumo. Vogliamo consolidare questo percorso, coniugando la semplificazione degli adempimenti con una maggiore efficacia dei controlli, anche grazie alle opportunità offerte dalla digitalizzazione. Con ADM stiamo portando avanti, ad esempio, il progetto di innovazione dei contrassegni fiscali di Stato per le bevande spiritose, le cosiddette fascette, sviluppato in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che ho seguito personalmente. La sperimentazione prevede anche la possibilità di introdurre un QR code per migliorare la tracciabilità dei prodotti e rafforzare i controlli. Il decreto sarà pronto a breve, con l’obiettivo di rendere il sistema più moderno ed efficiente, tutelando il gettito erariale, i consumatori e le imprese che operano nel rispetto delle regole».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/news/savino-mef-imu-precompilata-per-i-comuni-dal-2027-dogane-in-arrivo-i-nuovi-contrassegni-fiscali/">Savino (MEF): «IMU precompilata per i Comuni dal 2027. Dogane, in arrivo i nuovi contrassegni fiscali»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/news/savino-mef-imu-precompilata-per-i-comuni-dal-2027-dogane-in-arrivo-i-nuovi-contrassegni-fiscali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Formula 1, Rafael Câmara in Haas dal 2027: il talento brasiliano conquista il Mondiale</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/formula-1-rafael-camara-haas-2027/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/cultura/formula-1-rafael-camara-haas-2027/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 12:12:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Formula 1]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Principe]]></category>
		<category><![CDATA[Rafael Câmara]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=68880</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rafael Câmara debutta in Formula 1 con Haas nel 2027: il talento brasiliano, leader della Formula 2, si prepara alla sfida nel Mondiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/formula-1-rafael-camara-haas-2027/">Formula 1, Rafael Câmara in Haas dal 2027: il talento brasiliano conquista il Mondiale</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il leader della Formula 2 debutterà nella massima serie con la scuderia americana grazie a un contratto pluriennale. Un’operazione che conferma il valore del lavoro di scouting e delle relazioni internazionali nel mercato dei giovani talenti del motorsport.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato della Formula 1 guarda al futuro e punta su <strong>Rafael Câmara</strong>. Il pilota brasiliano, ventunenne, debutterà nel Mondiale 2027 con il TGR Haas F1 Team, che ha annunciato la firma di un contratto pluriennale, premiando una stagione di altissimo livello in Formula 2 e un percorso di crescita che lo ha portato rapidamente ai vertici del motorsport internazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Câmara arriva al grande salto con numeri importanti: a due appuntamenti dalla conclusione della stagione di <a href="https://www.fiaformula2.com/">Formula 2</a>, guida la classifica con 207 punti, grazie a tre vittorie nelle Feature Race in Spagna, Belgio e Azerbaigian, sei podi complessivi e cinque pole position. Un rendimento che segue il titolo conquistato nel campionato FIA Formula 3 nel 2025 e che lo ha consacrato tra i prospetti più interessanti della nuova generazione. Membro della Ferrari Driver Academy dal 2021, il brasiliano ha seguito un percorso di formazione strutturato, simile a quello di Oliver Bearman, attuale pilota Haas, dimostrando di possedere le qualità necessarie per affrontare progressivamente le sfide della massima categoria. Un passaggio importante è arrivato lo scorso agosto, quando Câmara ha partecipato a una sessione di test al volante della VF-25 sul circuito di Portimão, in Portogallo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In quell’occasione ha impressionato il team non soltanto per la velocità, ma anche per la capacità di adattamento e per la maturità dimostrata nel lavoro con la squadra. «Sono davvero entusiasta di aver ingaggiato un talento giovane e straordinario come Rafael Câmara», ha dichiarato Ayao Komatsu, team principal di Haas, sottolineando i risultati ottenuti dal brasiliano nelle categorie propedeutiche e il potenziale espresso anche nelle situazioni più difficili. Soddisfazione condivisa dal proprietario Gene Haas, che ha richiamato l’esperienza maturata con Bearman per evidenziare come i giovani provenienti da percorsi di formazione di alto livello possano arrivare in Formula 1 già preparati e avere un impatto significativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro l’operazione che porterà Câmara nella scuderia americana c’è anche il lavoro del manager <strong>Francesco Principe</strong>, tra gli artefici dell’intesa e protagonista di altre importanti operazioni nel motorsport internazionale: nel suo percorso ci sono già tante intuizioni azzeccate, legate a piloti del calibro di Antonio Fuoco e Antonio Giovinazzi, protagonisti del panorama automobilistico, ed Enea Bastianini, affermatosi in MotoGP, quest’ultimo lanciato grazie a tandem che principe ha instaurato da anni con Jean Alesi. Un’attività che evidenzia il peso delle relazioni, della capacità di individuare il talento e della visione strategica in un mercato globale dove costruire una carriera richiede molto più delle prestazioni in pista. Per Câmara si apre adesso una fase decisiva: prepararsi al debutto, familiarizzare con la monoposto e inserirsi nei meccanismi tecnici e organizzativi della squadra. La notizia racconta anche qualcosa di più ampio sul funzionamento della Formula 1 contemporanea. Dietro ogni ingaggio si sviluppa un lavoro che coinvolge scuderie, programmi di formazione, manager, partner e investitori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La capacità di riconoscere un <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/quando-schumacher-riporto-la-ferrari-sul-tetto-del-mondo/">talento</a> prima che raggiunga la ribalta e trasformare una prospettiva sportiva in un’opportunità concreta rappresenta una componente sempre più rilevante del business del motorsport. La Formula 1 è infatti una piattaforma nella quale sport, tecnologia, comunicazione e interessi economici si intrecciano: ogni giovane pilota che raggiunge la griglia porta con sé prospettive di crescita e nuove opportunità commerciali, mentre le squadre cercano profili capaci di offrire risultati e continuità nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Haas, l’ingaggio di Câmara significa investire su un pilota giovane, già vincente e abituato a competere per i titoli; per il brasiliano, il 2027 sarà l’anno della prova più importante, quello in cui dovrà dimostrare di poter trasferire in Formula 1 la velocità e la maturità mostrate nelle categorie inferiori. Il percorso che lo conduce al Mondiale conferma che il successo nel motorsport nasce dall’incontro tra talento, preparazione e capacità di costruire le opportunità giuste. E mentre Câmara si prepara alla nuova sfida, l’operazione Haas evidenzia il valore strategico di una filiera professionale nella quale competenze sportive e manageriali contribuiscono a definire il futuro dei campioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/formula-1-rafael-camara-haas-2027/">Formula 1, Rafael Câmara in Haas dal 2027: il talento brasiliano conquista il Mondiale</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/cultura/formula-1-rafael-camara-haas-2027/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sanità, Zaffini: «Il SSN va misurato sui bisogni, non sul Pil»</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/sanita-zaffini-il-ssn-va-misurato-sui-bisogni-non-sul-pil/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/politica/sanita-zaffini-il-ssn-va-misurato-sui-bisogni-non-sul-pil/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 10:54:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=68873</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Servizio sanitario nazionale resta sotto pressione, ma i dati vanno letti senza semplificazioni. È la posizione di Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari sociali e Sanità del Senato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/sanita-zaffini-il-ssn-va-misurato-sui-bisogni-non-sul-pil/">Sanità, Zaffini: «Il SSN va misurato sui bisogni, non sul Pil»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Servizio sanitario nazionale resta sotto pressione, ma i dati vanno letti senza semplificazioni. È la posizione di Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari sociali e Sanità del Senato, che interviene sul Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato mercoledì alla Camera dall’omonima Fondazione, ricordando anzitutto come lo stesso documento riconosca al sistema italiano buoni esiti di salute, elevata aspettativa di vita e bassa mortalità evitabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zaffini contesta in particolare la lettura dei cosiddetti «tagli invisibili»: «Nei bilanci ci sono 17,5 miliardi in più in quattro anni e il Fondo sanitario è il più alto di sempre». Il nodo, sostiene, è superare il rapporto rigido tra spesa sanitaria e Pil e misurare invece le risorse sui bisogni effettivi, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restano però criticità reali. Sulle liste d’attesa, Zaffini riconosce che il problema «non va minimizzato» e indica come priorità la disponibilità di dati certi sulle prestazioni erogate nei tempi previsti. Sul personale, distingue invece tra medici e infermieri: per questi ultimi ammette una carenza strutturale, con un rapporto di 1,3 infermieri per medico contro 2,5 e retribuzioni inferiori rispetto alla media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto al PNRR, la sfida si sposta ora dai cantieri al personale che dovrà rendere operative le nuove strutture. Il passaggio successivo, secondo Zaffini, sarà definire il costo reale dei LEA Regione per Regione e costruire una programmazione fondata su bisogni, accesso alle cure e capacità effettiva del sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/sanita-zaffini-il-ssn-va-misurato-sui-bisogni-non-sul-pil/">Sanità, Zaffini: «Il SSN va misurato sui bisogni, non sul Pil»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/politica/sanita-zaffini-il-ssn-va-misurato-sui-bisogni-non-sul-pil/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nautica, il primato industriale chiede una politica del mare</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/trasporti/nautica-primato-industriale-politica-mare/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/trasporti/nautica-primato-industriale-politica-mare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 10:36:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=68866</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal Salone di Genova emerge un comparto ai massimi storici, ma Confindustria Nautica chiede porti più moderni, regole stabili e una strategia capace di trasformare la leadership dei cantieri in valore per tutto il territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/trasporti/nautica-primato-industriale-politica-mare/">Nautica, il primato industriale chiede una politica del mare</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La nautica italiana arriva alla fine del Salone di Genova con numeri che confermano la solidità del comparto, ma anche con una richiesta sempre più netta alla politica: trasformare una leadership industriale già acquisita in una vera politica economica del mare. Nel 2025 il fatturato della nautica da diporto ha raggiunto il nuovo massimo storico di 8,72 miliardi di euro, con 4,4 miliardi di export della cantieristica e una quota del 52% degli ordini mondiali di superyacht. Gli addetti diretti sono saliti a oltre 32 mila, mentre l’intera filiera occupa circa 170 mila persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio la distanza tra forza produttiva e capacità del sistema Paese di accompagnarla a essere diventata il punto centrale dell’agenda di Confindustria Nautica. «L’industria leader mondiale assoluta nella costruzione di yacht non può prescindere da una rete infrastrutturale moderna e dall’integrazione dell’offerta turistica con i territori costieri», ha sottolineato il presidente Piero Formenti durante il Salone. Il messaggio è chiaro: la nautica non può più essere letta soltanto come una filiera manifatturiera, ma come un comparto capace di attivare turismo, servizi, portualità, refitting, commercio e occupazione lungo tutta la costa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati sullo yachting aiutano a misurare il potenziale. Secondo lo studio Deloitte presentato a Genova, nel 2025 i superyacht hanno generato in Italia un impatto economico diretto di circa 5,7 miliardi di euro, pur rappresentando appena il 3% della flotta attiva. Il limite è però evidente sul fronte dell’accoglienza: soltanto circa il 2% dei posti barca italiani è destinato a unità oltre i 24 metri e quasi metà della capacità è concentrata tra Liguria e Toscana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui la prima grande istanza dell’associazione: riqualificare le infrastrutture esistenti, rimodulare gli spazi portuali e completare soprattutto nel Mezzogiorno una rete in grado di intercettare la domanda internazionale. Confindustria Nautica chiede anche di semplificare la conferenza dei servizi, perché tempi amministrativi troppo lunghi finiscono per rallentare investimenti che il mercato richiede già oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la questione infrastrutturale è soltanto una parte del problema. Formenti insiste su una visione coordinata della macchina pubblica: «La regolamentazione normativa, la politica industriale, la gestione del demanio e degli spazi doganali, le attività dei Corpi militari sono tutte tessere dello stesso puzzle». Il punto è evitare che interventi fiscali, concessori o amministrativi vadano in direzioni diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esempi indicati dall’associazione sono concreti. La disciplina del leasing nautico può influenzare non solo l’acquisto, ma anche la scelta del luogo in cui l’imbarcazione viene ormeggiata e quindi l’indotto lasciato sul territorio. Le concessioni demaniali troppo brevi possono rendere economicamente insostenibili gli investimenti. Il regime Iva del charter, infine, rischia di spostare domanda e attività verso Paesi come la Croazia, dove le condizioni fiscali risultano più favorevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È su questo terreno che Confindustria Nautica chiede ora un salto di qualità. Negli ultimi due anni alcuni passi sono stati fatti: dalla legge per la valorizzazione del mare al nuovo titolo professionale per il charter, fino agli strumenti del Fondo nazionale del turismo applicabili anche ai marina. Ma il passaggio successivo è costruire una politica industriale che tenga insieme produzione, porti, turismo e servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Salone ha mostrato anche segnali incoraggianti sul mercato, compresa la piccola nautica, il segmento che aveva sofferto maggiormente negli ultimi anni. «Gli operatori sono tutti contenti perché hanno fatto affari, preso contatti e venduto», ha spiegato Formenti alla chiusura della manifestazione. Ma proprio perché l’industria continua a reggere, la sfida per i prossimi anni si sposta fuori dai cantieri: sulla qualità delle infrastrutture, sulla certezza delle regole e sulla capacità dello Stato di considerare la nautica non come una somma di comparti separati, ma come una leva integrata di crescita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/trasporti/nautica-primato-industriale-politica-mare/">Nautica, il primato industriale chiede una politica del mare</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/trasporti/nautica-primato-industriale-politica-mare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CERN per l’IA, Bonaldi: «All’Europa serve una terza via tra Stati Uniti e Cina»</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/innovazione/cern-per-lia-bonaldi-alleuropa-serve-una-terza-via-tra-stati-uniti-e-cina/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/innovazione/cern-per-lia-bonaldi-alleuropa-serve-una-terza-via-tra-stati-uniti-e-cina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 10:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=68857</guid>

					<description><![CDATA[<p>La responsabile Innovazione, Professioni e P.A. del Pd rilancia un centro europeo pubblico per ricerca, capacità di calcolo e talenti: «Polo italiano e CERN europeo possono essere complementari».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/innovazione/cern-per-lia-bonaldi-alleuropa-serve-una-terza-via-tra-stati-uniti-e-cina/">CERN per l’IA, Bonaldi: «All’Europa serve una terza via tra Stati Uniti e Cina»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Europa ha costruito la prima architettura normativa organica sull’intelligenza artificiale, ma resta indietro su investimenti, capacità di calcolo e attrazione dei talenti. È il divario fotografato anche dal rapporto “CERN for AI”, a cura dell’International center for future generations, che indica nella concentrazione di risorse, infrastrutture e ricerca una possibile risposta alla frammentazione europea. Da qui parte la proposta sostenuta dal Pd di un grande centro pubblico continentale per l’IA. Una proposta a cui sta lavorando in prima fila anche Stefania Bonaldi, responsabile Innovazione, Professioni e P.A. del Partito Democratico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come nasce questa idea?</strong><br>«Nasce da una domanda che l’Europa non può più rimandare: riusciamo a governare il cambiamento portato dall’IA? Oggi pochissime aziende, tra Stati Uniti e Cina, decidono come funzionano strumenti che entrano nella nostra vita, nel lavoro, nella scuola, nella sanità e nell’informazione. È una questione di potere, prima ancora che di tecnologia. Il Laboratorio per le politiche tecnologiche del Pd ha ascoltato ricercatori, imprese e sindacati e fissato un principio: l’IA è un bene comune e i beni comuni hanno bisogno di infrastrutture pubbliche. Quando Giorgio Parisi ci ha presentato il manifesto per un CERN dell’IA, ci siamo riconosciuti subito. Il CERN è nato prima dei Trattati di Roma: oggi serve la stessa ambizione».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come dovrebbe funzionare concretamente?</strong><br>«Come un grande centro europeo di ricerca pubblica: un polo capace di formare e attrarre talenti, con capitale umano e visione di lungo periodo come pilastri. La ricerca scientifica, con sicurezza ed etica al centro, deve poter contare su una capacità di calcolo crescente e dialogare in modo dinamico con startup e industria. Serve un centro pubblico, indipendente e dotato di risorse permanenti, capace di affiancare alla leadership normativa europea una vera sovranità tecnologica democratica».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi dovrebbe finanziarlo e governarlo?</strong><br>«L’ipotesi avanzata da Giorgio Parisi ci convince, anche se va approfondita. Le risorse dovrebbero essere raccolte tra i Paesi partecipanti. Noi immaginiamo un perimetro vicino a quello dell’Unione europea, ma il modello potrebbe funzionare anche attraverso un accordo tra singoli Stati, coinvolgendo Paesi non Ue come Regno Unito e Svizzera».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanto dovrebbe investire l’Europa per renderlo credibile?</strong><br>«Serve un’infrastruttura pubblica, ricerca condivisa, cooperazione europea, accesso più democratico alla capacità di calcolo, tutela dei dati e una sovranità aperta, non subordinata ai monopoli tecnologici. È quella che chiamiamo “terza via europea”. Senza un investimento comune rischiamo di restare schiacciati tra i colossi privati americani e cinesi. Le stime su cui ragioniamo indicano tra 700 milioni e un miliardo l’anno nei primi anni».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come si concilia un’infrastruttura pubblica con un’industria competitiva?</strong><br>«La competitività europea richiede una strategia collaborativa che massimizzi le risorse comuni. Lo sviluppo dell’IA secondo modelli aperti e coerenti con i valori etici e sociali europei può creare un contesto più dinamico per le imprese, dentro rapporti strutturati tra università, aziende e istituzioni. Responsabilità, sicurezza ed etica non sono un freno allo sviluppo: possono diventare parte della leadership europea».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che rapporto dovrebbe esserci con il polo italiano e le AI Gigafactory?</strong><br>«Una candidatura italiana va sostenuta, perché parliamo di infrastrutture destinate a qualificare il Paese per i prossimi decenni. Il polo italiano potrebbe diventare uno degli snodi del futuro centro europeo, facendo da ponte tra ricerca e sistema produttivo. Polo nazionale e CERN europeo sarebbero complementari: condividere ricercatori, università, conoscenza e infrastrutture è la condizione per consentire all’Europa di competere scientificamente nell’IA».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/innovazione/cern-per-lia-bonaldi-alleuropa-serve-una-terza-via-tra-stati-uniti-e-cina/">CERN per l’IA, Bonaldi: «All’Europa serve una terza via tra Stati Uniti e Cina»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/innovazione/cern-per-lia-bonaldi-alleuropa-serve-una-terza-via-tra-stati-uniti-e-cina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cybersecurity, Engineering lancia EngSure: l’intelligenza artificiale per difendere imprese e PA</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/innovazione/cybersecurity-engineering-lancia-engsure-lintelligenza-artificiale-per-difendere-imprese-e-pa/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/innovazione/cybersecurity-engineering-lancia-engsure-lintelligenza-artificiale-per-difendere-imprese-e-pa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 15:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[engineering]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[pa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=68806</guid>

					<description><![CDATA[<p>Engineering presenta EngSure, la piattaforma AI per la cybersecurity che protegge imprese e PA dagli attacchi informatici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/innovazione/cybersecurity-engineering-lancia-engsure-lintelligenza-artificiale-per-difendere-imprese-e-pa/">Cybersecurity, Engineering lancia EngSure: l’intelligenza artificiale per difendere imprese e PA</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale sta cambiando gli equilibri della sicurezza informatica, trasformandosi contemporaneamente in uno strumento di difesa e in una nuova fonte di vulnerabilità per imprese e pubbliche amministrazioni. La crescente diffusione di sistemi autonomi, capaci di elaborare informazioni, accedere a dati sensibili e prendere decisioni operative, impone infatti un ripensamento delle strategie di cybersecurity. Non basta più proteggere reti e infrastrutture dagli attacchi esterni: occorre garantire anche la sicurezza, l’affidabilità e il controllo dei sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dalle organizzazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questo scenario che si inserisce EngSure, la nuova piattaforma agentica sviluppata da Engineering e presentata in occasione del Digital Innovation Forum 2026. Una soluzione che punta a rispondere a due esigenze sempre più interconnesse: utilizzare l’intelligenza artificiale per rendere più rapida ed efficace la difesa informatica e proteggere, allo stesso tempo, gli stessi sistemi AI da manipolazioni, accessi non autorizzati e comportamenti imprevisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione assume una rilevanza crescente anche sul piano economico. Con l’integrazione dell’AI nei processi produttivi e amministrativi, la sicurezza diventa un fattore determinante per la continuità operativa, la protezione degli investimenti tecnologici e la fiducia nell’innovazione. L’automazione consente di aumentare efficienza e produttività, ma amplia anche la superficie esposta agli attacchi, rendendo necessario affiancare all’adozione delle nuove tecnologie strumenti di monitoraggio e governance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La cybersicurezza è una condizione imprescindibile per la competitività e per la fiducia nell’innovazione digitale», ha sottolineato Aldo Bisio, amministratore delegato di Engineering. «Con IS-IA abbiamo definito il nostro approccio a un’Intelligenza Artificiale governabile, trasparente e sicura, che consente alle organizzazioni di mantenere il controllo su dati, modelli, infrastrutture e processi. EngSure completa questa strategia, estendendone i principi alla cybersicurezza e proteggendo l’AI quando entra concretamente nei processi aziendali».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La piattaforma si articola in quattro moduli specializzati, progettati per intervenire nelle diverse fasi di utilizzo dei sistemi intelligenti. SHIELD monitora le applicazioni in produzione e individua anomalie e possibili attacchi, mentre PROBE simula comportamenti ostili per verificare preventivamente le vulnerabilità. CERTIS traduce controlli e verifiche tecniche in informazioni utili per audit e conformità normativa; PROVENANCE analizza invece provenienza, qualità e affidabilità di dati e modelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è superare una concezione della cybersecurity limitata alla protezione del perimetro aziendale, integrando i controlli direttamente nei processi operativi. EngSure può, ad esempio, individuare tentativi di sottrazione delle credenziali o rilevare quando un agente AI cerca di accedere a informazioni esterne al proprio ambito autorizzato, prevedendo il blocco dell’operazione o l’intervento umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio che si inserisce nella strategia IS-IA di Engineering, orientata alla gestione dell’intero ciclo di vita dell’intelligenza artificiale e all’interoperabilità tra piattaforme e modelli differenti. La possibilità di adottare progressivamente i diversi strumenti punta inoltre a rendere la sicurezza proporzionata alle esigenze e ai rischi delle singole organizzazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non basta più difendere il perimetro delle organizzazioni: occorre proteggere e sorvegliare gli agenti, verificare i dati su cui apprendono e controllare il modo in cui prendono decisioni», ha spiegato Bisio. La sfida, per imprese e amministrazioni, sarà dunque accompagnare la crescente autonomia dei sistemi intelligenti con una capacità altrettanto evoluta di supervisione. Perché la diffusione dell’intelligenza artificiale su scala industriale dipenderà sempre più dalla possibilità di coniugare innovazione, sicurezza e controllo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/innovazione/cybersecurity-engineering-lancia-engsure-lintelligenza-artificiale-per-difendere-imprese-e-pa/">Cybersecurity, Engineering lancia EngSure: l’intelligenza artificiale per difendere imprese e PA</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/innovazione/cybersecurity-engineering-lancia-engsure-lintelligenza-artificiale-per-difendere-imprese-e-pa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Musumeci: «La nautica deve diventare una politica industriale del Paese»</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/economia/musumeci-nautica-politica-industriale/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/economia/musumeci-nautica-politica-industriale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=68696</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare: «Non basta celebrare il primato dei cantieri. Servono porti, retroporti, infrastrutture e una strategia nazionale». Sull’underwater: «Grande frontiera dei prossimi decenni»</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/musumeci-nautica-politica-industriale/">Musumeci: «La nautica deve diventare una politica industriale del Paese»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La nautica italiana esce dal Salone di Genova con una leadership internazionale consolidata, soprattutto nell’alto di gamma, ma anche con una sfida più ampia davanti: trasformare la forza della cantieristica in una politica economica capace di generare valore lungo tutta la filiera del mare. Porti, retroporti, turismo nautico, refitting, logistica, ricerca e nuove tecnologie diventano così parte dello stesso disegno. È questa la prospettiva indicata da Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, che richiama la necessità di superare interventi frammentati e costruire una strategia nazionale. Al centro anche la crescita dell’underwater economy, la protezione delle infrastrutture sottomarine e il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo, tra competitività, sicurezza e sostenibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Salone di Genova ha confermato la forza della nautica italiana. Qual è il passaggio necessario per trasformare questo primato in una crescita strutturale?<br></strong>«La priorità è consolidare un sistema, non limitarci a celebrare un primato. La nautica italiana unisce manifattura, tecnologia, design e una straordinaria rete di Pmi. Ma alla forza dell’industria deve corrispondere un sistema competitivo a terra. Penso anzitutto alla portualità turistica: abbiamo circa 160 mila posti barca e ne servono decine di migliaia in più. La sfida internazionale si vince su qualità, innovazione, formazione, semplificazione e capacità di attrarre investimenti. Il Piano del Mare nasce con questa logica: superare interventi frammentari e dare continuità a una politica nazionale».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lei richiama la necessità di consolidare l’intero sistema. Ma oggi il comparto non rischia di viaggiare a due velocità, con i superyacht molto più forti della piccola e media nautica?</strong><br>«È un rischio concreto. La leadership nei superyacht è un patrimonio, ma la nautica italiana non può identificarsi solo con l’alto di gamma. La piccola e media nautica significa cantieri, componentistica, servizi e accesso al mare per una platea più ampia. Occorre intervenire sui fattori che incidono sulla competitività: semplificazione, infrastrutture, disponibilità di ormeggi e formazione. La forza del nostro modello sta proprio nella convivenza tra grandi gruppi e Pmi altamente specializzate».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se la sfida è allargare la crescita a tutta la filiera, quanto valore riusciamo davvero a trattenere in Italia dopo il varo di un’imbarcazione?</strong><br>«Possiamo trattenere molto più valore. Costruire in Italia alcune delle migliori imbarcazioni del mondo è un punto di partenza. Una barca genera economia anche dopo il varo: ormeggio, manutenzione, refitting, ristorazione, ricettività, commercio e servizi. È qui che dobbiamo crescere. Il Piano nazionale per la portualità turistica indica tre direttrici: strutture, competitività e sostenibilità. Un marina moderno deve essere una porta di accesso al territorio, non soltanto un luogo di ormeggio. Integrare marina e territori significa trattenere in Italia una quota maggiore della spesa del diportista, creando opportunità soprattutto nel Mezzogiorno».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Portualità, refitting, turismo e servizi diventano quindi parte della stessa strategia. È questo il salto necessario perché la blue economy venga finalmente trattata come una vera politica industriale nazionale?<br></strong>«Il salto di qualità è culturale e di governance. Per troppo tempo abbiamo avuto molte amministrazioni competenti sul mare, ma non una politica del mare. Il Comitato interministeriale e il Piano del Mare sono nati per cambiare questo metodo. Porti e logistica, cantieristica, nautica, pesca, turismo, energia, ricerca e dimensione subacquea devono dialogare dentro una strategia comune. Servono programmazione, infrastrutture, capitale umano, ricerca e semplificazione. Il mare riguarda l’intera manifattura: approvvigionamenti, catene del valore e accesso ai mercati dipendono dalla dimensione marittima. Non è dunque una politica delle sole regioni costiere, ma una politica nazionale».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dentro questa strategia entra anche la dimensione subacquea. Su quali segmenti dell’underwater l’Italia può costruire una leadership industriale?</strong><br>«La dimensione subacquea è una grande frontiera dei prossimi decenni. L’Italia parte con competenze importanti nella cantieristica, nella difesa, nella robotica, nelle telecomunicazioni, nell’energia e nella ricerca. Dobbiamo metterle a sistema. È la logica del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea della Spezia, che riunisce Marina Militare, università, ricerca, industria, Pmi e start-up. Gli investimenti devono puntare sulle tecnologie per conoscere e monitorare i fondali, sui veicoli autonomi, sulla sensoristica, sulla protezione delle infrastrutture e sulla ricerca marina. Pubblico e privato devono trasformare la ricerca in prodotti industriali e nuove professionalità qualificate».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo sviluppo dell’underwater porta però direttamente al tema della sicurezza. L’Italia dispone oggi degli strumenti necessari per proteggere le infrastrutture strategiche che passano sotto il mare?</strong><br>«Abbiamo compiuto passi che pochi anni fa mancavano. Il Piano del Mare ha inserito la dimensione subacquea tra le direttrici strategiche; abbiamo creato il Polo nazionale e nel 2026 l’Italia si è dotata di una legge specifica, tra i primi Paesi europei a farlo, prevedendo un’Autorità nazionale per il controllo delle attività subacquee. Sui fondali passano infrastrutture di comunicazione ed energetiche di interesse civile e militare. Le tensioni geopolitiche hanno dimostrato che un sabotaggio sotto il mare può produrre conseguenze enormi sulla superficie. Sicurezza e sviluppo industriale non sono obiettivi separati: la necessità di conoscere, sorvegliare e proteggere i fondali può accelerare ricerca, innovazione e sovranità tecnologica italiana».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sicurezza delle infrastrutture e sicurezza delle rotte riportano al Mediterraneo. Quanto pesa oggi l’instabilità geopolitica sulle prospettive dell’economia marittima italiana?</strong><br>«Pesa molto, perché il Mediterraneo è strategico ma è anche un mare racchiuso tra Suez e Gibilterra. Le crisi nel Mar Rosso hanno ricordato quanto le nostre catene logistiche dipendano dalla sicurezza delle rotte. Non possiamo più avere del mare un approccio soltanto economico: commercio, energia, sicurezza e politica estera sono connessi. L’Italia può essere una cerniera tra Europa, Africa e Medio Oriente, ma la geografia da sola non basta. Servono porti e retroporti efficienti, intermodalità, digitalizzazione e procedure rapide. Serve anche un’Europa più consapevole della dimensione mediterranea. L’Italia conta nel mondo se sa contare nel Mediterraneo, nei traffici come nel dialogo con la sponda Sud».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In questo scenario di crescita, investimenti e maggiore utilizzo economico del mare, come si evita che competitività e tutela ambientale diventino obiettivi contrapposti?</strong><br>«Non abbiamo alternativa: dobbiamo tenere insieme crescita e tutela. Il Mediterraneo soffre per inquinamento, plastiche, reti abbandonate, sversamenti e riscaldamento delle acque; comprometterne l’equilibrio significherebbe colpire pesca, turismo e le attività che dal mare ricavano valore. Allo stesso tempo la sostenibilità deve essere ambientale, economica e sociale. La transizione non può tradursi nella perdita di competitività o nello spostamento delle attività verso Paesi con standard inferiori. Servono regole certe, controlli efficaci, innovazione, decarbonizzazione realistica e programmazione degli usi dello spazio marittimo. Il principio è utilizzare la risorsa mare senza consumarla: tutela e sviluppo sono le due condizioni perché l’economia blu possa creare ricchezza e lavoro nel lungo periodo».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/musumeci-nautica-politica-industriale/">Musumeci: «La nautica deve diventare una politica industriale del Paese»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/economia/musumeci-nautica-politica-industriale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Torri dell’Eur, CDP investe 250 milioni: Roma accelera sulla rigenerazione urbana e attrae nuovi capitali</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/economia/68688/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/economia/68688/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:21:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cdp]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[roma,]]></category>
		<category><![CDATA[torri dell'eur]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=68688</guid>

					<description><![CDATA[<p>CDP investe 250 mln nelle Torri dell’Eur. Continua la trasformazione immobiliare di Roma, tra rigenerazione e nuovi capitali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/68688/">Torri dell’Eur, CDP investe 250 milioni: Roma accelera sulla rigenerazione urbana e attrae nuovi capitali</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Roma prova a consolidare il proprio ruolo tra le grandi capitali europee degli investimenti immobiliari, puntando sulla rigenerazione urbana, sulla valorizzazione del patrimonio esistente e sulla capacità di attrarre capitali pubblici e privati. In questo scenario si inserisce l&#8217;operazione delle Torri dell&#8217;Eur, lo storico complesso progettato negli anni Sessanta dall&#8217;architetto Cesare Ligini, tornato a nuova vita grazie a un investimento di circa 250 milioni di euro del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti. Un intervento che va oltre il recupero architettonico di uno dei simboli dello skyline capitolino e che rappresenta un tassello della trasformazione urbanistica, finanziaria e immobiliare che Roma sta attraversando, seguendo una traiettoria già intrapresa da metropoli come Parigi, Londra, Madrid e Berlino. In queste città, infatti, il mercato immobiliare è sempre più orientato verso la riqualificazione degli edifici esistenti, l&#8217;efficientamento energetico e la riconversione di grandi complessi direzionali, anche per rispondere alla domanda di immobili moderni e sostenibili. Un cambiamento che sta interessando anche la Capitale italiana, dove il patrimonio storico e la disponibilità di grandi aree da rigenerare rappresentano contemporaneamente una sfida e un&#8217;opportunità di investimento. Secondo i dati presentati da Roma Capitale al Mipim 2026, gli investimenti diretti nel mercato immobiliare romano hanno raggiunto circa 1,7 miliardi di euro, in crescita di oltre il 13,5% rispetto all&#8217;anno precedente, mentre il patrimonio gestito professionalmente nella città supera i 6,4 milioni di metri quadrati. Numeri che testimoniano il rinnovato interesse degli investitori per un mercato a lungo penalizzato dalla complessità amministrativa e dai tempi delle trasformazioni urbanistiche, ma che oggi cerca di rafforzare il proprio posizionamento competitivo nel panorama europeo. È in questo contesto che assume particolare significato la riqualificazione delle Torri dell&#8217;Eur, inaugurate il 12 ottobre dopo quattro anni di lavori e un lungo periodo di inutilizzo. Il progetto, realizzato dal Gruppo CDP attraverso CDP Real Asset SGR, ha interessato cinque edifici, tra cui tre torri di 17 piani e due corpi più bassi, oltre a una struttura di collegamento, per circa 60mila metri quadrati di superficie e ulteriori 21.700 metri quadrati di spazi interrati. Un complesso destinato a ospitare l&#8217;Agenzia delle Entrate, restituendo una funzione istituzionale a immobili che per circa trent&#8217;anni erano stati sede del ministero delle Finanze. L&#8217;operazione ha coniugato il recupero dell&#8217;identità architettonica originaria con l&#8217;introduzione di soluzioni tecnologiche e standard avanzati di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, evitando nuovo consumo di suolo. Dal punto di vista finanziario, l&#8217;intervento rappresenta un esempio del ruolo che un investitore istituzionale di lungo periodo può svolgere nei processi di rigenerazione urbana, trasformando un patrimonio immobiliare inattivo in un asset nuovamente utilizzabile e potenzialmente capace di generare flussi economici stabili. «Con CDP Real Asset in prima linea e il supporto di Fintecna, abbiamo riconvertito la struttura in un complesso moderno ed efficiente e capace di generare valore duraturo per il territorio», ha dichiarato l&#8217;amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco. Un modello di valorizzazione che assume una rilevanza particolare per Roma, dove la trasformazione immobiliare non riguarda più soltanto il mercato residenziale o il settore alberghiero, sostenuto dall&#8217;attrattività turistica internazionale, ma coinvolge sempre più anche gli uffici, i servizi pubblici e i grandi contenitori urbani dismessi. Dalla riqualificazione delle ex caserme di Guido Reni al Flaminio ai progetti per gli ex Mercati Generali, dalla trasformazione dell&#8217;ex Fiera di Roma agli interventi previsti nell&#8217;area di Pietralata, la città sta cercando di costruire una nuova geografia degli investimenti, nella quale le operazioni immobiliari diventano parte di una strategia più ampia di sviluppo urbano. Anche il quadrante dell&#8217;Eur, storicamente uno dei principali poli amministrativi e direzionali della Capitale, è interessato da questa evoluzione, con iniziative che puntano a rafforzarne la centralità economica e la qualità degli spazi. Il confronto con le altre capitali europee evidenzia tuttavia anche le sfide ancora aperte. Per competere stabilmente con mercati consolidati come Londra e Parigi o con realtà dinamiche come Madrid, Roma deve accompagnare l&#8217;interesse degli investitori con infrastrutture efficienti, tempi autorizzativi prevedibili, servizi e una pianificazione capace di integrare funzioni pubbliche, attività produttive e qualità urbana. La disponibilità di capitali, da sola, non garantisce infatti il successo della rigenerazione: è la capacità di trasformare gli investimenti in valore economico e sociale duraturo a determinare la competitività di una città. In questa prospettiva, il recupero delle Torri dell&#8217;Eur assume un significato che supera il valore dell&#8217;investimento. È il segnale di una Roma che cerca di uscire da una logica di conservazione passiva del proprio patrimonio per adottare un modello di valorizzazione più vicino a quello delle grandi metropoli europee, dove la rigenerazione degli immobili esistenti costituisce una componente strategica delle politiche urbane e dei mercati finanziari. La sfida, adesso, sarà trasformare interventi di questa portata in un processo strutturale, capace di coinvolgere altri quartieri e attrarre nuovi investimenti, conciliando redditività immobiliare, sostenibilità ambientale e interesse pubblico. Perché il rilancio delle Torri dell&#8217;Eur non rappresenti soltanto il recupero di un edificio simbolico, ma una tappa della trasformazione di Roma in una capitale europea più moderna, competitiva e attrattiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/68688/">Torri dell’Eur, CDP investe 250 milioni: Roma accelera sulla rigenerazione urbana e attrae nuovi capitali</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/economia/68688/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Yuan Gong a Palazzo Merulana, l’arte contemporanea diventa un palcoscenico</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/yuan-gong-a-palazzo-merulana-larte-contemporanea-diventa-un-palcoscenico/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/cultura/yuan-gong-a-palazzo-merulana-larte-contemporanea-diventa-un-palcoscenico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 14:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo merulana]]></category>
		<category><![CDATA[yuan gong]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=68594</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mondo contemporaneo come un grande palcoscenico, nel quale identità, relazioni e significati vengono continuamente costruiti, messi in discussione e trasformati. È questa la riflessione...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/yuan-gong-a-palazzo-merulana-larte-contemporanea-diventa-un-palcoscenico/">Yuan Gong a Palazzo Merulana, l’arte contemporanea diventa un palcoscenico</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mondo contemporaneo come un grande palcoscenico, nel quale identità, relazioni e significati vengono continuamente costruiti, messi in discussione e trasformati. È questa la riflessione al centro di The World of the Stage II, la mostra personale dell’artista cinese Yuan Gong, ospitata a Palazzo Merulana, a Roma, dal 3 ottobre al primo novembre 2026. Curata da Liliana Liao, l’esposizione si inserisce nella seconda edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina, proponendo una lettura della società contemporanea attraverso il linguaggio dell’arte concettuale, della videoarte e della performance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra, allestita negli spazi della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, gestiti e valorizzati da CoopCulture, rappresenta il secondo capitolo di un progetto artistico avviato a Venezia nel 2026 con The World of the Stage I. Un percorso che nasce dalla collaborazione quindicennale tra Gong e Liao e che si sviluppa attraverso tre progetti complementari: The World of the Stage II, The Birth of the Jester e The Labyrinth.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della ricerca non c’è il teatro inteso come luogo fisico, ma la dimensione della rappresentazione come condizione dell&#8217;esistenza contemporanea. Per Yuan Gong, la scena coincide con l&#8217;insieme dei dispositivi sociali e culturali che determinano il modo in cui gli individui appaiono, agiscono e vengono osservati. Il palcoscenico diventa così una metafora delle dinamiche attraverso cui si costruiscono l’identità personale e quella collettiva, in una società nella quale il confine tra realtà e rappresentazione appare sempre più incerto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corpo come strumento di indagine Nato a Shanghai nel 1961, Yuan Gong ha sviluppato una pratica artistica che attraversa arte concettuale, performance e ricerca filosofica. Il corpo costituisce uno degli elementi centrali del suo lavoro, non tanto come strumento di espressione individuale, quanto come luogo nel quale si manifestano rapporti di potere, convenzioni sociali e processi di attribuzione del significato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Confini, piazze, rovine, luoghi religiosi e ambienti digitali diventano, nelle sue opere, spazi attivi della rappresentazione. Non semplici scenografie, ma contesti capaci di condizionare il comportamento e la percezione degli individui. Attraverso lavori realizzati in momenti differenti della propria carriera, l&#8217;artista costruisce quella che può essere interpretata come un&#8217;archeologia della messa in scena, ricostruendo le modalità attraverso cui la realtà viene prodotta e continuamente riconfigurata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sostenere questa riflessione è anche il concetto di Qi, principio della tradizione filosofica cinese attorno al quale Gong conduce da oltre quindici anni una ricerca estetica. Una prospettiva che permette all&#8217;artista di mettere in relazione linguaggi contemporanei e riferimenti culturali differenti, superando una lettura rigidamente occidentale dei meccanismi della rappresentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore sviluppo della ricerca è rappresentato da The Birth of the Jester, progetto performativo partecipativo che a Venezia ha coinvolto il pubblico nella trasformazione del volto dell&#8217;artista. La figura del giullare diventa così un&#8217;identità instabile, costruita attraverso l&#8217;intervento degli altri, mentre l&#8217;autorialità individuale lascia spazio a una dimensione collettiva dell&#8217;opera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;osservatore entra nella scena Uno degli aspetti più significativi dell&#8217;esposizione romana riguarda proprio il ruolo attribuito allo spettatore. Le opere non offrono interpretazioni definitive, ma sollecitano una partecipazione attiva, trasformando l&#8217;osservazione in un processo di produzione del significato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una riflessione che assume particolare rilevanza nell&#8217;attuale ecosistema mediatico, caratterizzato dalla continua circolazione e rielaborazione delle immagini e delle informazioni. Gong non cerca di ricondurre questa complessità a una verità unica, ma rende visibili i meccanismi attraverso cui la percezione della realtà viene orientata e modificata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra si colloca inoltre nel programma della Settimana della Cultura Italia-Cina, promossa da LIAO – Laboratorio Incontro Asia Occidente in collaborazione con Associna, in calendario dal 2 ottobre al 5 novembre. Dopo la prima edizione del 2024, la manifestazione amplia il dialogo tra i due Paesi attraverso mostre, performance, poesia, musica, video e moda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Palazzo Merulana, The World of the Stage II diventa così un&#8217;occasione di confronto tra tradizioni culturali e pratiche artistiche contemporanee. Per Yuan Gong, invece, è un nuovo passaggio di una ricerca che mette in discussione la posizione stessa dell&#8217;individuo nella società: non più soltanto spettatore della realtà, ma parte di una scena alla cui costruzione contribuisce continuamente.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Photo Credits: Hu Yichao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/yuan-gong-a-palazzo-merulana-larte-contemporanea-diventa-un-palcoscenico/">Yuan Gong a Palazzo Merulana, l’arte contemporanea diventa un palcoscenico</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/cultura/yuan-gong-a-palazzo-merulana-larte-contemporanea-diventa-un-palcoscenico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spena: «Con il Forum Roma al centro della diplomazia dell’acqua»</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/esteri/spena-con-il-forum-roma-al-centro-della-diplomazia-dellacqua/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/esteri/spena-con-il-forum-roma-al-centro-della-diplomazia-dellacqua/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 11:06:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=68587</guid>

					<description><![CDATA[<p>La presidente del Comitato One Water traccia il bilancio del Forum Euromediterraneo dell’Acqua: cooperazione tra le due sponde, innovazione, accesso universale e collaborazione pubblico-privato tra le priorità emerse alla Nuvola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/spena-con-il-forum-roma-al-centro-della-diplomazia-dellacqua/">Spena: «Con il Forum Roma al centro della diplomazia dell’acqua»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Forum Euromediterraneo dell’Acqua ha portato a Roma istituzioni, imprese, università, associazioni e società civile per discutere il futuro di una risorsa sempre più strategica. Dalla Rome Initiative on Water al ruolo dell’intelligenza artificiale, fino alla dimensione sociale e alla necessità di rafforzare la cooperazione tra pubblico e privato, Maria Spena, presidente del Comitato One Water, ripercorre i principali temi emersi dall’iniziativa e il ruolo che l’Italia può giocare nel Mediterraneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo Forum ha dato centralità a Roma sul tema globale dell’acqua. Qual è stata la risposta degli stakeholder?</strong><br>«Sin dal percorso preparatorio ho trovato una grande disponibilità e persino entusiasmo negli stakeholder a cui presentavamo il progetto del Forum. C’era bisogno di un evento di respiro internazionale che parlasse di acqua a 360 gradi. Lo abbiamo avuto a Roma e, nell’organizzarlo, abbiamo avvertito tutto l’appoggio delle istituzioni, delle imprese, degli ordini professionali, delle università e delle associazioni coinvolte. Alla Nuvola, tra gli stand e nei panel, si avvertiva l’orgoglio di aver partecipato a qualcosa di storico».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Forum ha aiutato a capire quanto sia strategica la risorsa acqua per la diplomazia, per l’economia, per le infrastrutture e per l’agricoltura. Serve, secondo lei, un coordinamento a livello europeo per prepararsi a queste sfide?</strong><br>«È in questa direzione che va la Rome Initiative on Water, prevista nella Dichiarazione ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo sull’acqua e lanciata in corrispondenza con i lavori del nostro Forum. C’è la volontà di accorciare le distanze infrastrutturali tra le due sponde del Mediterraneo in materia idrica e, a questo scopo, il ministro Tajani ha annunciato che l’Italia ha già approvato un primo progetto da 3 milioni di euro per aiutare i Paesi partner. Sul fronte dell’acqua c’è un protagonismo italiano che verrà rafforzato con la Rome Initiative on Water e ci dà un ruolo di leadership a livello non solo europeo, ma mediterraneo».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Durante il Forum è emerso anche il tema della tecnologia. Che ruolo può giocare l’intelligenza artificiale nelle future prospettive industriali di gestione idrica?</strong><br>«Gli esemplari di nuove tecnologie esposte nel nostro One Water Expo sono stati apprezzatissimi dal pubblico del Forum. Questo già ci dice molto: c’è la consapevolezza, tra gli addetti ai lavori, che l’innovazione è la principale alleata del risparmio idrico. È un dato di fatto che, grazie all’intelligenza artificiale, le imprese saranno sempre più in grado di monitorare i propri sistemi idrici e prevedere eventuali perdite alle infrastrutture. Le opportunità offerte da questa nuova frontiera consentiranno di mantenere alta la qualità dei servizi idrici e anche di ridurre i costi operativi».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>C’è anche il tema sociale. Cosa è importante fare per rafforzare l’universalità dell’accesso all’acqua?</strong><br>«Questo è stato un mio pallino sin dall’inizio: il coinvolgimento della società civile nell’organizzazione del Forum. Per questo abbiamo voluto panel e workshop animati dai rappresentanti delle organizzazioni non profit per sollevare il tema dell’educazione alla cittadinanza globale in materia idrica. E c’è stata anche la loro presenza “concreta” nell’area espositiva, per sensibilizzare ancora di più gli addetti ai lavori sulla questione sociale che sta dietro a quella idrica. Sono una convinta sostenitrice di un approccio multidisciplinare all’argomento, che dia uno spazio prioritario al mondo della società civile: escluderla dal processo decisionale sarebbe non solo sbagliato a livello etico, ma anche controproducente».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanto è importante il confronto pubblico-privato per lo sviluppo delle prospettive idriche?</strong><br>«Il Forum stesso è un esempio della necessità del confronto pubblico-privato. Abbiamo visto diversi progetti di questa tipologia alla Nuvola, ad esempio l’Arno Water Resilience Lab lanciato dal gruppo del lusso Kering, che ha realizzato una piena e fruttuosa collaborazione tra l’azienda, le autorità di bacino locali e le università per tradurre in impegno concreto la resilienza idrica a livello territoriale. Questa è la strada da intraprendere e anche il nostro Forum lo ha dimostrato»</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/spena-con-il-forum-roma-al-centro-della-diplomazia-dellacqua/">Spena: «Con il Forum Roma al centro della diplomazia dell’acqua»</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/esteri/spena-con-il-forum-roma-al-centro-della-diplomazia-dellacqua/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sicurezza idrica diventa economica: il Mediterraneo alla prova della resilienza</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/la-sicurezza-idrica-diventa-economica-il-mediterraneo-alla-prova-della-resilienza/</link>
					<comments>https://www.thewatcherpost.it/politica/la-sicurezza-idrica-diventa-economica-il-mediterraneo-alla-prova-della-resilienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=68576</guid>

					<description><![CDATA[<p>Superare la logica dell’emergenza: investimenti, innovazione e collaborazione pubblico-privato diventano leve decisive per proteggere filiere, territori e competitività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/la-sicurezza-idrica-diventa-economica-il-mediterraneo-alla-prova-della-resilienza/">La sicurezza idrica diventa economica: il Mediterraneo alla prova della resilienza</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(Articolo pubblicato su L&#8217;Economista, inserto de Il Riformista)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza idrica sta rapidamente smettendo di essere una voce confinata nelle politiche ambientali per diventare una delle condizioni della tenuta economica e sociale del Mediterraneo. È uno dei messaggi più netti emersi dal Forum Euromediterraneo dell’Acqua, alla Nuvola di Roma: in una regione sempre più esposta a siccità prolungate, precipitazioni estreme, desertificazione e pressione crescente sulle città, la sfida è superare la logica della risposta all’emergenza e costruire una capacità strutturale di adattamento. Il cambio di prospettiva è sostanziale. L’acqua è un’infrastruttura economica dalla quale dipendono agricoltura, industria, energia, sviluppo urbano e competitività dei territori. Ed è proprio il costo economico della vulnerabilità a rendere sempre meno rinviabile l’investimento in resilienza. «L’acqua non è solo una scelta ecologica, ma un asset economico strategico: il costo dell’inazione idrica è cinque volte superiore a quello dell’azione, mentre ogni dollaro investito in resilienza genera quattro dollari di beneficio», ha sottolineato Marie-Claire Daveu, responsabile sostenibilità di Kering. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una prospettiva che porta la questione direttamente dentro le catene del valore: «La resilienza delle nostre filiere, a partire dalla produzione delle materie prime fino ai distretti di trasformazione, come in Italia, dipende dalla salute dei bacini idrici che le sostengono». Per Daveu, infatti, «un’azienda efficiente in un territorio degradato resta esposta a un rischio sistemico»: da qui la necessità di passare dalla gestione del singolo sito produttivo alla resilienza dell’intero territorio e di utilizzare dati scientifici e investimenti collettivi anche per accompagnare le Pmi verso modelli più sostenibili. Sul versante delle infrastrutture e della gestione della risorsa, lo stesso cambio di paradigma è stato indicato da Patrizia Rutigliano, amministratrice delegata di SUEZ Italia: «Efficienza, riuso e integrazione sono i pilastri su cui costruire la sicurezza idrica dei prossimi anni. Non possiamo più gestire siccità e scarsità d’acqua come emergenze ricorrenti». </p>



<p class="wp-block-paragraph">Riduzione delle perdite, ammodernamento delle reti e integrazione stabile di nuove fonti, dal riuso delle acque depurate alla dissalazione fino alla tutela delle falde, diventano così parti di un unico sistema. Le tecnologie, ha osservato Rutigliano, «ci sono già», ma occorrono condizioni che consentano «di investire con visibilità, stabilità e una prospettiva di lungo periodo». È qui che il tema della resilienza incontra quello della cooperazione tra pubblico e privato. Alle istituzioni spettano programmazione, regolazione e tutela di una risorsa essenziale; imprese, gestori e operatori tecnologici possono mettere a disposizione capitale, innovazione e capacità realizzativa. Ma perché l’incontro produca risultati occorrono progetti maturi, regole stabili e strumenti finanziari capaci di sostenere investimenti i cui ritorni economici e sociali si misurano nel lungo periodo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La dimensione mediterranea allarga ulteriormente la prospettiva. Antonio Tajani ha ricordato che «l’acqua può diventare un terreno concreto di fiducia, solidarietà e cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo», indicando la sicurezza idrica come un fattore di stabilità e sviluppo. A questa impostazione si accompagna la Rome Initiative on Water, attraverso cui l’Italia ha annunciato un primo progetto da 3 milioni di euro per aiutare i Paesi della sponda Sud a costruire iniziative finanziabili dalle istituzioni internazionali. Il messaggio che arriva da Roma è dunque soprattutto economico: resilienza idrica significa ridurre il costo futuro di siccità e alluvioni, proteggere le filiere, rendere più sicuri gli investimenti e rafforzare la capacità produttiva dei territori. Per farlo non bastano interventi emergenziali o singole opere, ma serve una strategia che metta insieme pianificazione pubblica, industria, finanza e cooperazione internazionale. In questa prospettiva l’adattamento climatico smette di essere soltanto una politica ambientale e diventa, sempre più, una politica di sviluppo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/la-sicurezza-idrica-diventa-economica-il-mediterraneo-alla-prova-della-resilienza/">La sicurezza idrica diventa economica: il Mediterraneo alla prova della resilienza</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.thewatcherpost.it/politica/la-sicurezza-idrica-diventa-economica-il-mediterraneo-alla-prova-della-resilienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
